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Spal-Milan 2-2, the day after! Le prestazioni di Paquetà, Saelemaekers e Leao

Spal-Milan 2-2, the day after! Le prestazioni di Paquetà, Saelemaekers e Leao

SPAL-MILAN – Mister Pioli cambia 3 interpreti rispetto alla partita contro la Roma. Dentro Paquetà, Calabria, Gabbia e fuori Bonaventura, Conti e Kjaer. Inizio da incubo per la squadra rossonera che va sotto al 13’ con un goal in mischia di Valoti e subito dopo vede infortunarsi Castillejo. Nonostante il Milan riesca spesso ad arrivare in area avversaria nessuno riesce a trovare il colpo vincente. Paquetà tra le linee si muove bene e riesce a trovare qualche giocata interessante, ma la squadra di Pioli non riesce a trovare il pareggio. L’incubo sembra non finire mai quando Floccari trova un eurogoal da 30 metri beffando Donnarumma fuori dai pali. Sul finire del primo tempo, il goal annullato al var a Calhanoglu per un fuorigioco millimetrico e un palo colpito dallo stesso giocatore turco. Il primo tempo si conclude con 12 tiri a 2 per il Milan e 2-0 per la Spal.

La ripresa la storia non cambia. La squadra rossonera trascinata da Paquetà e dal subentrato Leao tenta in tutti i modi di scardinare la difesa della Spal. Entra anche Ibrahimovic e il Milan si gioca il tutto per tutto andando in attacco. Piovono le palle goal, ma solo al 79’ la squadra rossonera riesce ad accorciare con Leao che in buona posizione trova l’angolo giusto per trafiggere Letica. Nel forcing finale succede di tutto e il Milan riesce a trovare il pareggio al 93’ con un autogoal di Vicari, che nel tentativo di intercettare una bella palla di Saelemaekers, spiazza il proprio portiere.

Alla fine della partita il tabellino registra 39 tiri del Milan, ma solo 9 in porta. Le statistiche contano fino ad un certo punto. Partite come queste la squadra rossonera non può permettersi di sbagliarle se vuole ambire ad un posto in Europa League per la prossima stagione. Ora il calendario mette di fronte alla squadra di Pioli un trittico terribile, Lazio, Juventus e Napoli.

PAQUETA’- L’unico positivo nel primo tempo. Cerca spesso la giocata, e spesso gli riesce. La difesa della Spal è in apprensione quando ha la palla nei piedi e da lui partono quasi tutte le azioni più pericolose del primo tempo. Nel secondo tempo parte da dove aveva finito, cerca di prendere in mano il Milan e prova spesso la conclusione da fuori… forse anche troppo.

La prestazione del brasiliano è una delle poche note positive della partita di ieri, una buona prestazione che non basta per far ricredere molti tifosi rossoneri. Ancora poca incisività nel corso del match. Deve trovare la continuità oltre che di prestazioni anche all’interno della singola partita.

SAELEMAEKERS- Nel primo tempo entra al posto dell’infortunato Castillejo e non riesce ad incidere. molto meglio nella ripresa quando Pioli lo sposta terzino destro con libertà di spinta e lui riesce ad essere sempre pericoloso con i suoi inserimenti e i suoi cross. Proprio un suo cross costringe Vicari ad intervenire e a provocare l’autogoal.

In queste ultime due partite abbiamo visto qualche buona giocata del ragazzo belga. Molti tifosi si stanno ricredendo sul suo conto, speriamo continui così e cresca partita dopo partita.

LEAO- Entra all’inizio della ripresa per dare una svolta al match e ci riesce. Tiene spesso in apprensione la difesa avversaria e gioca molto di sponda con i compagni. Una prova di maturità per il ragazzo portoghese che chiamato ad essere incisivo e decisivo risponde nel migliore dei modi. Stando vicino ad Ibra in allenamento e nelle prossime partite deve riuscire ad imparare molte più cose possibili dall’attaccante svedese, sia dal punto di vista realizzativo che dal punto di vista caratteriale. Solo così potrà crescere e fare quello step che gli manca per diventare un giocatore su cui puntare.

