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Spal-Milan 2-2, the day after! Le prestazioni di Paquetà, Saelemaekers e Leao

Spal-Milan 2-2, the day after! Le prestazioni di Paquetà, Saelemaekers e Leao

SPAL-MILAN – Mister Pioli cambia 3 interpreti rispetto alla partita contro la Roma. Dentro Paquetà, Calabria, Gabbia e fuori Bonaventura, Conti e Kjaer. Inizio da incubo per la squadra rossonera che va sotto al 13’ con un goal in mischia di Valoti e subito dopo vede infortunarsi Castillejo. Nonostante il Milan riesca spesso ad arrivare in area avversaria nessuno riesce a trovare il colpo vincente. Paquetà tra le linee si muove bene e riesce a trovare qualche giocata interessante, ma la squadra di Pioli non riesce a trovare il pareggio. L’incubo sembra non finire mai quando Floccari trova un eurogoal da 30 metri beffando Donnarumma fuori dai pali. Sul finire del primo tempo, il goal annullato al var a Calhanoglu per un fuorigioco millimetrico e un palo colpito dallo stesso giocatore turco. Il primo tempo si conclude con 12 tiri a 2 per il Milan e 2-0 per la Spal.

La ripresa la storia non cambia. La squadra rossonera trascinata da Paquetà e dal subentrato Leao tenta in tutti i modi di scardinare la difesa della Spal. Entra anche Ibrahimovic e il Milan si gioca il tutto per tutto andando in attacco. Piovono le palle goal, ma solo al 79’ la squadra rossonera riesce ad accorciare con Leao che in buona posizione trova l’angolo giusto per trafiggere Letica. Nel forcing finale succede di tutto e il Milan riesce a trovare il pareggio al 93’ con un autogoal di Vicari, che nel tentativo di intercettare una bella palla di Saelemaekers, spiazza il proprio portiere.

Alla fine della partita il tabellino registra 39 tiri del Milan, ma solo 9 in porta. Le statistiche contano fino ad un certo punto. Partite come queste la squadra rossonera non può permettersi di sbagliarle se vuole ambire ad un posto in Europa League per la prossima stagione. Ora il calendario mette di fronte alla squadra di Pioli un trittico terribile, Lazio, Juventus e Napoli.

PAQUETA’- L’unico positivo nel primo tempo. Cerca spesso la giocata, e spesso gli riesce. La difesa della Spal è in apprensione quando ha la palla nei piedi e da lui partono quasi tutte le azioni più pericolose del primo tempo. Nel secondo tempo parte da dove aveva finito, cerca di prendere in mano il Milan e prova spesso la conclusione da fuori… forse anche troppo.

La prestazione del brasiliano è una delle poche note positive della partita di ieri, una buona prestazione che non basta per far ricredere molti tifosi rossoneri. Ancora poca incisività nel corso del match. Deve trovare la continuità oltre che di prestazioni anche all’interno della singola partita.

SAELEMAEKERS- Nel primo tempo entra al posto dell’infortunato Castillejo e non riesce ad incidere. molto meglio nella ripresa quando Pioli lo sposta terzino destro con libertà di spinta e lui riesce ad essere sempre pericoloso con i suoi inserimenti e i suoi cross. Proprio un suo cross costringe Vicari ad intervenire e a provocare l’autogoal.

In queste ultime due partite abbiamo visto qualche buona giocata del ragazzo belga. Molti tifosi si stanno ricredendo sul suo conto, speriamo continui così e cresca partita dopo partita.

LEAO- Entra all’inizio della ripresa per dare una svolta al match e ci riesce. Tiene spesso in apprensione la difesa avversaria e gioca molto di sponda con i compagni. Una prova di maturità per il ragazzo portoghese che chiamato ad essere incisivo e decisivo risponde nel migliore dei modi. Stando vicino ad Ibra in allenamento e nelle prossime partite deve riuscire ad imparare molte più cose possibili dall’attaccante svedese, sia dal punto di vista realizzativo che dal punto di vista caratteriale. Solo così potrà crescere e fare quello step che gli manca per diventare un giocatore su cui puntare.

In questa prima stagione rossonera ha dimostrato di avere ottime doti tecniche e anche alcune lacune. L’età è dalla sua parte e se partita dopo partita riuscisse a crescere il Milan potrebbe ritrovarsi in casa una risorsa molto importante per la prossima stagione.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Genoa 1-2, the day after! T.Hernandez, Ibra e la prestazione della squadra…

Milan-Genoa 1-2, the day after! T.Hernandez, Ibra e la prestazione della squadra…

MILAN-GENOA – La partita di ieri per le note vicende extracalcistiche si è svolta in un clima quasi surreale e la squadra di Pioli praticamente sembra non essere scesa in campo. Il Genoa parte subito bene e trova il vantaggio con Pandev che sfrutta un assist di Sanabria sgusciato via da un’irriconoscibile T. Hernandez. Il Milan tenta di reagire, ma prima Ibra e poi Calhanoglu soli contro Perin sprecano malamente. La partita sembra ormai segnata quando sul finire del primo tempo il Genoa raddoppia con Cassata in una azione quasi fotocopia del primo goal. Nel secondo tempo Pioli tenta la carta Leao, ma la storia non cambia. Ibra accorcia le distanze ma serve a poco, il Milan non riesce più ad essere pericoloso e arriva la seconda sconfitta in questo 2020.

Brutta prestazione della squadra rossonera che perde malamente e sembra fare un enorme passo indietro rispetto alle ultime uscite.

