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Esclusiva, Stefano Nava: “Non si può non essere ottimisti per il futuro. Giampaolo è molto migliorato”

Esclusiva, Stefano Nava: “Non si può non essere ottimisti per il futuro. Giampaolo è molto migliorato”

ESCLUSIVA, STEFANO NAVA – All’interno della trasmissione “Lunedìluca” condotta da Luca Serafini su Radio Rossonera, intervista esclusiva all’ex difensore del Milan, Stefano Nava. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Buonasera Stefano, come commenta i 68 punti ottenuti dal Milan in campionato che però non hanno permesso l’ingresso alla prossima Champions League?

68 punti sono tanti ma non sono stati sufficienti. Quel punto che manca rappresenta un solco tra chi è rimasto soddisfatto di quanto fatto in quest’annata e chi no“.

Che ne pensa del “Progetto Giovani” comunicato da Gazidis?

Non c’è dubbio che il Milan abbia una valida base giovane con giocatori già affermati. L’ottimismo non può non accompagnarci in quello che sarà il futuro. Certo è che il progetto giovani deve essere accompagnato da programmazione ed idee“.

Lei che ha lavorato in rossonero accanto a Filippo Inzaghi, può raccontarci quanto è difficile lavorare in una situazione lontana dai fasti di un tempo?

Conosco bene Pippo e ho conosciuto anche i suoi metodi. Nel calcio sono esistite tante situazioni in cui gli allenatori sono dovuti andare incontro a delle difficoltà nonostante i tifosi si aspettano sempre tanto. Spesso molto dipende dalla bravura e dalla personalità dei giocatori; ci sono troppe variabili e non è facile dare una risposta precisa“.

Un commento sulla finale di Champions e sulle due squadre che l’hanno disputata

Il mio pensiero è che nelle grandi squadre bisogna avere solidità. Non bastano 11 giocatori molto forti, per vincere ci vogliono anche delle alternative di primo livello. Quando giocavo io nel Milan, ero in una squadra straordinaria piena di campioni e di alternative: in panchina a quei tempi potevamo permetterci anche palloni d’oro. I nostri risultati derivavano da quello ma anche da società e tecnico molto forti oltre che dallo spirito di competizione che ci contraddistingueva dagli allenamenti alle partite. Quelli di Capello poi furono i primi anni in cui anche in Italia si sentiva già parlare di Turnover“.

Si aspettava la retrocessione della squadra Primavera?

Premetto che non sono stato vicino alla squadra Primavera e posso parlare solo per interpretazione. No, non me l’aspettavo perché in squadra ci sono stati anche ragazzi che ho allenato io e credo avessero le potenzialità di mettere sotto in classifica almeno due squadre“.

Si parla tanto di Giampaolo per il futuro della panchina del Milan, per lei può essere l’uomo giusto?

Difficile al momento trovare un ampio ventaglio di scelte tra gli allenatori disponibili, tra questi pochi però Giampaolo è un allenatore che ho sempre apprezzato fin dai tempi dell’Ascoli. Le pressioni ci sono in tutte le grandi squadre ma su Giampolo posso dire che l’ho trovato sicuramente migliorato nella comunicazione a tutto tondo e le sue competenze tecnico-tattiche sono sicuramente importantissime“.

Photo Credits: AcMilan.Com

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Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

ESCLUSIVA, ZACCHERONI – Lunga intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex allenatore del Milan, Alberto Zaccheroni. Tra i temi della chiacchierata non manca l’attualità con una valutazione dell’operato di Gattuso e del momento vissuto dai rossoneri; più, un tuffo nel passato con il racconto dello storico Scudetto della stagione 1998/99. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Che idea si è fatto del Milan di Gattuso?

Di un Milan che è arrivato con una certa quadratura e consapevolezza fino al Derby e poi ha perso sicurezza dopo averlo perso. La squadra non è più quella di prima, quella in cui l’attaccante segnava sempre e che invece adesso fatica a fargli arrivare palloni. Ultimamente è diventato un Milan più prevedibile e Gattuso sta lavorando per cercare di ritrovare quella quadratura. I problemi non sono dunque dovuti solo a questioni tecnico-tattiche ma anche all’umore dei giocatori ed al rapporto che questi hanno con i compagni di squadra, l’allenatore e la società“.

Mister lei ha spesso utilizzato gli esterni offensivi a piedi invertiti. Come valuta Suso e Calhanoglu in questo Milan?

Se nel Milan di oggi mettiamo in discussione anche Suso non ne veniamo più fuori. Suso è uno dei pochi che sa saltare l’uomo e fornire assist agli attaccanti, è inoltre capace di andare sul fondo o rientrare sulla trequarti: un giocatore che non sa stare sulla trequarti ma ci sa andare. È importante che non riceva mai la palla spalle alla porta perché la tocca 4 volte. Non è un trequartista ma certamente non si può discutere“.

