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Cagliari-Milan 0-2, the day after! Il cambio modulo, la coppia Ibra-Leao e il mercato

Cagliari-Milan 0-2, the day after! Il cambio modulo, la coppia Ibra-Leao e il mercato

CAGLIARI-MILAN – Pioli dopo la partita con la Sampdoria di settimana scorsa attua una mezza rivoluzione e cambia 4 giocatori virando su un più compatto 4-4-2. La squadra rossonera fin dai primi minuti sembra molto più aggressiva e solida rispetto alle ultime uscite. Ibra e Leao davanti si cercano spesso, Castillejo è molto meno prevedibile di Suso e spesso tiene in apprensione la difesa cagliaritana. Da una sua intuizione nasce il goal del vantaggio rossonero, Leao è abile a sfruttare la gran palla dello spagnolo e a realizzare il goal dell’uno a zero. Al 64′ arriva il goal che tutti i tifosi rossoneri stavano aspettando, Hernandez va sul fondo e mette in mezzo, Ibra di sinistro colpisce di prima e indirizza la palla al lato opposto… alza le braccia… esulta.. e da un segnale a tutti.. ZLATAN È TORNATO!!!!

CAMBIO MODULO – Proprio in queste pagine, settimana scorsa, indicavamo il cambio di modulo come una possibile soluzione al momento negativo della squadra rossonera. E sembra averlo capito anche Pioli che schiera un inedito 4-4-2 con la coppia Ibra-Leao davanti e Castillejo e Calhanoglu sugli esterni. La squadra ha dato subito l’impressione di essere più aggressiva, più compatta, meno legata alle giocate individuali e meno prevedibile. La vivacità di Castillejo, le sponde preziose di Ibra per i compagni e soprattutto l’intesa con Leao, sono stati i punti chiave del match. Sia chiaro i nostri occhi sono abituati a ben altro, ma la prima prestazione con questo nuovo assetto può considerarsi positiva.

Potrebbe essere la strada giusta da percorrere per riuscire a dare un cambio di direzione a quasta stagione. Ora serve continuità di prestazioni e di risultati per dare morale alla squadra e cercare di dare un po’ di sicurezze alla squadra e all’ambiente.

IBRA-LEAO – Zlatan fin dai primi allenamenti ha preso sotto le sue ali il giovane attaccante portoghese e i risultati si sono visti subito.
Con la Sampdoria Leao è entrato in campo con lo spirito giusto, diversamente da quanto accaduto in altre partite, e nella partita di sabato ha fatto vedere, anche se in modo ancora molto discontinuo, che cosa è in grando di fare. Le indicazioni di Pioli sembrano molto chiare Ibra rimane più centrale e Leao gira intorno allo svedese cercando si sfruttare le sue giocate.

La loro intesa nelle prossime partite può solo crescere. Il nostro augurio è che l’arrivo di Ibra oltre a giovare al talento portoghese, faccia crescere anche gli altri giovani.

MERCATO – Sembra chiara la strategia della dirigenza in questi giorni, liberarsi degli esuberi e di quei giocatori che non credono più al progetto o che non ne faranno parte in futuro. Dal mercato invernale ci aspettiamo un rafforzamento sugli esterni se Pioli decidesse di proseguire con il 4-4-2. Suso, Rodriguez, Piatek sembrano avere le valige pronte.. vedremo cosa succederà in questi ultimi giorni di mercato.

Ci asteniamo per il momento da commentare la campagna acquisti\cessioni e lasciamo il nostro giudizio per la fine del mercato.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Sampdoria 0-0, the day after! Tra il ritorno di Ibra, la partita di Bennacer e il modulo

Milan-Sampdoria 0-0, the day after! Tra il ritorno di Ibra, la partita di Bennacer e il modulo

MILAN-SAMPDORIA 0-0 – Ed eccoci qui a commentare l’ennesima partita deludente della squadra rossonera. Ce ne sarebbero tante di cose da dire, ma sarebbero anche le stesse cose dette e ridette dall’inizio di questa sciagurata stagione. Ci siamo illusi che l’arrivo di Ibra potesse di colpo risolvere gran parte dei problemi, ma la partita di ieri ha dimostrato che le lacune del Milan in questo momento sono davvero incolmabili. Squadra che non riesce mai ad essere pericolosa negli ultimi 20 metri, giocatori troppo timorosi e con poche idee. Imbarazzante contro la Sampdoria la fascia destra composta da Calabria-Krunic-Suso. Sono mesi che diciamo che serve una svolta, ma ci ritroviamo sempre qui a commentare l’ennesima partita sterile ed inconcludente del Milan.

I 60.000 di S.Siro confermano che nonostante tutto i tifosi continuano a sostenere la squadra con tutta la loro passione… passione che però non si vede nella maggior parte dei giocatori che scendono in campo con la maglia rossonera.

