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Pagelle Fiorentina-Milan 1-1: sempre Rebić, pari tra le polemiche

Pagelle Fiorentina-Milan 1-1: sempre Rebić, pari tra le polemiche

PAGELLE FIORENTINA-MILANPer continuare la striscia positiva dopo la vittoria sul Torino, il Milan ha bisogno di altri punti contro un’avversaria temibile e in un buon momento come la Fiorentina, reduce da un 5-1 in casa della Sampdoria. Al termine di una settimana travagliata dal punto di vista delle indiscrezioni dirigenziali, Stefano Pioli ha il compito di compattare la squadra e ottenere bottino pieno in un campo ostico come il Franchi. Formazione confermata con il ritorno di Çalhanoglu sulla trequarti e di Conti sull’esterno; il giovane Gabbia sostituisce l’infortunato Kjær.

Primo tempo intenso e propositivo da parte dei rossoneri, in cui viene annullato un gol magistrale a Zlatan Ibrahimović per presunto tocco di mano; Fiorentina che si fa vedere su diversi calci di punizione pericolosi. Secondo tempo che ricomincia ancora meglio per il Milan con il gol di Rebić e l’espulsione di Dalbert; Diavolo che, sul finire della partita, si affievolisce e subisce il pareggio da Pulgar su rigore molto dubbio. Rabbia e rimpianti nel finale.

Pagelle:

Donnarumma 6: subisce un fallo da Chiesa all’inizio del primo tempo, che lo costringe all’uscita nel secondo. Sempre sicuro su due colpi di testa viola.#Sfortunato

Conti 5: malino nel primo tempo, saltato più volte sulla sua fascia dagli sprint viola. Secondo tempo in cui non migliora e si spegne con tutta la squadra. #Assente

Gabbia 6,5 : positiva anche la seconda prova dopo l’esordio contro il Torino. Sempre attento e applaudito dai tifosi. Esce prima del pareggio gigliato, chissà che non sia un caso. #BuonaLaSeconda

Romagnoli 6: il fallo da rigore commesso sull’ex Cutrone è troppo dubbio da poter essere considerato un errore del difensore di Anzio. Fin quando lavora con Gabbia regge e imposta bene, dopo l’entrata di Musacchio soffre. #Penalizzato

Hernández 6,5: sempre il primo sugli sprint tutto campo, cambi gioco e cross da applausi. Manca ancora qualcosa in fase difensiva. #SoliTheo

Castillejo 6+: si nota per i molti cross dalla destra alla Suso, ma lui lavora molto anche in fase difensiva. Giocatore ritrovato con la gestione Pioli, esce per un affaticamento al flessore. #Redivivo

Kessié 6,5: altra grande partita di Franck, che recupera a palloni e rifinisce anche discretamente, come ha chiesto Pioli in conferenza. #PassiInAvanti

Bennacer 7: grande personalità che, a volte, si tramuta in troppa irruenza. Per il resto prestazione eccellente. #Metronomo

Rebić 7: segna sempre lui, anche se oggi poteva, addirittura, raddoppiare. Con Ibrahimović al suo fianco è tutto un altro giocatore. #ElSegnaSemperLu

Çalhanoglu 6,5: ganglo vitale nella trequarti rossonera. Altra prestazione convincente, in cui manca sempre qualcosa nello step finale. #ForzaÇalha

Ibrahimović 6,5: il suo gol nel primo tempo illumina il Franchi e si procura una punizione con rosso a Dalbert, a dimostrazione che, anche a 38 anni, si può cambiare una squadra. #IronMan

Begovic 5,5: sul rigore poteva fare molto di più, non molto sicuro anche sul colpo di testa di Chiesa. #DaMigliorare

Musacchio 5: entra e il Milan crolla definitivamente. #Male

Saelemaekers SV: gioca gli ultimi scampoli di partita.

Pioli 6,5: Bello il suo ritorno a Firenze dopo la tragedia Astori. Bello l’applauso dei tifosi viola e bello, a tratti, anche il suo Milan. #PerDavide

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Fiorentina-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Fiorentina-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

FIORENTINA-MILAN – Dopo la vittoria con il Toro il Milan si appresta ad affrontare un avversario che all’andata umiliò i rossoneri. Andiamo a scoprirlo meglio.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente del Milan a Firenze risale  all’11 maggio scorso e terminò 1 a 0 per i rossoneri con rete di Calhanoglu.

Precedenti famosi

Uno dei precedenti da ricordare è sicuramente quello dell’aprile 2013, terminato 2 a 2, con il Milan che concesse due rigori nel giro di sette minuti permettendo ai viola di agguantare il pareggio.

Ultime gare delle Fiorentina

La Fiorentina arriva allo scontro reduce dallo scoppiettante 5 a 1 rifilato alla Samp che ha seguito le sconfitte con Atalanta e Juve.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro reduce dalla vittoria con il Toro, che ha seguito il pari beffa con la Juve in Coppa Italia.

Occhio a…

Federico Chiesa, che in cinque incroci con i rossoneri ha fornito quattro assist e segnato un gol, che è valso alla Fiorentina la vittoria a San Siro lo scorso anno.

Curiosità sugli avversari

L’attuale logo della Fiorentina fu commissionato dalla famiglia Della Valle che per realizzarlo spese ben 2 milioni e mezzo di euro, facendolo diventare il marchio più costoso di tutto il calcio italiano.

