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Il rientro dalle nazionali, quanto e come hanno giocato i rossoneri

Il rientro dalle nazionali, quanto e come hanno giocato i rossoneri

Milan – Erano partiti in 16 rossoneri per rispondere alle chiamate delle rispettive nazionali, tornano oggi ad allenarsi in gruppo in vista del Derby di sabato pomeriggio. Vediamo quanto hanno giocato e come sono andati nelle partite delle loro squadre.

Gigio Donnarumma: Titolare in entrambi i pareggi della nostra Nazionale in Nations League contro Polonia (0-0) e Olanda (1-1). Fortunatamente gli è stata risparmiata l’amichevole iniziale contro la Moldavia.

Matteo Gabbia: Doveva giocare le due partite di qualificazione agli Europei di categoria di quest’estate e invece ha giocato zero minuti: è stato uno dei 7 positivi della Nazionale U21 insieme a Carnesecchi, Bastoni, Plizzari, Bellanova, Russo e Marchizza. In bocca al lupo per una rapida negativizzazione.

Sandro Tonali: Convocato anche lui in U21, ha giocato l’unica partita che gli azzurrini hanno potuto giocare: quella dal peso specifico clamoroso contro l’Irlanda, vero e proprio scontro diretto. Nel rimpasto della Nazionale, lui è rimasto in quanto già stato malato di Covid ed immunizzato, insieme a Sottil e Cutrone. Partita intera per lui prima di tornare a Milanello. E’ stato più il tempo in volo che quello in campo.

Daniel Maldini: Ritiro durato pochi giorni con l’U20 a Roma, poi rimandato a Milanello ad allenarsi con il resto della squadra.

Lorenzo Colombo: Colombo è rimasto a disposizione dell’U20, poi diventata U21 per un giorno, di mister Alberto Bollini fino alla sfida contro l’Irlanda, ma senza vedere né campo né panchina. Tornato a Milanello già nei giorni scorsi ad allenarsi con la squadra.

Diogo Dalot: Tutto facile per Diogo Dalot e il suo Portogallo U21. 83’ nella passeggiata di salute portoghese contro la Norvegia (4-1), solo un tempo nella seconda partita, quella con Gibilterra, anche questa vinta senza particolare fatica (3-0).

Rafael Leao: Ha giocato poco il nostro attaccante in nazionale, poco più di un’ora nella prima partita contro la Norvegia. Rimasto poi in panchina per tutti i 90’ della seconda gara con Gibilterra. Una sgambata e poco più per Rafa che dovrà quindi trovare la forma migliore con il Milan.

Brahim Diaz: Matador in terra di Faer Oer nella prima partita dell’U21 spagnola, entra al primo minuto della ripresa e segna una doppietta che apre e chiude la partita per i suoi (2-0). Gioca poi tutta la partita contro il Kazakistan (3-0) incidendo meno della precedente, ma portando a casa altri 3 punti fondamentali per la qualificazione agli Europei di categoria.

Alexis Saelemaekers: Ha fatto la spola tra nazionale maggiore, dove ha esordito e giocato 90’ in amichevole contro la Costa d’Avorio (1-1) risultando il migliore in campo, e la nazionale U21. Con i piccoli diavoli rossi ha giocato solo un tempo nell’inattesa sconfitta in terra moldava (1-0).

Frank Kessiè: 180 minuti in campo per il Presidente, che non ha saltato nemmeno un minuto delle due amichevoli giocate dagli Elefanti. Gol su rigore del pareggio (1-1) contro il Belgio a rispondere al vantaggio di Batshuayi e partita abbastanza anonima nella sconfitta degli africani contro il Giappone maturata nei minuti di recupero (1-0). Anche in questa sosta ha mantenuto il ritmo partita.

Ismael Bennacer: Una sola amichevole per il nostro metronomo, il pareggio 2-2 contro il Messico dove è anche arrivato il gol del vantaggio per la sua nazionale. Per lui solito ruolo di playmaker di centrocampo nel 4-2-3-1 algerino. In panchina per 90’ nella prima amichevole, vinta dai suoi, contro la Nigeria.

Jens Petter Hauge: Giusto la soddisfazione per l’esordio in nazionale maggiore per il giovane norvegese. 5 minuti di passerella finale anche per lui nella larga vittoria dei suoi (4-0) contro la Romania di Tatarusanu.

Ciprian Tatarusanu: Le ha giocate tutte e tre da titolare con la sua Romania, il secondo portiere rossonero, perché tutte importanti ed ufficiali. La sua nazionale le ha, però, perse tutte e tre. Sogni di Europeo crollati in Islanda (2-1) nei playoff per gli ultimi posti disponibili, poi crollo in Nations League: ripassata dalla Norvegia che ha messo in vetrina la prima tripletta di Haaland (4-0) e battuti da un’autogol contro l’Austria (1-0).

Rade Krunic: Tre partite, tutte da titolare, anche per il centrocampista bosniaco. 87’ e un gol, l’unico dei suoi, nella sconfitta ai rigori della sua nazionale contro l’Irlanda del Nord che ha spento i sogni di qualificazione ad Euro 2021. 74’ in campo, invece, in entrambe le partite di Nations League contro Olanda (0-0) e Polonia (3-0).

Hakan Calhanoglu: Senol Gunes ha deciso di fargli fare 90’ di tribuna nell’amichevole giocata contro la Germania (3-3) per poi tenerlo in campo fino al fischio finale nei due pareggi di Nations League contro Russia (1-1) e Serbia (2-2). Contro i serbi è risultato essere il migliore in campo mettendo a referto un gol e un assist, che hanno permesso ai suoi di recuperare il doppio svantaggio iniziale.

Simon Kjaer: Entrato in campo in tutte e tre le vittorie della sua nazionale, il centrale rossonero ha giocato gli 8 minuti finali dell’amichevole contro le Isole Faer Oer (4-0), titolare e da capitano, invece, nelle partite di Nations League in Islanda (3-0) e soprattutto nella vittoria di Wembley contro la nazionale inglese (1-0).

Matteo Vismara

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Milan-Bologna 5-1, the day after! Le prestazioni di Bennacer, Saelemaekers e i numeri dalla ripresa

Milan-Bologna 5-1, the day after! Le prestazioni di Bennacer, Saelemaekers e i numeri dalla ripresa

MILAN-BOLOGNA- La squadra rossonera parte subito forte e fin dai primi minuti cerca di indirizzare il match a proprio favore. Nei primi trenta minuti di gioco il Milan sforna la più bella prestazione dall’inizio della stagione, piovono palle da goal una dopo l’altra, cattiveria, agonismo, tenacia e geometrie che non si vedevano da parecchio tempo, degne d’un Milan di altri tempi. Al 10′ Saelemaekers corona al meglio una azione che vede protagonisti prima Rebic, con un prezioso tacco, poi T. Hernandez che arriva sul fondo e mette palla a centro area ed Ibrahimovic che con un velo mette in condizioni il giovane Belga di realizzare la prima rete stagionale e portare il Milan in vantaggio.

