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“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

Radio Rossonera non si ferma mai, vi abbiamo tradotto l’intervista di questa sera di Tiemouè Bakayoko a Footissime programma tv andato in onda su RMCSport France.
Dobbiamo ringraziare Alexandre, gestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR per aver raccolto e tradotto la lunga chiaccherata del centrocampista rossonero.

Eccola, godetevela.

Bakayoko esordisce subito ricordando i primissimi giorni in rossonero
“Questa estate mi sono trasferito al Milan e l’inizio di stagione non è stato facile per via della lingua. A tutti quelli che dicono che il Milan non sia più un grande club rispondo che si sbagliano”

Piatek?
Mi chiedono spesso cosa penso del nuovo acquisto Krzysztof Piatek e la verità è che calcisticamente ne sono completamente innamorato.

Hai giocato in due club rossoneri il Rennes e il Milan. Cosa hanno in comune?
Mmmmmhhhhh….. niente solo il rosso e il nero (ride)

Come centrocampista come ti definisci?
Tecnico

Divertente. È proprio il profilo che cercava il PSG questo inverno! Se ti avessero contattato cosa avresti risposto?
Preferisco non rispondere a questa domanda

Quando il Monaco ha licenziato e poi ripreso Jardim cosa hai pensato?
Ho pensato che riprenderlo sia stata la soluzione migliore

Cosa hai pensato quando hai visto il gol di Mbappe ieri sera?
Che è un genio!

Deve essere dura guardare l’Europa League da casa?
Sicuramente volevamo fare bella figura in questa competizione, è un peccato essersi fatti eliminare all’ultima giornata perché eravamo qualificati. Ora guardiamo gli altri giocare ed è difficile restare ad osservare le tue avversarie in campo

Interrogato su come ci si sente a giocare contro giocatori come Messi. Si ha paura magari di farsi anche umiliare?
Sicuramente io gioco in una posizione molto delicata. Devo stare attento a non perdere palla. Quando giochi contro questi giocatori non si deve avere paura. Sono i migliori anche se passano nessuno te ne farà una colpa. L’importante è mettere in campo tutte le armi a disposizione per fare bene e dare il massimo cercando di limitarli il più possibile

Come si batte la difesa della Juventus?
Bisogna cercare di aggirare la difesa, di passare sulle fasce, perché Bonucci e Chiellini in mezzo sono complementari e sono difficili da oltrepassare.

E Ronaldo? È ancora fresco come qualche anno fa?
Non so come fosse giocarci contro prima, è sicuro che se si gioca contro di lui automaticamente diventa difficile vincere. Abbiamo giocato contro e ci ha fatto gol. Hai sempre l’impressione di poterlo fermare ma ha sempre un qualcosa in più che fa la differenza.

E Antoine Griezman come lo vedi rispetto a Ronaldo? Chi è più forte?
Bisogna essere onesti: Ronaldo

 

Si parte poi con una serie di domande dal pubblico e qui il tema Milan emerge molto più prepotentemente

 

Obiettivi per l’anno prossimo: vuoi tornare al Chelsea o restare al Milan in caso di qualificazione in Champions League?
Oggi non posso rispondere perché aspettiamo veramente la fine della stagione. Sono sotto contratto con il Chelsea ma sto molto bene a Milano e perché no, vorrei continuare al Milan.

Sei stato eccellente al Monaco. Cosa non ha funzionato al Chelsea?
Penso di aver avuto delle difficoltà ad adattarmi al calcio di altissimo livello passando dal Monaco al Chelsea. È tutto un altro mondo e penso di aver avuto difficoltà a fare questo salto e ad essere continuo.

Cosa pensi della tua stagione e cosa sarebbe meglio per te per il futuro?
Sono passato attraverso momenti abbastanza difficili all’inizio. Oggi va molto meglio sia sul campo che nella vita di tutti i giorni e sono molto felice di quello che sto vivendo. Per il futuro, arrivare tra le prime quattro con il Milan e avere una sorpresa: la chiamata in Nazionale

Hai un grosso impatto sulla squadra, quando non ci sei il Milan gioca meno bene e soprattutto vince di meno
Non penso di essere io la ragione per cui la percentuale di vittorie ora è più alta. Penso veramente che sia merito di tutta la squadra. Abbiamo avuto un inizio non facile e in tutto questo per me non era facile adattarmi a una squadra nuova e ad un nuovo ambiente. Oggi penso di essere diventato importante e cerco di dare davvero il massimo per portare la squadra dove merita. All’inizio facevo solo degli spezzoni e mi hanno giudicato un po’ velocemente poi quando ho cominciato a giocare con continuità per 90 minuti ho potuto migliorare le mie prestazioni. Era questo che mi mancava: la continuità. Poi dopo aver giocato la prima partita non sono più uscito

