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Milan: il settore giovanile tra nuovi arrivi e partite rinviate

Milan: il settore giovanile tra nuovi arrivi e partite rinviate

Ufficiale: è caos!
Non solo, ovviamente, per il settore giovanile del Milan, ma per tutto il mondo del calcio giovanile.
I giovani rossoneri hanno tutti iniziato le loro stagioni, ma tra rinvii e sospensioni i calendari sono stati stravolti diverse volte. Il comunicato della FIGC degli scorsi giorni ha bloccato tutte le attività di campionato giovanile dall’Under 18 in giù, tenendo attivi solo i Campionati Primavera 1 e 2. Campionato Primavera che sarebbe arrivato alla quinta giornata e nel weekend dovrebbe vedere in scena la sesta, ma che per il Milan primavera di Giunti si è fermato alla terza giornata, con 3 punti in cascina, quelli dell’esordio di Cagliari, firmati Di Gesù.
Rinviate le partite con Torino e Sassuolo, causa Covid, la dirigenza rossonera si è trovata obbligata a bloccare tutte le attività del settore giovanile a causa di contagi verticali all’interno dello stesso.
Le attività riprenderanno lunedì 2 novembre e la Lega Calcio aveva così optato per lo spostamento a calendario della partita dei ragazzi di Giunti contro l’Empoli da sabato 31 ottobre proprio a lunedì 2 novembre per non costringere il Milan al terzo rinvio stagionale. Il motivo è molto semplice: il calendario, anche per i giovani, è pieno, ipercongestionato e con difficoltà nel trovare date per i recuperi. Alla fine però anche questa opzione è tramontata e anche la partita con l’Empoli si è deciso per il rinvio, a data da destinarsi.
Date che sono state individuate per le partite contro i giovani granata e neroverdi nel weekend di teorica sosta per le nazionali (15/11) e in due mercoledì dopo (25/11).
Calendario fittissimo quello di novembre quindi per la primavera rossonera, chiamata a giocare 6 partite in un mese, prima del Derby del 5 dicembre.

E proprio il Derby sarà il primo vero momento in cui si potrà valutare la primavera di questa stagione, con già una decina di partite alle spalle e, ci si augura, la rosa finalmente al completo.
Come ogni anno, i ragazzi a disposizione di mister Giunti sono cambiati in tantissimi, in tanti sono arrivati dall’U18, alcuni dal mercato e attendono la loro occasione per dimostrare il loro valore. Il mese di novembre sarà il momento perfetto.

I nuovi –

Emil Roback in amichevole contro il Monza/ Ac Milan

Emil Roback: l’attaccante svedese è sicuramente quello più noto alle cronache. Principalmente perchè ha già esordito con la prima squadra durante le amichevoli estive, lasciando un’ottima impressione a Milanello nelle amichevoli contro Novara e Monza. Classe 2003, ha già fatto vedere quelle che sono le sue armi principali: la velocità con e senza palla e un dribbling spesso bruciante.
Aggregato, giustamente alla primavera, non ha avuto modo di giocare particolarmente a causa di un infortunio. Entrato a Cagliari nel secondo tempo, ha riportato una frattura al braccio che lo ha costretto alla tribuna per tre settimane. Poi, causa rinvii, non ha avuto occasione di giocare nuovamente con i suoi compagni. Seconda punta perfetta, nelle idee degli uomini mercato del Milan e di Giunti sarebbe dovuto essere la spalla di Lorenzo Colombo per una coppia offensiva da far paura a tutto il Primavera 1. Complici gli infortuni in prima squadra di Ibrahimovic e Rebic, i due hanno giocato insieme solo pochi minuti in amichevole. Ma il campionato è lungo e la speranza del Milan è che con il rientro di Emil e il ritorno di Lorenzo a quella che è la sua attuale dimensione, i piccoli rossoneri possano ritrovare la via del gol perduta in questo inizio di stagione.

Wilgot Marshage: Classe 2004, compagno di nazionale svedese di Roback e Bjorklund, altro nuovo arrivo estivo, è un centrocampista centrale, fisicamente già pronto, che arriva dal IFK Lidingo. Abituato ad un centrocampo a due, spesso con compiti più difensivi, può adattarsi anche come mezz’ala in un centrocampo a tre. Il suo idolo è il capitano del Liverpool Jordan Henderson. Sarà, almeno per ora, aggregato all’Under 18 allenata da Mister Terni. Non ha ancora avuto modo di esordire con i nuovi compagni, ma a causa dello stop imposto dalla FIGC dovrà attendere ancora quasi un mese per fare il suo esordio con la nuova maglia.

Lukas Bjorklund: Anche lui classe 2004, anche lui proveniente dalla Svezia. Nel suo caso dal Malmo. Trequartista moderno, molto alto (1.85 m) nella selezione svedese ha mostrato ottime qualità in fase di assistenza ai compagni. Per lui l’esordio con l’U18 è già arrivato: 56′ contro la Fiorentina e 90′ contro la Lazio. Non ha inciso particolarmente in nessuna delle due partite, ma al Milan in estate non hanno avuto dubbi: il giocatore vale. Nei due trequartisti dietro alla punta, troverà spesso spazio durante la stagione e chissà che con il passare del tempo anche per Lukas non possano aprirsi, in anticipo, le porte della primavera, in un ruolo in cui stanno faticando in tanti al piano di sopra.

Filip Pobi: terzino destro arrivato dalla Dinamo Zagabria a fine mercato a causa della rottura del crociato di Marco Bosisio, il teorico titolare nel ruolo. Nazionale U17 croato, è arrivato in prestito al Milan e dovrà conquistarsi il riscatto sul campo. Giocatore già con un buon fisico, predilige la fase difensiva, senza disdegnare la fase di spinta. Con ogni probabilità sarà un giocatore di equilibrio che permetterà a Giunti di far sganciare molto di più Riccardo Oddi sull’altra fascia. Gli acquisti di Abanda e Borges, i due terzini arrivati sotto Moncada, non sono stati positivi, a Pobi il compito di invertire il trend.

Saco Coli: è l’ultimo arrivato in ordine di tempo, sicuramente il caso più curioso. Si presenta su Instagram una notte di fine settembre, ma sul sito della Lega non risulta depositato il suo contratto. Sempre via social ha aggiornato i tifosi sulle sue peripezie milanesi e sul suo essere a Milanello. Il Milan ha confermato il suo arrivo con un contratto giovanile e quindi che non necessitava il deposito in Lega, motivo per cui non appare nell’elenco. Ma c’è ed è a disposizione di Giunti.
Arriva dal Sochaux, centrocampista soprattutto difensivo, fa della sua altezza e delle sue lunghe leve le sue armi migliori nel costante recupero del pallone. Nelle gerarchie della primavera parte, ovviamente, dietro a capitan Brambilla, ma avrà le sue occasioni. Non mi sorprenderebbe se dovesse essere trasformato, all’occorrenza, in centrale di difesa come successo con Michelis.