IBRAHIMOVIC – IZ BACK… e ce ne siamo accorti tutti. Al 55′ del secondo tempo il boato dello stadio ha accompagnato il suo ritorno in campo a S.Siro. Dopo il suo ingresso in campo la squadra comincia ad essere più pericolosa. Anche se la corsa non è quella di un tempo e nelle gambe non aveva il ritmo partita, ha preso sempre le decisioni migliori per la squadra cercando sponde, assist, giocate per smarcare il compagno.. gioca per la squadra e invoglia i compagni a dare di più. I vari Suso, Bonaventura, Calhanoglu… ora sanno che possono cercare uno scambio con la punta centrale e sono sicuri che il pallone ritorni a loro in maniera pulita, cosa non scontata con Piatek.

La sua presenza si è sentita subito, sia in campo che fuori… ma non si può chiedere a Zlatan di risolvere tutti i problemi. A questa squadra serve ancora molto per tornare a certi livelli, sia a livello di acquisti sul mercato, sia a livello mentale! Una cosa è certa, Ibra darà una grossa mano a tutto l’ambiente e potrebbe essere il primo passo nella direzione giusta.

BENNACER – Menzione speciale per questo ragazzo che ieri ha messo in mostra gran parte del suo repertorio ed è risultato di gran lunga il migliore in campo, almeno per chi sta scrivendo. In mezzo al campo ha dimostrato personalità, vinto parecchi contrasti, messo la sua dinamicità al servizio della squadra, pulito palloni rendendo giocabili i palloni per i compagni, creato superiorità numerica in mezzo al campo cercando qualche accelerazione.

In questo momento sembra essere l’unico centrocampista inamovibile per la squadra rossonera. Bonaventura, ieri sottotono, e Krunic, partita estremamente negativa, non sono riusciti a dare una mano al talento algerino che contro la Sampdoria ha praticamente lottato da solo in mezzo al campo.

MODULO – Per l’ennesima partita viene confermato il 4-3-3 e per l’ennesima partita il Milan crea poco e non riesce a segnare. A differenza delle ultime partite Pioli cerca di tenere più alti i terzini, ma in contrapposizione le mezz’ali non tentano mai un inserimento. Risulta così troppo semplice per la squadra di Ranieri tenere a bada lo sterile attacco rossonero.

Un cambio di modulo, a questo punto della stagione e dopo l’arrivo di Ibra, sembra la strada da percorrere. Il 4-2-3-1 visto con l’entrata in campo dello svedese e di Leao potrebbe essere la soluzione migliore per ridare un po’ di vivacità alla fase offensiva rossonera. Una considerazione finale arriva spontanea… il 4-3-3 è il modulo su cui sono state costruite tutte le ultime deludenti stagioni, non può essere un caso, che sia l’ora di cambiare?

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

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Ibrahimovic, M.Pasquetti (Ds Rhodense): “I colpi li ha sempre, bella intesa con Theo. Carismatico anche senza parlare”

Ibrahimovic, M.Pasquetti (Ds Rhodense): “I colpi li ha sempre, bella intesa con Theo. Carismatico anche senza parlare”

MASSIMO PASQUETTI (DS RHODENSE) A RADIO ROSSONERA SU IBRAHIMOVIC – Nella giornata di ieri si è svolta la conferenza stampa di presentazione di Zlatan Ibrahimovic e nel pomeriggio un’amichevole tra Milan e Rhodense, partita alla quale lo stesso Ibrahimovic ha partecipato scendendo in campo tra gli 11 titolari e siglando una rete. Proprio per cercare di capirne di più in merito allo stato di forma del nazionale svedese, la redazione di Radio Rossonera ha contattato Massimo Pasquetti, Direttore Sportivo della Rhodense. Qui di seguito, l’intervista completa.

Dopo averlo visto da vicino, Ibra è un giocatore pronto atleticamente e fisicamente per la Serie A?

Non è più l’Ibra di 10 anni fa però i colpi ci sono sempre. Ha fatto delle belle giocate ed è già in sintonia coi compagni. Direi che magari non subito da lunedì però nel giro di una settimana o dieci giorni è un giocatore che servirà al Milan lì davanti. Ad ogni modo l’ho trovato molto bene fisicamente“.

C’è un dettaglio che l’ha colpita particolarmente di Zlatan durante la partita ieri?

Quello che colpisce di questo giocatore è il carisma che trasmette anche senza parlare, in campo è sicuramente già un punto di riferimento. Ho notato una bella intesa con Hernandez sulla fascia sinistra e con Paquetà. Gioca molto di prima quindi dovranno capire le sue giocate perché spesso sono molto difficili da interpretare. Si nota già il suo essere leader ma l’ho trovato anche molto disponibile“.

Spesso è capitato di vedere un Milan crollare psicologicamente durante questa stagione. È questo l’aspetto dove lo svedese può aiutare maggiormente i suoi compagni?

