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Luca Antonini a Radio Rossonera: “Il Milan è fede pura. Ancelotti un padre, Ibrahimovic spero rimanga”

Luca Antonini a Radio Rossonera: “Il Milan è fede pura. Ancelotti un padre, Ibrahimovic spero rimanga”

LUCA ANTONINI A RADIO ROSSONERA – Ennesimo appuntamento con i “Face To Face” di Radio Rossonera. Questa volta tocca all’ex difensore del Milan, Luca Antonini. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Ciao Luca. Innanzitutto come stai, dove sei e come sta andando questa quarantena?

Bene, sono a casa mia in Versilia da inizio marzo. Cerco di aggiornarmi con Wyscout e faccio un po’ di video conferenze. Il modo per riuscire a lavorare si trova sempre“.

E nel tempo libero?

Nell’arco di 24 ore riesco a prendermi qualche ora libera, soprattutto di notte perché dormo poco; vivo su Netflix. Cosa sto vedendo? Ozark anch’io come Nocerino; poi ho finito in una sola notte La Casa Di Carta. Sto guardando anche 21 Thunder che è una serie sul calcio“.

Playstation sì o no?

No, mai giocato! Sono più i ragazzi di ora che ci giocano anche se so che Nesta e Pirlo ci giocavano molto“.

Cos’è stato il Milan per te?

Per me il Milan è tutto. Da quando avevo 7 anni ho fatto parte di questa famiglia che quindi ha rappresentato la maggior parte della mia carriera e della mia vita in generale. Il Milan è qualcosa che va al di là del calcio: è fede pura!”.

Ti ricordi la tua prima partita a San Siro? Cosa si prova ad entrare a San Siro?

Non ne sono sicurissimo ma credo che la prima fu contro la Sampdoria. Da avversario entrare a San Siro è un emozione che non si può descrivere ma che ti mette anche apprensione, però dopo 2 minuti passa tutto perché la palla inizia a rotolare per il campo“.

15 maggio 2010, Milan Juve 3-0. Quali sono i tuoi ricordi?

Segnai Il mio primo e unico goal con la maglia del Milan alla mia centesima presenza. Nella mia carriera ne ho fatti pochi in generale di goal ma qualcuno di importante l’ho fatto. Qualche giorno prima era nata mia figlia e fu un susseguirsi di emozioni che poi sfogai andando ad abbracciare Leonardo dopo la rete“.

Assist di Ronaldiho… Tu che l’hai conosciuto, puoi dirci com’era in campo e fuori?

Un ragazzo sempre felice, mai una parola fuori posto. Si allenava sempre con grande entusiasmo. Dopo anni di Barcellona in cui aveva vinto tutto è venuto al Milan con grande umiltà. In campo faceva divertire i tifosi ma anche tutti i compagni in allenamento, quando c’era lui Milanello ero un circo“.

Chi è il giocatore più grande con il quale hai giocato?

Kakà! Possedeva tantissime qualità: corsa, resistenza, determinazione, personalità, umiltà, sensibilità… Tutte queste qualità in un singolo giocatore non le ho ritrovate più in nessun altro“.

Una curiosità: quali furono le vostre reazioni nello spogliatoio al termine di quel Milan-Juventus con il goal non assegnato a Muntari?

In campo ci eravamo resi conto che la palla fosse entrata ma durante la partita pensi solo a giocare. Poi abbiamo riguardato le immagini e ci siamo resi conto a posteriori che in quella partita abbiamo perso tanto perché da lì passa gran parte della storia recente del calcio italiano“.

Che ricordo hai di Leonardo? Ti saresti mai aspettato il suo ritorno e poi il suo addio al Milan?

Leonardo è passato in pochissimo tempo da dirigente ad allenatore ma lo ha fatto con uno staff di altissimo livello: Tassotti, Maldera, Castellazzi. Quello stesso staff fece crescere molto sia Leonardo che la squadra tanto che a fine stagione per me Leo era diventato un allenatore molto bravo e sicuramente avrebbe avuto le caratteristiche per aprire un nuovo ciclo vincente dopo quello di Ancelotti. Non so se mi sarei aspettato il suo ritorno al Milan, di sicuro ha dimostrato ovunque ha lavorato di essere un grande dirigente; il suo nuovo addio mi è dispiaciuto“.

Che ricordi hai di Ancelotti e Allegri?

Ancelotti lo ricordo come un padre che ti voleva bene e che allo stesso tempo ti insegnava come stare in campo. Sicuramente uno degli allenatori più grandi a livello europeo: ha vinto ovunque e sta dimostrando la sua bravura anche adesso all’Everton pur subentrando a stagione in corso. Allegri trasmetteva al gruppo grande serenità. Un allenatore che si è consacrato poi alla Juventus prendendo la guida di un gruppo che era già abituato a vincere. Bada sempre al sodo e porta a casa i risultati anche se magari non con un calcio eccezionale come quello di Guardiola o Sarri. Ad ogni modo Allegri è un grande allenatore e sicuramente gli arriveranno presto offerte importanti“.