Fotis Pseftis: un altro portiere, diranno in  tanti. Appunto assolutamente corretto. Ma al Milan la scuola di portieri stranieri sembra piacere, dopo l’acquisto, fin qui assolutamente ottimo, di Jungdal. Il greco arriva dall’Asteras Tripolis, stressa squadra da cui sono arrivati Antonio Donnarumma e Nikos Michelis. Arriva in prestito con diritto di riscatto e si metterà a disposizione di Mister Terni in U18. Alto più di 1.90m, dalla Grecia arrivano ottime referenze sul ragazzo, bravo con i piedi, buonissima reattività e già nel giro delle nazionali minori. Anche per lui, come per Pobi dovrà conquistarsi la conferma sul campo. Non fortunatissimo l’esordio con l’U18, sconfitta con la Fiorentina 1-0 e rosso a 5′ dalla fine della partita.

 

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Milan-Sparta Praga, Pioli cambia volto al Diavolo! Probabili formazioni, diretta tv e curiosità sul debutto casalingo in Europa League dei rossoneri

Milan-Sparta Praga, Pioli cambia volto al Diavolo! Probabili formazioni, diretta tv e curiosità sul debutto casalingo in Europa League dei rossoneri

Milan-Sparta Praga – Si riaccendono i riflettori delle Coppe a San Siro! Il Milan ospita lo Sparta Praga per la seconda partita del Girone H di Europa League.

Il Milan vuole continuare a volare e poco importa se si parla di Serie A o di Europa League. La parola d’ordine resta sempre e solo una, vincere. Dopo la bella prestazione del debutto contro il Celtic di Glasgow, i ragazzi di Stefano Pioli hanno tutte le intenzioni di confermarsi anche contro lo Sparta Praga. La squadra allenata da Václav Kotal, d’altro canto, ha voglia di riscatto. L’1-4 casalingo contro i francesi del Lille, riecheggia ancora negli spogliatoi del club ceco.

Ad accogliere la seconda partita dei rossoneri per il girone H è San Siro che, se pur vuoto, torna a farsi cullare dai ‘suoni’e dai ‘profumi‘ delle competizioni europee, in un contesto, chiaramente, anomalo e inusuale così come è inusuale vedere lo stadio vuoto anche in campionato. Gli alibi, tuttavia, non devono aver modo di esistere. Vincere vorrebbe dire lanciare un segnale ben preciso per il prosieguo della competizione.

Milan-Sparta Praga, le probabili formazioni: Pioli tra Covid e impegni ravvicinati vara il Turnover

Stefano Pioli per la prima partita casalinga di Europa League ha in mente un Milan diverso rispetto quello visto contro la Roma in campionato. Il motivo di questo turnover è molto semplice. I rossoneri hanno tanti impegni ravvicinati e sarebbe deleterio, vista anche la situazione esterna, affidarsi sempre al solito undici iniziale. Spazio, dunque, a chi ha lasciato il segno contro il Celtic di Glasgow, anche se con qualche piccolo cambiamento. Brahim Diaz e Rade Krunic dovrebbero partire, nuovamente tra i titolari. Il bosniaco, però, rispetto la partita contro gli scozzesi arretra sulla linea di Tonali per dare muscoli e corsa al centrocampo. Sulla corsia destra difensiva ritrova una maglia da titolare Diogo Dalot che ha bisogno di mettere minuti importanti nelle gambe per confermare le aspettative che ci sono sul suo conto. La vera novità, invece, potrebbe essere nella scelta di schiarare dal primo minuto anche Rafael Leao. Il portoghese sta crescendo partita dopo partita e, al momento, sembra il compagno di reparto ideale per Zlatan Ibrahimovic. Insomma, da quel che si sta percependo in questo avvio di stagione, Stefano Pioli dà continuità al suo pensiero tecnico-tattico affidandosi a chi è arrivato a Milano per lasciare un segno. L’unico grande cambio sta nella scelta obbligata del portiere. Vista la positività al Covid di Gigio Donnarumma, tra i pali torna Ciprian Tatarusanu che ha voglia di riscattarsi dalla prestazione non proprio convincente contro i giallorossi.

Sul fronte Sparta Praga, la formazione che scenderà in campo a San Siro è ancora tutta da decifrare. I cechi al centro del proprio scacchiere difensivo dovrebbero ritrovare i due centrali titolari Plechaty e Celutska. Per l’attacco, invece, Kotal potrebbe decidere di affidarsi all’ex laziale Libor Kozak che già conosce le difese italiane.

Ecco le probabili formazioni che potrebbero scendere in campo allo Stadio San Siro:

MILAN (4-2-3-1): Tatarusanu; Diogo Dalot, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernández; Krunic, Tonali; Castillejo, Brahim Díaz, Leao; Ibrahimovic.

All. Pioli

SPARTA PRAGA (4-2-3-1): Heca; Sacek, Plechaty, Celutska, Hanousek; Pavelka, Travnik; Vindheim, Dockal, Moberg; Kozak.

All. Kotal

Arbitro:

Il direttore di gara designato per Milan-Sparta Praga è Halis Özkahya. L’arbitro turco sarà coadiuvato dai suoi connazionali, Ersoky e Satman come guardalinee. Il quarto uomo sarà, invece, Ulusoy.

Özkahya ha incrociato il percorso europeo del Milan una sola volta in carriera. Parliamo della stagione 2017/2018, i rossoneri erano impegnati nel turno preliminare di Europa League contro il Craiova con la partita chiusasi sul risultato di 1-0 per il Milan. Anche lo Sparta Praga vanta un precedente con l’arbitro turco e anche per i cechi si parla di vittoria. Il contesto europeo era, però, quello della Champions League 2014/2015. In quell’occasione la squadra ceca ha fatto bottino pieno contro gli svedesi del Malmo FF, grazie al risultato finale di 4-2.

Milan-Sparta Praga, dove vedere il debutto europeo a San Siro dei rossoneri

Il fischio d’inizio di Milan-Sparta Praga è fissato per le ore 18:55. La diretta è affidata a Sky , come, del resto, tutta la competizione. Se non si è in casa ma si può usufruire di una connessione internet, Milan-Sparta Praga potrà essere seguita anche grazie a Sky Go o in streaming tramite Now Tv, a patto che si possieda il pacchetto che comprende l’Europa League.

Pioli punta alla vittoria e al quinto sigillo del Milan contro lo Sparta Praga

Precedenti:

Milan e Sparta Praga si sono incontrati già 6 volte in Europa con i precedenti che sorridono ai rossoneri. Quattro sono, infatti, le vittorie per il club di via Aldo Rossi. Due, invece, i pareggi arrivati, per giunta, a reti inviolate. Tre delle quattro vittorie, sono state realizzate a San Siro. Parliamo della stagione 1972/1973 con il Milan che si impose con il risultato di 1-0. Il secondo trionfo casalingo europeo per i rossoneri c’è stato nella stagione 1995/1996 con il risultato finale di 2-0. Più recente, anche se non troppo, l’ultima vittoria (4-1) casalinga contro i cechi. Siamo nella stagione 2003/2004.