Il raddoppio al 24′ arriva con Calhanoglu che sfrutta un maldestro rinvio di Skorupski e scaraventa in rete il meritato 2-0. La squadra rossonera continua a giocare, ma sul finire del primo tempo si lascia sorprendere da un pallone filtrante di Soriano per Tomiyasu, che appena fuori area si libera facilmente di Romagnoli e lascia partire un sinistro che si infila all’incrocio.

Nella ripresa il Milan torna a premere sull’accelleratore e cerca subito di chiudere il match. Bennacer, con un ottimo inserimento e ben servito da Calhanoglu, segna la rete del 3-1 coronando la sua ottima prestazione. Rebic pochi minuti più tardi finalizza al meglio l’ennesima grande azione rossonera sfruttando al meglio un passaggio smarcante di Ibrahimovic.

Azione su azione il Milan dimostra ancora una volta l’ottima forma e il ritrovato gioco di squadra. Sul finire della serata arriva la cigliegina della partita. Una azione partita da Donnarumma e sviluppata con passaggi veloci ed in rapida successione fino ad arrivare a Leao il quale pesca al centro dell’area Calabria che freddamente realizza la rete del 5-1.

Una grande prestazione. La squadra rossonera ha mostrato un ottimo calcio, frutto di verticalizzazioni, passaggi di prima, inserimenti, sponde. Un Milan intenso ed aggressivo che i tifosi non erano più abituati a vedere.

BENNACER- Il talento algerino è di nuovo tra i protagonisti della serata. Una partita perfetta per lui suggellata dalla rete del 3-1. La sua nuova posizione in campo gli permette di avere meno zone da coprire e lascia al centrocampista rossonero più libertà di movimento. La coppia con Kessie sta diventando partita dopo partita sempre più collaudata e le squadre avversarie faticano a superarli ed anche a contenerli quando si propongono in fase offensiva.

Bennacer si è dimostrato un giocatore importante su cui il Milan potrà puntare per la prossima stagione. Nella zona centrale del campo erano parecchi anni che non si vedeva un giocatore così in rosa che riuscisse ad abbinare nel migliore dei modi qualità e quantità.

SAELEMAEKERS- Arrivato a riflettori spenti, il giovane ragazzo belga, sta lasciando intravedere le sue qualità. Talento ancora acerbo e con ampi margini di miglioramento, ma che in questo finale di stagione sta dimostrando il suo valore. Abile nell’inserimento e con un’ottima corsa. Nel goal dell’uno a zero si fa trovare al momento giusto al posto giusto.

Ora dovrà fare un ulteriore salto di qualità e crescere dal punto di vista tecnico-tattico per poter ritagliarsi sempre più spazio nel Milan del futuro.

I NUMERI DALLA RIPRESA- La squadra rossonera nelle prime 26 giornate aveva collezionato 36 punti e soli 28 goal fatti. Dalla ripesa in sole 8 partite ha totalizzato 20 punti realizzando la bellezza di 25 goal, media di 3 reti a partita. Malgrado un calendario proibitivo sono stati recuperati 7 punti alla Roma tornando il piena lotta per l’accesso diretto all’Europa League.

Il cambiamento è sotto gli occhi di tutti, il Milan è finalmente tornato ad essere squadra, tutti giocano per un unico obiettivo e i risultati stanno arrivando. Pioli sta vedendo i frutti del suo lavoro inziato ad Ottobre.

Da capire il futuro del tecnico, ma di una cosa siamo certi, mister Pioli ha ridato ai tifosi la voglia di vedere il Milan giocare, cosa che non succedeva da parecchio tempo.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Napoli-Milan 2-2, the day after! Tra luci ed ombre Donnarumma, la prestazione di Bennacer ed i prossimi impegni

Napoli-Milan 2-2, the day after! Tra luci ed ombre Donnarumma, la prestazione di Bennacer ed i prossimi impegni

NAPOLI-MILAN – Il Milan scende in campo dopo l’ottima prestazione contro la Juventus in cerca di conferme sia dal punto di vista del risultato che del gioco. Di fronte la squadra di Rino Gattuso, squadra più in forma del campionato unitamente ai rossoneri e all’Atalanta. Parte bene il Napoli con un paio di occasioni in cui Donnarumma è abile a farsi trovare pronto e a salvare il risultato. Il Milan, dopo un buon inizio della squadra partenopea, riesce con il passare dei minuti a prendere le misure e soffrire di meno la pressione avversaria. Bennacer in mezzo al campo detta i tempi di gioco e i due esterni difensivi alti, quasi al ridosso degli attaccanti in fase offensiva, danno non pochi problemi al Napoli. La squadra rossonera dopo un’ottima azione corale si porta in vantaggio con il solito, inesauribile, T. Hernandez, che difensivamente non sarà un fenomeno, ma quando si proietta in fase offensiva mostra tutte le sue qualità e lascia sempre il segno. Al 35′ arriva il pareggio del Napoli con Di Lorenzo che sfrutta un’indecisione su calcio piazzato della difesa rossonera e di Donnarumma.
Nella ripresa il Napoli trova il vantaggio con Mertens. La difesa rossonera in questa occasione sembra avere parecchie colpe. Callejon sguscia in fascia e serve Mertens che riesce a smarcarsi facilmente in area e realizza il 2-1.
La squadra rossonera a differenza di molte altre volte non si disunisce e rimane in partita. Entrano Bonaventura e Leao per dare un po’ di freschezza alla squadra ed escono Calhanoglu e Ibrahimovic.
Proprio il neo-entrato Bonaventura si inserisce in area avversaria e si conquista il calcio di rigore che Kessie trasforma. La partita finisce con un pareggio che non accontenta entrambe le squadre.

Un passo indietro per quanto riguarda il gioco. La squadra ha risentito sicuramente degli impegni ravvicinati e gravosi dell’ultimo periodo. Ora sarà necessario recuperare le energie al più presto in vista della prossima imminente partita contro il Parma.

DONNARUMMA– Serata tra alti e bassi per lui, parte benissimo salvando due volte il risultato prima su Mertens e poi su Callejon. Ha qualche colpa su entrambe i goal partenopei. Sul primo goal vede arrivare il pallone all’ultimo secondo e si lascia sorprendere, mentre sul secondo goal la deviazione di Romagnoli lo ha leggermente ingannato. Dopo gli errori ha perso qualche certezza ed è apparso molto insicuro anche sulle uscite.

Il ragazzo deve ancora crescere, ha solo 21 anni ed ha ancora ampi margini di miglioramento.
Inutile fare il processo a Donnarumma e sarebbe da ipocriti viste le innumerevoli volte che ha salvato il risultato in altre occasioni. In Europa è già considerato uno dei primi 5 portieri al mondo, una partita sbagliata non può certo far cambiare idea.

BENNACER– Partita di alto livello per il talento algerino ed ultimamente ce ne sta regalando tante. Le sue prestazioni stanno facendo ricredere molti scettici. Ogni partita riesce sempre a dare quel qualcosa in più e prende sempre più confidenza rischiando anche giocate che ad inizio campionato non avrebbe mai fatto. Prova spesso ad uscire palla al piede dal pressing avversario e ci riesce, permettendo al Milan di avere superiorità numerica in fase offensiva.

