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Juventus-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Juventus-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Juventus-Milan – A pochi giorni da una classica del nostro campionato andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Juve e Milan risale al sei aprile scorso e terminò due a uno per i bianconeri con i gol di Dybala e Kean a rimontare il momentaneo vantaggio firmato Piatek.

Precedenti famosi

Uno dei precedenti più memorabili è sicuramente quello del cinque febbraio 1950, terminato con un incredibile 1 a 7 per i rossoneri che segnano tre gol nel giro di dieci minuti con il leggendario trio d’attacco Gre-No-Li rimontando il vantaggio iniziale dei bianconeri.

Ultime gare della Juventus

La Juve capolista arriva alla sfida reduce dalle fatiche del derby e della trasferta di Champions con la Lokomotiv Mosca.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo la sconfitta interna contro la Lazio che ha spento nuovamente le speranze accese dalla sofferta vittoria con la Spal.

Occhio a…

Paulo Dybala, autore dell’ 1 a 1 nell’ultimo precedente tra le due squadre sta attraversando un momento di grazia, ha incrociato il Milan 14 volte in carriera segnando sette reti.

Curiosità sugli avversari

Fino al 1903 la divisa della Juve era composta da pantaloni neri e camicia rosa. Quest’ultima però a causa dei frequenti lavaggi tendeva a scolorire e venne quindi deciso di cambiare colore. La società chiese perciò ad uno dei suoi membri, l’inglese Savage, di cercare in Inghilterra un divisa da gioco più resistente all’usura. Savage aveva un amico tifoso del Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere, che gli spedì a Torino una serie di uniformi di questi colori che divennero così quelli ufficiali.

Allenatore avversario

Maurizio Sarri ha affrontato 10 volte il Milan ottenendo 5 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta. Cinque sono anche le sue vittorie nei nove scontri con Stefano Pioli, completati da un pareggio e 3 sconfitte.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabio Maresca. Il fischietto di Napoli ha diretto il Milan sei volte con un bilancio decisamente positivo per il diavolo: tre vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta. Cinque sono invece gli incroci tra Maresca e la Juve con i bianconeri che vantano quattro vittorie e una sconfitta. Proprio in una di queste vittorie, Juve-Cagliari del 19 agosto 2017, Maresca è stato il primo arbitro ad assegnare un rigore con l’ausilio della Var. Un paio di giornate dopo diventerà anche il primo fischietto ad espellere un calciatore con l’aiuto della tecnologia. A coadiuvare Maresca ci saranno gli assistenti Preti e Carbone, il quarto uomo Mariani, il Var Mazzoleni e l’assistente Var Ranghetti.

Ex e doppi ex

La lista dei giocatori che si sono mossi sull’asse Torino-Milano è lunga. Gli ultimi ,e forse più clamorosi, trasferimenti riguardano due giocatori che quasi sicuramente saranno della partita: Gonzalo Higuain, alla Juve dal 2016 al 2018, passato al Milan per sei mesi nel 2018-2019 e tornato alla base quest’estate, e Leonardo Bonucci, alla Juve dal 2010 al 2017 anno in cui passa al Milan dove rimane solo una stagione per poi far ritorno a Torino.

Chi invece ci sarà, ma probabilmente in panchina, è Mattia de Sciglio, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato alla prima squadra dal 2011 al 2017, anno in cui si è trasferito alla Juventus.

Tra chi invece non ci sarà ricordiamo Andrea Pirlo, al Milan dal 2001 al 2011 anno in cui viene ceduto alla Juve dove rimane fino al 2015, e Pippo Inzaghi, alla Juve dal 1997 al 2001 anno in cui passa all Milan dove rimane fino al 2012, anno del ritiro.

Infine non si può non citare gli ex della panchina: da Giovanni Trapattoni, che fu vice allenatore al Milan nel 1974-1975 e primo allenatore l’anno successivo, al termine del quale venne ingaggiato dalla Juve dove rimase per dieci anni, fino a Massimiliano Allegri, al Mila dal 2010 al 2014 anno in cui passa alla Juve dove è rimasto fino a quest’estate.

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan-Spal, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Spal, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-SPAL – Dopo la sconfitta con la Roma il Milan si appresta ad affrontare quella che qualcuno ha ironicamente definito una sfida salvezza. Nell’attesa andiamo a conoscere meglio il nostro avversario.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Spal risale al 29 dicembre 2018 e terminò 2 a 1 per i rossoneri con gol di Castillejo e Higuain.

Precedenti famosi

Uno delle gare che i milanisti ricordano con maggior piacere è il Milan Spal del 21 gennaio 1968, con il Diavolo che andò sotto due volte e due volte rimontò vincendo la partita 3 a 2.

Ultime gare Spal

La Spal arriva allo scontro con tre punti in meno del Milan e senza aver mai vinto fuori casa in questo campionato, ma reduce da un buon pareggio contro il Napoli.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva alla scontro dopo la sconfitta di Roma seguita al pari con il Lecce. I rossoneri hanno bisogno dei tre punti per allontanarsi dalle zone basse delle classifica.

Occhio a…

Andrea Petagna, grande ex della sfida e in gol l’ultima volta che le due squadre si sono incrociate.

Curiosità sugli avversari

La Spal è nata nel 1907 come circolo religioso-culturale, per poi diventare una società polisportiva  poco tempo dopo.Nel 1913 la parte sportiva si separò definitivamente dal circolo assumendo il nome di Società Polisportiva Ars et Labor, da qui l’acronimo Spal.

Nel 2019 la squadra è stata insignita del prestigioso Collare d’oro al merito sportivo, la più alta onorificenza elargita dal comitato olimpico nazionale italiano.

Allenatore avversario

Leonardo Semplici ha affrontato quattro volte il Milan ottenendo quattro sconfitte. Quattro sono anche gli incroci tra Semplici e Stefano Pioli, fintiti con due pareggi e due vittorie dell’attuale tecnico rossonero.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Marco Piccinini. Per il fischietto di Forlì sarà l’esordio assoluto con il Milan mentre con la Spal ha un precedente, datato 28 settembre 2019. Juve Spal, finita 2 a 0 per i bianconeri. A coadiuvare Piccinini ci saranno gli assistenti Del Giovane e Tolfo, il quarto uomo Valeri, il var Chiffi e l’assistente Var Alassio.