Un allenatore come gestisce all’interno dello spogliatoio un caso come quello di Bakayoko?

Nel caso specifico bisognerebbe conoscere bene le dinamiche. Certamente però vi posso dire che questi episodi accadono ma io ho sempre imposto una regola al primo giorno ovunque io sia andata: il rispetto dei ruoli! Raramente ho avuto problemi con un giocatore ma quando è successo o l’ho risolto subito oppure da lì a poco il giocatore in questione non gioca più: In ogni squadra, se non rispetti i ruoli non puoi giocare. Al Milan ho avuto meno problemi rispetto ad altre squadre che ho allenato perché avevo un capitano come Maldini che magari all’interno dello spogliatoio spiegava come bisognava comportarsi. L’allenatore è il responsabile delle prestazioni di una squadra, nella mia carriera ho avuto più problemi con i presidenti piuttosto che con i giocatori“.

Mister cosa può raccontarci di quella meravigliosa cavalcata che ha portato allo Scudetto nella stagione 1998/99

Innanzitutto avevo uno splendido zoccolo duro italiano formato da questi 3 giocatori: Albertini, Costacurta e Maldini. Tutti gli altri componenti della rosa si sono allineati a questi 3 giocatori che erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Quella era una squadra arrivata undicesima in classifica con Sacchi e decima con Capello, certamente due degli allenatori più bravi del calcio mondiale. Quell’estate il Milan non acquistò Cristiano Ronaldo o Messi, ovvero giocatori capaci di spostare gli equilibri ma giocatori funzionali. Non è vero che quel Milan era scarso, anzi; era composto però da molti giocatori a fine carriera ed il mio compito è stato quello di ripristinarne le motivazioni e gestirli affinché in campo potessero dare il meglio. Ad un certo punto eravamo l’unica squadra a rincorrere la Lazio che però non ci prese in grande considerazione e così iniziò a perdere qualche punto qua e là. Quando persero in casa contro la Juventus vidi brillare gli occhi dei mie “vecchietti” e io dissi a Galliani: “Non so se vinceremo lo Scudetto perché la Lazio è ancora davanti a noi in classifica ma di sicuro vinceremo tutte e 7 le partite che restano“.

Qual è il suo ricordo più bello dei suoi anni al Milan?

Non ho un ricordo più bello o preferito. Il goal di Ganz? Non direi che è il mio ricordo più bello anche perché è stata una delle partite più sofferte delle ultime 7. Forse Perugia, anche se quel rigore che ha riaperto la partita mi ha fatto morire (Sorride n.d.r.)“.

Cosa pensa della frase “Non contano i moduli, bensì l’interpretazione”?

La cosa importante nel calcio è dare soluzioni, permettere ad un giocatore di alzare la testa e vedere quanti più compagni liberi e pronti a ricevere la palla. Il modulo in realtà è solo la posizione di partenza dei giocatori e l’allenatore deve convincere i giocatori a fare quello che serve“.

Atalanta, Milan o Roma: chi andrà in Champions?

Credo che tra le tre sia l’Atalanta a meritare di più il quarto posto. I nerazzurri giocano un calcio fantastico dove tutti fanno la loro parte. Nessuna primadonna e tanto sacrificio; i tifosi devono esserne orgogliosi“.

Tottenham o Liverpool: quale squadra le piacerebbe allenare e chi vincere la Champions League?

Le allenerei entrambe volentieri ma dovendo scegliere sarei portato ad andare dove non hanno vinto perché la sfida sarebbe più intrigante. Quando allenavo in Italia mi ha cercato qualche club delle Premier League e non sono voluto andare, oggi però andrei perché il calcio inglese ha tanta qualità ed intensità. Klopp o Pochettino? Sono bravi tutti e due ma preferisco il secondo perché è più vario. Sulla carta dovrebbe essere il Liverpool a vincere la finale ma sappiamo bene che il calcio è imprevedibile“.

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Esclusiva, Pancaro: “Il Milan è magico, come se ci avessi giocato una vita. Gattuso? È carico, ha saputo trasmettere i valori rossoneri”

Esclusiva, Pancaro: “Il Milan è magico, come se ci avessi giocato una vita. Gattuso? È carico, ha saputo trasmettere i valori rossoneri”

ESCLUSIVA, PANCARO – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex terzino del Milan, Giuseppe Pancaro. Tra i temi della chiacchierata non poteva ovviamente mancare un riferimento alla bellissima rete siglata dallo stesso giocatore sabato scorso in occasione della sfida tra le leggende di Liverpool e Milan. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Pancaro sabato scorso in versione Kakà, goal pazzesco quello che hai segnato contro il Liverpool…

Sì, un gran goal in una bellissima giornata. È stato veramente un piacere rincontrarci tutti ed indossare la maglia del Milan; sono stati due giorni davvero molto emozionanti“.