Da questo punto di vista sarà devastante perché secondo me quello che manca a questa squadra è proprio il carisma che potrebbe trasmettere. Il Milan ha bisogno di gente con un po’ di esperienza perché è una squadra che di grande esperienza non ne ha. Penso che in spogliatoio si farà sentire“.

C’è stato un giocatore o magari più di uno che Zlatan ha cercato maggiormente sul campo durante la partita di ieri?

Sulla fascia sinistra duettava bene con Hernadez, uno dei più forti giocatori che ci siano in circolazione a mio parere, quindi è anche facile giocare con lui ma devo dire che anche con Bonaventura e Paquetà nello scambio spalle alla porta si è mosso bene“.

Poi ovviamente deve ancora inserirsi negli schemi. Ieri il Milan ha giocato con lui davanti, a fianco Suso e dietro Calhanoglu. Non so se ci sarà anche la soluzione con Piatek, ma so che lui ieri ha giocato sempre i palloni di prima, non ha mai tentato il tiro da fuori proprio perché cercava di giocarla“.

I ritorni al Milan non sono andati bene negli ultimi anni, perchè un tifoso del Milan dovrebbe pensare che questa volta andrà diversamente?

Io sono tifoso del Milan da sempre, devo dire che lui potrà portare quel qualcosa in più a livello psicologico e carismatico che alla squadra serve per risollevarsi dalle situazioni. Sono sicuro che con Ibra in campo a Bergamo la squadra cinque gol non li avrebbe presi perchè Zlatan li avrebbe svegliati tutti. È vero, i ritorni non sono andati bene ultimamente ma mi auguro che questa volta sarà l’eccezione che conferma la regola“.

Photo Credits: AcMilan.com

Beatrice Sarti

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Milan, conferenza stampa Ibrahimovic: “Questa è casa mia, sono qui per aiutare. Sono pronto, mi aspetto tanto dai miei compagni”

Milan, conferenza stampa Ibrahimovic: “Questa è casa mia, sono qui per aiutare. Sono pronto, mi aspetto tanto dai miei compagni”

MILAN, CONFERENZA STAMPA IBRAHIMOVIC – Questa mattina a Casa Milan è andata in scena la conferenza stampa di presentazione di Zlatan Ibrahimovic. È tutto vero, l’asso svedese torna ufficialmente a vestire i colori rossoneri del Diavolo. Qui di seguito, le dichiarazioni rilasciate a giornalisti ed addetti ai lavori presenti in Via Aldo Rossi.

I tifosi ti hanno accolto come un leader ed un condottiero. Hai avvertito il loro entusiasmo? Sei già pronto per giocare?

Sì, l’ho avvertito, ho sempre avuto un bel rapporto con i tifosi del Milan. Avere il supporto dei tifosi è una cosa molto importante e rende le cose più facili. Sono pronto per giocare, spero di farlo anche oggi in amichevole“.

Quando hai effettivamente deciso di tornare al Milan?

Dopo aver giocato la mia ultima partita a Los Angeles ho ricevuto una chiamata da Paolo Maldini e abbiamo parlato un bel po’. Ho ricevuto più richieste a 38 anni piuttosto che a 28 e ho scelto l’adrenalina che potesse darmi una nuova esperienza. Alla mia età non giochi per il denaro o per altro, giochi soprattutto per l’adrenalina. Ho parlato tanto anche con Boban e dopo Atalanta-Milan ci sono state tante altre telefonate. Quella di tornare al Milan non è stata una decisione difficile perché l’ultima volta che sono stato qui non volevo andare via ma non ho potuto far nulla. La cosa importante è essere qui e fare di tutto per migliorare le cose. Ho sempre detto che il Milan è come casa mia, è stata la squadra che dopo esser stato al Barcellona mi ha ridato la gioia di giocare a calcio; al Milan io voglio bene”.

Riportare il Milan in Europa può essere una sfida esaltante?

Bisogna pensare un giorno alla volta, partita dopo partita. Sono qui per cercare di migliorare le cose. Ho visto la squadra da lontano e per me c’è la qualità per fare meglio. Bisogna pensare ad una maratona non ai 100 metri: lavorare tanto e crederci“.

Al Milan sono ritornati nel tempo giocatori amatissimi ma nessuno ha fatto la differenza, perché con te dovrebbe andare diversamente?

Perché non ho perso passione per quello che faccio“.

Cosa pensi su questo nuovo corso del Milan?

La storia non si cambia: il Milan è sempre il Milan. Le cose importanti sono quelle che accadono in campo e io sono convinto e positivo al 200%“.

Cosa non ha funzionato secondo te in questa prima parte di stagione per il Milan e cosa potresti riuscire a far funzionare tu?

Difficile rispondere perché da fuori si possono avere delle opinioni ma non sapendo come stanno le cose. Non ho la risposta ma il Milan è sempre il Milan“.

A distanza di 10 anni ti senti più buono o cattivo?