Dopo che Pioli ha messo Kessie al suo fianco passando al centrocampo a 2, Bennacer sembra essere definitivamente sbocciato. Difensivamente ha meno campo da coprire e questo lo aiuta anche dal punto di vista disciplinare. Ha trovato la continuità all’interno della partita che tutti si aspettavano da lui e si dimostra importantissimo per le dinamiche della squadra.

LE PROSSIME PARTITE– Mancano sei partite al termine della stagione e la squadra rossonera dovrà vedersela in ordine con Parma, Bologna, Sassuolo, Atalanta, Sampdoria e Cagliari. Partite nella quale il Milan dovrà riuscire a confermare quanto di buono fatto vedere dopo la ripresa del campionato per rosicchiare 4 punti alla Roma e permettere alla squadra rossonera di accedere direttamente alla fase a gironi della prossima Europa League.

La Roma non avrà un cammino facile, tra le altre dovrà vedersela con Inter, Fiorentina e Juventus.

Possibilità per un sorpasso ci sono, il Milan dovrà essere abile a sfruttarle.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Ismael Bennacer, the story so far: il talento algerino alla conquista del Milan (Parte 2)

Ismael Bennacer, the story so far: il talento algerino alla conquista del Milan (Parte 2)

Dove eravamo rimasti lunedì scorso? Ah si, Ismael fa il suo esordio con la prima squadra dell’Arsenal in Coppa di Lega inglese, la partita va malissimo, i Gunners sono eliminati e lui torna nella “sua” squadra U21.

(leggi la prima parte del focus dedicato a Bennacer cliccano qui)

Ecco di certo non un buon inizio tra i grandi della Premier ma soltanto 7 giorni dopo quella debacle Bennacer è il titolare dei giovani inglesi contro i pari età del Bayern Monaco in Youth League. E fa anche gol! Recupera palla ai 25 metri, si libera del giocatore a cui ha appena scippato la sfera e scaglia un sinistro potente sotto l’incrocio appena fuori dall’area di rigore

Lo stiamo conoscendo Ismael, quello che non lo abbatte lo fortifica, sembra sempre ricavare energie ed insegnamenti dalle cadute personali e di squadra. Tanto che dopo un settembre-ottobre da comprimario si prende la scena della squadra Under21 e ne diventa titolare inamovibile. Chiuderà l’anno senza altre apparizioni tra i grandi ma con la fascia da capitano della squadra Under23, che dalla stagione successiva, la 2016/17, sarà stabilmente sul suo braccio sinistro.

Proprio questa doveva essere la stagione del lancio definitivo tra i grandi e invece… Ismael parte forte, è il capitano della Under23 che gioca in Premier League 2, il campionato delle squadre riserve/giovanili dei Club di Premier. È sempre nei titolari, alternandosi tra la trequarti e il centrocampo dove sempre più spesso viene arretrato rispetto al passato, ma non ha una singola occasione per mettersi in mostra con la Prima Squadra e sente che la sua crescita è in parte strozzata da quella situazione, tanto che nel gennaio 2017 valuta l’idea di andare a giocare in prestito.

Ha molte offerte da club di Ligue2, a lui non dispiacerebbe tornare nel proprio Paese e così firma per 6 mesi con il ToursFC, in quel momento ultimo in classifica e dato per quasi retrocesso. Una scelta all’apparenza inspiegabile che lo stesso Bennacer motiverà così alla fine del prestito: “Sapevo che sarebbe stato difficile, ma sapevo dove stavo andando quando ho firmato per il Tours. Ho osservato la squadra, analizzato lo stile di gioco, valutato i pro e i contro e ho accettato la sfida dopo un colloquio con allenatore e direttore sportivo. Dal momento in cui tutti mi volevano non c’era motivo di avere paura. Andando all’Arsenal ho avuto diritto ad un vero allenamento. Ho fatto progressi a tutti i livelli: tecnico, tattico, fisico e caratteriale. Sono diventato più “duro”. Non mi pento della mia scelta. Ma dopo 6 mesi nella squadra riserve avevo perso un po’ di fiducia in me stesso, sentivo il bisogno di misurarmi con un calcio diverso”.

I sei mesi al ToursFC vanno bene, molto bene. Diventa titolare dopo sole due gare e non lascia più il campo contribuendo in maniera decisiva alla insperata salvezza della squadra impreziosendo il tutto con un bellissimo gol su punizione contro il Sochaux.

Sono sei mesi importantissimi nella carriera di Ismael, costantemente sotto le luci dei riflettori e sui taccuini degli osservatori, tanto che alla fine del prestito non torna subito a Londra ma a tre giorni dall’inizio della competizione, da diciannovenne, viene convocato a sorpresa dalla Nazionale algerina per la Coppa d’Africa 2017 al posto dell’infortunato Taider. A sorpresa Bennacer si trova catapultato in Gabon, Paese ospitante delle gare: non giocherà nemmeno un minuto nella coppa ma avrà la possibilità di allenarsi con giocatori del calibro di Riyad Mahrez e Yacine Brahimi e di partecipare al suo primo torneo internazionale: “È stato fantastico anche se non ho giocato, ho acquisito esperienza allenandomi e guardando i miei compagni di squadra giocare. Nella prossima Coppa d’Africa sarò pronto”. E due anni dopo lo sarà davvero…

A fine torneo torna a Londra con in programma un colloquio con Arsene Wenger per programmare il proprio futuro. Ha soltanto un anno di contratto e gli occhi di molti addetti ai lavori addosso. Tra chi ha osservato da vicino questi ultimi mesi di Ismael ci sono Andrea Buti e Pietro Accardi, direttore generale e direttore sportivo dell’Empoli che devono sostituire i partenti Dioussè ed El Kaddouri. Per molte settimane la società toscana, forte della posizione contrattuale di Bennacer e della volontà stessa dell’algerino di giocare il più possibile, prova a strappare il ragazzo ai Gunners fino a quando a metà agosto finalmente la spunta. Ismael si trasferisce all’Empoli per 1 milione di euro ma l’Arsenal cerca comunque di non perdere qualsiasi tipo di controllo sul cartellino del giocatore riservandosi la possibilità di riprendersi il ragazzo pareggiando una futura offerta all’Empoli e ottenendo anche il 30% sulla prossima rivendita.