LA PRESTAZIONE– Il Milan sembra aver perso quella grinta e aggressività che avevano caratterizzato le ultime uscite. Lasciando spazio ad un palleggio abbastanza sterile, poca attenzione in fase difensiva, poca incisività nel recupero palla e poca precisione in fase offensiva.

Irriconoscibile la squadra scesa in campo nel pomeriggio di ieri. Ora la necessità è quella di ritrovare la testa e la mentalità giusta per affrontare le prossime partite.

T. HERNANDEZ– Lo abbiamo tanto elogiato nelle scorse settimane, ma ora è anche venuto il tempo delle critiche. Si è sempre intuito che la sua fase difensiva avesse delle lacune e nella partita di ieri le ha mostrate praticamente tutte.
Perde palla malamente sul primo goal e non riesce a recuperare il suo errore facensosi saltare da Sanabria con estrema facilità. Sul secondo goal arriva in ritardo sull’esterno e permette a Biraschi di mettere una palla pericolosa in mezzo che dopo il colpo di tacco di Shöne permette a Cassata di raddoppiare.

Anche la sua fase offensiva ieri ha lasciato a desiderare, troppo impreciso nelle sue giocate.
Partita da dimenticare per lui come per molti altri, deve imparare dai suoi errori e cercare di crescere anche in fase difensiva.

IBRAHIMOVIC– Anche nella partita di ieri ha dimostrato che il Milan non può fare a meno di lui. Talvolta risulta impreciso sottoporta ma tutte le azioni offensive pericolose del Milan partono da lui.
Pesa, e non poco, sul risultato il suo errore davanti a Perin nel primo tempo.

La sua presenza in campo si sente sempre, molti della rosa dovrebbero prendere esempio dalla sua voglia di vincere e cercare di svegliarsi da questo lungo letargo.

 

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

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Inter-Milan 4-2, the day after! Ibra e il volta faccia tra il primo ed il secondo tempo…

Inter-Milan 4-2, the day after! Ibra e il volta faccia tra il primo ed il secondo tempo…

INTER-MILAN – Mister Pioli sembra aver studiato bene la partita e vara un inedito 4-4-1-1 che in fase offensiva si trasforma in un 4-2-3-1 con Calhanoglu libero di agire tra le linee alle spalle di Ibra. Proprio questa mossa manda in crisi la squadra nerazzurra che nel primo tempo non riesce mai a prendere le contromisure e permette al Milan di fare la partita. Il turco colpisce un palo ad inizio match, poi Rebic sfrutta una sponda di Ibra, e un errore di Padelli, per portare il Milan meritatamente in vantaggio. Sul finire del primo tempo arriva il goal che tutti i tifosi rossoneri stavano aspettando, Ibra colpisce di testa e porta il Milan sul 2-0, si gira verso la curva dell’Inter ed esulta… facendo illudere i tifosi rossoneri… il secondo tempo è tutta un’altra storia. Brozovic con un tiro al volo da fuori area riporta l’Inter in partita e fa sparire dal campo la squadra rossonera. Le geometrie, il pressing, l’aggressività che hanno caratterizzato il primo tempo, lasciano spazio al timore di essere rimontati e di perdere la partita… e così è stato. L’Inter ribalta il match con i goal di Vecino e De Vrij e manda il diavolo all’inferno. Lukaku sul finale rende ancora più amara la sconfitta portando il risultato finale sul 4-2.

Un Milan dai due volti che al primo errore viene punito e dal quel momento perde la testa e non riesce più a rientrare in partita.

IBRAHIMOVIC – Tutti si aspettavano un suo goal e lui non ha deluso le attese. Primo tempo da assoluto padrone, i difensori nerazzurri faticano e non poco a contrastarlo e lui riesce sia a giocare per la squadra che ha trovare il modo di rendersi pericoloso. Sovrasta Godin e con una sponda di testa permette a Rebic di insaccare a porta vuota il goal del vantaggio rossonero. Poi al minuto 45′ realizza di testa da pochi passi la rete del 2-0.

Troppo importante per il Milan avere in campo uno come lui. La sua esperienza a servizio della squadra in queste partite di campionato hanno permesso alla squadra rossonera di crescere sotto tanti aspetti. Rimangono ancora dei dubbi sulla sua condizione fisica, come si è visto ieri, in partite così importanti, è difficile per lui risparmiare energie durante il match e rischia di arrivare agli ultimi momenti decisivi con poche forze e idee confuse per la stanchezza.

IL PRIMO TEMPO – Pochi tifosi, forse nessuno, si aspettavano un primo tempo così perfetto per il Milan. La squadra non ha mai dato segni di soffrire anzi, ha imposto il proprio gioco ed il proprio ritmo per tutta la prima parte dell’incontro. La difesa ha praticamente annullato la coppia Lukaku-Sanchez, e tutta la squadra si è mossa alla perfezione non lasciando un attimo di respiro alla squadra nerazzurra, spesso costretta a sbagliare per via dell’ottimo movimento di squadra del Milan.

Un primo tempo che sicuramente deve essere un punto di partenza per la squadra rossonera. Il miglior primo tempo di tutta la stagione. Pioli deve essere bravo a far dimenticare subito la sconfitta e far capire ai giocatori che se la prestazione del primo tempo verrà ripetuta nelle prossime partite sicuramente la squadra rossonera potrà trovare continuità di risultati.

