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Parma-Milan, le parole dei protagonisti

Parma-Milan, le parole dei protagonisti

PARMA-MILAN, PIOLI: “VITTORIA MERITATISSIMA, MA CHE NON RISOLVE TUTTI I NOSTRI PROBLEMI. DOBBIAMO ARRIVARE A NATALE CON UNA CLASSIFICA MIGLIORE”

Stefano Pioli parlava dei progressi della sua squadra già da diverse settimane, anche se i risultati non arrivavano. Oggi che finalmente può godersi anche i tre punti, il tecnico emiliano tiene i piedi per terra

“Venivamo da ottime prestazioni, la squadra sapeva dell’importanza di questa partita che, come avevo detto alla vigilia, valeva più di tre punti – ha spiegato a fine gara il tecnico rossonero -. Abbiamo vinto in maniera meritata, giocando un’ottima gara di qualità e precisione, tirando in porta più di 25 volte. Ma la classifica rimane appesa negli spogliatoi e noi rimaniamo realisti: non è con questa vittoria che si risolvono i nostri problemi. Il Milan non può essere in quella posizione di classifica, dobbiamo arrivare a Natale in una situazione migliore. Con la vittoria di oggi non abbiamo fatto niente, ma ho sensazioni positive da tre settimane, vedo un gruppo che si aiuta e con voglia di migliorare. Adesso dobbiamo solo pensare a domenica, ci aspetta un’altra sfida importantissima, contro il Bologna”. 

Intanto, a preoccupare in casa rossonera sono i pochi gol fatti e l’astinenza di Piatek: “Continuo a dire che a Krystof manca il gol; non può essere sorridente ed è giusto che sia così – ha aggiunto mister Piatek -. Noi dobbiamo aiutarlo e lui si deve far aiutare. Leao è entrato bene, non riempie l’area come Kris ma abbiamo i centrocampisti che la riempiono quando c’è lui. Quando vedo giocatori che si allenano bene, determinati e concentrati, non chiudo mai la porta a nessuno. Vedo giocatori motivati ma è normale che chi sta fuori sia men contento, ma oggi chi è entrato ha fatto bene”.

E quando gli chiedono se sotto l’albero di Natale si aspetta un regalo svedese di nome Ibrahimovic, Pioli glissa: “Pensiamo alle prossime partite, con la società c’è un confronto, vedremo cosa succederà. Pensiamo a noi, senza perdere umiltà e consapevolezza del nostro momento”. 

Si gode l’inedito ruolo di bomber milanista, invece, Theo Hernandez: “Sono molto contento del mio terzo gol con questa maglia – ha detto il terzino francese -. Abbiamo fatto una grande partita, dobbiamo continuare così, ci attendono altre gare molto difficili. Sono felice di essere al Milan, ringrazio il mister per aver creduto in me ed i tifosi che mi supportano”. Quando gli mostrano una foto di quest’estate a colloquio con Maldini ad Ibiza prima del trasferimento in rossonero, Theo spiega: “E’ stata una conversazione speciale, non posso raccontarvi ciò che ci siamo detti ma Maldini mi ha convinto a venire al Milan. Non era facile lasciare un grande club come il Real Madrid, ma lì non giocavo. Quando Maldini mi ha chiesto di venire qui, non ci ho pensato due volte”.   

Photo credits: acmilan.com

Enrico Aiello

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Parma-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Parma-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

PARMA-MILAN – Sfida importante per il Milan che non può più permettersi di sbagliare. Nell’attesa andiamo conoscere meglio il nostro prossimo avversario.

Ultimo precedente

L’ultima partita del Milan in casa del Parma risale al 20 aprile scorso e terminò 1 a 1 con gol di Castillejo e pareggio di Alves a tre minuti dal fischio finale. 

Precedenti famosi

Una delle vittorie in terra emiliana ricordata con piacere dai rossoneri è sicuramente quella della stagione 2014/2015 con la partita che terminò 5 a 4 per il Milan con i gol di Bonaventura, Honda e De Jong e la doppietta di Menez. 

Ultime gare del Parma

Il Parma arriva allo scontro reduce dal pareggio esterno con il Bologna che ha seguito la vittoria casalinga con la Roma. 

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo il pareggio interno con il Napoli, che ha seguito l’immeritata sconfitta in casa Juve, e con il disperato bisogno di fare punti e muovere la classifica.

Occhio a…

Dejan Kulusevski, giocatore in uno strepitoso stato di forma che ha già segnato tre reti fin qui e fornito ben cinque assist.

