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Pagelle Milan-Inter 2-3: Bakayoko e Musacchio non bastano, vincono i nerazzurri

Pagelle Milan-Inter 2-3: Bakayoko e Musacchio non bastano, vincono i nerazzurri

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – È L’Inter a vincere il 170^ Derby della Madonnina in Serie A. I nerazzurri di Luciano Spalletti battono i rossoneri di Gennaro Gattuso per 3-2. Inter nettamente superiore al Milan nella prima frazione di gara; nella seconda, girandola di emozioni senza soluzione di continuità. Nerazzurri che dunque tornano terzi in classifica mentre ai rossoneri non resta che “accontentarsi” del quarto posto a + 4 sulla Roma.

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6 – Incolpevole sui due goal nerazzurri, ottima parata su un insidioso colpo di testa di Skriniar. Buone uscite alte e meno buone impostazioni difensive palla al piede. #GigioMaNonGigissimo

CALABRIA 5 – Soffre per tutti e 90′ le incursioni degli esterni interisti. Abbondantemente sotto la sufficienza anche in fase propositiva. #Asfaltato

MUSACCHIO 7 – Serata da leader assoluto per il centrale rossonero. Arricchisce una prestazione sontuosa e di personalità con la rete che regala 25′ di dolci illusioni. #Gladiatore

ROMAGNOLI 4,5 – Dispiace, ma il capitano ha probabilmente disputato la peggior partita in maglia rossonera. Quasi sempre in ritardo nelle chiusure, ha sulla coscienza le prime due reti nerazzurre lasciandosi sfuggire la marcatura di Vecino prima e De Vrij poi. #CoseCheCapitàno

RODRIGUEZ 5 – Bruciato più volte da Politano, appare meno sicuro del solito con il pallone tra i piedi. Non si ricordano proiezioni offensive degne di nota. #GranelloDiSabbia (dal 58′ Cutrone 5 – Il “Veleno” sembra esserci ma al netto di un atteggiamento propositivo, nella pratica poco dialogo con i compagni e pochissima incisività in area di rigore. #SanPatrizioMicaTanto)

BAKAYOKO 7 – Per continuità di rendimento nell’arco dei 90′, sicuramente uno dei migliori in campo. Forza (riuscendoci) alcune giocate e sale in cielo in occasione del momentaneo goal dell’1-2. #Ercole

KESSIÈ 5- – Tralasciando l’atteggiamento con il quale esce dal campo e per il quale merita un segno meno in più, non dà mai l’impressione di essere in partita. Confusionario più del solito con il pallone tra i piedi, lascia vere e proprie voragini a metacampo in occasione delle ripartenze nerazzurre. #Arrugginito (dal 69′ Conti 6+ – 25 minuti di spinta e sostanza offensiva, peccato per qualche cross dosato male ma il suo ingresso in campo ha sicuramente giovato a tutta la squadra. #Linfa)

PAQUETÀ 5,5 – Perde 2 palloni sanguinosi in costruzione ma è l’unico ad impegnare seriamente Handanovic nei primi 45′ oltre  a verticalizzare ogni volta che può. #2Facce (dal 46′ Castillejo 5,5 – La solita prestazione da scheggia impazzita: bene in fase offensiva ma l’ingenuità con la quale regala il rigore del 3-1 all’Inter è disarmante. #CaffèECamomilla)

SUSO 4,5 – Altra serata incolore per l’esterno spagnolo. Al netto di un paio di palloni pericolosi buttati al centro dell’area avversaria, il nulla. #BucoNero

CALHANOGLU 7- – Una delle sue migliori prestazioni stagionali per corsa, capacità ed intelligenza tattica. Unico, vero punto di riferimento offensivo tra le fila rossonere, si fa costantemente trovare tra le linee ed in ogni posizione del campo. #Eclettico

PIATEK 5,5 – Polveri bagnate per il pistolero polacco. A garantirgli un’insufficienza onorevole sono un paio di aperture ed il dialogo (a sprazzi) con i compagni di reparto. #Inceppato

GATTUSO 5 – Prova, senza fortuna, a rimettere in piedi la partita con dei campi tempestivi ma l’atteggiamento trasmesso alla squadra nei primi 45′ è imperdonabile. Non è che a temere troppo gli avversari si finisce per temere se stessi? #8LaPaura

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Calabria 5, Musacchio 6,5, Romagnoli 5,5, Rodriguez 4,5;

Bakayoko 6,5, Kessiè 5, Paquetà 5;

Suso 4, Calhanoglu 6,5, Piatek 5,5;

Castillejo 6, Cutrone 5,5, Conti 6;

Gattuso 4,5

Donato Boccadifuoco

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Milan, Bakayoko: “I rossoneri mi facevano sognare quando ero piccolo. Leonardo e Maldini due grandissime figure”

Milan, Bakayoko: “I rossoneri mi facevano sognare quando ero piccolo. Leonardo e Maldini due grandissime figure”

MILAN, BAKAYOKO – Le dichiarazioni rilasciate a France Football dal centrocampista del Milan, Tiemoué Bakayoko. Qui di seguito vi riportiamo l’intervista integrale tradotta per noi da Alexandre Davidgestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR ed al quale vanno i nostri ringraziamenti.

Due anni fa, Tiemoué Bakayoko si accingeva a vincere il titolo di Campione di Francia con l’As Monaco e si preparava a fare il suo debutto con i Bleus (Nazionale francese), ma il seguito non è andato come previsto.  Il centrocampista è abituato alle difficoltà: dopo una stagione sperimentale al Chelsea, un inizio difficile al Milan, dove è attualmente in prestito, ha ribaltato la situazione a suo vantaggio, al punto di diventare uno dei giocatori chiave per la formazione rossonera. A San Siro è diventato persino uno dei beniamini dei tifosi rossoneri.  Gli piacerebbe continuare la sua esperienza a Milano ma non dipende solo da lui.