Gattuso ad inizio stagione disse che dovevi imparare a posizionarsi meglio per ricevere il pallone. Cosa ne pensi? Hai avuto modo di parlarne con lui?
Si ci siamo parlati perché sono parole forti. Imparare a ricevere palla è un aspetto del gioco che apprendi quando cominci a giocare, sono parole che mi hanno toccato. Sapevo però in fondo a me stesso che avrei cambiato le cose e che avrei cambiato questo aspetto in positivo per il futuro

Il Milan è ancora un grande Club? Ti ricordi della finale di Atene? Quando sei arrivato ti hanno parlato della storia del Milan e dell’enorme palmares di questo Club?
Si mi ricordo di Atene e penso che non ci sia bisogno di raccontare il palmares o la storia del Milan, tutti li conoscono. Quando sono arrivato però ho visto tutte le foto, tutti i trofei, è davvero impressionante

Dopo Atene il Milan non ha più passato i quarti di Champions, come spieghi le difficoltà nel ritornare ai fasti di questo gran passato europeo
Le ragioni per cui il Milan si trova in questa situazione non le conosco ma sono triste che il Club non abbia partecipato alle ultime Champions e spero che quest’anno riusciremo a tornare in questa competizione

Cosa pensi di Cafu che dice che tu sei un giocatore sensazionale. Non male no?
Certo fa piacere sentire i complimenti di grandi giocatori

Timoué pensi alla nazionale in questo momento?
Si ci penso, poi tutto viene naturale. Penso che non è passato molto tempo da quando ho iniziato a tornare al mio livello migliore. Con calma spero di tornare in Nazionale il prima possibile

Cosa hai imparato dal tuo momento difficile al Chelsea?
Ho imparato che bisogna rimanere il più professionale possibile in tutto, nel recuperare energie, nella concentrazione. Penso che ho fallito in molti aspetti in Premier, avrei potuto fare meglio, oggi che tutto questo l’ho imparato ho più esperienza per il resto della mia carriera

Come ex Monaco ti dispiace per la partenza di Vadim Vasilyev?
Si perché è stato come un padre per me, mi ha aiuto molto, è lui che mi ha fatto firmare al Monaco e gli auguro il meglio per la sua carriera

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Esclusiva, Giorgio Perinetti: “Piatek è programmato per diventare un grande bomber”

Esclusiva, Giorgio Perinetti: “Piatek è programmato per diventare un grande bomber”

ESCLUSIVA, GIORGIO PERINETTI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera al direttore generale del Genoa, Giorgio Perinetti intervenuto in diretta nel corso della trasmissione “RadioRossonera Talk“. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Si aspettava un impatto così importante di Piatek con una maglia pesante come quella del Milan?

Mi aspettavo rispondesse bene perché è giocatore che si “programma”. Gattuso lo ha giustamente paragonato a Robocop, lui è un po’ “robottizato”, non avverte la tensione e l’ansia. Vuole arrivare, si è preparato a questo ed ora è pronto al grande salto.

C’è stato un momento in cui quando l’ha visto si è detto: “questo è forte per davvero” e dove può arrivare Piatek?

Sono andato in ritiro dopo qualche giorno dall’inizio della stagione e già da subito Ballardini mi disse che Krzysztof sarebbe stato un giocatore che avrebbe dato grandi soddisfazioni. È un finalizzatore ma è anche bravo tecnicamente. Ha 23 anni, il campionato italiano può migliorare tanto un calciatore e lui ha grandi margini.

Come si è sviluppata la trattativa con il Milan? Montolivo e Bertolacci sono rientrati nei discorsi sulle contropartite tecniche?

Montolivo non è mai entrato in nessun discorso. Di Bertolacci invece abbiamo parlato ma non c’è stata la possibilità. Anche le modalità del trasferimento erano complicate perché si tratta di un giocatore a scadenza e oltretutto non c’era la piena soddisfazione del giocatore. Detto questo il Milan aveva l’arma segreta, perché avendo dalla loro la volontà di Piatek a trasferirsi saremmo stati perdenti nel proseguire un eventuale braccio di ferro. È stato bravo anche Gazidis che è stato pronto a soddisfare le esigenze della parte tecnica della dirigenza . Capisco l’amarezza dei tifosi che perdono il proprio beniamino ma quando un giocatore vuol cambiare, come accaduto ad Higuain, è difficile da trattenere.