Curiosità sugli avversari

Il Parma è la quarta squadra italiani ad aver più trofei in Europa dopo Milan, Juve e Inter. Nel 2015 quando la società fallì e venne rilevata la nuova proprietà indisse un sondaggio dei tifosi per scegliere il nuovo stemma societario. L’emblema che venne scelto rappresentava uno scudo bianco con croce nera, bordato di giallo e azzurro, con in capo una fascia recante il nome del club e l’anno di fondazione iscritto nel vertice inferiore. Questo stemma durò soltanto un anno e già nel 2016 venne ripreso e riadattato il vecchio emblema dello scudetto con croce e strisce verticali gialloblù.

Allenatore avversario

Roberto D’Aversa ha incrociato il Milan due volte da allenatore ottenendo un pareggio e una sconfitta. Nessun scontro invece tra il tecnico emiliano e Stefano Pioli.

Storico arbitro con le due squadre 

A dirigere la sfida sarà lo stesso arbitro dell’ultimo Parma Milan, ovvero Paolo Valeri. Il fischietto romano ha diretto il Milan 26 volte, con i rossoneri che hanno ottenuto 15 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte. Tra Serie a e Serie B sono invece 15 gli incroci tra Valeri e il Parma con i gialloblù che hanno vinto 6 volte, pareggiato 7 volte e perso 2 volte. Ad affiancare Valeri ci saranno gli assistenti Liberti e Bresmes, il quarto uomo Illuzzi, il Var Chiffi e l’assistente Var Ceccon. 

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa partita vanno annoverati innanzitutto i tecnici. D’Aversa vestì rossonero nella stagione 1994/1995 anche se non giocò mai, Stefano Pioli cominciò la sua carriera di calciatore nelle giovanili del Parma aggregandosi in prima squadra dal 1982 al 1984. 

Un ex che sarà invece in campo è Juraj Kucka al Milan dal 2015 al 2017 e da quest’estate tesserato con il Parma. 

Tra gli ex che invece domenica non ci saranno ricordiamo Antonio Cassano, al Milan dal 2011 al 2012 e al Parma dal 2013 al 2015, Antonio Nocerino, al Milan dal 2011 al 2014  e al Parma dal gennaio al giugno 2015, Alberto Giardino, al Parma dal 2002 al 2005 anno in cui passa al Milan dove rimane fino al 2008 e Hernan Crespo al Parma dal 1996 al 2000 e al Milan dal 2004 al 2005. 

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan Femminile, Valentina Giacinti e il nuovo ruolo: meno gol, più squadra

Milan Femminile, Valentina Giacinti e il nuovo ruolo: meno gol, più squadra

Che per le prime punte del Milan non sia un gran periodo di splendore si è ormai capito, anche semplicemente osservando i numeri totalizzati dai numeri 9 rossoneri della prima squadra maschile e femminile.

Valentina Giacinti ha totalizzato 2 gol in 7 partite, media anomala per le abitudini del venticinquenne capitano rossonero, abituato a cavalcare la classifica marcatori guardando tutti dall’alto fin dalle prime battute di campionato. Le due reti di Giacinti sono arrivate nella prima grande vittoria contro la Roma, siglando lo 0-3 definitivo per il Milan Femminile, e nella prima partita casalinga contro l’Orobica, alla seconda di campionato.

Ma non fermiamoci soltanto ai numeri, perché Valentina è molto di più dei gol che realizza, e questa è una prima chiave di lettura del momento che sta passando la numero 9 -senza voler considerare il ruolo storicamente scaramantico della maglia da lei indossata.

Volendo dare elementi di lettura, più che spiegazioni univoche e dunque irrealistiche nel mondo del calcio, ci possiamo soffermare su alcuni movimenti in campo tipici del gioco proposto dal Milan Femminile in questa prima parte di campionato sotto la guida tecnica di mister Ganz.

Rispetto alla disposizione tattica vista in campo lo scorso anno, il ruolo di Giacinti nel rettangolo di gioco è interpretabile come più votato alla manovra, e meno di semplice finalizzazione: a supporto di questo si può constatare il minor numero di chiare occasioni da gol passate dai suoi piedi, mentre sono molti di più i palloni da lei gestiti in fase offensiva, più calata nel ruolo di fulcro di gioco in avanti più che di semplice macchina da gol.

Valentina Giacinti scende inoltre spesso sulla linea della trequarti per ricevere palla, anche sui lanci lunghi dalla difesa come quelli spesso sperimentati da Hovland, e manovra il gioco spalle alla porta, aprendo eventualmente gli spazi sugli esterni, facendo cavalcare Bergamaschi fino al fondo per poi rimettere in mezzo palloni velenosi per gli inserimenti delle compagne.