Allenatore avversario

Il bilancio di Beppe Iachini contro il Milan non è incoraggiante. Nei dieci incroci con i rossoneri l’attuale tecnico viola è uscito vincitore solo due volte, con un pareggio e ben sette sconfitte. Sono 16 invece gli incroci tra Iachini e Pioli con 6 vittorie a testa e quattro pareggi.

Storico arbitro con le due squadre

A dirigere la sfida sarà Gianpaolo Calvarese. Il fischietto di Teramo ha diretto il Milan 14 volte, tra campionato e coppa italia, con i rossoneri che hanno ottenuto nove vittorie, due pareggi e tre sconfitte, l’ultima a San Siro con la Lazio lo scorso novembre.

14 sono anche gli incroci di Calvarese con la Fiorentina. Ma i viola hanno vinto soltanto cinque volte, con cinque pareggi e quattro sconfitte.

A coadiuvare Calvarese ci saranno gli assistenti Vivenzi e Del Giovane, il quarto uomo Giua, il Var Nasca e l’assistente Var Carbone.

Ex e doppi ex

Sicuramente l’ex più atteso sarà Patrick Cutrone, cresciuto nelle giovanili del Milan e protagonista con la prima squadra dal 2017 al 2019 quando viene ceduto al Wolwerhampton da dove la Viola lo ha rilevato in prestito nell’ultima sessione di calciomercato invernale.

Dall’altra parte è attesissimo Ante Rebic, che ha giocato con i toscani nel 2013/2014 e nel 2015/2016 con in mezzo vari prestiti.

Parlando di panchine, oltre a Stefano Pioli, che ha allenato la viola dal 2017 al 2019 un altro ex è Vincenzo Montella che ha guidato i toscani dal 2012 al 2015 e dall’aprile al dicembre 2019.

Giulia Galliano Sacchetto

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Christian Falk (Bild) a Radio Rossonera: “Rangnick e il Milan hanno un accordo di base ma non è stato firmato alcun contratto”

Christian Falk (Bild) a Radio Rossonera: “Rangnick e il Milan hanno un accordo di base ma non è stato firmato alcun contratto”

CHRISTIAN FALK A RADIO ROSSONERA – Negli ultimi giorni stanno esponenzialmente aumentando le indiscrezioni che indicano in Ralf Rangnick il nuovo allenatore/manager del Milan per la prossima stagione. Nel tentativo di fare chiarezza, la nostra redazione ha raggiunto Christian Falk: giornalista della Bild, testata che già da diverse settimane sostiene l’esistenza di tale possibilità. Qui di seguito, l’intervista completa:

Sia la Bild che l’Equipe hanno lanciato la notizia secondo la quale Ralf Rangnick sarà il prossimo allenatore del Milan. Che novità hai a tal proposito? Pensi davvero che Rangnick possa diventare il nuovo allenatore del Milan? Inoltre, qualcuno ha detto che ha già firmato un contratto che prevede alcune penali…

Secondo le notizie in mio possesso, Ralf Rangnick e il Milan hanno un accordo di base ma non hanno ancora firmato un contratto. Devono decidere nelle prossime 3-4 settimane e penso che dipenda dalla decisione del Milan perché Ralf Rangnick è molto interessato”.

Pensi che Rangnick possa essere non solo un allenatore ma anche una sorta di manager e che eventualmente tale ruolo possa andare in conflitto con quello che attualmente hanno al Milan Maldini e Boban?

Se Rangnick deciderà di legarsi al Milan lui vorrà avere entrambi i ruoli di direttore sportivo e allenatore, quindi sicuramente potrebbero esserci problemi con gli altri manager del Club ma in passato ha sempre avuto successo quando ha fatto entrambi i ruoli. Allo Schalke Rangnick ha fatto solo l’allenatore e non è andata bene come a Lipsia. All’Hoffenheim era allenatore ma con una grande influenza sulle scelte della dirigenza e lì ha avuto molto successo

Pensi che il “modello Lipsia” possa essere replicabile in un club come il Milan?

Non sono sicuro che il “modello Lipsia” possa funzionare al Milan perché i rossoneri sono un Club con grande tradizione come il Bayern Monaco. Anche i bavaresi in passato hanno pensato a Rangnick ma alla fine non decisero di ingaggiarlo. È una situazione nuova per il Milan, se vorranno ingaggiarlo devono essere sicuri di seguire la sue idee”.

Puoi descriverci brevemente le qualità di Rangnick?

In Germania Ralf Rangnick è chiamato il Professore o il Cervello. Le persone devono seguirlo completamente perché se non lo fanno possono esserci problemi. Quindi in pratica devono decidere se gli piace lo stile di Rangnick oppure no”.

Simone Cristao

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Milan-Torino, la parola ai protagonisti

Milan-Torino, la parola ai protagonisti

MILAN-TORINO 1-0, PIOLI: “BENE I TRE PUNTI, FINALMENTE RISCHIAMO POCO”. LA GIOIA DI GABBIA: “IL CORONAMENTO DI UN SOGNO”

Sorride e non solo per il successo ritrovato, a fine gara, Stefano Pioli. Il tecnico rossonero si gode una squadra che, finalmente, sa creare tanto e rischiare poco. “Sono felice per i tre punti ma anche per la prestazione, abbiamo finalmente trovato una nostra identità che ci permette di essere pericolosi ed al contempo rischiare poco – ha spiegato il mister -. Questa sera abbiamo sofferto ma solo per colpa nostra, non siamo riusciti a chiudere prima la partita. Era la terza partita in 8 giorni, poteva starci un calo fisico e psicologico, ma ho scelto volutamente di far giocare sempre gli stessi. A tratti ci manca ancora lucidità, portiamo troppo il pallone e siamo leziosi”.

