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Juventus-Milan 1-0, the day after! Tra la prestazione, i singoli e il modulo

Juventus-Milan 1-0, the day after! Tra la prestazione, i singoli e il modulo

JUVENTUS-MILAN 1-0 – Ed eccoci qui a commentare l’ennesima sconfitta del Milan. Questa volta a differenza di altre molti tifosi, me compreso, eravamo consapevoli che sarebbe arrivata la sconfitta. Troppo superiore la Juventus oltre che nell’undici titolare anche nelle riserve. Chiamare riserve i vari Dybala, Douglas Costa e Rabiot è un’eresia.. lo sappiamo.. infatti quando ti puoi permettere di togliere un affaticato Ronaldo e mettere Dybala vuol dire che non hai 11 titolari, ma 17-18.. cosa che al Milan manca ormai da parecchi anni.
Ieri sera alla fine del primo tempo praticamente giocato a senso unico dal Milan, apro il cellulare e mando un messaggio a mio padre, tifoso juventino, e gli scrivo: “Stiamo dominando e perderemo.. la partita è già scritta…”. Il mio presagio, come penso quello di numerosi tifosi, si è avverato. Nel secondo tempo Dybala realizza il goal sull’unica sbavatura difensiva della squadra e decide la partita.

LA PRESTAZIONE – La squadra rossonera ieri sera ha dato il massimo, ed il massimo purtroppo non è servito a portare a casa punti importanti. La prestazione però servirà a dare carica a questo Milan malato, servirà a dare consapevolezza ai giocatori ed al mister. Giocando al massimo delle proprie potenzialità e concentrati dal primo all’ultimo minuto questa squadra se la può giocare con tutte e rialzarsi in fretta da questa brutta situazione.

Il campionato è ancora lungo, le posizioni da scalare in classifica sono tante, ma per la prima volta ieri, dopo tanto tempo, si è visto un Milan con carattere e personalità che è riuscito a tratti ad imporsi sulla squadra più forte del campionato. Ora serve la continuità delle prestazioni per poter risalire presto posizioni in classifica e a marzo vedremo se questo Milan potrà ancora chiedere qualcosa a questo campionato.

I SINGOLI – Oltre alla prestazione di squadra nella partita di ieri spiccano le prestazioni di Conti, Bennacer e Krunic. Conti ha dato ampi segni di risveglio dopo le pessime ultime uscite, ha retto bene tutti i 90 minuti senza cali di concentrazione ed è risultato uno dei migliori in campo della squadra rossonera, peccato solo per un paio di passaggi sbagliati nel primo tempo in occasioni che potevano diventare molto pericolose, con la fiducia del mister potrebbe tornare presto il giocatore che tutti stiamo aspettando da due anni.
Bennacer ha fatto una grande partita contro il centrocampo più forte del campionato, si è dimostrato in grado di reggere, anche nel migliore dei modi, la pressione di indossare la maglia rossonera in partite così importanti, personalità e qualità al servizio della squadra. La sua giovane età lo portano ogni tanto a prendere delle decisioni non perfette, ma con il tempo regalerà grandi soddisfazioni alla squadra rossonera.
Krunic è la vera sorpresa di queste ultime due partite, sia con la Lazio che nella partita di ieri sera, ha dimostrato che Boban e Maldini non hanno sbagliato a puntare su di lui, il suo dinamismo e forza in mezzo al campo hanno dato al Milan nuove geometrie di gioco, ora anche per lui servirà continuità e ritrovare la sua miglior condizione fisica.

Nella partita di ieri si sono visti miglioramenti individuali da tutta la squadra, se ad ogni partita gli errori individuali cominceranno a diminuire, il Milan tornerà finalmente a poter dire qualcosa in questo campionato.

IL MODULO – Mister Pioli sembra mettere apposto un pezzo del puzzle ad ogni partita, sta studiando le soluzioni migliori per far rendere al meglio tutta la squadra e i singoli interpreti. Ci sarà ancora un lungo lavoro da fare, ma l’importante è che il Milan cresca partita dopo partita.

Rumori di questi giorni dicono che Pioli stia preparando la squadra per un 3-4-2-1… il passaggio a questo modulo consentirebbe a Conti ed Hernandez di spingere sulla fascia e dare molte più soluzioni alla fase offensiva del Milan e permetterebbe anche a Piatek di avere più palloni giocabili all’interno dell’area avversaria per tornare ad essere il pistolero che tutti conosciamo.. pum pum pum

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com

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Pagelle Juventus-Milan 1-0: Sconfitta immeritata. Manca solo il gol

Pagelle Juventus-Milan 1-0: Sconfitta immeritata. Manca solo il gol

Pagelle Juventus, Milan – Poche volte, nella storia rossonera, si era arrivati alla vigilia di un Juventus-Milan con così poca fiducia, così poca attesa. Merito, si fa per dire, di un disastroso inizio di campionato, che ha portato grande sconforto tra i tifosi e, soprattutto, tra i giocatori del Milan, sembrati quasi rassegnati ed incapaci di ogni reazione mentale alle difficoltà. Vigilia accompagnata dall’esclusione di Kessie, meritata quanto necessaria per riportare impegno e voglia al centro del villaggio.

Pioli si affida al 4-3-3. Il primo tempo vede un buon Milan. Ben organizzato e propositivo, è sicuramente più pericoloso della Juve in varie occasioni. Szczesny si supera su un colpo di testa di Paquetà a metà della prima frazione. Nel secondo tempo, Milan meno brillante, soffre un po’ di più e la Juve passa con Dybala. Nel complesso, buona prestazione, il Milan gioca meglio della Juve a Torino.

Dopo la sosta ci sarà il Napoli, senza Bennacer e Calhanoglu. E il terzultimo posto è a -4. I segnali di ripresa si intravedono, ora servono i punti.