In questa prima stagione rossonera ha dimostrato di avere ottime doti tecniche e anche alcune lacune. L’età è dalla sua parte e se partita dopo partita riuscisse a crescere il Milan potrebbe ritrovarsi in casa una risorsa molto importante per la prossima stagione.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Lecce-Milan 1-4, The day after! Un focus sulle prestazioni di Castillejo e Calhanoglu… e della squadra!

Lecce-Milan 1-4, The day after! Un focus sulle prestazioni di Castillejo e Calhanoglu… e della squadra!

LECCE-MILAN – Mister Pioli ritrova gli squalificati T. Hernandez e Castillejo che prendono il posto di Calabria e Paquetà. Con loro in campo si nota fin dai primi minuti uno spirito diverso della squadra rispetto alla semifinale contro la Juventus. Due tasselli fondamentali che permettono al Milan di essere più propositivo e aggressivo, puntando spesso al recupero palla in fase avanzata, e che garantiscono spesso superiorità numerica saltando l’uomo in velocità o con un dribbling. La partita di ieri sera non deve però illudere, malgrado sia stato un buon Milan, dobbiamo anche ammettere che l’avversario non è stato dei più ostici, riuscendo a creare occasioni pericolose solo grazie ad errori difensivi o d’impostazione della squadra rossonera.

Dopo aver trovato il vantaggio con Castillejo che sfrutta un grande assist del redivivo Calhanoglu, il Milan non riesce a chiudere la partita malgrado le numerose palle goal e nel secondo tempo il Lecce, grazie ad un dubbio rigore, torna in partita con la rete di Mancosu. Non passano neanche sessanta secondi che la squadra di Pioli torna in vantaggio con Bonaventura, che si fa trovare pronto e al posto giusto e ribatte in rete dopo una respinta di Gabriel su tiro di Calhanoglu. Lo stesso Calhanoglu due minuti dopo la rete del vantaggio rossonero lancia Rebic solo davanti al portiere e l’attaccante croato non perdona. Il Lecce non rientra più in partita e il Milan gestisce il possesso palla senza grosse preoccupazioni riuscendo anche a trovare la rete del 4-1 con Leao che di testa insacca su assist di Conti.

Buona prova della squadra rossonera che trova subito i 3 punti alla ripresa di questo mini girone di ritorno. Il calendario ora vedrà il Milan affrontare in serie: Roma, Spal, Lazio, Juventus e Napoli. Sarà un bel banco di prova per la squadra di Pioli e solo dopo la partita contro il Napoli potremo capire se il Milan potrà essere ancora in corsa per un posto in Europa League.

CASTILLEJO – La sua assenza contro la Juventus si è fatta sentire e anche molto. La sua tenacia e determinazione, unita alla sua aggressività e voglia di dimostrare che può essere un giocatore da Milan stanno facendo la differenza nelle ultime partite di campionato. Risulta uno dei pochi in rosa in grado di creare superiorità numerica e riuscire a dare imprevidibilità alle azioni offensive rossonere. Realizza la rete dell’1-0 da attaccante puro, sfruttando un assist perfetto di Calhanoglu. Fino a che il fiato regge si trova sempre nel vivo dell’azione e cerca sempre la palla nei piedi, effettuando anche spesso buoni ripiegamenti difensivi.

Questo ragazzo, partita dopo partita, è uno dei pochi giocatori in rosa che sta dimostrando attaccamento alla maglia… e di giocatori così il Milan ne ha assolutamente bisogno.

CALHANOGLU – Il migliore in campo nella partita di ieri sera. Mette il piede in tutti e 4 i goal rossoneri. Fornisce l’assist per Castillejo e Rebic per il primo e terzo goal, impensierisce con un tiro da fuori area Gabriel sul terzo goal, e libera Conti con un perfetto lancio per il cross che porta al quarto goal di Leao. Oltre a queste giocate risulta sempre nel vivo del gioco, cercando sempre di farsi trovare tra le linee e dando sempre una possibilità di passaggio ai compagni. Quando la squadra si dispone con un 4-2-3-1 e lui alza il suo raggio d’azione di dieci metri riesce spesso ad essere determinate nelle trame di gioco offensive rossonere.