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa sfida che molto probabilmente scenderanno in campo ricordiamo il già citato Petagna, che giocò nel Milan dal 2012 al 2014 con in mezzo un prestito alla Samp e dal 2018 tesserato con la Spal. Partirà invece quasi sicuramente dalla panchina Alberto Paloschi, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato alla prima squadra nel 2007/2008 gioca nella Spal dal 2017.

In panchina ci saranno anche Salamon, la cui esperienza al Milan nel 2013 lascio poche tracce e tesserato da quest’anno con la Spal, e Mattia Valoti, che dopo le giovanili del Milan venne aggregato alla prima squadra dal 2011 al 2013 e dal 2018 gioca nella Spal.

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN LECCE – In attesa della ripartenza della Serie A andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Lecce risale all’undici marzo 2012, e terminò 2 a 0 per i rossoneri con gol di Nocerino e Ibrahimovic.

Precedenti famosi

Forse il precedente più clamoroso fu quello del 1997/1998, quando il Milan di Capello, Costacurta, Savicevic, Albertini, Donadoni, Boban e Weah venne sconfitto 2 a 1 dai pugliesi allenati allora da Cesare Prandelli.

Ultime gare del Lecce

Il Lecce attualmente ha tre punti in meno del Milan frutto di cinque sconfitte intervallate però da due vittorie di peso, a Torino contro il Toro e a Ferrara contro la Spal.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva alla gara dopo il cambio di allenatore e la stentata e per nulla convincente vittoria esterna sul Genoa, che seguiva le dolorose sconfitte con Inter, Torino e Fiorentina.

Occhio a…

Marco Mancosu, che ha già segnato 4 gol dall’inizio del campionato.

Curiosità sugli avversari

Il Lecce è stato fondato il 15 marzo del 1908 e inizialmente si chiamava Sporting Club Lecce perché inglobava diverse discipline sportive. Nel 1927 il club decise di lasciar perdere gli altri sport in cui era impegnato, atletica e ciclismo, e di concentrarsi solo sul calcio cambiando il nome in Unione Sportiva Lecce. Un anno dopo ci sarà anche il cambio di divisa: da quella originale a striscia bianconere, a quella attuale giallorossa.

Allenatore avversario

Fabio Liverani non ha nessun precedente né con il Milan né con Stefano Pioli.

Figlio un italiano e una somala, è un noto tifoso della Roma, tanto che nel 2001 scese in piazza con i tifosi per festeggiare lo scudetto, cosa che qualcuno non gli perdonò quando poco tempo dopo venne tesserato dalla Lazio.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabrizio Pasqua. Il fischietto della sezione di Tivoli ha diretto 5 volte il Milan con quattro vittorie dei rossoneri e una sola, ma scottante, sconfitta: quella con l’Udinese alla prima giornata di questo campionato. Nessun precedente incontro, invece, con il Lecce. A coadiuvare Pasqua ci saranno gli assistenti Santoro e Colarossi, il quarto uomo Serra, il Var Pairetto e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Tra gli ex che con molta probabilità saranno della partita da segnalare Gianluca Lapadula, al Milan nel 2016/2017 e trasferitosi quest’estate al Lecce e Gabriel, ingaggiato come portiere dal Milan dal 2016 al 2018 con in mezzo un prestito al Cagliari e da quest’estate tesserato con il Lecce.

Tra gli ex che non saranno della partita ricordiamo invece il difensore Mesbah, al Lecce dal 2009 al 2012 e al Milan l’anno successivo e Fabrizio Miccoli, che fece parte delle giovanili del Milan dal 1992 al 1994 ma non arrivò mai in prima squadra mentre con il Lecce giocò dal 2013 al 2015.

Giulia Galliano Sacchetto

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Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

GENOA-MILAN – Con l’avvicinarsi della prossima, decisiva, sfida di campionato andiamo a scoprire meglio i nostri avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo incontro tra le due squadre risale al 21 gennaio scorso e terminò 2 a 0 per il Milan con reti di Borini e Suso.

Precedenti famosi

Tra i precedenti storici ricordiamo Genoa Milan del 5 maggio 1901, finita 3 a 0 per i rossoneri che si aggiudicarono così il primo scudetto della loro storia.

Ultime gare Genoa

Il Genoa arriva alla sfida con un punto in meno del Milan e reduce dal 4 a 0 contro la Lazio e dallo 0 a 0 interno con il Bologna.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva alla sfida dopo il disastroso 3 a 1 interno contro la Fiorentina e la sconfitta 2 a 1 a Torino.

Occhio a…

Cristian Zapata, ex non rimpianto dai milanisti, ma che farà di tutto per rovinare la serata al diavolo.

Curiosità sugli avversari

Nato nel 1893, il Genoa è il più antico club ancora in attività. Non a caso fa parte del Club of Pioneers, un’associazione che raggruppa i club più antichi del mondo.

Intorno alla società del grifone c’è una leggenda che racconta di una maledizione lanciata, agli inizi del ‘900, da una contadina che si era vista espropriare del suo terreno per la costruzione dello stadio Ferraris. Secondo il racconto la donna maledì il club affermando che non avrebbe vinto nulla per i successivi cent’anni. Profezia che, fortunatamente per il Genoa, non si avverò.

Nel 2011 il Genoa è stato inserito nell'”International Bureau of Cultural Capitals” (una sorta di patrimonio sportivo storico dell’umanità, in linea con quello dell’Unesco).

Allenatore avversario

Aurelio Andreazzoli ha incontrato due volte il Milan, ottenendo due pareggi, mentre contro Giampaolo vanta un solo precedente, conclusosi con una vittoria.

Il tecnico si è diplomato a Coverciano nel 1998 con una tesi sulla difesa a zona.

