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Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

Gianluca Sartori (Dir. Toronews.net) a Radio Rossonera: “Del Milan temo la voglia di riscatto. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare attenzione a Verdi”

GIANLUCA SARTORI A RADIO ROSSONERA – A un giorno dalla gara tra Torino-Milan, sfida valevole per la quinta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Toronews.net, Gianluca Sartori, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domani sera alle 21. Qui di seguito, l’intervista completa.

Un buon inizio di campionato, in seguito una piccola crisi con due sconfitte. Come giudichi l’inizio di stagione del Torino e quali pensi siano gli obiettivi stagionali?

“Considerando il calendario, il Torino avrebbe dovuto avere qualche punto in più perché tutto sembrava andare bene, dopo la vittoria in casa dell’Atalanta a Parma si era generato grande entusiasmo nell’ambiente, invece poi sono arrivati questi due passi falsi inaspettati nell’arco di una settimana contro Lecce e Sampdoria. Poi si sa, gli ambienti calcistici sono volubili per definizione, quelli del Torino forse in particolare, si passa dalle stelle alle stalle nell’arco di poco. Adesso c’è un po’ di scoramento, ma la squadra ha tutte le capacità per riprendersi e ci sono tutti i presupposti per farlo. Sicuramente Mazzarri deve trovare le contromosse giuste per dare uno scossone e raddrizzare un po’ la barca”.

Come giudichi la rosa a disposizione di Mazzarri? Si poteva far di più sul mercato? Quali i punti di forza e di debolezza?

La rosa a disposizione la giudico bene, a mio parere è una rosa completa, forse ci poteva stare un’alternativa in più a centrocampo, ma comunque Berenguer e Ansaldi si possono adattare; credo che la rosa sia completa e dia tutte le garanzie del caso considerando anche Nkoulou pienamente arruolato come mi aspetto torni ad essere entro breve tempo. Sul mercato forse si poteva agire prima, credo che sarebbe stato meglio per tutti, Laxalt e Verdi sono arrivati nell’ultima settimana di mercato, Verdi addirittura all’ultimo secondo; evidentemente le condizioni del mercato erano quelle lì, ma sicuramente sulle tempistiche qualcosa da migliorare ci poteva essere, anche perché hai affrontato il play-off col Wolverhampton senza acquisti e questo un po’ ha attirato delle critiche. Il mercato comunque non è mai facile da leggere, io credo che comunque i rinforzi siano arrivati ed è meglio averli tardi che mai. Tra i punti di forza, fino a due settimane fa, c’era la difesa, adesso non lo è più, è chiaro che le cose sono cambiate rispetto al panorama che c’era ad inizio settembre. Credo comunque che la rosa sia completa da tutti i punti di vista, ci sono alternative da tutte le parti, credo che per la dimensione del Torino vere debolezze non ce ne sono. Semmai a centrocampo si è dato fiducia a chi c’era già in rosa e magari un’alternativa in più ci poteva stare”.

Domani Torino-Milan: chi temi di più della squadra rossonera e a chi dovrebbe prestare maggiore attenzione la squadra di Giampaolo?

Del Milan temo in generale la voglia di riscatto, il Milan non può permettersi la mediocrità, mi aspetto una squadra che scenda in campo per vincere, non c’è tanto un giocatore da temere per il Torino, quanto piuttosto la voglia di reazione che il Milan deve avere dopo la sconfitta netta nel derby. La squadra di Giampaolo dovrebbe prestare maggiore attenzione a Simone Verdi, perché il Torino punterà tanto su di lui per oliare quel raccordo tra centrocampo e attacco che è stato fin qui un po’ il punto critico della gestione Mazzarri, cioè la poca qualità negli ultimi trenta metri. Verdi è stato preso per sopperire a questa lacuna e credo giocherà titolare per la prima volta; credo sia il giocatore da tenere d’occhio con più attenzione, oltre ovviamente a Belotti che, tolta la partita con la Sampdoria in cui ha deluso anche lui, ha avuto un ottimo rendimento nella fine dell’estate, ha fatto nove gol tra Torino e nazionale”.