Curiosità:

Milan-Sparta Praga ha un retrogusto europeo particolare. Le due formazioni si sono fronteggiate in tutte le competizioni europee esistenti o che sono esistite. Nella stagione 1972/1973 il contesto era quello della Coppa delle Coppe. Il 1995/1996 a far parlare il campo è stata quella che un tempo era chiamata Coppa Uefa, oggi conosciuta con il nome di Europa League. Mentre la stagione 2003/2004 è quella della Champions League che poteva essere ma non è stata. Il Milan di Ancelotti, dopo aver vinto 4-1 in casa contro lo Sparta Praga e dopo aver ripetuto lo stesso risultato contro il Deportivo La Corona, fu eliminato dagli stessi spagnoli che hanno approfittato del black out rossonero del match di ritorno per volare in semifinale. Quel 4-0 a La Coruna è ancora duro da digerire…

Quello di stasera, però, è un altro trofeo e, soprattutto, un altro Milan. Un Milan che vuol tornare a far parlare di sé in positivo!

Giancarlo Fusco

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Le parole della Dirigenza del Milan durante l’Assemblea dei Soci

Le parole della Dirigenza del Milan durante l’Assemblea dei Soci

Si è tenuta oggi, in data 28 ottobre, l’Assemblea dei Soci di ACMilan. APA Milan e Milanisti 1899 hanno partecipato alla suddetta assemblea e hanno posto una serie di quesiti, già presentati nei giorni scorsi sul nostro sito, alla dirigenza del Club.

Ecco un riassunto, per punti chiave, delle risposte ricevute da parte del Presidente Scaroni e dell’AD Gazidis.

Vedete positivamente l’ingresso dei fondi nella Lega Serie A? Pensate che si riesca a concludere l’operazione?
Il Milan è favorevole all’ingesso dei fondi di investimento nella Lega Serie A per due motivi principali:
• le competenze ed i contatti, di livello internazionale, che investitori del genere sono in grado di portare nella gestione di un elemento così significativo per gli equilibri economici delle squadre di calcio;
• il fatto che tali player rappresentano una sorta di “rete di sicurezza” per gli incassi futuri dei diritti televisivi, considerando che – causa emergenza COVID – in Francia sono emersi problemi sul loro pagamento e che la trattativa per il rinnovo dei contratti di sfruttamento in Inghilterra e Germania parte da valori in contrazione

Qual è la vostra posizione sulla possibile Superlega che la FIFA starebbe sponsorizzando? Pensate che il futuro del calcio vada in quella direzione? Il Milan potrebbe farne parte?
Da 10 anni si ascoltano voci e proposte di nuove manifestazioni sportive, ma in realtà l’attenzione è stata sempre focalizzata sull’evoluzione delle competizioni attuali, senza alcuna rottura con i campionati nazionali.
Il Milan è presente su tutti i tavoli, sia a livello nazionale (Lega Serie A) che europeo (UEFA ed ECA) e mondiale (FIFA) ed è un interlocutore ascoltato e di rilievo

In che modo il DL 104/2020 può agire sul montante degli ammortamenti? 
Gli effetti del DL 104/2020 si dispiegano dal solo 15/8/2020 e dunque non sono stati considerati nella redazione del bilancio 2019/2020. Quanto al loro impatto sul prossimo esercizio, al momento non è stata presa alcuna decisione.

Com’è la situazione rispetto al FFP? La società si aspetta di firmare un Settlement Agreement e sta già discutendo con la UEFA di ciò?
Qualora il Milan si qualificasse per le competizioni europee 2021/22, e quindi sulla base del risultato nel campionato di Serie A 2020/21, nel corso del mese di Ottobre 2021 la UEFA dovrebbe valutare il rispetto da parte del Club delle regole del FFP.
Tale valutazione sarà fatta considerando gli effetti del COVID ed anche il trend della società nel riportare i propri bilanci verso un cammino di sostenibilità. Nessun contatto è in corso con la UEFA e adesso sarebbe prematuro. Ma la società è fiduciosa che grazie alla propria disciplina finanziaria e grazie al supporto di un socio molto solido quale Elliott, l’eventuale negoziazione avrà una felice conclusione.

Ritengono gli amministratori che raggiungere l’ammissione alla UCL al termine di questa stagione sia fondamentale per un più rapido riequilibrio dei conti della Società? In tale caso, viste le potenzialità già mostrate dall’attuale rosa, ritengono opportuno intervenire nel prossimo mercato invernale per rafforzarla ulteriormente e aumentare le possibilità di raggiungere quell’obiettivo?
La qualificazione in UCL è un obiettivo importante non solo dal punto di vista sportivo, ma anche considerando il contributo che può dare nel riequilibrio dei conti
societari. La società ne è consapevole, ma manterrà un approccio consapevole ed equilibrato, nel rispetto della sostenibilità delle proprie attività.

Convengono gli amministratori che il rapporto tra il Club e i suoi supporter in tutto il mondo si stia atteggiando in modo sempre nuovo e diverso? E che i tradizionali intermediari (stampa sportiva, TV generaliste, AIMC, tra gli altri) registrino crescenti difficoltà nel mediare questo rapporto?
Cosa sta pensando di fare la Società al riguardo, per dialogare con i tifosi in modo più efficace e anche economicamente più fruttuoso?
La società è consapevole dell’importanza di mantenere stretti legami con il proprio bacino di 450 ml di supporter nel mondo. Ha provveduto ad internalizzare nella propria Media House molte attività, con incremento di una ventina di collaboratori. Questa scelta è stata fatta in particolare per lo sviluppo della propria presenza sui social media, anche quelli più nuovi ed indirizzati ad una fascia di potenziali giovani tifosi.
E’ attivo l’account TikTok della società, mentre quello di Weibo ha raccolta in Cina già 3 ml di follower.
La società sta anche provvedendo ad allestire presso Casa Milan i nuovi studi televisivi di Milan TV, che ad oggi si trovano in una sede distaccata.

 

Oltre a quanto presentato sul sito nei giorni scorsi, il Presidente Scaroni ha tenuto a precisare altre due situazioni di interesse per i Piccoli Azionisti e tutti i tifosi:

Relativamente al licenziamento di Boban
È diritto di Boban adire le vie legali e il Milan affronta con serenità il procedimento di fronte al giudice del lavoro, convinto delle proprie buone ragioni. Ciononostante, è auspicabile trovare una soluzione pacifica e negoziata.