Pagelle:

Donnarumma 6,5: Inoperoso per tutta la partita, incolpevole sul gol, miracolo su Dybala all’ultimo. #CRNostro

Conti 6,5: Torna titolare in una partita che si preannuncia un incubo. Prova molto solida. Buone sovrapposizioni, buoni palloni in mezzo e buone coperture dietro. #Daje

Duarte 6: Malissimo contro la Lazio, nella prima viene sollecitato pochissimo, ma non sbava. #Bene

Romagnoli 5,5: Buona personalità, ottima attenzione. Si attacca ad Higuain come una felpa a Salvini. Mezzo voto in meno perché  l’errore su Dyabala pesa come un macigno, imposta i piedi male ed è sbilanciato. #Quasicomeprima

Hernandez 6: Più bloccato del solito, riesce comunque a farsi vedere in avanti. Lascia la fascia un po’ troppo scoperta in un paio di occasioni che costano i gialli a Bennacer e Krunic. #Certezza

Paquetà 6: Che faccia rima con qualità lo sanno pure gli indigeni di Vanuatu. Che debba aggiungerci un po’ di concretezza, pure. Nel primo tempo illumina il gioco con grandi cambi. Nel secondo tempo cala e non poco. Dev’essere più lucido. #Poquetà

Bennacer 6,5: Sempre più sicuro. Molto bene palla al piede. Sta crescendo, peccato salti Napoli #Arbitrooo

Krunic 6: Buona prova di sostanza. Sicuramente una lezione di impegno a Kessie. Se continua così, il posto è suo. #Krusic

Suso 5,5: Critiche, gol, infortunio. Questo il recente passato dello spagnolo. Aggiunge qualità e palloni alla manovra, ma deve essere più partecipe sia in fase di possesso che di non possesso. Pressing quasi nullo. #SuNo

Piatek 5: Ha una buona palla di testa che spara inspiegabilmente a lato. Lo scorso anno vedeva la porta bendato, quest’anno nemmeno al microscopio. Bene nel tenere su la squadra, ma non basta affatto. #Piangek

Calhanoglu 6: Il migliore di inizio stagione, questa sera un po’ sottotono. Impegna Szczesny con qualche buon tiro. Ci prova e fa bene. Mantenere la fiducia. #Calhasiglu

Bonaventura 5: Entra che peggio non si può. Molle e impreciso. Lontanissimo parente del Jack che conosciamo. #Change

Leao 4,5: Entra, ma non ce ne si accorge se non per un colpo di tacco inutile. Tornare a metterci la testa, visto che la qualità c’è. Altrimenti applicare la dottrina Kessie. #Sveglia

Rebic SV

Pioli 6,5: Passo avanti deciso. Ci si aspettava la dèbacle, invece arriva una prestazione solida. Buoni segnali per il futuro. In attesa della difesa a 3, anche se con questo Conti, potrebbe non servire. #Alleluja

Federico Rosa

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Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

Milan-Lazio 1-2, the day after! Tra la partita di Piatek, il centrocampo e il cambio decisivo

MILAN LAZIO – Mister Pioli cambia due uomini rispetto alla partita contro la Spal, Calabria prende il posto di Musacchio con Duarte al centro della difesa e Krunic prende il posto di uno spento Kessie. Il Milan parte bene, sfiora il goal con Paqueta, ma la Lazio davanti ha giocatori molto tecnici che riescono spesso a trovare la giocata che impensierisce la difesa rossonera. Immobile di testa porta in vantaggio la Lazio, ma Piatek con un tocco in area deviato poi da Bastos pareggia subito. Nella ripresa entrambe le squadre danno l’impressione di voler vincere la partita. Pioli ci prova togliendo Paquetà e inserendo Leao, ma proprio questo cambio toglie palleggio in mezzo al campo alla squadra rossonera e permette alla Lazio di impossessarsi piano piano del gioco . Il Milan lascia ampi spazi per le ripartenze, e da una di queste nasce il goal di Correa sfrutta nel migliore dei modi una gran palla di Luis Alberto. La Lazio torna a vincere a S. Siro dopo 30 anni.

PIATEK – A differenza di altre partite sembra entrare di più nel vivo del gioco, soprattutto nel primo tempo. Prova qualche sponda interessante per i compagni e prova un paio di volte il tiro. Mette lo zampino sul goal del pareggio, ma nella ripresa sparisce insieme alla maggior parte dei suoi compagni.

Ancora troppo poco questo Piatek, spesso pasticcia con il pallone e perde tempi decisivi per giocate importanti. Il polacco non riesce ad uscire da suo momento negativo, i tifosi rossoneri sperano in un rapido cambio di tendenza.

IL CENTROCAMPO – La sorpresa nella formazione iniziale è l’inserimento nell’undici titolare di Krunic. L’ex giocatore dell’Empoli ha dato più dinamismo al centrocampo e più soluzioni in fase offensiva, almeno fino a quando la condizione ha retto è stato uno dei più positivi della partita. La prova di Bennacer è stata a due facce, un primo tempo abbastanza negativo con alcune palle insidiose perse e un secondo tempo molto più positivo a lottare in mezzo al campo e a far girare la squadra.

Sembra che a questo Milan manchi ancora qualcosa in mezzo al campo, manca quell’esperienza che sicuramente nella partita di ieri sera avrebbe portato un maggiore equilibrio in mezzo al campo. Manca personalità nella zona centrale del campo ed Elliot a Gennaio dovrà cercare di intervenire anche qui, regalando a Pioli quel giocatore di esperienza e tecnica in mezzo al campo che alla squadra rossonera manca da parecchio tempo.

IL CAMBIOLa partita cambia al minuto 53, fuori Paquetà, dentro Leao. Mister Pioli cerca di trovare il cambio vincente, ma invece trova l’esatto opposto. Leao, forse sconsolato per la seconda panchina consecutiva, non riesce a dare quella scossa che gli chiedeva Pioli, anzi, spesso risulta fuori dal gioco, si fa vedere troppo poco e quando ha la palla nei piedi risulta poco incisivo. Con l’uscita di Paquetà il Milan perde qualità nel palleggio in mezzo al campo e lascia spesso il pallino del gioco in mano alla squadra biancoceleste.

