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Stefano Eranio a Radio Rossonera: “Non assegnerei lo scudetto. Al Milan serve continuità. Boban doveva aspettare, ma Gazidis…”

Stefano Eranio a Radio Rossonera: “Non assegnerei lo scudetto. Al Milan serve continuità. Boban doveva aspettare, ma Gazidis…”

STEFANO ERANIO A RADIO ROSSONERA – La nostra redazione ha contattato telefonicamente l’ex centrocampista del Milan, Stefano Eranio e abbiamo avuto il piacere di fare quattro chiacchiere con lui su diverse tematiche d’attualità.

Qui di seguito l’intervista completa:

Calcio – Coronavirus: quali saranno le ripercussioni?

“Il Coronavirus è un problema arrivato in maniera inaspettata, è una situazione di emergenza che non ricordo di aver visto prima, quindi attualmente si sta navigando a vista. Si stanno dando delle date ma per ora ovviamente non c’è nulla di certo. Quello che mi auguro è prima di tutto vincere questa battaglia, poi che si possa terminare nel miglior modo possibile le competizioni anche se non si può dire che quest’annata non sia falsata. Diventa difficile capire come gli stessi atleti possano riprendere dopo un momento così scioccante per tutto il paese”.

Il mondo del calcio poteva gestire meglio l’organizzazione nella fase iniziale di questa situazione?

“È difficile dare delle colpe. Già a livello medico le informazioni erano diverse all’inizio, si diceva fosse poco più di un’influenza e quando arrivano notizie del genere la vita poi continua in maniera normale. Il problema era in Cina, a tanti km da noi, nessuno pensava si arrivasse a una situazione del genere. Parlare da fuori è molto più semplice ma prendere delle decisioni senza sapere di cosa stai parlando non lo era. L’importante in questo momento è essere uniti e gestirla nel miglior modo possibile, anche se siamo di fronte a qualcosa che ci farà navigare nel dubbio finché non uscirà un vaccino e sarà debellato del tutto”.

La Uefa ha provato a stabilire il 24-27 giugno le finali delle coppe europee, per lei è uno scenario credibile razionalmente visto che il virus sta avendo tempistiche diverse nei vari paesi?

“Stanno cercando di dare certezze perchè è giusto provare, nel caso dovesse risolversi tutto. Ci sono di mezzo tante società dove bisogna curare bilanci, ma non solo nel calcio. Il calcio è importante per gli introiti che muove, è giusto salvaguardarlo ma la salute deve essere messa davanti a tutto. Nei momenti di difficoltà questo paese ha sempre dimostrato di sapere emergere, l’Italia ha tutto per farlo”.

Stefano Eranio tradizionalista o progressista: favorevole eventualmente a final four Champions e playoff Scudetto?

“Cercherei di far giocare il più possibile anche se non è una cosa normale, perchè bisognerebbe cercare di incrociare il tutto per le squadre che sono coinvolte nelle competizioni europee perciò sarà difficile. Piuttosto che fare qualcosa di così diverso però cercherei di finirla qua: lo scudetto non lo assegnerei a nessuno, le prime 4 le manderei in Champions League, le successive, come al solito, in Europa League, poi farei salire dalla B le prime due qualificate per la Serie A, senza nessuna retrocessione. Il successivo campionato quindi sarebbe a 22 squadre per poi l’anno dopo farne retrocedere di più, in modo da rendere giustizia a quelle squadre che comunque avevano fatto una buona stagione fino ad ora”.

Il Milan per tornare grande necessita assolutamente di un contatto diretto col passato glorioso o di una strategia totalmente opposta e priva di radici?

“È sempre bello vedere qualcuno che per anni ha vestito la maglia del Milan ai vertici di una società così storica, Maldini così come Baresi sono icone. Bisogna però pianificare cosa si vuole fare. Ovvio che si vorrebbe vincere tutto con pochi soldi ma il Milan storicamente ha vinto quando Silvio Berlusconi ha deciso di investire tanto. Poi l’Atalanta ci insegna che si possono anche fare grandi cose non spendendo tanto, però si contano sulle dita di una mano le società di questo tipo.