Andrea Propato

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Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

Adailton a Radio Rossonera: “Boban sarà un valore aggiunto per questo Milan. Verona squadra aggressiva ed intensa”

ADAILTON – In vista del prossimo match di campionato tra Milan e Verona, la redazione di Radio Rossonera ha contattato telefonicamente l’ex attaccante gialloblu, Adailton. Qui di seguito l’intervista completa:

Che ricordi hai del Boban calciatore e come lo vedi in questa veste da dirigente del Milan?

Ho giocato contro di lui. Boban era un giocatore dal grandissimo talento e dalla grande personalità. Ha fatto la storia della Nazionale croata e sicuramente è stato un indiscutibile talento. Da dirigente ha vissuto la grande esperienza da dirigente della Fifa, adesso è al Milan e sicuramente sarà un valore aggiunto importante per i rossoneri“.

Cosa succede a Piatek? Può bastargli un goal per sbloccarsi?

Gli attaccanti vivono di questi momenti altalenanti. La stagione scorsa ci ha abituato benissimo dato che segnava a ripetizione. Un periodo negativo può capitare ed un goal sicuramente potrà sbloccarlo“.

Ti sarebbe piaciuto giocare in una squadra di Giampaolo dove la tattica ha un ruolo importantissimo forse anche un po’ a discapito della fantasia?

Il calcio ha bisogno di organizzazione e tattica ma sono i giocatori che entrano in campo e decidono le partite. Un po’ di libertà ci vuole sempre perché il talento si deve esprimere“.

Giampaolo ha detto di Paquetà “Lo vorrei un po’ meno brasiliano…”. Che idee hai su questo giocatore?

È un talento giovane ma deve migliorare. Giampaolo dice questo perché Paquetà ancora deve entrare in determinati meccanismi di gioco. Sono certo però che farà molto bene al Milan e diventerà un giocatore che saprà far giocare bene i propri compagni“.

Che ne pensi del Verona di quest’anno?

Juric mi piace molto perché sa lavorare molto bene con i giovani. È una squadra che ha grande aggressività e gioca ad alto ritmo ed intensità. Giocare così è esattamente ciò che ci vuole per salvarsi; il campionato italiano è molto più qualitativo rispetto a pochi anni fa“.

C’è un giocatore del Verona e uno del Milan che ti piace particolarmente?

Del Verona mi piace Di Carmine, del Milan Piatek: un vero bomber, un attaccante imprevedibile che sa attaccare la profondità e anche giocare di sponda“.

Immagine articolo tratta da: CalcioHellas

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Alessandro Melli a Radio Rossonera: “Basta un goal per sbloccare Piatek. Il Milan potrà diventare da Champions”

Alessandro Melli a Radio Rossonera: “Basta un goal per sbloccare Piatek. Il Milan potrà diventare da Champions”

ALESSANDRO MELLI – L’ex attaccante del Milan, Alessandro Melli, ha parlato oggi ai microfoni di Radio Rossonera. Tanti i temi trattati in vista del prossimo impegno di campionato dei rossoneri contro il Verona. Qui di seguito l’intervista completa:

Piatek sta attraversando un periodo non semplice. Difficoltà legate esclusivamente al tipo di lavoro effettuato con Giampaolo oppure c’è dell’altro?

Bisognerebbe vedere gli allenamenti ed essere dentro la squadra per poter dare un giudizio preciso, da lontano è un po’ complicato. Credo che quando in una squadra arriva un allenatore nuovo che imposta un lavoro diverso è normale che qualsiasi giocatore possa avere qualche difficoltà ad entrare nei meccanismi, specie gli attaccanti. Magari il calo di Piatek è semplicemente di natura fisiologica, non scordiamoci che appena indossata la maglia del Milan ha fatto benissimo“.

Può bastare 1 goal per sbloccarlo?

Sì, potrebbe bastare. Gli attaccanti attraversano un periodo in cui qualsiasi tiro entra in porta e altri completamente opposti. Un goal, anche su rigore, può sicuramente dare autostima e migliorare il morale. Il ruolo dell’attaccante non è come quello del difensore“.