Alla terza stagione con la squadra rossonera non è ancora riuscito ad esprimere tutte le sue potenzialità con continuità. Spesso ci siamo trovati, anche in questa rubrica, a chiederci chi sia davvero Calhanoglu. Il giocatore che ieri sera ha letteralmente preso per le mani il Milan e ha dato saggio della sua tecnica o il giocatore che spesso sparisce dalla partita e non riesce a prendersi delle responsabilità?

LA SQUADRA – Risulta difficile giudicare una partita come quella di ieri sera. Il Lecce non è stato l’avversario che tutti attendavamo. La squadra di Liverani ha giocato sotto ritmo tutta la partita, permettendo alla squadra rossonera di gestire il match a suo piacimento. Nonostante questo la squadra di Pioli è riuscita comunque a commettere alcuni errori che in un contesto diverso, contro avversari di altra caratura, avrebbero portato a subire goal o quantomeno azioni pericolose. Tanti piccoli errori  di concentrazione difensiva, e d’impostazione a centrocampo, che non dovrebbero far dormire sonni tranquilli a mister Pioli.

Come spesso è capitato in questa stagione, e nonostante i quattro goal segnati, il Milan si perde quando arriva a ridosso dell’area avversaria. Manca sempre l’ultimo passaggio, la giocata che taglia la difesa avversaria. Vedremo se nelle prossime partite qualcosa cambierà o dovremo attendere, come ormai facciamo da parecchi anni, la prossima stagione!

 

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Cagliari-Milan 0-2, the day after! Il cambio modulo, la coppia Ibra-Leao e il mercato

Cagliari-Milan 0-2, the day after! Il cambio modulo, la coppia Ibra-Leao e il mercato

CAGLIARI-MILAN – Pioli dopo la partita con la Sampdoria di settimana scorsa attua una mezza rivoluzione e cambia 4 giocatori virando su un più compatto 4-4-2. La squadra rossonera fin dai primi minuti sembra molto più aggressiva e solida rispetto alle ultime uscite. Ibra e Leao davanti si cercano spesso, Castillejo è molto meno prevedibile di Suso e spesso tiene in apprensione la difesa cagliaritana. Da una sua intuizione nasce il goal del vantaggio rossonero, Leao è abile a sfruttare la gran palla dello spagnolo e a realizzare il goal dell’uno a zero. Al 64′ arriva il goal che tutti i tifosi rossoneri stavano aspettando, Hernandez va sul fondo e mette in mezzo, Ibra di sinistro colpisce di prima e indirizza la palla al lato opposto… alza le braccia… esulta.. e da un segnale a tutti.. ZLATAN È TORNATO!!!!

CAMBIO MODULO – Proprio in queste pagine, settimana scorsa, indicavamo il cambio di modulo come una possibile soluzione al momento negativo della squadra rossonera. E sembra averlo capito anche Pioli che schiera un inedito 4-4-2 con la coppia Ibra-Leao davanti e Castillejo e Calhanoglu sugli esterni. La squadra ha dato subito l’impressione di essere più aggressiva, più compatta, meno legata alle giocate individuali e meno prevedibile. La vivacità di Castillejo, le sponde preziose di Ibra per i compagni e soprattutto l’intesa con Leao, sono stati i punti chiave del match. Sia chiaro i nostri occhi sono abituati a ben altro, ma la prima prestazione con questo nuovo assetto può considerarsi positiva.

Potrebbe essere la strada giusta da percorrere per riuscire a dare un cambio di direzione a quasta stagione. Ora serve continuità di prestazioni e di risultati per dare morale alla squadra e cercare di dare un po’ di sicurezze alla squadra e all’ambiente.

IBRA-LEAO – Zlatan fin dai primi allenamenti ha preso sotto le sue ali il giovane attaccante portoghese e i risultati si sono visti subito.
Con la Sampdoria Leao è entrato in campo con lo spirito giusto, diversamente da quanto accaduto in altre partite, e nella partita di sabato ha fatto vedere, anche se in modo ancora molto discontinuo, che cosa è in grando di fare. Le indicazioni di Pioli sembrano molto chiare Ibra rimane più centrale e Leao gira intorno allo svedese cercando si sfruttare le sue giocate.

La loro intesa nelle prossime partite può solo crescere. Il nostro augurio è che l’arrivo di Ibra oltre a giovare al talento portoghese, faccia crescere anche gli altri giovani.

