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Milan Femminile, 1-1 contro la Fiorentina: una storia tra Viola

Milan Femminile, 1-1 contro la Fiorentina: una storia tra Viola

MILAN FEMMINILE – Sabato 2 novembre 2019, stadio Bozzi di Firenze: una trentaduenne fiorentina di nascita e una ventottenne fiorentina d’adozione decidono il big match tra Fiorentina Women e Milan Femminile, valida per la quinta giornata di campionato.

Già, il caso ha voluto che fossero proprio le due principali esponenti -per legami con il capoluogo toscano- delle rispettive squadre a mettere la firma sull’1-1 finale, che porta a Milan e Fiorentina un punto in più in classifica.
Alia Guagni, capitano delle viola, fiorentina di nascita, di cuore e di caparbietà -ricordiamo i rumors di sirene madrilene, arrivate quest’estate e rispedite al mittente- sigla il gol dell’1-0 raccogliendo un assist di Bonetti e dipingendo uno splendido pallonetto che si infila alle spalle di Korenciova e fa esplodere i fomentati tifosi viola sugli spalti, tra i quali spunta la famiglia Commisso. È il 33’ del primo tempo, ed è proprio la numero 3 con la fascia al braccio a portare avanti la propria squadra, trascinando di forza il risultato fino al 45’.

Nel corso dell’intervallo in tribuna non c’è pace: canti, cori, estasi a tinte viola coinvolgono buona parte dei tifosi presenti, escludendo solo la piccola ma chiassosa schiera di tifosi milanisti accorsi allo stadio. I cori per il Diavolo e per le rossonere (“Che bello è/quando esco di casa/per andare allo stadio/ a veder le ragazze”) animano la competizione tra tifoserie, ma davanti alla performance dedicata a “mamma Guagni” si tratta solo di stare a guardare e apprezzare in religioso silenzio.

Nel secondo tempo è la più fiorentina tra le milanesi a rispondere sul campo: Deborah Salvatori Rinaldi -4 anni di militanza nel Firenze, 2 nella Fiorentina Women, 1 nel Florentia- riporta in gara il Milan con un gol incomprensibile se non in termini di sana determinazione e talento sotto porta. Al termine di una azione concitata di batti e ribatti, la numero 22 rossonera si avventa su un pallone apparentemente destinato a rocambolare fuori, ma con un leggero e fortuito tocco, simile ad un impalpabile bacio di buon augurio, la palla finisce in porta. E mentre le viola si guardano sbigottite, invocando una qualche irregolarità, Rinaldi mostra a tutti gli astanti come “seguire il sole” -la sua esultanza ormai sdoganata- anche in una giornata umida e uggiosa di inizio novembre.

Il Milan femminile torna a casa con un punto -sul cui valore i tifosi tuttora si interrogano-, ma chi con quel “bacio al pallone di Firenze” ha stregato tutti è di nuovo lei, Deborah Salvatori Rinaldi, al terzo gol -pesantissimo- in cinque giornate. Proprio lei, che a casa a Milano non ci torna, si ferma a Coverciano: proprio ieri è arrivata la chiamata in nazionale, in occasione delle prossime due partite di qualificazione agli europei. Un inizio di campionato niente male.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

Milan-Lazio, le parole dei protagonisti

MILAN-LAZIO, PIOLI: “CHE ERRORI SUI GOL, MA VEDO UNA SQUADRA IN CRESCITA”

Rammaricato per il risultato ma soddisfatto per la prestazione dei suoi ragazzi. Stefano Pioli vede una squadra in crescita, al termine della sconfitta con la Lazio, ma i risultati continuano a latitare.

“Non mi sento in un labirinto, vedo una squadra in crescita – ha detto il tecnico rossonero -. Oggi un risultato positivo sarebbe stato importantissimo ma c’è stata la prestazione. Abbiamo cercato di ribattere colpo su colpo contro una squadra forte, prendendoci rischi ma facendoli anche correre alla Lazio. La strada è quella giusta, dobbiamo solo pensare ad alzare ancora il nostro livello di prestazioni”.

Analizzando la gara, Pioli prova a trovare una spiegazione sui gol subiti: “In entrambi i gol della Lazio siamo in superiorità numerica ma non leggiamo bene la situazione. Dobbiamo interpretare meglio le situazioni ed essere più veloci. A 10′ dalla fine una squadra che sta facendo quella prestazione non deve prendere quel gol. E’ vero che Theo Hernandez va sfruttato di più in fase di spinta ma bisogna essere anche bravi a coprire la sua posizione. Oggi nel secondo tempo eravamo a 3, Calabria era il terzo difensore e Rebic a centrocampo. Ma non è una questione di numeri. E’ grave il modo in cui prendiamo il secondo gol, ci è costato la partita. Ce la siamo giocata alla pari con una squadra molto forte, che deve arrivare tra le prime 4 se non vuole incorrere in una grande delusione”.