Nel provare a vincere la partita Pioli la perde. Bisogna però riconoscere del coraggio in questa sostituzione, probabilmente la posizione così deficitaria in classifica ha fatto propendere per questa scelta così offensiva, il Milan come non mai ha bisogno di punti per risollevarsi, la scorsa sera è andata male, speriamo che la prossima volta un cambio così “azzardato” porti i suoi frutti.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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Pagelle Milan-Lazio 1-2: Amaro e delusione

Pagelle Milan-Lazio 1-2: Amaro e delusione

Pagelle Milan-Lazio 1-2 – Dopo la prima vittoria della stagione Pioli, il Milan era chiamato a dare continuità più nei risultati che nelle prestazioni, visto il pochissimo gioco messo in mostra contro la SPAL. Pioli ritrova la Lazio, che aveva portato in Champions, ed è chiamato ad un’insperata vittoria per poter tenere acceso un lumicino per portarci il Milan, in Champions.

Il primo tempo rossonero è più che buono. Abolito il possesso di palla sterile, il Milan è veloce come non mai in stagione. Al 20’ arriva il vantaggio Lazio con Immobile, che gira benissimo di testa. Tre minuti dopo, il pareggio rossonero con l’autogol di Bastos. C’è stata una reazione ed è forse il segnale che più si voleva vedere. Il secondo tempo, il Milan gioca bene e rischia poco, ma subisce il 2-1 in contropiede da Correa. Sconfitta immeritata, che lascia però qualche buona impressione per il futuro. Manca, però, il carattere, sempre di più.

L’ultima sconfitta casalinga con la Lazio era datata 1989, firmata da un autogol di Paolo Maldini. Ora la Champions sembra impossibile. Gravissime lacune difensive e di personalità. E al prossimo turno c’è la Juve…

 

Pagelle

Donnarumma 6: Incolpevole sui gol. Qualche uscita sbagliata, ma rimedia. Rimane indubbiamente il punto fermo della squadra. #GigiOne

Calabria 5: Ritrova la fascia, dopo l’esperimento Duarte. In fase difensiva sembra ancora un po’ insicuro, meglio le sovrapposizioni. Ma ancora tanti, troppi errori. I fischi, però, non aiutano, anzi… #Daivide

Duarte 5: Torna al centro dal primo minuto. Malissimo sul gol di Immobile, che gli stacca in faccia. Male anche nel secondo tempo, viene puntato e soffre tantissimo, rischiando il secondo giallo. #Dualipa

Romagnoli 6: Meglio delle uscite precedenti, molto bene su Correa a fine primo tempo. In area, da manuale il non uso delle braccia. E, viste altre squadre, è già molto. La svolta mentale del Milan deve passare dal suo capitano. #Laziognoli

Theo 6: Meno treno del solito, ma è comunque una delle certezze di questo Milan. Benissimo le sovrapposizioni e la spinta, da rivedere le coperture difensive. Corre molto, forse troppo. #Almenotu

Krunic 6,5: Rileva probabilmente il peggiore di inizio stagione, soprattutto per l’atteggiamento. Bene gli inserimenti ed i movimenti senza palla. Molto più nel gioco di Kessie. #Titolareprego

Bennacer 6,5: Inizia a far intravedere qualcosa. Bene nel seguire le azioni, ma ancora un po’ troppa timidezza. Serve anche ridurre un po’ i tocchi pre-giocata, ma è presente nel gioco. Ha bisogno di continuare a giocare per acquisire fiducia ed automatismi. #Ni

Paquetà 6: Ok, la qualità ce l’hai, ma un po’ di concretezza sottoporta non guasterebbe. Molto bene quando smista a centrocampo, meno quando basterebbe la bordata per segnare, oggi come contro la SPAL. #Puntazzadai

Castillejo 7: Qualità, corsa e profondità. I 32 minuti che gioca sono tra i migliori da quando è al Milan. Si fa male nel suo miglior momento #Annamobene

Piatek 5: Mette lo zampino sul pareggio, ma forse nemmeno lui sa come. Bene nella partecipazione al gioco, male palla al piede, troppo macchinoso. Deve tornare il king dell’area di rigore dell’anno scorso. #Krysztzofincroce

Calhanoglu 6,5: È in un momento di grazia. Nel primo tempo gli riesce tutto, fa quello che vuole, compresi vari cambi di gioco Milano-Roma. Deve solo tenere di testa. #Calhasiglu

Rebic 5: Vero mistero del mercato estivo, entra al 32’ per l’infortunio di Castillejo e ha subito una buona occasione, che spara a lato di testa. Tatticamente benino, ma deve trovare la cattiveria e la corsa palla al piede che lo contraddistinguono. È un giocatore di livello, ha tutta la qualità e personalità per essere titolare nel Milan. #Fantasmadellopera

Leao 5: Poco, pochissimo da quando entra. Male anche nell’atteggiamento, zero palloni cercati. Enorme passo indietro. #Cosìno

Bonaventura SV

Pioli 5,5: La squadra gira meglio che a Roma, qualche buona impressione c’è. Ma ancora troppi errori e pochissima rabbia dopo il 2-1. Troppo fragili mentalmente, quasi rassegnati. Serve più #inc*zzatura

Federico Rosa

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Milan-Spal 1-0, the day after! Il modulo, la fase offensiva e la partita di Suso

Milan-Spal 1-0, the day after! Il modulo, la fase offensiva e la partita di Suso

MILAN SPAL – La squadra rossonera scende in campo con alcuni cambi rispetto alla partita di Roma, Pioli mette a sedere in panchina Conti, Biglia, Leao e Suso per dare spazio a Duarte, Bennacer, Piatek e Castillejo. Interpreti diversi, ma non cambia molto. Il Milan risulta spento, con un gioco praticamente nullo. Uno dei pochi a ravvivare il primo tempo è l’esterno spagnolo che cerca di dare fastidio alla Spal con inserimenti alle spalle della difesa. Da uno di questi inserimenti nasce l’azione più pericolosa del primo tempo, con Castillejo che colpisce la traversa da pochi passi. Nel secondo tempo mister Pioli cerca di cambiare qualcosa inserendo Calabria per dare più spinta sulla fascia destra, e riporta la difesa a 4. La manovra del Milan risulta sempre sterile e le azioni pericolose si possono contare sulle dita di una mano. Suso entra in campo al 57′ e 6 minuti dopo realizza il goal su punizione che decide il match.

