Tag Archives

2 Articles

Posted by Redazione Rossonera on

Mercato Milan, analisi dei bilanci e dei frutti dell’autunno

Mercato Milan, analisi dei bilanci e dei frutti dell’autunno

MERCATO MILAN – Tempo, sciagurato, di pausa per le nazionali. Proviamo quindi a fare una riflessione, quanto più possibile completa, sul mercato del Milan appena concluso. Nessuna pretesa di precisione scientifica sotto il profilo tecnico, tattico o economico ma solo la speranza di una visione di insieme sull’operato della coppia Maldini – Boban.

Le dismissioni – Partiamo dalle prime scelte fatte dalla Dirigenza, quelle relative ai “non rinnovi” di alcuni giocatori. Continua l’opera di svincolo della rosa rossonera dai legami con il passato. Non sono stati rinnovati i contratti e i prestiti di Montolivo, Jose Mauri, Bertolacci, Abate, Zapata e Bakayoko. Parliamo ovviamente della prima squadra e non di altre operazioni minori. Giova ricordare che i primi quattro sono, almeno al momento in cui scriviamo, ancora svincolati mentre Zapata ha trovato posto al Genoa (faccina pensierosa). Viene da pensare che o è bassa la qualità (anche in relazione all’età avanzata di alcuni) oppure è alto il prezzo. Baka aveva un contratto fuori dalla nostra portata per un panchinaro ed i suoi rapporti con l’ambiente erano minati, giusto salutarci. Risolto consensualmente il contratto di Strinic del quale si conoscono i problemi di salute. Peccato, era un uomo di Giampaolo e, fosse stato in perfetta efficienza, avremmo avuto un giocatore pronto fin da subito. Al ragazzo i migliori auguri per il suo futuro da calciatore.

Se lo scopo era effettivamente quello di ringiovanire la rosa, liberare importante spazio salariale e cancellare le tracce di un passato controverso il voto non può che essere alto.

Le mancate cessioni – Inutile negare che certa parte della stampa e della tifoseria non voglia affatto bene all’attuale proprietà del Milan. A mercato ancora chiuso ed in prossimità della chiusura dell’esercizio in corso in parecchi avevano vaticinato cessioni importanti per sanare il bilancio. Non solo non è capitato prima del trenta giugno ma i pezzi pregiati sono rimasti fino alla fine del mercato. In molti tra i tifosi rossoneri hanno chiesto a gran voce le cessioni di Donnarumma e Suso per poter operare sul mercato ma la Società ha risposto picche. Espressamente, per bocca di Paolo Maldini, riguardo a Gigio, nei fatti per Suso. Magari per lo spagnolo non c’è mercato ma per il giovane portiere è difficile ipotizzare la mancanza di uno o più acquirenti. Bene? Male? Lo scopriremo solo vivendo come cantava il grande Lucio Battisti; ma di certo siamo di fronte ad un messaggio chiaro: li volete, li pagate la cifra che diciamo noi. Anche da qui bisogna passare per tornare grandi.

Acquisto europeo – Il primo, e forse più importante, è stato l’accordo con la UEFA. Abbiamo perso una competizione europea ma ci siamo seduti al tavolo con un organismo che ti può rendere la vita impossibile e abbiamo proposto un accordo duro ma favorevole in prospettiva. Siamo fuori dalle coppe (e in molti sostengono che non sia affatto un male nella situazione attuale) e ci siamo impegnati ad essere virtuosi nei prossimi mercati ma abbiamo cancellato uno degli anni economicamente orribili che le gestioni precedenti ci hanno lasciato in eredità. Dettaglio non da poco. Da qui in avanti ci sarà tantissimo lavoro da fare ma la sfida per la Dirigenza (tutta) è davvero stimolante: riportare il Milan tra le squadre moderne e efficienti del calcio mondiale. Niente a che fare con “il Milan deve camminare da solo” di berlusconiana memoria, concetto vago e mai rispettato. Dobbiamo tornare a fatturare tantissimo (marketing e merchandising, nuovi sponsor, player trading intelligente) a gestire meglio i nostri soldi senza dare stipendi insensati a calciatori di livello modesto.