Tiémoué è un nome poco comune. Ha un significato?

Nessuno. Era il nome di mio nonno, una delle persone più importanti della famiglia. Mio padre lo ha scelto cosicché potessi seguire le sue orme, anche se in un mestiere diverso.  I miei genitori hanno lasciato la Costa d’Avorio per la Francia negli anni 90′, ho sette fratelli e una sorella, sono il numero cinque, giusto nel mezzo! Ho avuto un’infanzia piuttosto difficile ma piena d”amore, ognuno si prendeva cura dell’altro“.

Dove l’ha vissuta la sua infanzia?

Nel XIV° distretto di Parigi. La mia Zona è Porte d’Orléans, Alesia, un po’ Montparnasse, è per questo che porto il numero 14. Non sono mai stato nelle opposizioni di quartiere del tipo “il tuo è meglio che il mio”.  Sono solamente Parigino e sono proprio cresciuto con il PSG. La generazione Ronaldinho, Peter Luccin, anche Nicolas Anelka, quella era la mia squadra“.

Come è arrivato nel Calcio?

Mio padre ha giocato in Costa d’Avorio, nei Dilettanti. Nessuno degli 8 figli è stato risparmiato, siamo stati tutti iscritti almeno una volta in una squadra di calcio. E’ veramente nel DNA della nostra famiglia, é una conseguenza logica, siamo tutti fatti per giocare a calcio, poi a quale livello, questo non lo sappiamo, anche mia madre è un’appassionata ed ha avuto un ruolo molto importante. Lei è il mio bijou (gioiello), mi ha trasmesso molti valori, soprattutto, il superare i propri limiti. Per qualche tempo della mia infanzia mio padre aveva dei problemi di schiena e lei era la sola a lavorare, era molto, molto (sottolinea) difficile sovvenire ai nostri bisogni. Le devo molto“.

Questo forte attaccamento famigliare, lo troviamo anche nella sua carriera ad alti livelli..

Il mio fratello più grande Abdoulaye è il mio consigliere, è il primo che ascolto dopo le partite. Conosce molto bene questo mestiere, è meticoloso nelle analisi e mi conosce perfettamente, mi permette in seguito di fare autocritica.
La mia carriera era cominciata piuttosto male, tutto avrebbe potuto finire già a 13 anni…. Sono stato scartato all’INF di Clairefontaine (centro di formazione per giovani), quando invece mi ci ero preparato già 3 anni prima. Ero sicuramente uno dei migliori sul campo. La delusione è stata grande ed è continuata con un infortunio a tibia e perone. Mi ricordo molto bene l’azione: il portiere esce, il pallone é un po lontano, allungo la gamba per evitarlo, e lui mi mi viene addosso con tutto il corpo. La mia gamba si piega in due, Crack!  C’è stata poi una lunga convalescenza, ma il mio amore per il calcio ha preso il di sopra (è stato più forte), era impossibile abbandonare“.

Lei finisce al Rennes, ma ha riconosciuto di non essere mai stato il predestinato della sua generazione.

All’epoca, era il miglior centro di formazione della Francia, ci sono giocatori di qualità in ogni ruolo. Quando ci sono le prime convocazioni con la selezione dei giovani della Nazionale, non sono il primo ad andare. Quando bisogna far scendere i giocatori dai nazionali ai regionali, sono uno dei primi della lista. Cos’ha fatto la differenza? Ho lavorato in silenzio, la prendevo come una sfida, non mi faceva paura. Questo percorso mi ha comunque enormemente aiutato quando ho avuto delle difficoltà negli ultimi tempi. Mi dicevo:”Tiémoué, non è la prima volta, passerai questo momento e dimostrerai ancora che si sbagliano“.

Anche al Monaco, non tutto è stato semplice…

Quando arrivo nel 2014, resto con una preparazione troncata con il Rennes perché stavo per trasferirmi. Nonostante tutto, durante la prima partita, un amichevole contro l’Arsenal durante l’Emirates Cup, sono il migliore in campo. Di colpo, Jardim mi schiera titolare per l’apertura di campionato, contro Lorient, al posto del Capitano Toulalan. La partita non va bene, stiamo perdendo , ma non ho l’impressione di essere l’anello debole eppure, sono richiamato in panchina dopo 30′. Questo ha condizionato i mesi seguenti, sono passato dalla vetta al fondo in un attimo , bim! (mima con le mani). Questo ha contribuito a ritardare la mia esplosione, dovevo ancora fare esperienza“.

Anche se ha fatto un passaggio lampo come direttore tecnico, l’incontro con Claude Makelele nel 2016 è stato una scintilla per Lei, no?

Non dico che dubitavo delle mie qualità ma sono stato sempre molto critico verso me stesso e non sempre in maniera positiva, anche se facevo molte cose positive. Claude mi ha aiutato a rendermi conto del mio livello.
Ho preso tutto questo e ne ho fatto le mie fondamenta. Luis Campos, l’allora capo-scout, è stato anche lui importante, mi parlava sempre, ha sempre creduto in me, “non ti preoccupare, riuscirai, giocherai in grandi clubs”, mi ripeteva“.

Cosa le resta di quella famosa stagione 2016-2017 finita con un titolo di Campione e una semifinale di Champions League?

Ha creato dei legami, è stato eccezionale, per ognuno di noi ma anche perché abbiamo fatto sognare la Francia. Eravamo giovani, rimarrà per sempre scolpito nelle nostre carriere ma anche nei nostri cuori. Con Jardim ho avuto degli alti e dei bassi, non mi ha fatto giocare la partita che ci consacrava campioni (contro Nancy) e la presi veramente male. Poi però per l’ultima col Rennes mi fece una bella sorpresa proponendomi di portare la fascia di capitano contro il club che mi ha cresciuto“.

Notiamo, che cita volentieri i suoi formatori nelle diverse interviste….

È importante non dimenticare, rimanere umile e semplice, credo molto al Karma e comportarsi nel modo giusto paga sempre“.