Un altro aspetto fondamentale nel ruolo in campo di Giacinti è l’apporto offensivo in fase di pressing, che la porta a macinare una gran quantità di chilometri utili più alla squadra sul piano tattico, mettendo in difficoltà l’avversario in fase di costruzione, che sul piano individuale dell’attaccante, che ancora non ha potuto giovare di clamorosi errori nelle difese che tenta di intralciare.

Photo Credits: AcMilan.Com

Lucia Pirola

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Milan-Napoli, le parole dei protagonisti

MILAN-NAPOLI, PIOLI: “ANCHE OGGI ALLA PARI, CI E’ MANCATO IL SECONDO GOL. ADESSO MIGLIORIAMO LA CLASSIFICA”Si presenta ai microfoni, nel post gara di Milan-Napoli, soddisfatto del risultato, consapevole dei miglioramenti di cui la squadra necessita ma soprattutto quasi sollevato di aver messo alle spalle il ciclo terribile con Roma, Lazio, Juve e Napoli: Stefano Pioli era convinto che anche contro i partenopei la sua squadra avrebbe fatto la prestazione, anche se forse si sarebbe aspettato più convinzione sottoporta. “Ero sicuro che la squadra offrisse una buona prestazione perchè nelle ultime due settimane abbiamo lavorato molto bene – ha detto il tecnico emiliano -. Affrontavamo un avversario molto forte ed in condizioni oggettivamente complicate anche per le numerose assenze. E’ un peccato perché potevamo vincerla, ci è mancato il secondo gol”. Pioli ha poi analizzato il momento della squadra e tracciato una sorta di bilancio di questi suoi primi 45 giorni sulla panchina rossonera. “Il momento psicologico della squadra non può essere dei migliori ed è giusto che sia così perché la classifica è quella che è; ho voluto attaccarla nello spogliatoio proprio perché fossimo realisti e consapevoli – ha proseguito il mister -. La testa è pesante ma la squadra sta reagendo bene, dobbiamo ancora migliorare. Concludiamo tanto ma non sempre prendiamo la porta. Da parte dei ragazzi ho trovato molta disponibilità sin dal mio arrivo, per fare un lavoro completo serve tempo ma capisco che non ce n’è. Sono 45 giorni che lavoriamo assieme, con due soste di mezzo che ci hanno sicuramente rallentato. Se avessi cominciato dall’inizio, mi troverei a metà agosto ed in tal caso sarei contento. Il calendario certamente non ci ha aiutato, abbiamo affrontato le migliori 5 del campionato e, tranne nel secondo tempo di Roma, ce la siamo sempre giocata. Ho portato princìpi diversi da quelli che conoscevano ad inizio campionato, l’atteggiamento dei ragazzi è quello giusto, stiamo cominciando a giocare da squadra. Ma siamo il Milan e dobbiamo migliorare prestazioni e risultati”. In chiusura, Pioli ha parlato anche dei singoli ed in particolare del peggiore e del migliore in campo, rispettivamente Piatek e Bonaventura: “Krystof ha lavorato tanto per la squadra, ha anche avuto le sue occasioni. L’importante è continuare a creare palle gol, sappiamo che gli attaccanti vivono di periodi. Sta lavorando bene ma deve fare uno sforzo in più, abbiamo bisogno delle sue qualità. Sia lui che noi abbiamo bisogno dei suoi gol. Jack è giocatore vero, molto intelligente, ho bisogno di gente come lui, che sa quando bisogna rallentare e quando aggredire. Mi auguro che la sua condizione fisica gli consenta di giocare con continuità”. E quando gli chiedono di Ibrahimovic, Pioli si limita a sorridere ed augurare buona serata…

Enrico Aiello

Photo credits: Acmilan.com

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Milan-Napoli, conferenza Pioli: “Incontriamo squadra forte, ma siamo pronti”

Milan-Napoli, conferenza Pioli: “Incontriamo squadra forte, ma siamo pronti”

MILAN-NAPOLI – Nonostante l’inizio di stagione non proprio esaltante Stefano Pioli è ottimista. 

“La squadra sta reagendo bene” ha spiegato il tecnico in conferenza stampa e a chi gli chiedeva conto dell’atteggiamento dei giocatori, definito dallo stesso tecnico preoccupante perché non era diverso dopo una sconfitta, una vittoria o un pari, Pioli ha risposto “Le mie parole in quel senso erano riferite ai miei primi giorni qui, quando ancora non conoscevo bene l’ambiente. Ma ora stanno migliorando molto sotto questo punto di vista”.

Contro il Napoli sarà difficile anche perché Pioli non ci sta a passare per favorito vista la situazione ambientale che si è creata a Napoli. “Non posso giudicare la situazione attuale del Napoli, ma indipendentemente da questo incontreremo una squadra motivata e determinata allenata da un tecnico esperto e con giocatori di qualità. Noi non dovremo essere da meno” ha precisato Pioli. 

