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Milanisti 1899: un viale intitolato ad Herbert Kilpin

Milanisti 1899: un viale intitolato ad Herbert Kilpin

MILANISTI 1899 – L’associazione Milanisti 1899 si schiera affianco allo storico milanista Luigi La Rocca nella richiesta al comune di intitolare una “location” a Herbert Kilpin fondatore del Milan.

L’associazione Milanisti 1899, da sempre sensibile ad ogni iniziativa riguardante il rispetto e la rievocazione della storia rossonera, ha deciso di sostenere lo storico e saggista milanista Luigi La Rocca nella richiesta al Comune di Milano di intitolare un Viale al fondatore del Milan Herbert Kilpin.

Milanisti 1899 è già stata protagonista lo scorso 13 dicembre con un’azione di rivendicazione toponomastica, con la trasformazione autonoma di Piazza Axum in Piazza Nereo Rocco, gesto atto a sottolineare lo squilibrio a Milano di luoghi dedicati al Milan rispetto a quelli dell’Inter

Ancora una volta Milanisti 1899 ribadisce il suo impegno nel celebrare e rispettare i grandi personaggi che hanno fatto la storia del Milan, con azioni e iniziative concrete, nel rispetto dell’ideologia per la quale l’associazione stessa è nata.

MILANISTI 1899La visita alla tomba di Herbert Kilpin. Questo il video di quanto accaduto lo scorso 9 marzo:

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Pagelle Chievo-Milan 1-2: magia di Biglia, sentenza Piatek

Pagelle Chievo-Milan 1-2: magia di Biglia, sentenza Piatek

PAGELLE CHIEVO-MILAN 1-2 – Una magia di Biglia su punizione ed un goal da vero rapace d’area di rigore di Piatek, regalano al Milan la quinta vittoria consecutiva in campionato e la certezza di affrontare il derby di domenica prossima da terza della classe. I rossoneri di Gennaro Gattuso salgono infatti a quota 51 punti in classifica a (provvisoriamente): + 4 dall’Inter, + 7 dalla Roma e + 10 da Lazio, Atalanta e Torino.

PAGELLE CHIEVO-MILAN 1-2 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6 – Diciamoci la verità: Gigio ci ha talmente abituato bene che sul pareggio del Chievo tutti abbiamo avuto l’impressione che potesse (dovesse?) fare meglio. Ottima padronanza dell’area di rigore sulle uscite alte, fondamentale in evidente miglioramento. #Upgrade

CONTI 4,5 – Perde la marcatura su Hetemaj e non ne indovina una sia in fase difensiva che di costruzione. #SerataNo (dal 64′ Calabria 6,5 – Poche chiacchiere: il titolare della fascia destra è lui! Il suo ingresso in campo dona serenità e garantisce solidità difensiva. #Ingranaggio).

MUSACCHIO 6,5 – Pedina fondamentale per questo Milan. Mateo sprizza sicurezza per tutti e 90′ e non sembra andare mai in particolare affanno contro gli attaccanti clivensi. #Spavaldo

ROMAGNOLI 6,5  – E anche oggi Alessio lo saltate domani! Altra prestazione autoritaria del capitano rossonero. Sempre impeccabile nell’uno contro uno, gestisce discretamente il pallone in fase di costruzione. #AléOhOhAléSsio

LAXALT  5,5 – A grandi linee gioca la stessa mediocre partite del suo collega di fascia ma, oltre che sbagliare molto meno, dopo una smanacciata di Gigio mura un tiro a botta sicura salvando il risultato. #NelPostoGiustoAlMomentoGiusto

KESSIÈ 6,5  – Ha il demerito di non chiudere la gara non approfittando di una ghiotta occasione da rete ma la partita di Franck resta di altissimo livello per corsa, intensità e cuore. Collante assoluto tra difesa ed attacco nei momenti di difficoltà. #Bostik

BIGLIA 7,5 – In occasione delle rete che sblocca l’incontro dipinge una parabola meravigliosa. Perde un solo pallone ma lo recupera 2 secondi dopo con la grinta e la determinazione che caratterizza i più grandi. Equilibratore che rischia di essere irrinunciabile in questo finale di stagione. #Arcobaleno

PAQUETÀ 5 – Le 51 partite disputate in questa stagione (tra Brasile ed Italia) si sentono e si vedono, eccome. Meno spunti di classe, meno corsa, meno lucidità e meno dinamismo rispetto alle prime uscite in maglia rossonera. #Imbruttito (dal 54′ Calhanoglu 6,5 – Interpreta ottimamente il ruolo di mezzala con una serenità a lui quasi sconosciuta. Manca sempre qualcosa in rifinitura e finalizzazione ma i minuti disputati dimostrano quanto possa essere importante. #CrisiDIdentità)

SUSO 5+ – Nei primi 45′ di gioco non viene servito e non riesce a proporsi mai. Quelle poche volte che viene chiamato in causa nella ripresa risponde presente ma è davvero troppo poco. Lontanissimo dai propri standar. #Involuto (dall’84’ Borini s.v.)

CASTILLEJO 7 – Scheggia impazzita della serata. Non brilla per continuità e gioca a tuttocampo rendendo difficile agli avversari la propria marcatura. Ha inoltre il merito di fornire l’assist per il 2-1 definitivo firmato da Piatek. #Furetto

PIATEK 6,5  – Nella prima frazione di gara non riesce minimamente ad imporsi o ad entrare nel vivo della manovra offensiva della squadra. Nella ripresa, migliora il proprio rendimento e trasforma in oro l’assist di Castillejo. #ElSegnaSemperLu

GATTUSO/RICCIO 6,5 – Piccoli passi avanti dal punto di vista fisico e mentale rispetto alla scorsa gara vinta contro il Sassuolo. Ottima la gestione tecnica e psicologica delle forze in campo. #RivincitaTotale.

PAGELLE CHIEVO-MILAN 1-2 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Conti 5, Musacchio 6,5, Romagnoli 6,5, Laxalt 5,5;

Kessiè 6,5, Biglia 7,5, Paquetà 5,5;

Suso 5, Castillejo 7, Piatek 7;

Calabria 6,5, Calhanoglu 7, Borini s.v.;

Gattuso 7

Donato Boccadifuoco

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Milan, Bakayoko: “I rossoneri mi facevano sognare quando ero piccolo. Leonardo e Maldini due grandissime figure”

Milan, Bakayoko: “I rossoneri mi facevano sognare quando ero piccolo. Leonardo e Maldini due grandissime figure”

MILAN, BAKAYOKO – Le dichiarazioni rilasciate a France Football dal centrocampista del Milan, Tiemoué Bakayoko. Qui di seguito vi riportiamo l’intervista integrale tradotta per noi da Alexandre Davidgestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR ed al quale vanno i nostri ringraziamenti.

Due anni fa, Tiemoué Bakayoko si accingeva a vincere il titolo di Campione di Francia con l’As Monaco e si preparava a fare il suo debutto con i Bleus (Nazionale francese), ma il seguito non è andato come previsto.  Il centrocampista è abituato alle difficoltà: dopo una stagione sperimentale al Chelsea, un inizio difficile al Milan, dove è attualmente in prestito, ha ribaltato la situazione a suo vantaggio, al punto di diventare uno dei giocatori chiave per la formazione rossonera. A San Siro è diventato persino uno dei beniamini dei tifosi rossoneri.  Gli piacerebbe continuare la sua esperienza a Milano ma non dipende solo da lui.

Tiémoué è un nome poco comune. Ha un significato?