Acquisto tecnico – Altro acquisto importante e logicamente precedente il mercato è stato quello dell’allenatore. Salutato con una stretta di mano Gennaro Gattuso, cha ha contribuito alla salute del bilancio della sua squadra del cuore rinunciando agli anni di contratto che gli erano rimasti, è arrivato Marco Giampaolo. Uno degli allenatori giovani più preparati in circolazione, uno bravo con i giovani, uno di quelli che le proprie squadre le ha sempre fatto giocare bene. Certo potevamo mettere sotto contratto uno dei big europei però poi avremmo dovuto spiegare i dieci milioni di stipendio da girare ai Conte, Guardiola o Pochettino di turno. Per quel che ne so io si comincia camminando e poi si impara a correre. A bocce ferme l’allenatore ideale per una rosa che ha raggiunto il quinto posto lo scorso anno (ad un solo punto dal terzo, ndr) ma che non ha mai convinto per l’organizzazione di gioco offensivo. L’allenatore ideale per valorizzare quei giocatori che hanno convinto poco fino ad ora (Chala, Suso, Rodriguez, Kessie ecc.) e che possono essere in futuro capisaldi di un grande Milan oppure preziosa merce di scambio. Ma anche l’allenatore ideale per crescere i giocatori giovani che nel calcio milionario di oggi sono necessari per completare rose dai costi fantasmagorici.

Acquisti “piccoli” – A proposito di giovani la Dirigenza rossonera ha messo ampiamente mano alla rosa della Primavera di Giunti rovinosamente retrocesso lo scorso anno. Moncada e Massara hanno messo sotto contratto sei giocatori nuovi: Lenny Borges terzino destro dall’Amburgo, Riad Tahar difensore centrale dal Lione, Luan Capanni punta centrale della Lazio, Gabriele Galardi terzino destro dalla Vigor Perconti, Simone Potop difensore centrale dal Torino e la punta centrale Emanuele Pecorino dal Catania già andato in gol di recente.

Stesso discorso si può fare per la squadra femminile che ha cambiato sia l’allenatore (mettendo sotto contratto Maurizio “segna semper lù” Ganz al quale facciamo i nostri migliori auguri e diverse nuove giocatrici che dovrebbero compensare le dolorose partenze di Sabatino, Moreno, Giuliano e Alborghetti. Da segnalare, ma lasciamo l’approfondimento a Lucia Pirola, gli arrivi di Lady Andrade e Refiloe Jane. Il Milan, stante l’impossibilità di puntare alle big del calcio europeo, ha puntato a confermare il maggior numero di giocatrici possibile e su figure di spessore internazionale anche se non di primo piano. Obiettivo: fare meglio del terzo posto dello scorso anno e, mi permetto di aggiungere, vincere il derby.

Acquisti. E cessioni – Primavera, Milan femminile, prima squadra. Che non si potesse puntare alla stella è parso chiaro fin da inizio mercato quando una lunga intervista alla Gazzetta di Ivan Gazidis aveva escluso il colpo “riempi-stadio”. E così è stato nonostante la seducente immagine del pallone d’oro Luka Modric con la maglietta a righe rossonere.

Portieri: contrariamente alle previsioni e a quelle che sembrano essere le esigenze di bilancio il Milan conserva il proprio costosissimo reparto portieri. Gigio, suo fratello e Pepe Reina forniscono molte garanzie (anche sotto il profilo dell’esperienza e dei rapporti nello spogliatoio) ma incidono tantissimo sui nostri conti. Plizzari, sia egli il nostro futuro oppure una bella pedina di scambio, è invece andato a ri-farsi le ossa a Livorno. Se non vogliamo dare un voto, una bella faccina che ride ci sta

Difensori: nel reparto arretrato abbiamo messo la freccia a sinistra con il turbolento (ma velocissimo) terzino sinistro, seppur di riserva, del Real Madrid Theo Hernandez (uno di quelli che è pippa solo quando lo prendiamo noi…), aggiunto un difensore di rotazione come Leo Duarte e, sempre per la questione giovani, inserito in rosa il rientro dal prestito di Matteo Gabbia. Hanno salutato: Abate, Zapata, Strinic a titolo gratuito e Laxalt in prestito oneroso al Torino. Considerando che non abbiamo notizie certe del rientro di Caldara siamo costretti a sperare che Duarte sia rapidamente pronto per il nostro campionato. Resta comunque la base della coppia centrale Romagnoli Musacchio che è una delle migliori del campionato. Dovevamo aggiungere un terzino veloce e lo abbiamo fatto, dovevamo liberarci di un po’ di zavorra e lo abbiamo fatto. Pollice alto; di poco ma in sù.