Poco, troppo poco, questo Milan per dare fiducia e morale ai tifosi rossoneri. Le sfide con Lazio, Juventus e Napoli diranno cosa ne sarà di questo Milan, sicuramente serve molto di più rispetto alle ultime uscite per riuscire a portare a casa qualche punto e muovere la classifica.

 

IL MODULO – La cosa chiara a tutti è che la squadra rossonera dopo 10 giornate non ha ancora trovato la sua identità tecnico-tattica. Mister Pioli sta cercando di trovare in tutti i modi un modulo che possa dare solidità alla squadra e allo stesso tempo soluzioni offensive interessanti, ma la strada è lunga e tortuosa. Ieri nel primo tempo la squadra si è disposta con una difesa a tre, T. Hernandez e Castillejo larghi sulle fasce, tre centrocampisti e Calhanoglu vicino a Piatek, modulo che si avvicinava molto ad un 3511. Nella ripresa, e con l’ingresso di Suso, si è tornati al solito 433 e la squadra, anche se a piccole dosi, è sembrata più equilibrata e incisiva.

Dopo quasi un terzo del campionato, la squadra rossonera risulta ancora senza idee e con poche sicurezze. Pochi i punti fermi della squadra su cui impostare il modulo e la manovra, servirà tanto lavoro nelle prossime settimane per trovare una soluzione.

 

LA FASE OFFENSIVA – Con soli 10 goal fatti in 10 giornate il Milan ha uno dei peggiori attacchi del campionato. Se consideriamo che 4 di questi goal sono arrivati su calcio di rigore o punizione, il dato è ancora più preoccupante. Uno dei problemi principali risulta essere Piatek, un grande finalizzatore dentro l’area, ma fuori risulta avere limiti tecnici che non gli consentono di giocare per la squadra e spesso risulta troppo facile da marcare e da intercettare per i difensori avversari.

La squadra rossonera fatica a creare occasioni da goal, spesso le partite vengono decise da giocate individuali, e su questo piano il polacco ne risente, poche palle giocabili in queste partite dentro l’area, poche occasioni per lui per andare a rete. Sorge un dilemma a questo punto, continuare ad insistere con Piatek unica punta o provare a dare delle varianti al modulo inserendo Leao come spalla del polacco?

 

LA PARTITA DI SUSO – Fischiato da tutto lo stadio al momento delle formazioni, entra in campo e sembra che la panchina gli abbia fatto bene. Subito nel vivo del gioco, a differenza di altre volte non sparisce dal campo, si fa vedere, dialoga con i compagni, cerca meno l’azione personale e più la giocata per la squadra. Entra con la cattiveria giusta che gli è mancata nelle ultime partite e recupera anche un paio di palloni nel finale. Fa pace con i tifosi con la punizione che decide la partita, anche se qualcuno al suo goal si è rifiutato di esultare.

La scelta di Pioli di farlo accomodare in panchina probabilmente è stata la scelta giusta, nessuno in questa squadra è intoccabile, soprattutto dopo la serie di pessime prestazioni dell’ultimo periodo, una scossa che è servita a Suso e che deve essere da lezione per l’intera squadra.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

 

 

 

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Pagelle Milan-Spal 1-0: Suso Ebbasta. Tre punti e sofferenza

Pagelle Milan-Spal 1-0: Suso Ebbasta. Tre punti e sofferenza

Pagelle, Milan, Spal – A giudicare dall’attesa nel prepartita, più che Milan-SPAL, sembrava la finale di Champions. E già questo basterebbe ad inquadrare il momento. Delle prime nove partite stagionali, erano salvabili 45 minuti contro il Lecce. Per il resto, tanta, tantissima confusione. Poi la sconfitta di Roma, dove sembrava essere arrivato uno step successivo: la rassegnazione. Tanti errori banali, superficiali. Nessun segno di reazione. Che il problema fosse un problema più di testa che di gioco, era chiaro. Qualcuno aveva mollato a livello mentale. Ad ottobre. Impensabile. Imperdonabile. A questo Milan sembra mancare tutto e il carattere più di tutto. Servono leader, servono prese di responsabilità, serve rabbia. Serve un capitano, si direbbe.

Il primo si apre malissimo. La SPAL è più determinata e fa la partita. Castillejo spedisce sulla traversa da due metri ed è tutto quello che il primo tempo offre. Il secondo tempo vede un Milan più vivo, che trova il gol con una punizione di Suso e sfiora il 2-0 con Paquetà, ma ancora troppa sofferenza.

Il calendario ora dice Lazio, Juventus e Napoli. Il rischio è trovarsi in zona retrocessione ad inizio dicembre. Impensabile retrocedere. Come lo era nel 1983. Sono arrivati i 3 punti, ma bisogna iniziare a metterci la testa e, di testa, reagire. Serve lucidità, serve voglia, serve rabbia. Perché così non si va da nessuna parte. A parte che in B

Pagelle

Donnarumma 6: È quello che ci tiene di più e si vede. Sembra anche l’unico a dare sicurezza. Gigio come il nuovo stadio, sembra assurdo ci sia qualcuno a non volerlo. #Puntofermo

Duarte 6: Terzino bloccato dopo i disastri dei due titolari. Prende un giallo decisamente evitabile, ma poche sbavature. Meglio centrale che terzino. #Benecosì

Musacchio 6: Dietro è forse il migliore. Sicuramente il più sicuro e deciso. A volte troppo. Ma è la prova che l’esperienza serve. Esce a primo tempo per infortunio, a dimostrazione che fortuna sarà cieca, ma la sfiga… #Mancavasoloquesta

Romagnoli 5,5: Sempre meno in sicurezza. Un anno fa salvava Gattuso con un eurogol contro l’Udinese. Oggi quel tiro non lo proverebbe nemmeno lui. L’insicurezza sembra divorarlo. Le qualità le ha, ma serve tornare in fiducia. La cosa migliore la fa allontanando Calhanoglu quando Piccinini ha il rosso in mano. #Daisu