Perchè è stato scelto Sanabria come sostituto del polacco? Kouame ha mercato?

La nostra capacità non è quella di saper trattenere un giocatore ma quella di rimpiazzarlo al meglio. Le veloci dinamiche del calcio e del calciomercato ce lo impongono. Sanabria è un attaccante di grande qualità, scuola Barcellona, ha 23 anni e quindi ha grandi margini di miglioramento. La prima volta che arrivò in Italia era forse troppo giovane.
Kouame? Lasciatecene qualcuno (ride). Christian è un ragazzo straordinario, corre moltissimo ma riesce a rimanere lucido in zona gol. Ce lo vogliamo godere il più possibile, poi si vedrà.

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Pagelle Cagliari-Milan 1-1: Higuain non basta, Jack e Calha in serata no

Pagelle Cagliari-Milan 1-1: Higuain non basta, Jack e Calha in serata no

PAGELLE CAGLIARI-MILAN 1-1 – I rossoneri di Gennaro Gattuso non riescono ad andare oltre il pareggio in casa di un Cagliari ottimamente messo in campo da Rolando Maran. Dopo un’inizio shock coinciso con la rete rossoblu di Joao Perdo, il Milan si rimette in partita nella ripresa grazia al guizzo di Gonzalo Higuain (al primo goal ufficiale in maglia rossonera). Non basta il disordinato arrembaggio finale per ottenere la vittoria.

PAGELLE CAGLIARI-MILAN 1-1 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 5 – Continua la “maledizione” dei tiri bassi alla sua destra, sulla rete di Joao Pedro poteva fare molto di più. Inoltre, non riesce a trasmettere sicurezza sulle uscite alte. PERSEVERARE È DIABOLICO

CALABRIA 6- – Certamente non tra i peggiori del pacchetto arretrato. Troppo confusionario in fase offensiva, difensivamente limita i danni per quanto può. PALLIDO

ROMAGNOLI 5 – Primi 20′ in totale black out. Nella ripresa nessuna azione, positiva o negativa, degna di nota. COSE CHE CÀPITANO

MUSACCHIO 5,5 – Vedi sopra. La differenza, in positivo, rispetto al suo compagno di reparto sono i due ottimi recuperi difensivi effettuati nei secondi 45′ di gara. INTERMITTENTE

RODRIGUEZ 6,5 – Altra buona prestazione per il terzino svizzero. Non sempre precisissimo in fase offensiva ma dietro non sbaglia assolutamente nulla. POLLICE IN SU (dal minuto 85, Laxalt S.V.)

BIGLIA 5 – Si nota molto meno di quanto siamo abituati a vedere. Poco lucido in fase difensiva, decisamente spento col pallone tra i piedi. Il ritmo di gara dei rossoneri ne risente: niente assoli rock, solo lenti. IL TEMPO DELLE MELE

KESSIÈ 6+ – Se solo avesse maggior acutezza tattica e finezza nei piedi staremmo parlando di un grandissimo giocatore. Ahinoi però non possiede (ancora?) quelle caratteristiche ma la sufficienza, per quanto fatto, è sicuramente meritata. DOPPIONE

BONAVENTURA 4,5 – Due goal sbagliati di cui uno davvero clamoroso. Appoggi imprecisi e poco aiuto in fase di copertura. Decisamente una delle peggiori partite di Jack in maglia rossonera. 2 DI COPPE CON LA BRISCOLA A BASTONI (dal minuto 66 Bakayoko 6 – Decisamente meglio sia rispetto al suo esordio, sia rispetto al giocatore sostituito. Mette il fisico a servizio della fase offensiva e recupera qualche palla interessante, poco tecnico e lucido al momento di passare la palla ai propri compagni. DISORDINE E PROGRESSO

SUSO 6 – Confusionario? Sì. Ripetitivo? Sì, ma è l’unico giocatore di qualità che prova a combinare qualcosa in fase offensiva. Pecca in fase di rifinitura ma resta uno dei punti di riferimento principali della squadra per tutti i 90′. Inoltre, costringe Cragno al miracolo al 91′. PREDEFINITO