Molto più cattivo perché ora avendo i bambini ho capito come sia difficile farli crescere (sorride ndr). Io sono sempre lo stesso, i miei compagni sanno come gioco e mi alleno. La cosa importante è lavorare tanto, duro e forte. Bisogna saper soffrire anche se non a tutti piace soffrire, a me sì. Mi aspetto tanto dai miei compagni ma l’importante è che diano sempre il massimo“.

Mino Raiola ha definito il tuo ritorno al Milan come l’ultima tournée dei Queen, tu come lo definiresti?

Quando mi sono infortunato seriamente in molti mi hanno detto che sarebbe stato impossibile tornare ad alti livelli. Io però ho lavorato tanto ed a lungo e sono tornato in campo. Posso giocare fin quando avrò grande voglia, spirito e mentalità anche se, ovviamente, non posso giocare come quando avevo 28 anni; ad esempio al posto di correre puoi sempre tirare da 40 metri“.

Cosa ti renderebbe soddisfatto alla fine di questi 6 mesi?

Dal punto di vista collettivo migliorare la situazione; dal punto di vista personale divertirmi in campo e stare bene. Voglio sentire l’erba perché quando stai fuori 1 anno per infortunio è molto difficile star lontano dal campo di gioco. Mi piace anche sentire l’atmosfera dei tifosi, sia gli applausi che i fischi“.

Credi di poter fare ancora la differenza in Serie A? Il confronto con Cristiano Ronaldo può essere uno stimolo in più per te?

Io sto bene, dopo aver giocato la mia ultima partita mi sono sempre allenato perché mi piace stare attivo. Bello che in Serie A ci sia anche Cristiano Ronaldo, vedremo cosa succederà“.

C’è la possibilità, o l’idea per la tua famiglia, che la tua esperienza a Milano si possa prolungare anche dopo?

Non si sa mai, quando hai un bel rapporto con club e dirigenti c’è la possibilità. Al momento cerco le sfide in cui posso riuscire a dare qualcosa. Non mi interessa essere qua perché mi chiamo Ibrahimovic, quello che ho fatto in passato ora non mi aiuta e parto nella stessa situazione degli altri. La sfida è contro me stesso, voglio vincerla e per farlo devo lavorare con voglia e giusta mentalità”.

Hai già parlato con Pioli della tua collocazione tattica?

Ieri ho visto il mister solo per pochi minuti. Ci siamo parlati un po’ ma riparleremo sicuramente a breve per capire cosa serve a lui e a me affinché io possa dare il massimo“.

L’anno scorso, o in passato, c’è stata la possibilità concreta di un tuo ritorno al Milan?

L’anno scorso ho parlato con Leonardo ma non mi sentivo ancora pronto per tornare. Avevo bisogno di un altro campionato per sentirmi bene dopo l’infortunio, sono andato in America per sentirmi vivo. Dopo 2 stagioni però mi sono sentito molto vivo e pronto per tornare a giocare in Italia e aiutare il Milan. Contatti e possibilità di tornare al Milan prima dell’anno scorso? No, nessun contatto. Non ho visto tanti giocatori firmare per il Milan a 38 anni, significa che ho ancora qualcosa da dare e che credono in me. Non vengo qui come una mascotte per stare affianco al Diavolo e ballare…”.

Il prossimo 9 febbraio ci sarà il Derby, sensazioni?

Il Derby è sempre una bella partita, è speciale. Ne ho giocati tanti e dico sempre che è il Derby più bello del mondo. Non so come andrà, penso solo all’oggi e al domani: l’oggi è l’amichevole e il domani Milan-Sampdoria“.

Non hai mai vinto la Coppa Italia, vorresti vincerla?

Ogni inizio di stagione l’obiettivo è sempre quello di riuscire a vincere qualcosa, normale che vorrei farlo. L’obiettivo principale però è aiutare la squadra a crescere alzandone anche il livello mentale e farò di tutto per riuscirci“.

Nel tuo secondo anno al Milan ti sei trovato benissimo con Nocerino, c’è un giocatore di questo Milan con cui potresti avere una sinergia simile?

Più che altro lui si è trovato bene con me, ho fatto tutto io (sorride ndr). Non conosco ancora bene i giocatori in squadra, prima devo giocare insieme a loro e poi vedremo come andranno le cose. Il calcio è uno sport collettivo e da solo non si può far nulla altrimenti avrei scelto un altro sport. Spero di aiutare la squadra che sia con i goal, con gli assist o con altro”.

IN CHIUSURA LE PAROLE DEL CFO, ZVONIMIR BOBAN:

Siamo orgogliosi di poter riabbracciare un giocatore unico come Zlatan e siamo super positivi sugli effetti che avrà su squadra e ambiente. Chiaro però che l’obiettivo primario è fare risultati perché non vorrei che si scordasse facilmente una sconfitta orrenda ed inaccettabile come quella di Bergamo; nessuno deve nascondersi dietro le spalle larghissime di Zlatan. Speriamo che il corso della stagione possa cambiare e siamo convinti che Zlatan ci darà una grossa mano a farlo“.