Molto deludente, invece, l’apporto dei calciatori subentrati, a cominciare da Rafael Leao. “Ma non voglio puntare il dito contro nessuno – ha spiegato Pioli -. Certo, da Leao mi aspettavo di più, doveva darci profondità, strappi ed uno contro uno. Deve far meglio, oggi il suo ingresso non è stato all’altezza delle sue potenzialità. Questa squadra non avrà grandissimi campioni ma ci sono ottimi giocatori, di gran qualità. Siamo una squadra giovane ma di giovani maturi che devono capire come si interpreta ed approccia una partita: e questo vale sia per i titolari che per chi entra in campo a partita in corsa”.

Ed a chi gli chiede se i problemi del Milan siano più tecnici o di testa dei calciatori, Pioli replica. “Si parla tanto della testa dei giocatori ma oggi la squadra ha battagliato per 90′, non si è arresa, ha giocato e lottato pur commettendo errori. Dobbiamo essere più precisi, a volte sbagliamo alcune scelte. Dobbiamo crescere ma non vedo una squadra impaurita. L’unico momento in cui forse ho visto una squadra impaurita è stato quando sono arrivato, ma adesso vedo giocatori convinti. Ieri ho parlato di squadra che ci crede, stasera abbiamo lottato contro una squadra molto forte. I ragazzi sono usciti dal campo ed avevano la testa bassa per la sconfitta ma erano convinti del proprio percorso di crescita”.

INZAGHI

Si gode il successo della Lazio dopo 29 anni di digiuno a San Siro in campionato, invece, il Simone Inzaghi.

“Volevamo sfatare questo tabù, avevo detto alla squadra che si poteva fare, anche perché qui avevamo vinto lo scorso anno in Coppa Italia. Abbiamo vinto meritatamente, il Milan ha fatto una buona gara ma noi abbiamo fatto di tutto per vincere, pur subendo un gol fortuito – ha esordito il tecnico biancoceleste -. I cambi ci hanno aiutato, nonostante li abbiamo fatti per alcuni problemini fisici. Quando comandiamo la partita, 9 volte su 10 la vinciamo. Vogliamo costruire, spesso riusciamo a farlo altre volte meno. Oggi non era facile, il Milan alzava Bennacer su Leiva e non era facile. Nel primo tempo potevamo far meglio, sapevamo che il Milan sarebbe calato nella ripresa avendo giocato giovedì”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Spal, le parole dei protagonisti

Milan-Spal, le parole dei protagonisti

MILAN-SPAL -, PIOLI: “ECCO LO SPIRITO CHE VOLEVO, SENTO CHE QUESTA SQUADRA PUO’ CRESCERE”

Niente scherzetto, ma un dolcetto che vale tre punti per Stefano Pioli, che al terzo tentativo trova finalmente il suo primo successo sulla panchina del Milan. 

 “Avevo chiesto alla squadra di mostrare lo spirito e lo spirito è stato quello giusto – ha esordito il tecnico rossonero  -. Stasera abbiamo rischiato poco, peccato aver tenuto il risultato in bilico fino alla fine ma vincere e soffrire ci può far bene. Se questa vittoria può rappresentare la svolta? La partita che può cambiare la stagione è sempre la prossima. Sono contento per i ragazzi, la società ed i tifosi che ci hanno sostenuto, ma dobbiamo già pensare alla Lazio, un avversario molto forte”.

A scacciare le streghe ci ha pensato Suso, che Pioli aveva tenuto inizialmente in panchina per la prima volta in questo campionato e dopo 17 consecutive da titolare. “Jesus è un giocatore di grande qualità, può fare di più per le sue capacità, sono contento di allenarlo – ha detto il mister -. Ma noi dobbiamo pensare da squadra e non ai singoli, non si vince e non si perde grazie ad un solo giocatore. Oggi abbiamo vinto tutti, contro un avversario che è venuto a pressarci molto alto. Avevo detto ai ragazzi che era difficile che la Spal tenesse i ritmi del primo tempo. Nei primi 45’ non abbiamo creato molto ma non abbiamo rischiato, nei secondi la Spal ci ha permesso di palleggiare di più ed arrivare più spesso vicino alla loro porta. C’era il rischio di innervosirci e perdere lucidità ma non ci siamo mai abbattuti”.