Storico arbitro con le due squadre

L’arbitro della sfida sarà Maurizio Mariani. Il fischietto di Aprilia ha diretto sia il diavolo che il Grifone 7 volte: per i rossoneri bilancio tutto sommato buono con tre vittorie, due sconfitte e il clamoroso pareggio per 2 a 2 del 2017 con il Benevento. Meno fortunati i rossoblù che con Mariani contano una sola vittoria, due pareggi e ben quattro sconfitte.

A coadiuvare Mariani ci saranno gli assistenti Paganessi e Cecconi, il quarto uomo la Penna , il var Mazzoleni e l’assistente var Preti.

Ex e doppi ex

Sono circa un trentina i giocatori che si sono mossi sull’asse Milano Genova. Tra questi ricordiamo: Alberto Paloschi (al Milan dal 2002 al 2008 e al Genoa dal Gennaio al Giugno 2011), Alexander Merkel (al Milan dal 2008 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al gennaio 2013), Christian Panucci (al Genoa dal 1991 al 1993 e poi al Milan dal 1993 al 1996), Kakhaber Kaladze (al Milan dal 2000 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al 2012) , passando dai più recenti Niang (al Milan dal 2012 al 2018 con in mezzo vari prestiti tra cui uno al Genoa nel 2015 e attualmente tesserato con il Rennes) e Bertolacci (rientrato quest0estate dal prestito ai rossoblù e ora svincolato), fino ad arrivare ad un ex che con molte probabilità sarà della partita ovvero Suso, che ha trascorso sei mesi a Genova nel 2016 prima di rientrare alla base.

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-FIORENTINA – In attesa della partita di domenica sera andiamo conoscere meglio la squadra avversaria.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Fiorentina risale al 22 dicembre 2018 con la Fiorentina che sbancò il Meazza con un gol di Federico Chiesa.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria, c’è sicuramente quello del 1996 che sancì la vittoria del quindicesimo scudetto rossonero. Finì 3-1 con i gol di Savićević, Baggio e Simone in rimonta alla rete di Rui Costa: i toscani avevano lasciato a riposo Batistuta per preservarlo in vista della finale di Coppa Italia vinta poi in gare di andata e ritorno contro l’Atalanta.

Ultime gare Fiorentina

La Viola arriva allo scontro confortata dalla prima vittoria, ottenuta contro la Sampdoria che segue i due ottimi pareggi con Atalanta e Juventus.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo le due sconfitte di fila con l’Inter in casa e con il Toro nel turno infrasettimanel. I rossoneri sono obbligati a vincere o perlomeno a fornire una prestazione convincente.

Occhio a…

Federico Chiesa e Franck Ribery, i due novelli gemelli del gol daranno filo da torcere alla difesa rossonera.

Allenatore avversario

Vincenzo Montella, ha allenato il Milan nel 2016/2017 chiudendo al sesto posto in classifica. Da avversario ha affrontato il Milan 13 volte, vincendo tre volte, pareggiando 4 volte e perdendo 6 volte. Contro Giampaolo ha vinto 2 volte, perso altrettanto e pareggiato una volta.

Nel 200 Montella è stato testimonial del videogioco Fifa, apparendo in copertina con la maglia della nazionale e nel 2002 è comparso con Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara nel film di Vincenzo Salemme “Volesse il cielo!”. I tre calciatori napoletani sono presenti nella scena della partita di calcio tra detenuti e poliziotti.

Curiosità sugli avversari

Il colore viola caratteristico della divisa della squadra viene spesso erroneamente associato anche a Firenze, i cui colori invece sono il bianco e il rosso. Colori che vennero utilizzati dalla squadra agli inizi, poi nel 1929 in un’amichevole contro la Roma i toscani indossarono per la prima volta la maglia viola. Tradizione vuole che questa scelta sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco rosse in un fiume. In realtà il viola era stato scelto direttamente dall’allora patron Luigi Ridolfi, in seguito ad un’amichevole con una squadra ungherese.

Storico arbitro con e due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Piero Giacomelli, che ha diretto il Milan 14 volte, con il diavolo che ha vinto 9 volte, pareggiato 3 e perso 2. L’episodio forse più dubbio è un rosso non dato a de Sciglio nel 2015 in uno 0 a 0 con l’Atalanta. Meno fortunato il bilancio dei viola con il fischietto triestino che li ha diretti 15 volte, con il bilancio dei toscani in perfetto equilibrio: 5 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Con i viola si ricorda l’espulsione dell’allora allenatore Paulo Sousa in uno 0 a 0 del 2016 contro il Genoa.

A coadiuvare Giacomelli ci saranno gli assistenti Preti e Longo, il quarto uomo Abbattista, il var Maresca e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Oltre al già citato Vincenzo Montella sull’asse Milano Firenze si sono mossi molti giocatori. Da quelli storici come Pierino Prati, al Milan dal 1967 al 1973 e poi alla Fiorentina nel 1977/78, Roberto Baggio, alla Fiorentina dal 1985 al 1990 e poi in rossonero dal 1995 al 1997, Manuel Rui Costa, alla Fiorentina dal 1994 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2006 e Daniele Massaro, alla Fiorentina dal 1981 al 1986 e poi al Milan dal 1986 al 1988 e ancora dal 1989 al 1995, all’attuale allenatore del Milan femminile Maurizio Ganz, al Milan dal gennaio 1998 al 1999 e poi alla Fiorentina nel 2001/2002 fino al compianto Stefano Borgonovo, alla Fiorentina in due periodi differenti: nella stagione 1988/89 e poi dal 1990 al 1992. Al Milan nel campionato 1989/1990 e deceduto nel 2013 a causa della Sla. Tra i trasferimenti meno felici ricordiamo Riccardo Montolivo, alla Fiorentina dal 2005 al 2012 anno in cui passa al Milan dove non riuscirà mai ad imporsi su alti livelli. E infine non dimentichiamo Ante Rebic, ex viola che potrebbe scendere in campo domenica.

Giulia Galliano Sacchetto

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Torino-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Torino-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

TORINO-MILAN – In attesa della partita andiamo a scoprire meglio gli avversari del Milan nel turno infrasettimanale.