Nessuno. Era il nome di mio nonno, una delle persone più importanti della famiglia. Mio padre lo ha scelto cosicché potessi seguire le sue orme, anche se in un mestiere diverso.  I miei genitori hanno lasciato la Costa d’Avorio per la Francia negli anni 90′, ho sette fratelli e una sorella, sono il numero cinque, giusto nel mezzo! Ho avuto un’infanzia piuttosto difficile ma piena d”amore, ognuno si prendeva cura dell’altro“.

Dove l’ha vissuta la sua infanzia?

Nel XIV° distretto di Parigi. La mia Zona è Porte d’Orléans, Alesia, un po’ Montparnasse, è per questo che porto il numero 14. Non sono mai stato nelle opposizioni di quartiere del tipo “il tuo è meglio che il mio”.  Sono solamente Parigino e sono proprio cresciuto con il PSG. La generazione Ronaldinho, Peter Luccin, anche Nicolas Anelka, quella era la mia squadra“.

Come è arrivato nel Calcio?

Mio padre ha giocato in Costa d’Avorio, nei Dilettanti. Nessuno degli 8 figli è stato risparmiato, siamo stati tutti iscritti almeno una volta in una squadra di calcio. E’ veramente nel DNA della nostra famiglia, é una conseguenza logica, siamo tutti fatti per giocare a calcio, poi a quale livello, questo non lo sappiamo, anche mia madre è un’appassionata ed ha avuto un ruolo molto importante. Lei è il mio bijou (gioiello), mi ha trasmesso molti valori, soprattutto, il superare i propri limiti. Per qualche tempo della mia infanzia mio padre aveva dei problemi di schiena e lei era la sola a lavorare, era molto, molto (sottolinea) difficile sovvenire ai nostri bisogni. Le devo molto“.

Questo forte attaccamento famigliare, lo troviamo anche nella sua carriera ad alti livelli..

Il mio fratello più grande Abdoulaye è il mio consigliere, è il primo che ascolto dopo le partite. Conosce molto bene questo mestiere, è meticoloso nelle analisi e mi conosce perfettamente, mi permette in seguito di fare autocritica.
La mia carriera era cominciata piuttosto male, tutto avrebbe potuto finire già a 13 anni…. Sono stato scartato all’INF di Clairefontaine (centro di formazione per giovani), quando invece mi ci ero preparato già 3 anni prima. Ero sicuramente uno dei migliori sul campo. La delusione è stata grande ed è continuata con un infortunio a tibia e perone. Mi ricordo molto bene l’azione: il portiere esce, il pallone é un po lontano, allungo la gamba per evitarlo, e lui mi mi viene addosso con tutto il corpo. La mia gamba si piega in due, Crack!  C’è stata poi una lunga convalescenza, ma il mio amore per il calcio ha preso il di sopra (è stato più forte), era impossibile abbandonare“.

Lei finisce al Rennes, ma ha riconosciuto di non essere mai stato il predestinato della sua generazione.

All’epoca, era il miglior centro di formazione della Francia, ci sono giocatori di qualità in ogni ruolo. Quando ci sono le prime convocazioni con la selezione dei giovani della Nazionale, non sono il primo ad andare. Quando bisogna far scendere i giocatori dai nazionali ai regionali, sono uno dei primi della lista. Cos’ha fatto la differenza? Ho lavorato in silenzio, la prendevo come una sfida, non mi faceva paura. Questo percorso mi ha comunque enormemente aiutato quando ho avuto delle difficoltà negli ultimi tempi. Mi dicevo:”Tiémoué, non è la prima volta, passerai questo momento e dimostrerai ancora che si sbagliano“.

Anche al Monaco, non tutto è stato semplice…

Quando arrivo nel 2014, resto con una preparazione troncata con il Rennes perché stavo per trasferirmi. Nonostante tutto, durante la prima partita, un amichevole contro l’Arsenal durante l’Emirates Cup, sono il migliore in campo. Di colpo, Jardim mi schiera titolare per l’apertura di campionato, contro Lorient, al posto del Capitano Toulalan. La partita non va bene, stiamo perdendo , ma non ho l’impressione di essere l’anello debole eppure, sono richiamato in panchina dopo 30′. Questo ha condizionato i mesi seguenti, sono passato dalla vetta al fondo in un attimo , bim! (mima con le mani). Questo ha contribuito a ritardare la mia esplosione, dovevo ancora fare esperienza“.

Anche se ha fatto un passaggio lampo come direttore tecnico, l’incontro con Claude Makelele nel 2016 è stato una scintilla per Lei, no?

Non dico che dubitavo delle mie qualità ma sono stato sempre molto critico verso me stesso e non sempre in maniera positiva, anche se facevo molte cose positive. Claude mi ha aiutato a rendermi conto del mio livello.
Ho preso tutto questo e ne ho fatto le mie fondamenta. Luis Campos, l’allora capo-scout, è stato anche lui importante, mi parlava sempre, ha sempre creduto in me, “non ti preoccupare, riuscirai, giocherai in grandi clubs”, mi ripeteva“.

Cosa le resta di quella famosa stagione 2016-2017 finita con un titolo di Campione e una semifinale di Champions League?

Ha creato dei legami, è stato eccezionale, per ognuno di noi ma anche perché abbiamo fatto sognare la Francia. Eravamo giovani, rimarrà per sempre scolpito nelle nostre carriere ma anche nei nostri cuori. Con Jardim ho avuto degli alti e dei bassi, non mi ha fatto giocare la partita che ci consacrava campioni (contro Nancy) e la presi veramente male. Poi però per l’ultima col Rennes mi fece una bella sorpresa proponendomi di portare la fascia di capitano contro il club che mi ha cresciuto“.

Notiamo, che cita volentieri i suoi formatori nelle diverse interviste….

È importante non dimenticare, rimanere umile e semplice, credo molto al Karma e comportarsi nel modo giusto paga sempre“.

Nella stagione del titolo scopre anche la Nazionale francese, che l’avrebbe poi convinta a mettere una croce sulla Costa d’Avorio….

(Scuote la testa) Francamente, quando ho dovuto scegliere, non ho dormito, ho passato una pessima giornata ! In realtà, non ero pronto a prendere questa decisione cosi velocemente, mi ha spiazzato quando il CT mi ha chiamato. Devi per forza deludere qualcuno, ma bisogna prendere una decisione, perché « responsabile », è da « uomo », va aldilà del calcio.  Ho scelto la Francia, per me è logico, ho giocato con questa generazione, ci siamo tutti sfidati da giovani. Quest’estate, andrò in Costa d’Avorio con la mia famiglia, e i miei parenti. Amo questo paese, come la prima volta che ci sono andato con mio padre, a 11 anni. In realtà, sono un po stanco di questo dibattito. Ho scelto e resto su questa scelta“.

Non è stato più chiamato da suo debutto contro la Spagna due anni fa (sconfitta 2-0), che non è andato benissimo.. Le critiche sono state dure!

Avevo cominciato molto bene il primo tempo, me lo ricordo bene ma dopo quel passaggio sbagliato che ha portato al rigore, ho faticato e rimugino ancora. Da allora, ho incrociato il Ct, dei membri dello staff, ma non aspetto notizie, non sono cosi’, mi concentro solo sul campo perché sarà quello che mi farà tornare coi Bleus“.

Non avendo ancora disputato partite ufficiali con la Francia, lei è ancora selezionabile con la Costa d’Avorio. Sono tornati alla carica in vista della Coppa d’Africa?

(Deciso) No, e spero che non torneranno, voglio che questo episodio sia chiuso“.

C’erano cinque francesi titolari con il Monaco campione, quattro sono diventati campioni del mondo a Mosca un anno più tardi ( Mbappe, Sidibé, Mendy e Lemar), manca solo lei. Come l’ha vissuta?