Photo Credits: AcMilan.com

Donato Boccadifuoco

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Atalanta – Milan 5-0, the day after! Donnarumma, le scelte di Pioli ed il mercato

Atalanta – Milan 5-0, the day after! Donnarumma, le scelte di Pioli ed il mercato

ATALANTA-MILAN – Il 06.04.1997 ero seduto al secondo anello arancio nel tracollo più clamoroso della storia del Milan, fino a ieri, Milan-Juventus 1-6. Ricordo il senso di impotenza e di frustrazione che circondava noi tifosi, quella stagione fu una delle peggiori della storia del Milan, e si concluse con un decimo posto, più 9 dalla zona retrocessione e 30 punti dalla Juve campione d’Italia. Ieri pomeriggio, seduto davanti al televisore, ho rivissuto quello provato 22 anni fa, impotenza, frustrazione, senso di smarrimento… ma è questo il nostro Milan? come abbiamo fatto a ridurci così?… domande che noi tifosi abbiamo intesta ogni giorno da qualche anno, ma ieri più che mai…

La partita di ieri ha visto scendere in campo Donnarumma, e 10 fantasmi. Gomez ha aperto subito le danze saltando come un birillo Conti e scagliando la palla all’incrocio. Il Milan non è mai sceso in campo, squadra assente per tutta la partita, ogni rinvio dal fondo, un pallone perso.. ogni rimessa laterale, un pallone perso… ogni lancio lungo, un pallone perso… neanche una azione degna di nota. Onore all’Atalanta che ha festeggiato il passaggio dei gironi Champions con una partita incredibile dal punto di vista dell’intensità, del palleggio e della tattica. Nel secondo tempo dopo il goal di Pasalic, la squadra rossonera si sfalda definitivamente e nel giro di 20 minuti subisce altri tre goal (Doppietta di Ilicic e Muriel).

Rimane poco da dire, ieri abbiamo assistito alla peggior partita del secolo del Milan, sicuramente il punto più basso della nostra storia recente.

DONNARUMMA – Dopo tutto quello che si è letto e scritto su di lui per le vicende del contratto e non solo, ieri si è dimostrato l’unico vero giocatore (e uomo) legato nel profondo alla nostra maglia.

A fine partita è l’unico che ha il coraggio di presentarsi sotto la curva e chiedere scusa in lacrime ai tifosi per la pessima figuraccia fatta… servono uomini così..

LE SCELTE – Pioli parte con due nuovi innesti rispetto alle ultime uscite, Rodriguez per lo squalificato T. Hernandez e a sorpresa Leao per Piatek. Al contrario delle ultime uscite sembra chiara l’indicazione del mister di giocare palla lunga su Leao, per cercare l’uno contro uno con i difensori avversari, ma la scelta risulta totalmente sbagliata. Leao, anche poco sorretto dai compagni e visto anche la poca esperienza, viene stretto dalla morsa dei tre centrali atalantini e non riesce mai ad essere pericoloso.

Ogni pallone lanciato alla ricerca di Leao, è di fatto consegnato in mano all’Atalanta che praticamente ha attaccato tutto il match senza lasciare respirare la difesa rossonera. Le scelte di mister Pioli hanno condizionato la partita fino ad un certo punto, impossibile trovare un singolo colpevole per il tracollo di ieri. Serve sicuramente che ognuno si prenda le sue responsabilità per uscire da questo momento nero.

IL MERCATO – Come riportato da radiorossonera sicuramente la dirigenza cercherà di trovare qualche innesto che possa dare una mano a rialzare la testa in questo momento difficile. Le idee sono chiare: un difensore centrale possibilmente giovane, da affiancare a Romagnoli e Musacchio mentre si aspetta il rientro di Caldara, sembra aperta una trattativa per Todibo, difensore del Barcellona; un centrocampista che possa agire anche davanti alla difesa; un attaccante di esperienza, si attende la risposta di Ibrahimovic, o un esterno offensivo. In uscita potrebbero esserci Paquetà, direzione PSG, e Kessie, Premier.

Non sarà un bel Natale per noi tifosi milanisti, ma una cosa è sicura… sempre e comunque noi ci saremo… FORZA MILAN!!!!

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

 

 

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Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

GIOVANNI AUDIFFREDI A RADIO ROSSONERA – Si continua a parlare del possibile ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic e, a tal proposito, le recenti dichiarazioni del nazionale svedese a GQ Italia sembrano accreditare questa teoria. Per cercare di capirne di più, la redazione di Radio Rossonera ha deciso di chiedere ulteriori spiegazioni proprio al direttore della nota testata, Giovanni Audiffredi. Qui di seguito l’intervista completa:

Come interpreti le parole che vi ha detto Zlatan Ibrahimovic?