Ultimo precedente

L’ultimo scontro tra Milan e Torino risale al 28 aprile 2019 e ha visto i granata trionfare per 2 a 0 con gol di Belotti su rigore e Berenguer.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria ricordiamo quello del 4 novembre 2001, con il Torino che si impose 1 a 0 grazie al gol di Cristiano Lucarelli e soprattutto all’errore dal dischetto di Pippo Inzaghi. Errore che condannò il tecnico rossonero Fatih Terim all’esonero. Al suo posto arriverà Carlo Ancelotti.

Ultime gare Torino

Il Torino arriva allo scontro reduce da due ko di fila: contro la Sampdoria per 1 a 0 e in casa contro il Lecce per 2 a 1. Non dimentichiamo però la vittoria per 3 a 2 sul campo dell’Atalanta e il 2 a 1 interno sul Sassuolo al debutto.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro reduce dal ko interno per 2 a 0 nel derby con l’Inter e dalla soffertissime vittorie contro Hellas Verona e Brescia, seguite al ko nella prima giornata con l’Udinese.

Occhio a…

Andrea Belotti, a lungo desiderio di mercato dei rossoneri a cui ha già segnato tre volte.

Curiosità sugli avversari

In origine il Torino non giocava in maglia granata ma con una divisa a righe verticali nere e giallo oro, la stessa del “vecchio” Football Club Torinese, con cui, poco prima, un gruppo di dissidenti juventini capeggiati da Alfredo Dick si era accordato per dar vita alla nuova realtà sportiva della città della Mole.

Sul cambio di divisa circolano tante teorie, una delle più accreditate è quella che attribuisce tale decisione ad un dirigente del Torino di origine svizzera, che avrebbe optato per la medesima tinta che caratterizzava la divisa del Servette, una squadra del suo Paese.

Ma c’è anche chi sostiene che la decisione fu politica: il nero ed il giallo oro avrebbero infastidito più di qualcuno, poiché evocatori della dinastia degli Asburgo, nemica di quella Saubada, e quindi si decise di sostituirli con il colore della cravatta indossata dai soldati della Brigata Savoia, che 200 anni prima circa, aveva partecipato, contribuendo enormemente alla causa, alla battaglia per la liberazione di Torino dall’assedio franco-spagnolo. Cravatta che era, appunto rosso granata.

Allenatore avversario

Walter Mazzarri, famoso per le scuse strampalate inventate per giustificare le sconfitte, dal compleanno di Cavani alla pioggia, ha perso 10 delle 23 sfide giocate in serie A contro il Milan, ma solo una nelle ultime  otto. Contro Giampaolo Mazzarri vanta un palmares molto positivo, con 6 vittorie, 5 pareggi e nessuna sconfitta.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà il campano Marco Guida. Il fischietto di Torre Annunziata ha diretto il Milan 25 volte, con i rossoneri che hanno vinto 10 volte, pareggiato 8 volte e perso 7 volte. 17 sono invece gli incroci tra Guida e il Torino con i granata che hanno ottenuto 7 vittorie, 4 pareggi e 6 sconfitte. Curiosamente l’ultimo precedente di Guida con le due squadre risale a Torino Milan dello scorso 29 aprile, vinta 2 a 0 dai granata. Gara in cui Guida non concesse un rigore al Toro per un intervento su Belotti e soprattutto non espulse il già ammonito Suso dopo un fallo tattico. Episodio che mandò su tutte le furie Mazzarri che, poco dopo, venne allontanato dal campo.

A coadiuvare Guida saranno gli assistenti Carbone e Peretti , il quarto uomo Valeri, il Var Orsato e l’assistente Var Del Giovane.

Ex e doppi ex

Facendo una panoramica degli ex protagonisti di questa sfida ne viene fuori quasi una squadra assemblata in un 4 2 4 di venturiana memoria.

In porta senza dubbio Christian Abbiati, al Milan dal 1998 al 2005 e dal 2008 al 2016 e al Torino nel 2006-2007 è ora dirigente sportivo.

Sulla linea difensiva troviamo poi come terzino destra Matteo Darmian, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato in prima squadra dal 2006 al 2009 per poi passare al Torino nel 2011. Attualmente è tesserato con il Parma.

La coppia centrale è formata da Giuseppe Pancaro, al Toro dal 1989 al 1991 e dal 2006 al 2007 e al Milan dal 2003 al 2005 e ora tecnico della Pistoiese, e Roberto Rosato, cresciuto nelle giovanili del Toro e aggregato alla prima squadra dal 1960 al 1966 anno in cui passò al Milan dove rimase fino al 1973, è scomparso nel 2010.

Chiude la linea a 4 il compianto Cesare Maldini, al Milan dal 1954 al 1966,a non in cui si trasferì al Toro dove un anno dopo concluse la carriera da calciatore.

Ad occupare le due posizioni di centrocampo sono invece: Diego Fuser, al Toro dal 1986 al 1989, ano in cui passò al Milan dove però rimase una sola stagione, e Antonio Nocerino, al Milan dal 2011 al 2014 e al Torino dal 2014 al 2015, oggi svincolato.

Infine, i quattro in attacco: Simone Verdi, cresciuto nelle giovanili del Milan, esordì in serie A nel 2011 quando era in comproprietà con il Toro, dove milita attualmente in prestito dal Napoli.

Poi Aldo Serena, al Toro dal 1984 al 1985 e al Milan più volte dal 1982 al 1983 e dal 1991 al 1993, ora commentatore sportivo.

E ancora Gianluigi Lentini al Toro dal 1979 al 1987, passò, tra le proteste dei tifosi granata, al Milan nel 1992 e vi rimase per quattro anni, oggi si dedica all’apicoltura.

Chiude la formazione Alessio Cerci, al Toro dal 2012 al 2014 e al Milan dal 2015 al 2016, oggi attaccante della Salernitana.