Che effetto ti ha fatto vivere una giornata di nuovo con la maglia del Milan insieme a tanti campioni e riassaporare le emozioni di un pre partita?

Tra di noi abbiamo fatto questa considerazione: il Milan ha una sorta di alone magico che riesce a creare sensazioni molto piacevoli e grazie alla storia che ha ed anche a quella creata sotto la gestione Berlusconi-Galliani tutte le volte che ci rincontriamo stiamo veramente molto bene insieme con il piacere di scherzare e ridere. Quando andiamo in campo abbiamo proprio il piacere di giocare bene, divertirci e vincere. Sono sensazioni uniche che il Milan ci regala ed è davvero una cosa molto bella“.

Quanta competizione c’era nella partita di sabato? Ai nostri microfoni Massimo Ambrosini ci ha confermato che era molta…

Assolutamente sì, anche se siamo un po’ più avanti con l’età la voglia di vincere questa partita c’era assolutamente, peccato perché ci siamo andati vicinissimo: per pochissimo Kakà non è riuscito a segnare la rete del possibile 3-2 in nostro favore su un mio assist. Detto questo, è rimasta una giornata bellissima in uno stadio pieno“.

A tal proposito, l’accoglienza di Anfield come è stata?

È stata delle migliori, loro culturalmente sono avanti a noi e vivono queste giornate come una festa: stadio pieno, tifosi con la maglia del Liverpool ma c’era anche un nutrito gruppo di nostri tifosi. Poi sull’aereo ci siamo rincontrati tutti, non solo i giocatori: amici, compagne, massaggiatori e magazzinieri; una bellissima rimpatriata“.

Si può dire che proprio questo rapporto è stato il segreto delle vostre vittorie?

Penso assolutamente di sì. Purtroppo io ho fatto parte di questo bellissimo gruppo solo per due anni ma è come se avessi giocato una vita con loro. Proprio questa empatia che c’era tra tutte le componenti era una delle chiavi di tutti i successi del Milan e grande merito va al presidente Berlusconi che è stato il primo a creare questo tipo di ambiente“.

Chi è stato il compagno che ti ha impressionato di più?

Premessa: quasi tutti, nonostante l’età, erano ancora dei grandissimi atleti. Kakà stava benissimo, Costacurta è ancora un grande atleta, Cafù è uguale identico a come giocava, Dida la stessa cosa come anche Serginho. Impressionante che dentro lo spogliatoio la sensazione era che tutti fossimo ancora degli atleti“.

Come hai visto Rino Gattuso, avete parlato anche del Milan attuale? Come lo vedi da allenatore?

Rino lo vedo alla grande, carico! Tempo fa ero stato anche a Milanello, abbiamo un grande rapporto. Ho visto il clima che è riuscito a ricreare, lo stesso clima presente ai nostri tempi. lui sa come bisogna comportarsi, sa cosa vuol dire indossare la maglia del Milan ed è riuscito a trasmettere questi concetti alla squadra. Faccio il tifo per lui e mi auguro che riesca a raggiungere il massimo aiutato anche da Leo e Paolo“.

Sconfitta nel Derby, resteranno scorie o il Milan saprà subito riprendersi?

Solitamente queste partite lasciano delle scorie ma conoscendo Rino non sarà questo il caso, lui riuscirà assolutamente a motivare nuovamente la squadra perché l’obiettivo Champions è troppo importante e ne è consapevole. Ha una determinazione incredibile che riuscirà a trasmettere a tutto l’ambiente“.

Cosa manca a questo Milan per fare un salto di qualità? Bisogna lavorare sulla mentalità o magari su qualche rinforzo in più?

Adesso serve continuità tecnica perché non bisogna dimenticare che due giocatori ad oggi fondamentali per questa squadra sono arrivati solamente a gennaio e quindi bisogna dare del tempo a Rino per lavorare e per fare apprendere a tutti le sue idee. Secondo me c’è già un’ottima base e una discreta qualità; normale poi che l’anno prossimo per poter provare ad alzare l’asticella bisognerà sicuramente aggiungere qualche giocatore di qualità“.

Ci confermi quindi che hai visto un Rino Gattuso super carico?