Io sarei molto fiducioso sul suo ritorno al Milan. Nel tempo ha detto che non sarebbe mai andato via dal Milan e da Milano e che anche la sua famiglia si è sempre trovata bene, ora dice di voler tornare a giocare in Italia per una squadra che deve ritornare a vincere seguendo quella che è stata la sua storia, a voi che squadra vi viene in mente? Il Milan ovviamente. Il Bologna lo escludo, l’Inter non mi sembra probabile. Inoltre, basta dire che è vecchio perché l’ho visto incredibilmente in forma. Negli ultimi 2 anni si è mantenuto in una forma pazzesca e lo ha dimostrato facendo più di 50 goal. Secondo me sta molto bene e al Milan darebbe un bel contributo”.

A quando risale l’intervista?

L’intervista non è assolutamente vecchia. Inizialmente abbiamo fatto lo shooting a Los Angeles e quando fai quel tipo di servizio ti tieni sempre delle finestre temporali aperte per utilizzare il materiale. Poi il testo lo abbiamo aggiornato sotto data ricontattandolo e portando a casa pensieri molto positivi e indizi sul suo possibile ritorno al Milan e sul fatto che vuole tornare a giocare in Italia”.

È stato contattato da dirigenti del Milan?

No, non è che mi ha chiamato Boban! Mi hanno chiamato degli amici da casa Milan e la deduzione che faccio io è che quando mi viene chiesta qualcosa magari è perché qualcuno ha qualcosa da dirmi oppure è molto interessato a capire. Se ho ricevuto telefonate anche da amici di altri club? No”.

Che impressione ti ha fatto Zlatan Ibrahimovic?

Lo definirei un guascone. Fa parte di quella tipologia di uomini che non le manda a dire e che a volte fa la voce grossa ma secondo me lui è un buono: persona corretta e professionista serissimo. Ibrahimovic è consapevole di essere un fuoriclasse con un ego importante ma d’altronde è normale sia così, ha vinto ovunque”.

Considerato il personaggio, ti aspetti qualche colpo di scena sul suo futuro calcistico?

No, ho capito che Zlatan vuole tornare a giocare in Italia. Essendo lui un uomo di cuore magari ha pensato di voler andare a giocare per il suo amico Mihajlovic che sta sicuramente vivendo un momento particolare ma allora perché dirci che sarebbe andato in una squadra con un certo tipo di storia. Senza nulla togliere a Bologna o magari Napoli, quando si parla di storia del calcio italiano fondamentalmente si parla o di Milan o di Juventus o di Inter”.

Puoi regalarci qualche anticipazione relativa all’intervista completa?

Tenderei ad escludere la Juventus per una piccola punturina relativa a Cristiano Ronaldo. Quando gli abbiamo chiesto quale fosse il suo giocatore preferito la sua risposta è stata Ronaldo…il brasiliano. Ronaldo perché ci ha raccontato di come da ragazzino lo guardasse per mosse, scatti e finte che di fatto ha inventato”.

Ibrahimovic può davvero essere la soluzione ai problemi del Milan?

Difficile rispondere. Credo che nel calcio la forza di un gruppo sia altrettanto risolutiva come un grande campione. L’Inter ha una bella squadra ma stiamo vedendo come Conte sia un elemento incredibile. Il Milan è una squadra giovane piena di talento e consiglio ai tifosi di non buttarsi giù. Piatek è un campioncino, se non segna per 10 partite consecutive non deve essere un problema. Ibrahimovic per questo Milan può essere la certezza offensiva di chi segna non appena inquadra la porta. Davvero, mi è sembrato un ragazzino, ha un fisico pazzesco per avere 38 anni. In altre squadre magari farebbe panchina e di certo è ad un punto della sua carriera dove può far quello che vuole d’altronde ha già fama e denaro a sufficienza”.

Ci confermi che anche la moglie verrebbe volentieri a Milano?

La moglie di Zlatan è simpaticissima, molto intelligente ed è sempre stata innamorata di Milano”.

Infine, giusto per giocare. Quale percentuale daresti al ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic?

70%

Ascolta l’intervista completa a questo link https://www.spreaker.com/user/radiorossonera/04-12-2019-radio-rossonera-talk-in-coll-

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Pagelle Parma-Milan 0-1: Theo gratias!

Pagelle Parma-Milan 0-1: Theo gratias!

Pagelle Parma-Milan. La partita col Napoli ha dato un po’ di sollievo, ma anche la dimensione della stagione del Milan: mediocre. La partita col Parma segnava l’inizio di un treno di partite cruciali. Fondamentale trovare il filotto di vittorie, se si vuole sperare nell’Europa. Last call per il passeggero Pioli, che nella sua città cercava la prima vittoria in trasferta.