Partecipazione dei piccoli azionisti a futuri Aumenti di Capitale
Pur non potendo impegnare la volontà del socio di maggioranza assoluta per il futuro, non si può che rilevare che dal suo ingresso, esso ha apportato risorse alla società per 409,6 ml sotto forme di finanziamenti ai quali ha già in larga parte rinunciato, senza chiedere alcun contributo ai piccoli azionisti

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La Serie A femminile non è immune

La Serie A femminile non è immune

Sembrava salva la Serie A femminile, sembrava vivere in una bolla di comportamenti encomiabili e fortunosa immunità: fino a pochi giorni fa non c’era notizia di contagi da Covid tra le giocatrici della Serie A femminile, e le ragazze sono anche serenamente partite per i rispettivi impegni con le nazionali.

Ma la presunta bolla di immunità si è dissolta nel giro di pochi giorni: il primo caso di positività nel ritiro delle azzurre – anche se di fatto la vittima del contagio, Alia Guagni, risiede in Spagna -, la paura di altre positività poi risultate false, ma contemporaneamente le notizie di contagi riscontrati nelle squadre di club, come il Napoli Ladies, costringendo tutta la squadra alla quarantena. Abbiamo insomma scoperto che la Serie A femminile non è immune dal virus, e che i comportamenti previdenti non sono stati sufficienti per sottrarsi all’inevitabile.

La pericolosità del vedere la Serie A femminile confrontarsi con il virus emerge forte e chiara anche in questo frangente, riportando all’attualità tutti i discorsi già sostenuti nella scorsa primavera. L’eterogeneità delle squadre che compongono il massimo campionato mostra in maniera evidente dove si insidiano le fragilità del sistema calcio femminile, e per quanto momentaneamente sia stata evitata la sospensione del torneo, le difficoltà che emergeranno nel tenere il passo non sono certo un segreto.

Quale previsione dunque per la Serie A femminile? Probabilmente una sorta di “bolla” per le calciatrici, vincolando le ragazze a convivere con il gruppo squadra eliminando ogni forma di contatto esterno, limitando gli spostamenti alle sole attività di allenamento. Questa ipotesi, che negli ambienti professionistici si concretizza facendo vivere i calciatori presso gli enormi centri sportivi, potrebbe però già essere più complicata per tutte quelle società che a fatica possono mettere a disposizione strutture dedicate esclusivamente alla squadra femminile, o che ancora più faticosamente dovranno lottare per sopravvivere e mantenere comunque al sicuro le proprie tesserate con tutti i mezzi possibili. Tante società non sono sopravvissute alla prima ondata, costrette a soccombere davanti al peso delle spese insostenibili a fronte di un futuro incerto; l’augurio è che l’ecatombe di questi mesi non si ripeta nel prossimo futuro.

Photo credits: acmilan.com

Lucia Pirola

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Assemblea Soci di ACMilan – Vota la domanda del tifoso da portare alla dirigenza rossonera

Assemblea Soci di ACMilan – Vota la domanda del tifoso da portare alla dirigenza rossonera

Mercoledì 28 ottobre si terrà l’Assemblea soci di ACMilan.

Apa Milan e Milanisti 1899 alla luce del bilancio 2019/20 hanno stilato dieci possibili domande da porre alla dirigenza rossonera.
Per votare la “domanda del tifoso milanista” clicca sul link sottostante

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdmWXEfHPi962ZujHK-xgnxd0rdMrrKm6pF82k7iyecG2lzmQ/viewform?usp=sf_link

Domani durante Radio Rossonera Talk del martedì sveleremo quale sarà stata la domanda vincitrice che verrà portata in Assemblea

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M. De Rose (Direttore LaRoma24): “I giocatori che temo di più sono 3: Ibra, Ibra e Ibra. L’eventuale presenza di Calhanoglu è un fattore”

M. De Rose (Direttore LaRoma24): “I giocatori che temo di più sono 3: Ibra, Ibra e Ibra. L’eventuale presenza di Calhanoglu è un fattore”

MILAN-ROMA – A poche ore dalla gara tra Milan e Roma, sfida valevole per la quinta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore de LaRoma24.it, Matteo De Rose, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domani sera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Milan-Roma: che partita si aspetta e quali giocatori teme di più della squadra rossonera?

“Bel banco di prova per tutte e due le contendenti. Visto l’andamento sconclusionato di questi match condizionati dal Covid, è difficilissimo fare previsioni. I giocatori che temo di più sono 3: Ibra, Ibra e Ibra. A parte tutto anche l’eventuale presenza di Calhanoglu è un fattore”.

Come giudica il mercato della Roma e quali pensieri ha sulla nuova proprietà?

“Sicuramente mancano delle tessere del puzzle e non tutti gli esuberi sono stati piazzati. Ma per una nuova proprietà insediatasi il 17 agosto (senza dg e ds in carica) di più era veramente pretestuoso chiedere. Il profilo basso dei Friedkin sta convincendo, anche se è ancora presto per dare valutazioni: la scelta delle figure dirigenziali, il mercato prossimo e il percorso intrapreso per rientrare dal buco di oltre 200 milioni daranno una prima idea di chi abbiamo davanti”.

Come giudica fin qui l’avvio di stagione della Roma?

“Discreto. Senza particolari squilli. Ma anche qui, viste le premesse, non era lecito attendersi molto di più”.

Nella giornata di oggi sono intervenuti gli allenatori delle due squadre in conferenza stampa. Queste le dichiarazioni principali di Stefano Pioli: “Abbiamo iniziato bene e vorremmo continuare. Affrontiamo un avversario che ha vinto cinque partite su sei in trasferta. Hanno confermato un allenatore che ha fatto molto bene ed hanno confermato giocatori forti. Hanno qualità, forza fisica e tutte le componenti giuste per essere ambiziosi.

Calhanoglu e Rebic stanno meglio. Rebic non ci sarà domani, per Calhanoglu sarà difficile ma aspettiamo. Credo sia giusto sfruttare tutti i 23 a disposizione. Amo definire i miei giocatori giovani ma maturi. Dentro tanta gioventù abbiamo presenze e personalità forti. Donnarumma? Ho trovato subito un ragazzo più grande rispetto all’età. La sua crescita è stata costante e continua. Sta lavorando con grande professionalità e crescendo. Ha tanti margini di miglioramento”.

Queste, invece, le dichiarazioni principali di Paulo Fonseca, allenatore della Roma: “Ibra e Dzeko sono due giocatori importantissimi. Io non voglio fare paragoni perché è normale, non lavoro tutti i giorni con Ibra. Posso parlare di quanto Dzeko sia importante per la nostra squadra. Sono sicuro che domani sarà importante. Il Milan è una grande squadra e in un grande momento. Ha un grande allenatore che sta facendo un bellissimo lavoro, ma anche noi siamo in un buon momento. Siamo motivati e fiduciosi e penso che domani sarà una partita molto interessante tatticamente, con entrambe le squadre con ambizioni di vittoria. La Roma vuol dimostrare in campo di essere una grandissima squadra e domani giocherà per vincere”.