Sì, e chi lo conosce sa che non c’è alcun bisogno che io ve lo confermi. Se a fine primo tempo della partita di sabato Ancelotti non lo sostituisce, rischia di prendersi un malore in campo (sorride n.d.r.) perché ormai la condizione atletica è quella che è ma la volontà, il cuore e la grande determinazione che ha lo spinge sempre ad andare oltre il limite. Anche a me un paio di volte ha dato delle direttive dalla panchina. Prima di salutarvi voglio sottolineare una cosa: proprio questo amore che quasi subito è scoccato con i tifosi del Milan è un aspetto che secondo me può incidere molto anche per i risultati di questa squadra. Questi giocatori hanno bisogno di un San Siro pieno e di tifosi che possano spingerli come hanno spinto noi all’epoca”.

Infine, hai letto della possibile demolizione di San Siro?

No, onestamente no. Io sono sicuramente a favore degli stadi di proprietà perché è giusto mettersi allo stesso livello dei top club europei; uno stadio di proprietà ad oggi è una necessità economica e sportiva, però San Siro rimane ‘La Scala Del Calcio’ e secondo me va conservato come un bene da tramandare in futuro da tramandare a tutti i tifosi del mondo del calcio“.

Credits Photo: AcMilan.com

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Esclusiva, Sebastiano Rossi: “Derby partita speciale, la Sud mi dava la carica. Per domenica sono fiducioso, forza Milan”

Esclusiva, Sebastiano Rossi: “Derby partita speciale, la Sud mi dava la carica. Per domenica sono fiducioso, forza Milan”

ESCLUSIVA, SEBASTIANO ROSSI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex portiere del Milan, Sebastiano Rossi. Argomento principale della chiacchierata non poteva che essere ovviamente l’imminente derby della Madonnina che vedrà opposti Milan ed Inter domenica prossima a San Siro. Qui di seguito, vi riportiamo l’intervista completa:

Tu sei stato icona rossonera, se ti dico la parola “Derby” cosa ti viene in mente? E soprattutto, quali erano le sensazioni nel viverlo sotto la curva sud o sotto la nord?

Il derby è una partita speciale, ho avuto la fortuna di vincerne qualcuno ma è sempre una grande emozione, sicuramente la gara contro l’Inter è una partita diversa, c’è sempre tensione ed a volte la tensione ti fa fare brutti scherzi. Durante i miei derby quando difendevo la porta sotto la Curva Nord mi arrivava di tutto, mentre quando avevo alle spalle la Curva Sud mi dava una carica incredibile ed i tifosi rossoneri sono unici su come ti possono caricare. Contro nessun attaccante interista ho avuto paura di prender gol, nemmeno contro Klinsmann che non segnava da quattro mesi. In generale rispetto per tutti e paura di nessuno“.

Tu sei stato uno dei migliori portieri della storia del Milan. Pensi che Donnarumma sia sulla strada giusta? In cosa deve migliorare?

Donnarumma deve ovviamente crescere ancora, ha sono 20 anni, è quasi “costretto” a crescere. Dovesse farlo anno dopo anno diventerebbe uno dei più grandi di sempre. E poi avere un secondo come Reina ti può render più tranquillo. Di sicuro l’esperienza di Pepe può aiutare la crescita di Gigio“.

Domenica finalmente torna ad essere un derby di Champions, che partita ti aspetti? E chi può essere l’uomo decisivo?

Fare pronostici sul derby non è mai facile ma io sono sempre fiducioso. Conta molto anche l’emotività di una squadra, a volte quella sfavorita tira fuori qualcosa che non ha mai messo prima sul campo. Rino però è capace di gestire questa emotività e di mandare in campo una squadra carica“.

Leonardo, Maldini e in panchina Gattuso: respiri un po’ di quel vecchio Milan vincente?

Con Gattuso, Leonardo e Maldini si comincia a respirare un po’ di quel vecchio Milan vincente. Speriamo bene per domenica sera e ovviamente: FORZA MILAN“.

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Esclusiva, Luis Oliveira: “Milan-Cagliari? Vincerà chi giocherà meglio. Piatek pronto per questa grande società”

Esclusiva, Luis Oliveira: “Milan-Cagliari? Vincerà chi giocherà meglio. Piatek pronto per questa grande società”

ESCLUSIVA, LUIS OLIVEIRA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex attaccante del Cagliari, Luis Oliveira. Tra i temi trattati, non poteva naturalmente mancare un commento sull’imminente match di campionato che domenica sera vedrà proprio i rossoblu opposti al Milan. Qui di seguito, l’intervista completa:

Domenica Milan-Cagliari, un match che sicuramente ti farà affiorare diversi ricordi

Assolutamente sì, in quel periodo il Milan era il grande Milan: la squadra più forte d’Italia“.

Qual è stato il difensore del Milan che temevi maggiormente di affrontare?

Diciamo che Costacurta era uno che picchiava discretamente così come anche Tassotti (ride, ndr)“.