Dopo averla appesa per settimane in spogliatoio, questa volta Pioli preferisce non guardare la classifica. “14 partite ancora da giocare sono tantissime. Il mio unico pensiero è la Fiorentina, una trasferta durissima contro un avversario in forma; dobbiamo pensare a vincere più partite possibili, poi tireremo le somme. Le parole della società? Noi allenatori siamo sempre sotto esame, dobbiamo meritarci la fiducia ogni domenica. E’ inutile pensare oggi al futuro, dobbiamo ancora fare tanto. Aspettiamo la fine del campionato“.

Pioli spegne invece sul nascere il caso Musacchio. “Non si è rifiutato di entrare, quando l’ho chiamato mi ha detto di aver avuto un problema muscolare al polpaccio durante il riscaldamento. Per questo è rimasto nello spogliatoio anche nella ripresa. Ibra, invece, è uscito dal campo arrabbiato per non aver chiuso prima la partita. Ha ragione, dobbiamo essere ambiziosi e puntare a migliorarci. Sono contento per Gabbia, ha sempre lavorato con affidabilità ed attenzione, anche se non giocava. E’ entrato con la giusta convinzione e coraggio”.

Chiosa finale sull’assenza di Chalanoglu e sulla prestazione del suo sostituto, Paquetà. “Quello di vertice alto di centrocampo è un ruolo complicato, chi gioca lì deve adattarsi ai movimenti di Ibra – ha spiegato Pioli -. Vogliamo sempre due giocatori vicini che lavorino alternativamente. Secondo me quello è il ruolo in cui Chala si esprime al meglio, perché riesce a lavorare in fase di non possesso ma anche ad andare al tiro e lavorare in profondità. In quel ruolo possono giocare anche Bonaventura e Paquetà, che a mio avviso può diventare un grande giocatore. Gli manca ancora un po’ di maturità, ma non dimentichiamo che è un calciatore della nazionale brasiliana”.

ROMAGNOLI

Tra i migliori in campo, questa sera, il capitano Alessio Romangoli. “E’ stata una vittoria preziosa, dopo una grandissima partita – ha commentato a fine gara il numero 13 rossonero -. Nel secondo tempo siamo certamente calati, ma abbiamo mantenuto solidità e compattezza. Dobbiamo continuare su questa strada, il campionato è ancora lungo e ci sono ancora molte squadre da battere. Dobbiamo affrontare una partita dopo l’altra, mettendocela tutta per arrivare fino in fondo. La mia miglior gara della stagione? Ne ho fatte di migliori, ma quando si vince i giudizi migliorano inevitabilmente. Faccio i complimenti a Gabbia, un ragazzo che ci mette tanto impegno in settimana e si merita questa soddisfazione”. 

GABBIA

L’esordio in serie A con la squadra del cuore: un’emozione indimenticabile per Matteo Gabbia, che a fine gara ha ricevuto i complimenti di due bandiere rossonere, Paolo Maldini e Zvonimir Boban. “E’ il coronamento di un sogno dopo tanto lavoro – ha dichiarato a fine gara il giovane difensore rossonero -. Ringrazio staff e compagni, voglio dedicare questa serata ai miei nonni che hanno l’abbonamento a San Siro e mi portavano qui da quando avevo 6 anni. I consigli dei miei compagni di reparto Romagnoli, Kjaer e Musacchio sono fondamentali; ho cercato di rubare tanto, in questi anni, a campioni come Maldini, Nesta o Thiago Silva. Quando sono entrato in campo ero tranquillo perché consapevole del tanto lavoro fatto in questi mesi. Anche Ibra mi ha fatto i complimenti. Titolare a Firenze? Vedremo, farò di tutto per convincere il mister”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Milan-Torino 1-0: REbic, there’s a new king in town

Pagelle Milan-Torino 1-0: REbic, there’s a new king in town

Pagelle Milan-Torino – Dopo l’ottima prova in Coppa Italia contro la Juve, il Milan si trova davanti l’altra squadra di Torino, affrontata anch’essa in Coppa Italia giusto qualche settimana prima. Alla vigilia la brutta notizia dell’infortunio di Calhanoglu, uno degli uomini più in forma di questo 2020. Per sostituire il turco, Pioli punta su Paquetà, che, nelle prossime partite, avrà la grande chance di far cambiare idea al tecnico di Parma.

Nel primo tempo, i rossoneri prendono il pallino del gioco in mano fin da subito e passano in vantaggio al 25′, con assist di Castillejo e gol del solito Rebic, che firma il quinto gol in sette partite da inizio anno. La prima frazione si chiude in totale controllo, con la nota stonata dell’infortunio di Kjaer, sostituito da Gabbia, visto un contemporaneo problema a Musacchio (perchè la fortuna sarà cieca, ma la sfiga ha un telescopio degno di Galileo). Il secondo tempo inizia in sofferenza e prosegue sulla stessa riga, con il Milan che soffre e spreca due occasioni in contropiede con Ibrahomivic e Castillejo, ma alla fine i rossoneri portano a casa il bottino pieno. Fondamentale

 

Pagelle:

Donnarumma 6: Poco sollecitato, si fa trovare pronto sull’unico pericolo. #Zzzzzzizzo

Calabria 6: Ha tanta voglia di dimostrare che quella maglia e quella fascia se le meriti, ma spesso lo fa con poca lucidità. Torna però più affidabile in fase difensiva. E sarebbe già un buon traguardo. Un passo alla volta. #Daivide

