Tag Archives

5 Articles

Posted by Redazione Rossonera on

Milan-Lecce 2-2, the day after! Tra la partita di Çalhanoğlu, la prima di Pioli e il modulo

Milan-Lecce 2-2, the day after! Tra la partita di Çalhanoğlu, la prima di Pioli e il modulo

Milan-Lecce 2-2 –  Il Milan si presenta con un iniziale 4-3-3 che in fase offensiva si tramuta in un 4-2-3-1. È questa la prima novità che porta Pioli, e dà anche i suoi frutti. La squadra rossonera infatti domina i primi 45 minuti, andando spesso al tiro. Tante occasioni, ma una sola rete, quella di Çalhanoğlu che sblocca il match. Nella ripresa il Lecce poco alla volta alza il baricentro e trova il pareggio con Bacacar che prima si fa parare il rigore da Donnarumma e poi segna sulla ribattuta. Entrano Piatek e Krunic e il Milan riparte e trova il goal del sorpasso con Piatek, che sfrutta una grande giocata di Çalhanoğlu. La partita sembra in discesa per il Milan, ma un errore in disimpegno al 93° costa caro, la palla giunge a Calderoli che trova il tiro della vita da fuori area realizzando il pareggio.

ÇALHANOGLU – La cura di Pioli sembra aver giovato a lui più di tutti. In fase offensiva il Milan lascia tre giocatori liberi di fraseggiare dietro a Leao, e il turco rende al massimo tra le linee. Detta i passaggi, si inserisce quando può, e va spesso al tiro. Trova un grande goal che sblocca la partita e dopo una giocata clamorosa serve a Piatek la palla del 2-1.

Con pochi compiti difensivi e avendo di conseguenza più lucidità negli ultimi 30 metri, ha dimostrato nella partita di ieri di essere un giocatore importante per questo Milan e uno dei giocatori su cui puntare.

LA PRIMA DI PIOLI – Il mister si presenta subito alla prima a S. Siro con due scelte importanti, Leao preferito a Piatek e Çalhanoğlu ancora fra i titolari con Rebic in panchina. Mosse che hanno dato i loro frutti. Leao libero di muoversi su tutto il fronte offensivo ha garantito imprevedibilità e spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Çalhanoğlu in una sorta di mezzala più avanzata ha dettato i tempi di gioco alla squadra e ha giocato probabilmente la sua miglior partita da quando è al Milan.

Si vedono i primi spiragli di luce in questa stagione, ma il risultato lascia ancora una volta l’amaro in bocca ai tifosi rossoneri.

IL MODULO – Malgrado lo schieramento iniziale faccia pensare ad un classico 4-3-3, Pioli sorprende il Lecce, e anche gran parte dei tifosi rossoneri, varando una sorta di 4-2-3-1 in fase di possesso, con il turco che più che giocare sull’esterno, tende ad entrare in mezzo al campo per dare una soluzione di passaggio o per tentare il tiro. Questa scelta ha dato imprevedibilità alle azioni offensive del Milan permettendo a Paquetà e Çalhanoğlu di giocare dove preferiscono e dove possono fare male. Soprattutto nel primo tempo si è visto un gran bel Milan che ha seminato tanto, ma ha raccolto poco.

La strada è quella giusta, il risultato no. Servirà ancora tanto lavoro, soprattutto ora che arriverà una serie di partite toste e che metteranno alla prova questo Milan. È giunto il momento di lottare, di dare il massimo e di lasciarci questo periodo alle spalle. Le prossime partite ci diranno chi siamo, e se possiamo ancora chiedere qualcosa a questo campionato.

Photo Credits: AcMilan.com

CRISTIAN CLARETTI

Posted by Redazione Rossonera on

Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

MILAN-LECCE, PIOLI: FESTA ROVINATA. LA GIOIA DI LIVERANI

Sperava di festeggiare diversamente il suo 54esimo compleanno Stefano Pioli, nel giorno del suo esordio sulla panchina del Milan. Invece proprio Marco Calderoni, che il 15 maggio 2009 quando allenava il Piacenza regalò agli emiliani la matematica salvezza con un gol contro il Pisa, gli ha negato la gioia della vittoria al debutto in rossonero.  