MERCATO – Sembra chiara la strategia della dirigenza in questi giorni, liberarsi degli esuberi e di quei giocatori che non credono più al progetto o che non ne faranno parte in futuro. Dal mercato invernale ci aspettiamo un rafforzamento sugli esterni se Pioli decidesse di proseguire con il 4-4-2. Suso, Rodriguez, Piatek sembrano avere le valige pronte.. vedremo cosa succederà in questi ultimi giorni di mercato.

Ci asteniamo per il momento da commentare la campagna acquisti\cessioni e lasciamo il nostro giudizio per la fine del mercato.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Sassuolo 0-0, the day after! Leao, la sfortuna e i 120 anni del Milan

Milan-Sassuolo 0-0, the day after! Leao, la sfortuna e i 120 anni del Milan

MILAN-SASSUOLO – Pioli per la terza volta consecutiva conferma la stessa squadra cercando di puntare alla terza vittoria consecutiva. La squadra rossonera sembra meno incisiva rispetto alle ultime uscite e lascia spesso spazio per le ripartenze del Sassuolo che fortunatamente non sfrutta quasi mai. Il Milan ha numerose occasioni per passare in vantaggio, ma non vengono mai sfruttate. La chance più clamorosa nel primo tempo è sui piedi di Bennacer che sfruttando un maldestro retropassaggio di Manganelli, supera il portiere in uscita, ma non ha la freddezza necessaria e si fa respingere il tiro da Berardi. Nel secondo tempo la musica non cambia, il Milan ha le occasioni più pericolose e il Sassuolo in contropiede non sfrutta gli spazi concessi. Pegolo diventa improvvisamente Spiderman e neutralizza una dopo l’altra tutte le clamorose occasioni della squadra rossonera, se non ci pensa Pegolo sono i legni a negare il goal alla squadra rossonera. La partita termina con un pareggio dal sapore amaro nella giornata dei festeggiamenti per i 120 anni del Milan.

LEAOGli bastano 15 minuti per lasciare intravedere quello che può fare se entra in campo concentrato e dando il massimo, un paio di buone sponde, ma soprattutto i due legni colpiti. Il primo su un bellissimo tiro a giro appena dentro l’area che si stampa sulla traversa, il secondo con un tiro di sinistro da fuori area che colpisce il palo.

Forse con il Milan che doveva a tutti i costi portare a casa i tre punti per rilanciarsi in campionato sarebbe stata una scelta migliore farlo giocare in coppia con Piatek per cercare di sbloccare il match.

SFORTUNA – In queste pagine non ci siamo mai appellati alla sfortuna, ma dopo la partita di ieri possiamo tranquillamente dire che non siamo sotto una buona stella. Oltre al goal annullato dal var che lascia qualche dubbio, la squadra rossonera ha avuto innumerevoli occasioni che è riuscita a sfruttare per un soffio.

Oltre alla fortuna nella partita di ieri è mancata la giocata chiave di un campione che il Milan al momento in rosa non ha e che altre squadre hanno, Maldini e Boban ne sono consapevoli… vedremo se il mercato di gennaio porterà quello che serve per completare la squadra.

120 ANNIParte della storia del Milan ieri era seduta sugli spalti, i tifosi hanno gremito lo stadio come nelle migliori occasioni per festeggiare tutti insieme il compleanno della squadra rossonera. Una festa piena di colori e storia che ci ha ricordato quello che eravamo e quello che un giorno ritorneremo ad essere.. FORZA MILAN SEMPRE E PER SEMPRE!!!

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

ALBERTO ZACCHERONI A RADIO ROSSONERA – Alberto Zaccheroni, ex allenatore rossonero vincitore dello Scudetto del 1999, ha rilasciato ai nostri microfoni una lunga intervista sul momento attuale dei rossoneri confrontandolo a volte con il “suo” Milan vincente. Tra aneddoti e analisi sull’attualità ecco le parole del mister di Cesenatico partendo dal commento sull’esonero di Giampaolo:

Credo che la fiducia verso l’allenatore sia diminuita da entrambe le parti, sia dal lato dei calciatori che da quello dei dirigenti. Sono rimasto sorpreso anche io, certo non aveva mai allenato una grande ma Giampaolo i giocatori in campo li sa mettere. Io ad esempio ho avuto giocatori di Giampaolo in passato e i più grandi sponsor di Giampaolo sono sempre stati i giocatori stessi“.