Cosa non ha funzionato secondo te nel rapporto tra Gonzalo Higuain ed il Milan?

Higuain è stato una grandissima delusione per me ma credo lo sia stato anche per se stesso. Credo che lui non si sia mai ripreso mentalmente dopo la cessione dalla Juventus. Higuain è arrivato in un Milan in difficoltà ed è stato chiamato a risolvere il problema del goal e credo che la squadra non è riuscita a giocare per lui come succedeva insieme ai bianconeri. Credo inoltre che quel rigore sbagliato proprio contro la Juventus abbia pesato“.

Via Higuain, dentro Piatek: quanto è importante arrivare in una nuova squadra e riuscire a segnare subito?

Piatek è un attaccante che abbiamo conosciuto quest’anno e ha già dimostrato di essere un grandissimo giocatore giocando in una squadra da media classifica come il Genoa. È pronto per una grande società come il Milan, è arrivato in rossonero con una grande motivazione. Attenzione però: non è solo l’attaccante che deve segnare, il Milan ha bisogno di trovare dei goal anche con i centrocampisti“.

Ti piace il Milan di Gattuso?

Gattuso è stato un grande giocatore ed è un grande allenatore. Con il suo carattere cerca sempre di dare qualcosa in più ai propri giocatori. Il difetto di questo Milan forse è che riesce a giocare bene solo un tempo. I rossoneri in questo periodo stanno cercando di valorizzare tanti giovani ma devono riuscire a cambiare marcia“.

E del Cagliari invece, che ne pensi?

Quello di quest’anno è un Cagliari a due facce: quando gioca in casa è molto attento e sviluppa un bel gioco; quando è fuori casa invece lascia molto a desiderare. Ai miei tempi avevamo Mazzone come allenatore e lui, contro le grandi, ci diceva sempre di evitare di prendere goal nei primi 15′ di gara. Questo Cagliari invece spesso è già sotto di 1 goal nei primi 15′“.

Domenica che partita ti aspetti?

Spero sarà una partita divertente. A vincere sarà chi giocherà meglio“.

Esiste un Luis Oliveira nel calcio di oggi?

Intravedo delle piccole somiglianze sia con Chiesa che con Muriel per velocità e capacità di Dribbling“.

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Esclusiva, Alessandro Costacurta: “Ginko persona speciale. Supercoppa? Juve squadrone ma con un po’ di fortuna…”

Esclusiva, Alessandro Costacurta: “Ginko persona speciale. Supercoppa? Juve squadrone ma con un po’ di fortuna…”

ESCLUSIVA, ALESSANDRO COSTACURTA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex difensore del Milan, Alessandro Costacurta; intervenuto in diretta nel corso della trasmissione “Lunedìluca” condotta da Luca Serafini. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Iniziamo con un pensiero su Giovanni Battista Monti, ex medico del Milan soprannominato “Ginko” e recentemente scomparso:

Io sono arrivato al Milan nel 1979 e lui è rimasto fino al 1998 credo, per un certo periodo ho continuato lo stesso ad andare da lui. L’ho vissuto come medico della prima squadra: una persona per bene, garbata e un bravissimo dottore. Ciò che sorprendeva di lui era l’ironia: spesso scherzava quando avevi qualche infortunio e questa cosa in qualche modo ti aiutava a superare i momenti difficili“.

Ambrosini disse che con le mani era più preciso di un ecografo, capiva gli infortuni con uno sguardo…

Sì, lo confermo. Spesso vedeva da lontano un infortunio e ipotizzava cosa fosse, poi regolarmente era esattamente quello dopo i controlli strumentali. Quando una cosa del genera capita 1/2 volte pensi possa essere un caso, quando capita 60/70 ti rendi conto di avere davanti un dottore davvero molto bravo. Ginko era una persona davvero speciale, lo si dice tante volte per chi passa a miglior vita ma lui credetemi era davvero di un altro livello“.

Come giudichi l’esordio di Paquetà e quale contributo potrà dare al Milan?

Pensavo si potesse presentare peggio e invece… Ha tanta personalità e sono convinto che ogni tanto farà tremare i tifosi del Milan quando gestirà il pallone vicino all’area di rigore e proverà la giocata. Una cosa del genere io l’ho vissuta con Pirlo, certe volte si prendeva certi vaffa da noi (sorride, n.d.r.). Penso che Paquetà sia un giocatore di qualità e quantità; contro la Sampdoria l’ho visto correre ed impegnarsi e credo inoltre che possa fare ottime cose insieme a Calhanoglu. Proprio a proposito del numero 10: ho l’impressione che abbia bisogno di sbloccarsi; in teoria il suo pezzo migliore è il tiro ma credo arrivi sempre troppo stanco alla conclusione perché ripiega molto in fase difensiva. Probabilmente ha perso fiducia ma a me continua a piacere molto per quello che fa in campo e per come gestisce il pallone“.