Innanzitutto bisogna essere coesi e avere delle idee chiare ma anche se sono sei anni che si dicono queste cose non si sta dando continuità. Le cose diventano grandi quando pezzo per pezzo, anno per anno, costruisci un qualcosa, anche perché creare un qualcosa già è difficile dato che il calcio non è una cosa scientifica, spesso infatti pur prendendo grandi giocatori e spendendo tanto non è detto che i risultati arrivino.

Noi parliamo da fuori e non sappiamo, ma penso che Boban e Maldini stavano lavorando in una certa maniera, con delle problematiche certo, perchè non ci si improvvisa dirigenti, però stavano crescendo. Se poi si cerca di rovinare questo cambiando di nuovo tutto è ovvio che si riparta da zero e così per me non raggiungi nulla a meno che non arrivi un colpo di fortuna, ma io sono più per il miglioramento tassello dopo tassello. Tutti vorrebbero una grande squadra ricca di giovani ed è giusto partire da loro, farli giocare ma con soli giovani diventa difficile intraprendere un percorso quindi ci vuole un giusto mix di esperienza e gioventù capace”.

Lei che ha conosciuto Boban è rimasto sorpreso da quell’intervista o se lo aspettava?

“Sono arrivato al Milan insieme a Zvone, sono stati 5 anni bellissimi, lui è molto intelligente e ha grande personalità. Forse anche la poca esperienza sua da dirigente ha fatto si che potesse uscire così allo scoperto dicendo quelle cose che purtroppo, a tanti, anche se vere, hanno fatto male. Però quando occupi quelle posizioni se non c’è unità di intenti diventa dura. 

Gazidis non lo conosco, è stato chiamato per cercare di monetizzare e portare sponsor, ma purtroppo in questo momento di difficoltà è difficile anche il suo lavoro se i risultati sportivi non sono quelli adeguati. Allo stesso tempo però non si può a metà anno fare uscire certe voci, ma come ho detto, bisogna essere dentro per capire le cose, non so se erano stati avvertiti dello sfogo di Boban, ma magari si sono sentiti un po’ pugnalati alle spalle. Lo sfogo poteva anche essere giusto ma per il bene comune, se rivesti quel ruolo, devi cercare di tutelare la società fino in fondo, fino a che ti senti parte del progetto. Zvone avrebbe avuto modo di sfogare la sua rabbia dopo, forse non era il momento adatto.

Nella stessa posizione, data anche la mia di inesperienza, magari sarei esploso pure io, perchè mi sarei sentito tradito, un conto è se te lo dice la persona un conto sono le voci di corridoio che danno fastidio. Alla fine comunque sono sempre i risultati che decidono la tua posizione, da dirigente sei tu che devi far andare l’azienda, perciò certe situazioni le devi gestire diversamente, invece da calciatore la situazione è tua personale”.

Le piacerebbe tornare a lavorare al Milan? Se si in quale ruolo?

“Io sono un uomo da campo, da lì posso rendermi utile visto quello che è stato il mio percorso da giocatore e allenatore professionista, potrei dare una grande mano a livello tecnico tattico. La famiglia Milan ha sempre avuto direttive precise sull’uomo e sulla qualità, io ho avuto la fortuna di farne parte perciò mi auguro che un giorno possa tornare tutto ciò”.

Beatrice Sarti

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Conferenza Pioli, il nuovo tecnico del Milan si presenta: “Intensità e spregiudicatezza, giocatori diano tutto”

Conferenza Pioli, il nuovo tecnico del Milan si presenta: “Intensità e spregiudicatezza, giocatori diano tutto”

CONFERENZA PIOLI – È cominciata sotto un cielo grigio come l’umore attuale dei milanisti l’avventura rossonera di Stefano Pioli. Alle 13 a casa Milan il tecnico si è presentato ad una piazza che pare, in larga parte, scontenta del suo ingaggio. Al suo fianco tutto il (contestatissimo dai tifosi) stato maggiore del Milan: Massara, Gazidis, Boban e Maldini.

