Redazione Rossonera


Posted by Redazione Rossonera on

Messaggio in ESCLUSIVA ai microfoni di Radio Rossonera di Ivan Gazidis ai tifosi del Milan

Messaggio in ESCLUSIVA ai microfoni di Radio Rossonera di Ivan Gazidis ai tifosi del Milan

L’Ad del Milan Ivan Gazidis ha voluto lanciare in esclusiva ai microfoni di Radio Rossonera un messaggio diretto a tutti i tifosi e supporters milanisti.

 

Cari Milanisti,

Sono lieto di avere l’opportunità di parlare con voi in linea diretta, soprattutto in un periodo in cui non possiamo condividere le nostre emozioni insieme allo stadio.

Innanzitutto, vorrei ringraziarvi ancora una volta a nome dei giocatori, di Stefano Pioli e di tutta la società per la vostra incredibile passione e il vostro sostegno.  Anche con le tribune vuote, la vostra presenza si fa sentire, e spinge la squadra a lottare e a sacrificarsi per i nostri colori.

Abbiamo una visione chiara per riportare al successo il Milan. Lo faremo giocando un calcio moderno e accattivante, ponendo al tempo stesso solide basi finanziarie a lungo termine.  Abbiamo fatto dei progressi, come hanno dimostrato le ultime partite, ma credo sia solo l’inizio : la sfida che abbiamo di fronte è impegnativa, ci sarà il bisogno di unità e ci vorrà del tempo.  Chiederemo anche un po’ della vostra pazienza e della vostra fiducia, che ci dovremo guadagnare, e che non diamo per scontate.  Sono molto fiducioso che siamo sulla strada giusta e lo sono anche in Pioli: ci siamo assicurati l’uomo giusto per portare avanti il nostro progetto sul campo.

Noi tutti, dirigenti, proprietari, staff e giocatori, siamo dei custodi dei valori di questo grande club, che però appartiene a voi, i tifosi del Milan. Il mio impegno nei vostri confronti sarà quello di lavorare instancabilmente, di mettere il bene del club al di sopra di tutto e di puntare a costruire un Milan di cui tutti possiamo essere orgogliosi.

Forza Milan, sempre. 

Ivan

Posted by Redazione Rossonera on

Intervista di Radio Rossonera a Ivan Gazidis: “Stiamo imboccando la strada giusta. L’Europa non può fare a meno del Milan.”

Intervista di Radio Rossonera a Ivan Gazidis: “Stiamo imboccando la strada giusta. L’Europa non può fare a meno del Milan.”

L’intervista di Radio Rossonera a Ivan Gazidis ad del Milan, dopo le ultime decisioni di proseguire con Pioli e rinnovare. Si parla di Maldini, di Mercato, di Pioli, obiettivi e tanto altro.

Siamo l’unico sito Milan ad aver avuto l’occasione di intervistare l’Amministratore Delegato del Milan Ivan Gazidis. Lo scriviamo con un pizzico di orgoglio, è una bella soddisfazione per una Radio nata 3 anni fa e che pian piano si è costruita il suo spazio e la sua credibilità e si è posta l’obiettivo di raccontare il Milan ai suoi supporter. Avendo poche domande a disposizione abbiamo cercato di concentrare gli argomenti e di avere le risposte che potessero maggiormente interessare i tifosi del Milan. L’ Ad è stato molto disponibile nel rispondere e soprattutto ha voluto di sua spontanea volontà aggiungere – in un momento delicato sotto tanti punti di vista – un messaggio in esclusiva via Radio Rossonera a tutti i tifosi del Milan.

 

Cosa ha portato la società a scegliere laconferma di Pioli? È “bastato” il buon periodo della squadra post covid, il fatto che le squadra sia con lui o ci sono anche altre considerazioni e con lui sarà confermata anche la direzione tecnica e sportiva?

Stefano ha capito la nostra visione di calcio e abbiamo potuto constatare che ha le capacità e la professionalità di portarla avanti. Stefano ha dimostrato anche di saper gestire bene le difficoltà del lockdown e , in un clima di grande incertezza e caratterizzato da molti rumours , ha reagito facendo bene, mettendo il club davanti a tutto, persino a se stesso. Per quanto riguarda la domanda sulla conferma della direzione tecnica sportiva, Paolo Maldini ha un contratto con il Milan per altri due anni, sarei molto felice di poter continuare a lavorare con lui.