Infine, un incoraggiamento ai tifosi del Milan in vista della finale di Supercoppa Italiana contro la Juventus…

La Juventus è uno squadrone, una delle 4 squadre attualmente più forti d’Europa. Ci vorrà un po’ di fortuna ma è anche vero che ogni tanto la sorte potrebbe girare in favore del Milan. Castillejo arma in più? La Juventus sa bene come ingabbiare Suso, Castillejo potrebbe sorprenderli in qualche modo“.

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Esclusiva, Nicola Pozzi: “Samp-Milan sfida aperta ad ogni risultato. Gattuso ricerca principi di gioco e ti difende fino alla morte”

Esclusiva, Nicola Pozzi: “Samp-Milan sfida aperta ad ogni risultato. Gattuso ricerca principi di gioco e ti difende fino alla morte”

ESCLUSIVA, NICOLA POZZI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex attaccante di Milan e Sampdoria, Nicola Pozzi; ora attaccante del San Donato Tavarnelle. Tra i temi trattati non poteva ovviamente mancare un parere sull’imminente sfida di Coppa Italia che sabato prossimo vedrà opposti rossoneri e blucerchiati. Qui di seguito, l’intervista completa:

Ciao Nicola, tu sei un doppio ex: sabato si trovano davanti Samp e Milan… partiamo dalla Samp, ti piace la squadra di Giampaolo? Guidata da un certo Quagliarella che non è più un ragazzino ma continua a segnare…

Quagliarella sta vivendo una seconda giovinezza e sta collezionando numeri importanti marcando una serie di reti consecutive con cui è entrato nella storia del club doriano. Fisicamente è sano ed il gioco di Giampaolo sicuramente gli sta giovando; un gioco derivato da un percorso di 3 anni fatto di tanti principi di gioco che non sono cambiati con i giocatori“.

Il nuovo Milan firmato Elliott, con Maldini, Leonardo e soprattutto Rino Gattuso: la strada giusta per tornare in alto?

Maldini da capitano ha scritto la storia del Milan. Quando a 17 anni arrivai dal Cesena al Milan mi misero in camera con lui, ebbi questa fortuna. Una persona squisita e della grande professionalità, quando sbagliavi qualcosa ti faceva capire tutto con uno sguardo. Sono molto contento di rivederlo al Milan perché a livello umano ha tantissimo da dare. Ho avuto la fortuna di conoscere anche Gattuso durante i miei mesi di apprendimento in maglia rossonera: un leader indiscusso che riusciva a trascinare tutti i compagni e che continuava a lavorare su di sé alla fine di ogni allenamento. Gattuso vive il calcio in maniera quasi maniacale“.

Il Milan di adesso rispecchia il carattere del proprio allenatore?

Il Gattuso allenatore ricerca concetti di calcio e gioco paradossalmente diversi dal tipo di giocatore che era lui, in qualità di mister ha fatto questo salto. A volte si pensa che le sue squadre debbano avere necessariamente le sue caratteristiche. Normale che abbia fatto un po’ di fatica al Milan perché il Milan di adesso non è un organico a livello di quello della Juventus per fare un esempio“.

Quanto è difficile per un attaccante quando la palla non entra?

Quel momento lì è un problema, inutile negarlo. Il lavoro dell’attaccante è quello di fare goal e quando non ci riesci girano un po’ le scatole. In quei momenti bisognerebbe stare tranquilli ma non è facile e probabilmente anche Gonzalo Higuain ha sofferto di questi momenti. Il Pipita negli ultimi 3 anni non è mai andato sotto i 20 goal stagionali e dunque non credo che sia solo un problema sui ma di 2 mesi in cui il Milan ha avuto tante defezioni e non ha potuto esprimere il suo solito gioco. L’abbraccio con Gattuso dopo il goal contro la Spal? Molto significativo! Gattuso è una persona che non abbandonava mai i compagni di squadra in difficoltà e da allenatore se sei con lui ti difende fino alla morte“.

La sfida di sabato? che partita ti aspetti?

“Sarà una bella sfida perché la Sampdoria proverà a giocarsi il passaggio del turno perché la Coppa Italia potrebbe essere un obiettivo; il Milan d’altro canto è chiamato a superare questo turno. Penso sia una gara aperta a qualsiasi risultato”.

Infine una curiosità, chi vinceva alla playstation tra te, Pirlo e Nesta?

A volte io, a volte loro (sorride, n.d.r.). Durante i ritiri spesso andavo in camera loro, era il classico momento dopo la cena. Per me era già emozionante poter giocare alla playstation con campioni come loro, ragazzi straordinari dentro e fuori dal campo che non ti lasciavano mai in disparte ma anzi ti chiamavano in causa“.