Che non ama le soste per le nazionali ma riconosce però che quando sono positive fanno bene ai giocatori.Come Piatek e Calhanoglu le cui dichiarazione in questi giorni hanno fatto discutere ”Non credo che con le loro dichiarazioni volessero far intendere che non stanno bene qui. La dimostrazione però la dovranno dare sul campo” spiega il tecnico. A chi gli chiede di Kessié, escluso contro la Juve risponde “Non chiudo la porta in faccia a nessuno, più giocatori ho ha disposizione meglio è”. 

Quello che è certo è che con il Napoli non ci sarà Caldara: “Oggi si allenerà con la Primavera e domani giocherà con loro. Ha bisogno di mettere minuti nella testa e nelle gambe per colmare quel piccolo gap rimasto tra lui e il resto della rosa del Milan” ha spiegato Pioli. 

Si vocifera che il Milan per gennaio cerchi un difensore ma di mercato Pioli riferisce non parlare. Eppure è inevitabile fare il nome di Ibrahimovic: “Ibrahimovic è un campione sia sul campo sia per professionalità. Ma io adesso devo pensare al campo, siamo solo a novembre. E siamo di fronte ad una partita che il Milan non può permettersi di perdere se vuole evitare di finire in una situazione spiacevole. 

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Napoli, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Napoli, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-NAPOLI – Una sfida importante per due squadre che quest’anno, per motivi diversi, non sono state all’altezza delle aspettative. In attesa di sabato andiamo. Conoscere meglio i nostri prossimi avversari. 

Ultimo precedente 

L’ultimo precedente tra Milan e Napoli risale al 26 gennaio scorso ed è terminato 0 a 0. 

Precedenti famosi

Uno dei precedenti ricordati positivamente dai milanisti è sicuramente quello della stagione 2010/2011, un secco 3 a 0 firmato Ibrahimovic, Boateng e Pato che spianò la strada verso lo scudetto ai rossoneri di Allegri.

Ultime gare del Napoli

Il Napoli arriva allo scontro dopo il deludente 0 a 0 contro il Genoa e con lo spogliatoio in ebollizione dopo l’ammutinamento post Salisburgo.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo la sconfitta in casa della Juve, con il disperato bisogno di tornare a fare gol. 

Occhio a…

Lorenzo Insigne in dodici incontri con il Milan ha segnato ben sei reti, l’ultima delle quali ha permesso al Napoli di sbancare San Siro nella stagione 2016/2017.

Curiosità sugli avversari

L’attuale mascotte del Napoli è un asino, comunemente noto come il Ciuccio. La scelta venne fatta nei primi anni di vita del club e prendendo ispirazione da un contadino della città che aveva un vecchio asino che riusciva a ricoprire solo distanze molto brevi prima di accasciarsi a terra. Siccome la squadra in quegli anni faticava e se riusciva a vincere qualche partita ciò non succedeva mai per troppo tempo venne assimilata a quest’asino che divenne così la mascotte. 

Allenatore avversario 

Carlo Ancelotti, da ex, ha incrociato il Milan 14 volte ottenendo 5 vittorie 6 pareggi e 3 sconfitte. 4 sono invece gli incroci tra Ancelotti e Pioli con il bilancio che pende decisamente dalla parte di Carletto. Per lui tre vittorie, un pari e nessuna sconfitta. 

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Daniele Orsato. Il fischietto di Schio ha diretto il Milan 27 volte tra Coppa Italia e campionato con i rossoneri che hanno ottenuto 9 vittorie 11 pareggi e 7 sconfitte, di cui l’ultima con la Roma a fine ottobre. Sono invece ben 42 gli incroci, tra Serie A Serie B Serie C e Coppa Italia, del Napoli con Orsato con gli azzurri che hanno vinto 15 volte, pareggiato 14 e perso 13 volte di cui l’ultima con la Juve alla seconda giornata di campionato. 

Ad affiancare Orsato ci saranno gli assistenti Giallatini e Mondin, dal quarto uomo Massa, dal Var Irrati e dall’assistente Var Tolfo. 

Ex e doppi ex

Oltre ad Ancelotti che allena il Napoli dalla scorsa stagione dopo aver allenato il Milan dal 2001 al 2009 e averci giocato dal 1987 al 1992, tra gli ex di questa sfida che saranno presenti a San Siro ricordiamo Pepe Reina, dal 2015 al 2018 estremo difensore del Napoli e da luglio scorso tesserato con il Milan. 

Tra chi non ci sarà invece ricordiamo Alberto Bigon, che giocò nel Milan dal 1971 al 1980 e allenò poi il Napoli dl 1989 al 1991con cui vinse scudetto e Supercoppa Italiana, e Ruben Buriani che vestì la maglia rossonera dal 1977 al 1982 e quella azzurra dal 1985 al 1986. 