IL SECONDO TEMPO – Come spesso è accaduto quest’anno, la squadra rossonera appena perde qualche certezza va in bambola e non riesce più a riprendersi. Al goal di Brozovic la paura è comparsa negli occhi dei giocatori non è più uscita. La squadra di Pioli non ha più ritrovato le giocate e l’equilibrio che avevano contraddistinto il primo tempo e l’Inter è stata brava ad approfittarne ribaltando il match.

C’è molto su cui lavorare. Queste situazioni non devono più accadere, la squadra deve imparare ad uscire dalle difficoltà e a riprendere in mano le redini del gioco. La mancanza di esperienza è uno dei problemi che contraddistingue questa squadra e la dirigenza deve essere brava a risolvere questo problema in vista della prossima stagione.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Inter-Milan 4-2: Il Milan gioca, si spegne e l’Inter vince

Pagelle Inter-Milan 4-2: Il Milan gioca, si spegne e l’Inter vince

Pagelle Inter-Milan – Prima del derby, si sa, dormire è quasi impossibile. Ma, se in passato questo era dovuto ad adrenalina ed entusiasmo, quest’anno, per i tifosi rossoneri, è la paura a farla da padrone. La paura di assistere all’ennesima sconfitta degli ultimi anni, dovuta alla consapevolezza dell’inferiorità tecnica.

I dubbi della vigilia sono risolti con Handanovic in panchina ed Ibrahimovic titolare. Il Milan parte benissimo. L’Inter è messa alle corde fin dai primi secondi. Dopo poco arriva un palo di Calhanoglu, con il Milan che non smette di attaccare e rischia solo un inserimento di Vecino. Al 39′, la prima squadra di Milano capitalizza la buona prestazione passa con Rebic su assist di Ibra. 6 minuti, sarà lo stesso Ibrahimovic ad andare in gol e portare sullo 0-2 il risultato all’intervallo. Nel secondo tempo, il Milan si spegne. L’Inter trova il 2-2 tra il 49′ e il 52′ e poi passa con De Vrij al 66′, prima di chiuderla con Lukaku. L’Inter vince e non sa nemmeno come. Il Milan ha fatto quello che ha potuto, prima di crollare psicologicamente, a dimostrazione di essere una squadra incapace di soffrire

Pagelle

Donnarumma 6: Prende 4 tiri, tutti imparabili

Conti 6: La difesa balla, ma non per colpa sua, che fa una partita da compitino

Kjaer 5,5: Tiene per quello che può, ma deve concedere a Lukaku di fisico e velocità

Romagnoli 4,5: Dirige il reparto e il reparto sembra avere il rapporto di Bugo e Morgan. Dovrebbe essere anche il capitano, ma è il primo ad andare in difficoltà. I centrali dell’Inter murano ogni tiro, il Milan prende due gol da fuori in 3 minuti

Hernandez 6: Per una volta, un terzino normale.

Castillejo 6: Ottimo primo tempo, un fantasma nel secondo. Se gira la squadra, gira anche lui. Ma se c’è da reagire, è il primo a soccombere

Kessie 5: Solita quantità industriale di errori. Zero filtro a centrocampo e anche sui gol, dovrebbe essere lui a fare da specchio. Ma non c’è

Bennacer 5,5: A sprazzi. Tante ottime giocate, ma anche tanti errori. Manca in fase difensiva. E molto

Calhanoglu 6: Colpisce un palo al via. Primo tempo di livello altissimo, come tutta la squadra. Poi cala, ma è tra i meno peggio

Rebic 6,5: Primo tempo super. Giocate, gol, sponde. Poi, nel secondo tempo, affonda come tutto il Milan. Viaggia come Ibra, si spengono ed accendono assieme.

Ibrahimovic 7: Guida la squadra al vantaggio. Assist, gol, carica, viene pure a prendersi il pallone. Quando si spegne, si spegne tutta la squadra.

Paqeutà 4: Entra in campo con la voglia e la grinta di Bugo nella penultima sera del Festival. Allucinante. Per giocare così, si dedichi a fare il testimonial dello Xanax

Leao SV: Ci prova, ma anche a lui serve più concretezza

Bonaventutra SV: Gli vogliamo bene e non gli diamo voto. Ma se dovessimo, non sarebbe positivo. In senso di maggiore di zero

All.Pioli 6,5: La prepara benissimo. Nel primo tempo c’è una sola squadra in campo, quella sfavorita alla vigilia, ed è in grandissima parte merito suo. Il Milan pressa, gioca e segna. Più di così, praticamente impossibile. Poi inizia l’incubo. La squadra entra in campo malissimo e non reagisce nemmeno per un secondo

Federico Rosa

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Milan-Verona 1-1, the day after! Quanto hanno inciso le assenze di Ibra e Bennacer?… e la classifica

Milan-Verona 1-1, the day after! Quanto hanno inciso le assenze di Ibra e Bennacer?… e la classifica

MILAN-VERONA – La squadra rossonera scende in campo con alcune assenze importanti e si sentono tutte. Rebic prende il posto di Ibra in attacco, lasciando il ruolo di punta centrale a Leao e agendo alle sue spalle. Calhanoglu si sposta in regia al posto dello squalificato Bennacer con Bonaventura che si posiziona sull’esterno. Per finire Calabria prende il posto di Conti. Alla vigilia l’idea che sarebbe stata una partita tosta era già nella testa ti molti tifosi e dopo la lettura della lista dei convocati per la partita di ieri l’idea si è fatta sempre più forte. Il Milan parte male e si trova già in svantaggio dopo 13 minuti… Faraoni, dimenticato da T.Hernandez, sfrutta un bell’assist di Zaccagni e trafigge Donnarumma. Il Milan è molto contratto, poche verticalizzazioni rispetto alle ultime partite, e non riesce mai ad impensierire la difesa del Verona. Serve una punizione dal limite di Calhanoglu, deviata dalla barriera, per rimettere in pari il match. Nel secondo tempo, malgrado la superiorità numerica dal 68′ per il rosso ad Ambrabat, la squadra rossonera non ha dato segni di voler vincere la partita in tutti i modi, ci ha provato, quello sì, ma non con quella fame necessaria per vincere queste partite.