Boban, Maldini, Massara e Giampaolo. Che ne pensa di questo Milan?

Tre persone tra queste le conosco molto bene, Giampaolo purtroppo no ma tutti conoscono benissimo il mondo del calcio e sono persone con valori importanti. Il Milan ha fatto scelte giuste e ponderate anche in chiave attaccamento alla maglia; la maglia rossonera è importantissima e Giampaolo ha dimostrato di avere ottime idee di gioco. Ci vorrà un po’ di tempo in ogni caso ma non scordiamoci che, per quanto dirigenti ed allenatori siano bravi, in campo vanno sempre i calciatori“.

È un Milan da Champions?

È troppo presto per dirlo. A sensazione sarei più portato a dire di no ma ovviamente posso sbagliarmi e spero che col passare delle domeniche e dei risultati positivi possa davvero diventarlo“.

Immagine articolo tratta da: ilovepalermocalcio

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Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

PIERPAOLO BISOLI A RADIO ROSSONERA – L’ex centrocampista di Cagliari e Brescia, Pierpaolo Bisoli, padre di Dimitri, giovane incursore delle rondinelle, ha parlato quest’oggi ai microfoni di Radio Rossonera alla vigilia della sfida di domani tra Milan e Brescia.

Il Brescia è una squadra compatta, con una grande voglia di rimanere in serie A dopo i sacrifici dello scorso anno – ha spiegato Bisoli -. Giocano un calcio molto propositivo, dovranno essere al 100% per fare punti, ma è una squadra con le qualità giuste per restare nella massima categoria. In panchina, poi, hanno Corini, l’allenatore che mi incuriosisce di più: ha grandi idee e può fare molto bene. Sono incuriosito dall’arrivo di Balotelli, che domani non ci sarà ed ha qualità fuori norma per il calcio italiano. La sua è una scelta che lo renderà responsabile, se si metterà a disposizione del gruppo saprà togliersi grandi soddisfazioni anche personali”.

Parole al miele anche per l’allenatore del Milan. “Giampaolo è un ottimo allenatore, non si deve far condizionare da una sconfitta all’esordio. Non penso andrà a stravolgere il suo lavoro ed il suo credo calcistico per un incidente di percorso. Certo, è una sensazione strana vedere un Milan ripartire dopo i grandi successi dell’era Berlusconi, ma i tempi sono cambiati, le disponibilità economiche sono diverse e sono ripartiti da zero; Gattuso ha fatto bene lo scorso anno sfiorando di un soffio la Champions League, ma con Giampaolo sono sulla strada giusta”.

Emozione e curiosità per il debutto a San Siro del figlio Dimitri. “Vedere mio figlio a San Siro sarà una delle soddisfazioni più grandi per un padre – ha spiegato Bisoli -. Non l’ho mai aiutato permfargli far strada, ha fatto tanta gavetta in tutte le categorie, ci è arrivato con voglia e determinazione e già domenica col Cagliari ha dimostrato di poter fare ottime cose in serie A. Ogni estate, cinque giorni dopo la fine della stagione vuole che ci alleniamo assieme ed io lo faccio letteralmente “morire”. L’altro mio figlio invece ha subito brutti infortuni alle ginocchia ed ora si è convinto ad entrare a far parte del mio staff non appena troverò una nuova panchina”.

Immagine articolo tratta da: foggiacalciomania.com

Enrico Aiello

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Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

BARTOLETTI A RADIO ROSSONERA – “Il nuovo Milan? Ci sono tutti i presupposti per ripartire bene. La conferma di Maldini ed il ritorno di Boban sono simbolo di una ritrovata tradizione milanista nella società e rappresentano un importante punto di partenza”.

Così il giornalista e conduttore televisivo Marino Bartoletti a margine della presentazione del suo libro “La squadra dei sogni. Il cuore sul prato”, tenutasi a Bisceglie nell’ambito della rassegna letteraria Libro nel Borgo Antico.