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan Femminile, Francesca Vitale a Radio Rossonera: “Quel gol? Una gioia grandissima”

Milan Femminile, Francesca Vitale a Radio Rossonera: “Quel gol? Una gioia grandissima”

MILAN FEMMINILE, VITALE – É stata la “Woman of the match” di Milan-Juventus, con quello stacco più in alto di tutti all’ultimo secondo di partita: Francesca Vitale ha permesso alle rossonere di pareggiare 2-2 il big match si Serie A Femminile nell’ultima giornata. Abbiamo avuto il piacere di intervistarla su Radio Rossonera, all’interno della trasmissione “Il diavolo veste rosa”.

Partiamo dal gol al 93′, quello che tutti i difensori sognano di fare: ci racconti la scena del gol, dalla tua prospettiva, e cosa hai provato in quel momento?

É difficile da spiegare perché era la fine di un partita lunga e difficile. Oltretutto poco prima avevo avuto un’altra occasione per pareggiare ma avevo mancato la palla di poco davanti alla porta. Poi è arrivata questa punizione e ho pensato “è il momento: adesso o mai più”. La palla è arrivata, io ho saltato, poi mi sono girata e ho visto che stava entrando in rete. Il resto posso solo dire che è stata una gioia grandissima.

Come già hai accennato, pochi secondi prima del gol avevate avuto un’altra occasione per pareggiare, non concretizzata: quanto è difficile, dopo aver sbagliato un’occasione alla fine del match, pensare che forse ce ne sarà un’altra e probabilmente sarà veramente l’ultima?

É molto difficile perché c’è il rischio di mollare. Poi però ho visto quella punizione e tutte le mie compagne che salivano: lì ho capito che non era finita, che avevamo un’altra occasione, che ce la potevamo fare.

Dopo il gol e l’esultanza con le compagne sei corsa verso la panchina e hai abbracciato il mister. Che cosa c’era in quell’abbraccio?

La mia corsa era verso tutta la panchina perché so quanto si soffre vedendo la partita da lì. Poi il mister mi è venuto incontro e mi è venuto spontaneo abbracciarlo. Anche perché quest’anno non ho giocato tantissimo ma lui mi ha sempre tenuto in considerazione, e per un giocatore questo è importante.

Infatti quest’anno hai avuto poco spazio e quando hai giocato spesso lo hai fatto in un ruolo non tuo, quello di terzino. E l’hai fatto in partite importanti: l’Inter prima, la Juve poi. Come ti sei sentita quando hai saputo che saresti stata il terzino titolare conto la Juventus?

Durante la settimana della sosta ho lavorato tanto per rimettermi in condizione ed essere pronta. Quando Ganz ha letto la formazione ero molto contenta anche se sapevo che avrei dovuto dare il massimo, essendo un ruolo non mio. Credo sia andata bene e nel frattempo continuo a studiare i movimenti e le posizioni tipiche di un terzino per farmi trovare ancora più pronta.

La partita è andata come l’avevate preparata, nonostante il campo? Sia per quanto riguarda la vostra tattica di gioco sia per quella dell’avversario, dato che la Juventus aveva a disposizione più giocatrici come titolari

Diciamo che le condizioni del campo ci hanno complicato un po’ la vita perché noi siamo abituate a giocare palla a terra e con tutta quell’acqua non si riusciva. Abbiamo quindi cercato di giocare più a lanci in avanti, perché era l’unico modo per mettere in difficoltà la Juve. Poi anche loro erano in difficoltà perché sono molto tecniche e il campo non aiutava. In generale credo che entrambe le squadre abbiamo dovuto cambiare strategie visto il tempo.

Ora il Milan ha praticamente esaurito gli scontri diretti mentre le altre contendenti al titolo ne hanno ancora parecchi, come gestirete questa fase del campionato, soprattutto dal punto di vista mentale?

Dobbiamo essere brave a rimanere concentrate e a non perdere punti per strada, perché poi sono questi che fanno la differenza alla fine. Anche perché ci sono squadre che sono in basso in classifica ma giocano bene quindi dovremo stare molto attente.

Con il gol alla Juve hai realizzato un sogno… qual è il prossimo?

In teoria non dovrei neanche dirlo, se no poi non si avvera! Ora come ora dobbiamo solo pensare a vincere tutte le partite.