Nuovamente sollecitato sulla possibile coesistenza tra Piatek e Leao, Pioli si ripete: “E’ possibile vederli insieme, stavo pensando di inserire Leao quando non riusciamo a sbloccarla; se Suso non avesse segnato, lo avrei inserito largo a sinistra per farlo accentrare. Per il momento non posso farli giocare insieme almeno finché non avremo più equilibrio e più convinzione”.

Intanto, domenica sera con la Lazio il Milan è atteso dalla prima di un trittico durissimo che proseguirà con Juventus e Napoli. “Sento che la squadra può crescere, se siamo convinti tutto è possibile – ha chiosato il tecnico rossonero -. Le prossime sono gare difficilissime, dobbiamo affrontarle una alla volta ma essere preoccupati nel modo giusto. Dobbiamo sempre battagliare, come oggi. Se manteniamo questo spirito, abbiamo la qualità per far bene, m solo con la qualità non si vince, nel calcio di oggi non basta più. Adesso dobbiamo recuperare le energie fisiche e mentali in vista di domenica”. 

SEMPLICI

Ha le idee poco chiare e non mostra grande lucidità a fine gara, il tecnico della Spal Leonardo Semplici, che esordisce lamentandosi per la direzione di gara: “Sono arrabbiato – ha detto il tecnico spallino -, faccio i complimenti al Milan che ha meritato ma mi piacerebbe rivedere alcune situazioni, dalla posizione di Piatek nell’azione che ha portato al gol di Suso al secondo giallo su Bennacer che nessuno ha segnalato. So che la Spal interessa meno ed ha meno appeal, ma anche noi lavoriamo. La squadra ha disputato una buona gara, i ragazzi ci mettono l’anima. In tre anni non ho mai giudicato l’operato degli arbitri, ma stasera voglio capire il posizionamento di Piatek sul gol ed il mancato secondo giallo a Bennacer. Magari avremmo perso ugualmente, ma vorrei che ci venga dato ciò che si spetta”.

Subito dopo le telecamere di Sky gli mostrano la posizione (regolare) di Piatek da cui è nata la punizione di Suso e Semplici si ravvede: “mi sembra buona. Mi ha fatto dispiacere di più il mancato secondo giallo a Bennacer a dieci minuti dalla fine, in 11 contro 10 potevamo giocarla diversamente. Devo migliorare io e tanto, e far migliorare i ragazzi”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Milan-Spal, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Spal, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-SPAL – Dopo la sconfitta con la Roma il Milan si appresta ad affrontare quella che qualcuno ha ironicamente definito una sfida salvezza. Nell’attesa andiamo a conoscere meglio il nostro avversario.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Spal risale al 29 dicembre 2018 e terminò 2 a 1 per i rossoneri con gol di Castillejo e Higuain.

Precedenti famosi

Uno delle gare che i milanisti ricordano con maggior piacere è il Milan Spal del 21 gennaio 1968, con il Diavolo che andò sotto due volte e due volte rimontò vincendo la partita 3 a 2.

Ultime gare Spal

La Spal arriva allo scontro con tre punti in meno del Milan e senza aver mai vinto fuori casa in questo campionato, ma reduce da un buon pareggio contro il Napoli.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva alla scontro dopo la sconfitta di Roma seguita al pari con il Lecce. I rossoneri hanno bisogno dei tre punti per allontanarsi dalle zone basse delle classifica.

Occhio a…

Andrea Petagna, grande ex della sfida e in gol l’ultima volta che le due squadre si sono incrociate.

Curiosità sugli avversari

La Spal è nata nel 1907 come circolo religioso-culturale, per poi diventare una società polisportiva  poco tempo dopo.Nel 1913 la parte sportiva si separò definitivamente dal circolo assumendo il nome di Società Polisportiva Ars et Labor, da qui l’acronimo Spal.

Nel 2019 la squadra è stata insignita del prestigioso Collare d’oro al merito sportivo, la più alta onorificenza elargita dal comitato olimpico nazionale italiano.

Allenatore avversario

Leonardo Semplici ha affrontato quattro volte il Milan ottenendo quattro sconfitte. Quattro sono anche gli incroci tra Semplici e Stefano Pioli, fintiti con due pareggi e due vittorie dell’attuale tecnico rossonero.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Marco Piccinini. Per il fischietto di Forlì sarà l’esordio assoluto con il Milan mentre con la Spal ha un precedente, datato 28 settembre 2019. Juve Spal, finita 2 a 0 per i bianconeri. A coadiuvare Piccinini ci saranno gli assistenti Del Giovane e Tolfo, il quarto uomo Valeri, il var Chiffi e l’assistente Var Alassio.