Questa era una partita che il Milan doveva vincere a tutti i costi ma, come spesso è successo negli ultimi anni, nelle partite decisive la squadra rossonera perde qualche certezza di troppo e non riesce a portare a casa il risultato pieno.

IBRAHIMOVIC- La coppia Leao-Rebic alla prima uscita stagionale non ha dato i risultati sperati. Malgrado la prova sufficiente di entrambi, al Milan è mancato un punto di riferimento ben preciso in area in grado di ripulire palloni sporchi e dare sicurezza ai compagni di squadra. Con Ibra la squadra tende a verticalizzare cercando le sue sponde, mentre ieri lo sviluppo del gioco è stato molto orizzontale, permettendo al Verona di posizionarsi sempre al meglio e coprire gli spazi.

I numeri parlano chiaro, con Ibra in campo dal primo minuto il Milan ha vinto 3 volte su 3, con Ibra in panchina, Sampdoria, o indisponibile, Verona, 2 pareggi. Non è un caso… rimane da capire perché il Milan non abbia provato, dopo la partenza di Piatek, a trovare un sostituto che potesse essere utile in circostanze simili.

BENNACER- La sua assenza forse è pesata ancora di più rispetto a quella di Ibra. La sua aggressività in mezzo al campo, la sua capacità di far ripartire velocemente la squadra e la propensione a creare superiorità numerica in mezzo al campo sono fondamentali per questo Milan e per questo modulo.

La squadra è risultata troppo statica e prevedibile, lenta nella manovra, pochi gli spunti dei centrocampisti per creare superiorità numerica. In questo momento non possiamo permetterci di fare a meno di uno come lui.

CLASSIFICA- Dopo la partita con il Parma proprio in questa rubrica avevo scritto che calendario alla mano per capire cosa ne sarebbe stato della stagione del Milan sarebbe stato necessario fare un filotto di risultati positivi prima del derby. Possiamo dire che solo in parte la tabella di marcia è stata rispettata. La squadra era distante 8 punti dalle zone europee e 11 punti dalla zona Champions. La squadra ora ha annullato le distanze con le rivali per l’Europa League, ma la Champions rimane distante ancora 7 punti.

Pesano e non poco in questa parte del campionato i pareggi in casa con Sassuolo, Sampdoria e Verona, che potevano portare il Milan a ridosso della zona Champions. Inutile parlare di quello che sarebbe potuto essere, ora testa al derby e alle prossime partite, un piccolo spiraglio per l’europa che conta si è aperto, la squadra rossonera deve essere abile a giocarsi le sue possibilità.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Torino 4-2, the day after! Calhanoglu, la fase difensiva e la semifinale

Milan-Torino 4-2, the day after! Calhanoglu, la fase difensiva e la semifinale

MILAN-TORINOGrandi emozioni ieri sera a S.Siro. La squadra rossonera scende in campo con la coppia Piatek-Rebic. Il croato sembra subito in giornata e dalle sue giocate nascono sempre azioni pericolose, mentre il suo compagno di reparto gioca la partita opposta, sempre fuori dal gioco e quando viene chiamato in causa non riesce ad incidere. Sembra chiaro che Piatek abbia ormai la testa da un’altra parte e già in giornata potrebbero esserci sviluppi importanti. Il Milan passa in vantaggio proprio grazie ad una giocata di Rebic che si libera in area e serve l’assist a Bonaventura, ma non riesce a chiudere il match e il Torino approfitta di una distrazione della difesa rossonera e realizza la rete del pareggio con Bremer. Nella ripresa la squadra di Pioli non riesce a ripetere la buona prestazione del primo tempo e lascia più spazio alle ripartenze del Torino che si porta in vantaggio con un colpo di testa di Bremer, sì proprio lui.. il grande e irreprensibile Bremer! La squadra rossonera cerca di reagire ma crea troppo poco per impensierire la difesa avversaria. Pioli è abile a pescare dalla panchina il jolly Calhanoglu che cambia il corso della partita. Prima realizza il goal del pareggio al 90′ con un tiro da fuori area che porta la partita ai supplementari, e poi realizza la rete del 3-2 che spiana la strada al Milan verso la finale. Come ciliegina finale ecco il primo goal di Ibra a S.Siro sotto la curva… che chiude l’incontro.

I 120 minuti della partita di ieri sera potrebbero pesare nel prossimo turno di campionato contro il Verona, sarà una partita tosta che il Milan dovrà affrontare al massimo della concentrazione per dare continuità a questo filotto di risultati e cercare di rosicchiare ancora qualche punto alle dirette concorrenti.

CALHANOGLU- Risulta difficile giudicare questo ragazzo, dalle potenzialità enormi che spesso non riesce a mettere in mostra durante la partita e non riuscendo a dimostrare tutto il suo valore. Ieri ha dato la sensazione che volesse in tutti i modi essere il protagonista della serata, e ci è riuscito. Oltre ai goal decisivi tante buone giocate. La sua prestazione fa sorgere una domanda… il turco è questo, prendere o lasciare, o ci sono margini di miglioramento e può essere un giocatore su cui puntare anche per le prossime stagioni?