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Esclusiva, Giancarlo Camolese: “Milan-Torino? Granata squadra fisica che sa costruire, rossoneri attenti a Iago Falque e Belotti”

Esclusiva, Giancarlo Camolese: “Milan-Torino? Granata squadra fisica che sa costruire, rossoneri attenti a Iago Falque e Belotti”

ESCLUSIVA, GIANCARLO CAMOLESE – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex allenatore del Torino, Giancarlo Camolese. Tema centrale la sfida di campionato di domenica prossima che vedrà proprio i granata opporsi al Milan di Gennaro Gattuso. Qui di seguito, l’intervista completa:

Come vede la partita di domenica tra il Milan ed il Torino anche in base alla loro vicinanza in classifica?

La classifica dice che dopo tanti anni entrambe le squadre, soprattutto il Torino, sono in alto in classifica; i granata mancano da tempo in quelle posizioni. Il Milan adesso è quarto ed il Toro sesto ma avrà sicuramente l’ambizione di provare a far meglio“.

Come valuta fin qui la stagione dei granata, cosa è mancato in determinate partite?

A mio parere il Torino quest’anno è una squadra forte perché ha fisicità e sa imporre il proprio gioco. Quando però ha avuto l’occasione di fare il salto di qualità non è riuscito a vincere determinate partite che sulla carta erano alla portata e ciò ha in qualche modo raffreddato alcuni entusiasmi. Credo però che la partita di domenica a San Siro si giocherà in un ambiente di grande fascino ed il Torino proverà a fare una grande impresa“.

A cosa dovrà stare attento il Torino ed a cosa il Milan?

Il Torino deve stare attento allo stato di forma di Cutrone: un attaccante che non molla mai e rincorre tutti i palloni; dovrà inoltre stare attento al sinistro di Suso che è in grado di inventare la giocata in ogni momenti e poi non so se giocherà Higuain ma di certo dovrà stare attento anche a lui perché è un campione. Dall’altra parte il Milan dovrà stare attento alle giocate di Iago Falque ed a Belotti; inoltre il Toro ha dimostrato di saper costruire gioco e mettere in difficoltà i propri avversari“.

Qual è il vero Belotti: quello di due anni fa o quello della scorsa stagione?

In questo momento è presto per fare una valutazione di questa stagione. Nella scorsa ha accusato alcuni problemi fisici ma, in generale, Belotti per il Torino è un riferimento importante per compagni e tifosi oltre ad essere il capitano in quanto ha capito benissimo cosa significhi indossare la maglia granata. I goal arriveranno anche in questa stagione ma dipenderanno anche da come la squadra riuscirà a sostenerlo“.

Una valutazione sull’operato di Gennaro Gattuso sulla panchina rossonera?

Pensando al Milan, penso a quello fatto di grandi nomi che ho affrontato diverse volte. Per arrivare a quel livello, Gennaro Gattuso dovrà ancora lavorare così come la società. Gattuso ha sicuramente avuto il merito di aver trasferito alla squadra la propria mentalità; il Milan è una squadra che lotta e sa reagire. Può contare su un ottimo organico ma ha bisogno che la società riesca a completare la rosa con dei giocatori che possano fare la differenza. Quale reparto rinforzerei? Quando me lo chiedono rispondo sempre così: una società illuminata deve ascoltare l’allenatore perché il tecnico conosce pregi e difetti di tutti i componenti della propria rosa. Per raggiungere posizioni di vertice in campionato bisogna essere continui nell’arco di tutta la stagione“.

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Esclusiva, Gianluca Di Domenico (Ag. Rodriguez): “Ricardo è uno dei migliori terzini d’Europa. Non tanti terzini sanno fare il centrale”

Esclusiva, Gianluca Di Domenico (Ag. Rodriguez): “Ricardo è uno dei migliori terzini d’Europa. Non tanti terzini sanno fare il centrale”

ESCLUSIVA, GIANLUCA DI DOMENICO – Intervista esclusiva di Radio Rossonera a Gianluca Di Domenico, l’agente del difensore del Milan, Ricardo Rodriguez. Qui di seguito l’intervista completa:

Dopo il primo anno di ambientamento, in questo secondo stiamo vedendo il vero Ricardo Rodriguez?

Ricardo è un giocatore con grande esperienza internazionale. Nel suo primo anno, il Milan ha acquistato 11 giocatori nuovi e ci voleva del tempo per creare i giusti automatismi. Il campionato italiano è difficile perché innanzitutto bisogna sapersi adeguare e questa è una cosa che in questa stagione sta dovendo fare anche Cristiano Ronaldo. Ricardo ha grande qualità ed è uno dei terzini più forti del campionato italiano“.