Ad un mio sondaggio, i miei follower su Facebook hanno collocato il Milan al quinto posto, ai piedi del piazzamento Champions. Finora la società ha operato bene, i nuovi arrivi sono coerenti con un progetto chiaro ma credo anche che il mercato del Milan non sia ancora finito e si possa solo migliorare. L’acquisto più importante per i rossoneri, comunque, sarà quello di Giampaolo” ha concluso Bartoletti.

Intervista a cura di Enrico Aiello

Immagine articolo tratta da: ilbuonsenso.net

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Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

MARONI A RADIO ROSSONERA –  “Mi aspetto una stagione che ci faccia rivivere le grandi gioie del passato. L’ultima risale a troppi anni fa, ad Atene con il Liverpool. Da allora abbiamo sofferto troppo. Mi auguro che la nuova società faccia le scelte giuste, noi milanisti non ci accontentiamo”.

Lo ha dichiarato il già Ministro dell’Interno ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, noto tifoso milanista, ai microfoni di Radio Rossonera in occasione della presentazione del suo libro “Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza”, tenutasi a Bisceglie (Bt, Puglia) nella kermesse letteraria “Libri nel Borgo Antico”.

Inevitabile, poi, una battuta sul futuro di San Siro. “San Siro è la scala del calcio, un’istituzione – ha affermato Maroni -. Sono assolutamente contrario al suo abbattimento, a Milano ci sono tante aree dove realizzare il nuovo stadio, San Siro lo lascerei lì. Non mi convince neanche l’idea di fare un nuovo stadio con l’Inter: andare allo stadio significa andare a casa propria, non in quella che è anche dei tuoi cugini”.

Immagine articolo tratta dal sito: theitaliantimes

Intervista a cura di Enrico Aiello

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Esclusiva Andrea Maldera: “Mykolenko giocatore interessante. Il Milan fa bene ad osservare Suprjaha. Giampaolo? Sono un suo estimatore”

Esclusiva Andrea Maldera: “Mykolenko giocatore interessante. Il Milan fa bene ad osservare Suprjaha. Giampaolo? Sono un suo estimatore”

ESCLUSIVA ANDREA MALDERA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad Andrea Maldera, assistente tecnico della nazionale ucraina guidata da Andrij Shevchenko. Tra i temi della chiacchierata non mancano alcuni giudizi tecnico-tattici su alcuni talenti ucraini come Mykolenko e Suprjaha; oltre che un parere su Marco Giampaolo.

Vitalij Mykolenko, che tipologia di giocatore è? Può essere pronto per la Serie A?

È un ragazzo arrivato quest’anno in nazionale, l’avevamo seguito la scorsa stagione, e un po’ anche per necessità l’abbiamo inserito in anticipo. Ci ha sorpreso per la velocità con cui si è imposto e si è conquistato il posto in rosa, non è ancora un titolare fisso. È ancora giovane, un classe 2000 che grazie al campionato nazionale non di alto livello è riuscito a trovare spazio, ma forse non è ancora pronto per altri campionati, c’è una componente di rischio. Il ragazzo comunque a livello fisico e tecnico è interessante. Un mancino naturale, più bravo in fase di possesso, un giocatore di prospettiva. Mi sembra azzardato però possa essere il titolare del Milan che però può prenderlo come investimento per il futuro“.

Ci può raccontare qualcosa su Suprjaha (attaccante ucraina under 20)?

Nonostante il momento sociale del paese non sia facile e il campionato è dominato da Shakhtar e Dinamo Kiev, nell’ultimo periodo il calcio ucraino ha proposto molti talenti. Non è un caso che abbiamo vinto il Mondiale Under 20. Suprjaha ha bruciato le tappe, negli Europei Under 19 (l’Ucraina arrivò al 4°posto) fu straordinario. Quest’anno è stato buttato in prima squadra nella Dinamo Kiev, giocando anche il preliminare di Champions con l’Ajax. Ha fatto, come normale, un po’ di fatica. Sono ragazzi giovani, di grande potenzialità, a cui però va concesso un margine d’errore, che a volte la Serie A non ti concede. Sono tutti ragazzi di valore e in nazionale possiamo aspettarli. Al Milan invece è un po’ più difficile. Suprjaha, a differenza di Mykolenko, non è nella rosa della Nazionale maggiore. Mykolenko invece ha giocato titolare contro il Portogallo, dove non ha sfigurato. Le aspettative sono alte e importanti, ha un grande futuro e il Milan fa bene ad osservarlo“.