Le novità tattiche portate da mister Pioli nelle ultime partite potrebbero permettere a Calhanoglu di esprimersi al meglio. Ora la squadra rossonera tenta maggiormente la verticalizzazione, puntando molto sulla corsa di Leao e degli esterni, lasciando spazio centralmente con il turco è libero di entrare in mezzo al campo per cercare di trovare l’imbucata giusta o provare il tiro dalla distanza.

LA FASE DIFENSIVA- Nota negativa della partita di ieri. Due amnesie difensive hanno concesso al Torino di portarsi in vantaggio e per poco non sono costate care al Milan. La squadra dopo il 60′ sembra quasi spaccarsi in due lasciando ampi spazi fra i reparti e le squadre avversarie ne approfittano. E’ successo con l’Udinese, a Brescia e anche nella partita di ieri sera. Mister Pioli dovrà essere abile a risolvere questo problema il più in fretta possibile.

Le prossime partite saranno un bivio fondamentale per il proseguo della stagione della squadra rossonera, le distrazioni non sono permesse, il Milan non ha più la possibilità di sbagliare se vuole tornare in corsa per un posto nelle coppe europee.

LA SEMIFINALE- Il Milan disputerà per la quarta volta negli ultimi 5 anni la semifinale di Coppa Italia. Sul nostro cammino verso la finale ci sarà la Juventus, avversaria nelle ultime due finali perse. L’andata si giocherà a S. Siro il 12 febbraio e il ritorno a Torino il 4 marzo, con la Juve che potrebbe avere la testa occupata tra gli ottavi di Champions League e lo scontro scudetto con l’Inter.

Volevo concludere questo articolo cercando di trovare le parole giuste per ricordare un mito come Kobe Bryant, ma a mio avviso le parole giuste non ci sono… i nostri figli e i figli dei nostri figli e le generazioni che verranno.. sentiranno ancora parlare di lui.. perchè lui ha scritto la storia… lui è la storia… e il suo ricordo non svanirà mai…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Cagliari-Milan 0-2, the day after! Il cambio modulo, la coppia Ibra-Leao e il mercato

Cagliari-Milan 0-2, the day after! Il cambio modulo, la coppia Ibra-Leao e il mercato

CAGLIARI-MILAN – Pioli dopo la partita con la Sampdoria di settimana scorsa attua una mezza rivoluzione e cambia 4 giocatori virando su un più compatto 4-4-2. La squadra rossonera fin dai primi minuti sembra molto più aggressiva e solida rispetto alle ultime uscite. Ibra e Leao davanti si cercano spesso, Castillejo è molto meno prevedibile di Suso e spesso tiene in apprensione la difesa cagliaritana. Da una sua intuizione nasce il goal del vantaggio rossonero, Leao è abile a sfruttare la gran palla dello spagnolo e a realizzare il goal dell’uno a zero. Al 64′ arriva il goal che tutti i tifosi rossoneri stavano aspettando, Hernandez va sul fondo e mette in mezzo, Ibra di sinistro colpisce di prima e indirizza la palla al lato opposto… alza le braccia… esulta.. e da un segnale a tutti.. ZLATAN È TORNATO!!!!

CAMBIO MODULO – Proprio in queste pagine, settimana scorsa, indicavamo il cambio di modulo come una possibile soluzione al momento negativo della squadra rossonera. E sembra averlo capito anche Pioli che schiera un inedito 4-4-2 con la coppia Ibra-Leao davanti e Castillejo e Calhanoglu sugli esterni. La squadra ha dato subito l’impressione di essere più aggressiva, più compatta, meno legata alle giocate individuali e meno prevedibile. La vivacità di Castillejo, le sponde preziose di Ibra per i compagni e soprattutto l’intesa con Leao, sono stati i punti chiave del match. Sia chiaro i nostri occhi sono abituati a ben altro, ma la prima prestazione con questo nuovo assetto può considerarsi positiva.

Potrebbe essere la strada giusta da percorrere per riuscire a dare un cambio di direzione a quasta stagione. Ora serve continuità di prestazioni e di risultati per dare morale alla squadra e cercare di dare un po’ di sicurezze alla squadra e all’ambiente.

IBRA-LEAO – Zlatan fin dai primi allenamenti ha preso sotto le sue ali il giovane attaccante portoghese e i risultati si sono visti subito.
Con la Sampdoria Leao è entrato in campo con lo spirito giusto, diversamente da quanto accaduto in altre partite, e nella partita di sabato ha fatto vedere, anche se in modo ancora molto discontinuo, che cosa è in grando di fare. Le indicazioni di Pioli sembrano molto chiare Ibra rimane più centrale e Leao gira intorno allo svedese cercando si sfruttare le sue giocate.

La loro intesa nelle prossime partite può solo crescere. Il nostro augurio è che l’arrivo di Ibra oltre a giovare al talento portoghese, faccia crescere anche gli altri giovani.

MERCATO – Sembra chiara la strategia della dirigenza in questi giorni, liberarsi degli esuberi e di quei giocatori che non credono più al progetto o che non ne faranno parte in futuro. Dal mercato invernale ci aspettiamo un rafforzamento sugli esterni se Pioli decidesse di proseguire con il 4-4-2. Suso, Rodriguez, Piatek sembrano avere le valige pronte.. vedremo cosa succederà in questi ultimi giorni di mercato.