“Peccato, è chiaro mi aspettassi il regalo più bello da questa partita – ha esordito Pioli – ma questa sera avevo chiesto alla squadra spirito e la risposta c’è stata; purtroppo il risultato non da merito alla prestazione dei miei ragazzi. Questa sera non abbiamo ottenuto la vittoria per demeriti nostri, dovevamo chiuderla prima proprio per evitare che succedesse ciò che è successo, cioè di non vincere una partita che meritavamo di vincere.  Aspettavo questa gara con grande curiosità e sono convinto che ci servirà molto, sia per proseguire nelle cose positive che abbiamo fatto, sia per capire i nostri errori ed in cosa bisogna migliorare. Una squadra come il Milan queste partite deve chiuderle e portarle a casa. Se poi non riesci a chiuderla, puoi anche vincerla 2-1, soffrendo e stringendo i denti. Non so se è una questione mentale o di concentrazione, i giocatori del Milan sono ragazzi consapevoli delle loro qualità e della maglia importante che indossano” 

Pioli sembra comunque soddisfatto della prestazione dei suoi anche se gli errori commessi sono stati pagati a caro prezzo:  “Questa squadra deve attaccare la profondità, anche se le strategie possono cambiare di partita in partita. Oggi ad esempio abbiamo costruito con la difesa a 3, magari domenica a Roma sarà diverso. Mi sono piaciuti alcuni concetti di gioco ed alcune soluzioni, ma c’è ancora tanto lavoro da fare anche se abbiamo la qualità per migliorare. Sul gol di Calderoni, aldilà del bel gesto tecnico, ci è mancata attenzione e collaborazione, anche se quell’azione potevamo chiuderla prima. Sull’azione del rigore, invece, eravamo posizionati male, tutti spostati verso la palla”. 

Sollecitato sul possibile impiego contemporaneamente di Rafael Leao e Piatek, il tecnico rossonero spiega: “Potranno giocare insieme quando avremo più equilibrio ed io avrò capito meglio le loro caratteristiche e come farli coesistere. Oggi ho tolto Rafael perché aveva avuto una contrattura a fine primo tempo ed anche Paquetà mi sembrava meno brillante”.

LIVERANI

Ha lo sguardo sornione di chi ha rovinato sul più bello la festa del proprio collega, invece, Fabio Liverani. “Siamo felici – ha detto il tecnico dei salentini -, per noi questa sarà una stagione di sofferenza fino al 24 maggio. E’ vero che il Milan poteva avere difficoltà per il cambio di allenatore, ma hanno grandi giocatori ed una squadra molto più forte. Nel primo tempo la squadra non mi è piaciuta, non abbiamo fatto bene in alleggerimento in difesa ed in uscita col possesso palla, inevitabilmente il Milan ha preso il sopravvento. Nei 90 minuti ci sono più partite, momenti in cui si soffre ed altri in cui hai il pallino della partita e devi essere bravo a sfruttarlo. Dobbiamo essere più bravi nella lettura dei momenti della partita. Falco è stato il giocatore più utilizzato, lo scorso anno è cresciuto molto e ci ha trascinato. Oggi ha sofferto molto la fisicità di Theo Hernandez, deve essere bravo a trovare alternative al suo standard di gioco su questa fascia. Questa squadra mi piace perché lotta fino alla fine. Con questo spirito possiamo arrivare lontano”. 