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa sfida che molto probabilmente scenderanno in campo ricordiamo il già citato Petagna, che giocò nel Milan dal 2012 al 2014 con in mezzo un prestito alla Samp e dal 2018 tesserato con la Spal. Partirà invece quasi sicuramente dalla panchina Alberto Paloschi, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato alla prima squadra nel 2007/2008 gioca nella Spal dal 2017.

In panchina ci saranno anche Salamon, la cui esperienza al Milan nel 2013 lascio poche tracce e tesserato da quest’anno con la Spal, e Mattia Valoti, che dopo le giovanili del Milan venne aggregato alla prima squadra dal 2011 al 2013 e dal 2018 gioca nella Spal.

Giulia Galliano Sacchetto

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Alessandro Orlandin (Dir. Lospallino.com) a Radio Rossonera: “Il Milan deve temere Petagna. Leao nei rossoneri il pericolo numero uno”

Alessandro Orlandin (Dir. Lospallino.com) a Radio Rossonera: “Il Milan deve temere Petagna. Leao nei rossoneri il pericolo numero uno”

ALESSANDRO ORLANDIN, MILAN-SPAL A poche ore dalla gara tra Milan e Spal, sfida valevole per la decima giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di lospallino.com, Alessandro Orlandin, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà stasera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Come giudichi l’inizio di stagione della Spal e quali sono gli obiettivi stagionali?

“L’inizio di stagione della Spal è stato senza dubbio complicato, lo si sapeva lo sarebbe stato a causa della partenza di uomini chiave come Lazzari e Bonifazi nel mercato estivo e in parte per gli infortuni che hanno falcidiato la squadra perché ad agosto si è fatto male Fares, a settembre si è fatto male D’Alessandro, poi è arrivato l’infortunio di Di Francesco che è ancora da risolvere. Nei primi due casi si tratta di infortuni molto gravi che probabilmente vedranno i giocatori tornare ampiamente nell’anno nuovo e questo ha creato notevoli problemi per una squadra che si deve salvare, perché ha accorciato l’organico, ne ha diminuito la qualità e soprattutto non ha permesso di mettere in campo quelle che sono le qualità dell’organico così come era stato concepito in estate. Poi ci sono dei limiti strutturali che derivano dal mercato estivo, perché in estate probabilmente un paio di giocatori potevano arrivare, non sono arrivati perché il mercato in uscita è rimasto parzialmente bloccato, questo ha fatto sì che la Spal rimanesse un pochino incompleta e tutto questo ha reso l’inizio di stagione un po’ difficoltoso e ora la Spal si trova a rincorrere con una certa fatica”.

Cosa ne pensi del nuovo Milan di Pioli e quali suggerimenti daresti per far uscire dalla crisi la squadra rossonera?

“Il Milan di Pioli non mi sembra diversissimo da quello di Giampaolo per adesso, ma è inevitabile perché è passato troppo poco tempo da questo cambio e l’organico bene o male è quello che è. Il Milan ha problemi per quanto riguarda la rosa, ma anche per la personalità dei giocatori, una squadra un po’ incerta, un po’ timida e confusionaria, non saprei cosa suggerire a Pioli, credo che Pioli debba mettere solo un po’ d’ordine, mettere dei punti fissi, identificare un undici bene o male ad essere titolare e dare delle garanzie, e sperare in un po’ di fortuna perché i risultati in questo momento non arrivano, ma magari un paio di partite fortunate vinte in maniera un po’ sporca possono migliorare la classifica, l’umore, dare un po’ più di convinzione e di conseguenza alleviare la pressione sui giocatori che in questo momento mi sembra molto forte. Di sicuro non invidio Pioli, non vorrei essere nei suoi panni perché l’impresa mi sembra quanto meno complicata a maggior ragione se l’obiettivo è quello di rientrare in Europa o comunque conquistare una posizione di classifica di alto livello”.

Stasera Milan-Spal: quale giocatore dovrebbe temere di più il Milan e quale giocatore temi di più della squadra rossonera?