Attenzione, non sono né geloso né amareggiato! Tra l’altro, ero al Chelsea, un gran club, avevo le possibilità di esserci, ma onestamente non meritavo la convocazione. Bisogna farsi le domande giuste, soprattutto sulle mie prestazioni con la nazionale“.

È stata veramente una brutta stagione al Chelsea?

No! Già, c’è troppa gente che dice che non giocavo. Penso che non hanno seguito nulla della mia stagione perché ho fatto una quarantina di apparizioni (43), tra cui più di venti come titolare. Quando non ho giocato, è perché ero infortunato, avevo la fiducia dell’allenatore Antonio Conte“.

Cosa non ha funzionato allora?

Sono il primo a dire che non è andata come volevo. Attenzione, ci sono state delle partite molto, molto buone, non tutto è da buttare, e comunque mi è servito. Se oggi ho questo rendimento, è anche grazie alla mia esperienza londinese. Oggi posso dire che sono un giocatore migliore di Monaco. La coppia con N’Golo Kante in mezzo non era niente male, era un bel progetto ed era anche una delle ragioni per le quali ho firmato per il Chelsea. N’golo è il migliore nella sua posizione. Frequentarlo quotidianamente, vedere gli sforzi che fa, mi anche permesso di progredire, di capire come diventare un giocatore di alto livello“.

Maurizio Sarri, il successore di Conte, non la voleva?

Io penso che sia stata una cosa che sia arrivata da più in alto. Il club ha deciso di intraprendere dei cambiamenti e io non facevo parte di questi piani. Sarri è arrivato e gli hanno detto quelle che erano le loro intenzioni. In più è arrivato un suo uomo come Jorginho. Una seconda stagione al Chelsea mi avrebbe permesso di giocarmi le mie carte, ma ho sentito il bisogno di cambiare aria. È stata una scelta importante, perché quella del Milan è la quarta maglia che cambio. A 24 anni è tanto. È stato Leonardo che mi ha contattato è se avessi dovuto lasciare il Chelsea, lo avrei fatto solo per il Milan, perché è stato un club che mi ha fatto sognare quando ero piccolo. Lo ringrazio sentitamente per avermi dato questa chance“.

Il simbolo del Milan Paolo Maldini al tavolo delle trattative che effetto fa?

Senza mentirvi, fa effetto. Con Leo sono due grandi figure del Club. Vi fa rendere conto dell’importanza del club nel quale arrivate. Ricordo Maldini con la sua fascia di capitano, il suo numero 3, i suoi capelli lunghi…“.

Dopo il suo debutto , a Napoli (3-2), Gennaro Gattuso ha usato parole molto dure nei suoi confronti….

Non ho apprezzato quelle dichiarazioni, e sia io sia le persone che mi stanno vicino le abbiamo prese male. Sono state illogiche. Ha rimesso in dubbio il mio calcio e quello che avevo imparato durante il mio periodo di formazione. Secondo lui avrei dovuto imparare a orientare e modificare la posizione del corpo. Ma lui è fatto così, dice quello che pensa e vuole che gli si dicano le cose in faccia. Non è uno che porta rancore”.

Che tipo di allenatore è veramente?

Francamente credo che tutti i giocatori vorrebbero avere un allenatore come lui. È una figura paterna, con la quale puoi parlare di tutto e di niente. È molto vicino ai suoi giocatori e li protegge. E non sono tanti gli allenatori che lo fanno. È puntiglioso dal punto di vista tattico, sa il fatto suo. Non lascia nulla al caso”.

In seguito l’hanno paragonata a Marcel Desailly.

Per me, Desailly, era molto più difensivo. Non penso che ci siano delle somiglianze tra noi. Ma so anche che ha fatto grandi cose al Milan nel mio ruolo. Sono andato a vedere i video per curiosità. Mi lusinga essere comparato a lui”.

Il suo fisico fa più la differenza in Serie A che in Premier League?

Si, anche se sono più bravo nell’anticipare, analizzo il gioco dell’avversario, mi calo nella situazione. Sono spesso in riflessione durante la partita, cerco di avere un tempo d’anticipo sui miei avversari. Infatti, ho un buon timing, commetto pochi falli, non ho bisogno di andare con tutto il corpo nei duelli, soprattutto perché essendo grosso, si ha più tendenza a darmi “un giallo” e col tempo l’ho imparato“.

È uno dei migliori dribblatori della Serie A, è una cosa che potrebbe sorprendere.

È una qualità che non mi viene associata, oppure non direttamente. Quando mi si vede, si pensa che io sia un giocatore fisico, ma in realtà ho delle qualità tecniche. In fase di formazione, amavo saltare l’avversario dribblandolo. E non faccio dribbling così tanto per farli. Nel mio ruolo non è una peculiarità, ma questo mi permette di mettere in difficoltà gli avversari”.

Le mancano ancora delle statistiche per valorizzare totalmente le sue prestazioni.. (si parla di gol e assist)

Mi stuzzica, ho bisogno di questo, è il limite che devo oltrepassare. Ho le qualità per farlo, forse dovrei essere più vicino alla porta, giocare un po’ più alto. Ci lavoro, vorrei essere decisivo con un passaggio o un gol“.

Lei è attualmente in prestito al Milan con un diritto di riscatto che sarà pagato solo in caso di qualificazione in Champions. E’ difficile pensare al futuro?

Sto facendo una buona stagione e sono molto grato al Milan e sono molto contento qui, anche se all’inizio sono stato molto criticato. Ma è normale, tutti si aspettavano di più, nessuna sorpresa. Non riesco a pensare molto al futuro. Farò di tutto per far sì che il Milan si qualifichi alla prossima edizione della Champions League. Sono cinque anni che i tifosi del Milan non sentono la sua musichetta e io vorrò esserci quando tornerà a risuonare a San Siro. Vedremo come andrà a finire la stagione, anche perché ho un contratto con il Chelsea, che è comunque un club molto importante per me”.

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di febbraio

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di febbraio

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights”, la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come sempre dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: PIATEK VS ATALANTA

Allo scadere del primo tempo, Piatek realizza un gol pazzesco con una girata al volo, marcato e spalle alla porta, su un perfetto cross di Rodriguez. Il gol del polacco permette al Milan di agguantare il pari prima dell’intervallo e di entrare con una grande carica nella ripresa, realizzando l’uno-due micidiale prima con Calhanoglu e poi con lo stesso Piatek.

Il gol del Pistolero possiamo catalogarlo senza dubbio come uno dei più bei gol del campionato.

La partita della svolta: ATALANTA-MILAN 1-3

 La vittoria di Bergamo, su un campo veramente ostico, è la partita della svolta del mese di febbraio. Partita di grande solidità difensiva e intensità, dove gli uomini di Gattuso mettono in mostra una prova di maturità, con un Piatek cecchino e con un Calhanoglu autore di una prova di alto livello e di una realizzazione da fuori area che permette alla squadra di passare in vantaggio ad inizio ripresa.

Musacchio e Romagnoli sono praticamente perfetti, molto buona anche la prestazione di Paquetà.

Da Bergamo la squadra esce con 3 punti pesantissimi e con la convinzione di poter lottare fino alla fine per il sogno del piazzamento Champions.

L’eroe che non ti aspetti: CASTILLEJO

Castillejo gioca da titolare contro l’Empoli per sostituire lo squalificato Suso e risulta alla fine essere il migliore in campo. Va vicino al gol nel primo tempo con una grande conclusione a giro di sinistro, sventata in angolo da Dragowski. Nella ripresa recupera un ottimo pallone sulla trequarti permettendo l’1-0 del Milan, realizza l’assist per il raddoppio di Kessie e chiude la partita mettendo a segno il gol del 3-0 su un perfetto assist di Conti. Partita da 8 pieno per lui.