Ringraziamo Francesca Vitale e AC Milan per l’intervista
Photo Credits: ACMilan.com

Lucia Pirola

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Milan Femminile: il report sulla squadra dopo la quinta di campionato

Milan Femminile: il report sulla squadra dopo la quinta di campionato

MILAN FEMMINILE, REPORT – 5 le partite giocate dall’inizio del campionato, 13 i punti in classifica maturati con 4 vittorie ed 1 pareggio: questi i numeri ad oggi del Milan femminile, che si tiene saldamente ancorato al secondo posto in classifica, a soli due punti dalla Juventus capolista.

Tanti gli elementi da prendere in considerazione per stilare un report accurato di questa prima parte della stagione delle rossonere, ma proveremo ad analizzare numeri e statistiche delle prime cinque giornate di campionato del Milan Femminile, cercando di realizzare un’immagine del momento della squadra, che sia il più dettagliata ed accurata possibile.

Gol fatti e subiti

Le cifre di gol fatti e subiti che descrivono questa prima parte di anno delle rossonere non sono certo deludenti: la differenza reti di +10 parla di una squadra ben predisposta al gol, con delle trame difensive solide ed efficaci, tanto da concedere solo tre reti in cinque partite. Proprio dal punto di vista dell’apporto offensivo il Milan Femminile può inoltre vantare buone statistiche anche a fronte di una comparazione nazionale: il Milan è infatti l’unica squadra in Serie A femminile che ha mandato al tiro 9 volte almeno 4 giocatrici. Parliamo di Bergamaschi (11 conclusioni), Giacinti (10), Conc e Salvatori Rinaldi (entrambe 9), autrici di ben 9 gol totali. Il club rossonero può inoltre vantare il maggior numero di marcatrici differenti: sono ben 7 le giocatrici andate in rete nella prima parte di stagione, statistica seconda solo alla AS Roma, con 9 giocatrici mandate a segno in cinque partite.

I big match

Il Milan Femminile ha già disputato 3 big match nelle prime 5 di campionato: le rossonere hanno infatti già affrontato tre squadre portatrici di potenziali scontri diretti, ovvero Roma, Inter e Fiorentina. Tra le rivali per un buon posizionamento in classifica a fine anno soltanto la Fiorentina si avvicina per numero di big match disputati: due in campionato, contro Milan e Roma, più ls partita di Supercoppa Italiana contro la Juventus. Le rossonere hanno inoltre disputato tutti e tre i match fuori casa, uscendone con una ottima media in fatto di gol (Il Milan vanta il miglior attacco in trasferta del campionato) e punti: in due casi su tre la partita è terminata con una vittoria del Milan, mentre l’ultimo match ha portato un pareggio in casa viola. Il proseguo del campionato è certamente tutto fuorché agile per il Milan Femminile, dato che al rientro dalla pausa nazionale le rossonere dovranno affrontare la Juventus capolista, ma perlomeno questo incontro chiuderà la fase del girone di andata dedicata agli scontri diretti.

La rosa

Tanti i cambiamenti apportati alla rosa del Milan Femminile tra la stagione passata e la presente: sono 10 le giocatrici che hanno vestito per la prima volta la maglia rossonera quest’anno, arrivate nella finestra estiva di mercato, a fronte di 5 uscite, senz’altro di grande valore, più due prestiti. Se una delle problematiche più evidenti dello scorso anno risiedeva proprio nella rosa corta, con pochi cambi a disposizione di coach Morace, la situazione numerica di questa stagione è quanto meno molto più rassicurante per mister Ganz, potendo disporre di un buon mix di esperienza e qualità in ogni reparto. Proprio sul piano dell’esperienza il Milan Femminile sembra aver compiuto il più importante balzo in avanti, grazie soprattutto ad alcuni nomi già visti in atto: Refiloe Jane e Dominika Conc sopra a tutte, sono le giocatrici che con la loro personalità, storia calcistica ed esperienza sia di club (principalmente Dominika) sia di nazionale (principalmente Jane) stanno lasciando la propria impronta sulla stagione e sulla squadra. E, come nasconderlo: ce n’era bisogno.

Ringraziamo Opta, partner statistico della FIGC Femminile, per i dati e AC Milan per la foto.

Lucia Pirola

 

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Juventus-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Juventus-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Juventus-Milan – A pochi giorni da una classica del nostro campionato andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Juve e Milan risale al sei aprile scorso e terminò due a uno per i bianconeri con i gol di Dybala e Kean a rimontare il momentaneo vantaggio firmato Piatek.

Precedenti famosi

Uno dei precedenti più memorabili è sicuramente quello del cinque febbraio 1950, terminato con un incredibile 1 a 7 per i rossoneri che segnano tre gol nel giro di dieci minuti con il leggendario trio d’attacco Gre-No-Li rimontando il vantaggio iniziale dei bianconeri.