Se c’è un giocatore che il Milan deve temere è Petagna, ha già dimostrato di saper far male da ex, è una delle colonne portanti di questa squadra, è un giocatore che è cresciuto molto in termini di personalità, di qualità nelle scelte del suo gioco, ha acquisito maggiore freddezza in area di rigore; da non trascurare comunque Jasmin Kurtic, che ha fatto gol domenica contro il Napoli, è un leader nato, un giocatore molto temibile nel gioco aereo, è un altro elemento che può causare dei problemi alle squadre avversarie in qualunque circostanza. Dall’altra parte penso che il pericolo numero uno sia Leao, perché ho l’impressione che si tratti di un giocatore comunque dotato di un grande entusiasmo nonostante il brutto momento del Milan, è un giocatore imprevedibile, veloce, che vede la porta, che può tirar fuori una giocata vincente dal nulla e quindi penso che i problemi principali la Spal li avrà nel tentativo di limitarlo al minimo”.

Andrea Propato

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Tiziana Pikler (dir. LFootball) a Radio Rossonera “Che sorpresa questo Milan Femminile”

Tiziana Pikler (dir. LFootball) a Radio Rossonera “Che sorpresa questo Milan Femminile”

TIZIANA PIKLER A RADIO ROSSONERA – Il campionato femminile ripartirà questo fine settimana. Nell’attesa la nostra Lucia Pirola ha fatto quattro chiacchiere sulle ragazze del pallone con Tiziana Pikler, direttrice di L Football.

Iniziamo parlando di questa Serie A Femminile, iniziata da poco ma entrata già ampiamente nel vivo: quali squadre hai visto finora che ti sono piaciute e quali hanno lasciato a desiderare?

«Vedendo la classifica direi che ci sono poche sorprese, nel senso che il campionato se lo contenderanno quattro squadre, Juventus, Milan, Roma e Fiorentina. Rispetto allo scorso anno sicuramente stanno andando meglio Milan e Roma. La Roma perché è partita meglio rispetto allo scorso anno, quando aveva perso le prime tre gare. E il Milan perché i sta stupendo in termini di gioco. Credo che nessuno si aspettasse il Milan a punteggio pieno, vincendo già 3-0 all’esordio contro la Roma. La stessa Juve che è a punteggio pieno a livello di gioco fatica un po’ di più, però ha Cristiana Girelli che praticamente segna ad ogni partita e risolve qualunque tipo di situazione. La Fiorentina è quella forse più in affanno, sia per la sconfitta casalinga con la Roma sia per l’ultima gara con il Sassuolo, vinta in rimonta negli ultimi minuti».

Abbiamo visto infatti la Fiorentina un po’ più in difficoltà di quello che ci aspettavamo, così come l’Inter, che avrei dato più avanti dopo quattro partite e un calendario non impossibile, mentre ha dimostrato di avere delle grosse lacune. È una cosa comprensibile, perché neopromossa, o no?

«Ci sta perché credo che si paghi sempre un po’ lo scotto della prima esperienza nel massimo campionato. Però questo non è un male, aggiunge competitività nelle partite. Forse nel derby mi aspettavo qualcosina in più però l’emozione a volte gioca brutti scherzi».

 Dopotutto anche la Roma l’anno scorso era partita male…

«Sì esatto, al di là della sconfitta all’esordio la Roma ha fatto un salto di qualità enorme, le prime tre sconfitte dello scorso anno oggi sono un ricordo. E anche quelle comunque erano dettate dal poco tempo avuto per amalgamare insieme vecchie calciatrici e nuovi acquisti».

Quest’anno la Roma ha anche tante individualità, come Andressa, che si sono viste poco ma che potenzialmente possono mettere in difficoltà chiunque

«Sì, noi abbiamo seguito la Roma anche in ritiro a Norcia, e Andressa è veramente una fuoriclasse. Betty Bavagnoli dovrà trovare la quadra tra vecchie e nuove calciatrici e forse questa è la maggiore difficoltà».

Parliamo della Supercoppa, che ha visto la Juve trionfare sulla Fiorentina. Ce lo aspettavamo, però la viola sembra davvero un po’ in difficoltà quest’anno. che impressioni hai avuto da quella partita?

«Ho avuto l’impressione che Ohrstrom, il portiere viola, sia stata la migliore in campo, e che Girelli possa risolvere qualunque situazione. Forse la cosa che mi ha lasciata un po’ perplessa è stato il pubblico. C’erano solo 2500 spettatori che credo siano pochi per un movimento che vuole e deve crescere».

C’e da dire che si giocava in campo neutro (Cesena) e obiettivamente lontano dalle città delle due squadre. Però, dopo il buon successo dei mondiali fa comunque riflettere…

«Assolutamente, mi viene in mente Roma-Milan di inizio campionato, quando a partita iniziata da 15 minuti e fuori c’erano ancora centinaia di persone che aspettavano di entrare, per farle stare tutte hanno dovuto aprire un settore che all’inizio avevano tenuto chiuso. In generale credo che sia necessaria più promozione per eventi tipo la Supercoppa, si potrebbe organizzare più pullman e cercare di coinvolgere più fan club possibili».