La stella del mese: PIATEK

 Il nuovo bomber rossonero nel mese di febbraio mette il suo sigillo in tutte le partite di campionato, tra queste la doppietta d’autore a Bergamo. Quando arriva un pallone in area lui c’è sempre.

Il popolo rossonero è già innamorato di lui; insieme a Paquetà è indubbiamente l’arma in più a disposizione di Gattuso. Si giocherà fino alla fine il titolo di capocannoniere di serie A.

Andrea Propato

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Pagelle Milan-Sassuolo 1-0: un’autorete di Lirola lancia i rossoneri al terzo posto

Pagelle Milan-Sassuolo 1-0: un’autorete di Lirola lancia i rossoneri al terzo posto

PAGELLE MILAN-SASSUOLO 1-0 – Uno dei peggiori Milan della stagione riesce comunque a battere il Sassuolo e sorpassare l’Inter piazzandosi al terzo posto della classifica. A decidere il match, un’autorete di Lirola al 35′. Rossoneri che inoltre giocano in 11 contro 10 gli ultimi 30 minuti di gara (espulso Consigli) ma soffrono fino al triplice fischio dell’arbitro Valeri. Prestazioni opache per gli uomini offensivi, nettamente meglio la retroguardia con un Donnarumma sugli scudi in almeno due occasioni.

PAGELLE MILAN-SASSUOLO 1-0 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 7 – Un vero e proprio prodigio su Djuricic nella prima frazione di gara e un’ottima copertura del proprio palo su Matri sul finale. Gigio è per distacco il migliore in campo. #Caveau

CALABRIA 6+ – Il cliente affrontato (Boga) è di quelli scomodissimi ma Davide, pur con qualche sbavatura, riesce a difendere con intelligenza tattica proponendosi discretamente all’occorrenza anche in fase offensiva. #Trottolino

ROMAGNOLI 6,5 – Impossibile saltarlo nell’uno contro uno in ogni settore del campo, libera la propria area di rigore dai pericoli ogni volta che può. #Asticella

MUSACCHIO 6 – Ha dalla sua il merito di trovarsi al posto giusto al momento giusto in occasione della decisiva autorete di Lirola. Fatica più del solito ad impostare e per tutti e 90′ non appare esattamente in forma smagliante. #Provvidenza

RODRIGUEZ 7- – Il suo rientro si vede e si sente: la sua presenza garantisce il giusto sfogo nel giropalla difensivo. Nella prima frazione di gara è implacabile sugli attaccanti avversari e offre svariate sovrapposizioni spesso non capitalizzate per demeriti altrui. Cala leggermente nei secondi 45′ ma la sua prestazione resta di altissimo valore. #RichieRich

BAKAYOKO 5 – Altra partita sottotono per la diga francese. Diversi i palloni persi così come gli errori in impostazione. Nella ripresa rischia l’espulsione, ragion per cui Gattuso è costretto ad anticiparne la sostituzione. #Sottovuoto (dal 56′ Biglia 6,5 – Da perfetto direttore d’orchestra impiega appena 60 secondi a correggere le posizioni dei propri compagni di squadra. Non eccellente dal punto di vista fisico ma lotta come un leone fino al triplice fischio. #RiccardoMuti).

KESSIÈ 6,5 – Ciò che stupisce di questo giocatore è che più passano i minuti e più la sua prestazione migliora in qualità e quantità. Ad un primo tempo opaco corrisponde una seconda frazione di gara passata a rincorrere tutti gli avversari ed impreziosita dalla verticalizzazione per Piatek che costringe Consigli al cartellino rosso. #Turbodiesel

PAQUETÀ 6 – Si tocca con mano, fa fatica. Inizia bene il match garantendo fantasia e buone aperture, ma la benzina finisce ben prima del solito e la sua prestazione ovviamente ne risente. #PitStop (dal 73′ Castillejo 6 – Entra e fa il suo, come sempre. Corre, lotta e soprattutto crea confusione per sé e per tutti gli altri giocatori in campo; non esattamente un male in questo match. #DennisLaMinaccia)

SUSO 5,5 – Un bello spunto durante il primo tempo, e qualche “azioncina” nella ripresa, tolto ciò sparisce letteralmente dal campo e aiuta meno del solito in fase difensiva. #Yin

CALHANOGLU 5,5 – Il suo collega di fascia fa poco e sbaglia poco, lui fa tanto e sbaglia tanto; ragion per cui la prestazione del turco può essere allineata a quella dello spagnolo. #Yang

PIATEK 6 – La notizia è che il bomber polacco rimane all’asciutto per la seconda partita consecutiva. Appare meno lucido del solito ma si fa trovare pronto (e furbo) sfruttando l’erroraccio di Consigli e causandone l’espulsione. #ASalve (dall’83’ Cutrone s.v.)

GATTUSO 6 – La sufficienza è ampiamente garantita dalla vittoria e dalla classifica, probabilmente però la squadra prende da lui l’eccessiva tensione per una partita che, graduatoria alla mano, contava (e conta) davvero moltissimo. #QuandoSiVinceSiHaSempreRagione

PAGELLE MILAN-SASSUOLO 1-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 7;

Calabria 6,5, Musacchio 6,5, Romagnoli 6,5, Rodriguez 6;

Bakayoko 5, Paquetà 5,5, Kessiè 6;

Suso 5, Calhanoglu 5, Piatek 5,5;

Biglia 6, Cutrone s.v., Castillejo s.v.;

Gattuso 6.

Donato Boccadifuoco

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Pagelle Lazio-Milan 0-0: I rossoneri non soffrono e non creano: pareggio scritto e qualificazione rimandata al ritorno

Pagelle Lazio-Milan 0-0: I rossoneri non soffrono e non creano: pareggio scritto e qualificazione rimandata al ritorno

PAGELLE LAZIO-MILAN 0-0 – La semifinale d’andata della Coppa Italia è una partita bruttina per entrambe le squadre. Tanti errori tecnici, poco ritmo e discorso qualificazione rimandato a fine aprile nella gara di ritorno a S.Siro. All’Olimpico va di scena un Milan che non crea nulla ma a conti fatti concede all’avversario solo qualche occasione da fuori area e un tiro pericoloso di Immobile.

PAGELLE LAZIO-MILAN 0-0 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6 – Pensateci bene: ricordate parate di Gigio? Un intervento, semplice, a metà secondo tempo su tiro da fuori area. Per il resto non arrivano conclusioni nello specchio e quindi Gigione si fa notare per un giallo per proteste che è specchio dei 20 anni compiuti il giorno prima. #MammaNonHoSporcatoIGuanti

CALABRIA 6 – Davide lascia da parte il fioretto e va di sciabola. Se qualche difettuccio c’è, questo viene compensato dal tanto lavoro oscuro che Cala fa senza l’aiuto di Suso (e poi di Kessiè). C’è da combattere e Davide combatte. #SuLeManiche

MUSACCHIO & ROMAGNOLI 6.5 – Bravi bravi in nostri due centrali. Attaccati in campo aperto, senza il miglior Bakayoko e senza un grosso filtro a centrocampo dopo l’uscita di Franck, Mateo e Alessio lasciano alla Lazio soltanto una conclusione pericolosa di Immobile e un paio di tiri da fuori area. Semplicemente, i migliori in campo. #MU-RO

Laxalt 5.5 – Diego col freno a mano tirato: linea di metacampo oltrepassata con il contacogge, qualche erorre di troppo in impostazione e un paio di incursioni di Romulo che lo sorprendono alle spalle (vedi occasione migliore per la Lazio). #Compitino-ino-ino