Ti incuriosisce Giampaolo al Milan?

Non vedo l’ora che accade, sono un estimatore del gioco di Giampaolo e di quello di Sarri che hanno principi simili e grandi idee di calcio. Quest’anno sono andato a Genova a trovarlo, il suo staff è molto preparato. È arrivato a questo punto dopo tanti anni di esperienza e gavetta. Per me è uno dei maestri di calcio più importanti in Italia, prima o poi doveva fare il salto di qualità. Una squadra come il Milan, oltre a vincere, deve dare una grande immagine in campo e tornare a fare le partite. il Napoli di Sarri non ha vinto lo scudetto, ma ci ha fatto emozionare. Faccio un grande in bocca al lupo a Giampaolo“.

Immagine articolo tratta da: trivenetogoal.it

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Esclusiva, Stefano Nava: “Non si può non essere ottimisti per il futuro. Giampaolo è molto migliorato”

Esclusiva, Stefano Nava: “Non si può non essere ottimisti per il futuro. Giampaolo è molto migliorato”

ESCLUSIVA, STEFANO NAVA – All’interno della trasmissione “Lunedìluca” condotta da Luca Serafini su Radio Rossonera, intervista esclusiva all’ex difensore del Milan, Stefano Nava. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Buonasera Stefano, come commenta i 68 punti ottenuti dal Milan in campionato che però non hanno permesso l’ingresso alla prossima Champions League?

68 punti sono tanti ma non sono stati sufficienti. Quel punto che manca rappresenta un solco tra chi è rimasto soddisfatto di quanto fatto in quest’annata e chi no“.

Che ne pensa del “Progetto Giovani” comunicato da Gazidis?

Non c’è dubbio che il Milan abbia una valida base giovane con giocatori già affermati. L’ottimismo non può non accompagnarci in quello che sarà il futuro. Certo è che il progetto giovani deve essere accompagnato da programmazione ed idee“.

Lei che ha lavorato in rossonero accanto a Filippo Inzaghi, può raccontarci quanto è difficile lavorare in una situazione lontana dai fasti di un tempo?

Conosco bene Pippo e ho conosciuto anche i suoi metodi. Nel calcio sono esistite tante situazioni in cui gli allenatori sono dovuti andare incontro a delle difficoltà nonostante i tifosi si aspettano sempre tanto. Spesso molto dipende dalla bravura e dalla personalità dei giocatori; ci sono troppe variabili e non è facile dare una risposta precisa“.

Un commento sulla finale di Champions e sulle due squadre che l’hanno disputata

Il mio pensiero è che nelle grandi squadre bisogna avere solidità. Non bastano 11 giocatori molto forti, per vincere ci vogliono anche delle alternative di primo livello. Quando giocavo io nel Milan, ero in una squadra straordinaria piena di campioni e di alternative: in panchina a quei tempi potevamo permetterci anche palloni d’oro. I nostri risultati derivavano da quello ma anche da società e tecnico molto forti oltre che dallo spirito di competizione che ci contraddistingueva dagli allenamenti alle partite. Quelli di Capello poi furono i primi anni in cui anche in Italia si sentiva già parlare di Turnover“.

Si aspettava la retrocessione della squadra Primavera?

Premetto che non sono stato vicino alla squadra Primavera e posso parlare solo per interpretazione. No, non me l’aspettavo perché in squadra ci sono stati anche ragazzi che ho allenato io e credo avessero le potenzialità di mettere sotto in classifica almeno due squadre“.

Si parla tanto di Giampaolo per il futuro della panchina del Milan, per lei può essere l’uomo giusto?