Theo 6: A Roma era sembrato l’unico a provarci. Meno brillante del solito, ma Kessie aiuta pochissimo in entrambe le fasi. Quando spinge, però, è un treno. #Ancoracosì

Paquetà 5,5: Indecifrabile. La qualità c’è, ma la timidezza pure. Un gol semimangiato gli vale il meno 0.5. Deve muoversi di più, deve alzare di più testa, deve entrare nel gioco di squadra. Può e deve farlo. #Benino

Bennacer 5,5: Torna titolare al posto di Biglia. Ci voleva poco a far meglio, ma il primo tempo è un continuo nascondersi e passaggi all’indietro. Non prova quasi mai la giocata. E se non provi non riesci. Come tutta la squadra. #Coraggiodai

Kessie 4,5: Uno dei peggiori a Roma, emblema di rassegnazione e superficialità. Ripete la stessa identica prestazione. Molle come Celentano ai tempi d’oro, errori a chili. Lo specchio dei problemi della squadra. Siccome lui non cambia, va cambiato. #Ilmolleggiato

Calhanoglu 6,5: Il più in forma di inizio stagione, o forse l’unico in forma assieme a Gigio e Theo. Vive forse la sua serata meno brillante, ma almeno si sbatte. E visti gli altri, è già qualcosa. #Chalasiglu

Piatek 6: Tornato a segnare con il Lecce, tornato in panchina con la Roma, tornato titolare con la SPAL, tornato a non segnare, tornerà mai quello dell’anno scorso? Però prende la punizione del gol che fa tutta la differenza del mondo. #Circleoflife

Castillejo 5,5: Rileva il più criticato di inizio stagione. Spedisce sulla traversa da pochi passi, ci prova, ma è spesso in fuorigioco. Serve più attenzione. #Ni

Calabria 6: Quando è tranquillo, è un altro giocatore rispetto a quelli degli erroracci fatti vedere in stagione. Bene anche quando spinge. #Daidavidino

Suso 7: Bocciato giustamente, dimostra che la qualità c’è ancora. Torna a segnare con un gioiellino, ma soprattutto torna a lottare. #Jesustornaacasa

Bonaventura SV: Torna a San Siro dopo un anno ed è un’ottima notizia. La sua esperienza sarà fondamentale

Pioli 6: Era chiamato a fare un miracolo, al momento i risultati sono un disastro. Il primo tempo è da incubo. Squadra che non dà il minimo segno di vita. Nel secondo tempo, meglio. Ma serve lavorare tanto sulla testa, ma i 3 punti aiutano #playandpray

Federico Rosa

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Pagelle Roma-Milan 2-1: Altra sconfitta, stagione già finita?

Pagelle Roma-Milan 2-1: Altra sconfitta, stagione già finita?

PAGELLE,ROMA,MILAN-Come contro il Lecce, non basta cominciare bene per vincere le partite. Dormita collettiva sul gol di Džeko e regalo di Calabria sul raddoppio di Zaniolo, oltre alla solita poca cattiveria in fase offensiva. Il cambio allenatore ha portato alcune cose buone ma pochissimi punti fino ad oggi. Sarà ormai troppo tardi per salvare l’ennesima stagione finita ad Ottobre? Sono cambiati allenatori, giocatori e dirigenti. Da ormai troppi anni però, i tifosi si domandano di chi siano le maggiori colpe. Con Halloween alle porte, si spera di aver già visto le streghe questa sera anche se l’aria di San Siro con la Spal sarà nuovamente pesante.

PAGELLE

Donnarumma 6,5: Dopo i miracoli dell’anno scorso, compie l’ennesima paratona in quella porta dell’Olimpico salvando di faccia su Pastore. Non può nulla sulle reti subite. Altro miracolo su Zaniolo nel finale di partita. #Capitale

Conti 4,5: Pioli gli da fiducia nonostante il ritorno di Calabria dopo la squalifica. Ancora in affanno, gli avversari cambiano ma lui sembra ancora il lontano parente della freccia atalantina. Poco attento, tanti controlli sbagliati, lascia il campo dopo 50 minuti. #ContiInRosso

Musacchio 6-: Piuttosto nervoso nel primo tempo con Džeko, è costretto ad atterrare Perotti per rimediare all’ennesima palla persa del connazionale Biglia. Non compie grossi errori, lui e Romagnoli possono fare ben poco se costretti agli straordinari. #NonSiPuòFareDiPiù

Romagnoli 6: Ritorno a casa per Alessio, quella con la Roma è sempre una partita speciale per lui. Ci mette la testa sull’insidiosissima punizione di Kolarov ad inizio secondo tempo. Uno dei pochi a non commettere disattenzioni compromettenti nel festival degli horror rossonero. #Attento

Theo Hernández 6,5: Ingaggia subito il duello con Spinazzola che gli lascia spazio sulla fascia. Va sempre dritto per dritto anche quando i suoi compagni non lo assistono. Ormai costantemente tra i migliori da qualche settimana, si merita la seconda rete stagionale #Motorino

Biglia 5: Viene preferito a Bennacer per fronteggiare l’esperienza dell’undici giallorosso. Ricopre il ruolo di vice allenatore in campo come faceva nella Lazio di Pioli. Gli anni sono però passati, la lucidità diminuisce e gli errori aumentano partita dopo partita. #C’eraUnaVolta

Kessié 5,5: Come al solito, buone cose alternate a disattenzioni da paura. Tra queste pesa sulla sua prestazione la dormita sulla rete di Džeko che sblocca la partita. Fa della personalità la sua forza, deve imparare a dosarla nei momenti giusti. #Zzzz

Paquetá 5,5: La rete annullata nel primo tempo dimostra quanto ci sia bisogno dei suoi inserimenti senza palla. Paradossalmente, meno preciso tecnicamente rispetto ad altre partite. Deve imparare a fare entrambe le cose per fare la mezzala. Stanco, lascia il posto a Piątek. #CosìECosì