Ci asteniamo per il momento da commentare la campagna acquisti\cessioni e lasciamo il nostro giudizio per la fine del mercato.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Sampdoria 0-0, the day after! Tra il ritorno di Ibra, la partita di Bennacer e il modulo

Milan-Sampdoria 0-0, the day after! Tra il ritorno di Ibra, la partita di Bennacer e il modulo

MILAN-SAMPDORIA 0-0 – Ed eccoci qui a commentare l’ennesima partita deludente della squadra rossonera. Ce ne sarebbero tante di cose da dire, ma sarebbero anche le stesse cose dette e ridette dall’inizio di questa sciagurata stagione. Ci siamo illusi che l’arrivo di Ibra potesse di colpo risolvere gran parte dei problemi, ma la partita di ieri ha dimostrato che le lacune del Milan in questo momento sono davvero incolmabili. Squadra che non riesce mai ad essere pericolosa negli ultimi 20 metri, giocatori troppo timorosi e con poche idee. Imbarazzante contro la Sampdoria la fascia destra composta da Calabria-Krunic-Suso. Sono mesi che diciamo che serve una svolta, ma ci ritroviamo sempre qui a commentare l’ennesima partita sterile ed inconcludente del Milan.

I 60.000 di S.Siro confermano che nonostante tutto i tifosi continuano a sostenere la squadra con tutta la loro passione… passione che però non si vede nella maggior parte dei giocatori che scendono in campo con la maglia rossonera.

IBRAHIMOVIC – IZ BACK… e ce ne siamo accorti tutti. Al 55′ del secondo tempo il boato dello stadio ha accompagnato il suo ritorno in campo a S.Siro. Dopo il suo ingresso in campo la squadra comincia ad essere più pericolosa. Anche se la corsa non è quella di un tempo e nelle gambe non aveva il ritmo partita, ha preso sempre le decisioni migliori per la squadra cercando sponde, assist, giocate per smarcare il compagno.. gioca per la squadra e invoglia i compagni a dare di più. I vari Suso, Bonaventura, Calhanoglu… ora sanno che possono cercare uno scambio con la punta centrale e sono sicuri che il pallone ritorni a loro in maniera pulita, cosa non scontata con Piatek.

La sua presenza si è sentita subito, sia in campo che fuori… ma non si può chiedere a Zlatan di risolvere tutti i problemi. A questa squadra serve ancora molto per tornare a certi livelli, sia a livello di acquisti sul mercato, sia a livello mentale! Una cosa è certa, Ibra darà una grossa mano a tutto l’ambiente e potrebbe essere il primo passo nella direzione giusta.

BENNACER – Menzione speciale per questo ragazzo che ieri ha messo in mostra gran parte del suo repertorio ed è risultato di gran lunga il migliore in campo, almeno per chi sta scrivendo. In mezzo al campo ha dimostrato personalità, vinto parecchi contrasti, messo la sua dinamicità al servizio della squadra, pulito palloni rendendo giocabili i palloni per i compagni, creato superiorità numerica in mezzo al campo cercando qualche accelerazione.

In questo momento sembra essere l’unico centrocampista inamovibile per la squadra rossonera. Bonaventura, ieri sottotono, e Krunic, partita estremamente negativa, non sono riusciti a dare una mano al talento algerino che contro la Sampdoria ha praticamente lottato da solo in mezzo al campo.

MODULO – Per l’ennesima partita viene confermato il 4-3-3 e per l’ennesima partita il Milan crea poco e non riesce a segnare. A differenza delle ultime partite Pioli cerca di tenere più alti i terzini, ma in contrapposizione le mezz’ali non tentano mai un inserimento. Risulta così troppo semplice per la squadra di Ranieri tenere a bada lo sterile attacco rossonero.

Un cambio di modulo, a questo punto della stagione e dopo l’arrivo di Ibra, sembra la strada da percorrere. Il 4-2-3-1 visto con l’entrata in campo dello svedese e di Leao potrebbe essere la soluzione migliore per ridare un po’ di vivacità alla fase offensiva rossonera. Una considerazione finale arriva spontanea… il 4-3-3 è il modulo su cui sono state costruite tutte le ultime deludenti stagioni, non può essere un caso, che sia l’ora di cambiare?

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

Posted by Redazione Rossonera on

Ibrahimovic, M.Pasquetti (Ds Rhodense): “I colpi li ha sempre, bella intesa con Theo. Carismatico anche senza parlare”

Ibrahimovic, M.Pasquetti (Ds Rhodense): “I colpi li ha sempre, bella intesa con Theo. Carismatico anche senza parlare”

MASSIMO PASQUETTI (DS RHODENSE) A RADIO ROSSONERA SU IBRAHIMOVIC – Nella giornata di ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Zlatan Ibrahimovic e nel pomeriggio un’amichevole tra Milan e Rhodense, partita alla quale lo stesso Ibrahimovic ha partecipato scendendo in campo tra gli 11 titolari e siglando una rete. Proprio per cercare di capirne di più in merito allo stato di forma del nazionale svedese, la redazione di Radio Rossonera ha contattato Massimo Pasquetti, Direttore Sportivo della Rhodense. Qui di seguito, l’intervista completa.

Dopo averlo visto da vicino, Ibra è un giocatore pronto atleticamente e fisicamente per la Serie A?