Kessiè 6 – Fin quando in campo c’è il gigante Franck, il Milan non subisce nulla, gestisce palla, spazie e ritmi. Poi senza Kessiè il centrocampo si sfalda un po’, filtra meno e cala di fisicità in una partita che invece ne richiedeva abbastanza. La botta alla coscia sembra solo di passaggio. #ColonnaD’Ebano (dal 29 p.t. Calhanoglu 5.5 – Il voto è così composto: media tra il 4.5 del quarto d’ora del primo tempo e il 6 della ripresa più qualche decimale bonus per il momento particolare che sta vivendo – bimba in arrivo – #HoLaTestaAltrove)

Bakayoko 5.5 – Piccolo passaggio a vuoto per Timo. Fin quando in campo c’è il gemello Kessiè regge bene, poi gli spazi aumentano, gli avversari pure e Timouè fatica a chiudere, complice una gamba non brillantissima. Non arriva alla sufficienza anche per qualche pallone perso di troppo. #AVolteRifiatoAnch’Io

Paquetà 6 – L’uscita di Kessiè condiziona anche Lucas. Fino a quando partita e centrocampo sono sotto il nostro controllo Paquetà è uno dei migliori in campo, se non il migliore. Poi alla distanza cala anche lui atleticamente, giunto alla decima partita consecutiva avrebbe bisogno di rifiatare. #Sufficiente (dal 40 s.t. Biglia s.v.)

Suso 4.5 – Susino proprio non va. Lento, senza spunto, gambe e pensieri annebbiati, sbaglia più di una scelta di passaggio e di giocata. La domanda ora è: mancanza di brillantezza fisica o mentale? #FuoriFase (dal 28 s.t. Castillejo 6) – Samu sta meglio di Suso e lo dimostra nei 20 minuti finali. Niente di eccezionale intendiamoci, ma almeno possiede una freschezza atletica ottimale. In questo momento merita di giocare, già dalla gara contro il Sassuolo.

Piatek 5.5 – Combatte, corre e si sbatte per l’intero fronte d’attacco con il compagno più vicino a metri e metri di distanza. Questa volta non gli arriva nemmeno mezza palla decente e  l’unica, sul finire di partita, è il cross in rovesciata di Borini che il Pistolero colpisce male di testa. Meno preciso anche nel lavoro in trequarti spalle alla porta. #SiSonoUmano!

Borini 6 – Fabio ormai lo conosciamo. Chiedigli di fare il soldatino e lui lo farà. La fase difensiva è buona ma, piccolo problema: ieri era schierato esterno alto a sinistra. In teoria dovrebbe offrire anche una proposta offensiva quantomeno discreta. Ieri invece pressochè nulla. #Soldatino

Gattuso 6 – Vecchio adagio del calcio: quando non puoi vincere non devi perdere. Il Milan di Rino non produce nulla dalla metacampo in su ma non subisce che qualche conclusione dalla distanza. In una logica di andata e ritorno può andar bene. Lucida l’analisi nel postpartita (errori in contruzione, trasmissione e abuso della palla lunga): tornerà utile già da sabato quando i 3 pt saranno fondamentali. #Massimizzatore

PAGELLE LAZIO-MILAN 0-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6

Calabria 6.5, Musacchio 6.5, Romagnoli 6.5, Laxalt 5.5

Kessiè 6 (Calhanoglu 5), Bakayoko 5, Paquetà 6 (Biglia s.v.)

Suso 4 (Castillejo 6), Piatek 5.5, Borini 5.5

Gattuso 5.5

Simone Cristao

 

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Pagelle Milan-Empoli 3-0: Piatek timbra ancora il cartellino, arrotondano Kessiè e Castillejo

Pagelle Milan-Empoli 3-0: Piatek timbra ancora il cartellino, arrotondano Kessiè e Castillejo

PAGELLE MILAN-EMPOLI 3-0 – Nell’anticipo della 25^ giornata di Serie A, il Milan si impone con un netto 3-0 casalingo contro l’Empoli. I rossoneri di Gennaro Gattuso disputano un timido primo tempo per poi scatenarsi nella ripresa. Ad aprire le marcature è il solito Piatek al 49′ con un tocco ravvicinato su assist di Calhanoglu; 2 minuti più tardi è Kessié ad arrotondare il risultato. Al 67′ è Castillejo a siglare la rete del definitivo 3-0. Grazie a questo risultato, il Milan resta saldamente ancorato al quarto posto.

PAGELLE MILAN-EMPOLI 3-0 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6+ – Sicuro nelle prese alte e con il pallone tra i piedi. Nessuna incertezza nell’intercettare i pochi tiri in porta effettuati dai toscani. #Gigioneggiante

CONTI 6,5 – Al rientro da titolare dopo quasi 18 mesi, Andrea disputa una partita di sostanza in fase di copertura e mette a segno il suo terzo assist stagionale. #CONTInuativo

MUSACCHIO 6+ – Nel primo tempo perde un brutto pallone sulla propria trequarti, tolto questo singolo errore il resto della partita viaggia sui binari della tranquillità. #AnotherBrickInTheWall

ROMAGNOLI 7 – Semplicemente impeccabile! Gli attaccanti dell’Empoli restano ammaliati ogni qual volta passano dalla sue parti ed ogni pallone che passa dall’area di rigore rossonera viene attirato dal capitano. #Sirenetto

RODRIGUEZ 6+ – Serata senza particolari guizzi per il terzino rossonero. Preciso, ordinato e concreto. #TicTac

BAKAYOKO 6 – Non certamente una delle sue migliori prestazioni recenti, ciò non toglie che la partita del nazionale francese è priva di significative sbavature. #Equilibratore (dall’80’ Biglia s.v. #Bentornato)

KESSIÈ 7,5 – Un carrarmato per tutti i 90′. Nella prima frazione di gara è per distacco il migliore in campo; nella ripresa mantiene gli stessi altissimi standard impreziosendo la propria prestazione con il preciso tocco sotto che regala il 2-0 ai rossoneri. #KrenkTheTank

PAQUETÀ 6+ – Primi minuti di grande sostanza e qualità (come dimostra anche la rete annullata dal VAR); la sua prestazione peggiora con il passare del tempo, fa bene Gattuso a sostituirlo. #OutOfGas (dal 69′ Borini 6+ – Entra e fa il suo dovere, riesce anche a segnare ma ancora una volta è il VAR a dire di no. Il “+” è per il suo atteggiamento sempre positivo nei riguardi di compagni e mister nonostante il ruolo da comprimario. #MiFidoDiTe)

CASTILLEJO 7+ – La vera scheggia impazzita di questa partita. Nei primi 45′ è il più pericoloso tra le fila rossonere ma colleziona una serie di errori grossolani con e senza la palla tra i piedi. Ripresa da assoluto mattatore: si rende protagonista in tutte e 3 le reti segnate (1 goal, 1 assist e 1 pallone recuperato). #CapellaioMatto*

* volutamente con una “p”

CALHANOGLU 7 – Corre, recupera, crea e inventa. Il numero 10 rossonero è autore di una delle migliori prestazioni stagionali. Impressionante la velocità d’esecuzione e pensiero nell’assist che permette al “Pistolero Polacco” di sbloccare l’incontro. #NeuroniEPolmoni

PIATEK 7 – Ad onor del vero i suoi primi 45′ destano qualche perplessità ma il dimostrarsi letale anche in serate apparentemente negative è un plus che non può assolutamente essere sottovalutato. #ClintEastwood (dal 69′ Cutrone 6 – Ha il “muso” e si vede ma al minuto 88 recupera un pallone all’altezza della bandierina nelle propria trequarti e (seppur in fuorigioco) davanti al portiere avversario non tira e serve Borini. Ha bisogno del goal come l’aria. #Palombaro)

GATTUSO 7 – L’impegno non è stato sottovalutato, il risultato è arrivato e la prestazione dei singoli nel complesso è decisamente sopra la media. Ottima gestione delle forze in campo e dei cambi a partita in corso. #InRinoVeritas