Kjaer 6,5: Sempre attento, buoni anticipi e contrasti. Grande lucidità, soprattutto palla al piede. Un infortunio che può pesare. #Kjaerlhavisto

Romagnoli 7: La miglior partita da tempo. Belotti e Zaza non toccano un pallone, Svetta, anticipa, scivola. Tutto perfetto, anche quando la squadra soffre. #Capitanomiocapitano

Hernandez 6: Da lui ci si aspetta sempre il partitone. Per una volta fa il terzino normale. E va benissimo così, se si pensa ai disastri del passato, su quella fascia. #Theogratias

Castillejo 6,5: Un ottimo assist per Rebic ed un gol sbagliato. Nel mezzo, una partita di sostanza e qualità. Col nuovo modulo, sembra imprescindibile. #SImuel

Bennacer 6,5: Cuper era l’hombre vertical in panchina, lui lo è in campo. Il passaggio orizzontale, per lui non esiste. Non fa mai giocate banali, a volte rischia, ma, se giochi nel Milan, devi farlo. #IsmaelefigliodiAbramo

Kessie 6: Partita di sostanza, ben fatta. Nulla di benissimo, ma nemmeno niente di malissimo. Ed è già qualcosa. #KesSI

Paquetà 5,5: Siamo sempre qui a ripetere le stesse cose. La giocata ce l’ha, ma ha anche poca fiducia. Qualche errore di troppo palla al piede, anche sui tempi di gioco. #Poquetà

Rebic 7: Senza alcun dubbio, l’uomo del momento. Al posto giusto, nel momento giusto, a fare la cosa giusta. Finalmente vediamo il vero Ante. E non fa solo gol, ma è anche uno dei pochi a tentare la giocata, che gli riesce spesso. #Antecipo

Ibrahimovic 6: Sempre fondamentale, anche quando non segna. Viene a prendersi palloni per portare su la squadra e, in area, si porta sempre via due uomini, cosa che permette a Rebic di segnare. Sbaglia un gol abbastanza facile e questo va detto. Ma rimane imprescindibile. #King

Gabbia 6,5: Entra molto bene, ottimo un anticipo in scivolata in area ad inizio secondo tempo. Attento, concentrato, sempre sicuro. I primi segnali sono ottimi ed è bene, visto che dovrà giocarne altre. #Matteoevangelista

Bonaventura 6: Porta lucidità, nel momento in cui serve lucidità.

Leao SV

Pioli 6,5: Nel 2020 la squadra sembra fare un ottimo calcio e fa anche punti. I cambi di modulo stanno portando risultati. Ora rimane solo unire due tempi di gioco. #PadrePioli

Federico Rosa

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Milan-Torino, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Torino, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-TORINO – Dopo l’incredibile rimonta beffa nel derby e il pareggio con la Juve in Coppa Italia, il Milan si appresta ad affrontare una formazione in difficoltà, ma che all’andata rimontò e vinse contro i rossoneri. Andiamo a scoprirla meglio.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Torino risale al 9 dicembre 2018 e terminò a reti inviolate.

Precedenti famosi

Uno dei precedenti più ricordati negli ultimi anni è quello del 21 agosto 2016, che termine 3 a 2 per il Milan con tripletta di Carlos Bacca.

Ultime gare del Torino

L’arrivo di Longo non ha dato la scossa al Torino che non vince dal 12 gennaio ed è reduce da cinque sconfitte di fila, tra cui quella con il Milan in Coppa Italia.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro reduce dal ko nel derby, che ha interrotto una striscia di sette partite senza sconfitte, e dal pari con la Juve in Coppa.

Occhio a…

Andrea Belotti, che ha segnato sei reti contro il Milan. Le ultime due sono valse la vittoria al Toro contro i rossoneri nell’ultimo girone di andata.

Curiosità sugli avversari

Nella stagione 2017/2018 Tomas Rincon, tesserato del Toro, è stato il calciatore che ha commesso più falli in assoluto: 80 in tutto, saltando però solo due partite per squalifica.

Allenatore avversario

Moreno Longo non ha mai affrontato la prima squadra del Milan. Con i primavera rossoneri ha un precedente, conclusosi con una vittoria. Nessun precedente invece con l’attuale tecnico rossonero Pioli.

Storico arbitro con le due squadre

A dirigere la sfida sarà Michael Fabbri. Il fischietto di Ravenna ha diretto il Milan una volta in coppa italia e cinque volte in Serie A, con i rossoneri che hanno ottenuto tre vittorie, un pareggio e due sconfitte, l’ultima a Torino con la Juve lo scorso anno. Nove sono invece gli incroci tra Fabbri e il Torino, con i granata che hanno ottenuto tre vittorie, quattro pareggi e due sconfitte.

A coadiuvare Fabbri ci saranno gli assistenti Schenone e vaccini, il quarto uomo Sacchi, il Var La Penna e l’assistente Var Peretti.

Ex e doppi ex

Un doppio ex che sarà in panchina è sicuramente Diego Laxalt, al Milan già dall’estate all’estate 2019, quando Vine girato in prestito al Toro per poi essere richiamo alla base un paio di mesi dopo.

Un altro ex che sarà in campo è Simone Verdi, nelle giovanili Milan dal 2003 al 2011 e al Torino dal  settembre 2019.

Tra gli ex che invece non saranno della partita ricordiamo Giovanni Galli, Gianluigi Lentini, Aldo Serena, Matteo Darmian e Alessio Cerci.