Come hai visto Ricardo domenica nella difesa a 3?

Per me è uno dei migliori terzini d’Europa, lo conosco da quando ha 14 anni. È molto bravo nella gestione della palla perché riesce a gestire ogni situazione con grande tranquillità facilitando la giocata successiva dei compagni; cosa che gli ha riconosciuto anche il tecnico del Milan, Gennaro Gattuso. Può inoltre vantare grande esperienza internazionale come testimoniano i 2 Mondiali e l’Europeo giocato con la maglia della nazionale svizzera. Ricardo sa giocare a 3 come centrale perché l’ha fatto con lo Zurigo e sa giocare anche come quinto. Inoltre è un giocatore che non si infortuna mai e riesce a dare sempre il massimo. È un giocatore di alto livello: chi gioca nel Milan deve avere altissima qualità e non ci sono tanti terzini che sanno fare anche il difensore centrale; Ricardo può inoltre essere considerato quasi un “playmaker” per i suoi cambi di gioco”.

Ricardo è contento in questo Milan?

Sì, molto contento! Chi gioca nel Milan e chi sta a Milanello sa bene cosa vuol dire vestire la maglia di uno dei club più importanti d’Europa. Al Milan devono giocare i giocatori di qualità ma non solo, anche quelli che sanno vivere bene fuori dal campo“.

Credits Photo: AcMilan.com

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Esclusiva, Luciano Zauri: “La Lazio ha trovato la quadratura ma il Milan è molto forte. Dei rossoneri mi piace Romagnoli”.

Esclusiva, Luciano Zauri: “La Lazio ha trovato la quadratura ma il Milan è molto forte. Dei rossoneri mi piace Romagnoli”.

ESCLUSIVA, LUCIANO ZAURI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex difensore della Lazio (e non solo), Luciano Zauri. Tra i temi trattati non poteva mancare l’imminente big match di campionato tra i biancocelesti ed il Milan. Qui di seguito l’intervista completa:

Domenica Lazio-Milan, i biancocelesti arrivano meglio alla gara? Ti sta piacendo la squadra di Inzaghi?

Sì, ha iniziato questo campionato a corrente alternata ma ora ha trovato la quadratura del cerchio. La Lazio arriva meglio alla sfida di domenica ma il Milan è una squadra forte che avrà grandissima voglia di sopravanzare proprio i biancoceleste in classifica“.

Da allenatore, come si affronta una situazione che vede una lunga lista di giocatori infortunati?

È sicuramente una situazione difficile perché c’è poca possibilità di scelta e tante scelte obbligate. Ad ogni modo andranno comunque in campo giocatori forti e forse ci sarà la necessità di trovare qualche situazione forzata. Per quanto riguarda il match di domenica però, sarà talmente stimolante che ne sono certo: i rossoneri faranno una grande partita“.

C’è un giocatore del Milan che ti sta particolarmente piacendo?

Direi Romagnoli. Non tanto per la fase realizzativa ma per la responsabilità che è riuscito a prendersi dopo la partenza di Bonucci. È un giocatore molto importante per questo Milan“.

Come ti spieghi il “nervosismo” di Gonzalo Higuain?

Higuain è un giocatore molto carismatico e lo è dai tempi del Real Madrid. Al Napoli è stato un protagonista assoluto così come dovrà esserlo in questo Milan, ragion per cui si sente super responsabilizzato come è giusto che sia. È normale che quando alcuni risultati non arrivano può venir fuori qualche malumore come testimonia la sua espulsione contro la Juventus ma da grande campione qual è si è scusato subito“.

Hai un ricordo particolare di uno dei vecchi Lazio-Milan che hai giocato?

Certo. In quegli anni ho affrontato un Milan di un livello mostruoso. Ricordo la finale di Supercoppa italiana persa con la tripletta di Shevchenko. Ad ogni modo ricordo sempre con piacere tutte le sfide giocate contro i rossoneri“.

Tu che sei stato un difensore molto duttile, può un terzino fare il centrale in una difesa a 3?

Sì, è una situazione che ho vissuto sulla mia pelle nel mio ultimo anno. Vi posso assicurare che il ruolo di terzino è cambiato in positivo e che un terzino può fare anche il centrale di una difesa a 3: perdi qualcosa in fase difensiva ma ti garantisce ampiezza in fase di costruzione. È chiaro però che il quinto di centrocampo deve aiutarlo“.

Infine, come sta andando la tua avventura sulla panchina della Primavera del Pescara?

Sta andando molto bene ma lo diciamo piano, speriamo di continuare in questo modo. Sono molto contento: volevo provare un’esperienza da solo iniziando questa nuova avventura“.

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