Il primo tempo vede il Milan spingere per i primi dieci minuti. Poi encefalogramma piatto per entrambe le squadre. Il secondo tempo si apre con ritmi bassissimi, che il Milan spezza con qualche forcing, ma serve, finalmente, un po’ di fortuna per sbloccarla. A questa squadra manca determinazione, voglia di vincere. A questa squadra manca una vera punta, un vero leader. A questa squadra manca Ibrahimovic. Non sarà certo la soluzione a tutti i mali, soprattutto vista l’età, ma dev’essere un punto di partenza, soprattutto fuori dal campo.

La classifica in campionato rende difficili le speranze europee. L’unica motivazione, l’unica speranza per riscatto ed Europa può chiamarsi Coppa Italia. Diventerà la nostra Champions League. E questo dice tutto, ma proprio tutto, sul momento rossonero

Pagelle:

Donnarumma 6,5: Salva su Gervinho, che però era in fuorigioco. Per il resto, spettatore non pagante. #Sìgio

Conti 7: Salva in due occasioni, soprattutto su Cornelius. Partita attenta in fase difensiva e buona in fase propositiva. In ottica futura, questo Andrea Conti può essere fondamentale. #cONti

Musacchio 7: Suona la carica, in difesa è duro il giusto e non concede nulla. Si porta spesso in avanti ed è più pericoloso di Piatek. #Nopasaran

Romagnoli 6,5: Guida la difesa in un’ottima prestazione dietro. Salva in un’occasione quasi sulla linea. #Ricomiciodaqui

Theo Hernandez 7: Su azione ha segnato più lui di Piatek. Da inizio stagione sempre uno dei migliori per voglia e qualità. #Theogratias

Kessie 5: Ritrova il posto, ma non cambia atteggiamento. Spesso in ritardo o molle, palla al piede commette degli errori degni della Gialappa’s. #Krusic

Bennacer 6,5: Palla al piede si dimostra uno dei pochissimi in grado di dare qualità in impostazione. Valeri grazia mezzo Parma e grazia pure lui del secondo giallo. Su questo, serve più attenzione. #Benecer

Calhanoglu 6: Buon primo tempo, cala nel secondo. Ma è uno dei pochi a provarci con qualità. Ed in questo Milan è già molto. #Moveon

Bonaventura 6: Lotta con grinta, porta su l’attacco da solo. Ancora un po’ di brillantezza da recuperare, ma questo Jack sarà fondamentale. #CuorediJack

Piatek 4,5: Sbaglia tutto o quasi. Si aggira tra l’errore e l’impalpabilità. L’anno scorso prendeva la porta da ogni luogo, quest’anno non la trova nemmeno da pochi metri. Non è il peggiore solo perché Valeri sbaglia due fischi su tre. #Incomprensibile

Suso 5,5: Viene da chiedersi se lo vedremo mai ricevere il pallone non spalle alla porta. Prova ancora la giocata della domenica, ma sempre da solo. E la sbaglia. O torna a deciderle da solo o deve cambiare. Per essere individualisti, bisogna essere campioni. #Suno

Leao 5: Entra al posto di Piatek ed è un fantasma al pari del polacco. L’eventuale arrivo di Ibra sarà determinante anche per lui. #Cosìno

Krunic 6: Dà sicuramente più sostanza e qualità rispetto a Kessie. Il titolare dev’essere lui. #Grrunic

Pioli 6: La squadra crea, ma non è quasi mai pericolosa. Serve cinismo e probabilmente una punta. In difesa, però, non rischia mai. #Stefasì

Federico Rosa

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Milan-Napoli 1-1, the day after! Tra telefonini, il ritorno di Bonaventura e la fase offensiva

MILAN-NAPOLI 1-1 – La squadra rossonera si presenta in campo con alcune novità rispetto alla partita con la Juventus. Musacchio torna al centro della difesa, Biglia e Bonaventura sostituiscono gli squalificati Calhanoglu e Bennacer, mentre Rebic a sorpresa si ritrova titolare al posto di Suso. La partenza per il Milan è delle migliori, buone geometrie, squadra concentrata in campo, ma come al solito la fase offensiva, o meglio gli ultimi 15 metri, lasciano a desiderare. Alla prima disattenzione difensiva la squadra rossonera subisce il goal, come succede ormai dall’inizio del campionato. Insigne si libera facilmente di Biglia al limite dell’area e lascia partire un sinistro che si stampa sulla traversa, sulla ribattuta Lozano si avventa sul pallone sorprendendo la difesa del Milan. Il pareggio arriva subito grazie al ritrovato Jack che con un gran bolide dal limite dell’area scaraventa in rete la rabbia per il calvario dell’ultimo anno. Nella ripresa entrambe le squadre danno la sensazione di volersi accontentare del pareggio e la partita piano piano si spegne.