Giulia Galliano Sacchetto

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#FaceToFace with Refiloe Jane: l’intervista a Radio Rossonera

#FaceToFace with Refiloe Jane: l’intervista a Radio Rossonera

Prima puntata del nuovo format di Radio Rossonera, un #FaceToFace ricco, molto interessante e stimolante. Il primo “face to face” vede protagonista Refiloe Jane, centrocampista e metronomo del Milan Femminile, ventisettenne di origine sudafricana da quest’anno arruolata tra le fila delle rossonere di mister Ganz.

Di seguito l’intervista integrale, a cura di Lucia Pirola:

Prima di tutto, dicci del tuo soprannome “Fifi”: da dove viene?
È il diminutivo del mio nome di battesimo: Refiloe, diventa Fifi. È sempre stato il mio soprannome fin da quando ero piccola. 

Ci puoi raccontare della tua famiglia? Dove sei cresciuta, se hai sorelle o fratelli…
Sono cresciuta a Kliptown, a Soweto, Johannesburg. In famiglia siamo in 6: i miei genitori, due fratelli ed una sorella. Crescendo mi sono avvicinata al calcio grazie ai miei fratelli: quando la mattina si alzavano per andare agli allenamenti io andavo con loro, perché ero curiosa di sapere cosa stessero facendo.  Così li seguivo, e quando la palla usciva dal campo la andavo a recuperare io e gliela ridavo calciandola, non tirandola con le mani. Alla fine mi sono innamorata anche io del calcio.

Quanto spesso senti o vedi la tua famiglia?
Ora, essendo in Italia, li vedo solo durante la pausa invernale a dicembre. Ma li sento spesso al telefono, facciamo spesso videochiamate.

Qual era il lavoro dei tuoi sogni, quando eri piccola?
Quando ero piccola volevo fare il medico. Oppure la fisioterapista, o la massaggiatrice, qualche professione che potesse aiutare le altre persone.

Mentre con il calcio, hai iniziato molto presto…
Si, ho iniziato quando avevo 5/6 anni circa, e da lì non ho mai smesso. Non ho mai avuto la tentazione di lasciare il calcio, ho sempre giocato.

È stato difficile per te poter giocare a calcio?
La mia famiglia mi è sempre stata vicino, quindi no, non è stato difficile giocare a calcio, nonostante fossi l’unica ragazza in famiglia a giocare. Le persone pensano che io fossi scoraggiata, o che non avessi alcun supporto nel giocare e seguire il calcio, ma la mia famiglia mi è sempre stata vicino e persino nella comunità in cui sono cresciuta giocavo con i ragazzi che mi hanno sempre supportato, e tutto questo ha reso molto facile per me continuare a giocare, perché mi sentivo accettata.

E a te piaceva giocare con i ragazzi? Ad oggi sono moltissime le ragazze che hanno iniziato a giocare con i maschi…
Si mi piaceva, era interessante giocare con loro, anche perché il calcio era solo per i ragazzi, e se una ragazza voleva giocare non era tanto facile: si cercava di metterla sotto pressione o di metterla da parte. Ma per me invece è stato sempre qualcosa a cui puntare, proprio per quello che la gente diceva, e dai ragazzi ricevevo il supporto di cui avevo bisogno.

Qual è la partita che non dimenticherai mai?
Ho un bel po’ di partite che non dimenticherò mai in tutta la mia vita. Prima di tutto, la mia prima presenza in nazionale con la prima squadra: eravamo a Cipro, ho giocato circa 10 minuti giusto per fare una presenza.
Poi, nel 2012, giocando contro la Nigeria con la nazionale nella Coppa d’Africa: le abbiamo battute in semifinale per la prima volta dopo tantissimo tempo, dato che erano molto forti, quindi arrivare in finale battendo loro è una cosa che non dimenticherò mai.
Aggiungo anche la doppietta che ho segnato nel 2018, nella finale di COSAFA Cup: quel weekend non lo dimenticherò facilmente perché stavo per partire per l’Australia, stavo per iniziare la mia carriera lontano dal Sudafrica, è stato una specie di saluto che non dimenticherò mai.
E poi giocare a Milano, i due derby! Sai come sono i derby, come entusiasmano la gente, e avere avuto l’opportunità di giocare i derby è sicuramente un punto forte della mia carriera.

Ti aspettavi così tanto entusiasmo, qui in Italia?
In verità no, non mi aspettavo così tanto entusiasmo in questo campionato, ma quando sono arrivata ho capito l’importanza di vincere, di avere una struttura solida dietro, e di giocare un bel calcio. La serie A non è professionistica, ma per come è gestita è come se lo fosse, e bisogna darne credito a chi la gestisce e ai grandi club come il Milan, per come tratta le giocatrici, in un contesto professionale. Sono molto felice di avere il supporto di tutta la squadra.

Hai un motto, o qualcosa che ti ripeti in situazioni difficili?
Sono una persona molto spirituale, quando sono in difficoltà mi ripeto sempre “Let go and let god”, lascia che sia e lascia che tutto sia nelle mani di Dio.

Quindi la parte religiosa di te ti aiuta molto nei momenti difficili?

Si, perché la religione per me è molto importante, sono cresciuta in una famiglia spirituale, per noi la preghiera è fondamentale. Anche prima delle partite, per me è importante rendere grazie.
Rendo grazie prima di mangiare, quando mi sveglio la mattina e vedo l’alba di un nuovo giorno, e quando vado a giocare lo faccio per la divinità perché mi ha donato il talento: quando questo accade hai la possibilità di “amministrarlo” agli altri, quindi quando vai e giochi lo fai anche per gli altri. Qualcuno ti guarderà e vorrà essere come te, altri ti guarderanno e diranno “Se Fifi è arrivata fino a questo punto allora posso farlo anche io”. Quindi non giochi mai solo per te stesso, ma per un grande pubblico.