 

Photo Credits: AcMilan.Com

Enrico Aiello

Posted by redazionevirtuale on

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli – Stefano Pioli, come Antonio Conte, debutta a San Siro contro il Lecce. Stefano Pioli, come Antonio Conte, è chiamato a dare una svolta alla propria squadra. Obiettivi sicuramente meno ambiziosi, ma compito forse più difficile, quello di ravvivare un Milan all’apparenza perso e disperso. Troppa la confusione di inizio stagione, costata l’esonero a Marco Giampaolo, forse l’uomo più in confusione di tutti.

Otto anni che Mister Pioli non vinceva all’esordio. Troppi. Per invertire la rotta, sceglie di affidare l’attacco a Rafael Leao e il centrocampo a Lucas Biglia. Occasione importante anche per Conti, con la speranza che il cambio in panchina faccia tornare il terzino visto a Bergamo. Il primo tempo è a tinte rossonere. Il Milan parte benissimo, con Leao che strappa e Calhanoglu che segna il vantaggio al 19’. Un Milan verticale, veloce e in fiducia come mai prima. Poi si spegne tutto. Calo fisico e mentale. Ripartire dal primo tempo. E imparare dal secondo. Sperando che la sfortuna smetta di vederci così bene.

 

Donnarumma 7: Ad inizio stagione, lui e Reina sembravano gli unici non affetti dall’overdose di Valium che aveva pervaso lo spogliatoio. Ora quest’animo sembra aver disintossicato qualche elemento in più Inoperoso per tutto il primo tempo. Para un rigore, ma non basta. È fenomeno, si sa. Ci tiene, si vede. La fascia di capitano, si aspetta. #Zzzzz

Conti 5: Calabria ha rimediato due rossi in sei partite. Troppa foga, Ciccio, gli si direbbe. Conti, invece, nel derby era sembrato un po’ insicuro. Questa sera spinge con continuità e lo fa bene. Grave l’errore sul rigore. Ha le potenzialità per prendersi la fascia, ma deve prima prendersi un po’ di fiducia. Il tempo lo ha, il supporto dei tifosi anche. #Daje

Musacchio 5,5: Poco lavoro, ma va in affanno assieme agli altri quando il Lecce spinge. Sbaglia a non uscire sul secondo gol. #Vabbè

Romagnoli 5,5: Come il collega, poco lavoro e tanto affanno. Qualche imprecisione, qualche buona chiusura, ma soffre troppo Babacar. Malissimo negli ultimi secondi, quando ci mette una vita a battere una rimessa. Sei il capitano, amico. Serve #Coraggio

Theo 6,5: Quando spinge è devastante. Sembra Belotti quando parte. Qualche imprecisione dietro, ma le premesse sono buone. #Almenolui

Kessie 5: Tante, troppe imprecisioni. Male in fase di possesso ed in fase di non possesso. Fischiato alla lettura delle formazioni, deve cambiare atteggiamento. #Subito

Biglia 5,5: L’overdose di Valium di cui sopra aveva in lui il farmacista. Per 80 minuti gioca e dà buone sensazioni, anche nelle chiusure. Poi, negli ultimi 10 minuti, crolla totalmente, perdendo palloni rischiosi, tra cui quello del pareggio. #Migliorabile

Paquetà 6: Per Giampaolo era troppo brasiliano, ma forse una caipirinha avrebbe fatto bene all’ambiente. Tanta, tanta qualità che infiamma San Siro. Si spegne assieme alla squadra, ma certo non è lui il problema. Nello stretto regala bellezza. Testa bassa e lavorare e si diventa grandi. #Sperem

Calhanoglu 7,5: Passano gli allenatori, ma lui rimane uno degli inamovibili e stasera si capisce perché. Firma l’1-0 con un gran gol ed è in partita come mai prima, al punto che sforna un grande assist per il 2-1. È il più in partita e si vede. I piedi e la qualità non mancano, ma quello si sapeva. Ora c’è anche la testa. Ed è fondamentale. Ecco, l’apologia di Erdogan anche no grazie. Per quella, voto #Zero