Difficile al momento trovare un ampio ventaglio di scelte tra gli allenatori disponibili, tra questi pochi però Giampaolo è un allenatore che ho sempre apprezzato fin dai tempi dell’Ascoli. Le pressioni ci sono in tutte le grandi squadre ma su Giampolo posso dire che l’ho trovato sicuramente migliorato nella comunicazione a tutto tondo e le sue competenze tecnico-tattiche sono sicuramente importantissime“.

Photo Credits: AcMilan.Com

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Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

ESCLUSIVA, ZACCHERONI – Lunga intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex allenatore del Milan, Alberto Zaccheroni. Tra i temi della chiacchierata non manca l’attualità con una valutazione dell’operato di Gattuso e del momento vissuto dai rossoneri; più, un tuffo nel passato con il racconto dello storico Scudetto della stagione 1998/99. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Che idea si è fatto del Milan di Gattuso?

Di un Milan che è arrivato con una certa quadratura e consapevolezza fino al Derby e poi ha perso sicurezza dopo averlo perso. La squadra non è più quella di prima, quella in cui l’attaccante segnava sempre e che invece adesso fatica a fargli arrivare palloni. Ultimamente è diventato un Milan più prevedibile e Gattuso sta lavorando per cercare di ritrovare quella quadratura. I problemi non sono dunque dovuti solo a questioni tecnico-tattiche ma anche all’umore dei giocatori ed al rapporto che questi hanno con i compagni di squadra, l’allenatore e la società“.

Mister lei ha spesso utilizzato gli esterni offensivi a piedi invertiti. Come valuta Suso e Calhanoglu in questo Milan?

Se nel Milan di oggi mettiamo in discussione anche Suso non ne veniamo più fuori. Suso è uno dei pochi che sa saltare l’uomo e fornire assist agli attaccanti, è inoltre capace di andare sul fondo o rientrare sulla trequarti: un giocatore che non sa stare sulla trequarti ma ci sa andare. È importante che non riceva mai la palla spalle alla porta perché la tocca 4 volte. Non è un trequartista ma certamente non si può discutere“.

Un allenatore come gestisce all’interno dello spogliatoio un caso come quello di Bakayoko?

Nel caso specifico bisognerebbe conoscere bene le dinamiche. Certamente però vi posso dire che questi episodi accadono ma io ho sempre imposto una regola al primo giorno ovunque io sia andata: il rispetto dei ruoli! Raramente ho avuto problemi con un giocatore ma quando è successo o l’ho risolto subito oppure da lì a poco il giocatore in questione non gioca più: In ogni squadra, se non rispetti i ruoli non puoi giocare. Al Milan ho avuto meno problemi rispetto ad altre squadre che ho allenato perché avevo un capitano come Maldini che magari all’interno dello spogliatoio spiegava come bisognava comportarsi. L’allenatore è il responsabile delle prestazioni di una squadra, nella mia carriera ho avuto più problemi con i presidenti piuttosto che con i giocatori“.

Mister cosa può raccontarci di quella meravigliosa cavalcata che ha portato allo Scudetto nella stagione 1998/99

Innanzitutto avevo uno splendido zoccolo duro italiano formato da questi 3 giocatori: Albertini, Costacurta e Maldini. Tutti gli altri componenti della rosa si sono allineati a questi 3 giocatori che erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Quella era una squadra arrivata undicesima in classifica con Sacchi e decima con Capello, certamente due degli allenatori più bravi del calcio mondiale. Quell’estate il Milan non acquistò Cristiano Ronaldo o Messi, ovvero giocatori capaci di spostare gli equilibri ma giocatori funzionali. Non è vero che quel Milan era scarso, anzi; era composto però da molti giocatori a fine carriera ed il mio compito è stato quello di ripristinarne le motivazioni e gestirli affinché in campo potessero dare il meglio. Ad un certo punto eravamo l’unica squadra a rincorrere la Lazio che però non ci prese in grande considerazione e così iniziò a perdere qualche punto qua e là. Quando persero in casa contro la Juventus vidi brillare gli occhi dei mie “vecchietti” e io dissi a Galliani: “Non so se vinceremo lo Scudetto perché la Lazio è ancora davanti a noi in classifica ma di sicuro vinceremo tutte e 7 le partite che restano“.