Nella stagione del titolo scopre anche la Nazionale francese, che l’avrebbe poi convinta a mettere una croce sulla Costa d’Avorio….

(Scuote la testa) Francamente, quando ho dovuto scegliere, non ho dormito, ho passato una pessima giornata ! In realtà, non ero pronto a prendere questa decisione cosi velocemente, mi ha spiazzato quando il CT mi ha chiamato. Devi per forza deludere qualcuno, ma bisogna prendere una decisione, perché « responsabile », è da « uomo », va aldilà del calcio.  Ho scelto la Francia, per me è logico, ho giocato con questa generazione, ci siamo tutti sfidati da giovani. Quest’estate, andrò in Costa d’Avorio con la mia famiglia, e i miei parenti. Amo questo paese, come la prima volta che ci sono andato con mio padre, a 11 anni. In realtà, sono un po stanco di questo dibattito. Ho scelto e resto su questa scelta“.

Non è stato più chiamato da suo debutto contro la Spagna due anni fa (sconfitta 2-0), che non è andato benissimo.. Le critiche sono state dure!

Avevo cominciato molto bene il primo tempo, me lo ricordo bene ma dopo quel passaggio sbagliato che ha portato al rigore, ho faticato e rimugino ancora. Da allora, ho incrociato il Ct, dei membri dello staff, ma non aspetto notizie, non sono cosi’, mi concentro solo sul campo perché sarà quello che mi farà tornare coi Bleus“.

Non avendo ancora disputato partite ufficiali con la Francia, lei è ancora selezionabile con la Costa d’Avorio. Sono tornati alla carica in vista della Coppa d’Africa?

(Deciso) No, e spero che non torneranno, voglio che questo episodio sia chiuso“.

C’erano cinque francesi titolari con il Monaco campione, quattro sono diventati campioni del mondo a Mosca un anno più tardi ( Mbappe, Sidibé, Mendy e Lemar), manca solo lei. Come l’ha vissuta?

Attenzione, non sono né geloso né amareggiato! Tra l’altro, ero al Chelsea, un gran club, avevo le possibilità di esserci, ma onestamente non meritavo la convocazione. Bisogna farsi le domande giuste, soprattutto sulle mie prestazioni con la nazionale“.

È stata veramente una brutta stagione al Chelsea?

No! Già, c’è troppa gente che dice che non giocavo. Penso che non hanno seguito nulla della mia stagione perché ho fatto una quarantina di apparizioni (43), tra cui più di venti come titolare. Quando non ho giocato, è perché ero infortunato, avevo la fiducia dell’allenatore Antonio Conte“.

Cosa non ha funzionato allora?

Sono il primo a dire che non è andata come volevo. Attenzione, ci sono state delle partite molto, molto buone, non tutto è da buttare, e comunque mi è servito. Se oggi ho questo rendimento, è anche grazie alla mia esperienza londinese. Oggi posso dire che sono un giocatore migliore di Monaco. La coppia con N’Golo Kante in mezzo non era niente male, era un bel progetto ed era anche una delle ragioni per le quali ho firmato per il Chelsea. N’golo è il migliore nella sua posizione. Frequentarlo quotidianamente, vedere gli sforzi che fa, mi anche permesso di progredire, di capire come diventare un giocatore di alto livello“.

Maurizio Sarri, il successore di Conte, non la voleva?

Io penso che sia stata una cosa che sia arrivata da più in alto. Il club ha deciso di intraprendere dei cambiamenti e io non facevo parte di questi piani. Sarri è arrivato e gli hanno detto quelle che erano le loro intenzioni. In più è arrivato un suo uomo come Jorginho. Una seconda stagione al Chelsea mi avrebbe permesso di giocarmi le mie carte, ma ho sentito il bisogno di cambiare aria. È stata una scelta importante, perché quella del Milan è la quarta maglia che cambio. A 24 anni è tanto. È stato Leonardo che mi ha contattato è se avessi dovuto lasciare il Chelsea, lo avrei fatto solo per il Milan, perché è stato un club che mi ha fatto sognare quando ero piccolo. Lo ringrazio sentitamente per avermi dato questa chance“.

Il simbolo del Milan Paolo Maldini al tavolo delle trattative che effetto fa?

Senza mentirvi, fa effetto. Con Leo sono due grandi figure del Club. Vi fa rendere conto dell’importanza del club nel quale arrivate. Ricordo Maldini con la sua fascia di capitano, il suo numero 3, i suoi capelli lunghi…“.

Dopo il suo debutto , a Napoli (3-2), Gennaro Gattuso ha usato parole molto dure nei suoi confronti….

Non ho apprezzato quelle dichiarazioni, e sia io sia le persone che mi stanno vicino le abbiamo prese male. Sono state illogiche. Ha rimesso in dubbio il mio calcio e quello che avevo imparato durante il mio periodo di formazione. Secondo lui avrei dovuto imparare a orientare e modificare la posizione del corpo. Ma lui è fatto così, dice quello che pensa e vuole che gli si dicano le cose in faccia. Non è uno che porta rancore”.

Che tipo di allenatore è veramente?

Francamente credo che tutti i giocatori vorrebbero avere un allenatore come lui. È una figura paterna, con la quale puoi parlare di tutto e di niente. È molto vicino ai suoi giocatori e li protegge. E non sono tanti gli allenatori che lo fanno. È puntiglioso dal punto di vista tattico, sa il fatto suo. Non lascia nulla al caso”.

In seguito l’hanno paragonata a Marcel Desailly.

Per me, Desailly, era molto più difensivo. Non penso che ci siano delle somiglianze tra noi. Ma so anche che ha fatto grandi cose al Milan nel mio ruolo. Sono andato a vedere i video per curiosità. Mi lusinga essere comparato a lui”.

Il suo fisico fa più la differenza in Serie A che in Premier League?