Sai, quando sei venuta al Milan ho scritto alcuni tweet sul tuo arrivo e in qualche modo hanno aggiunto i tuoi fans in Sudafrica. Non mi sarei mai aspettata un tale entusiasmo, e ho visto quanto sei amata dal tuo paese, cosa molto bella che non vediamo spesso. Sei cosciente di questo sentimento?
Si, molto! Anche prima di giocare lontano dal Sudafrica, quando giocavo lì, sentivo tutto questo affetto e quanto la gente volesse che io giocassi in nazionale, perché credevano nel mio talento. Quello che hai scritto ha raggiunto tanta gente, ho sentito l’amore nei miei confronti ed era genuino, nessuno fingeva. Riesci a capire quando qualcuno è sincero dalla maniera in cui scrive, e tutti quei messaggi di buona fortuna erano sentiti, ed è stato emozionante per me sapere di essere seguita ovunque io vada. Quando il Milan posta qualche foto vogliono sempre sapere “dov’è Fifi?”, quindi capisci che mi seguono molto, è non è questione di svegliarsi un giorno e decidere chi supportare.

Quindi sapevi di questa cosa dei commenti…
(ride, ndr) Si è ciò che fanno anche con altri giocatori fuori dal Sudafrica! Alcuni giocatori sono andati lontano, e la squadra in cui sono andati d’improvviso è aumentata nei followers! Questo dimostra che abbiamo il supporto dei nostri concittadini ed è una cosa molto bella per i giocatori, sentire questa vicinanza. Quando giochiamo sappiamo che la gente ci guarda, anche se non siamo in televisione, ma in qualche modo arriveranno a loro le nostre storie.

E quando hai segnato il tuo primo gol, qualche settimana fa, sono impazziti!
Si, è stato un bel gol, non importa se fosse un cross o un tiro! Ma già solo che ci fossi anche io tra i marcatori ha creato tanto entusiasmo e mi ha fatto emozionare molto capire che la gente vuole il mio bene.

Recentemente hai anche avuto una bella esperienza in Sudafrica, con la tua fondazione, e anche Valentina Giacinti è venuta con te! Puoi raccontarci qualcosa di questa esperienza?

La fondazione vuole creare un ambiente positivo per i ragazzi in Sudafrica, condividiamo storie di come siamo cresciuti e come siamo arrivati dove siamo, le raccontiamo alle nuove generazioni che vogliono giocare a calcio o che voglio proseguire i loro studi nell’educazione e vogliono fare qualcosa per se stessi. Tanti bambini in Sudafrica crescono in ambienti poveri, dove spesso non hai da mangiare, non vanno a scuola, quindi creiamo un riparo sicuro per loro affinché quando vengono in fondazione possono sentire di valere qualcosa. Insegniamo loro cose utili, l’importanza della preghiera, perché alla fine tutto ciò che abbiamo è l’onnipotente che guarda verso di noi, e se crediamo che le cose andranno meglio lo faranno. Aver avuto Giacinti li con noi è stato di grande motivazione per i bambini, perché se qualcuno può venire da oltreoceano per palare a noi e mostrarci i propri talenti vuol dire che può succedere tutto, e se io voglio raggiungere un determinato step nella mia vita e ho il supporto che mi serve e “azzecco” i giusti canali allora può succedere. Aver avuto Valentina lì con noi è stato molto importante, ha speso del tempo durante la pausa invernale per parlare con noi e condividere le sue esperienze.

C’è stato tanto entusiasmo nel vedere te e Giacinti, il capitano del Milan…
Le persone erano entusiaste perché nessuno ha mai fatto una cosa simile per loro, nessuno ha mai portato una giocatrice della propria squadra, e dobbiamo dare merito a Valentina: è stato un atto di fede, non è mai stata in Sudafrica prima, e ha detto comunque che sarebbe venuta e avrebbe partecipato alla fondazione, è stato molto bello per tutti.

Un’ultima cosa su di te: è il momento della partita: hai una routine, o qualche abitudine?
La mia routine prima della partita dipende dal programma del giorno: se abbiamo il pranzo, oppure la colazione e poi il pranzo. Cerco sempre di mangiare più o meno lo stesso cibo prima di ogni partita, più che altro la pasta perché resta più a lungo nel sistema. Quando inizio il mio giorno lo faccio con una preghiera, durante la doccia ho sempre la musica gospel per entrare nel mood, e per ricordare che ho davanti una grande giornata, e che qualsiasi cosa succeda, se vinciamo o se perdiamo, l’obiettivo ultimo è di raggiungere il divino attraverso le mie azioni. Vado e gioco, lo faccio a cuor leggero pensando: farò ciò che posso, Dio farà il resto.

Quindi ti sei sentita tranquilla anche dopo la sconfitta contro la Fiorentina?
(ride, ndr) Si a nessuno piace perdere, fa parte della natura umana essere tristi quando si perde, ma alla fine guardi l’immagine più grande e dici: ho dato il mio meglio, se la dovessi  rigiocare lo farei dando di nuovo il mio 100%. Quindi vai e giochi sapendo che lascerai tutto in campo, non vai pensando “ho dato il mio 95%, la partita è finita e ho ancora un 5% con me, cosa me ne faccio?”. Quindi per quanto mi riguarda, io do tutto sul campo, e che vinciamo o perdiamo lo facciamo da squadra, ma alla fine sai che giochi per qualcosa di più grande. I risultati sono importanti, si, ma toccare lo spirito di tutto il tuo pubblico è ciò che importa veramente.