Qual è il suo ricordo più bello dei suoi anni al Milan?

Non ho un ricordo più bello o preferito. Il goal di Ganz? Non direi che è il mio ricordo più bello anche perché è stata una delle partite più sofferte delle ultime 7. Forse Perugia, anche se quel rigore che ha riaperto la partita mi ha fatto morire (Sorride n.d.r.)“.

Cosa pensa della frase “Non contano i moduli, bensì l’interpretazione”?

La cosa importante nel calcio è dare soluzioni, permettere ad un giocatore di alzare la testa e vedere quanti più compagni liberi e pronti a ricevere la palla. Il modulo in realtà è solo la posizione di partenza dei giocatori e l’allenatore deve convincere i giocatori a fare quello che serve“.

Atalanta, Milan o Roma: chi andrà in Champions?

Credo che tra le tre sia l’Atalanta a meritare di più il quarto posto. I nerazzurri giocano un calcio fantastico dove tutti fanno la loro parte. Nessuna primadonna e tanto sacrificio; i tifosi devono esserne orgogliosi“.

Tottenham o Liverpool: quale squadra le piacerebbe allenare e chi vincere la Champions League?

Le allenerei entrambe volentieri ma dovendo scegliere sarei portato ad andare dove non hanno vinto perché la sfida sarebbe più intrigante. Quando allenavo in Italia mi ha cercato qualche club delle Premier League e non sono voluto andare, oggi però andrei perché il calcio inglese ha tanta qualità ed intensità. Klopp o Pochettino? Sono bravi tutti e due ma preferisco il secondo perché è più vario. Sulla carta dovrebbe essere il Liverpool a vincere la finale ma sappiamo bene che il calcio è imprevedibile“.

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Esclusiva, Pancaro: “Il Milan è magico, come se ci avessi giocato una vita. Gattuso? È carico, ha saputo trasmettere i valori rossoneri”

Esclusiva, Pancaro: “Il Milan è magico, come se ci avessi giocato una vita. Gattuso? È carico, ha saputo trasmettere i valori rossoneri”

ESCLUSIVA, PANCARO – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex terzino del Milan, Giuseppe Pancaro. Tra i temi della chiacchierata non poteva ovviamente mancare un riferimento alla bellissima rete siglata dallo stesso giocatore sabato scorso in occasione della sfida tra le leggende di Liverpool e Milan. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Pancaro sabato scorso in versione Kakà, goal pazzesco quello che hai segnato contro il Liverpool…

Sì, un gran goal in una bellissima giornata. È stato veramente un piacere rincontrarci tutti ed indossare la maglia del Milan; sono stati due giorni davvero molto emozionanti“.

Che effetto ti ha fatto vivere una giornata di nuovo con la maglia del Milan insieme a tanti campioni e riassaporare le emozioni di un pre partita?

Tra di noi abbiamo fatto questa considerazione: il Milan ha una sorta di alone magico che riesce a creare sensazioni molto piacevoli e grazie alla storia che ha ed anche a quella creata sotto la gestione Berlusconi-Galliani tutte le volte che ci rincontriamo stiamo veramente molto bene insieme con il piacere di scherzare e ridere. Quando andiamo in campo abbiamo proprio il piacere di giocare bene, divertirci e vincere. Sono sensazioni uniche che il Milan ci regala ed è davvero una cosa molto bella“.

Quanta competizione c’era nella partita di sabato? Ai nostri microfoni Massimo Ambrosini ci ha confermato che era molta…

Assolutamente sì, anche se siamo un po’ più avanti con l’età la voglia di vincere questa partita c’era assolutamente, peccato perché ci siamo andati vicinissimo: per pochissimo Kakà non è riuscito a segnare la rete del possibile 3-2 in nostro favore su un mio assist. Detto questo, è rimasta una giornata bellissima in uno stadio pieno“.

A tal proposito, l’accoglienza di Anfield come è stata?