CALHANOGLU 4,5 – Assente ingiustificato per tutta la partita. Tocca pochissimi palloni e della sua gara l’unico episodio degno di nota è un tiro strozzato di prima intenzione nel primo tempo. CASPER (dal minuto 73′ Castillejo 5,5 – Di correre, corre; il problema è che questa sera il più delle volte lo ha fatto senza criterio. Perde qualche pallone di troppo e non incide mai in fase offensiva. SGASATO

HIGUAIN 6,5 – Viene incontro, lotta, sgomita, fa salire la squadra, detta il passaggio, si lamenta con i propri compagni, piazza la zampata e quasi si ripete di testa sull’ultima occasione utile. Più di così è difficile pretendere. INDEMONIATO

GATTUSO 5 – Non riesce a trasmettere ai propri ragazzi il giusto approccio alla partita, tarda i cambi (specie quello di Laxalt) e continuano a non vedersi soluzioni offensive diverse rispetto a quelle che tutti noi conosciamo. RE SENZA TRONO

PAGELLE CAGLIARI-MILAN 1-1 – I voti dei tifosi:

DONNARUMMA 5;
CALABRIA 6, MUSACCHIO 5,5, ROMAGNOLI 5, RODRIGUEZ 6;
KESSIÈ 6,5, BIGLIA 5,5, BONAVENTURA 4;
SUSO 5, CALHANOGLI 4,5; HIGUAIN 7;
BAKAYOKO 6, CASTILLEJO 5,5, LAXALT S.V.;
GATTUSO 5

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

ESCLUSIVA, RICCARDO CUCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle voci storiche del calcio italiano: Riccardo Cucchi. Tantissimi i temi trattati: dall’imminente match di campionato tra Milan e Roma, alla nuova proprietà rossonera, passando anche a questioni legate alla comune passione per il calcio. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla passione che ci accomuna, ovvero la radio: “La radio è un mezzo straordinario  perché è capace di unire tutte le diverse passioni calcistiche“.

Il Milan ha sfiorato il colpaccio al San Paolo contro il Napoli, cos’è mancato alla squadra rossonera?

Credo che il Milan abbia comunque dato segnali importanti, dei segnali relativi alla squadra che potrebbe diventare. Ci vuole pazienza ma è anche vero che i tifosi un po’ l’hanno persa considerate le grandi vittorie del passato. Anche Gattuso avrà bisogno di tempo per sviluppare le capacità tecniche della rosa a sua disposizione. Ai rossoneri probabilmente è mancata la mentalità di squadra ma arriverà col tempo“.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan in alto?

Faccio una premessa: ancora siamo al calcio d’agosto, il campionato finirà a maggio e tanti attuali equilibri potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Detto ciò, Gattuso avrà sicuramente del lavoro da fare come inserire i nuovi giocatori nel proprio organico. Lo ammetto, sono di parte: adoro Gattuso per la sua storia, l’ho amato come calciatore sia della Nazionale che del Milan; è un ragazzo straordinario di grande umiltà e qualità umane. Diamogli tempo: bravi allenatori si diventa, non si nasce“.

Paolo Maldini è ritornato al Milan: saprà farsi valere anche da dirigente?

Lo scopriremo: non è detto che un bravo calciatore diventi anche un bravo dirigente ma Maldini, oltre alle qualità tecniche, ha sempre dimostrato grande intelligenza nel cogliere i significati importanti dei piccoli gesti. Lui, insieme con papà Cesare, hanno rappresentato e rappresentano il dna milanista. L’impressione sul suo ritorno è questa: un Maldini che negli ultimi anni ha girovagato sotto la casa paterna in attesa che qualcuno gli dicesse di entrare. È chiaro comunque che dovrà imparare a fare il dirigente ma sono convinto che lo farà nel migliore dei modi“.

Che idea ti sei fatto sulla precedente proprietà cinese e sulla nuova proprietà di Elliott?