In Toscana saranno due anni semplicemente perfetti per Ismael: la prima stagione vince il campionato di SerieB, titolare sia con Vivarini che con Andreazzoli, è talmente fondamentale che da dicembre salta soltanto circa 180 minuti e gioca ormai stabilmente sulla linea di meta campo e non più in trequarti. Nel gennaio 2018 viene eletto anche Rivelazione dell’anno durante la premiazione del Pallone d’Oro algerino (che aveva come premiatore un certo Paolo Maldini…).
A raccontarci i suoi primi mesi toscani ci pensa il suo capitano d’allora, Manuel Pasqual: “Isma è un ragazzo molto timido, tutto campo e casa (e quando è a casa passa molto tempo alla Playstation con gli amici). Quando è arrivato ho visto subito che era molto promettente, con grandi qualità calcistiche. Ha trovato in me un compagno con cui parlare in inglese perché all’inizio ha fatto fatica con l’italiano. Anche avere un paio di compagni francofoni lo ha aiutato. Ben presto si è integrato e abbiamo iniziato a scherzare con lui sul suo abbigliamento stravagante”.
Nella stagione successiva fa il suo esordio in SerieA: l’annata per l’Empoli è altalenante, Ismael è titolare sia con Andreazzoli che con Iachini, risultando tra i migliori del suo ruolo nell’intero torneo. È ancora Pasqual a raccontarci pregi e difetti in campo di Bennacer: “Appena è arrivato andava a pressare ovunque, quasi senza ragionare, spesso si faceva portare fuori posizione. Il recupero palla è una delle sue qualità migliori, anche se piccolo e leggero è una molla, non si ferma mai, viene dal calcio inglese e si vede. Ha buone qualità nel far girare la palla anche se ha grandi margini di miglioramento nell’infilare la palla tra le linee o nel trovare i compagni in profondità”

Le statistiche finali della sua prima stagione in A sembrano confermare in pieno le parole dell’ex capitano dell’Empoli:
Alta percentuale di passaggi riusciti sopra i 10 metri (86%), ottima anche quella di passaggi riusciti sulla trequarti avversaria (75%), 5 assist-gol, 1 passaggio-chiave ogni 10. Ottima la media di palloni recuperati (11 ogni 90 minuti, nella top five del torneo) e la percentuale di dribbling riusciti (80,5%).
I margini di miglioramento di cui parla Pasqual si vedono tutti nel rapporto filtranti/passaggi semplici (1 ogni 10) e nella percentuale migliorabile di precisione dei passaggi/lanci oltre i 25-30 metri (62,3%).

La stagione per l’Empoli si chiude nel peggiore dei modi, retrocessione nella seria cadetta all’ultima giornata a causa della sfortunata sconfitta a S.Siro contro l’Inter. Allo stesso Bennacer viene imputata parte della colpa per il secondo gol dell’Inter, quello di Nainggolan. Ma la primavera del 2019 non sarà soltanto piena di amarezze. Anzi. Da qualche tempo Isma è finito sotto gli occhi di Maldini, da meno di un anno dirigente del Milan. Lo osserva, lo studia e lo promuove ancor prima dell’exploit finale di Bennacer: la Coppa d’Africa 2019.
Ismael è il titolare del centrocampo dei Fennecs (le Volpi del deserto, soprannome dei giocatori della Nazionale algerina) e a fine torneo porta a casa la coppa (con 3 assist a referto) e il premio come miglior giocatore del torneo. Durante quelle settimane in molti bussano alla porta dell’Empoli: Napoli, Lione e Milan su tutti. Ismael non vuole distrazioni in quel momento, lascia che ad occuparsi di tutto sia il suo procuratore poi al momento della decisione finale accetta l’offerta dei rossoneri, i più decisi nel volerlo portare in squadra. L’Arsenal fa sapere di non voler pareggiare l’offerta di 16 milioni di euro (più 1 di bonus) e quindi eccolo il nuovo regista del Milan, contratto di 5 anni e arrivato con un look quantomeno rivedibile (lo stesso Bennacer ha confessato che il suo procuratore dopo aver visto le foto del completo indossato alle visite mediche gli disse con un sorriso che era contento che il contratto era già stato firmato…).

Per descriverlo prendiamo ancora in prestito le parole di Gilles Grimandi, il suo scopritore da ragazzo: “ha una tecnica di base di altissimo livello, un piede sinistro eccezionale mentre il destro va ancora migliorato e molto, a volte il non usare il piede debole gli fa perdere un tempo di gioco. Ha sempre avuto il sogno di fare il calciatore di alto livello, è determinato, specie nel recupero della palla anche se deve iniziare a pensare di più in campo per poter correre meno ed esser più lucido sia in fase propositiva che in quella realizzata e soprattutto per limitare il numero di falli e ammonizioni. Sul breve ha un ottimo spunto fisico, anche se piccolo non perde i contrasti di forza per via del suo baricentro: spalle e fianchi sono molto robusti. Sul lungo invece tende a perdere il confronto, la sua accelerazione “nervosa” viene battuta spesso dalle ampie falcate, per questo deve anche ragionare di più per non farsi portare fuori posizione ed esser costretto a lunghe rincorse”.

L’inizio con la maglia del Milan non è proprio felicissimo, spesso non è tra i titolari di Giampaolo e questo primo periodo culmina con la partita interna contro la Fiorentina: causa ingenuamente due rigori e salta le due gare successive per scelta tecnica. Con l’arrivo in panchina di Stefano Pioli la stagione di Ismael ingrana definitivamente. È sempre schierato titolare, sia come vertice basso davanti alla difesa, sia in coppia con Kessiè nella seconda parte di campionato dove innalza ancor di più il livello della sue prestazioni. È grazie a Bennacer che il Milan spesso riesce a rimanere più corto, sono le sue corse lunghe a legare i reparti e a dare più equilibrio, corse che spesso però gli costano qualche cartellino giallo di troppo al netto dell’eccessiva fiscalità arbitrale nei suoi confronti. Nelle ultime 10 gare trova anche maggior confidenza con il possesso palla, è più presente nella manovra, i compagni lo cercano anche in situazioni scomode spalle al campo e lui azzarda uscite palla al piede in dribbling sotto pressione. Insomma la crescita è costante e nonostante i suoi soli 22 anni non teme il peso di S.Siro che invece ha schiacciato e schiaccia molti suoi coetanei.

Come per l’anno precedente le statistiche di questi 2/3 di stagione in maglia Milan confermano pregi e difetti di Ismael: il numero dei filtranti così come quello dei passaggi chiave sono scesi sotto l’1 ogni 10 passaggi (ricordate le parole di Pasqual di poche righe prima?), si è mantenuta alta la percentuale dei passaggi riusciti sopra i 10 metri (86%), si è innalzato il numero di dribbling riusciti a gara (terzo in classifica generale dietro Boga e Castrovilli) ed è sempre tra i migliori del campionato per km percorsi in sprint ad alta intensità. Ottimo recuperatore di palloni, è stata privilegiata questa sua caratteristica a discapito della fase offensiva dove è ancora fermo a 0 per assist e gol: se gli verrà tolta qualche incombenza difensiva e atletica di troppo possiamo esser sicuri che tornerà a sfornare assist per i compagni, a timbrare il cartellino dei marcatori e a correre meno e meglio riducendo il numero di gialli.

Con ogni probabilità il Milan ha trovato finalmente almeno uno dei due centrocampisti di livello necessari per costruire una squadra molto competitiva. Ismael lo abbiamo conosciuto: cade, si rialza e non si ferma mai. Se al suo fianco avrà l’aiuto di un altro centrocampista di pari livello anche il Milan somiglierà in tutto e per tutto al suo regista algerino: è caduto, si è rialzato e non si fermerà più.