TELEFONINI – Le riprese negli spogliatoi andate in onda prima del fischio d’inizio hanno portato alla luce quello che da tempo si sapeva. Giocatori non attaccati alla maglia che pensano solo a loro stessi fino a pochi minuti prima dell’inizio della partita. Rebic, Biglia e Kessie ripresi con il cellulare in mano, segno che i tempi sono cambiati, segno che in questo Milan i giocatori veri si contano sulle dita di una mano. Ibrahimovic se fosse stato negli spogliatoi avrebbe appeso i tre giocatori ai loro armadietti e sarebbe entrato in campo sputando l’anima.

Al Milan in questo momento servono giocatori che diano esempio di serietà ed attaccamento alla maglia, servono giocatori che dimostrino cosa significhi indossare la maglia del Milan.

BONAVENTURA – Finalmente Jack torna in campo dal primo minuto e si riprende la scena. I primi minuti mostrano subito un Bonaventura in palla, accelerazioni, dribbling, cambi di direzione.. entra subito in partita e fino a quando la condizione regge è al centro del gioco. Realizza di prepotenza sfogando tutta la sua rabbia il goal che regala il pareggio al Milan.

Il rientro di Bonaventura a pieno regime sarà fondamentale per questo Milan, troppo importanti le sue giocate in mezzo al campo, troppo importante la sua propensione al goal. Deve solo riuscire a trovare un po’ di continuità di prestazioni e potremo finalmente tornare a rivedere il Jack che tutti conosciamo.

LA FASE OFFENSIVA – Tante volte in questi mesi, su queste pagine, abbiamo parlato grosso problema della squadra in fase di realizzazione. Troppo poche 12 reti in 13 partite, peggio della squadra rossonera solo Brescia, Sampdoria, Spal, Udinese e Verona. Piatek, malgrado le recenti dichiarazioni, è sempre più l’ombra di se stesso. Leao e Rebic fanno più da comparsa che altro.

La fase offensiva sembra funzionare fino agli ultimi 15 metri, dove poi si infrange spesso e volentieri contro la difesa avversaria. Serve sicuramente un intervento sul mercato, forse il solo Ibrahimovic non basterà a cambiare questa tendenza, ma sicuramente potrà essere un buon inizio…

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Esclusiva, Jennifer Wegerup: “Ibra di nuovo al Milan? Improbabile ma non impossibile. In Usa non del tutto contento”

Esclusiva, Jennifer Wegerup: “Ibra di nuovo al Milan? Improbabile ma non impossibile. In Usa non del tutto contento”

ESCLUSIVA, JENNIFER WEGERUP – Intervista esclusiva di Radio Rossonera a Jennifer Wegerup: giornalista svedese e grande amica dell’ex attaccante del Milan, Zlatan Ibrahimovic. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Al momento Zlatan è contento della sua avventura in Mls?

Al momento non del tutto perché la squadra non sta andando benissimo. Lui ha recuperato dall’infortunio e gli manca giocare in Europa dove può attirare molte attenzioni su di sé. In America fa una vita ugualmente importante ma leggermente più anonima”.

Oggi il Corriere della Sera ha lanciato l’indiscrezione secondo la quale il Milan starebbe pensando di offrire ad Ibrahimovic un contratto per 6 mesi. È un’operazione fattibile?

Probabilmente no ma non è impossibile perché non costa come 2-3 anni fa sia come cartellino che come stipendio. Adesso non soffre più dell’infortunio ed è rimasto un vincente. Il Milan prendendolo avrebbe sicuramente un giocatore capace di far vincere la squadra; ricordiamoci che lui amava davvero il Milan e non avrebbe mai voluto lasciare il club nel 2012“.

D’altronde Zlatan è molto amico di Gattuso

Sì, oltre ad aver giocato insieme si stimano davvero molto“.

Zlatan tornerebbe volentieri a Milano?

Sì, lui ha amato molto Milano, città che piace anche molto alla sua compagna e nella quale i suoi figli (allora piccoli) si sono sempre trovati bene“.

Ti immagini un possibile finale della sua carriera proprio a Milano?

“Come ho detto prima è una cosa poco probabile ma non assolutamente impossibile. Bisognerà anche vedere cosa vorrà fare il Milan sul mercato, e si sa che il mercato è sempre complicato. Ad ogni modo questa è un’indiscrezione che arriva dall’Italia e non da lui o dal suo attuale club“.

Secondo te Zlatan tornerebbe al Milan anche essendo consapevole di non poter essere sempre titolare?

Due anni fa vi avrei risposto assolutamente no perché lui vuole essere sempre, giustamente, il numero 1 ma è una persona molto intelligente. Oggi compie 37 anni e lui stesso sa di non poter chiedere le stesse cose che poteva chiedere a 30 anni. Dipenderà da tante cose ma non è un’operazione impossibile come avrebbe potuto esserlo due anni fa“.

C’è la possibilità che Zlatan, magari dopo 6 mesi al Milan da giocatore, possa intraprendere una carriera da dirigente?

“Dipenderà da cosa in caso gli offrirà il Milan. Chiaro che è adulto, ha una famiglia e magari potrebbe volersi fermare più a lungo in uno stesso posto“.

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