Si, anche se sono più bravo nell’anticipare, analizzo il gioco dell’avversario, mi calo nella situazione. Sono spesso in riflessione durante la partita, cerco di avere un tempo d’anticipo sui miei avversari. Infatti, ho un buon timing, commetto pochi falli, non ho bisogno di andare con tutto il corpo nei duelli, soprattutto perché essendo grosso, si ha più tendenza a darmi “un giallo” e col tempo l’ho imparato“.

È uno dei migliori dribblatori della Serie A, è una cosa che potrebbe sorprendere.

È una qualità che non mi viene associata, oppure non direttamente. Quando mi si vede, si pensa che io sia un giocatore fisico, ma in realtà ho delle qualità tecniche. In fase di formazione, amavo saltare l’avversario dribblandolo. E non faccio dribbling così tanto per farli. Nel mio ruolo non è una peculiarità, ma questo mi permette di mettere in difficoltà gli avversari”.

Le mancano ancora delle statistiche per valorizzare totalmente le sue prestazioni.. (si parla di gol e assist)

Mi stuzzica, ho bisogno di questo, è il limite che devo oltrepassare. Ho le qualità per farlo, forse dovrei essere più vicino alla porta, giocare un po’ più alto. Ci lavoro, vorrei essere decisivo con un passaggio o un gol“.

Lei è attualmente in prestito al Milan con un diritto di riscatto che sarà pagato solo in caso di qualificazione in Champions. E’ difficile pensare al futuro?

Sto facendo una buona stagione e sono molto grato al Milan e sono molto contento qui, anche se all’inizio sono stato molto criticato. Ma è normale, tutti si aspettavano di più, nessuna sorpresa. Non riesco a pensare molto al futuro. Farò di tutto per far sì che il Milan si qualifichi alla prossima edizione della Champions League. Sono cinque anni che i tifosi del Milan non sentono la sua musichetta e io vorrò esserci quando tornerà a risuonare a San Siro. Vedremo come andrà a finire la stagione, anche perché ho un contratto con il Chelsea, che è comunque un club molto importante per me”.

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A TUTTO PIATEK: Da Milanello al mate,da Paquetà a Bakayoko, il primo mese del pistolero polacco

A TUTTO PIATEK: Da Milanello al mate,da Paquetà a Bakayoko, il primo mese del pistolero polacco

La Gazzetta dello Sport di lunedi ha titolato “Piątekstein” scrivendo che hai qualcosa delle migliori leggende del Milan. Vedi la porta come Inzaghi, tiri come Shevchenko, di testa come Gilardino, fai acrobazie come Van Basten e hai lo spirito di Ibrahimovic. Con l’ultimo paragone hanno sbagliato perchè Zlatan direbbe che verrebbe in Nazionale solo per giocare titolare o non verrebbe per niente…

Queste le dichiarazioni rilasciate da Krzysztof Piatek a Przeglad Sportowy; dichiarazioni tradotte per noi da Roman Sidorowicz, presidente del Milan Club Polonia:

“Rimango calmo. So che abbiamo tre forti attaccanti e tutti siamo in ottima forma. Al momento non voglio pensare ancora alla nazionale. Mi aspettano partite importanti con il Milan in campionato e coppa italia”.

Come vedi questi confronti con le leggende del Milan? Solo dopo la partita con l’Atalanta ti hanno descritto come mago o Re Mida, che trasforma in oro tutto ciò che tocca con i piedi. Ti fa piacere o non ti interessa?
Se io avessi, come ha scritto la Gazzetta, tutte quelle caratteristiche che avevano le grandi leggende del Milan, allora dovrei essere il miglior calciatore della storia del Milan. La strada è ancora lunga. Spero che il Milan ritorni grande con me e che un giorno sarò degno di potermi confrontare con tutte queste leggende. Gli amici mi mandano qualche titolo di giornale ma io rimango calmo. Tutto questo non mi mette la pressione. Alcuni titoli poi sono veramente esagerati. Rimango me stesso sapendo che per vincere bisogna lavorare tanto e che grazie al lavoro ho cominciato a segnare. Di questo sono contento e non dei titoli che parlano di me.

Parliamo del primo gol con l’Atalanta: eri in piena corsa con le spalle alla porta. È stata una conclusione casuale o volevi tirare proprio così?
In un primo momento volevo attaccare il secondo palo però sapevo che la palla sarebbe arrivata sul primo. Non ho calcolato, non sapevo nemmeno dov’era la porta e il portiere. Ho segnato d’istinto, è stato tutto perfetto.

Pensi che un gol cosi’ si possa ripetere? Ho visto che oggi in alenamento lo hai provato di nuovo e ci sei riuscito
Sarà difficile fare un’altra volta un gol identico, però uno simile si potrebbe fare.

È stato un gol molto importante. Eravate sotto con una rivale diretta per un posto in Champions, che stava anche giocando meglio in quel momento. All’improvviso, come ha scritto il Corriere dello Sport: “Piątek si e’ inventato un gol che ha dato speranza al Milan e ha messo in depressione l’Atalanta”
Credo che questo gol sia stato fondamentale. L’Atalanta stava giocando meglio e noi eravamo chiusi in difesa. Abbiamo avuto forse solo una o due occasioni e non riuscivamo a mettere a frutto il nostro gioco. Questa rete ci ha permesso di cambiare tutto e di mostrare il Milan che vogliamo essere in ogni partita. Dopo il gol abbiamo giocato molto meglio e abbiamo vinto,

Il secondo gol fatto lo hai realizzato di testa, la prima rete del Milan su calcio piazzato in SerieA dopo quasi un anno intero. Qualche giorno fa i giornali hanno riportato le parole del tuo ex-allenatore Probierz che diceva di aspettare perchè il miglior Piątek lo avremmo visto quando avrebbe cominciato a segnare di testa. Ora hai iniziato…
È vero, in Polonia ho segnato molto di più di testa, in Italia finora solo due volte. Penso che questo venga dal fatto che non ho avuto tante occasioni. A volte mancava pure la fortuna, come nella partita col Parma quando ho preso il palo. Alla fine non mi interessa se segno di testa o con il piede sinistro o con il destro. L’importante è segnare.