Ultime gare della Juventus

La Juve capolista arriva alla sfida reduce dalle fatiche del derby e della trasferta di Champions con la Lokomotiv Mosca.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo la sconfitta interna contro la Lazio che ha spento nuovamente le speranze accese dalla sofferta vittoria con la Spal.

Occhio a…

Paulo Dybala, autore dell’ 1 a 1 nell’ultimo precedente tra le due squadre sta attraversando un momento di grazia, ha incrociato il Milan 14 volte in carriera segnando sette reti.

Curiosità sugli avversari

Fino al 1903 la divisa della Juve era composta da pantaloni neri e camicia rosa. Quest’ultima però a causa dei frequenti lavaggi tendeva a scolorire e venne quindi deciso di cambiare colore. La società chiese perciò ad uno dei suoi membri, l’inglese Savage, di cercare in Inghilterra un divisa da gioco più resistente all’usura. Savage aveva un amico tifoso del Notts County, la cui maglia è a strisce bianconere, che gli spedì a Torino una serie di uniformi di questi colori che divennero così quelli ufficiali.

Allenatore avversario

Maurizio Sarri ha affrontato 10 volte il Milan ottenendo 5 vittorie, 4 pareggi e una sola sconfitta. Cinque sono anche le sue vittorie nei nove scontri con Stefano Pioli, completati da un pareggio e 3 sconfitte.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabio Maresca. Il fischietto di Napoli ha diretto il Milan sei volte con un bilancio decisamente positivo per il diavolo: tre vittorie, tre pareggi e nessuna sconfitta. Cinque sono invece gli incroci tra Maresca e la Juve con i bianconeri che vantano quattro vittorie e una sconfitta. Proprio in una di queste vittorie, Juve-Cagliari del 19 agosto 2017, Maresca è stato il primo arbitro ad assegnare un rigore con l’ausilio della Var. Un paio di giornate dopo diventerà anche il primo fischietto ad espellere un calciatore con l’aiuto della tecnologia. A coadiuvare Maresca ci saranno gli assistenti Preti e Carbone, il quarto uomo Mariani, il Var Mazzoleni e l’assistente Var Ranghetti.

Ex e doppi ex

La lista dei giocatori che si sono mossi sull’asse Torino-Milano è lunga. Gli ultimi ,e forse più clamorosi, trasferimenti riguardano due giocatori che quasi sicuramente saranno della partita: Gonzalo Higuain, alla Juve dal 2016 al 2018, passato al Milan per sei mesi nel 2018-2019 e tornato alla base quest’estate, e Leonardo Bonucci, alla Juve dal 2010 al 2017 anno in cui passa al Milan dove rimane solo una stagione per poi far ritorno a Torino.

Chi invece ci sarà, ma probabilmente in panchina, è Mattia de Sciglio, cresciuto nelle giovanili del Milan e aggregato alla prima squadra dal 2011 al 2017, anno in cui si è trasferito alla Juventus.

Tra chi invece non ci sarà ricordiamo Andrea Pirlo, al Milan dal 2001 al 2011 anno in cui viene ceduto alla Juve dove rimane fino al 2015, e Pippo Inzaghi, alla Juve dal 1997 al 2001 anno in cui passa all Milan dove rimane fino al 2012, anno del ritiro.

Infine non si può non citare gli ex della panchina: da Giovanni Trapattoni, che fu vice allenatore al Milan nel 1974-1975 e primo allenatore l’anno successivo, al termine del quale venne ingaggiato dalla Juve dove rimase per dieci anni, fino a Massimiliano Allegri, al Mila dal 2010 al 2014 anno in cui passa alla Juve dove è rimasto fino a quest’estate.

Giulia Galliano Sacchetto

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Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

Alberto Zaccheroni a Radio Rossonera: “Dare certezze ai giocatori è fondamentale, così come il dialogo”

ALBERTO ZACCHERONI A RADIO ROSSONERA – Alberto Zaccheroni, ex allenatore rossonero vincitore dello Scudetto del 1999, ha rilasciato ai nostri microfoni una lunga intervista sul momento attuale dei rossoneri confrontandolo a volte con il “suo” Milan vincente. Tra aneddoti e analisi sull’attualità ecco le parole del mister di Cesenatico partendo dal commento sull’esonero di Giampaolo:

Credo che la fiducia verso l’allenatore sia diminuita da entrambe le parti, sia dal lato dei calciatori che da quello dei dirigenti. Sono rimasto sorpreso anche io, certo non aveva mai allenato una grande ma Giampaolo i giocatori in campo li sa mettere. Io ad esempio ho avuto giocatori di Giampaolo in passato e i più grandi sponsor di Giampaolo sono sempre stati i giocatori stessi“.

