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Juventus-Milan 1-0, the day after! Tra la prestazione, i singoli e il modulo

Juventus-Milan 1-0, the day after! Tra la prestazione, i singoli e il modulo

JUVENTUS-MILAN 1-0 – Ed eccoci qui a commentare l’ennesima sconfitta del Milan. Questa volta a differenza di altre molti tifosi, me compreso, eravamo consapevoli che sarebbe arrivata la sconfitta. Troppo superiore la Juventus oltre che nell’undici titolare anche nelle riserve. Chiamare riserve i vari Dybala, Douglas Costa e Rabiot è un’eresia.. lo sappiamo.. infatti quando ti puoi permettere di togliere un affaticato Ronaldo e mettere Dybala vuol dire che non hai 11 titolari, ma 17-18.. cosa che al Milan manca ormai da parecchi anni.
Ieri sera alla fine del primo tempo praticamente giocato a senso unico dal Milan, apro il cellulare e mando un messaggio a mio padre, tifoso juventino, e gli scrivo: “Stiamo dominando e perderemo.. la partita è già scritta…”. Il mio presagio, come penso quello di numerosi tifosi, si è avverato. Nel secondo tempo Dybala realizza il goal sull’unica sbavatura difensiva della squadra e decide la partita.

LA PRESTAZIONE – La squadra rossonera ieri sera ha dato il massimo, ed il massimo purtroppo non è servito a portare a casa punti importanti. La prestazione però servirà a dare carica a questo Milan malato, servirà a dare consapevolezza ai giocatori ed al mister. Giocando al massimo delle proprie potenzialità e concentrati dal primo all’ultimo minuto questa squadra se la può giocare con tutte e rialzarsi in fretta da questa brutta situazione.

Il campionato è ancora lungo, le posizioni da scalare in classifica sono tante, ma per la prima volta ieri, dopo tanto tempo, si è visto un Milan con carattere e personalità che è riuscito a tratti ad imporsi sulla squadra più forte del campionato. Ora serve la continuità delle prestazioni per poter risalire presto posizioni in classifica e a marzo vedremo se questo Milan potrà ancora chiedere qualcosa a questo campionato.

I SINGOLI – Oltre alla prestazione di squadra nella partita di ieri spiccano le prestazioni di Conti, Bennacer e Krunic. Conti ha dato ampi segni di risveglio dopo le pessime ultime uscite, ha retto bene tutti i 90 minuti senza cali di concentrazione ed è risultato uno dei migliori in campo della squadra rossonera, peccato solo per un paio di passaggi sbagliati nel primo tempo in occasioni che potevano diventare molto pericolose, con la fiducia del mister potrebbe tornare presto il giocatore che tutti stiamo aspettando da due anni.
Bennacer ha fatto una grande partita contro il centrocampo più forte del campionato, si è dimostrato in grado di reggere, anche nel migliore dei modi, la pressione di indossare la maglia rossonera in partite così importanti, personalità e qualità al servizio della squadra. La sua giovane età lo portano ogni tanto a prendere delle decisioni non perfette, ma con il tempo regalerà grandi soddisfazioni alla squadra rossonera.
Krunic è la vera sorpresa di queste ultime due partite, sia con la Lazio che nella partita di ieri sera, ha dimostrato che Boban e Maldini non hanno sbagliato a puntare su di lui, il suo dinamismo e forza in mezzo al campo hanno dato al Milan nuove geometrie di gioco, ora anche per lui servirà continuità e ritrovare la sua miglior condizione fisica.

Nella partita di ieri si sono visti miglioramenti individuali da tutta la squadra, se ad ogni partita gli errori individuali cominceranno a diminuire, il Milan tornerà finalmente a poter dire qualcosa in questo campionato.

IL MODULO – Mister Pioli sembra mettere apposto un pezzo del puzzle ad ogni partita, sta studiando le soluzioni migliori per far rendere al meglio tutta la squadra e i singoli interpreti. Ci sarà ancora un lungo lavoro da fare, ma l’importante è che il Milan cresca partita dopo partita.