PAGELLE MILAN-EMPOLI 3-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6,5;

Conti 7, Musacchio 6,5, Romagnoli 7, Rodriguez 6,5;

Bakayoko 6,5, Kessié 7, Paquetà 6;

Castillejo 7,5, Calhanoglu 7, Piatek 7

Borini 6,5, Cutrone 6,5, Biglia 6

Gattuso 7

Donato Boccadifuoco

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A TUTTO PIATEK: Da Milanello al mate,da Paquetà a Bakayoko, il primo mese del pistolero polacco

A TUTTO PIATEK: Da Milanello al mate,da Paquetà a Bakayoko, il primo mese del pistolero polacco

La Gazzetta dello Sport di lunedi ha titolato “Piątekstein” scrivendo che hai qualcosa delle migliori leggende del Milan. Vedi la porta come Inzaghi, tiri come Shevchenko, di testa come Gilardino, fai acrobazie come Van Basten e hai lo spirito di Ibrahimovic. Con l’ultimo paragone hanno sbagliato perchè Zlatan direbbe che verrebbe in Nazionale solo per giocare titolare o non verrebbe per niente…

Queste le dichiarazioni rilasciate da Krzysztof Piatek a Przeglad Sportowy; dichiarazioni tradotte per noi da Roman Sidorowicz, presidente del Milan Club Polonia:

“Rimango calmo. So che abbiamo tre forti attaccanti e tutti siamo in ottima forma. Al momento non voglio pensare ancora alla nazionale. Mi aspettano partite importanti con il Milan in campionato e coppa italia”.

Come vedi questi confronti con le leggende del Milan? Solo dopo la partita con l’Atalanta ti hanno descritto come mago o Re Mida, che trasforma in oro tutto ciò che tocca con i piedi. Ti fa piacere o non ti interessa?
Se io avessi, come ha scritto la Gazzetta, tutte quelle caratteristiche che avevano le grandi leggende del Milan, allora dovrei essere il miglior calciatore della storia del Milan. La strada è ancora lunga. Spero che il Milan ritorni grande con me e che un giorno sarò degno di potermi confrontare con tutte queste leggende. Gli amici mi mandano qualche titolo di giornale ma io rimango calmo. Tutto questo non mi mette la pressione. Alcuni titoli poi sono veramente esagerati. Rimango me stesso sapendo che per vincere bisogna lavorare tanto e che grazie al lavoro ho cominciato a segnare. Di questo sono contento e non dei titoli che parlano di me.

Parliamo del primo gol con l’Atalanta: eri in piena corsa con le spalle alla porta. È stata una conclusione casuale o volevi tirare proprio così?
In un primo momento volevo attaccare il secondo palo però sapevo che la palla sarebbe arrivata sul primo. Non ho calcolato, non sapevo nemmeno dov’era la porta e il portiere. Ho segnato d’istinto, è stato tutto perfetto.

Pensi che un gol cosi’ si possa ripetere? Ho visto che oggi in alenamento lo hai provato di nuovo e ci sei riuscito
Sarà difficile fare un’altra volta un gol identico, però uno simile si potrebbe fare.

È stato un gol molto importante. Eravate sotto con una rivale diretta per un posto in Champions, che stava anche giocando meglio in quel momento. All’improvviso, come ha scritto il Corriere dello Sport: “Piątek si e’ inventato un gol che ha dato speranza al Milan e ha messo in depressione l’Atalanta”
Credo che questo gol sia stato fondamentale. L’Atalanta stava giocando meglio e noi eravamo chiusi in difesa. Abbiamo avuto forse solo una o due occasioni e non riuscivamo a mettere a frutto il nostro gioco. Questa rete ci ha permesso di cambiare tutto e di mostrare il Milan che vogliamo essere in ogni partita. Dopo il gol abbiamo giocato molto meglio e abbiamo vinto,

Il secondo gol fatto lo hai realizzato di testa, la prima rete del Milan su calcio piazzato in SerieA dopo quasi un anno intero. Qualche giorno fa i giornali hanno riportato le parole del tuo ex-allenatore Probierz che diceva di aspettare perchè il miglior Piątek lo avremmo visto quando avrebbe cominciato a segnare di testa. Ora hai iniziato…
È vero, in Polonia ho segnato molto di più di testa, in Italia finora solo due volte. Penso che questo venga dal fatto che non ho avuto tante occasioni. A volte mancava pure la fortuna, come nella partita col Parma quando ho preso il palo. Alla fine non mi interessa se segno di testa o con il piede sinistro o con il destro. L’importante è segnare.

C’è qualcosa che vorresti ancora migliorare?
Sicuramente! Nel calcio di oggi devi sempre migliorare sia fisicamente che tecnicamente. Sto cercando di migliorare il gioco di testa, con le spalle alla porta o il tiro con entrambi i piedi. Vedo che al momento il lavoro porta i suoi frutti.

Quando giochi non si nota mai la pressione che portano le tante aspettative, i titoli dei giornali oppure le grandi partite. Perchè proprio tu hai sfatato lo stereotipo del giocatore polacco che ha bisogno di un periodo di addattamento quando va a giocare all’estero?
Ho lasciato la Polonia quando ero già pronto sotto tutti i punti di vista. Fisicamente, tecnicamente e mentalmente. Potevo andare via prima ma ho preferito rimanere ancora un anno in Polonia e non me ne pento. Devo dire che mi hanno accolto molto bene sia al Genoa che al Milan. Il clima è perfetto, quasi familiare, tutti si vogliono bene, sicuramente questo mi ha aiutato nel periodo di addattamento.

Con quale giocatore del Milan ti stai trovando meglio?
Ho buoni rapporti con tutti i giocatori, qualcosa in più con i ragazzi con i quali sono seduto al tavolo mentre mangiamo: Calhanoglu, Bakayoko, Paquetà, Kessie, Rodriguez e Borini. Facciamo veramente un bel team.

Guardando i social media sembra che il miglior rapporto tu lo abbia con Bakayoko. Avete foto insieme e lui è stato anche il primo che ha fatto il gesto delle pistole come te. Ho sentito che ascolta anche il rap polacco…
Gli ho fatto sentire il brano “Bakayoko” di Taco Hemingway e gli è piacuto. Prima non conosceva nè questo brano nè il rapper. Mi ha detto di salutarlo, ora lo ascolta e forse presto preparerà qualcosa di speciale.

Ancor più importante è che vi capiate tutti sul campo. È vero che chiedi già ai tuoi compagni di passarti la palla in un certo modo?
Proviamo diverse giocate e diversi schemi ma credo che sia più importante il dialogo che abbiamo poco prima della partita quando gli chiedo: passami la palla qua o passamela là. Prima della partita con il Napoli Gattuso ci ha fatto vedere i difetti della difesa del Napoli, abbiam discusso di come poter approffittare di questi errori e direi che ha funzionato alla grande.

I tifosi del Milan hanno fatto girare due foto sui social: nella prima ci sei tu con Paquetà sulle spalle, nella seconda Shevchenko portato sulle spalle da Kakà. Sperano che diventiate così come loro. È vero che vi capite perfettamente?
Ci sentiamo bene sia in campo che fuori. Lui sa già come mi piace ricevere i palloni e anch’io la chiedo nel modo in cui lui preferisce passarla. E’ veramente fortissimo tecnicamente. Passa una palla diagonale perfetta e posso sfruttare questi passaggi. Ci parleremo tanto perche è fondamentale. Se gli esperti dicono che grazie a noi il gioco è migliorato ed è più creativo allora posso esserne solo contento. Bisogna pero’ ricordare che non siamo soli e giochiamo in undici e tutti lavorano per la squadra. Sto cercando di aiutare in difesa e dopo ricevo da loro gli assist come quello di Rodriguez con l’Atalanta. Abbiamo una squadra giovane, creativa e molto forte tecnicamente. Siamo in forma e vogliamo approfittare di questo momento. Vogliamo arrivare in Champions League e arrivare fino in fondo in Coppa Italia.