Su Galliani e Berlusconi:

Di Galliani mi ricorderò sempre la telefonata che mi fece la prima settimana di luglio mentre ero in vacanza con mia moglie. Mi disse: ti riporto a casa. Anche se mi hai fatto spendere un sacco di soldi so che potrai fare grandi cose. Io lo ringrazia e una volta messo giù il telefono feci un urlo di gioia; fu una grande soddisfazione per me. Berlusconi lo ricordo come un padre di famiglia. Quando arrivava a Milanello riusciva sempre a diffondere gioia e buonumore anche raccontando barzellette. Un presidente con la “P” maiuscola! Galliani e Berlusconi sono due icone del calcio degli ultimi 30 anni e adesso al Monza stanno riportando quell’idea di grande calcio“.

Che idea ti sei fatto sul Milan di oggi?

Personalmente non mi piace soffermarmi sulle questioni dirigenziali, però il cambio continuo non ti permette di avere continuità nei risultati. Difficile dunque trovare una strada dritta da seguire. Auguro al Milan di poter presto trovare la quadra e centrare risultati importanti; in Europa manca solo il Milan adesso“.

Da terzino sinistro a terzino sinistro. Ti piace Theo Hernandez?

Sì tantissimo, Theo Hernandez è un grandissimo giocatore! Gran colpo di Paolo Maldini che di terzini se ne intende…

Cosa pensi del ritorno di Ibrahimovic al Milan? Lo confermeresti anche per la prossima stagione?

Ritorno fondamentale e mi auspico la sua permanenza. Un giocatore così toglie pressione agli altri e li fa crescere. In un progetto giovani figure come la sua sono fondamentali; per vincere serve sempre un giusto mix. Il Milan ha giovani di buone prospettive e qualità ma possono riuscire ad emergere solo se nel gruppo sono presenti 2/3 elementi con la mentalità vincente“.

Puoi raccontarci come è nato quel bellissimo legame che hai con la città di Genova?

Un legame nato subito. Arrivai l’ultimo giorno di mercato ed ero reduce da uno stiramento che mi fece saltare la prima partita. Recuperai, non al 100%, per quella successiva che era il derby e segnai dopo soli 8 minuti. I tifosi del Genoa mi hanno sempre dato tanto affetto perché si legano ai giocatori che in campo riescono a dar tutto e io, pur non avendo grandissime qualità, in campo non so cosa voglia dire risparmiarsi. Poi, quando Genova città è stata in difficoltà a causa di quell’alluvione, decisi insieme a mia moglie di dare una mano a degli amici in difficoltà: per una città che mi ha dato tantissimo era un atto dovuto“.

C’è stato un momento in cui hai realizzato che saresti davvero diventato un calciatore?

Sì, al Torneo di Viareggio: Segnai 3 goal di cui uno in finale. Dopo mi resi conto di poter fare il professionista anche se ogni anno è chiaro che devi dimostrare qualcosa. Sono partito dalla C2 vincendo un campionato con il Prato poi ho vinto un campionato in Serie B con l’Ancona. Da lì in poi ho capito che potevo giocare a calcio a buoni livelli“.

C’è un momento della tua carriera che vorresti rivivere?

Più che altro vorrei tornare indietro nel tempo: tornare al Milan con la maturità acquisita oggi perché alcune situazioni le avrei affrontate diversamente“.

Oggi sei un procuratore, com’è nata questa svolta lavorativa?

Nata dal nulla: io volevo fare l’allenatore. Andai anche in Olanda per seguire e studiare da vicino i settori giovanili di Ajax e Az, guardai tantissime partite e mi misi in contatto con ex giocatori come Van Der Sar, Winter e Overmars. Tornato in Italia avrei voluto fare gavetta, non volevo partire da alti livelli, il Prato mi propose di allenare ma in quel momento non ne avevo la possibilità perché vivevo a Genova. Chiamai Galliani per capire se ci fosse qualche possibilità di entrare nel settore giovanile del Milan ma il Milan venne venduto da lì a poco. Tutti segnali forse che mi volevano dire di non fare l’allenatore. A luglio torno a Milano e un mio amico mi propone di fare qualche operazione insieme. La cosa mi è piaciuta, mi sono buttato in questa nuova avventura e qualche soddisfazione me la sto togliendo“.

So che tu e tua figlia siete appassionati di calcio femminile. Secondo te a che punto siamo con il suo sviluppo?

Il calcio femminile sta sicuramente avendo uno sviluppo importante: i Mondiali sono stati bellissimi. Credo che le ragazze abbiano bisogno di sentirsi professioniste a 360 gradi: sono brave, ascoltano e si sanno applicare molto più degli uomini. Mia figlia vuole assolutamente giocare a calcio ed è una grande fan di Valentina Giacinti. Faccio i miei complimenti a Mister Ganz per come sta guidando il Milan femminile: l’ho conosciuto da ragazzino e ho avuto l’onore e la fortuna di giocare insieme a lui all’Ancona e al Modena. Maurizio è un brav’uomo e un bravo allenatore“.