Il mister nelle ultime stagioni aveva fatto sempre bene, valorizzando giocatori che in passato non erano nemmeno appetibili sul mercato: un esempio Quagliarella del quale l’Udinese donò metà cartellino alla Samp. Il Milan ha iniziato il campionato senza una identità precisa, si è lavorato per 100 giorni per fare il rombo con Suso dietro le punte: a vio avviso invece Suso ci deve andare dietro le linee, partendo dall’esterno, non deve trovarsi già lì spalle alla porta perchè è un giocatore che toccando tanto la palla perde il tempo della giocata. Sono anche contrario ad avere un sistema di gioco preciso, sono un allenatore che si adatta ai giocatori ma al di là questo ora tutti i rossoneri sono sotto il livello medio delle loro prestazioni, c’è quindi qualcosa che non va“.

Per “catturare” i giocatori serve dar loro certezze ma questo non è possibile, perché non si può dire ad un ragazzo: “così si vince”. Al contrario attraverso il rapporto e il contatto diretto bisogna dar loro sicurezze che possano far fare bella figura, perché prima di tutto un giocatore è individualista. Questo fa capire l’importanza del dialogo fin dal ritiro dove spesso si riesce ad instaurare un rapporto diretto. L’allenatore ora deve pensare a mettere in campo sì tutti i giocatori di maggior qualità ma anche quelli funzionali come i “miei” Guly, Helveg, Sala, ragazzi che davano equilibrio e facevano il lavoro sporco. Questo è l’equilibrio che bisogna trovare nel Milan di adesso. Al giocatore che deve fare questo lavoro sporco e di equilibrio direi: “hai l’occasione della vita, io ti do la maglia del Milan, sfruttala“.

Non so se i senatori di questo Milan hanno la personalità dei miei, non conosco il loro carattere però sottolineo un aspetto: la maglia del Milan pesa. Entrare con la maglia rossonera a San Siro è diverso, ho avuto nazionali che avevano già vinto in passato che ho dovuto spingere sulla schiena nel sottopassaggio per farli entrare in campo. L’allenatore deve cercare di costruire uno zoccolo duro con i più seri, determinati, con personalità e non è detto siano anche i più bravi. Io avevo Maldini, Costacurta e Albertini ed erano loro tre a dar equilibrio allo spogliatoio. Il lavoro sporco lo facevano loro, lontano dai miei occhi e non venivano certo a riferire cosa facevano con il gruppo. Ad esempio andavano a spiegare ai giovani cosa era il Milan e come ci si doveva comportare, ai nuovi dicevano cosa era consentito e cosa no. Billy Costacurta la prima sera prese Shevchenko che aveva ancora i bagagli chiusi in hotel e lo portò a cena con Albertini per fare ciòOra bisogna individuare quelle due-tre persone che facciano questo lavoro perché l’allenatore non riesce a stare dietro a tutto”.

I giocatori del Milan non devono pensare alla qualificazione alla Champions League. Non si deve parlare di questo perché si darebbero loro pesi e responsabilità che non possono reggere per ora. Bisogna far fare cose semplici con tranquillità e non dar loro alibi come il cambio allenatore o il giocare in un ruolo non abituale. Non bisogna gridare o responsabilizzare ma piuttosto sdrammatizzare, una pacca in un più sulle spalle, anche i tifosi spero che non contestino la squadra. Una chiave è rimettere i giocatori al loro posto, anche qualche faccia pulita in più come nel 1999 feci con Abbiati e Aliyu“.

Ora bisogna trovare equilibri perché la qualità c’è. Ad esempio, Suso: se critichiamo lo spagnolo… Suso è il giocatore di maggior qualità, bisogna far leva su di lui perché ha tante giocate, deve esser il primo punto fermo, forse è criticato dai tifosi perchè in passato l’hanno visto giocare meglio, non so, bisogna metter vicino a lui altri giocatori per aiutarlo come ad esempio un terzino che gli si sovrappone alle spalle“.