Giulia Galliano Sacchetto

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Verso Torino-Milan: focus atletico sulle prime quattro giornate di campionato

Verso Torino-Milan: focus atletico sulle prime quattro giornate di campionato

TORINO-MILAN, FOCUS ATLETICO – Sono 360 i minuti già trascorsi in questo campionato. Per alcuni è già tempo di bilanci definitivi e scelte drastiche; a mio parere, invece, la vigilia della quinta giornata di Serie A è un giusto momento per prendersi qualche minuto ed analizzare quello che è accaduto nel corso di questo primo mese di campionato. Nulla di definitivo: proviamo invece a sviscerare ed approfondire i dati atletici delle prestazioni del primo Milan di mister Giampaolo.

Nel mese di luglio sono state spese tante parole per analizzare i principi e le metodiche utilizzate a Milanello dal nuovo staff atletico. In particolare vorrei soffermarmi sulle parole di Stefano Rapetti, capo dei preparatori atletici: “Nelle prime giornate di campionato, la condizione è imperfetta per quasi tutte le squadre. Secondo la nostra esperienza per ottimizzare tutti i metabolismi e meccanismi, che lavorano sempre all’unisono, bisogna aspettare circa 5-6 giornate di campionato”. È chiaro che si tratta di un principio applicabile anche alle altre 19 squadre di Serie A, tuttavia carichi di lavoro differenti nel corso della preparazione estiva permettono ai calciatori, con le dovute differenze interindividuali, di raggiungere una condizione ottimale in momenti differenti. Dunque, in generale, carichi meno pesanti nella “pre-season” consentono di minimizzare il rischio di infortuni muscolari e di mirare ad avere una buona condizione atletica per tutta la durata del campionato, pagando dazio nella prima parte della stagione. È questa la strada che, in linea con la maggior parte delle squadre europee, ha deciso di intraprendere mister Giampaolo con il suo staff atletico.

C’è un aspetto che accomuna le prime quattro partite: la velocità media del Milan è stata sempre inferiore a quella dell’avversario. Ciò è dovuto, prevalentemente, ad una bassa velocità media in fase “run” rispetto agli avversari: nei chilometri percorsi ad una velocità intermedia (inferiore ai 14 km/h) i calciatori rossoneri sono stati mediamente più lenti dei loro rivali. Andando più a fondo ed analizzando il motivo di questo dato, ci si accorge come il fattore più incidente sia rappresentato dal “passo” dei centrocampisti: un esempio eclatante è ciò che è accaduto nel Derby contro l’Inter. Come si può notare dal grafico, infatti, i tre centrocampisti dell’Inter (Brozovic, Barella e Sensi, rispettivamente 8.2, 8 e 7.8 km/h), hanno avuto una velocità media nei chilometri percorsi in fase “run” superiore rispetto ai tre centrocampisti del Milan (Calhanoglu, Biglia e Kessiè, rispettivamente 7.4, 7 e 7 km/h). Impressionante notare come uno dei tasselli fondamentali per la vittoria nerazzurra, Brozovic, abbia percorso più di 13 km totali, di cui circa 11 km tra fase “run” e fase “sprint”: almeno 2 km in più, nel totale delle due fasi, rispetto agli altri 21 calciatori in campo.

 

Altro aspetto interessante da analizzare è quello legato ai chilometri percorsi ad alta intensità: nel presentare la stagione avevo detto che mi sarei aspettato una “massimizzazione dei km ad alta intensità”, ciò perché il gioco di Giampaolo è basato molto sull’aspetto legato alla transizione, quindi recupero palla immediato, per il quale c’è bisogno di alta intensità collettiva. Mi aspettavo dunque meno chilometri totali percorsi dalla squadra, con alta percentuale di km ad alta intensità sui totali. Per ora, ad essere sinceri, questo si è solo intravisto contro Udinese, Brescia ed Inter: circa il 7.5% dei km totali sono stati percorsi in fase “sprint”. La partita a Verona fa, invece, un po’ storia a sé: un match spinoso in cui il Milan è stato chiaramente a disagio nel riuscire a scardinare la difesa avversaria ed ha prodotto pochissimi chilometri ad alta intensità, battendo il record negativo dell’ultima stagione (era il 16 settembre 2018, Cagliari-Milan 1-1).

Ora ci aspetta la difficile trasferta di Torino contro la squadra granata. In queste prime quattro giornate, la compagine allenata da mister Mazzarri, è stata una delle poche in Serie A a far peggio del Milan per ciò che riguarda le performance atletiche, con l’importante eccezione della trasferta di Bergamo, dove il Torino ha prodotto dati notevoli sia per ciò che riguarda i chilometri percorsi ad alta intensità, grazie alle ottime prestazioni di De Silvestri, Meitè, Izzo, Rincon e Ola Aina, che per l’aspetto della velocità media collettiva. Di certo, domani, non sarà una passeggiata: il Torino viene da due prestazioni negative, sia sul piano del risultato che per quanto riguarda l’aspetto atletico, contro Lecce e Sampdoria. Per certi versi, sarà un po’ come guardarsi allo specchio, ma è proprio questo il momento per cambiare marcia ed iniziare, finalmente, la nostra stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

Alessandro Molinaro

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Milan-Inter, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Inter, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN INTER – In attesa della stracittadina di sabato sera andiamo a scoprire meglio i nostri avversari.

Ultimo precedente

L’ultima gara tra Milan-Inter, giocata il 17 marzo 2019, è finita 2 a 3 per i nerazzurri, con il gol decisivo dal dischetto di Lautaro Martinez al 67esimo.

Precedenti famosi

Tra i precedenti famosi ricordiamo quello del 27 marzo 1960, terminato 5 a 3 per il Milan e che attualmente è il derby con il maggior numero di reti segnate.

E ancora quello del 29 agosto 2009 quando l’Inter di Mourinho travolse il Milan 4 a 0. Il Diavolo si rifarà il 2 aprile 2011 con un secco 3 a 0 sui nerazzurri allenati dall’ex Leonardo: quella vittoria, iniziata dopo soli 43’ secondi di gioco con la rete di Pato, sarà lo spartiacque della stagione consegnando di fatto lo scudetto ai rossoneri.

Ultime gare Inter

L’Inter arriva al derby decisamente più in forma del Milan. I nerazzurri sono reduci da 3 vittorie, le ultime due sofferte ma importanti, contro Lecce (4 a 0), Cagliari (2 a 1) e Udinese (1 a 0).