Il mister nelle ultime stagioni aveva fatto sempre bene, valorizzando giocatori che in passato non erano nemmeno appetibili sul mercato: un esempio Quagliarella del quale l’Udinese donò metà cartellino alla Samp. Il Milan ha iniziato il campionato senza una identità precisa, si è lavorato per 100 giorni per fare il rombo con Suso dietro le punte: a vio avviso invece Suso ci deve andare dietro le linee, partendo dall’esterno, non deve trovarsi già lì spalle alla porta perchè è un giocatore che toccando tanto la palla perde il tempo della giocata. Sono anche contrario ad avere un sistema di gioco preciso, sono un allenatore che si adatta ai giocatori ma al di là questo ora tutti i rossoneri sono sotto il livello medio delle loro prestazioni, c’è quindi qualcosa che non va“.

Per “catturare” i giocatori serve dar loro certezze ma questo non è possibile, perché non si può dire ad un ragazzo: “così si vince”. Al contrario attraverso il rapporto e il contatto diretto bisogna dar loro sicurezze che possano far fare bella figura, perché prima di tutto un giocatore è individualista. Questo fa capire l’importanza del dialogo fin dal ritiro dove spesso si riesce ad instaurare un rapporto diretto. L’allenatore ora deve pensare a mettere in campo sì tutti i giocatori di maggior qualità ma anche quelli funzionali come i “miei” Guly, Helveg, Sala, ragazzi che davano equilibrio e facevano il lavoro sporco. Questo è l’equilibrio che bisogna trovare nel Milan di adesso. Al giocatore che deve fare questo lavoro sporco e di equilibrio direi: “hai l’occasione della vita, io ti do la maglia del Milan, sfruttala“.

Non so se i senatori di questo Milan hanno la personalità dei miei, non conosco il loro carattere però sottolineo un aspetto: la maglia del Milan pesa. Entrare con la maglia rossonera a San Siro è diverso, ho avuto nazionali che avevano già vinto in passato che ho dovuto spingere sulla schiena nel sottopassaggio per farli entrare in campo. L’allenatore deve cercare di costruire uno zoccolo duro con i più seri, determinati, con personalità e non è detto siano anche i più bravi. Io avevo Maldini, Costacurta e Albertini ed erano loro tre a dar equilibrio allo spogliatoio. Il lavoro sporco lo facevano loro, lontano dai miei occhi e non venivano certo a riferire cosa facevano con il gruppo. Ad esempio andavano a spiegare ai giovani cosa era il Milan e come ci si doveva comportare, ai nuovi dicevano cosa era consentito e cosa no. Billy Costacurta la prima sera prese Shevchenko che aveva ancora i bagagli chiusi in hotel e lo portò a cena con Albertini per fare ciòOra bisogna individuare quelle due-tre persone che facciano questo lavoro perché l’allenatore non riesce a stare dietro a tutto”.

I giocatori del Milan non devono pensare alla qualificazione alla Champions League. Non si deve parlare di questo perché si darebbero loro pesi e responsabilità che non possono reggere per ora. Bisogna far fare cose semplici con tranquillità e non dar loro alibi come il cambio allenatore o il giocare in un ruolo non abituale. Non bisogna gridare o responsabilizzare ma piuttosto sdrammatizzare, una pacca in un più sulle spalle, anche i tifosi spero che non contestino la squadra. Una chiave è rimettere i giocatori al loro posto, anche qualche faccia pulita in più come nel 1999 feci con Abbiati e Aliyu“.

Ora bisogna trovare equilibri perché la qualità c’è. Ad esempio, Suso: se critichiamo lo spagnolo… Suso è il giocatore di maggior qualità, bisogna far leva su di lui perché ha tante giocate, deve esser il primo punto fermo, forse è criticato dai tifosi perchè in passato l’hanno visto giocare meglio, non so, bisogna metter vicino a lui altri giocatori per aiutarlo come ad esempio un terzino che gli si sovrappone alle spalle“.

Leao non mi sembra un centravanti, gli piace ricevere palla sui piedi e davanti alla porta non mi ha dato l’idea del cecchino. Piatek invece ha altri limiti ma non certo la finalizzazione. Piatek i gol li ha fatti con una certa continuità. Leao ora deve recuperare, perché quando le cose non vanno bene tutti sono contagiati da questo strano virus“.

Pioli sul piano tattico ha dimostrato in tante piazze di saper conoscere il suo mestiere, quello che mi sorprende è che invece solitamente i problemi li ha sempre avuti sul lungo periodo non ad inizio esperienza. Penso però sia solo questione di tempo. Ha la fortuna di avere Paolo Maldini, che ama sì il milan ma è molto razionale, freddo nell’analisi, è un gran vantaggio avere un dirigente così“.

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