Çalhanoğlu 5,5: Dopo la grande prova contro il Lecce, è in fiducia e si vede. Ci prova da fuori, cerca sempre la grande giocata ed il fulcro del gioco. La sua prestazione cala però con il passare dei minuti e decide di prendersela con l’arbitro. Si sveglia solo nel finale ma è troppo tardi. #Çalho

Suso 5: Pioli si iscrive alla lista di allenatori rossoneri degli ultimi anni che decidono di affidarsi allo Spagnolo. Lui non parte malissimo e si propone spesso sulla fascia. Kolarov fa anche fatica a contenerlo. Sembra però essere arrivato il momento di archiviare la sua classica giocata. #Prevedibile

Rafael Leão 5,5: Sempre molto attivo e propositivo, deve iniziare però ad essere più concreto sotto porta se vuole diventare grande. Nonostante in momento meriti più fiducia di Piątek, senza guardare ai numeri e alla carta d’identità, avrebbe bisogno di crescere con calma e senza pressioni. #Acerbo

Calabria 5: Entra ad inizio ripresa per cercare di correre ai ripari dopo le sofferenze di Conti sulla fascia destra. Sembra riscattare il pessimo inizio stagionale con l’assist per il pareggio rossonero ma il gol di Zaniolo nasce da un suo regalo. #CalaNO

Piątek SV: Entra a metà ripresa dopo l’ennesima panchina stagionale. Si è visto?

Bennacer SV: Da il cambio a Biglia, forse troppo tardi. Solo per la prestazione dell’argentino però e non per l’apporto che l’ex Empoli aggiunge alla partita.

Pioli 5,5: Prima trasferta sulla panchina del Milan dopo l’esordio in casa contro il Lecce. Decide di dare continuità alle sue scelte di formazione e l’approccio dei suoi non è male. Servono però concretezza in avanti e maggiore attenzione difensiva per fare punti. Un punto in due partite è troppo poco. #Daje

Tommaso Dimiddio

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Roma-Milan, conferenza Pioli: “Conta solo la Roma, bisogna tornare a vincere e a essere protagonisti”

Roma-Milan, conferenza Pioli: “Conta solo la Roma, bisogna tornare a vincere e a essere protagonisti”

ROMA-MILAN, CONFERENZA PIOLI – Dopo il deludente, almeno nel risultato finale, esordio casalingo con il Lecce, il nuovo tecnico rossonero è chiamato subito a una prova del fuoco, la trasferta nella Roma giallorossa, prima tappa di un durissimo tour de force. Anche la squadra capitolina non sta affrontando un momento semplice tra risultati (5 punti nelle ultime 4 partite) e infortuni, ma per il Milan, che dal 2010 è riuscito a espugnare l’Olimpico romanista solo due volte in dieci partite, si preannuncia comunque una sfida complicata. Molte le domande relative ai singoli giocatori, in particolare a Suso.

Lecce e settimana a Milanello

Con il Lecce abbiamo fatto delle cose buone e altre meno buone. Per capire i problemi del Milan parto da quella partita, cioè da quando sono arrivato io. Abbiamo creato molte occasioni, meritavamo di vincere e dobbiamo capire il motivo per cui non l’abbiamo fatto. Abbiamo fatto errori di lettura e di posizioni in campo. La settimana è stata utile, una buona settimana di lavoro. Dobbiamo portare le nostre idee in campo e dobbiamo farlo per tutta la partita, le situazioni di gioco vanno capite e affrontate meglio.

La società e le parole di Maldini

La squadra è unita e quando parlo di squadra mi riferisco a tutti. A Milanello c’è l’aria giusta e ci sono le competenze giuste. Vogliamo fare bene. Tutti qui sanno che il Milan ha certe ambizioni, nessuno può permettersi il lusso di aspettare dieci anni. Maldini ha fatto dichiarazioni lucide, spiegando il momento. Adesso conta la prossima partita, bisogna tornare a vincere ed essere protagonisti.

Calendario e Roma

Deve essere un’opportunità. Dobbiamo dimostrare cosa valiamo e che siamo una squadra forte. Io penso partita per partita, non mi preoccupo del calendario. A questo punto della stagione l’anno scorso il Milan era quarto, dobbiamo rimboccarci le maniche. Dobbiamo provare a vincerle tutte, poi dopo analizzeremo i risultati. Ci siamo preparati bene. La Roma ha perso solo una partita, è una squadra forte e me l’aspetto determinata. Dovremo rispondere colpo su colpo ed essere attenti e intensi per novanta minuti.

Squadra giovane e libera

Sono state fatte scelte chiare e nette. Sono stati presi giocatori da Milan, ormai i giovani sono quelli dal 2000 in su, noi abbiamo molti 23-24enni. Siamo una squadra costruita per fare bene, siamo giovani, ma non inesperti. Abbiamo giocatori che sanno stare in campo, professionisti consapevoli della maglia che portano. Io cerco di mettere i giocatori in campo nelle posizioni che prediligono. Voglio un calcio propositivo, poi sono i giocatori a fare la differenza. Dobbiamo conoscerci meglio. Domenica abbiamo creato tanto con uomini diversi. Abbiamo tanti giocatori che possono essere protagonisti.

Giocatori

Suso – Io non faccio parte dei processi social, siamo un gruppo coeso, unito, vogliamo fare il meglio ed essere squadra tutti insieme. Questo significa dare una mano al compagno in difficoltà, se si colpisce un giocatore, veniamo colpiti tutti. Se Suso giocherà? Domani giocherà la squadra migliore, lo leggerete domani. Comunque finché Suso mi darà più garanzie giocherà lui. Domenica ha fatto una rincorsa di 30 metri al 90esimo, anche se dopo si è fermato e ha sbagliato. Non ci sono intoccabili.

Leão e Piątek – Non faccio esperimenti, metto in campo la squadra che ritengo adatta per la partita da affrontare. Leão e Piątek sono diversi e possono anche giocare insieme con i giusti equilibri. I movimenti di Leão? Non è solo la punta centrale a dover attaccare la porta, ma lui in quella posizione deve crescere, deve sentire il difensore, che qualcosa ti concede. Deve migliorare anche nella fase difensiva per essere pronto quando recuperiamo il pallone. Piątek sta lavorando bene, ma non è ancora lucido, lo sarà presto.