Leggi anche: il racconto della giornata con Refiloe Jane

Ascolta il podcast dell’intervista: è disponibile in italiano ed in lingua originale

Ascolta “Face to Face” su Spreaker.

Photo credits: acmilan.com

Lucia Pirola

Posted by Redazione Rossonera on

Milan-Juventus, la parola ai protagonisti

Milan-Juventus, la parola ai protagonisti

MILAN-JUVENTUS, 1-1. PIOLI CONTESTA L’ARBITRAGGIO: “ORGOGLIOSO DELLA SQUADRA, MENO DI ALTRO”. MALDINI: “NON MI SOFFERMO SUGLI EPISODI, STASERA GRANDE MILAN”

Umori diametralmente opposti, a fine gara, in casa rossonera. 

Se Paolo Maldini mantiene il self-control tipico di chi nella propria carriera ne ha vissute tante, evitando di farsi trascinare nella polemica per l’arbitraggio e sottolineando piuttosto l’ottima prestazione della squadra, Stefano Pioli non le manda certamente a dire.

MALDINI

Il rigore? Ci sono regole ancora difficile da interpretare, ma non voglio soffermarmi troppo né sul fallo di mani né sui cartellini gialli ai nostri giocatori in diffida – ha dichiarato il Direttore Tecnico rossonero -. Stasera voglio solo fare i complimenti alla squadra ed all’allenatore per aver fatto una grande partita contro un avversario fortissimo. Ne usciamo sicuramente più forti rispetto a quanto ci sentivamo fino a ieri. Sappiamo di dover ancora migliorare ed essere più cinici: facciamo ancora pochi gol rispetto alle occasioni che costruiamo. Rimane il rammarico di non aver vinto ma contro la Juve ci può stare. Al ritorno avremo assenze importanti, era difficile in una partita così importante pensare alle diffide. Riusciremo comunque a mettere in campo 11 giocatori che daranno battaglia fino alla fine”. 

Maldini si è poi soffermato sui progressi della squadra: “Quello che chiediamo ai nostri ragazzi è di essere sempre battaglieri e questo spirito si è visto nell’ultimo mese. La sconfitta nel derby avrebbe potuto ammazzarci, invece di lì abbiamo ritrovato la forza per poter reagire. I meriti sono di tutti: giocatori, allenatore, società e tifosi. Anche stasera abbiamo giocato davanti a 70mila spettatori, ogni domenica ne facciamo 60mila di media: la gente ha bisogno di ammirare bel calcio e noi lo stiamo esprimendo”.

PIOLI

Si toglie subito qualche sassolino sull’arbitraggio, invece, il tecnico rossonero: “Avevo chiesto alla squadra di uscire dal campo stremati. I ragazzi non devono avere rimpianti, a differenza di qualcun altro. Il rigore nasce da un fallo netto su Ibrahimovic non sanzionato. E’ un episodio identico al fallo di mani di Cerri in Cagliari-Brescia: pochi giorni dopo ci fu una riunione tra arbitri ed allenatori e Rizzoli ci spiegò che non era rigore. Calabria è stato colpito dal pallone prima che cadesse, non può scomparire; continuo a non comprendere quali siano i falli di mano da fischiare e quali no. Ed anche Ronaldo non colpisce bene il pallone che sicuramente non sarebbe finito in porta”. 

Archiviata, si fa per dire, la polemica, il mister si sofferma su uno degli uomini chiave di quest’ultimo mese: “Rebic dopo la sosta è tornato con grande determinazione e disponibilità. Gli abbiamo anche cambiato posizione schierandolo vicino ad Ibra ed esaltandone le caratteristiche. E’ in condizione eccezionale, mi auguro mantenga questa qualità perché un giocatore molto importante per noi

Chiosa finale ancora con una leggera vena polemica: “Sono orgoglioso della mia squadra, molto meno di altre cose” ha concluso Pioli

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Milan-Juventus 1-1 (Coppa Italia): Rebić, Ronaldo e rammarico.

Pagelle Milan-Juventus 1-1 (Coppa Italia): Rebić, Ronaldo e rammarico.

PAGELLE MILAN-JUVENTUS 1-1 – Dopo il deludente derby di domenica sera, i rossoneri sono chiamati a salvare la stagione nell’unico trofeo capace di regalare qualche gioia ai tifosi negli ultimi anni. Buona prestazione della squadra di Pioli che in meno di una settimana dimostra di poter tenere testa alle migliori formazioni del campionato. Più equilibrio ed attenzione rispetto alla gara contro l’Inter però, regalano questa volta solo un pareggio. Ancora una volta Rebić decisivo, peccato per il rigore di Ronaldo che gela San Siro al novantesimo. Senza Ibra, Theo e Castillejo al ritorno sarà davvero dura.