Leao 6: La vera sorpresa di Pioli, che lo preferisce a Piatek. I primi venti minuti regala il mal di testa ai difensori leccesi. È libero di svariare e questo gli fa bene. Poi cala con il calare della squadra. #Rafamolostrano

Suso 4,5: Il vero mistero della gestione Giampaolo. Tanto apprezzato, quanto deludente. Lo spagnolo e l’ex-mister sembravano su pianeti diversi. La prima con Pioli, però, non va certo bene. Mai veramente nel gioco. Tante giocate forzate, tante palle perse. Nel finale si intestardisce e perde un banale pallone che dà il via al pareggio. #Nodai

Piatek 6,5: Torna al gol su azione. E basta. Letteralmente basta. Ma avrebbe potuto far la differenza. Speriamo per il futuro. #Tepregocontinua

Krunic 5,5: Entra nel gol. E questo è bene. Ma è l’unico bene della sua serata. Troppo molle, troppo timido, troppo fuori dal centrocampo. #Daisu

Rebic SV: Entra, ma decisamente non bene. Almeno Meccariello si poteva saltare. Con tutto il rispetto eh. Però sei a San Siro. #Edddai

Pioli 6: Il voto è di incoraggiamento. E perché un compleanno peggiore era difficile passarlo. Il primo tempo è il miglior Milan di stagione. Poi, però, troppi blackout. E forse la qualità andava tenuta in campo. #Buonafortuna

Scaroni 0: Il Presidente del Milan che lascia San Siro, sul 2-1, all’87’ non si può vedere. #Malissimo

Posted by redazionevirtuale on

Milan-Lecce, conferenza Pioli: “Dobbiamo sprigionare le nostre individualità. La partita contro il Lecce ci dirà molto sul futuro della squadra. Sono pronto per competere a questi livelli”

Milan-Lecce, conferenza Pioli: “Dobbiamo sprigionare le nostre individualità. La partita contro il Lecce ci dirà molto sul futuro della squadra. Sono pronto per competere a questi livelli”

MILAN-LECCE, CONFERENZA PIOLI – Prima conferenza stampa pre-partita per Stefano Pioli alla guida del Milan. Il mister emiliano si prepara ad affrontare il primo match a San Siro contro il Lecce, dopo l’esonero di Marco Giampaolo. I pugliesi vengono da un inizio campionato in cui hanno espresso un buon gioco, senza però riuscire a concretizzarlo nei risultati: per questo, l’incontro di domani sarà da non sottovalutare e da giocare alla massima attenzione. È ciò che ribadisce anche il neo-allenatore Pioli: “Sarà un avversario difficile che vuole approcciare bene la gara. È  una squadra che si conosce bene. Servirà un’ottima prestazione.”

SULLA SETTIMANA TRASCORSA CON LA SQUADRA

Ho trovato un gruppo attento e curioso. Mi piacciono le persone curiose perchè le cose bisogna conoscerle a fondo prima di dare la completa fiducia. L’ambiente è positivo, sembra che sia qui da tanto tempo. La squadra ha bisogno di giocare insieme e anche io ho bisogno della partita di domani per esprimere meglio i miei giudizi e le mie valutazioni. In allenamento i giocatori mi stanno dando tutto, ho cercato di dosare i vari carichi che dovranno affrontare (mentale e fisico).”

SUL TEMPO A DISPOSIZIONE

“Il nostro obiettivo sarà la prossima partita, altre informazioni si possono avere dopo la sosta di Novembre, ma ora la nostra attenzione è rivolta a domani. In 10 giorni di lavoro dobbiamo avere delle idee di gioco, delle posizioni da prendere. Non possiamo essere perfetti, perciò dobbiamo essere generosi e avere un livello di attenzione adeguato. Dobbiamo essere il più ordinati e intensi possibile. Noi stiamo lavorando su idee, intensità e posizioni. Dobbiamo sprigionare le nostre individualità”.