Simone Cristao

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Ismael Bennacer, the story so far: il talento algerino alla conquista del Milan

Ismael Bennacer, the story so far: il talento algerino alla conquista del Milan

Arles è una tranquilla cittadina del sud della Francia. Di origini antichissime, fondata nel VI secolo a.C. da coloni greci della vicina Marsiglia e fiorita durante l’Impero romano che le ha lasciato in dote il suo simbolo principale – l’anfiteatro ora usato per la Course camarguaise versione incruenta della corrida – nei primi mesi estivi è attorniata dagli infiniti campi di lavanda della Provenza che ne colorano le colline dell’entroterra e riempiono i balconi delle vecchie case in pietra del centro.

È qui che il primo giorno di dicembre del 1997 nasceva Ismael Bennacer: padre marocchino, madre algerina, i genitori di Ismael faticano ad inserirsi appieno nel tessuto sociale e sigillano ancor di più il proprio nucleo familiare. Il piccolo Bennacer è un bimbo timido, riservato, con una grande passione per quella sfera che rotola: gioca a calcio nel cortile della scuola, al parco sotto casa, per le stradine di Arles che non sono poi così tanto cambiate da come le aveva dipinte Van Gogh poco più di un secolo prima.

Inizia anche a giocare per la squadra della città, i gialloblu dell’Arles-Avignon. Dai 10 ai 12 anni il suo allenatore è Max Vanel, storico dirigente della società che ricorda come “Ismael fosse un bambino chiuso capace però di trasformarsi sul campo. Lì spariva tutto e la sua vera personalità si sprigionava, smaliziato, intelligente tatticamente e con una qualità palla al piede fuori dal comune. Al primo torneo su campo ridotto stupì tutti, il talento puro era evidente a chiunque e presto società importanti come il Montpellier vennero a chiederci il cartellino di Ismael. A quel punto la decisione spettava alla famiglia ma il padre di Bennacer rifiutò sempre il trasferimento, voleva che il figlio crescesse in maniera tranquilla, vicino casa. Il padre di Ismael non si è mai perso una partita del figlio, è stato forse il primo ad accorgersi del suo potenziale e gli è sempre stato accanto, guidandolo, dando la giusta disciplina e i consigli fondamentali per provare a fare della propria passione una vera professione. Ne ho visti parecchi di bambini come Bennacer ma pochissimi hanno fatto il grande salto, la differenza spesso la fa proprio la famiglia”.

Aveva un handicap il giovane Bennacer, uno svantaggio fisico che però la qualità dei suoi piedi faceva sparire. Ismael è sempre stato sotto la media per altezza e costituzione, difetti che diventavano trascurabili quando la palla danzava tra il suo piede destro e soprattutto il suo sinistro. Talmente trascurabili che l’ultimo martedì di dicembre del 2014, ad un mese dal suo 17° compleanno, riceve la telefonata del vice allenatore della prima squadra dell’Arles-Avignon. La rosa ha molti infortuni, alle porte c’è il doppio impegno di Coupe de France e Ligue1 e l’allenatore vuole vedere alcuni giovani.

Deve esser andato molto bene Ismael in quegli allenamenti perché sabato 3 gennaio, sul sintetico di Saint-Ouen periferia occidentale di Parigi è il trequartista titolare dell’Arles-Avignon nel 32esimo di finale contro il Red Stars FC, terza serie del campionato francese. Maglia a strisce azzurre e blu, numero 6 sulle spalle, a Ismael servono soltanto 27 minuti per il suo primo gol da professionista, un bel tocco in mezzo alle gambe del portiere in uscita.
Ovviamente di sinistro.

Gioca 88 minuti al suo esordio tra i grandi ma la partita va male, perde 2-1 e l’Arles-Avignon è eliminato al primo turno. Lui però ha fatto un’ottima impressione tanto che venerdì 9 gennaio è di nuovo titolare dietro le due punte sul campo dell’Orleans per il suo esordio in Ligue2, la Serie B francese. Questa volta per Ismael non è una grande gara, all’intervallo viene sostituito e nell’intera seconda parte di stagione giocherà soltanto 290 minuti in prima squadra restando spesso in Under19.

Possono una manciata di gare con le selezioni giovanili francesi e 400 minuti da professionista in sei mesi fare da trampolino ad un giovane? La risposta è sì se prendiamo l’esempio di Bennacer. Nella primavera di quel magico 2015 sono molte le squadre che sondano il terreno con l’Arles-Avignon, nel frattempo giunto sull’orlo della bancarotta: Monaco, Lione, Marsiglia, Roma e Lazio offrono un provino a quel piccolo diciassettenne che sul campo non si ferma proprio mai. Non sono però le uniche che hanno chiesto informazioni su Ismael; da qualche settimana Gilles Grimandi, capo scout di Wenger per la Francia, visiona decine di video del ragazzo, telefona a allenatore e giocatori senior dell’Arles-Avignon per chiedere pareri e giudizi ed infine alza la cornetta per chiamare Ismael: “verresti a fare un provino per l’Arsenal?”

Il giovane algerino prende tempo, vuole parlarne in famiglia e non vorrebbe lasciare la Francia ma l’offerta è di quelle irrinunciabili come dirà in futuro lo stesso Bennacer. Dopo qualche giorno Grimandi si fa di nuovo sentire, ha fretta, anche il Manchester City si è inserito nella corsa per il ragazzo: “allora hai fatto i biglietti per Londra?”, chiede con tono scherzoso. “Sono già sul tavolo della cucina” è la risposta seria di Bennacer.

E così si parte per Londra, con tante paure legate alla nuova città, alla lontananza dalla famiglia e al Ramadan in pieno corso che gli impone il digiuno durante le ore di luce. Al suo fianco ha però già colei che diventerà sua moglie, Chaines e nella mente la convinzione che quella è l’occasione giusta, lui che fin da bambino sognava di fare il calciatore.

Si allena per una settimana con i Gunners sui campi di Shenley sotto lo sguardo dello stesso Gilles Grimandi: “si è aggregato alle squadre under17 e under19, allenandosi tutte le mattine nonostante il Ramadan e finiva ogni seduta distrutto perché oltretutto non era abituato a certi ritmi in allenamento. Eppure chiedeva di poter fare doppia seduta anche al pomeriggio, era determinato come pochi, anzi come nessuno, ho visto centinaia di provini ma mai ho visto la tenacia di Ismael”.

La settimana di prova vola via veloce, c’è da decidere il futuro di Bennacer e nel caso bisogna parlare con l’ArlesAvignon che nel frattempo è pressoché fallita.
“Cosa facciamo del ragazzo in prova?”, chiede Gilles ad Arsene Wenger che ha assistito a parecchi allenamenti di Ismael. La risposta dell’allenatore francese è breve e concisa. “Sistemate tutto con la sua società e fate firmare un contratto di tre anni al ragazzo”.

Eccolo qui quindi il nuovo talento dei Gunners, Ismael Bennacer da Arles, nato in Francia da padre marocchino e madre algerina. Tre nazionalità, un solo sogno da inseguire.