PAGELLE

Donnarumma 6: Attento con qualche rischio sul tiro dalla distanza di Cuadrado. Ronaldo lo spiazza dal dischetto. #PiùGigiCheGigio

Calabria 6: Conti è squalificato e quindi tocca a lui. Buffon gli nega la gioia del goal che avrebbe sbloccato la partita. Tutto sommato tiene bene sulla fascia di Ronaldo. Sfortunato nel deviare la palla con la mano all’ultimo minuto. #calaBENE

Kjær 6,5: Supera ancora una volta Musacchio nelle scelte di Pioli. Tiene bene senza sbavature. #Sikjuro

Romagnoli 6: Attento e concreto per tutta la partita. Spesso più efficace che pulito. Non si vergogna a scaraventare qualche pallone in tribuna. #WhenInDoubtKickItOut

Theo Hernández 6: Inizia la partita con un paio di tunnel. Diffidato, è ingenuo nel farsi ammonire per proteste nel primo tempo. Come se non bastasse, lascia la squadra in 10 con un fallo duro su Dybala a centrocampo. #toriNO

Çalhanoğlu 6,5: Spreca una punizione da ottima posizione nel primo tempo. Più corsa che qualità oggi. Si disimpegna bene quando si trova imbottigliato nel traffico a centrocampo. #hakON&OFF

Kessié 6: Per poco non trova la porta con una botta da fuori. Fa fatica a seguire Dybala quando parte. Rischia con una gomitata più che sospetta su Cuadrado. Ha energie da spendere anche quando la squadra finisce in inferiorità numerica. #FranckTank

Castillejo 6,5: Ha il merito di trovare l’assist vincente per Rebić. Nota a margine, peccato la reazione che é costata l’ammonizione e quindi la squalifica. #SAMUrai

Bennacer 6+: Si prende qualche rischio di troppo quando viene chiamato ad impostare. Come per Çalhanoğlu, contro avversari così serve fare una corsa in più e magari un ricamo in meno. #Risiko

Ibrahimović 6: Ci prova subito di testa dopo neanche un minuto di gioco. Fa il regista in attacco. Un braccio largo gli farà saltare il ritorno a Torino. Entra in qualche modo nell’azione del goal visto che il lancio di Castillejo era per lui. #ZFactor

Rebić 7: Scalda i guantoni di Buffon nel primo tempo. Lanciato a rete in solitaria, sfiora il vantaggio in avvio di ripresa. Si riscatta con una bella girata vincente. Lotta su ogni pallonecome un toro. #lampANTE

Laxalt SV: Esordisce di nuovo in maglia rossonera per rimediare all’espulsione di Theo.

Saelemaekers SV: Entra e corre.

Paquetá SV: Entra e non tocca palla.

Pioli 6,5: Conferma quasi in toto la formazione del derby. Ancora una volta la prestazione è più che positiva ma manca sempre qualcosa per agguantare il bottino pieno. Ha capito che questa squadra si esalta quando gioca all’arrembaggio e pressa alto. Non avrà Ibra, Theo e Castillejo a Torino. Raggiungere la finale sarà un’impresa. #inconPIOLI

Tommaso Dimiddio

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L’importanza di chiamarsi Refiloe Jane

L’importanza di chiamarsi Refiloe Jane

Un pomeriggio caldo e assolato di inizio febbraio, una di quelle giornate in cui “lascio la giacca in macchina, tanto non serve”: di sicuro è un buon inizio per qualsiasi piano. Se poi, avviandoti verso il luogo concordato, incontri Nelson Dida lungo il viale del Centro Sportivo Vismara, beh i presagi sono tutto fuorché di sciagura.

Un pomeriggio a disposizione per dipingere un quadro della centrocampista del Milan Femminile Refiloe Jane, top player silenziosa di una squadra che tra alti e bassi veleggia sul podio della classifica della Serie A femminile, con un cuore ed una determinazione senza eguali.

Refiloe Jane mette in campo la stessa personalità che incontriamo faccia a faccia: timida, silenziosa (“very quiet”, come si definisce lei stessa), ma estremamente intelligente. Indossa una felpa con il cappuccio nonostante le alte ed innaturali temperature, parla a voce bassa, ma di cose da dire ne ha in grande quantità, e nonostante la teorica barriera tra calciatrice e giornalisti l’intervista procede spedita e il microfono di Radio Rossonera registra tutto ciò che ci racconta di sé.

15 minuti di chiacchierata che aprono uno spiraglio di finestra su una ragazza sudafricana, classe ’92, che ha iniziato a giocare da piccola ispirata dai fratelli, che a loro volta giocavano a calcio: “è stato difficile giocare con i maschi”, le chiediamo, e la sua risposta non mostra alcuna incertezza, “no, e devo ringraziare i miei fratelli e la mia famiglia, che mi ha sempre supportato nel mio desiderio di giocare a calcio”.

Refiloe Jane è calma e misurata nel parlare proprio come lo è in campo, e nel raccontarci di sé e delle sue esperienze si lascia andare a qualche risata nel parlare dei suoi tifosi in Sudafrica: sa benissimo quanto è amata dai suoi conterranei, alla luce soprattutto di un affetto che supera le distanze grazie ad internet, e più che mai la fanno sentire al centro dell’attenzione grazie ai commenti che spesso compaiono sotto le foto delle ragazze del Milan Femminile, pubblicate dai canali ufficiali di AC Milan (“Hey Admin, where’s Fifi? You know she has to be in the pictures!”).

15 minuti che passano in fretta, e domanda dopo domanda il ritratto è sempre più completo e ricco di particolari: la sua spiritualità che la accompagna in tutte le fasi della giornata, la sua generosità verso gli altri, persino la gestione della sconfitta, per nulla scontata. Insomma, gli occhi grandi e scuri di Refiloe, o Fifi come viene chiamata da tutti, non possono mentire.

I presagi iniziali si sono effettivamente confermati: è stato un gran bell’incontro

Lucia Pirola

Guarda il 60 seconds with Refiloe Jane 👇

Venerdì l’intervista completa nel “face to face” in podcast su Radio Rossonera!

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