Rumori di questi giorni dicono che Pioli stia preparando la squadra per un 3-4-2-1… il passaggio a questo modulo consentirebbe a Conti ed Hernandez di spingere sulla fascia e dare molte più soluzioni alla fase offensiva del Milan e permetterebbe anche a Piatek di avere più palloni giocabili all’interno dell’area avversaria per tornare ad essere il pistolero che tutti conosciamo.. pum pum pum

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, Rade Krunic: alla scoperta del primo acquisto rossonero. Focus atletico

Milan, Rade Krunic: alla scoperta del primo acquisto rossonero. Focus atletico

MILAN, RADE KRUNIC – Il 22 febbraio, al termine di una convincente vittoria del Milan contro l’Empoli, Rade Krunic lasciava il terreno di San Siro per l’ultima volta. Non sapeva che, la volta successiva, avrebbe messo piede in quello stadio con una nuova, gloriosa, maglia a strisce verticali rossonere: la maglia del Milan.

Versatilità e duttilità. Sono queste le parole che, in questi ultimi giorni, sono state scritte e pronunciate sul conto di Krunic. Un centrocampista eclettico. Per qualcuno, l’ex numero 33 dell’Empoli rappresenta un chiaro indizio sul prossimo allenatore che siederà sulla panchina del Milan. Marco Giampaolo infatti, è stato il primo allenatore di Krunic in Italia, durante la stagione 2015/2016. Qualcun’altro invece, afferma che il suo approdo al Milan sia il primo marchio di Zvonimir Boban sul nuovo corso rossonero. Imoschi, città natale di Zvone, dista poco più di 200 km da Foca, patria del primo acquisto (in attesa di ufficialità…) di questa sessione di calciomercato del Milan. Suggestioni.

Il destino, a volte, è beffardo: Rade Krunic, se non fosse stato infortunato, avrebbe potuto disputare la sua ultima partita con la maglia dell’Empoli proprio a San Siro, il 26 maggio, contro l’Inter. Partita fondamentale tanto per la corsa Champions, quanto per la lotta salvezza. Chissà se qualcosa sarebbe cambiato.

Ciò che invece è inconfutabile, sono le prestazioni fornite nel corso di questa stagione dal centrocampista bosniaco. I dati, ancora una volta, dicono tanto. Nelle trentatré partite in cui è sceso in campo, è stato utilizzato quasi sempre come mezz’ala in un centrocampo a tre: sedici volte sul lato destro del campo, tredici volte come mezz’ala sinistra. Nelle restanti quattro sfide, ha agito come trequartista in un 4-3-2-1. Versatilità, appunto.

Analizzando i dati atletici della stagione appena conclusa, saltano all’occhio due aspetti interessanti: il primo è che, in una stagione che ha visto l’avvicendamento di Andreazzoli e Iachini, le prestazioni di Krunic si sono mantenute stabilmente positive; il secondo dato, significativo anche questo, è che nonostante la retrocessione dell’Empoli, le performance del suo centrocampista, hanno poco da invidiare a quelle di calciatori di squadre di alta classifica: Krunic, ad esempio, è stato tra i migliori creatori di occasioni da gol in questa stagione e tra i primi quattro centrocampisti della Serie A ad aver preso parte attiva ad almeno dodici reti (cinque gol, sette assist).

Tra le armi a disposizione del futuro calciatore rossonero, ci sono senz’altro inserimento senza palla e capacità di ribaltare l’azione palla al piede. Sugli schermi di tanti tifosi rossoneri, è in riproduzione in queste ore il coast to coast con cui ha aperto la sfida casalinga contro il Sassuolo. I dati confermano queste sensazioni: quando ha giocato mezz’ala, Krunic ha sempre fornito prestazioni atletiche maiuscole, correndo stabilmente circa 1 km ad alta intensità in ogni partita. È un dato da analizzare, ma è certamente figlio delle caratteristiche appena descritte: sia con la palla, che senza, è un calciatore in grado di cambiare passo ed offrire soluzioni ai compagni.

Infine, c’è un dato particolare: in fase difensiva, le prestazioni di Krunic sono simili a quelle fornite da Kessiè per ciò che concerne contrasti ed intercetti; confrontando invece occasioni create ed ultimi passaggi pericolosi, in fase offensiva, le cifre di Krunic sono paragonabili a quelle di Hakan Calhanoglu. Di nuovo, dunque, la duttilità di questo centrocampista: quantità e qualità al servizio del Milan, con la possibilità di avere, finalmente, delle alternative all’altezza dei titolari.

Si tratta solo di dati, ovviamente. È chiaro che un palcoscenico come San Siro è un banco di prova da far tremare le gambe a chiunque. Le premesse perché possa trattarsi di un matrimonio felice, però, ci sono tutte. Di certo, per Rade Krunic, entrare a San Siro con la maglia rossonera sarà tutta un’altra storia, tutta da sognare, tutta da scrivere.

Foto Krunic tratta da: footballnews24

Alessandro Molinaro

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