A prendere la parola per primo è stato proprio colui che in questi mesi si è visto di meno, l’ad Ivan Gazidis. Dopo i saluti in italiano è passato all’inglese perché non ancora in grado di parlare in italiano con la precisione che vorrebbe. Dopo i ringraziamenti a Giampaolo, definito un “bravo mister a cui auguro una grande carriera” Gazidis dice la sua sulle tensioni che serpeggiano nella tifoseria: “Capisco la frustrazione, ma noi amiamo questo club, lo abbiamo salvato dalla bancarotta e vogliamo riportarlo su un sentiero positivo. Sarà un percorso non facile ma dobbiamo essere pazienti. Non posso dire che non faremo più errori ma posso garantire che li correggeremo in maniera onesta. La nostra volontà è chiara anche dall’investimento che stiamo facendo sul nuovo stadio. La squadra è stata migliorata con gli acquisti estivi che vedremo presto in campo. E per valorizzarli abbiamo puntato su un tecnico esperto che può migliorare le prestazioni. Sono sicuro che il Milan si risolleverà, sono circondato da colleghi che sanno come fare per far tornare grande il Milan”.

Prima delle domande dei giornalisti prende la parola anche Boban: “Il cambio di allenatore è una sconfitta per tutti” dice il CFO “ ma crediamo che cambiare sia stata la scelta giusta, così come  quest’estate pensavamo che Giampaolo fosse la scelta giusta”.

Stefano Pioli ci tiene subito a mettere in chiaro le sue tre parole chiave: “Idee, intensità e spregiudicatezza”. “Sono sicuro che partiamo da un buon livello” dice il neo tecnico “abbiamo giocatori che se messi nelle giuste condizioni possono fare la differenza. Io sono molto esigente, pretendo che tutti siano sempre sul pezzo. Cerco di adattarmi ai giocatori e di metterli nelle condizioni di fare bene perché sono convinto che se un calciatore si trova bene in campo poi dà il massimo sempre”. Sui singoli giocatori Pioli non si sbilancia: “Leao ha grandi potenzialità, ma è difficile dire ora se sarà un punto fermo. Suso ha grande qualità, dobbiamo far sì che riesca a fare tanti uno contro uno”. E a chi gli chiede il suo slogan risponde netto: “Vincere”.

Ma forse le domande più attese erano quelle sul caos societario, sul fallimento del progetto Giampaolo, sul caso Spalletti e sulla contestazione dei tifosi.

Sul fallimento del progetto Giampaolo è Massara a rispondere, dopo un paio di secondi di silenzio imbarazzato: “Ci siamo interrogati su ciò che non ha funzionato, abbiamo visto che ci sono dei margini di miglioramento e abbiamo ritenuto che mister Pioli potrà svilupparli al meglio”.

È sempre Boban a fornire uno dei pochi spunti interessanti in una conferenza alquanta scontata. Interpellato su una frase detta di recente, “Noi (io e Maldini) vorremmo vincere subito ma loro (Elliott) hanno idee diverse”, Zvone spiega: “Come sempre ciò che si dice viene ingigantito. Ciò che intendo è che quando fai il calciatore per tutta la vita poi rimani competitivo dentro e quindi è ovvio che se vai a dirigere una società vuoi che quella società sia competitiva e vinca. Anche Elliott vuole questo ma ha tempi diversi… come è normale che sia”.

Sull’ormai ex tecnico Giampaolo Maldini chiarisce “L’ho difeso dopo Firenze perché era giusto farlo e l’ho fatto fino a che abbiamo deciso di cambiarlo. Forse per noi sarebbe stato più facile andare avanti ancora un altro po’ ma abbiamo deciso di cambiare ora perché sappiamo che possiamo ancora dire la nostra”.

A chiudere la presentazione è ancora Gazidis che assicura: “Prometto di parlare con voi più spesso, abbiamo un team che siamo convinti valga la pena di supportare e abbiamo una vision precisa per il futuro”. A fine conferenza stampa su Milano piove… ma come si dice ai matrimoni: sposa bagnata sposa fortunata…

Photo credits: AcMilan.com 

Giulia Galliano Sacchetto 

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Raduno Milan, Boban: “Tornato per una scelta di cuore. Giampaolo ci riporterà in alto. Tifosi fantastici, ripaghiamoli col bel gioco”

Raduno Milan, Boban: “Tornato per una scelta di cuore. Giampaolo ci riporterà in alto. Tifosi fantastici, ripaghiamoli col bel gioco”