Per fortuna è successo quello che è successo, ovvero l’ingresso di Elliott come nuovo proprietario del Milan. Reputo quello che è accaduto nei mesi precedenti come poco trasparente: il vero proprietario del Milan non era certo Yonghong Li che chissà come ha operato e per conto di che oltre che non avere le capacità manageriale e le risorse economiche per guidare un club come il Milan. Personalmente avevo parlato del possibile ingresso di Elliott come nuovo proprietario già nello scorso marzo e così è stato: sicuramente la soluzione migliore per il club perché garantisce sicurezza. Vero è che i risultati si ottengono sul campo ma è vero anche che per ottenerli serve una società competente alle spalle e che sappia mantenere i bilanci in ordine. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e vorrei non succedessero più cose simili come le prese in giro nei riguardi dei tifosi rossoneri. Adesso è tempo che il Milan marci per la sua strada, una strada attraverso la quale è destinato a tornare grande“.

La nostra Radio sta portando avanti un progetto di azionariato diffuso. Questo nuovo calcio del “Risiko finanziario”le piace o no?

Il calcio italiano ha dimostrato la sua enorme fragilità da questo punto di vista: troppi i casi di fallimenti di club italiani importanti come Avellino, Cesena, Bari… La grande difficoltà del calcio italiano è legata ad un vizio di fondo, ovvero basarsi sui diritti tv come unica fonte di ricchezza; una sorta di gigante con i piedi d’argilla. In altri paesi come Inghilterra o Francia, i ricavi dei diritti tv rappresentano solo una parte del fatturato e non maggioritaria. Per quanto riguarda l’azionariato, penso che in Italia sia difficile cambiare direzione anche se ovviamente per giocare a pallone non si può certo fare a meno dei soldi. Credo che i tempi non siano ancora maturi per esperienze di azionariato come quelle, ad esempio, di Real Madrid e Barcellona. La cosa importante adesso è che nel calcio italiano ci sia trasparenza: da un’indagine della FIGC risulta che almeno 12 società non sono riconducibili ad una proprietà chiara. Ecco, la mancanza di trasparenza è una mancanza di rispetto verso i tifosi. Il calcio è un’industria ma non produce prodotti di consumo, produce passione; senza passione il giocattolo si rompe“.

Il calcio a volte è visto in maniera troppo “sacrale” dai tifosi. Lei che ne pensa?

Essendo un giornalista di vecchia generazione sono nato con la passione per il calcio calcio: l’unico grande rito domenicale secondo una citazione di un grande poeta sudamericano. Non mi meraviglierò mai di vedere tifosi che si imbarcano in viaggi lunghissimi soltanto per poter tifare la propria squadra nei 90′ di gioco e magari in una città lontana. La passione non mi meraviglia: non mi meraviglio nemmeno dell’arrabbiatura social riguardante la spartizione dei diritti tv e dunque il dover spendere cifre che a volte non sono alla portata di una famiglia italiana per poter vedere tutte le partite. Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti, però sono anche convinto che la passione debba essere sempre rispettata e spero che non sia più concesso ad avventurieri di produrre investimenti disastrosi“.

Venerdì sera è prevista una grande cornice di pubblico per Milan-Roma. Che partita si aspetta?

Bene così. Auspico un grande ritorno di pubblico negli stadi: meglio divani vuoti e tribune piene.Ho vissuto 40 anni dentro gli stadi per mia fortuna e so perfettamente cosa significa il calore che emana uno stadio pieno. L’adrenalina e le emozioni si trasferiscono sia in chi gioca e sia in chi racconta le partite. Milan e Roma sono due squadre che apprezzo moltissimo. entrambe secondo me sono uscite da  una campagna acquisti/cessioni che ha creato qualche malumore a Roma ed aspettative importanti per il Milan, specie considerato l’acquisto di Higuain. Sono due squadre in formazione: sia Di Francesco che Gattuso hanno dei problemi che però possono risolvere. Mi aspetto una partita apertissima e ho molto apprezzato la tendenza di queste prime due giornate di campionato nelle quali abbiamo assistito a rimonte e partite non definite che avvicinano il nostro campionato per filosofia al campionato inglese. Credo inoltre che Milan e Roma possano dar vita ad una gara ricca di goal“.

Qual è la partita più bella alla quale ha assistito?

Per mia fortuna ne ho viste molte di belle partite. Difficile ricordarsene una in particolare ma ho avuto la fortuna di raccontare la finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia a Berlino: tutte le mie emozioni concentrate per una sola notte in una partita che sognavo da tempo e che mi ha permesso di pronunciare la frase “L’Italia è campione del mondo” prima di me solo 2 grandi radiocronisti  erano riusciti a farlo: Nicolò Carosio ed Enrico Ameri alla Radio e Nando Martellini in tv; due immensi telecronisti come Bruno Pizzul e Sandro Ciotti invece non sono riusciti a gridarlo. Altra partita che ricordo è stata la finale di Champions League tutta italiana del 2003 tra il Milan e la Juventus all’Old Trafford. La cosa straordinaria entrando in quello stadio è stata la possibilità di vedere una partita del genere insieme ad un pubblico inglese; sembra sia passato un secolo invece è successo poco tempo fa“.