Andrea Propato

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Celtic-Milan: La giocata – Nel gol di Hauge il riassunto del gioco di Pioli

Celtic-Milan: La giocata – Nel gol di Hauge il riassunto del gioco di Pioli

Celtic-Milan: La giocata – Nel gol di Hauge il riassunto del gioco di Pioli

Della buona partita del Milan in trasferta contro il Celtic (1-3), all’esordio in Europa League, si potrebbero sottolineare diverse cose: dalla prestazione di Rade Krunic dietro le punte a quella di Diogo Dalot, alla prima in maglia rossonera;  dalla conferma di Brahim Díaz al positivo ingresso di Ismael Bennacer nella ripresa.

Tuttavia, di particolare interesse per i tifosi rossoneri è stato l’utilizzo del norvegese Jens Petter Hauge. Visto finora in campionato per appena 16 minuti (quelli disputati contro lo Spezia), il norvegese è stata spedito in campo da Stefano Pioli a dieci minuti dal termine dell’incontro di Glasgow, in sostituzione proprio di Díaz.

Al classe 1999 quei pochi momenti di gioco sono bastati per mostrare alcune cose buone e, soprattutto, per mettere a segno il gol del definitivo 1-3 nel recupero.

Un gol che, oltre a certificare la buona prova dell’ex Bodø/Glimt, è servito anche a rimarcare alcuni aspetti del gioco che Pioli ha installato con successo nella squadra rossonera.

L’azione parte da un rinvio lungo della difesa scozzese, respinto di testa da Simon Kjær. Il pallone viene successivamente raccolto da Alexis Saelemaekers, che lo appoggia a Bennacer.

L’interno algerino riesce a liberarsi della pressione avversaria, creando un triangolo con Krunić e Dalot.

Questo triangolo posizionale (con terzino e mediano in corsia e con il trequartista vertice interno nel mezzo spazio adiacente) permette ai rossoneri di superare la pressione avversaria e far uscire palla in direzione del quarto uomo (Saelemaekers), situato più avanti come vertice alto di un quadrato. In pratica, si è replicata una situazione da gioco di posizione.

A quel punto, con l’esterno belga che si trova in situazione di palla aperta (cioè giocabile in avanti), la retroguardia della squadra di Neil Lennon si fa attrarre dallo stesso Saelemaekers e da un Rafael Leão che, da centravanti della squadra di Pioli, è venuto incontro per giocare in zona di rifinitura.

Questo movimento (nel quale è maestro Ibrahimović) libera la profondità per l’inserimento Hauge il quale, dopo aver resistito al tentativo di recupero portato da Shane Duffy, infila la porta del greco Vasilios Barkas.

Creazione di più linee di passaggio, circolazione rapida della palla, utilizzo delle corsie esterne per andare poi a giocare in rifinitura (gioco fuori per giocare dentro), rotazioni offensive…in una sola azione sono racchiusi mesi di lavoro da parte di Pioli e del suo staff.

Per quanto riguarda poi Hauge, la rete realizzata dal norvegese (così come quella segnata da Diaz) lascia aperta la speranza che quest’anno i rossoneri possano ricavare quest’anno dai propri trequartisti un bottino di gol utile per contribuire ad aggrapparsi alle posizioni più nobili della classifica.

Michele Tossani

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Le pagelle di Celtic-Milan

Le pagelle di Celtic-Milan

Celtic – Milan – Ieri sera al Celtic Park di Glasgow il Milan di Stefano Pioli ha debuttato nel suo girone di Europa League contro il biancoverdi di Neil Lennon. Qui di seguito le pagelle dei rossoneri:

Donnarumma 6: Ma potrebbe tranquillamente essere “senza voto”, tenuto sull’attenti i primi 5 minuti, non ha poi nulla da fare fino al gol scozzese dove non può inventarsi miracoli. Dopo l’1-2 deve abbandonare la sua partita a solitario, ma i biancoverdi hanno seri problemi di mira.

Dalot 6.5: Buono l’esordio, si trova contro Laxalt, ex dal dente potenzialmente avvelenato, ma solo potenzialmente. Dimostra di avere buona tecnica e voglia di scendere sulla fascia oltre ad un ottimo destro. Era da parecchio che non faceva 90′ con la sua squadra di club, rientro più che positivo.
Kjaer 6.5: Nottata serena, senza Edouard l’attacco scozzese gli fa il solletico e non viene particolarmente impegnato. Mezzo punto in più perchè si prende i galloni da capitano quando c’è da svegliare la squadra che si sta abbassando troppo tirando urloni a tutti per non far spegnere la spina.
Romagnoli 6: Come Kjaer con la colpa di non alzare mai la voce nel momento di “difficoltà” dei suoi. E’ sempre stato un capitano silenzioso, negli stadi senza tifosi si sente ancora più chiaramente, dopo Lukaku domenica, contro il Celtic una passeggiata di salute per confermare la forma dopo il rientro.
Theo Hernandez 6: Da Hakimi a Frimpong è un notevole alleggerimento, non è ancora il Theo che abbiamo visto e ci siamo goduti la scorsa stagione, quello straripante fisicamente, se non a tratti, come quando va a prendere il passaggio lungo di Ibra e mette l’assist per lo 0-2 di Brahim. In crescita anche lui, fisica e di prestazioni.
Tonali 5.5 Partito male, i primi 10′ ha sbagliato quasi tutte le scelte, poi ha fatto un respirone ed è ripartito meglio. Dei tre centrocampisti centrali è quello più indietro, senza dubbio, per una questione di età e di abitudine ai compagni, ovviamente. Si perde totalmente Elyounoussi sul calcio d’angolo che riapre la partita. Anche questi sono normali step di crescita.
Kessiè 7: Dominatore. Il Presidente Frank domina la partita al suo ritmo, mettendoci gamba e fisico. Schermo perfetto davanti alla difesa, tanto che finchè c’è lui il Celtic non arriva mai a creare pericoli alla porta di Donnarumma. A questo ritmo potrebbe giocarle tutte senza problemi.
(Bennacer 6: Appena entra la squadra lo cerca in fase di possesso, tra lui e Tonali, ovviamente, è lui il punto di riferimento in possesso quando c’è da portare fuori il pallone dalle zone che scottano)
Castillejo 5.5: Parte forte, con voglia e la giusta cattiveria, conoscendo Laxalt e puntandolo spesso. Ma l’unico highlight che regala alla partita è l’assist, bellissimo, per il gol di Krunic poi lentamente scompare, finendo per passeggiare nel secondo tempo e perdere anche i contrasti fisici con l’ex compagno di squadra.
(Saelemaekers 6.5: Entra, ci mette gamba, voglia e l’assist della definitiva tranquillità. Grimaldello Alexis sta diventando sempre più importante anche dalla panchina)
Krunic 6.5: E’ stato la mossa a sorpresa di Pioli e ha pagato subito, inserimento e capocciata vincente per il primo gol in carriera in rossonero. Ricopre un ruolo, quello del trequarti incursore, che ricopre anche in Nazionale e si nota che è abbastanza a suo agio. Ci mette il suo, cioè corsa e quantità, chiaro che rispetto all’ultimo Calhanoglu è proprio un altro mondo, meno a colori.
Brahim 7: Se passi da Manchester City e Real Madrid, voluto da Guardiola e Zidane, le qualità non puoi che averle e la maglia non può pesarti più di tanto. E così è per Brahim che ormai è una certezza quando viene chiamato in causa. Dopo il gol a Crotone, segna anche oggi lo 0-2, anche se questa volta solo momentaneo. Mette in campo una partita di solidità e fantasia, svariando per il campo, alla ricerca del bello, oltre che dell’utile. Il suo gol, che inizia lui nella nostra trequarti è proprio l’emblema di questa ricerca.
(Hauge 7: Entra e fa in tempo a trovare il suo primo gol rossonero, nella stessa competizione in cui aveva trovato l’ultimo in giallonero. Ha una voglia di spaccare il mondo incredibile e una forza straordinaria nelle gambe. Arriverà anche il suo momento dall’inizio, è solo questione di saper pazientare)
Ibrahimovic 6: Il solito Ibra, il solito concentrato di personalità e classe che non appassisce mai. Va al suo ritmo, ovviamente, e gli altri si adeguano, ma quando decide di inventare, inventa. Dirige l’orchestra per un’oretta senza forzare troppo poi esce. Buona sgambata in vista di lunedì.
(Leao 5: Prestazione sinistramente simile a quella in terra portoghese. Non uno, ma dieci passi indietro rispetto al Derby e non solo per quanto incide in partita, ma per la voglia che non mostra. Sempre il solito discorso, quando entra dalla panchina sembra sempre stia facendo un favore ad allenatore e compagni)
Pioli 6.5: Sceglie Krunic a sorpresa tenendo fuori, in partenza, Leao e Hauge. Va con Ibra per un’oretta e non sbaglia quasi nulla. Sullo 0-2 si sente tranquillo nel far uscire i due giocatori più fisici e il Milan rischia qualcosa, ma alla fine gli ultimi due subentrati confezionano il gol che chiude i conti. 21 risultati utili di fila, 10 con almeno due gol segnati. Chapeau.
Matteo Vismara
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Celtic-Milan, Ibra & Co. a caccia dei Bhoys! Probabili formazioni, diretta tv e curiosità sulla prima partita dei rossoneri in Europa League