Ho promesso ai tifosi in Polonia di chiederti della “Yerba Mate” che bevi sempre. Hai preso questa abitudine qua in Italia o mentre eri ancora in Polonia?
Ho letto tanto sul mate su internet e ho provato. È una bevanda molto buona e sana. Bevo RosaMonte e Canarias.

Hai qualche dieta speciale come Lewandowski grazie alla quale non ti infortuni?
Non ho faccio niente di speciale, sto solo cercando di mangiare sano. Ho fatto le analisi sulla intolleranza ma non ho nessun problema con glutine o lattosio quindi non voglio per forza eliminarli. A Milanello dove puoi mangiare a qualsiasi ora, il cuoco già sa cosa mi piace, cosa prepararmi per la trasferta e cosa per gli altri giorni. I cuochi preparano i pasti individuali per ogni giocatore in base alle esigenze di ogni giocatore.

Milanello è veramente così magico?

Si merita la sua reputazione. E’ di prima classe. C’è tutto ciò che serve ad un calciatore. Abbiamo ognuno la propria camera, ottimi pasti. Quando volevo prenotare un tavolo ad un ristorante dove solitamente bisogna prenotare con due settimane di anticipo, è bastata una chiamata da Milanello… Ci sono sette campi, due riscaldati, uno coperto e un altro solo per i portieri. Ci sono poi due palestre, piscina, rigenerazione biologica e infine Milan Lab dove si fanno tutti i test.

Le scarpe sono i tuoi “attrezzi da lavoro”. Come devono essere per renderti felice?
Devono essere comode perchè se non lo sono allora dopo fanno male i piedi. Gioco con le Adidas X18 e come si vede dal primo gol con l’Atalanta a volte segnano da sole (ride). Sono comode e questo è più importante. Non hanno i lacci quindi non ti deconcentrano quando si slanciano.

Non ti posso non chiedere della tua esultazione con le pistole perchè di questo già parla tutto il mondo. Sembra che sia stata progettata da uno staff di public relations. E’ veramente nata per caso?Si, è nata quando ho segnato al mio debutto in Coppa Italia col Genoa. Dopo il primo gol sono andato in scivolata sulle ginocchia come sempre ma dopo il secondo ho fatto casualmente quel gesto. È stato accolto bene ed è diventato un talismano perchè da quel momento non mi sono ancora fermato.

Cosa senti quando i tifosi cantano la canzone per te con gli spari “POM POM POM POM” come hanno fatto a Bergamo?

Durante la partita non l’ho sentita perche ero cosi’ concentrato che non sentivo niente. Ho visto però i filmati: è una cosa incredibile, sono molto contento che i tifosi mi hanno accolto così velocemente e così bene. È per loro che voglio essere in forma, segnare e aiutare la squadra. Sono un attacante, sono “fatto” proprio per questo.

Dopo la tua fantastica partita con Atalanta hai parlato con il ct della nazionale polacca. Avete già stabilito chi giocherà titolare contro l’Austria?
Prima di tutto voglio che la nazionale diventi una squadra e che si qualifichi agli Europei 2020. Sicuramente il ct ha un bel mal di testa perche tutti e tre – io, Milik e Lewandowski – siamo in ottima forma. La decisione spetta a lui, noi sicuramente faremo di tutto per essere titolari.

Ti immagini una Nazionale con il 4-4-2 con te al fianco di Lewandowski? Al Milan giochi da solo in attacco.
Al Genoa pero’ ho giocato con Kouame e funzionava bene. Sono diverso da Milik e Lewandowski. Non ho nessun problema a giocare insieme con qualcuno, credo che la nazionale dovrebbe giocare con due attacanti per rendere al meglio.

Alcuni vorrebero di vedervi tutti e tre insieme. Credi che esista questa possibilità?
È da vedere durante gli allenamenti. Il ct potrbbe avere qualche idea, che cosa si inventerà lo vedremo presto.

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“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

Radio Rossonera non si ferma mai, vi abbiamo tradotto l’intervista di questa sera di Tiemouè Bakayoko a Footissime programma tv andato in onda su RMCSport France.
Dobbiamo ringraziare Alexandre, gestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR per aver raccolto e tradotto la lunga chiaccherata del centrocampista rossonero.

Eccola, godetevela.

Bakayoko esordisce subito ricordando i primissimi giorni in rossonero
“Questa estate mi sono trasferito al Milan e l’inizio di stagione non è stato facile per via della lingua. A tutti quelli che dicono che il Milan non sia più un grande club rispondo che si sbagliano”

Piatek?
Mi chiedono spesso cosa penso del nuovo acquisto Krzysztof Piatek e la verità è che calcisticamente ne sono completamente innamorato.

Hai giocato in due club rossoneri il Rennes e il Milan. Cosa hanno in comune?
Mmmmmhhhhh….. niente solo il rosso e il nero (ride)

Come centrocampista come ti definisci?
Tecnico

Divertente. È proprio il profilo che cercava il PSG questo inverno! Se ti avessero contattato cosa avresti risposto?
Preferisco non rispondere a questa domanda

Quando il Monaco ha licenziato e poi ripreso Jardim cosa hai pensato?
Ho pensato che riprenderlo sia stata la soluzione migliore

Cosa hai pensato quando hai visto il gol di Mbappe ieri sera?
Che è un genio!

Deve essere dura guardare l’Europa League da casa?
Sicuramente volevamo fare bella figura in questa competizione, è un peccato essersi fatti eliminare all’ultima giornata perché eravamo qualificati. Ora guardiamo gli altri giocare ed è difficile restare ad osservare le tue avversarie in campo

Interrogato su come ci si sente a giocare contro giocatori come Messi. Si ha paura magari di farsi anche umiliare?
Sicuramente io gioco in una posizione molto delicata. Devo stare attento a non perdere palla. Quando giochi contro questi giocatori non si deve avere paura. Sono i migliori anche se passano nessuno te ne farà una colpa. L’importante è mettere in campo tutte le armi a disposizione per fare bene e dare il massimo cercando di limitarli il più possibile

Come si batte la difesa della Juventus?
Bisogna cercare di aggirare la difesa, di passare sulle fasce, perché Bonucci e Chiellini in mezzo sono complementari e sono difficili da oltrepassare.

E Ronaldo? È ancora fresco come qualche anno fa?
Non so come fosse giocarci contro prima, è sicuro che se si gioca contro di lui automaticamente diventa difficile vincere. Abbiamo giocato contro e ci ha fatto gol. Hai sempre l’impressione di poterlo fermare ma ha sempre un qualcosa in più che fa la differenza.

E Antoine Griezman come lo vedi rispetto a Ronaldo? Chi è più forte?
Bisogna essere onesti: Ronaldo

 

Si parte poi con una serie di domande dal pubblico e qui il tema Milan emerge molto più prepotentemente

 

Obiettivi per l’anno prossimo: vuoi tornare al Chelsea o restare al Milan in caso di qualificazione in Champions League?
Oggi non posso rispondere perché aspettiamo veramente la fine della stagione. Sono sotto contratto con il Chelsea ma sto molto bene a Milano e perché no, vorrei continuare al Milan.

Sei stato eccellente al Monaco. Cosa non ha funzionato al Chelsea?
Penso di aver avuto delle difficoltà ad adattarmi al calcio di altissimo livello passando dal Monaco al Chelsea. È tutto un altro mondo e penso di aver avuto difficoltà a fare questo salto e ad essere continuo.