ÇalhanoğluE’ un giocatore di livello, mi è piaciuto tutto, non solo il goal, anche l’intensità che ha messo in campo. Anche altri possono giocare a quel livello in questo Milan.

Paquetá – Ha fatto movimenti in smarcamento in cui è stato molto utile anche se non ha preso palla. Mi aspetto che finalizzi di più e che sia più pericoloso, ma rimane un centrocampista e serve anche intensità.

Biglia e Bennacer Per giocare insieme dovremmo cambiare altre posizioni e in questo momento non voglio farlo. Mi piace Bennacer, verticalizza molto, si vede che in passato ha giocato in posizioni avanzate. Arriverà presto la sua occasione.

Rebic Può fare meglio quando viene chiamato in causa, ha le qualità e mi aspetto un contributi superiore. Sono molto importanti anche i giocatori che entrano dalla panchina.

Caldara – Non sta ancora benissimo. Ieri era affaticato e aveva dolore a un tendine, ci vorrà ancora un po’ di tempo. E’ un giocatore importante che spero di avere presto a disposizione.

E Ibrahimovic? – Sono così concentrato su quelli che ho che non penso a queste cose.

Photo Credits: AcMilan.com

Joel Da Canal

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Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli – Stefano Pioli, come Antonio Conte, debutta a San Siro contro il Lecce. Stefano Pioli, come Antonio Conte, è chiamato a dare una svolta alla propria squadra. Obiettivi sicuramente meno ambiziosi, ma compito forse più difficile, quello di ravvivare un Milan all’apparenza perso e disperso. Troppa la confusione di inizio stagione, costata l’esonero a Marco Giampaolo, forse l’uomo più in confusione di tutti.

Otto anni che Mister Pioli non vinceva all’esordio. Troppi. Per invertire la rotta, sceglie di affidare l’attacco a Rafael Leao e il centrocampo a Lucas Biglia. Occasione importante anche per Conti, con la speranza che il cambio in panchina faccia tornare il terzino visto a Bergamo. Il primo tempo è a tinte rossonere. Il Milan parte benissimo, con Leao che strappa e Calhanoglu che segna il vantaggio al 19’. Un Milan verticale, veloce e in fiducia come mai prima. Poi si spegne tutto. Calo fisico e mentale. Ripartire dal primo tempo. E imparare dal secondo. Sperando che la sfortuna smetta di vederci così bene.

 

Donnarumma 7: Ad inizio stagione, lui e Reina sembravano gli unici non affetti dall’overdose di Valium che aveva pervaso lo spogliatoio. Ora quest’animo sembra aver disintossicato qualche elemento in più Inoperoso per tutto il primo tempo. Para un rigore, ma non basta. È fenomeno, si sa. Ci tiene, si vede. La fascia di capitano, si aspetta. #Zzzzz

Conti 5: Calabria ha rimediato due rossi in sei partite. Troppa foga, Ciccio, gli si direbbe. Conti, invece, nel derby era sembrato un po’ insicuro. Questa sera spinge con continuità e lo fa bene. Grave l’errore sul rigore. Ha le potenzialità per prendersi la fascia, ma deve prima prendersi un po’ di fiducia. Il tempo lo ha, il supporto dei tifosi anche. #Daje

Musacchio 5,5: Poco lavoro, ma va in affanno assieme agli altri quando il Lecce spinge. Sbaglia a non uscire sul secondo gol. #Vabbè

Romagnoli 5,5: Come il collega, poco lavoro e tanto affanno. Qualche imprecisione, qualche buona chiusura, ma soffre troppo Babacar. Malissimo negli ultimi secondi, quando ci mette una vita a battere una rimessa. Sei il capitano, amico. Serve #Coraggio

Theo 6,5: Quando spinge è devastante. Sembra Belotti quando parte. Qualche imprecisione dietro, ma le premesse sono buone. #Almenolui

Kessie 5: Tante, troppe imprecisioni. Male in fase di possesso ed in fase di non possesso. Fischiato alla lettura delle formazioni, deve cambiare atteggiamento. #Subito

Biglia 5,5: L’overdose di Valium di cui sopra aveva in lui il farmacista. Per 80 minuti gioca e dà buone sensazioni, anche nelle chiusure. Poi, negli ultimi 10 minuti, crolla totalmente, perdendo palloni rischiosi, tra cui quello del pareggio. #Migliorabile

Paquetà 6: Per Giampaolo era troppo brasiliano, ma forse una caipirinha avrebbe fatto bene all’ambiente. Tanta, tanta qualità che infiamma San Siro. Si spegne assieme alla squadra, ma certo non è lui il problema. Nello stretto regala bellezza. Testa bassa e lavorare e si diventa grandi. #Sperem

Calhanoglu 7,5: Passano gli allenatori, ma lui rimane uno degli inamovibili e stasera si capisce perché. Firma l’1-0 con un gran gol ed è in partita come mai prima, al punto che sforna un grande assist per il 2-1. È il più in partita e si vede. I piedi e la qualità non mancano, ma quello si sapeva. Ora c’è anche la testa. Ed è fondamentale. Ecco, l’apologia di Erdogan anche no grazie. Per quella, voto #Zero

Leao 6: La vera sorpresa di Pioli, che lo preferisce a Piatek. I primi venti minuti regala il mal di testa ai difensori leccesi. È libero di svariare e questo gli fa bene. Poi cala con il calare della squadra. #Rafamolostrano

Suso 4,5: Il vero mistero della gestione Giampaolo. Tanto apprezzato, quanto deludente. Lo spagnolo e l’ex-mister sembravano su pianeti diversi. La prima con Pioli, però, non va certo bene. Mai veramente nel gioco. Tante giocate forzate, tante palle perse. Nel finale si intestardisce e perde un banale pallone che dà il via al pareggio. #Nodai

Piatek 6,5: Torna al gol su azione. E basta. Letteralmente basta. Ma avrebbe potuto far la differenza. Speriamo per il futuro. #Tepregocontinua