Leao non mi sembra un centravanti, gli piace ricevere palla sui piedi e davanti alla porta non mi ha dato l’idea del cecchino. Piatek invece ha altri limiti ma non certo la finalizzazione. Piatek i gol li ha fatti con una certa continuità. Leao ora deve recuperare, perché quando le cose non vanno bene tutti sono contagiati da questo strano virus“.

Pioli sul piano tattico ha dimostrato in tante piazze di saper conoscere il suo mestiere, quello che mi sorprende è che invece solitamente i problemi li ha sempre avuti sul lungo periodo non ad inizio esperienza. Penso però sia solo questione di tempo. Ha la fortuna di avere Paolo Maldini, che ama sì il milan ma è molto razionale, freddo nell’analisi, è un gran vantaggio avere un dirigente così“.

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Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

MILAN LAZIO – Mister Pioli cambia due uomini rispetto alla partita contro la Spal, Calabria prende il posto di Musacchio con Duarte al centro della difesa e Krunic prende il posto di uno spento Kessie. Il Milan parte bene, sfiora il goal con Paqueta, ma la Lazio davanti ha giocatori molto tecnici che riescono spesso a trovare la giocata che impensierisce la difesa rossonera. Immobile di testa porta in vantaggio la Lazio, ma Piatek con un tocco in area deviato poi da Bastos pareggia subito. Nella ripresa entrambe le squadre danno l’impressione di voler vincere la partita. Pioli ci prova togliendo Paquetà e inserendo Leao, ma proprio questo cambio toglie palleggio in mezzo al campo alla squadra rossonera e permette alla Lazio di impossessarsi piano piano del gioco . Il Milan lascia ampi spazi per le ripartenze, e da una di queste nasce il goal di Correa sfrutta nel migliore dei modi una gran palla di Luis Alberto. La Lazio torna a vincere a S. Siro dopo 30 anni.

PIATEK – A differenza di altre partite sembra entrare di più nel vivo del gioco, soprattutto nel primo tempo. Prova qualche sponda interessante per i compagni e prova un paio di volte il tiro. Mette lo zampino sul goal del pareggio, ma nella ripresa sparisce insieme alla maggior parte dei suoi compagni.

Ancora troppo poco questo Piatek, spesso pasticcia con il pallone e perde tempi decisivi per giocate importanti. Il polacco non riesce ad uscire da suo momento negativo, i tifosi rossoneri sperano in un rapido cambio di tendenza.

IL CENTROCAMPO – La sorpresa nella formazione iniziale è l’inserimento nell’undici titolare di Krunic. L’ex giocatore dell’Empoli ha dato più dinamismo al centrocampo e più soluzioni in fase offensiva, almeno fino a quando la condizione ha retto è stato uno dei più positivi della partita. La prova di Bennacer è stata a due facce, un primo tempo abbastanza negativo con alcune palle insidiose perse e un secondo tempo molto più positivo a lottare in mezzo al campo e a far girare la squadra.

Sembra che a questo Milan manchi ancora qualcosa in mezzo al campo, manca quell’esperienza che sicuramente nella partita di ieri sera avrebbe portato un maggiore equilibrio in mezzo al campo. Manca personalità nella zona centrale del campo ed Elliot a Gennaio dovrà cercare di intervenire anche qui, regalando a Pioli quel giocatore di esperienza e tecnica in mezzo al campo che alla squadra rossonera manca da parecchio tempo.

IL CAMBIOLa partita cambia al minuto 53, fuori Paquetà, dentro Leao. Mister Pioli cerca di trovare il cambio vincente, ma invece trova l’esatto opposto. Leao, forse sconsolato per la seconda panchina consecutiva, non riesce a dare quella scossa che gli chiedeva Pioli, anzi, spesso risulta fuori dal gioco, si fa vedere troppo poco e quando ha la palla nei piedi risulta poco incisivo. Con l’uscita di Paquetà il Milan perde qualità nel palleggio in mezzo al campo e lascia spesso il pallino del gioco in mano alla squadra biancoceleste.

Nel provare a vincere la partita Pioli la perde. Bisogna però riconoscere del coraggio in questa sostituzione, probabilmente la posizione così deficitaria in classifica ha fatto propendere per questa scelta così offensiva, il Milan come non mai ha bisogno di punti per risollevarsi, la scorsa sera è andata male, speriamo che la prossima volta un cambio così “azzardato” porti i suoi frutti.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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