Ultime gare Milan

Il Milan arriva al derby rinfrancato dalla vittoria tiratissima sull’Hellas Verona e da quella altrettanto sudata con il Brescia seguita alla sconfitta con l’Udinese nella prima giornata.

Occhio a…

Stefano Sensi arriva al derby in gran spolvero dopo le prime giornate di campionato e dopo il gol vittoria con l’Udinese, che ha permesso all’Inter di scavalcare la Juve e ritrovarsi in testa da sola.

Curiosità sugli  avversari

L’Inter è nata grazie a 44 milanisti dissidenti con la linea della proprietà di non ingaggiare calciatori stranieri. Il primo presidente nerazzurro, Giovani Paramithiotti, aveva origini albanesi e proveniva da Venezia. Restò in carica un solo anno perché si diffuse su di lui la nomea di menagramo tanto che fu costretto a non assistere alle partite della sua squadra.

Durante il fascismo il nome della squadra (’Internazionale) era sgradito ai gerarchi che lo riteneva di ispirazione comunista e che costrinsero la società ad unirsi con un’altra squadra (l’Unione Sportiva Milanese) e a crearsi un nuovo nome: l’Ambrosiana. Nonostante ciò i tifosi continuavano a intonare il coro “Forza Inter!” durante le partite, fatto che portò la dirigenza a porre fine alla fusione con la Milanese e ribattezzare la squadra Ambrosiana-Inter. Nel 1945, dopo la definitiva caduta del fascismo, la squadra riprese il suo antico nome.

L’Inter è stata la prima squadra italiana ad introdurre, ad inizio anni ’60, gli abbonamenti allo stadio validi un’intera Stagione.

Allenatore avversario

Antonio Conte, che il Lecce acquisì dalla Juventina Lecce per otto palloni (tre dei quali sgonfi) e duecentomila lire, e che venne espulso all’esordio in Serie A, non ha mai perso contro il Milan vincendo 6 volte e pareggiando 3. Tra lui e il tecnico del Milan Marco Giampaolo non c’è nessun precedente.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare il derby sarà Daniele Doveri, alla sua prima stracittadina milanese in campionato. Ha diretto il Milan 16 volte, l’ultima volta in un Milan Napoli terminato 0 a 0. Si direbbe porti bene ai rossoneri che con lui hanno vinto ben dodici volte, perdendo una sola volta sempre contro il Napoli.

Meno positivo invece il bilancio dell’Inter che nelle 15 gare dirette dal fischietto romano ha vinto soltanto quattro volte, uscendo sconfitta ben sei volte.

I guardalinee saranno Ranghetti e Lo Cicero, il quarto uomo Maresca mentre al Var ci saranno Irrati e Carbone.

Ex e doppi ex

Ex che saranno della partita:

Nessuno

Ex che non saranno della partita ma ancora in attività:

Balotelli: all’Inter dal 2006-2010 e al Milan nel 2013-2014 e 2015-2016 ora tesserato con il Brescia. Cresciuto nella Primavera nerazzurra si aggrega in prima squadra su ordine di Roberto Mancini. La crescita sul campo è importante ma l’atteggiamento non migliora. Con Mourinho vedrà poco il campo e nell’annata del Triplete nerazzurro, oltre che per gli importanti gol da subentrato, verrà ricordato per la maglia gettata a terra nel delicato incontro contro il Barcellona nella semifinale d’andata della Champions League: è la rottura definitiva. Passa al Milan due volte dopo le avventure poco fortunate in maglia Manchester City e Liverpool senza mai segnare nel derby della Madonnina.

Ex ritirati:

Collovati: al Milan nel 1976-1982 e all’Inter nel 1982-1986 ora impegnato in tv. Scoperto da Giovanni Trapattoni all’età di tredici anni sarà ricordato dai tifosi rossoneri come “ingrato transfuga” dopo essere passato sull’altra sponda del Naviglio da capitano del Milan. Dopo due retrocessioni passa all’Inter nell’estate ’82 da Campione del Mondo in maglia azzurra in cambio dei nerazzurri Canuti, Pasinato e Serena. Qui conquista la maglia da titolare raggiungendo con i nerazzurri due semifinali di Coppa Uefa consecutive, nel 1984/85 e nel 1985/86.

Coco: al Milan nel 1993-2002 e all’Inter nel 2002-2007 ora agenzia di comunicazione a Milano e scuola calcio a Napoli. Arriva in nerazzurro con una scambio alla pari che vedrà il centrocampista Clarence Seedorf in rossonero ed il terzino mancino alla corte dell’allora allenatore dell’Inter Hector Cuper, Coco non lascerà ricordi esaltanti in entrambe le esperienze. Il Milan lo lancia nel calcio che conta ma non ci crede fino in fondo, girandolo tre volte in prestito fino a quando Moratti non si lascia convincere. Tanti infortuni e ben poche presenze lo spingono a lasciar il calcio a soli trent’anni.

Panucci: al Milan nel 1993-1997 e all’Inter nel 1999-2001 ora dirigente sportivo. Primo calciatore italiano ad indossare la maglia del Real Madrid, passa all’Inter dopo aver scritto la storia con il Milan qualche anno prima. In nerazzurro non vincerà nulla e ci rimarrà soltanto un anno complice il rapporto non proprio idilliaco con Marcello Lippi.

Pirlo: all’Inter nel 1998-2001 e al Milan nel 2001-2011 ora imprenditore vinicolo). Approda in nerazzurro a soli 19 anni e l’Inter, per garantirgli un maggior minutaggio, lo gira in prestito tra Reggina e Brescia. In maglia biancazzurra l’allenatore Carlo Mazzone ne intuisce le doti arretrandolo regista. Torna all’Inter giusto il tempo per essere ceduto ai cugini rossoneri con cui vincerà 2 Champions League e altrettanti scudetti confermandosi uno dei migliori nel suo ruolo e uno dei maggior rimpianti nerazzurri di sempre.