C’è qualcosa che vorresti ancora migliorare?
Sicuramente! Nel calcio di oggi devi sempre migliorare sia fisicamente che tecnicamente. Sto cercando di migliorare il gioco di testa, con le spalle alla porta o il tiro con entrambi i piedi. Vedo che al momento il lavoro porta i suoi frutti.

Quando giochi non si nota mai la pressione che portano le tante aspettative, i titoli dei giornali oppure le grandi partite. Perchè proprio tu hai sfatato lo stereotipo del giocatore polacco che ha bisogno di un periodo di addattamento quando va a giocare all’estero?
Ho lasciato la Polonia quando ero già pronto sotto tutti i punti di vista. Fisicamente, tecnicamente e mentalmente. Potevo andare via prima ma ho preferito rimanere ancora un anno in Polonia e non me ne pento. Devo dire che mi hanno accolto molto bene sia al Genoa che al Milan. Il clima è perfetto, quasi familiare, tutti si vogliono bene, sicuramente questo mi ha aiutato nel periodo di addattamento.

Con quale giocatore del Milan ti stai trovando meglio?
Ho buoni rapporti con tutti i giocatori, qualcosa in più con i ragazzi con i quali sono seduto al tavolo mentre mangiamo: Calhanoglu, Bakayoko, Paquetà, Kessie, Rodriguez e Borini. Facciamo veramente un bel team.

Guardando i social media sembra che il miglior rapporto tu lo abbia con Bakayoko. Avete foto insieme e lui è stato anche il primo che ha fatto il gesto delle pistole come te. Ho sentito che ascolta anche il rap polacco…
Gli ho fatto sentire il brano “Bakayoko” di Taco Hemingway e gli è piacuto. Prima non conosceva nè questo brano nè il rapper. Mi ha detto di salutarlo, ora lo ascolta e forse presto preparerà qualcosa di speciale.

Ancor più importante è che vi capiate tutti sul campo. È vero che chiedi già ai tuoi compagni di passarti la palla in un certo modo?
Proviamo diverse giocate e diversi schemi ma credo che sia più importante il dialogo che abbiamo poco prima della partita quando gli chiedo: passami la palla qua o passamela là. Prima della partita con il Napoli Gattuso ci ha fatto vedere i difetti della difesa del Napoli, abbiam discusso di come poter approffittare di questi errori e direi che ha funzionato alla grande.

I tifosi del Milan hanno fatto girare due foto sui social: nella prima ci sei tu con Paquetà sulle spalle, nella seconda Shevchenko portato sulle spalle da Kakà. Sperano che diventiate così come loro. È vero che vi capite perfettamente?
Ci sentiamo bene sia in campo che fuori. Lui sa già come mi piace ricevere i palloni e anch’io la chiedo nel modo in cui lui preferisce passarla. E’ veramente fortissimo tecnicamente. Passa una palla diagonale perfetta e posso sfruttare questi passaggi. Ci parleremo tanto perche è fondamentale. Se gli esperti dicono che grazie a noi il gioco è migliorato ed è più creativo allora posso esserne solo contento. Bisogna pero’ ricordare che non siamo soli e giochiamo in undici e tutti lavorano per la squadra. Sto cercando di aiutare in difesa e dopo ricevo da loro gli assist come quello di Rodriguez con l’Atalanta. Abbiamo una squadra giovane, creativa e molto forte tecnicamente. Siamo in forma e vogliamo approfittare di questo momento. Vogliamo arrivare in Champions League e arrivare fino in fondo in Coppa Italia.

Ho promesso ai tifosi in Polonia di chiederti della “Yerba Mate” che bevi sempre. Hai preso questa abitudine qua in Italia o mentre eri ancora in Polonia?
Ho letto tanto sul mate su internet e ho provato. È una bevanda molto buona e sana. Bevo RosaMonte e Canarias.

Hai qualche dieta speciale come Lewandowski grazie alla quale non ti infortuni?
Non ho faccio niente di speciale, sto solo cercando di mangiare sano. Ho fatto le analisi sulla intolleranza ma non ho nessun problema con glutine o lattosio quindi non voglio per forza eliminarli. A Milanello dove puoi mangiare a qualsiasi ora, il cuoco già sa cosa mi piace, cosa prepararmi per la trasferta e cosa per gli altri giorni. I cuochi preparano i pasti individuali per ogni giocatore in base alle esigenze di ogni giocatore.

Milanello è veramente così magico?

Si merita la sua reputazione. E’ di prima classe. C’è tutto ciò che serve ad un calciatore. Abbiamo ognuno la propria camera, ottimi pasti. Quando volevo prenotare un tavolo ad un ristorante dove solitamente bisogna prenotare con due settimane di anticipo, è bastata una chiamata da Milanello… Ci sono sette campi, due riscaldati, uno coperto e un altro solo per i portieri. Ci sono poi due palestre, piscina, rigenerazione biologica e infine Milan Lab dove si fanno tutti i test.

Le scarpe sono i tuoi “attrezzi da lavoro”. Come devono essere per renderti felice?
Devono essere comode perchè se non lo sono allora dopo fanno male i piedi. Gioco con le Adidas X18 e come si vede dal primo gol con l’Atalanta a volte segnano da sole (ride). Sono comode e questo è più importante. Non hanno i lacci quindi non ti deconcentrano quando si slanciano.

Non ti posso non chiedere della tua esultazione con le pistole perchè di questo già parla tutto il mondo. Sembra che sia stata progettata da uno staff di public relations. E’ veramente nata per caso?Si, è nata quando ho segnato al mio debutto in Coppa Italia col Genoa. Dopo il primo gol sono andato in scivolata sulle ginocchia come sempre ma dopo il secondo ho fatto casualmente quel gesto. È stato accolto bene ed è diventato un talismano perchè da quel momento non mi sono ancora fermato.