SUL RITIRO OBBLIGATORIO E SUI COLLOQUI INDIVIDUALI

“Il mio provvedimento è inteso a responsabilizzare i giocatori. Un giocatore che va in ritiro pensa che abbia già fatto tutto per la partita. Lo facciamo per far ragionare i giocatori e far sì che siano responsabili di se stessi. Non è il dormire insieme che ci fa cambiare il modo di approccio. Ho sempre avuto colloqui individuali con i calciatori, perchè è importante entrare nella loro testa.

SULLA SFIDA DI DOMANI

“A nessun giocatore ho chiesto cosa ha funzionato o cosa no precedentemente. Domani inizia un nuovo percorso e la partita di domani dirà molto sul futuro della squadra. Noi abbiamo giocatori con buone qualità. L’importante sarà l’atteggiamento, una squadra che va in campo e superi i momenti difficili con compattezza e che ci dovrà far vedere un certo modo di stare in campo.”

SUI TIFOSI

“Uno dei dati importantissimi è il fatto dei tifosi presenti domani. Noi dobbiamo dare il massimo e mettere sul campo tutte le nostre qualità. La classifica non è quella che vogliamo e dobbiamo migliorarla. Quando ho accettato il Milan non ho pensato alla pressione, bensì al fatto di poter allenare un club prestigioso e così devono sentirsi anche tutti gli altri componenti della squadra.

SULLA SUA CARRIERA

“Mi sento un tecnico preparato per stare a questi livelli. Ho approfittato di tutte le situazioni per migliorare personalmente sia moralmente che tatticamente, soprattutto in quelle negative. Credo di avere la maturità e la completezza per competere a questi livelli.”

SUI DIRIGENTI

“Abbiamo una situazione di assoluto confronto. Nelle società ci vuole: competenza, condivisione e rispetto dei ruoli.”

SUI SINGOLI

Rafael è più attaccante centrale che esterno. Per essere esterno deve avere un bagaglio tecnico-tattico più ampio. Ha un talento importante. Vedo Calhanoglu più nella metacampo offensiva  che nella costruzione bassa, a volte avremo mezzali che dovranno costruire o più indirizzate sulla trequarti. Le mie scelte si baseranno anche su quello. Paquetà l’ho visto bene, ma le scelte di domani non saranno definitive. È un giocatore completo, di qualità e di inserimento. Ho allenato Rebic nel ritiro con la Fiorentina. L’ho trovato più dentro il gioco, prima si estraniava troppo, ha grande personalità e carattere.”

SULLA FORMAZIONE DI DOMANI

“Metterò in campo la squadra migliore per vincere la partita, aver giocatori affidabili sia in campo che in panchina. La formazione non la sanno nemmeno loro, ma in ogni caso dovranno dare tutti il massimo.”

SUL REGALO PER IL SUO COMPLEANNO

Speriamo sia una vittoria.”

Termina così la conferenza stampa di Pioli. Al nuovo allenatore, dunque, il compito di trascinare i tifosi verso un ritrovato entusiasmo, dopo un difficile inizio di stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

Federico Porta

Posted by Redazione Rossonera on

Simone Tiribocchi a Radio Rossonera: “Piatek ha grandi qualità ma al Milan la pressione è alta. Pioli mi piace molto”

Simone Tiribocchi a Radio Rossonera: “Piatek ha grandi qualità ma al Milan la pressione è alta. Pioli mi piace molto”

SIMONE TIRIBOCCHI A RADIO ROSSONERA – A 2 giorni da Milan-Lecce, l’ex attaccante dei giallorossi (e non solo) Simone Tiribocchi è intervenuto ai microfoni di Radio Rossonera (all’interno della trasmissione Radio Rossonera Talk) per presentare la sfida di domenica sera a San Siro e per soffermarsi su alcuni temi relativi alla gara ed al presente di casa rossonera. Qui di seguito, l’intervista completa:

Con la maglia del Lecce hai giocato contro un Milan campione d’Europa in carica: che ricordi hai di quelle sfide?