Seedorf: all’Inter nel 2000-2002 Inter e al Milan nel 2002-2012 ora ct del Camerun). L’Inter lo cede al Milan nell’estate del 2002 dopo aver perso lo scudetto all’ultima giornata. In maglia nerazzurra poche luci, una celebre doppietta contro la Juventus e una posizione in campo a lui non congeniale. Al Milan invece dieci anni di vittorie in un centrocampo stellare insieme a Pirlo. Capitano e successivamente allenatore è attualmente commissario tecnico della nazionale camerunese.

Ronaldo: all’Inter nel 1997-2002 e al Milan nel 2007-2008, ora dirigente sportivo. Massimo Moratti si assicura il più grande talento prelevandolo dal Barcellona. In maglia nerazzurra, il Fenomeno, vinse la Coppa UEFA del ‘98 e prestazioni che faranno di lui uno dei calciatori più forti della storia. L’Inter è costretta a sopportare i costanti infortuni del brasiliano e le lacrime che lo porteranno, nell’estate del 2002, a lasciare Milano salvo poi tornarci sei anni e mezzo più tardi, sponda rossonera. Il “tradimento” ha apice nell’esultanza al gol durante il derby poi vinto dall’Inter nella stagione 2006/2007, fra i fischi assordanti del pubblico nerazzurro.

Vieri: all’Inter nel 1999-2005 e al Milan nel 2005-2006. Sei anni e più di cento gol con l’Inter, è entrato nella storia recente come uno dei più prolifici attaccanti nerazzurri di sempre. Prelevato dalla Lazio per una cifra monstre va in scadenza di contratto nell’estate 2005 per passare al Milan. Sei mesi deludenti, preludio della fine di una carriera vissuta a suon di gol.

Serena: all’Inter più volte nel 1978-1979 e 1981-1982 1983-1984 1987-1991, e al Milan due volte nel 982-1983 1991-1993, ora  commentatore sportivo). L’attaccante italiano fa la spola tra Inter e Milan durante tutta la sua carriera, senza considerare la sua parentesi biennale con la maglia della Juventus. L’Inter lo cede al Milan in serie B nel 1982-83 salvo poi ritornare alla base l’anno successivo. Torino e Juventus se lo aggiudicano per le stagioni successive per poi scrivere la storia in nerazzurro con Trapattoni nello scudetto dei record conquistando la classifica marcatori. Chiude la sua carriera tornando in rossonero e vincendo altri due scudetti.

Cassano: al Milan nel 2011-2012 e all’Inter nel 2012-2013 ora ospite fisso a Tiki Taka. Pazzini al Milan e Fantantonio all’Inter. Dopo un anno e mezzo e uno scudetto in maglia rossonera passa nella sua squadra del cuore per disputare una sola stagione sotto la guida del tecnico Andrea Stramaccioni. Luci e ombre e qualche screzio di troppo con il tecnico romano. Ancora oggi Cassano non ha mai nascosto di tifare per la Beneamata: resta uno di quei giocatori capaci di aver lasciato un buon ricordo da entrambe le sponde del Naviglio.

Leonardo: al Milan da giocatore nel 1997-2001 e 2001-2002 e nel 2009-2010 da allenatore, e all’Inter nel 2010-2011 da allenatore, ora dirigente sportivo al Paris Saint Germain. Una vita in rossonero “macchiata” da sei mesi da allenatore nerazzurro. Complice la grande stima che Moratti ha sempre nutrito per lui, subentrerà a Benitez l’anno successivo al Triplete portando in bacheca quello che è attualmente l’ultimo trofeo vinto dall’Inter, la Coppa Italia 2011, in un periodo in cui ha riportato entusiasmo ad una squadra che rischiava di perdersi. Con il Milan sarà calciatore, allenatore e dirigente.

Giulia Sacchetto Galliano

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Verona-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Verona-Milan: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

VERONA-MILAN, FOCUS – Dopo la pausa nazionali riprende la Serie A e per il Milan si prospetta una trasferta sempre insidiosa, a Verona contro l’Hellas. Una sfida che i rossoneri hanno vinto solo due volte negli ultimi 20 anni.

Ultimo precedente

Hellas Verona – Milan 3 a 0 (17 dicembre 2017)

Precedenti famosi

22 aprile 1990 Verona-Milan 2-1 con il gol decisivo di Pellegrini all’89’ e 20 maggio 1973 Verona-Milan 5-3. In entrambi i casi il Milan perse lo scudetto creando attorno all’Hellas il famoso epiteto di Fatal Verona.

Ultime gare Verona

 Verona – Cremonese 1 a 2 (Coppa Italia Terzo Turno 18/08/2019)

Verona – Bologna 1 a 1 (Serie A 25/08/2019)

Lecce – Verona 0 a 1 (Serie A 1/09/2019)

Ultime gare Milan

 Udinese – Milan 1 a 0 (Serie A 25/08/2019)

Milan Brescia 1 a 0 (Serie A 31/08/2019)

Occhio a…

Stepinski, ultimo acquisto dell’Hellas, in gol nell’amichevole disputata in settimana (e persa 2 a 1) contro l’Olimpija Ljubljiana.

Pazzini, ex con il dente avvelenato, ma che probabilmente partirà dalla panchina.

Curiosità su avversari

 Il Verona è nato nell’ottobre del 1903 per volontà di un gruppo di studenti del liceo classico Scipione Maffei che scelsero il nome Associazione Calcio Hellas per ricordare l’antica Ellade, ovvero l’odierna Grecia. L’idea venne al professor Decio Corubolo, per l’appunto insegnante di greco.

Allenatore avversario

 Ivan Juric:  1) Genoa Milan 3 a 0 (25/10/2016)

2) Milan Genoa 0 a 0 (22/10/2017)

3) Milan Genoa 2 a 1 (31/10/2018)

É un fan sfegatato del genere musicale death metal.