Centrocampisti: il preparto con il maggior bisogno di maquillage. Salutati, senza rimpianti, Bakayoko, Bertolacci, Mauri e Montolivo sono arrivati Rade Krunic ed Ismail Bennacer mentre si sono aggiunti alle rotazioni del reparto il rientrante Bonaventura e Calhanoglu che il mister sembra vedere anche come perno basso del triangolo in mezzo al campo. Sarà pur vero che i due ex empolesi sono retrocessi (ma anche Franco Baresi è andato in Serie B in carriera…) ma nel complesso il reparto (Kessie, Bennacer, Paquetà, Krunic, Biglia, Chala, Bonaventura) è più giovane, costa meno ed ha un tasso tecnico superiore rispetto a quello dello scorso anno. Se poi Kessie e Paquetà giocassero al loro livello… Altro pollice in sù.

Attaccanti: in chiusura di mercato è arrivato Ante Rebic, un bell’attaccante esterno di fisico e di gran carattere che si aggiunge al giovane Rafael Leao, grande promessa del campionato francese. Ci hanno salutato Andrè Silva e Patrick Cutrone che lo scorso anno in due hanno fatto una manciata di gol. Restano con noi Samu Castillejo, Borini, Piatek e “croce e delizia” Suso. Tra titolari (Piatek e Suso) e giocatori di rotazione (Casti, Borini, Leao e Rebic) il reparto sembra essere completo ma è sicuramente quello dove il mister deve lavorare di più e fare vedere maggiormente la sua mano. Il pollice non va né sù né giù, abbiamo pochi elementi per giudicare. Una cosa la possiamo fare, pregare che il pistolero polacco torni a fare centro.

Due nuovi allenatori su tre, un accordo con l’Uefa, una ventina di acquisti, altrettante uscite e tutte le tante operazioni minori che, di solito, popolano il mercato delle squadre di calcio. Un’estate molto movimentata per una dirigenza in buona parte nuova.

Alla stagione 2019/2020 spetta il giudizio definitivo, a voi spetta un primo giudizio a pochi giorni dalla fine del mercato. Sbizzarritevi.

Pierangelo Rigattieri

Photo Credits: ACMilan.com 

Posted by Redazione Rossonera on

Higuain: Il Milan, il mercato e il grande incubo…

Higuain: Il Milan, il mercato e il grande incubo…

Non lo so come finirà questa storia. Dico davvero. So però con certezza che Gonzalo Gerardo Higuain è uno degli attaccanti più forti d’Europa, uno di quelli che al Milan non vedevamo dai tempi di Ibrahimovic.

Gonzalo Higuain: 13 su 35 nel River, 107 su 190 nel Real, 71 su 104 nel Napoli, 40 su 73 nella Juve, uno score devastante. A prescindere dagli 8 gol stagionali e dalle prestazioni altalenanti in rossonero, reputo davvero Higuain uno dei top 10 attaccanti mondiali.

Passo indietro.
Simone Cristao, caporedattore di Radio Rossonera, era a Casa Milan fino a tarda notte quando uscì Leo con Nicolas Higuain, era all’hotel la sera dell’arrivo del Pipita. Ricordo gli scambi di whatsapp: “è arrivato un campione”.
Il pipita in forma splendida, sorridente, magro, asciutto. In presentazione, parole perfette: “Voglio ringraziare la società per il grande sforzo che ha fatto per portarmi qui, questo progetto mi ha motivato molto, a questo punto della mia carriera è una bellissima sfida per me e spero di ripagare tutta la fiducia che mi hanno dimostrato. Arrivo in una squadra con una storia immensa, quando mi hanno detto di venire qui per riportare il Milan dove merita è stato un motivo di orgoglio. Spero di fare al Milan grandissime cose perché è una società che merita di ritornare in alto. Leonardo lo conoscevo e ha inciso tanto nella mia decisione, mi ha convinto la sua onestà e la sua fiducia.”