Celtic-Milan, Ibra & Co. a caccia dei Bhoys! Probabili formazioni, diretta tv e curiosità sulla prima partita dei rossoneri in Europa League

Celtic-Milan – Ci siamo! Il Milan di Stefano Pioli questa sera debutterà in Europa League al Celtic Park di Glasgow contro i biancoverdi allenti da Neil Lennon.

Il Milan è pronto. Finalmente per i rossoneri è giunto il momento di debuttare alla fase a gironi di Europa League. Ad attenderli c’è il Celtic Football Club. Una partita che ha un sapore dolce per la società di via Aldo Rossi e che rievoca ricordi ancora ben impressi nella mente. Quei ricordi che portano alla Coppa dalle “Grandi Orecchie”, la Champions League.

Come ben noto, per entrambi i club, sono cambiate non poche cose in questi ultimi anni. Impossibile, tuttavia, non percepire il retrogusto di una sfida dal grande fascino. Se a questo ci aggiungiamo che giocare in Scozia non è mai semplice per nessuno, il dado è tratto. Ibrahimovic & Co. dovranno essere sul pezzo dal primo all’ultimo istante della partita per conquistare 3 punti di grande importanza ma, soprattutto, per partire con il piede giusto anche in Europa. Insomma, ci sono tutti gli ingredienti giusti per poter assistere ad un gran bello spettacolo in uno stadio storico come quello del Celtic Park di Glasgow.

Celtic-Milan, probabili formazioni e arbitro: Pioli si affida a Brahim Diaz per non far rimpiangere Calha

Stefano Pioli per il debutto in Europa League dovrà fare a meno di uno dei suoi uomini più in forma, Hakan Calhanoglu, costretto ai box da una distorsione alla caviglia. L’allenatore rossonero, però, ha già la soluzione pronta con Brahim Diaz, libero di spaziare ed inventare alla spalle di Zlatan Ibrahimovic. Al suo fianco, oltre a Castillejo dovrebbe esserci spazio per Krunic che, seppur offre minor movimento rispetto a Leao o Saelemaekers, garantirebbe maggiori muscoli in supporto del centrocampo.  Tra le novità di questa sera, ci sarà anche il debutto in rossonero di Diogo Dalot che andrà a prendere il posto di Davide Calabria sulla corsia difensiva di destra.

Il terzino portoghese, sulla sua fascia di competenza, potrebbe scontrarsi con un giocatore che ha lasciato Milano senza mai lasciare il segno, Diego Laxalt. Uno scontro che si preannuncia interessante visto che il terzino uruguaiano ha tutte le intenzioni di prendersi la sua rivincita personale.

Ecco le probabili formazioni che potrebbero scendere in campo al Celtic Park di Glasgow

CELTIC (3-5-2): Barkas; Jullien, Duffy, Ajer; Frimpong, Brown, McGregor, Laxalt; Ntcham; Ajeti, Elyounoussi.

All. Lennonn

MILAN (4-2-3-1): G. Donnarumma; Dalot, Kjaer, Romagnoli, Theo Hernández; Tonali, Kessié; Castillejo, Brahim Díaz, Krunic; Ibrahimovic.

All. Pioli

Arbitro:

La prima partita del Girone H di Europa League del Milan è stata affidata all’arbitro Mateo Jug. Il fischietto sloveno sarà assistito da Zunic e Kordez mentre il quarto uomo sarà Peric.

Per Jug sono state ben 398 le partite dirette in carriera. Partite nelle quali ha estratto, ad oggi, ben 1817 cartellini gialli e 46 cartellini rossi. Nel suo palmares impossibile non notare la finale dell’Europeo Under 21 tra Italia e Spagna con gli spagnoli che hanno trionfato chiudendo la partita sul 2-4.

Celtic-Milan, dove vedere il debutto in Europa League dei rossoneri.

I riflettori del Celtic Park di Glasgow si accenderanno nel tardo pomeriggio di oggi, giovedì 22 ottobre. Il pallone, tuttavia, scivolerà sul verdeggiante manto erboso del campo scozzese a partire dalle ore 21:00. La partita potrà essere vista in tutta tranquillità sia da chi è possessore di un abbonamento satellitare sia da chi, invece, usufruisce solo dell’antenna terrestre.

Celtic-Milan sarà, infatti, trasmessa in diretta da Sky sui canali Sky Sport Uno e Sky Sport canale 252. Mentre per chi non gode di alcun abbonamento, c’è la visione in chiaro su TV8. Inoltre, per chi non vuole perdersi per alcun motivo la partita ma è fuori casa, basta godere di una buona connessione internet per usufruire dell’applicazione Sky Go o per collegarsi al sito di TV8.