Dove pubblico, invece, non è mancato è stato nel derby di Milano, vinto dal Milan che, dopo la pausa, avrà Fiorentina e Juventus. Due gare importanti: che idea ti sei fatta di questo Milan e come lo vedi nell’immediato futuro?

«Come detto prima il Milan mi ha un po’ sorpresa. Se ne era parlato molto in estate, per i pochi acquisti, per il cambio allenatore… Ma alla fine sono state prese calciatrice nei ruoli chiave, secondo società e tecnici, e queste scelte stanno portando risultati. Queste due sfide saranno la prova del nove per capire le potenzialità di questa squadra: se esce a punteggio pieno da entrambe allora la cosa si fa davvero interessante. In particolare quella di domenica con la Fiorentina sarà fondamentale perché se il Milan vince arriverà alla gara con la Juve carico a mille. Io sono molto fiduciosa e molto attenta al Milan».

È molto importante l’aspetto della situazione difficile in cui il Milan ha avviato il campionato quest’anno, che però adesso si sta risolvendo da sola. A questo proposito mi viene in mente un parallelismo con lo scorso anno: anche allora il Milan fece un girone di andata strepitoso e un pessimo girone di ritorno dove ci fu un crollo mentale evidente. Quest’anno sarà diverso?

«Penso proprio di sì. Credo che in questo frangente si possa fare lo stesso discorso fatto per l’Inter poco fa: al Milan l’anno scorso mancava un po’ di esperienza nelle fasi cruciali della stagione. Un po’ mister Ganz, un po’ l’esperienza delle ragazze ai mondiali e i nuovi innesti siano serviti, e il Milan non farà gli stessi errori. Non credo proprio che il Milan avrà un crollo nella Seconda parte di stagione».

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Roma – Milan, the day after! La partita di Hernandez, gli errori e la classifica

Roma – Milan, the day after! La partita di Hernandez, gli errori e la classifica

ROMA MILAN – Mister Pioli riconferma in blocco la squadra vista contro il Lecce e il Milan parte cercando di pressare alto e recuperare palloni nella metà campo avversaria, ma raramente ci riesce. La squadra sembra affidarsi a T. Hernandez che spinge come un forsennato e fa capire che può far male da un momento all’altro. La Roma è viva e in contropiede ha le sue palle goal. Dzeko porta in vantaggio i giallorossi con un colpo di testa da calcio d’angolo, il Milan sembra risentirne, ma entra in campo bene nel secondo tempo e trova il pareggio di T. Hernandez con un grande inserimento in mezzo alla difesa avversaria. La partita viene decisa dai tanti, troppi, errori della squadra rossonera che in fase di impostazione difensiva sbagliano l’impossibile. Da uno di questi errori scaturisce il goal di Zaniolo che decide il match e mette la squadra di Pioli in ginocchio.

T. HERNANDEZ – Dai tempi di Serginho il Milan non aveva un terzino sinistro in grado di fare quello che riesce a fare il ragazzo francese. Velocità, inserimento, dribbling.. ogni volta che tocca il pallone si capisce che può nascere qualcosa di pericoloso. Realizza la rete del pareggio che riaccende, anche se per poco, le speranze della squadra rossonera con un grande inserimento che coglie impreparata la difesa della Roma.

Il migliore in campo del Milan è lui, finalmente un terzino degno di indossare la maglia rossonera e con un gran futuro davanti a sé.

GLI ERRORI – Forse sarebbe meglio dire orrori. Per tutta la partita la squadra dà una sensazione di impotenza. Conti prima e Calabria poi commettono un disastro dopo l’altro, Biglia è un lontano parente di quello visto con la maglia biancoceleste, Suso sparisce dal campo e non entra mai in partita.

Con una Roma rimaneggiata pesano e anche tanto i vari errori individuali di tutta la squadra, segno che il problema attuale del Milan non è fisico ma mentale, anche chi sostituisce i titolari commette sempre gli stessi errori. Una debolezza su cui mister Pioli dovrà lavorare molto duramente per cercare di rimettere in sesto una squadra ormai in ginocchio.

LA CLASSIFICA – Dopo la mancata vittoria contro il Lecce, ma soprattutto dopo la sconfitta di ieri, la stagione della squadra rossonera è sempre più compromessa. Solo 3 punti separano il Milan dalla zona retrocessione e la zona europea dista soltanto 5 punti. Calendario alla mano, senza un rapido cambiamento di rotta, si rischia di veder affondare la squadra rossonera sempre più in basso in classifica nelle prossime settimane.