Nella stagione 2015-2016 è aggregato alla squadra Under23 dell’Arsenal che partecipa alla Youth League oltre che al campionato. L’inizio per Ismael non è semplice, Londra è ben diversa dalla piccola Arles e affiorano i primi ripensamenti ma i tanti francofoni della squadra lo aiutano, così come la sua Chaines a casa e sul taccuino del vecchio Arsene Wenger ci finisce presto, prestissimo.
È il 27 ottobre e si gioca l’ottavo di finale di Coppa di Lega inglese. Ismael è stato convocato il giorno prima complice qualche assenza di troppo tra i centrocampisti della prima squadra e siede sulla panchina ospiti dell’Hillsborough Stadium, la casa dello Sheffield Wednesday.

Dopo soli 8 minuti Oxlade-Chamberlain non  riesce a convivere con l’infiammazione al tendine del ginocchio e deve alzare bandiera bianca. Wenger guarda verso la sua panchina, osserva il piccolo algerino ma poi fa entrare il più esperto Theo Walcott. Esordio alla prima convocazione sfumato e fine della fiaba? Certo che no! Dopo altri 10 minuti Walcott ha un risentimento al polpaccio ed arriva così il momento di Bennacer.
Maglia blu e pantaloncini azzurri non dissimili da quelli dell’esordio in Coppa di Francia, numero 36 sulla spalle e scarpini arancioni ai piedi, nel 4-2-3-1 Wenger lo piazza sulla trequarti dietro l’unica punta Giroud, ai lati ha Iwobi e Joel Campbell e alle sue spalle ci sono Kamara e la nostra vecchia conoscenza Mathieu Flamini.

L’emozione è tanta, la partita invece un mezzo disastro. Lo Sheffield, squadra di Championship, travolge l’Arsenal 3-0 eliminandolo dalla Coppa e uno dei capi di accusa a Wenger è proprio l’eccessivo numero di giovani schierati in campo tanto che lo stesso Arsene nel dopo gara ammetterà che per questi ragazzi il livello era troppo alto.

È una bella “botta” per il morale di Ismael che tocca pochi palloni e torna in Under23 (non giocherà più un minuto con la maglia della prima squadra) con il morale sotto i tacchetti.
Ma ormai l’abbiamo imparato a conoscere, la dote migliore di Bennacer è la determinazione e così quella fredda serata di ottobre nel South Yorkshire invece di essere la fine del sogno diventerà l’ennesimo trampolino…

Nel prossimo e ultimo episodio la Youth League con l’Arsenal con la restante parte dell’intervista a Gilles Grimandi, il salutare prestito al Tours e lo sbarco in Italia con le dichiarazioni del suo capitano dell’epoca all’Empoli Manuel Pasqual fino alle recenti statistiche e analisi tattiche del suo primo anno di Milan

Appuntamento a venerdì 3 aprile con la seconda parte!

Simone Cristao

Photo Credits: AcMilan.com

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Fiorentina-Milan 1-1, the day after! Rebic, Bennacer e il calo del secondo tempo…

Fiorentina-Milan 1-1, the day after! Rebic, Bennacer e il calo del secondo tempo…

FIORENTINA-MILAN – Una doverosa premessa, in questo articolo non scriverò degli errori arbitrali che hanno inciso sul risultato, ma solamente della prestazione dei singoli e della squadra rossonera. Il Milan scende in campo con la squadra che ha dato più garanzie in questo inizio 2020 con l’unica eccezione di Gabbia al posto dell’infortunato Kjaer. Il copione della partita è semplice, Milan con possesso palla e alla ricerca della verticalizzazione giusta per cercare di creare azioni pericolose e Fiorentina anche fin troppo remissiva che tenta di impensierire in contropiede, riuscendoci tuttavia poco almeno fino ai minuti finali. Rebic porta meritatamente in vantaggio la squadra rossonera sfruttando un errore di Caceres. L’espulsione di Dalbert al 62′ sembra poter mettere la parola fine alla partita per quanto visto fin a quel momento, ma non è stato così. Nel momento in cui il Milan doveva pensare solo a non rischiare troppo, tenendo palla e cercando di chiudere la partita, lascia incredibilmente spazio ai contropiedi della squadra viola. Proprio da uno di questi contropiedi nasce la rete del pareggio. Cutrone cade in area dopo un contrasto dubbio con Romagnoli, Calvarese fischia il calcio di rigore e Pulgar trasforma dal dischetto riportando il match in parità.

Per l’ennesima volta la squadra rossonera non riesce a chiudere il match quando dovrebbe. Un problema che ha caratterizzato molte partite di questo campionato.

REBIC– Siamo a 7 reti dall’inizio del 2020. Giocatore troppo importante per questo Milan. Riesce a trovare sempre la giocata migliore per la squadra. Tenta spesso il dribbling, forse anche un po’ troppo, ma con le sue giocate riesce a creare superiorità numerica e dai suoi piedi nascono spesso le azioni più pericolose.

La dirigenza deve essere abile a risolvere subito il problema del suo riscatto, Rebic è legato al Milan da un prestito biennale e la cifra del riscatto non è ancora stata fissata. Questione complicata anche perchè il 50% della cifra finirà proprio nelle casse della Fiorentina.

BENNACER– Una partita impressionante del ragazzo algerino. Qualità unita a quantità fanno di lui il miglior centrocampista in rosa e anche uno dei migliori della serie A (Bennacer risulta essere terzo tra i giocatori di serie A per dribbling riusciti alle spalle di Boga e Castrovilli). La sua rapidità di pensiero e la ricerca di verticalizzazioni rendono Bennacer il fulcro del gioco rossonero. Con il 4-2-3-1 e una maggior libertà di movimento le sue prestazioni sono cresciute confermandosi un giocatore chiave per questa squadra.

La sua aggressività lo porta spesso a commettere falli talvolta rischiosi e che portano a cartellini gialli. In questa stagione ha già raggiunto quota 12 ammonizioni, tante.. troppe.. deve cercare di migliorare sotto questo punto di vista. La sua ammonizione contro la Fiorentina al 12′ del primo tempo lo ha costretto a non rischiare per tutto il resto della partita, mentre sul finale della partita la sua grinta e intensità sarebbero state utili per cercare di contrastare alcune azioni pericolose.

IL CALO FISICO– Non possiamo negarlo, la squadra rossonera nei minuti finali delle ultime partite sta avendo problemi di condizione. Dover giocare praticamente con lo stesso undici da inizio 2020 sta avendo delle conseguenze. Il Milan riesce a mantenere alto il ritmo per i primi 60 minuti, dopo i quali tende ad abbassarsi e a lasciare spazio alle squadre avversarie che diventano pericolose.