Amicizia e riconoscenza sono due valori che esistono nel calcio?

Amicizia sì. Ad esempio con Favalli anche se non mi sento spesso c’è sempre tanto affetto tra noi quando riusciamo a vederci. Non dico che non ci sia riconoscenza nel calcio ma forse qualche anno fa ce n’era di più“.

Possibile un ritorno di Thiago Silva al Milan?

Me lo auguro! Anche Thiago è un amico, sono molto legato a lui. Non sarà vederlo nuovamente indossare la maglia del Milan ma il calcio mi ha sempre fatto capire che nulla è impossibile“.

Chi preferisci tra?

Beckham o Seedorf? Seedorf. Kakà o Ronaldinho? Kakà. Nesta o Thiago Silva? Nesta. Cassano o Robinho? Cassano. Ibrahimovic o Shevchenko? Ibrahimovic. Risotto in giallo o pasta al pesto? Risotto in giallo“.

Photo Credits: AcMilan.com

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Luca Antonini a Radio Rossonera: “Al Milan servono 3-4 leader. Mi piacerebbe poter ritornare”

Luca Antonini a Radio Rossonera: “Al Milan servono 3-4 leader. Mi piacerebbe poter ritornare”

LUCA ANTONINI A RADIO ROSSONERA – Alla vigilia di Genoa-Milan, match delicatissimo per entrambe le formazioni, Radio Rossonera ha contattato l’ex difensore, rossonero e rossoblu, Luca Antonini. Qui di seguito l’intervista completa:

Genoa-Milan di domani rischia di essere una sorta di ultima spiaggia per entrambi gli allenatori dopo appena sei giornate di campionato. Come te lo spieghi?

Bella domanda, non saprei. Oltretutto dopo la partita ci sarà la sosta, ragion per cui entrambe le società potrebbero pensare di cambiare dovendo affrontare un periodo leggermente più lungo del solito prima della prossima partita. Per entrambi gli allenatori non è una situazione semplice da affrontare ma aspettiamo di vedere cosa ci riserverà il campo“.

La maglia del Milan è veramente così pesante come ha detto Maldini nell’ultimo post gara?

Lo è! Rappresenta la storia di un club importante e indossarla ha sicuramente un certo peso. Il pubblico di San Siro ti eleva nei momenti positivi ma rischia di angosciarti nei momenti negativi se solo sbagli un passaggio di qualche centimetro. Tutto sta nel come i giocatori dimostrano di voler reagire, o hai carattere o vieni affossato”

A questo Milan serve un leader?

Non ne serve solo uno, ne servono 3/4. Romagnoli ha esperienza internazionale con la Nazionale ma è giovane. Servono giocatori dalla grande esperienza che riescano a trasmettere serenità nei momenti di difficoltà“.

Chi era il leader del Milan quando ne facevi parte anche tu?

Beh durante il mio primo anno c’era Paolo Maldini. Bastava guardarlo per tranquillizzarsi, riusciva a caricarsi di tutte le problematiche. Negli anni successivi c’era Gattuso ma fare nomi è difficile, il mio elenco in tal senso sarebbe lunghissimo“.

Che effetto ti fa vedere Paolo Maldini in dirigenza?

Un bellissimo effetto. Paolo ha sempre dimostrato di avere una personalità importante. Sono davvero orgoglioso di aver giocato insieme a lui“.

Da ex terzino, come valuti la batteria di terzini rossoneri?

Sono tutti uno diverso dall’altro per caratteristiche e propensioni offensive e difensive. Qualcosa però al momento sembra mancare“.

Nonostante una buona campagna acquisti, cosa non sta andando nel Genoa?

Il Genoa ha disputato un ottimo precampionato così come le prime due giornate di Serie A, poi ha avuto un calo vertiginoso. Non so a cosa possa essere dovuto perché la qualità e l’esperienza c’è, basti pensare a Zapata e Schone. Abbiamo parlato di San Siro prima ma anche Marassi è un ambiente difficile“.

Ti manca il Milan? Ti piacerebbe tornarci?

Sì, tanto. In passato ho avuto la possibilità di tornare ma poi con il cambio di proprietà non si è fatto nulla. In futuro chissà: conosco molto bene l’ambiente avendo inoltre fatto tutto il settore giovanile. Inoltre, sono tornato a Milano“.

Un messaggio ai tifosi del Milan…

In questo momento soffro anch’io perché sono un tifoso del Milan. I tifosi del Milan hanno visto questa squadra sul tetto del mondo, ci vorrà pazienza. Stiamo vicino a questa squadra, accompagniamola in questo periodo negativo perché quello positivo sono certo che arriverà“.

Photo Credits: AcMilan.com

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