Servono scelte drastiche e decise, serve una svolta per cercare di ridare senso a questa stagione. Chi non è degno di vestire la maglia rossonera e ad ogni partita non dà il massimo deve sedersi in panchina o in tribuna. Mister Pioli deve trovare un equilibrio sia in campo che fuori e lavorare soprattutto sulla testa dei giocatori perché al primo problema la squadra scompare dal campo e non riappare più.

Cristian Claretti

Photo Credits: AcMilan.com 

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Massimo Limiti (Dir. Forzaroma.info) a Radio Rossonera: “Alla stagione della Roma do un 6,5 per ora. Il giocatore che temo di più è Piatek”

Massimo Limiti (Dir. Forzaroma.info) a Radio Rossonera: “Alla stagione della Roma do un 6,5 per ora. Il giocatore che temo di più è Piatek”

MASSIMO LIMITI A RADIO ROSSONERA – A due giorni dalla gara tra Roma e Milan , sfida valevole per la nona giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Forzaroma.info, Massimo Limiti, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domenica sera alle ore 18. Qui di seguito, l’intervista completa.

Come giudica la rosa a disposizione di mister Fonseca? Quali i punti deboli e i punti di forza?

La rosa della Roma a mio avviso è una buona rosa, ovviamente da quarto posto, il problema è che ci sono troppe assenze per infortunio e quindi questo va a penalizzare un po’ il lavoro fatto da Fonseca. Punti deboli era inizialmente la difesa, poi con l’arrivo di Smalling e la conferma di Mancini il reparto si è rinforzato, buono è il centrocampo anche se senza Lorenzo Pellegrini diventa un centrocampo meno potente”.

Come giudica la stagione fino ad ora della Roma e quali sono gli obiettivi stagionali dei giallorossi?

Alla stagione della Roma do fino ad ora un 6,5, il mister si può giudicare fino ad un certo punto perché davvero troppi infortuni che sono stati ripetuti, il suo gioco non l’ha mai potuto esprimere, perché prima Under, poi Dzeko, poi Lorenzo Pellegrini, adesso Cristante e Kalinic, non si può giudicare il lavoro fatto dal mister”.

Cosa ne pensa del nuovo Milan di Pioli e quale è il giocatore che teme di più in vista di domenica sera?

Il nuovo Milan di Pioli penso sia una buona squadra che ha avuto difficoltà all’inizio, a mio parere avrei tenuto Giampaolo, sono allenatori che hanno bisogno un po’ di tempo, la stessa cosa accadde con Di Francesco con la Roma. Io paragono la società Milan alla società Roma, non c’è tanta professionalità, al di là del fatto che nel Milan ci sono grandi ex, leggende del club, ma a livello decisionale non si stanno dimostrando all’altezza delle grandi big. Per domenica il giocatore che temo di più è Piatek, mi mette paura nonostante abbia attraversato gli ultimi mesi con qualche problema, anche Calhanoglu è un altro che potrebbe mettere la Roma in difficoltà”.

Andrea Propato

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Vincent Candela a Radio Rossonera: “Il Milan è un patrimonio del calcio mondiale. Roma-Milan? Mi preoccupa Suso”

Vincent Candela a Radio Rossonera: “Il Milan è un patrimonio del calcio mondiale. Roma-Milan? Mi preoccupa Suso”

VINCENT CANDELA A RADIO ROSSONERA – A due giorni da Roma-Milan, sfida valida per la nona giornata di Serie A, Radio Rossonera ha intervistato l’ex terzino giallorosso, Vincent Candela, per affrontare i principali temi dell’imminente sfida dell’Olimpico. Qui di seguito, tutte le sue dichiarazioni:

Vincent, tu ne hai giocate tante di partite contro il Milan. Com’era giocare contro quel Milan e quanto è diverso quel Milan da quello di oggi?

Sì, contro il Milan ho giocato tantissime partite. Il Milan è sempre una grande squadra anche se ultimamente sono un po’ in difficoltà. Io ho giocato contro il Milan di Capello ma poi il Milan ha continuato a vincere comunque. Ultimamente è un po’ cambiato il calcio ed è triste non vedere il Milan in lotta per lo Scudetto perché il club rossonero è un patrimonio del calcio mondiale“.

In questo momento Totti e De Rossi sono lontani da Roma. Che ne pensi?