Non è più l’Ibra di 10 anni fa però i colpi ci sono sempre. Ha fatto delle belle giocate ed è già in sintonia coi compagni. Direi che magari non subito da lunedì però nel giro di una settimana o dieci giorni è un giocatore che servirà al Milan lì davanti. Ad ogni modo l’ho trovato molto bene fisicamente“.

C’è un dettaglio che l’ha colpita particolarmente di Zlatan durante la partita ieri?

Quello che colpisce di questo giocatore è il carisma che trasmette anche senza parlare, in campo è sicuramente già un punto di riferimento. Ho notato una bella intesa con Hernandez sulla fascia sinistra e con Paquetà. Gioca molto di prima quindi dovranno capire le sue giocate perché spesso sono molto difficili da interpretare. Si nota già il suo essere leader ma l’ho trovato anche molto disponibile“.

Spesso è capitato di vedere un Milan crollare psicologicamente durante questa stagione. È questo l’aspetto dove lo svedese può aiutare maggiormente i suoi compagni?

Da questo punto di vista sarà devastante perché secondo me quello che manca a questa squadra è proprio il carisma che potrebbe trasmettere. Il Milan ha bisogno di gente con un po’ di esperienza perché è una squadra che di grande esperienza non ne ha. Penso che in spogliatoio si farà sentire“.

C’è stato un giocatore o magari più di uno che Zlatan ha cercato maggiormente sul campo durante la partita di ieri?

Sulla fascia sinistra duettava bene con Hernadez, uno dei più forti giocatori che ci siano in circolazione a mio parere, quindi è anche facile giocare con lui ma devo dire che anche con Bonaventura e Paquetà nello scambio spalle alla porta si è mosso bene“.

Poi ovviamente deve ancora inserirsi negli schemi. Ieri il Milan ha giocato con lui davanti, a fianco Suso e dietro Calhanoglu. Non so se ci sarà anche la soluzione con Piatek, ma so che lui ieri ha giocato sempre i palloni di prima, non ha mai tentato il tiro da fuori proprio perché cercava di giocarla“.

I ritorni al Milan non sono andati bene negli ultimi anni, perchè un tifoso del Milan dovrebbe pensare che questa volta andrà diversamente?

Io sono tifoso del Milan da sempre, devo dire che lui potrà portare quel qualcosa in più a livello psicologico e carismatico che alla squadra serve per risollevarsi dalle situazioni. Sono sicuro che con Ibra in campo a Bergamo la squadra cinque gol non li avrebbe presi perchè Zlatan li avrebbe svegliati tutti. È vero, i ritorni non sono andati bene ultimamente ma mi auguro che questa volta sarà l’eccezione che conferma la regola“.

Photo Credits: AcMilan.com

Beatrice Sarti

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Milan, conferenza stampa Ibrahimovic: “Questa è casa mia, sono qui per aiutare. Sono pronto, mi aspetto tanto dai miei compagni”

Milan, conferenza stampa Ibrahimovic: “Questa è casa mia, sono qui per aiutare. Sono pronto, mi aspetto tanto dai miei compagni”

MILAN, CONFERENZA STAMPA IBRAHIMOVIC – Questa mattina a Casa Milan è andata in scena la conferenza stampa di presentazione di Zlatan Ibrahimovic. È tutto vero, l’asso svedese torna ufficialmente a vestire i colori rossoneri del Diavolo. Qui di seguito, le dichiarazioni rilasciate a giornalisti ed addetti ai lavori presenti in Via Aldo Rossi.

I tifosi ti hanno accolto come un leader ed un condottiero. Hai avvertito il loro entusiasmo? Sei già pronto per giocare?

Sì, l’ho avvertito, ho sempre avuto un bel rapporto con i tifosi del Milan. Avere il supporto dei tifosi è una cosa molto importante e rende le cose più facili. Sono pronto per giocare, spero di farlo anche oggi in amichevole“.

Quando hai effettivamente deciso di tornare al Milan?

Dopo aver giocato la mia ultima partita a Los Angeles ho ricevuto una chiamata da Paolo Maldini e abbiamo parlato un bel po’. Ho ricevuto più richieste a 38 anni piuttosto che a 28 e ho scelto l’adrenalina che potesse darmi una nuova esperienza. Alla mia età non giochi per il denaro o per altro, giochi soprattutto per l’adrenalina. Ho parlato tanto anche con Boban e dopo Atalanta-Milan ci sono state tante altre telefonate. Quella di tornare al Milan non è stata una decisione difficile perché l’ultima volta che sono stato qui non volevo andare via ma non ho potuto far nulla. La cosa importante è essere qui e fare di tutto per migliorare le cose. Ho sempre detto che il Milan è come casa mia, è stata la squadra che dopo esser stato al Barcellona mi ha ridato la gioia di giocare a calcio; al Milan io voglio bene”.

Riportare il Milan in Europa può essere una sfida esaltante?

Bisogna pensare un giorno alla volta, partita dopo partita. Sono qui per cercare di migliorare le cose. Ho visto la squadra da lontano e per me c’è la qualità per fare meglio. Bisogna pensare ad una maratona non ai 100 metri: lavorare tanto e crederci“.

Al Milan sono ritornati nel tempo giocatori amatissimi ma nessuno ha fatto la differenza, perché con te dovrebbe andare diversamente?

Perché non ho perso passione per quello che faccio“.

Cosa pensi su questo nuovo corso del Milan?

La storia non si cambia: il Milan è sempre il Milan. Le cose importanti sono quelle che accadono in campo e io sono convinto e positivo al 200%“.