Ultima domanda (di un nostro ascoltatore): il Cucchi di oggi cosa vorrebbe insegnare al Cucchi di ieri?

Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri e  di poter muovere i primi passi professionali cercando di rubare i segreti del mestiere ai grandi narratori del calcio come Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Alfredo Provenzali. Sono stato capace, credo,  di rubare pezzi di mestiere come si faceva nelle botteghe artigiane. Oggi credo sia cambiato molto il racconto del calcio ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore cercando di adeguare il linguaggio ai tempi moderni. Quello che insegnerei ad un giovane Cucchi, parlando di radio, è di non staccare mai gli occhi dal racconto della partita. In tv sento colleghi giovani bravissimi ma i commenti ed i dati di contorno alla gara servono a poco: bisogna raccontare quello che si vede“.

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Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Il 21 luglio 2018 è nata una nuova era per il Milan, quella targata Elliott.
Un anno e 3 mesi dopo la cessione da Berlusconi a Li Yonghong, il club rossonero è passato nuovamente di mano.


ASSEMBLEA E CDA

Come ampiamente raccontato, oggi in via Aldo Rossi Elliott ha dato il via alla sua “era”.
Scelto Scaroni come nuovo presidente con deleghe da Ad, revocato il mandato a Marco Fassone e alla parte cinese per “giusta causa”, anche Mirabelli verso l’addio. Domani potrebbe essere il giorno delle ufficialità, ci dovrebbe essere un incontro dell’attuale ds con la nuova società e si potrebbe sancire l’addio ufficiale, mentre con ogni probabilità potrebbe essere annunciato Leonardo come nuovo responsabile dell’area tecnica.
Per quanto riguarda il Cda, i nomi son stati detti: Cerchione e D’avanzo (Blue Skye), Franck Tuil e Giorgio Furlani di Elliott e poi Alfredo Craca e Stefano Cocirio, oltre a Patuano e Scaroni già presenti nel precedente. Manca il possibile Ad e dovrebbe essere una corsa a due: Gazidis (Arsenal) e la soluzione italiana Umberto Gandini, che secondo indiscrezioni avrebbe dato le dimissioni dalla Roma.
In settimana sicuramente si avranno novità a riguardo.

CAMPO E MERCATO
La squadra è in partenza per gli stati uniti: stasera alle 21 circa, inizierà la spedizione statunitense del Milan.
Ci sarà il nuovo acquisto Pepe Reina, oltre a Bonucci (da capire il futuro) e Kalinic (sempre in partenza), mancherà invece un po’ a sorpresa Riccardo Montolivo. Il centrocampista risulta tenuto fuori per “scelta tecnica”, una situazione che porta a pensare ad un prossimo addio. Branchini ne parlerà con Leonardo, l’input della proprietà è di tagliare stipendi pesanti soprattutto se a giocatori non futuribili. Potrebbe anche arrivare una rescissione, ma è meglio aspettare i colloqui tra entourage giocatore e Milan, resta sempre libero Badelj che non era tra gli obiettivi di Mirabelli, ma potrebbe diventarlo con il nuovo management.
Nei giorni scorsi Gianluca Di Marzio ha lanciato la bomba “Benzema” ed era tutto vero: trattativa impostata e portata avanti da Fattizzo e Mirabelli, con il benestare di Gattuso. C’era anche il “sì” del giocatore ed un’intesa di massima a 9milioni a stagione (più o meno lo stipendio di Bonucci, possibile partente), ora con Leonardo vedremo se il Milan deciderà di percorrere questa strada o di puntare su altri obiettivi (Morata? Higuain?), resta comunque l’idea di fare una punta “importante”.
Intanto, secondo voci e indiscrezioni potrebbe esserci già stato un incontro tra Leonardo e Gattuso per decidere come muoversi sul mercato, quel che è certo è che è nato un nuovo Milan e che si ripartirà da zero, sotto tutti i punti di vista, con l’obiettivo di riportare il club a lottare lì in alto, dove è sempre stato abituato.

 

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