Per quanto riguarda Totti che abbiano perso tutti: la società, Totti stesso ed i tifosi. Ovvio, io non ero lì per capire cosa è successo ma credo che il tutto sia stato gestito male a cominciare dai tempi di Spalletti in panchina. De Rossi?L’esperienza in argentina gli farà bene a livello di crescita personale“.

Torniamo al Milan. Ti aspettavi l’esonero di Giampaolo? Pioli può essere la scelta giusta per ripartire?

Non lo conosco personalmente ma non sono un grande estimatore di Giampaolo. Guardando la sua carriera non è che abbia raggiunto grandi risultati. La scelta di metterlo sulla panchina del Milan è stata un po’ rischiosa anche se l’anno scorso ha fatto bene con la Sampdoria ma al Milan è necessario un altro tipo di gestione. Certo un esonero dopo una vittoria è strano ma magari c’è qualcosa che non so. Pioli? Anche lui non è che abbia fatto tantissime esperienze in grande squadra, non è certamente Mourinho, Capello o Guardiola. Gattuso invece ha fatto benissimo: un miracolo con la squadra che aveva a disposizione“.

Come arriva la Roma a questa sfida anche considerando quanto visto ieri in Europa League?

La Roma ieri ha fatto squadra tirando in porta più del solito e mostrando un’ottima fase difensiva. Vero che il rigore non c’era ma noi siamo la Roma e non ci dobbiamo lamentare, bensì guardare sempre avanti“.

Domenica rivedremo Mancini a centrocampo?

Non credo. Vero che ieri ha cominciato la gara lì ma poi si è spostato indietro formando una difesa a 3. Magari domenica a centrocampo giocherà Pastore in modo di avere più soluzioni offensive“.

Da terzino a terzino: cosa pensi di Theo Hernandez?

Bel giocatore! Bravo tecnicamente e con la testa alta: crossa e fa su e giù sulla fascia. Inoltre ha ampi margini di crescita“.

Domenica chi potrà fare la differenza per le due squadre?

“Per la Roma dico Dzeko, Smalling e Mancini; per il Milan dico Kessié, Biglia e soprattutto Suso: un giocatore che ha tanta fantasia e un bel piede sinistro.

Infine, esiste un Candela nel calcio di oggi?

C’è un tempo per tutti. In questo momento mi rivedo solo in Marcelo: io tecnicamente ero più forte ma lui si muove un po’ di più (scherza n.d.r.)“.

Immagine articolo tratta da: giallorossi.net

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Milan, Piatek: com’era e com’è. Analisi passato-presente, futuro fa sperare

Milan, Piatek: com’era e com’è. Analisi passato-presente, futuro fa sperare

MILAN PIATEK – Domenica scorsa la sua pistola è finalmente tornata a sparare e ora tutto il mondo milanista attende con impazienza di sapere se la rete contro il Lecce è stata solo un fuoco di paglia oppure se sarà l’avvio di una fase migliore per il suo numero nove. Già perché nessuno era abituato ad un Krzysztof Piatek che segna poco: soltanto tre reti nelle prime otto giornate di campionato (di cui due su rigore).

Perché di questi tempi, l’anno scorso, Piatek aveva già segnato nove reti in otto presenze con il Genoa. E non si era smentito con il passaggio al Milan nel mercato di gennaio. Sei reti nelle prime otto gare giocate. Tra queste una, pesantissima, all’Olimpico di Roma contro i giallorossi che aveva portato il Milan momentaneamente in vantaggio (prima di essere ripreso da Zaniolo). Era solo la sua seconda presenza in rossonero ma il Diavolo era già pazzo di lui.

Innamoramento che sembrava essere svanito quest’anno, lasciando il posto a qualche fischio di troppo da parte dei tifosi. Va detto che i numeri impietosi di Krzysztof sono dipesi molto dall’involuzione dell’intera squadra che non è più stata capace di mettere il suo centravanti in condizione di segnare. Se a questo aggiungiamo l’ossessione dei media per le mancate reti, cominciata già in estate con le prime amichevoli, ecco servito un Piatek demotivato che sembrava l’ombra di se stesso.

La prima con Pioli non era sembrata incoraggiante per Kris, relegato in panchina ad osservare le scorribande di Leao. Ma quando il polacco è entrato Pioli ha avuto il buonsenso di non chiuderlo in schemi complicati ma di affidargli un solo compito: fare gol. E Piatek ha risposto alla grande segnando la sua prima rete su azione in questa stagione.

Ora c’è di nuovo la Roma, di nuovo all’Olimpico. L’anno scorso fu l’inizio di una cavalcata che portò il Milan ad un punto dalla Champions. C’è da sperare che sia così anche quest’anno.

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com 

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