Quello era un Milan straordinario fatto di giocatori straordinari. A quei tempi sapevi di giocare contro una squadra fortissima e sapevi che il risultato finale in qualche modo dipendeva sempre da loro, perché se volevano vincere la partita la vincevano. Poi è normale che squadre di quel livello non possono preparare 60 partite stagionali al massimo delle loro possibilità mentali e di fatti a volte riuscivi a strappare un pareggio magari. Il mio goal al Milan con la maglia del Chievo? Lo ricordo bene: ho saltato Nesta e fatto goal a Dida, niente male (sorride n.d.r). Ogni tanto riguardo quel video e mi chiedo se fossi stato veramente io a fare quella rete“.

Parliamo di Piatek. Cosa può succedere a volte nella testa di un attaccante?

Su Piatek credo che la verità stia un po’ nel mezzo: non credo che sia quel giocatore che si è visto al Genoa l’anno scorso ma nemmeno quello visto in queste prime giornate con il Milan. È un attaccante che ha grande qualità e forza fisica però quando vai al Milan è chiaro che ci sono altre pressioni e che il pubblico possa fischiarti anche al primo passaggio sbagliato“.

Può esserci stato un problema a livello empatico con Giampaolo per Piatek?

Credo che si possa parlare più di incomprensioni a livello tecnico piuttosto che empatico. Ai giocatori capita di cambiare rendimento dal club alla nazionale o magari da un allenatore ad un altro o anche da una stagione ad un’altra. Probabilmente il gioco di Giampaolo non si sposava con le sue caratteristiche“.

Ai tempi della Pistoiese tu e Stefano Pioli vi siete solamente sfiorati, ora Pioli è il nuovo allenatore del Milan. Scelta giusta per i rossoneri?

Pioli è un allenatore che mi piace molto. Purtroppo è stato molto criticato ma per un discorso legato ad alte aspettative. Conosco Stefano personalmente, è una persona in gamba senza scheletri nell’armadio e sicuramente sa il fatto suo. Negli ultimi anni non ha fatto per nulla male e dico che un allenatore così mancava nella Serie A italiana“.

Parliamo di Lecce. Ti piace la squadra di Liverani? È attrezzata per raggiungere una salvezza tranquilla?

Il Lecce di Liverani è una squadra che ha sorpreso tutti positivamente nello scorso campionato di Serie B. In estate ha acquistato rinforzi importanti ma per via dei tanti infortunati, Liverani ha avuto un po’ di difficoltà nelle rotazioni. Ho seguito Atalanta-Lecce e posso confermarvi che Liverani ama far giocare le proprie squadre a calcio anche partendo dal basso; in Italia non siamo molto abituati a squadre che devono salvarsi e giocano così a viso aperto. Forse però manca un po’ di fisicità a centrocampo“.

Due nomi: un giovane italiano che pensi possa presto sfondare e un attaccante in cui ti rivedi

Per quanto riguarda il giovane dico Scamacca: sta finalmente capendo l’importanza del suo ruolo e ha grandissime qualità tecniche. Il “Tir” di adesso? Mi rivedo un po’ in Immobile anche se lui a livello di movimenti è più completo“.

Come sta procedendo la tua avventura al Monza?

“La proprietà, che conoscete bene, ha fatto una squadra per vincere il campionato di Serie C, una squadra molto forte. Al Monza si lavora bene e vogliono che ad emergere siano anche i giocatori del settore giovanile”

Infine, dove ti vedremo tra 10 anni?

Bella domanda, me lo chiedo spesso anch’io. A me piace stare sul campo ma so che al momento non sarei pronto mentalmente per un incarico in prima squadra. Il mio obiettivo è quello di far crescere i ragazzi ed insegnargli quello che ho imparato sul campo. Più avanti comunque sono sicuro che allenerò“.

Immagine articolo tratta da: Illeccese.it

it_ITItalian
en_USEnglish it_ITItalian