Cosa senti quando i tifosi cantano la canzone per te con gli spari “POM POM POM POM” come hanno fatto a Bergamo?

Durante la partita non l’ho sentita perche ero cosi’ concentrato che non sentivo niente. Ho visto però i filmati: è una cosa incredibile, sono molto contento che i tifosi mi hanno accolto così velocemente e così bene. È per loro che voglio essere in forma, segnare e aiutare la squadra. Sono un attacante, sono “fatto” proprio per questo.

Dopo la tua fantastica partita con Atalanta hai parlato con il ct della nazionale polacca. Avete già stabilito chi giocherà titolare contro l’Austria?
Prima di tutto voglio che la nazionale diventi una squadra e che si qualifichi agli Europei 2020. Sicuramente il ct ha un bel mal di testa perche tutti e tre – io, Milik e Lewandowski – siamo in ottima forma. La decisione spetta a lui, noi sicuramente faremo di tutto per essere titolari.

Ti immagini una Nazionale con il 4-4-2 con te al fianco di Lewandowski? Al Milan giochi da solo in attacco.
Al Genoa pero’ ho giocato con Kouame e funzionava bene. Sono diverso da Milik e Lewandowski. Non ho nessun problema a giocare insieme con qualcuno, credo che la nazionale dovrebbe giocare con due attacanti per rendere al meglio.

Alcuni vorrebero di vedervi tutti e tre insieme. Credi che esista questa possibilità?
È da vedere durante gli allenamenti. Il ct potrbbe avere qualche idea, che cosa si inventerà lo vedremo presto.

Posted by Redazione Rossonera on

“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

Radio Rossonera non si ferma mai, vi abbiamo tradotto l’intervista di questa sera di Tiemouè Bakayoko a Footissime programma tv andato in onda su RMCSport France.
Dobbiamo ringraziare Alexandre, gestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR per aver raccolto e tradotto la lunga chiaccherata del centrocampista rossonero.

Eccola, godetevela.

Bakayoko esordisce subito ricordando i primissimi giorni in rossonero
“Questa estate mi sono trasferito al Milan e l’inizio di stagione non è stato facile per via della lingua. A tutti quelli che dicono che il Milan non sia più un grande club rispondo che si sbagliano”

Piatek?
Mi chiedono spesso cosa penso del nuovo acquisto Krzysztof Piatek e la verità è che calcisticamente ne sono completamente innamorato.

Hai giocato in due club rossoneri il Rennes e il Milan. Cosa hanno in comune?
Mmmmmhhhhh….. niente solo il rosso e il nero (ride)

Come centrocampista come ti definisci?
Tecnico

Divertente. È proprio il profilo che cercava il PSG questo inverno! Se ti avessero contattato cosa avresti risposto?
Preferisco non rispondere a questa domanda

Quando il Monaco ha licenziato e poi ripreso Jardim cosa hai pensato?
Ho pensato che riprenderlo sia stata la soluzione migliore

Cosa hai pensato quando hai visto il gol di Mbappe ieri sera?
Che è un genio!

Deve essere dura guardare l’Europa League da casa?
Sicuramente volevamo fare bella figura in questa competizione, è un peccato essersi fatti eliminare all’ultima giornata perché eravamo qualificati. Ora guardiamo gli altri giocare ed è difficile restare ad osservare le tue avversarie in campo

Interrogato su come ci si sente a giocare contro giocatori come Messi. Si ha paura magari di farsi anche umiliare?
Sicuramente io gioco in una posizione molto delicata. Devo stare attento a non perdere palla. Quando giochi contro questi giocatori non si deve avere paura. Sono i migliori anche se passano nessuno te ne farà una colpa. L’importante è mettere in campo tutte le armi a disposizione per fare bene e dare il massimo cercando di limitarli il più possibile

Come si batte la difesa della Juventus?
Bisogna cercare di aggirare la difesa, di passare sulle fasce, perché Bonucci e Chiellini in mezzo sono complementari e sono difficili da oltrepassare.

E Ronaldo? È ancora fresco come qualche anno fa?
Non so come fosse giocarci contro prima, è sicuro che se si gioca contro di lui automaticamente diventa difficile vincere. Abbiamo giocato contro e ci ha fatto gol. Hai sempre l’impressione di poterlo fermare ma ha sempre un qualcosa in più che fa la differenza.

E Antoine Griezman come lo vedi rispetto a Ronaldo? Chi è più forte?
Bisogna essere onesti: Ronaldo

 

Si parte poi con una serie di domande dal pubblico e qui il tema Milan emerge molto più prepotentemente

 

Obiettivi per l’anno prossimo: vuoi tornare al Chelsea o restare al Milan in caso di qualificazione in Champions League?
Oggi non posso rispondere perché aspettiamo veramente la fine della stagione. Sono sotto contratto con il Chelsea ma sto molto bene a Milano e perché no, vorrei continuare al Milan.

Sei stato eccellente al Monaco. Cosa non ha funzionato al Chelsea?
Penso di aver avuto delle difficoltà ad adattarmi al calcio di altissimo livello passando dal Monaco al Chelsea. È tutto un altro mondo e penso di aver avuto difficoltà a fare questo salto e ad essere continuo.