Cosa pensi della tua stagione e cosa sarebbe meglio per te per il futuro?
Sono passato attraverso momenti abbastanza difficili all’inizio. Oggi va molto meglio sia sul campo che nella vita di tutti i giorni e sono molto felice di quello che sto vivendo. Per il futuro, arrivare tra le prime quattro con il Milan e avere una sorpresa: la chiamata in Nazionale

Hai un grosso impatto sulla squadra, quando non ci sei il Milan gioca meno bene e soprattutto vince di meno
Non penso di essere io la ragione per cui la percentuale di vittorie ora è più alta. Penso veramente che sia merito di tutta la squadra. Abbiamo avuto un inizio non facile e in tutto questo per me non era facile adattarmi a una squadra nuova e ad un nuovo ambiente. Oggi penso di essere diventato importante e cerco di dare davvero il massimo per portare la squadra dove merita. All’inizio facevo solo degli spezzoni e mi hanno giudicato un po’ velocemente poi quando ho cominciato a giocare con continuità per 90 minuti ho potuto migliorare le mie prestazioni. Era questo che mi mancava: la continuità. Poi dopo aver giocato la prima partita non sono più uscito

Gattuso ad inizio stagione disse che dovevi imparare a posizionarsi meglio per ricevere il pallone. Cosa ne pensi? Hai avuto modo di parlarne con lui?
Si ci siamo parlati perché sono parole forti. Imparare a ricevere palla è un aspetto del gioco che apprendi quando cominci a giocare, sono parole che mi hanno toccato. Sapevo però in fondo a me stesso che avrei cambiato le cose e che avrei cambiato questo aspetto in positivo per il futuro

Il Milan è ancora un grande Club? Ti ricordi della finale di Atene? Quando sei arrivato ti hanno parlato della storia del Milan e dell’enorme palmares di questo Club?
Si mi ricordo di Atene e penso che non ci sia bisogno di raccontare il palmares o la storia del Milan, tutti li conoscono. Quando sono arrivato però ho visto tutte le foto, tutti i trofei, è davvero impressionante

Dopo Atene il Milan non ha più passato i quarti di Champions, come spieghi le difficoltà nel ritornare ai fasti di questo gran passato europeo
Le ragioni per cui il Milan si trova in questa situazione non le conosco ma sono triste che il Club non abbia partecipato alle ultime Champions e spero che quest’anno riusciremo a tornare in questa competizione

Cosa pensi di Cafu che dice che tu sei un giocatore sensazionale. Non male no?
Certo fa piacere sentire i complimenti di grandi giocatori

Timoué pensi alla nazionale in questo momento?
Si ci penso, poi tutto viene naturale. Penso che non è passato molto tempo da quando ho iniziato a tornare al mio livello migliore. Con calma spero di tornare in Nazionale il prima possibile

Cosa hai imparato dal tuo momento difficile al Chelsea?
Ho imparato che bisogna rimanere il più professionale possibile in tutto, nel recuperare energie, nella concentrazione. Penso che ho fallito in molti aspetti in Premier, avrei potuto fare meglio, oggi che tutto questo l’ho imparato ho più esperienza per il resto della mia carriera

Come ex Monaco ti dispiace per la partenza di Vadim Vasilyev?
Si perché è stato come un padre per me, mi ha aiuto molto, è lui che mi ha fatto firmare al Monaco e gli auguro il meglio per la sua carriera

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Pagelle Atalanta-Milan 1-3: Calhanoglu spacca il match, Piatek fenomenale

Pagelle Atalanta-Milan 1-3: Calhanoglu spacca il match, Piatek fenomenale

PAGELLE ATALANTA-MILAN 1-3 – Il Milan espugna il campo dell’Atalanta per 3-1, consolida la quarta posizione in classifica e finalmente lancia un forte segnale in chiave Champions League. I rossoneri di Gennaro Gattuso rimontano l’iniziale svantaggio targato Freuler grazie ad una doppietta del solito Piatek ed alla prima rete in questo campionato di Calhanoglu. Tra i migliori in campo anche Calabria e Paquetà.

PAGELLE ATALANTA-MILAN 1-3 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA G. 5,5 – Sicuro, anzi sicurissimo, nelle uscite alte; non irresistibile sulla rete orobica: il tiro di Freuler è centrale e si distende per intervenire con evidente ritardo. #Buffering

CALABRIA 7- – Altra prova maiuscola del terzino rossonero. Nei primi 45′ è uno dei pochi a navigare ampiamente sopra la sufficienza e si conferma su altissimi livelli anche nella ripresa. #Golia

MUSACCHIO 6 – Perde qualche pallone di troppo in zone pericolose ma sopperisce con la consueta precisione nei tackle difensivi. #AltiEBassi

ROMAGNOLI 6+ – Della sua partita non si ricordano grandi interventi ma se Zapata non si è reso mai pericoloso un motivo certamente ci sarà. #Plexiglass

RODRIGUEZ 6,5 – Abbocca alla finta di Ilicic in occasione della rete del momentaneo 1-0, tolto ciò solidissima prestazione difensiva e cross al bacio per il “Pistolero Polacco” nell’azione che cambia l’inerzia del match. #Cioccolatino

KESSIÈ 6- – Primo tempo da peggiore in campo: tanti errori e un goal fallito. Nella ripresa, più passano i minuti e più riesce a imporsi sia nei duelli individuali sia nello sviluppo della manovra offensiva. #Inossidabile

BAKAYOKO 5,5 – Anche per il nazionale francese primo tempo di grande sofferenza su tutti i fronti. Cresce in confidenza e giocate insieme con tutta la squadra nei secondi 45′. #Appannato

PAQUETÀ 7 – Regala giocate da fuoriclasse ed è uno dei pochissimi in maglia rossonera a meritare solo applausi già dalla prima frazione di gara. Preziosissimo sia in fase difensiva che in fase di impostazione e rifinitura. #Tacco12 (dall’87’ Laxalt s.v.)

SUSO 5 – Il peggiore in campo per distacco. Fatta eccezione per un buon cross sulla testa di Kessié, la partita dello spagnolo è un’accozzaglia di tentativi non riusciti in tutte le zone del campo. #DallaPaellaAllaBrace (dal 77′ Castillejo 6 – Entra con il giusto spirito e prova a portare avanti il pallone ogni volta che ne ha l’occasione. #6PerLImpegno)

CALHANOGLU 6,5 – Diciamoci la verità, la sua prestazione ricalca per larghi tratti quella di Suso, ma dalla sua ha il bellissimo goal che spacca la partita e tutti i minuti successivi in cui si è rivisto il giocatore della seconda parte della scorsa stagione. #Fenice

PIATEK 8 – La girata al volo di sinistro che regala al Milan l’1 a 1 prima dell’intervallo sarà probabilmente inserita nella top 10 dei goal più belli di questa stagione. Come se non bastasse, letale anche sui palloni alti come dimostra la sua seconda rete. #CalcioTotale (dal 68′ Cutrone 6 – Pecca in frenesia e voglia di far bene a tutti i costi ma la prestazione nel complesso resta sufficiente. #BassoVoltaggio)

GATTUSO 7 – Quando le squadre non mollano dopo uno svantaggio è SEMPRE merito degli allenatori. Buona la preparazione della partita, ottima la lettura a gara in corso. #BiondoOcchiAzzurri

PAGELLE ATALANTA-MILAN 1-3 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Calabria 6, Musacchio 6,5, Romagnoli 6,5, Rodriguez 6;

Bakayoko 6,5, Kessiè 6, Paquetà 7

Suso 5, Calhanoglu 7, Piatek 9

Gattuso 8

Donato Boccadifuoco

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