Ibrahimovic & Co. alla ricerca del successo numero 7 del Milan sul Celtic. Precedenti e Curiosità

Precedenti:

Celtic e Milan non sono novelli in questo tipo di partite. Le due squadre si sono già incontrate 10 volte prima di oggi con i rossoneri che sono in netto vantaggio per quanto concerne voce vittorie. 6 sono, infatti, le partite conclusesi a favore dei ragazzi di Pioli, 3 sole le partite finite con il segno X. Mentre l’unica vittoria del club scozzese risale al 2 ottobre 2007. Anche all’ora si giocava a Glasgow con il risultato finale che si fissò sul 2-1, al termine di una partita noiosa e brutta con la squadra allenata, all’ora da Carlo Ancelotti, incapace di creare situazioni pericolose. Quella partita più che per il risultato, inoltre, è passata agli annali per l’invasione di campo di un supporters scozzese che, quasi al termine del match, ebbe la brillante idea di rifilare un buffetto a Dida, reo di stazionare sulla linea di porta rossonera.

Rievocando, invece, le note liete, impossibile non ricordare il 7 marzo 2007. Partita valida per gli Ottavi di Finale di ritorno della Champions League 2006/2007.Partita giocata a San Siro. Una partita imbrigliata per tutto il corso dei tempi regolamentari sullo 0-0, con gli scozzesi allenati da Gordon Strachan che diedero vita ad un match maschio, senza esclusione di colpi. Il Milan dal suo canto ebbe, però, il merito di non perdere mai la pazienza, cercando sempre la soluzione migliore per poter arrivare dalle parti di Artur Boruc. Il colpo di genio, infatti, era lì dietro l’angolo e aveva un nome ben preciso, Kakà. Champions League 2006/2007, l’ultima vinta dal Milan. Che ricordi!

Curiosità:

Il Celtic ha vinto 3 delle ultime 4 partite disputate in Europa League, in casa. Una macchina, insomma, quasi perfetta in casa, in Europa. Meno bello, invece, il bollettino del Milan. I rossoneri, infatti, hanno vinto soltanto una delle ultime 4 gare giocate in Europa League. Siamo nel novembre 2018, partita disputata contro il Dudelange e terminata con il risultato di 5-2 per i rossoneri. Delle quattro gare in questione, in tre occasioni il Milan ha subito almeno due gol. C’è, dunque, da invertire il trend.

Giancarlo Fusco

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Milan: il focus sulle avversarie in Europa League

Milan: il focus sulle avversarie in Europa League

Milan – Il sorteggio di Nyon ha inserito i rossoneri nel gruppo H con Celtic, Sparta Praga e Lille: cerchiamo di comprendere i vantaggi e gli svantaggi dei singoli team che incontreranno la formazione di Pioli nei giovedì europei.

L’ultima immagine del Milan in Europa League riecheggia ancora nella testa dei tifosi. L’abbraccio di gruppo sotto la pioggia portoghese dopo la parata di capitan Gianluigi Donnarumma che pone fine ad una serata senza un senso logico, regalando alla compagine in maglia bianca l’accesso ai gironi.

Il Girone H ha avuto come prima pallina abbinata quella degli scozzesi del Celtic di Glasgow, squadra di prima fascia con una storia europea davvero importante, soprattutto se rapportata agli incontri coi rossoneri, che portano alla luce due ricordi chiave del passato recente: quello del 2007, dove gli ottavi di finale di quella Champions League trionfale furono decisi dalla storica cavalcata di Ricardo Kakà (sempre sia lodato) durante il primo tempo supplementare del match di San Siro, e quello del 2013, che si identifica con l’ultima vittoria dei rossoneri nella massima rassegna europea, firmata da Zapata (che già aveva deciso la gara di andata), Balotelli e, guarda un po’, ancora Ricardo Izecson Dos Santos Leite, capitano, al ritorno dalla deludente esperienza di Madrid ed in grado di aprire le marcature ed entrare in tutte le reti con una prestazione sontuosa.

Punti di forza

La mentalità è quella di una squadra campionessa nazionale in carica e che ha 109 titoli scozzesi tra campionato, coppa e supercoppa.

A queste si aggiunge la Coppa dei Campioni vinta nel 1967 contro l’Inter.

La cultura europea è intrinseca nel modo di essere dei biancoverdi, abituati a palcoscenici internazionali e che stanno affrontando un’evoluzione.

La mutazione tattica degli uomini di Neil Lennon ha permesso loro di attivare il passaggio dall’ormai consolidato schema “palla lunga e pedalare”, basato sulle seconde palle e la cattiveria agonistica, ad un calcio sempre più propositivo ed intelligente, attraverso un processo iniziato con Rodgers nel 2014/2015.

Ajer (guarda chi si rivede) è l’emblema di questo nuovo metodo, con una duttilità non indifferente che gli permette di giocare da centrale di difesa, da terzino ed all’occorrenza anche da centrocampista davanti alla difesa con buoni risultati, attirando l’attenzione di molti team come il Milan, appunto.

Edouard è la punta di diamante della squadra, con velocità e forza fisica come armi principali con cui poter colpire le difese avversarie.

Classe 1998, l’ex PSG è attualmente in isolamento perché positivo al COVID-19, come comunicato lo scorso 6 ottobre dalla squadra scozzese sulle proprie pagine social. È certa la sua assenza in vista del match di Celtic Park del 22 ottobre.

Debolezze

L’assenza di pubblico è senza dubbio uno dei fattori che permette, almeno in trasferta, di giocare senza la tipica bolgia biancoverde come contorno, a fungere da dodicesimo uomo a Glasgow: i magici tifosi, con la loro colonna sonora You’ll Never Walk Alone, non potranno incidere come accaduto in moltissime situazioni passate.

La fase difensiva è spesso deficitaria, soprattutto in ambito europeo: il solo Ajer, per quanto possa essere un giovane interessante, non basta a tenere in piedi il reparto arretrato , nonostante il passaggio al 3-5-2 di contiana memoria (Lennon ha dichiarato di ispirarsi proprio al tecnico nerazzurro quando ha cambiato il modulo lo scorso inverno) per alcune partite ed il mantenimento del classico 4-2-3-1 per altre.

Il camaleontismo in base all’avversario non aiuta il consolidamento di una certezza difensiva, o meglio lo permette all’interno del proprio territorio ma risente di un calcio veloce e con palla a terra, soprattutto a causa della struttura fisica dei calciatori a disposizione.

I calci piazzati sono un tallone d’Achille degli scozzesi, come si è visto nell’Old Firm contro i Rangers, dove sono state decisive le situazioni da palla ferma.