Cosa pensi della tua stagione e cosa sarebbe meglio per te per il futuro?
Sono passato attraverso momenti abbastanza difficili all’inizio. Oggi va molto meglio sia sul campo che nella vita di tutti i giorni e sono molto felice di quello che sto vivendo. Per il futuro, arrivare tra le prime quattro con il Milan e avere una sorpresa: la chiamata in Nazionale

Hai un grosso impatto sulla squadra, quando non ci sei il Milan gioca meno bene e soprattutto vince di meno
Non penso di essere io la ragione per cui la percentuale di vittorie ora è più alta. Penso veramente che sia merito di tutta la squadra. Abbiamo avuto un inizio non facile e in tutto questo per me non era facile adattarmi a una squadra nuova e ad un nuovo ambiente. Oggi penso di essere diventato importante e cerco di dare davvero il massimo per portare la squadra dove merita. All’inizio facevo solo degli spezzoni e mi hanno giudicato un po’ velocemente poi quando ho cominciato a giocare con continuità per 90 minuti ho potuto migliorare le mie prestazioni. Era questo che mi mancava: la continuità. Poi dopo aver giocato la prima partita non sono più uscito

Gattuso ad inizio stagione disse che dovevi imparare a posizionarsi meglio per ricevere il pallone. Cosa ne pensi? Hai avuto modo di parlarne con lui?
Si ci siamo parlati perché sono parole forti. Imparare a ricevere palla è un aspetto del gioco che apprendi quando cominci a giocare, sono parole che mi hanno toccato. Sapevo però in fondo a me stesso che avrei cambiato le cose e che avrei cambiato questo aspetto in positivo per il futuro

Il Milan è ancora un grande Club? Ti ricordi della finale di Atene? Quando sei arrivato ti hanno parlato della storia del Milan e dell’enorme palmares di questo Club?
Si mi ricordo di Atene e penso che non ci sia bisogno di raccontare il palmares o la storia del Milan, tutti li conoscono. Quando sono arrivato però ho visto tutte le foto, tutti i trofei, è davvero impressionante

Dopo Atene il Milan non ha più passato i quarti di Champions, come spieghi le difficoltà nel ritornare ai fasti di questo gran passato europeo
Le ragioni per cui il Milan si trova in questa situazione non le conosco ma sono triste che il Club non abbia partecipato alle ultime Champions e spero che quest’anno riusciremo a tornare in questa competizione

Cosa pensi di Cafu che dice che tu sei un giocatore sensazionale. Non male no?
Certo fa piacere sentire i complimenti di grandi giocatori

Timoué pensi alla nazionale in questo momento?
Si ci penso, poi tutto viene naturale. Penso che non è passato molto tempo da quando ho iniziato a tornare al mio livello migliore. Con calma spero di tornare in Nazionale il prima possibile

Cosa hai imparato dal tuo momento difficile al Chelsea?
Ho imparato che bisogna rimanere il più professionale possibile in tutto, nel recuperare energie, nella concentrazione. Penso che ho fallito in molti aspetti in Premier, avrei potuto fare meglio, oggi che tutto questo l’ho imparato ho più esperienza per il resto della mia carriera

Come ex Monaco ti dispiace per la partenza di Vadim Vasilyev?
Si perché è stato come un padre per me, mi ha aiuto molto, è lui che mi ha fatto firmare al Monaco e gli auguro il meglio per la sua carriera

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di dicembre

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di dicembre

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights”, la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come al solito dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: CASTILLEJO VS SPAL

La rete migliore del mese di dicembre rossonero è sicuramente quella di Samu Castillejo, realizzata nell’ultimo turno contro la Spal a San Siro. L’esterno spagnolo anticipa con bravura Dickmann dopo un passaggio avventato di Costa e realizza una rete all’incrocio con un gran sinistro. Per il giocatore ex Villareal è la seconda marcatura in campo, dopo la rete realizzata contro il Sassuolo.

La partita della svolta: OLYMPIACOS -MILAN 3-1

La partita della svolta dal punto di vista negativo per l’ultimo mese milanista la indichiamo con la sconfitta per 3-1 contro l’Olympiacos in Europa League e la conseguente eliminazione dalla coppa. Dopo questa sconfitta in terra greca il Milan non realizza nessuna marcatura per tre partite di fila: pareggio a Bologna in una gara veramente sottotono, sconfitta in casa contro la Fiorentina e altro deludente pareggio in trasferta contro il Frosinone. Nell’ultimo turno arriva finalmente la vittoria in casa contro la Spal e torna a segnare il Pipita, nella speranza che dopo la sosta a gennaio si possa riprendere con un buon risultato già dalla partita di Coppa Italia contro la Sampdoria.

L’eroe che non ti aspetti: DONNARUMMA

L’eroe che non ti aspetti del dicembre rossonero va a Gianluigi Donnarumma: nell’ultima trasferta contro il Frosinone salva la squadra con grandi parate da una sconfitta che sarebbe stata clamorosa, si ripete a San Siro contro la Spal con una parata sensazionale su Fares. Gigio sta ora tornando veramente ad ottimi livelli.

La stella del mese: BAKAYOKO

Anche per il mese di dicembre il premio come stella del mese va a Bakayoko: prestazioni solide e di sostanza in mezzo al campo per l’ex Chelsea. E’ diventato indispensabile per la squadra. Anche quando la squadra non gira lui è sempre uno dei migliori in campo. A fine stagione va assolutamente riscattato.

Andrea Propato

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Pagelle Milan-Parma 2-1: apre Inglese, rimontano Cutrone e Kessiè

Pagelle Milan-Parma 2-1: apre Inglese, rimontano Cutrone e Kessiè

PAGELLE MILAN-PARMA 2-1 – Seconda vittoria consecutiva in rimonta per il Milan di Gennaro Gattuso: dopo il match d’Europa League contro il Dudelange anche quello di Serie A contro il Parma vede la squadra avversaria portarsi in vantaggio ma perdere la sfida. Tra i migliori in campo, Abate in un quasi inedito ruolo di difensore centrale oltre che un Bakayoko sempre più padrone della mediana e un Cutrone ormai pressoché irrinunciabile.