È stata delle migliori, loro culturalmente sono avanti a noi e vivono queste giornate come una festa: stadio pieno, tifosi con la maglia del Liverpool ma c’era anche un nutrito gruppo di nostri tifosi. Poi sull’aereo ci siamo rincontrati tutti, non solo i giocatori: amici, compagne, massaggiatori e magazzinieri; una bellissima rimpatriata“.

Si può dire che proprio questo rapporto è stato il segreto delle vostre vittorie?

Penso assolutamente di sì. Purtroppo io ho fatto parte di questo bellissimo gruppo solo per due anni ma è come se avessi giocato una vita con loro. Proprio questa empatia che c’era tra tutte le componenti era una delle chiavi di tutti i successi del Milan e grande merito va al presidente Berlusconi che è stato il primo a creare questo tipo di ambiente“.

Chi è stato il compagno che ti ha impressionato di più?

Premessa: quasi tutti, nonostante l’età, erano ancora dei grandissimi atleti. Kakà stava benissimo, Costacurta è ancora un grande atleta, Cafù è uguale identico a come giocava, Dida la stessa cosa come anche Serginho. Impressionante che dentro lo spogliatoio la sensazione era che tutti fossimo ancora degli atleti“.

Come hai visto Rino Gattuso, avete parlato anche del Milan attuale? Come lo vedi da allenatore?

Rino lo vedo alla grande, carico! Tempo fa ero stato anche a Milanello, abbiamo un grande rapporto. Ho visto il clima che è riuscito a ricreare, lo stesso clima presente ai nostri tempi. lui sa come bisogna comportarsi, sa cosa vuol dire indossare la maglia del Milan ed è riuscito a trasmettere questi concetti alla squadra. Faccio il tifo per lui e mi auguro che riesca a raggiungere il massimo aiutato anche da Leo e Paolo“.

Sconfitta nel Derby, resteranno scorie o il Milan saprà subito riprendersi?

Solitamente queste partite lasciano delle scorie ma conoscendo Rino non sarà questo il caso, lui riuscirà assolutamente a motivare nuovamente la squadra perché l’obiettivo Champions è troppo importante e ne è consapevole. Ha una determinazione incredibile che riuscirà a trasmettere a tutto l’ambiente“.

Cosa manca a questo Milan per fare un salto di qualità? Bisogna lavorare sulla mentalità o magari su qualche rinforzo in più?

Adesso serve continuità tecnica perché non bisogna dimenticare che due giocatori ad oggi fondamentali per questa squadra sono arrivati solamente a gennaio e quindi bisogna dare del tempo a Rino per lavorare e per fare apprendere a tutti le sue idee. Secondo me c’è già un’ottima base e una discreta qualità; normale poi che l’anno prossimo per poter provare ad alzare l’asticella bisognerà sicuramente aggiungere qualche giocatore di qualità“.

Ci confermi quindi che hai visto un Rino Gattuso super carico?

Sì, e chi lo conosce sa che non c’è alcun bisogno che io ve lo confermi. Se a fine primo tempo della partita di sabato Ancelotti non lo sostituisce, rischia di prendersi un malore in campo (sorride n.d.r.) perché ormai la condizione atletica è quella che è ma la volontà, il cuore e la grande determinazione che ha lo spinge sempre ad andare oltre il limite. Anche a me un paio di volte ha dato delle direttive dalla panchina. Prima di salutarvi voglio sottolineare una cosa: proprio questo amore che quasi subito è scoccato con i tifosi del Milan è un aspetto che secondo me può incidere molto anche per i risultati di questa squadra. Questi giocatori hanno bisogno di un San Siro pieno e di tifosi che possano spingerli come hanno spinto noi all’epoca”.

Infine, hai letto della possibile demolizione di San Siro?

No, onestamente no. Io sono sicuramente a favore degli stadi di proprietà perché è giusto mettersi allo stesso livello dei top club europei; uno stadio di proprietà ad oggi è una necessità economica e sportiva, però San Siro rimane ‘La Scala Del Calcio’ e secondo me va conservato come un bene da tramandare in futuro da tramandare a tutti i tifosi del mondo del calcio“.

Credits Photo: AcMilan.com

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