L’organico è interessante in alcuni elementi ma denota una carenza qualitativa per il panorama europeo in altri, con un tipo di caratteristiche che potrebbero favorire un gioco come quello degli uomini di Pioli: calciatori come Rebić, Diaz, Hauge,Leao e Saelemaekers possono essere in grado attraverso i propri strappi e la propria agilità di creare costanti situazioni di pericolo sia in caso di una difesa bassa che offre spazi fra le linee e dialoghi nello stretto, che in situazioni di transizione offensiva più libere, attraverso uno contro uno e triangolazioni costanti.

La seconda fascia ha inserito nel Girone H anche lo Sparta Praga.

Il club più abbordabile, almeno sulla carta, di quel novero di compagini.

Parliamo della squadra più titolata della Repubblica Ceca, che sta lottando per tornare ai fasti di un tempo, soprattutto in campo nazionale, un po’ come il Milan.

Punti di forza

Kozak, Krejci e Hložek: questi i tre nomi principali dei cechi.

I primi due sono vecchie conoscenze del calcio italiano: Libor un ex Lazio, ormai a fine carriera, che i tifosi rossoneri si ricorderanno soprattutto per quel Milan – Lazio 0 a 0 dell’anno dell’ultimo scudetto in cui infortunò con una gomitata Nicola Legrottaglie, mentre Ladislav Krejci è da poco passato da Bologna ai granata di Praga.

Hložek, invece, è un classe 2002 che sta emergendo in maniera imponente nel panorama calcistico europeo: nato come seconda punta, è in grado di giocare anche come ala e come attaccante centrale, come sta per altro facendo attualmente, evidenziando numeri notevoli, soprattutto nella stagione in corso, dove ha inciso nel circa 50% delle reti dello Sparta.

Il numero 20 ha soltanto 18 anni ma ha già disputato più di 70 partite in carriera ed ha già esordito nella nazionale maggiore del proprio paese, denotando un talento notevole ed una capacità di utilizzare fisico, piedi, con visione di gioco, una velocità incredibile nelle ripartenze e che è duttile, potendo lui performare ottimalmente in tutti i ruoli offensivi del 4-2-3-1 dello Sparta (a volte anche 3-5-2, dove gioca nel suo ruolo naturale di seconda punta): profilo perfetto per la filosofia di Elliott, che possa essere uno dei prossimi nomi del mercato rossonero?

Debolezze

La squadra di Kotal è una squadra che è tendenzialmente giovane (fatta eccezione per i due ex Serie A) e di qualità inferiore rispetto alla media del campionato nostrano. La solidità difensiva non sembra essere una delle caratteristiche trainanti di questo inizio di stagione, dove è stato subito in media un goal a partita e gli avversari sono arrivati al tiro con maggior frequenza di quanto una squadra di quella caratura nazionale dovrebbe essere avvezza a concedere.

La flessibilità tattica, che in alcuni casi viene indicata come un valore aggiunto, può talvolta togliere automatismi in fase di non possesso, creando delle difficoltà sia in marcatura che nella percezione dell’avversario tra le linee ed in inserimento dalle retrovie. Come nel caso del Celtic, la possibilità di avere giocatori nella rosa rossonera con caratteristiche differenti l’uno dell’altro ma con le qualità per far male alla formazione della Repubblica Ceca sia con 1 vs 1, che con il gioco fra le linee e gli aiuti in fase offensiva dal centrocampo, permette di avere una pluralità di armi per colpire i granata.

L’ultimo team sorteggiato è stato il Lille, che si lega anch’esso alla campagna europea del 2007, con il doppio confronto nei gironi che ha visto i rossoneri non uscirne però mai vincenti, prima con uno 0 a 0 a San Siro e poi con una sconfitta in Francia a passaggio del turno già avvenuto.

Attualmente al primo posto della Ligue 1, i francesi rappresentavano la mina vagante della quarta fascia nell’urna di Nyon.

Punti di forza

Soumarè, ancora tu? Ebbene sì, un altro degli obiettivi di calciomercato del Milan si ritrova contro il Diavolo. Giocatore di sostanza da cui è difficile passare, genererà un interessantissimo scontro in mezzo al campo coi centrocampisti di Stefano Pioli, da cui dipenderà l’esito del doppio confronto.

Ikonè e Bamba sono invece i due giocatori offensivi di riferimento dello scacchiere di Galtier, cultore del 4-2-3-1 anch’esso e che vede in questi due calciatori due risorse difficilmente sostituibili per poter far male agli avversari attraverso la loro velocità, fisicità e capacità di saltare l’uomo.

David, il grande acquisto estivo del Lille che arriva dal Gent,è un classe 2000 che promette un gran bene e che i francesi hanno deciso di depurare dal suo ruolo di trequartista a quello di punta, con un processo appena iniziato e che può fare con tranquillità grazie alla presenza di Burak Yilmaz, esperto attaccante turco che è una garanzia in ambito realizzativo, e di Timothy Weah, figlio del pallone d’oro che ha fatto la storia rossonera, in attesa dell’esplosione del dopo-Osimhen canadese.

La velocità ed il cambio di passo sono il fattore decisivo nella fase offensiva i questa squadra, la fisicità di Sanches e Soumarè sono invece supporti fondamentali dei 4 giocatori d’attacco.

Debolezze

Le cessioni di due calciatori come Gabriel (difensore trasferitosi all’Arsenal) ed Osimhen (al Napoli), sono state compensate dall’acquisto di due calciatori diversi e da adattare all’interno del sistema di gioco della formazione di Galtier.

L’ex rossonero Tiago Djalo ed il nuovo arrivato Botman sono profili giovanissimi che peccano di esperienza e che, nonostante l’aiuto del campione d’Europa Josè Fonte (attualmente indisponibile), possono spesso incappare in errori.

Per questo la fase difensiva è anche in questo caso uno dei punti principali su cui lavorare per mettere in difficoltà l’avversario, nonostante l’imbattibilità stagionale dei francesi ed i pochi goal subiti nel campionato di casa, con calciatori come l’ex Rafael Leao, Brahim e Zlatan Ibrahimovic che possono trovare terreno fertile per le proprie giocate decisive e Çalha che può essere incisivo più che mai in zona assist.

La prolificità del settore avanzato non è una delle caratteristiche principali del Lille, che nonostante le qualità dei propri attaccanti non trova nei loro piedi un numero consistente di reti, con una difficoltà realizzativa che rappresenta attualmente uno dei limiti al miglioramento ulteriore e definitivo del team.

L’età media, come per i centrali di difesa, è particolarmente bassa, con rendimenti di conseguenza che si rivelano altalenanti ma che sono calcolati in un contesto progettuale ben delineato come il loro.

Dopo il derby inizierà subito il cammino dell’AC Milan in Europa League, un percorso che non sarà affatto facile e che vedrà un contesto di forte equilibrio entro cui confrontarsi. Abbiamo visto come storia, moduli, progetti siano riusciti a creare una sorta di rete che equipara queste società per alcuni aspetti, ne intreccia le strade in più sensi e li rende lontanissimi per altri motivi.

Quattro squadre, due posti.

Riusciranno i rossoneri a qualificarsi?

Emanuele Frigerio

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