PAGELLE MILAN-PARMA 2-1 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6+ – Pomeriggio di ordinaria amministrazione: valutazione positiva sia per la freddezza e la precisione con cui gestisce la palla con i piedi, sia per la prontezza con cui avvia un paio di contropiedi nella ripresa. #Camomilla

CALABRIA 5,5 – Degli 11 titolari in campo è quello che fa più fatica soffrendo gli avversari diretti. Qualche sbavatura di troppo sia in fase difensiva che in fase offensiva. #Svagato

ABATE 7+ – Un solo errore che potrebbe costar caro nel primo tempo; tolto quello, prestazione maiuscola al limite della perfezione da centrale di difesa, ripetiamo, da centrale di difesa! #Sorpresa

ZAPATA 6,5 – Ordinato, a tratti ordinatissimo. Gestisce bene i palloni alti difensivi e quelli bassi offensivi che avviano le nostre azioni. #Certezza

RODRIGUEZ 6 – Prestazione ampiamente sufficiente per il terzino svizzero ma le sue recenti ed ottime uscite hanno contribuito ad alzare la soglia delle aspettative; aspettative a tratti non rispettate per qualche imprecisione palla al piede. #Pendolo

JOSÈ MAURI 6 – Ottimo l’impatto con la gara ma la qualità della sua prestazione scende col passare dei minuti. Non è un caso se è il primo rossonero ad abbandonare in campo. #CarburanteInRiserva (dal 53′ Borini 5,5 – Intendiamoci: dal punto di vista tattico riesce sufficientemente a svolgere il proprio compito ma tecnicamente sbaglia almeno la metà dei palloni giocabili. #VorreiMaNonPosso

BAKAYOKO 7 – Altra prova esemplare per il mediano francese. Fa, disfa e copre ottimamente le linee di passaggio avversarie. Peccato per la cifra molto alta, altrimenti nessuno ad oggi farebbe fatica ad invocare un suo riscatto. #PietraAngolare

KESSIÈ 6,5 – Partita a due facce trascorsa tra alti e bassi: peggio del solito in fase di ripiegamento e nella conduzione di alcuni contropiedi sul finale di gara; meglio del solito la sua presenza in fase offensiva e la lucidità con la quale si presenta dal dischetto per siglare il goal del definitivo 2-1. #Moneta

SUSO 6,5 – Si fa notare per alcune importanti assistenze nei primi 45′, la sua prestazione cala nella ripresa ma non compie nessun errore evidente e rappresenta sempre un’importante valvola di sfogo per i propri compagni. #LucineNatalizie (dall’89′ Castillejo s.v.)

CALHANOGLU 6 – I cambi gioco ci sono, i tiri anche ma se i primi iniziano a diventare efficaci e precisi, i secondi appaiono poco convinti e forzati. La strada è quella giusta ma ci vorrà ancora del tempo prima di vederlo tornare ai suoi livelli. #BalisticaATratti

CUTRONE 7,5 – Minuto 55: il Milan è sotto per 1-0, Patrick recupera di forza una palla ai limiti dell’area di rigore avversaria, avvia l’azione e la conclude con un preciso destro sul palo lontano. Per atteggiamento e dedizione alla causa è per distacco il migliore in campo; sicuri che non sia già un grande attaccante? #Predestinato

GATTUSO 7 – 3 partite e 3 moduli diversi in 7 giorni: 2 vittorie e 1 pareggio subito a tempo scaduto. Basterebbero questi dati oggettivi a far del nostro allenatore un buon stratega ma, limitandoci alla gara di oggi, ha il merito di preparare al meglio la partita e di sistemarla in corso nonostante la botta psicologica dello svantaggio. #Eclettico

PAGELLE MILAN-PARMA 2-1 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Calabria 6, Abate 7, Zapata 6,5, Rodriguez 6;

Kessiè 6,5, Bakayoko 7,5, Josè Mauri 5,5;

Calhanoglu 5,5, Suso 6, Cutrone 7,5;

Borini 5, Castillejo 6;

Gattuso 6,5.

Donato Boccadifuoco

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di novembre

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di novembre

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights” la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come sempre dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: ROMAGNOLI VS UDINESE

Dopo la rete siglata nel recupero contro il Genoa, Alessio Romagnoli si ripete ad Udine negli ultimi palpitanti istanti di gara con una realizzazione dopo un’azione costruita in contropiede da Suso. Il capitano fa letteralmente esplodere di gioia tutti i tifosi rossoneri e permette al Milan di restare in scia per il quarto posto.

La partita della svolta: LAZIO-MILAN 1-1

L’ultima partita di campionato disputata allo stadio Olimpico contro la Lazio può essere considerata la partita della svolta del mese rossonero: in una situazione di totale emergenza, con un solo difensore di ruolo nel pacchetto a tre arretrato, gli uomini di mister Gattuso dimostrano di poter tenere testa ad una squadra molto attrezzata come la Lazio, nonostante gli innumerevoli problemi di infortuni. Rimanendo attaccati al treno Champions e con un mercato di gennaio che si prospetta interessante, il Milan potrà essere in grado di raggiungere il proprio obiettivo.

L’eroe che non ti aspetti: ROMAGNOLI

Anche per l’eroe che non ti aspetti, decidiamo di premiare, così come per il mese di ottobre, Alessio Romagnoli: il gol al 97’ contro l’Udinese è davvero troppo importante per la squadra. Il capitano attualmente è fermo per infortunio, ma potrebbe rientrare a disposizione prima di Natale; la sua presenza è assolutamente fondamentale per la squadra.

La stella del mese: BAKAYOKO

Il centrocampista ex Chelsea ha nettamente migliorato il rendimento delle sue prestazioni: nel mese di novembre si è dimostrato una vera diga in mezzo al campo, con forza fisica e tanti palloni recuperati. Non è ancora sicuramente al livello di rendimento degli anni al Monaco, ma ora sta senza dubbio sta iniziando a diventare un punto di forza per il centrocampo rossonero. Se dimostrerà continuità nel corso della stagione, potrebbero salire le possibilità di riscatto del suo cartellino a fine campionato da parte della società.

Andrea Propato

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