Krunic 5,5: Entra nel gol. E questo è bene. Ma è l’unico bene della sua serata. Troppo molle, troppo timido, troppo fuori dal centrocampo. #Daisu

Rebic SV: Entra, ma decisamente non bene. Almeno Meccariello si poteva saltare. Con tutto il rispetto eh. Però sei a San Siro. #Edddai

Pioli 6: Il voto è di incoraggiamento. E perché un compleanno peggiore era difficile passarlo. Il primo tempo è il miglior Milan di stagione. Poi, però, troppi blackout. E forse la qualità andava tenuta in campo. #Buonafortuna

Scaroni 0: Il Presidente del Milan che lascia San Siro, sul 2-1, all’87’ non si può vedere. #Malissimo

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Milan-Lecce, conferenza Pioli: “Dobbiamo sprigionare le nostre individualità. La partita contro il Lecce ci dirà molto sul futuro della squadra. Sono pronto per competere a questi livelli”

Milan-Lecce, conferenza Pioli: “Dobbiamo sprigionare le nostre individualità. La partita contro il Lecce ci dirà molto sul futuro della squadra. Sono pronto per competere a questi livelli”

MILAN-LECCE, CONFERENZA PIOLI – Prima conferenza stampa pre-partita per Stefano Pioli alla guida del Milan. Il mister emiliano si prepara ad affrontare il primo match a San Siro contro il Lecce, dopo l’esonero di Marco Giampaolo. I pugliesi vengono da un inizio campionato in cui hanno espresso un buon gioco, senza però riuscire a concretizzarlo nei risultati: per questo, l’incontro di domani sarà da non sottovalutare e da giocare alla massima attenzione. È ciò che ribadisce anche il neo-allenatore Pioli: “Sarà un avversario difficile che vuole approcciare bene la gara. È  una squadra che si conosce bene. Servirà un’ottima prestazione.”

SULLA SETTIMANA TRASCORSA CON LA SQUADRA

Ho trovato un gruppo attento e curioso. Mi piacciono le persone curiose perchè le cose bisogna conoscerle a fondo prima di dare la completa fiducia. L’ambiente è positivo, sembra che sia qui da tanto tempo. La squadra ha bisogno di giocare insieme e anche io ho bisogno della partita di domani per esprimere meglio i miei giudizi e le mie valutazioni. In allenamento i giocatori mi stanno dando tutto, ho cercato di dosare i vari carichi che dovranno affrontare (mentale e fisico).”

SUL TEMPO A DISPOSIZIONE

“Il nostro obiettivo sarà la prossima partita, altre informazioni si possono avere dopo la sosta di Novembre, ma ora la nostra attenzione è rivolta a domani. In 10 giorni di lavoro dobbiamo avere delle idee di gioco, delle posizioni da prendere. Non possiamo essere perfetti, perciò dobbiamo essere generosi e avere un livello di attenzione adeguato. Dobbiamo essere il più ordinati e intensi possibile. Noi stiamo lavorando su idee, intensità e posizioni. Dobbiamo sprigionare le nostre individualità”.

SUL RITIRO OBBLIGATORIO E SUI COLLOQUI INDIVIDUALI

“Il mio provvedimento è inteso a responsabilizzare i giocatori. Un giocatore che va in ritiro pensa che abbia già fatto tutto per la partita. Lo facciamo per far ragionare i giocatori e far sì che siano responsabili di se stessi. Non è il dormire insieme che ci fa cambiare il modo di approccio. Ho sempre avuto colloqui individuali con i calciatori, perchè è importante entrare nella loro testa.

SULLA SFIDA DI DOMANI

“A nessun giocatore ho chiesto cosa ha funzionato o cosa no precedentemente. Domani inizia un nuovo percorso e la partita di domani dirà molto sul futuro della squadra. Noi abbiamo giocatori con buone qualità. L’importante sarà l’atteggiamento, una squadra che va in campo e superi i momenti difficili con compattezza e che ci dovrà far vedere un certo modo di stare in campo.”

SUI TIFOSI

“Uno dei dati importantissimi è il fatto dei tifosi presenti domani. Noi dobbiamo dare il massimo e mettere sul campo tutte le nostre qualità. La classifica non è quella che vogliamo e dobbiamo migliorarla. Quando ho accettato il Milan non ho pensato alla pressione, bensì al fatto di poter allenare un club prestigioso e così devono sentirsi anche tutti gli altri componenti della squadra.

SULLA SUA CARRIERA

“Mi sento un tecnico preparato per stare a questi livelli. Ho approfittato di tutte le situazioni per migliorare personalmente sia moralmente che tatticamente, soprattutto in quelle negative. Credo di avere la maturità e la completezza per competere a questi livelli.”

SUI DIRIGENTI

“Abbiamo una situazione di assoluto confronto. Nelle società ci vuole: competenza, condivisione e rispetto dei ruoli.”

SUI SINGOLI

Rafael è più attaccante centrale che esterno. Per essere esterno deve avere un bagaglio tecnico-tattico più ampio. Ha un talento importante. Vedo Calhanoglu più nella metacampo offensiva  che nella costruzione bassa, a volte avremo mezzali che dovranno costruire o più indirizzate sulla trequarti. Le mie scelte si baseranno anche su quello. Paquetà l’ho visto bene, ma le scelte di domani non saranno definitive. È un giocatore completo, di qualità e di inserimento. Ho allenato Rebic nel ritiro con la Fiorentina. L’ho trovato più dentro il gioco, prima si estraniava troppo, ha grande personalità e carattere.”

SULLA FORMAZIONE DI DOMANI

“Metterò in campo la squadra migliore per vincere la partita, aver giocatori affidabili sia in campo che in panchina. La formazione non la sanno nemmeno loro, ma in ogni caso dovranno dare tutti il massimo.”

SUL REGALO PER IL SUO COMPLEANNO

Speriamo sia una vittoria.”

Termina così la conferenza stampa di Pioli. Al nuovo allenatore, dunque, il compito di trascinare i tifosi verso un ritrovato entusiasmo, dopo un difficile inizio di stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

Federico Porta

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