RADUNO MILAN, BOBAN – Il 9 luglio 2019 inizia ufficialmente la nuova stagione del Milan. A Milanello, il CFO (Chief Football Officer) Zvonimir Boban ha incontrato i giornalisti presenti esprimendosi su numerosi temi legati al presente ed al futuro del club rossonero. Ecco le sue parole:

Le emozioni sono forti, il Milan è un posto molto speciale per me. Rivedervi e riabbracciarvi mi fa davvero piacere. Il Milan è il Milan e noi tutti abbiamo nel cuore il desiderio di fare bene. La società è ambiziosa e noi dobbiamo essere bravi e veloci. Sta a noi far tornare il Milan a competere ai livelli più alti. Ce la metteremo tutta: il mio problema non è quello di fallire o sbagliare, il problema sarebbe non provarci nemmeno. Non avrei potuto vivere con me stesso se non ci avessi provato. Paolo mi ha chiamato quando stava lasciando Leonardo, ho parlato con la proprietà e dal primo momento ho capito che l’avrei fatto. Quanto mi è costato? Nulla, scelta di cuore, di vita. La sfida sportiva più grande della mia vita“.

Giampaolo? Scelta condivisa da tutti. Con lui c’è stato un feeling fin dal primo secondo, è uno dei pochi allenatori che sa chiaramente cosa vuole dalla squadra. La cosa che mi dà fiducia è che Marco troverà la strada giusta per riportate il milan in alto e sa bene che senza giocatori il concetto da solo non vince: ci vuole equilibrio tra queste due cose. Acquistare Top Player? La squadra deve crescere in maniera organica ma deve essere un Milan di maggiore qualità. Questo è un anno di cambiamento, senza coppe europee il mister potrà lavorare al meglio con i giocatori. Ora dobbiamo lavorare e investire bene. Promettere un colpo? Cosa vuol dire? Devono esserci giocatori giusti e funzionali al gioco di Giampaolo“.

Veretout e Bennacer sono buoni giocatori. A voi piacciono? Allora condividiamo! Questo tema è comunque più lavoro di Paolo e Ricky io poi dico quello che penso”. Donnarumma? È uno dei migliori portiere al mondo. Per il momento è cosi, può cambiare ma non vuol dire che cambierà. Ve l’ha detto paolo ieri…

Futuro prossimo? Tante speranze ma anche certezze che dobbiamo costruire step by step ma cercando di fare una corsa veloce. Bisogna compiere le scelte giuste: lavorare e pensare tanto. Si può sbagliare ma dobbiamo fare scelte logiche provando a rispondere a queste domande: questo giocatore può giocare nel Milan? Ha le qualità per farlo? Con quest’esperienza ci giochiamo la nostra immagine? Chi se ne frega“.

Interviene il presidente Paolo Scaroni sulla questione relativa alla possibilità che l’Atalanta possa giocare a San Siro le partite della prossima Champions League: “È un tema sul quale stiamo facendo delle riflessioni ma terremo conto dell’opinione dei nostri tifosi. Lo stadio è del club ma anche dei tifosi“.

Riprende la parola Boban. “I nostri tifosi? Nella scorsa stagione non si è visto sempre lo spettacolo che ci si aspettava anche se Rino Gattuso ha fatto tanto, ma loro sono stati fantastici sostenendo questi colori con amore e non ho dubbi che sarà così anche in questa stagione. Noi dobbiamo ripagarli con il bel gioco ed un comportamento da Milan. Obiettivo Champions? Ovvio che l’obiettivo debba essere quello, come deve essere giocare bene e vincere ogni partita. Il Milan non può avere ambizioni medie. Dare tutto e perdere le partite non è roba da Milan, non è roba per San Siro. Cercheremo di essere competitivi ed arrivare in Champions League ma anche di giocare bene e costruire tramite bel gioco e prestazioni superiori“.

A precisa domanda sulla situazione legata alla Uefa, l’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis risponde così: “La prossima volta che la Uefa guarderà sarà quando il Milan dovrà qualificarsi per una competizione europea. La cosa che si può presupporre è che quando la Uefa farà ciò avvii un percorso verso il Settlement Agreement e si presume possa essere un percorso di 4 anni. Il nostro obiettivo è creare delle fondamenta virtuose dal punto di vista finanziario. I nostri obiettivi sono sostanzialmente gli stessi che ha la Uefa“.

Photo Credits: AcMilan.com

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