Storico arbitro con le due squadre

Gianluca Manganiello

Precedenti con il Milan: Milan – Frosinone 2 a 0 (19/05/2019 Serie A), rigore concesso al Frosinone. Udinese – Milan 1 a 1 (04/02/2018 Seria A), espulsione per doppia ammonizione nel Milan

Precedenti con l’Hellas Verona: Verona – Cremonese 1 a 2 d.t.s. (18/08/2019, terzo turno Coppa Italia), un ammonito nel Verona. Verona – Sampdoria 0 a 0 (20/09/2017 Serie A), 3 ammoniti nel Verona. Bari – Verona 0 a 2 (22/04/2017 Serie B), 2 espulsi, uno per parte. Verona – Perugia 2 a 2 (04/12/2016 Serie B), 2 ammoniti nel Verona. Pisa – Verona 0 a 0 (25/10/2016 Serie B), 3 ammoniti per il Verona.

Guardalinee: De Meo – Valeriani

IV: Di Martino

VAR: Orsato

AVAR: Mondin

Ex e doppi ex

Ex che saranno della partita:

Rebic, ex del Verona (dove ha giocato dal gennaio al giugno 2016), Pazzini (al Milan dall’agosto 2012 al 2015 passato al Verona nel 2015)

Ex che non saranno della partita ma ancora in attività:

Michelangelo Albertazzi (prestito dal Milan al Verona dal 2012 al 2014, poi al Milan nel 2014/2015, e nuovamente al Verona, ceduto a titolo definitivo dal 2015 al 2018, in questo momento svincolato), Urby Emanuelson (al Milan dal gennaio 2011 al 2013/2014 e al Verona dal gennaio al giugno 2016, in questo momento all’FC Utrecht), Massimo Donati (al Milan nel 2001/2002 e poi all’Hellas nel 2013/2014, in questo momento assistente tecnico di Angelo Alessio al Kilmarnock Football Club).

Ex ritirati:

Ferdinando Coppola (nei primi mesi della stagione 2006/2007 e poi da agosto 2012 a gennaio 2013, dal 2015 al 2018 al Verona), Massimo Oddo (al Verona dal 2000 al 2002 e poi al Milan dal gennaio 2007 al 2009 e dal Milan dal 2009 al 2011), Alberto Gilardino (al Verona nel 2000/2001 e poi al Milan dal 2004 al 2008), Martin Laursen (a Verona dal 1999 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2004).

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan Primavera, Brescianini (Focus On): colui che gioca sempre e in ogni ruolo

Milan Primavera, Brescianini (Focus On): colui che gioca sempre e in ogni ruolo

MILAN PRIMAVERA, BRESCIANINI –  C’è un filo rosso(nero) che collega Gennaro Gattuso, Alessandro Lupi e Federico Giunti. E non è unicamente quello dell’essersi seduti tutti sulla panchina del Milan Primavera nel corso dell’ultima stagione.

Oltre alla panchina c’è di più ed è la scelta degli uomini, di uno in particolare, che ha giocato sempre ed in ogni ruolo, risultando sempre tra i migliori per applicazione e risultato sul campo: Marco Brescianini.

Per raccontare Brescianini, “Brescio” per tutti, sarebbe semplice e banale raccontare che viene da un paesino della bergamasca, Calcinate, che è nel Milan praticamente da una vita, che fa la mezz’ala, che è mancino e che negli anni ha aumentato il suo legame con il gol. Ma per tutto questo basta andare su Google o qualche sito di statistiche.

Voglio provare a raccontare il “mio” Marco Brescianini, quello che ho imparato a conoscere sui campi di Solbiate, di Varese e del Vismara negli ultimi due anni, quel ragazzo che ha iniziato la sua prima avventura in primavera tra i più piccoli del gruppo, ma prendendosi da subito un ruolo di primo piano.

Complice l’infortunio di Torrasi nel precampionato, Gattuso lo butta subito nella mischia in mezzo al campo a fare da scorta a capitan El Hilali, insieme a Tommaso Pobega (oggi a Pordenone), da mezz’ala sinistra, quello che teoricamente sarebbe il suo ruolo naturale.

Da lì, nell’arco di due stagioni, è passato a fare l’esterno d’attacco, l’interno di un centrocampo a due, il play basso in un centrocampo a tre, fino al difensore centrale nei sei disastrosi mesi di gestione Lupi della scorsa stagione. E in ogni occasione si è distinto, ha sempre risposto presente, ha sempre messo il bene della squadra davanti alla sua comfort zone.

Quando lo vedi in campo lo riconosci, dinoccolato, biondissimo e bianco quasi cadaverico, non particolarmente alto, ma così magro che vengono i dubbi sul suo poter stare in campo. Poi a fine partita ti rendi conto che è tra quelli che ha corso di più, è stato l’ultimo a mollare e spesso si è portato sulle spalle la squadra nei momenti più difficili. Capitano per la prima volta lo scorso anno nel derby, ha ripreso la fascia quando Torrasi è tornato sotto i ferri per le ultime dello scorso campionato.

Sarà il capitano di quella che al Milan voglio sia la stagione dell’immediata promozione e del ritorno ai livelli che competono al settore giovanile rossonero.

Polivalenza, corsa, spirito di sacrificio e personalità. Tanta personalità. E quella capacità di essere decisivo quando serve, quel feeling con la “sindrome del supereroe”, non nel senso negativo del termine, perché Marco non forza mai, in due anni non l’ho mai visto strafare. È un supereroe buono, nel momento del bisogno lui c’è. Cinematograficamente sceglie sempre il momento perfetto, come ha fatto per il suo primo gol in primavera: in uno scontro diretto, contro il Napoli, al 93′, con un mancino da fuori a fil di palo. E si è ripetuto con il Genoa, sempre al Vismara, per dare carica, contro un’altra avversaria diretta, per provare una difficilissima rincorsa alla salvezza.

Ha chiuso segnando nel derby, ovviamente con un tiro da fuori, su punizione, suonando la carica e svegliando i compagni dal torpore, non è bastato per vincere. Non sono bastati i suoi 3 gol per la salvezza rossonera e non basterà solo un grande Brescianini per risalire in Primavera 1, ma sarà lui a dare l’esempio e indicare la via, soprattutto nelle difficoltà.

Anche facendo una delle cose che gli viene meglio: armare il suo sinistro e colpire verso la porta avversaria.

Photo Credits: AcMilan.com

Matteo Vismara

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