L’esordio, i primi goal, le esultanze e poi la sfida con la Juve: da li il blackout, completo.
Mal di pancia, mugugni, le continue telefonate di Sarri, quella discussione col mister a Milanello fino alla pace definitiva sancita con l’abbraccio post Goal vittoria con la Spal.
Con quel boato di San Siro, quel gesto di scrollarsi di dosso tutto e poi?
E poi, di nuovo il baratro: “deve prendersi le sue responsabilità, deve pedalare. Non stare dietro alle voci,visto che stai qua, stai qua e fai”. Parole dure, durissime, che suonano come uno schiaffone. Giuste? Sbagliate? Non sta a me giudicarle, ma non tutti hanno apprezzato. Nemmeno il Pipita.
Detto questo, torno all’inizio di questo pezzo, non chiamiamolo Editoriale, che gli editoriali li scrivono quelli bravi, comunque ho aperto dicendo che non so come finirà questa storia. Gli spifferi sono tanti, ma i fatti al momento dicono che Higuain si allena a Milanello, sereno e sorridente. Il fratello a Londra ? Può essere, non lo so. Stanotte su Instagram si è “registrato” a Buenos Aires, ma all’aeroporto.

In moltissimi mi chiedete in Radio e sui social: “Pietro dicci qualcosa, ma Gonzalo cosa fa? Resta? Se ne va?”. Non lo so.

Personalmente sono combattuto, fatico a prendere una posizione: da un lato mi ripeto costantemente “ragazzi, è il Pipita, Gonzalo Higuain, non possiamo perderlo per nulla al mondo, facciamogli una carezza in più” poi ci rifletto a fondo e penso a quei due colori, quella maglia rossonera che forse e ripeto forse Gonzalo non ha ancora compreso cosa sia per davvero. Il Milan, signore e signori, uno dei club che ha vinto di più al mondo, la storia del calcio, una maglia che va onorata e rispettata e forse questo a Higuain andrebbe spiegato.

Ma proviamo a immaginare gli scenari:

Scenario 1
Higuain lascia il Milan.
L’uomo indicato per riportare il Milan in champions, abbandona il progetto dopo soli 4 mesi. Leonardo si ritrova, apparentemente bloccato dal FFP, a 20 giorni dalla fine del mercato, senza il suo bomber titolare e con l’obbligo di sostituirlo per puntare alla champions ma – forse – senza poter spendere e sapendo quindi di prendere un attaccante meno forte.

Scenario 2.
Higuain resta (controvoglia).
Il rischio è di trovarci un Higuain svogliato, nervoso, tipo quello degli ultimi 2 mesi. Ad ogni palla persa un “vaffa”, ad ogni gol sbagliato un muso lungo, ad ogni non vittoria un mugugno. Sareste pronti a sopportarlo?

Scenario 3.
Higuain resta (e con la testa giusta).
Purga la Juve a Gedda, ingrana, fa quello per cui è stato preso: una valanga di goal. E trascina il Milan in Champions.

Scenario 4.
Higuain resta controvoglia ma stringe un patto di ferro con Gattuso e il gruppo.
A giugno poi, sarà quel che sarà, ma visto il rapporto con mister e gruppo resta e collabora, trascinando la squadra con i suoi goal.

A voi la scelta, decidete su cosa scommettere ma concedetemi una nota a margine: se scenario 1 sarà, se – quindi – il giocatore simbolo (per svariate motivazioni, economiche, di prestigio, come nome, caratura) deciderà di mollare il colpo dopo soli 4 mesi , beh, signori abbiamo un problema e anche grave. E la proprietà vorrà delle risposte.

Al post mercato l’ardua sentenza.

PBP

Credits Photo: AcMilan

it_ITItalian
en_USEnglish it_ITItalian