Cosa non ha funzionato secondo te in questa prima parte di stagione per il Milan e cosa potresti riuscire a far funzionare tu?

Difficile rispondere perché da fuori si possono avere delle opinioni ma non sapendo come stanno le cose. Non ho la risposta ma il Milan è sempre il Milan“.

A distanza di 10 anni ti senti più buono o cattivo?

Molto più cattivo perché ora avendo i bambini ho capito come sia difficile farli crescere (sorride ndr). Io sono sempre lo stesso, i miei compagni sanno come gioco e mi alleno. La cosa importante è lavorare tanto, duro e forte. Bisogna saper soffrire anche se non a tutti piace soffrire, a me sì. Mi aspetto tanto dai miei compagni ma l’importante è che diano sempre il massimo“.

Mino Raiola ha definito il tuo ritorno al Milan come l’ultima tournée dei Queen, tu come lo definiresti?

Quando mi sono infortunato seriamente in molti mi hanno detto che sarebbe stato impossibile tornare ad alti livelli. Io però ho lavorato tanto ed a lungo e sono tornato in campo. Posso giocare fin quando avrò grande voglia, spirito e mentalità anche se, ovviamente, non posso giocare come quando avevo 28 anni; ad esempio al posto di correre puoi sempre tirare da 40 metri“.

Cosa ti renderebbe soddisfatto alla fine di questi 6 mesi?

Dal punto di vista collettivo migliorare la situazione; dal punto di vista personale divertirmi in campo e stare bene. Voglio sentire l’erba perché quando stai fuori 1 anno per infortunio è molto difficile star lontano dal campo di gioco. Mi piace anche sentire l’atmosfera dei tifosi, sia gli applausi che i fischi“.

Credi di poter fare ancora la differenza in Serie A? Il confronto con Cristiano Ronaldo può essere uno stimolo in più per te?

Io sto bene, dopo aver giocato la mia ultima partita mi sono sempre allenato perché mi piace stare attivo. Bello che in Serie A ci sia anche Cristiano Ronaldo, vedremo cosa succederà“.

C’è la possibilità, o l’idea per la tua famiglia, che la tua esperienza a Milano si possa prolungare anche dopo?

Non si sa mai, quando hai un bel rapporto con club e dirigenti c’è la possibilità. Al momento cerco le sfide in cui posso riuscire a dare qualcosa. Non mi interessa essere qua perché mi chiamo Ibrahimovic, quello che ho fatto in passato ora non mi aiuta e parto nella stessa situazione degli altri. La sfida è contro me stesso, voglio vincerla e per farlo devo lavorare con voglia e giusta mentalità”.

Hai già parlato con Pioli della tua collocazione tattica?

Ieri ho visto il mister solo per pochi minuti. Ci siamo parlati un po’ ma riparleremo sicuramente a breve per capire cosa serve a lui e a me affinché io possa dare il massimo“.

L’anno scorso, o in passato, c’è stata la possibilità concreta di un tuo ritorno al Milan?

L’anno scorso ho parlato con Leonardo ma non mi sentivo ancora pronto per tornare. Avevo bisogno di un altro campionato per sentirmi bene dopo l’infortunio, sono andato in America per sentirmi vivo. Dopo 2 stagioni però mi sono sentito molto vivo e pronto per tornare a giocare in Italia e aiutare il Milan. Contatti e possibilità di tornare al Milan prima dell’anno scorso? No, nessun contatto. Non ho visto tanti giocatori firmare per il Milan a 38 anni, significa che ho ancora qualcosa da dare e che credono in me. Non vengo qui come una mascotte per stare affianco al Diavolo e ballare…”.

Il prossimo 9 febbraio ci sarà il Derby, sensazioni?

Il Derby è sempre una bella partita, è speciale. Ne ho giocati tanti e dico sempre che è il Derby più bello del mondo. Non so come andrà, penso solo all’oggi e al domani: l’oggi è l’amichevole e il domani Milan-Sampdoria“.

Non hai mai vinto la Coppa Italia, vorresti vincerla?

Ogni inizio di stagione l’obiettivo è sempre quello di riuscire a vincere qualcosa, normale che vorrei farlo. L’obiettivo principale però è aiutare la squadra a crescere alzandone anche il livello mentale e farò di tutto per riuscirci“.

Nel tuo secondo anno al Milan ti sei trovato benissimo con Nocerino, c’è un giocatore di questo Milan con cui potresti avere una sinergia simile?

Più che altro lui si è trovato bene con me, ho fatto tutto io (sorride ndr). Non conosco ancora bene i giocatori in squadra, prima devo giocare insieme a loro e poi vedremo come andranno le cose. Il calcio è uno sport collettivo e da solo non si può far nulla altrimenti avrei scelto un altro sport. Spero di aiutare la squadra che sia con i goal, con gli assist o con altro”.

IN CHIUSURA LE PAROLE DEL CFO, ZVONIMIR BOBAN:

Siamo orgogliosi di poter riabbracciare un giocatore unico come Zlatan e siamo super positivi sugli effetti che avrà su squadra e ambiente. Chiaro però che l’obiettivo primario è fare risultati perché non vorrei che si scordasse facilmente una sconfitta orrenda ed inaccettabile come quella di Bergamo; nessuno deve nascondersi dietro le spalle larghissime di Zlatan. Speriamo che il corso della stagione possa cambiare e siamo convinti che Zlatan ci darà una grossa mano a farlo“.

Photo Credits: AcMilan.com

Donato Boccadifuoco

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