La rosa dopo il mercato invernale si è accorciata e in queste partite ce ne stiamo accorgendo.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

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Milan-Verona 1-1, the day after! Quanto hanno inciso le assenze di Ibra e Bennacer?… e la classifica

Milan-Verona 1-1, the day after! Quanto hanno inciso le assenze di Ibra e Bennacer?… e la classifica

MILAN-VERONA – La squadra rossonera scende in campo con alcune assenze importanti e si sentono tutte. Rebic prende il posto di Ibra in attacco, lasciando il ruolo di punta centrale a Leao e agendo alle sue spalle. Calhanoglu si sposta in regia al posto dello squalificato Bennacer con Bonaventura che si posiziona sull’esterno. Per finire Calabria prende il posto di Conti. Alla vigilia l’idea che sarebbe stata una partita tosta era già nella testa ti molti tifosi e dopo la lettura della lista dei convocati per la partita di ieri l’idea si è fatta sempre più forte. Il Milan parte male e si trova già in svantaggio dopo 13 minuti… Faraoni, dimenticato da T.Hernandez, sfrutta un bell’assist di Zaccagni e trafigge Donnarumma. Il Milan è molto contratto, poche verticalizzazioni rispetto alle ultime partite, e non riesce mai ad impensierire la difesa del Verona. Serve una punizione dal limite di Calhanoglu, deviata dalla barriera, per rimettere in pari il match. Nel secondo tempo, malgrado la superiorità numerica dal 68′ per il rosso ad Ambrabat, la squadra rossonera non ha dato segni di voler vincere la partita in tutti i modi, ci ha provato, quello sì, ma non con quella fame necessaria per vincere queste partite.

Questa era una partita che il Milan doveva vincere a tutti i costi ma, come spesso è successo negli ultimi anni, nelle partite decisive la squadra rossonera perde qualche certezza di troppo e non riesce a portare a casa il risultato pieno.

IBRAHIMOVIC- La coppia Leao-Rebic alla prima uscita stagionale non ha dato i risultati sperati. Malgrado la prova sufficiente di entrambi, al Milan è mancato un punto di riferimento ben preciso in area in grado di ripulire palloni sporchi e dare sicurezza ai compagni di squadra. Con Ibra la squadra tende a verticalizzare cercando le sue sponde, mentre ieri lo sviluppo del gioco è stato molto orizzontale, permettendo al Verona di posizionarsi sempre al meglio e coprire gli spazi.

I numeri parlano chiaro, con Ibra in campo dal primo minuto il Milan ha vinto 3 volte su 3, con Ibra in panchina, Sampdoria, o indisponibile, Verona, 2 pareggi. Non è un caso… rimane da capire perché il Milan non abbia provato, dopo la partenza di Piatek, a trovare un sostituto che potesse essere utile in circostanze simili.

BENNACER- La sua assenza forse è pesata ancora di più rispetto a quella di Ibra. La sua aggressività in mezzo al campo, la sua capacità di far ripartire velocemente la squadra e la propensione a creare superiorità numerica in mezzo al campo sono fondamentali per questo Milan e per questo modulo.

La squadra è risultata troppo statica e prevedibile, lenta nella manovra, pochi gli spunti dei centrocampisti per creare superiorità numerica. In questo momento non possiamo permetterci di fare a meno di uno come lui.

CLASSIFICA- Dopo la partita con il Parma proprio in questa rubrica avevo scritto che calendario alla mano per capire cosa ne sarebbe stato della stagione del Milan sarebbe stato necessario fare un filotto di risultati positivi prima del derby. Possiamo dire che solo in parte la tabella di marcia è stata rispettata. La squadra era distante 8 punti dalle zone europee e 11 punti dalla zona Champions. La squadra ora ha annullato le distanze con le rivali per l’Europa League, ma la Champions rimane distante ancora 7 punti.

Pesano e non poco in questa parte del campionato i pareggi in casa con Sassuolo, Sampdoria e Verona, che potevano portare il Milan a ridosso della zona Champions. Inutile parlare di quello che sarebbe potuto essere, ora testa al derby e alle prossime partite, un piccolo spiraglio per l’europa che conta si è aperto, la squadra rossonera deve essere abile a giocarsi le sue possibilità.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Brescia-Milan 0-1, the day after! Rebic, Bennacer e il Mercato

Brescia-Milan 0-1, the day after! Rebic, Bennacer e il Mercato

BRESCIA-MILAN – Una vittoria sofferta, di carattere, anche un po’ fortunosa se vogliamo dirlo.. ma l’importante era portare a casa i tre punti e così è stato. Per quello visto in campo sicuramente il pari sarebbe stato il risultato più giusto. Ennesimo primo tempo in sordina per il Milan, cosa della quale ormai siamo abituati da parecchio tempo, con pochi spunti, poche azioni degne di nota e tanta imprecisione. Meglio nel secondo tempo anche se troppo poco per definire positiva la prestazione della squadra rossonera. Ci ha pensato Rebic a regalare ancora una volta la vittoria alla squadra rossonera e ora la classifica torna a vedere il Milan in piena corsa per le zone europee.

Inutile pensare alla mediocre prestazione della squadra in questo punto della stagione… servono più punti possibili in questo girone di ritorno.. aldilà del gioco e delle prestazioni.. l’unica cosa che contava era la vittoria e così è stato.. ora testa alla partita contro il Verona per continuare questa serie positiva.

REBIC- Ancora lui.. Ante entra dalla panchina e regala un’altra preziosa vittoria. Ora ci aspettiamo di vederlo dal primo minuto nelle prossime partite e se riuscirà a dare continuità alle sue prestazioni il Milan potrebbe aver trovato già in rosa, e non sul mercato, quel tipo di giocatore che è mancato nella prima parte del campionato. Un giocatore in grado di saltare l’uomo in velocità e creare superiorità numerica, con giocate poco prevedibili e difficilmente marcabile.

Inutile nascondersi.. l’arrivo di Ibra ha dato quel qualcosa in più a tutta la squadra.. chi ha carattere e forza, come Rebic, sta dando il massimo ad ogni occasione e i risultati si vedono.. mentre chi ha perso la voglia di lottare.. o non vuole più lottare per questi colori.. si sta accomodando in panchina o in tribuna e ha chiesto la cessione. Giusto così!!! Spazio solo a chi ha voglia di dare tutto per questa maglia.

BENNACER- Altra grande prova del ragazzo algerino. Sembra sempre più padrone del centrocampo rossonero. Alcune incertezze ed errori che lo avevano accompagnato nella prima parte di stagione stanno via via scomparendo e partita dopo partita il suo rendimento si sta alzando sempre di più.

Unica nota dolente delle sue prestazioni, e forse non è tutta colpa sua, sono le innumerevoli ammonizioni prese durante questa stagione che lo porteranno a saltare il prossimo match di campionato.

MERCATO- Rimangono pochi giorni prima della fine di questa sessione invernale. Boban, Maldini e Massara avranno il loro bel lavoro da fare. Le partenze di Suso, Paquetà e Piatek sembrano ormai certe. Da capire se in pochi giorni si riuscirà a trovare la quadratura delle operazioni in entrata come in uscita, cosa sicuramente non semplice. Sembra ormai chiaro che i giocatori non facciano più parte del progetto.

Vedremo se gli innesti che arriveranno potranno dare quella marcia in più che serve al Milan per fare un grande girone di ritorno e tornare nelle coppe europee.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Spal 3-0, the day after! Piatek, Castillejo e la prestazione della squadra

Milan-Spal 3-0, the day after! Piatek, Castillejo e la prestazione della squadra

MILAN-SPAL – Davanti a 32.000 spettatori esordio in coppa Italia per la squadra di Pioli che lascia spazio ad alcuni giocatori poco utilizzati nell’ultimo periodo mantenendo comunque il 4-4-2. Piatek ritrova la maglia da titolare dopo la panchina di Cagliari e subito con freddezza sfrutta la sua chance portando in vantaggio la squadra rossonera grazie ad un perfetto assist di Bennacer che lo libera davanti al portiere. Il raddoppio arriva con Castillejo sul finire del primo tempo con un tiro a giro perfetto dal limite dell’area. Nella ripresa arriva il terzo goal rossonero con il solito T. Hernandez che si conferma goleador anche in coppa trovando la rete con una rasoiata da fuori area.

La squadra rossonera non può certo nascondersi, la coppa Italia potrebbe essere l’unico vero obiettivo raggiungibile in questa stagione e cercherà in tutti i modi di arrivare fino alla finale. Ai quarti se la vedrà contro il Torino a S. Siro e l’eventuale semifinale sarebbe contro una tra Roma, Parma e Juventus. Il tabellone è delineato, il Milan è pronto?

PIATEK- Torna titolare al fianco di Rebic dopo la panchina di Cagliari. Prime prove anche per lui con il nuovo modulo rossonero. Fin dai primi minuti entra bene in partita e al 20′ trova la rete del vantaggio. Fornisce l’assist per il 2-0 di Castillejo dopo essersi liberato di un paio di avversari. Sembra ancora troppo lento e macchinoso palla al piede, non riuscendo quasi mai ad essere partecipe del gioco di squadra.

Bene dal punto di vista realizzativo, meno dal punto di vista del gioco di squadra. Deve lavorare molto su questo fondamentale per scalare le gerarchie di squadra e riuscire a trovare spazio nelle prossime partite. Vista comunque la buona prestazione in generale, che possa essere d’aiuto anche a lui il passaggio al 4-4-2?…

CASTILLEJO- Lo spagnolo viene riconfermato sulla fascia destra e mantiene l’impressione lasciata negli occhi ai tifosi rossoneri dopo la partita di Cagliari, in questo momento è lui il giocatore su cui puntare per le prossime partite. Nelle ultime due partite ha messo in luce le sue qualità migliori.. aggressività, intensità, agonismo, buona gamba e soprattutto più imprevedibilità rispetto al suo collega Suso.

Per il futuro non è il giocatore su cui puntare per ritornare ai livelli che competono alla squadra rossonera, ma per il presente può risultare una pedina fondamentale nello scacchiere di mister Pioli.

LA PRESTAZIONE- Il Milan ieri sera ha fatto quello che doveva fare, portare a casa la vittoria, evitare gli infortuni e riuscire a non sprecare troppe energie preziose in vista delle prossime partite del campionato. La Spal dal canto suo non ha dato filo da torcere ai rossoneri e ha pensato soprattutto a concentrarsi sul campionato dato la posizione delicata in classifica. La squadra rossonera ha dato continuità alla prestazione di Cagliari, dimostrando che il 4-4-2 in questo momento è il modulo più appropriato per le caratteristiche della squadra.

Da sottolineare, ancora una volta, la prestazione di Bennacer che in mezzo al campo ha dato geometrie alla squadra, recuperato palloni, permesso varie ripartenze e fornito l’assist prezioso per il goal di Piatek.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

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Milan-Sampdoria 0-0, the day after! Tra il ritorno di Ibra, la partita di Bennacer e il modulo

Milan-Sampdoria 0-0, the day after! Tra il ritorno di Ibra, la partita di Bennacer e il modulo

MILAN-SAMPDORIA 0-0 – Ed eccoci qui a commentare l’ennesima partita deludente della squadra rossonera. Ce ne sarebbero tante di cose da dire, ma sarebbero anche le stesse cose dette e ridette dall’inizio di questa sciagurata stagione. Ci siamo illusi che l’arrivo di Ibra potesse di colpo risolvere gran parte dei problemi, ma la partita di ieri ha dimostrato che le lacune del Milan in questo momento sono davvero incolmabili. Squadra che non riesce mai ad essere pericolosa negli ultimi 20 metri, giocatori troppo timorosi e con poche idee. Imbarazzante contro la Sampdoria la fascia destra composta da Calabria-Krunic-Suso. Sono mesi che diciamo che serve una svolta, ma ci ritroviamo sempre qui a commentare l’ennesima partita sterile ed inconcludente del Milan.

I 60.000 di S.Siro confermano che nonostante tutto i tifosi continuano a sostenere la squadra con tutta la loro passione… passione che però non si vede nella maggior parte dei giocatori che scendono in campo con la maglia rossonera.

IBRAHIMOVIC – IZ BACK… e ce ne siamo accorti tutti. Al 55′ del secondo tempo il boato dello stadio ha accompagnato il suo ritorno in campo a S.Siro. Dopo il suo ingresso in campo la squadra comincia ad essere più pericolosa. Anche se la corsa non è quella di un tempo e nelle gambe non aveva il ritmo partita, ha preso sempre le decisioni migliori per la squadra cercando sponde, assist, giocate per smarcare il compagno.. gioca per la squadra e invoglia i compagni a dare di più. I vari Suso, Bonaventura, Calhanoglu… ora sanno che possono cercare uno scambio con la punta centrale e sono sicuri che il pallone ritorni a loro in maniera pulita, cosa non scontata con Piatek.

La sua presenza si è sentita subito, sia in campo che fuori… ma non si può chiedere a Zlatan di risolvere tutti i problemi. A questa squadra serve ancora molto per tornare a certi livelli, sia a livello di acquisti sul mercato, sia a livello mentale! Una cosa è certa, Ibra darà una grossa mano a tutto l’ambiente e potrebbe essere il primo passo nella direzione giusta.

BENNACER – Menzione speciale per questo ragazzo che ieri ha messo in mostra gran parte del suo repertorio ed è risultato di gran lunga il migliore in campo, almeno per chi sta scrivendo. In mezzo al campo ha dimostrato personalità, vinto parecchi contrasti, messo la sua dinamicità al servizio della squadra, pulito palloni rendendo giocabili i palloni per i compagni, creato superiorità numerica in mezzo al campo cercando qualche accelerazione.

In questo momento sembra essere l’unico centrocampista inamovibile per la squadra rossonera. Bonaventura, ieri sottotono, e Krunic, partita estremamente negativa, non sono riusciti a dare una mano al talento algerino che contro la Sampdoria ha praticamente lottato da solo in mezzo al campo.

MODULO – Per l’ennesima partita viene confermato il 4-3-3 e per l’ennesima partita il Milan crea poco e non riesce a segnare. A differenza delle ultime partite Pioli cerca di tenere più alti i terzini, ma in contrapposizione le mezz’ali non tentano mai un inserimento. Risulta così troppo semplice per la squadra di Ranieri tenere a bada lo sterile attacco rossonero.

Un cambio di modulo, a questo punto della stagione e dopo l’arrivo di Ibra, sembra la strada da percorrere. Il 4-2-3-1 visto con l’entrata in campo dello svedese e di Leao potrebbe essere la soluzione migliore per ridare un po’ di vivacità alla fase offensiva rossonera. Una considerazione finale arriva spontanea… il 4-3-3 è il modulo su cui sono state costruite tutte le ultime deludenti stagioni, non può essere un caso, che sia l’ora di cambiare?

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

 

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