L’anno scorso come obiettivo sportivo si era parlato di migliorare il piazzamento, per l’anno prossimo quali sono gli obiettivi che il club si proporrà di raggiungere?

Tutti quanti stiamo lavorando in un’unica direzione: riportare il Milan ai livelli che gli competono, l’Europa non puo’ fare a meno del Milan. Il nostro obbiettivo è di avere i nostri tifosi orgogliosi di un Milan vincente e che sappia divertire.

Che tipo di calciomercato devono aspettarsi adesso i tifosi? Tra chi resta (ibra? Donnarumma?), chi puó partire e soprattutto chi arriverà. Resta il discorso “futuri” top player giovani e qualcuno di esperienza?

Vogliamo che i nostri tifosi siano orgogliosi del nostro lavoro. Il nostro obiettivo è condurre un mercato di successo , anche perché possiamo contare su una proprietà solida che ci supporterà a fronte di investimenti intelligenti , in linea con quelli fatti la scorsa estate, per esempio.  Abbiamo bisogno del giusto mix di giovani di talento e di giocatori esperti.  Empatia, coinvolgimento e fidelizzazione sono fondamentali per rendere ancora più stretto il rapporto con i nostri tifosi che fin quando sono potuti venire allo stadio non ci hanno mai fatto mancare il loro supporto, e che non mi stancherò di ringraziare per la loro passione e fedeltà.

A che punto è in percentuale il progetto Milan che ha in testa? Tra partnership, sponsor, stadio, ffp e sviluppo sportivo?

Non lo esprimerei in percentuale, ma siamo sulla buona strada. Stiamo uscendo da un periodo molto particolare che ha segnato le nostre vite, ma vedo che c’è grande entusiamo e voglia di ripartire. Lo stadio è un asset fondamentale per il nostro progetto,  giocheremo nel migliore stadio del mondo e questo ci garantirà di raggiungere importanti obiettivi commerciali. E tutto questo servirà a supportare la cosa più importante: la nostra squadra di calcio. Sul fronte sportivo, stiamo vedendo i primi segnali che stiamo imboccando la strada giusta.

Vorrei infine cogliere questa opportunità per salutare e ringraziare tutti i tifosi rossoneri, per la loro vicinanza e fedeltà. Siete davvero tifosi unici, che rendono il Milan una cosa unica al mondo, anche per la forte appartenenza che ci accomuna, un valore ancora più importante in questo periodo così drammatico.

Posted by Redazione Rossonera on

Milan Femminile e calciomercato: perché può essere l’anno del salto

Milan Femminile e calciomercato: perché può essere l’anno del salto

La prossima stagione del Milan femminile potrebbe non essere come le due passate. La prossima stagione del Milan femminile può, vuole e deve avere tutte le carte in regola per affrontare il salto di qualità tanto atteso, lo step rimasto nel potenziale della squadra ma inespresso nelle due stagioni precedenti. E i motivi per cui il Milan femminile sembra alle porte di un’annata al galoppo si possono trovare proprio in queste due settimane di calciomercato.

Prima di tutto, le già a lungo discusse ingenti uscite, con un totale di dodici addii totali, di cui 10 già annunciati: Zigic, Hovland, Zanzi, Heroum, Manieri, Lady Andrade, Mendes, Carissimi, Thorvalsdottir e Begic hanno già espresso sui social i loro sentimenti e i ringraziamenti nel lasciare Milano, e le prossime indiziate sarebbero Bellucci e Capelli. Torna il discorso già affrontato: puntare in alto significa valutare la rosa a disposizione in ottica europea, e agire di conseguenza significa fare sì che il livello qualitativo di titolari e riserve sia il più omogeneo possibile e conforme all’idea di gioco già immaginata. Su questa base ci sarà poi lo step dello sguardo al futuro, già in qualche modo intrapreso grazie alla conferma delle giovani rossonere (Tamborini, Longo, Coda) da quest’anno fiancheggiate dalle due giocatrici promosse in prima squadra dall’Under 17: se è vero che le attuali e prossime generazioni di calciatrici, cresciute con metodi e strutture inimmaginabili per le compagne più grandi, dipingono un futuro felice per il calcio femminile italiano, sulle spalle di Maria Vittoria Nano e Carolina Morleo sono riposte fiducia ed aspettative per il Milan di domani.

Messi da parte gli addii, sulle giocatrici confermate si punta ora a creare una squadra di qualità in campo e di valore fuori dal terreno di gioco. Questi due giorni hanno infatti visto i social di AC Milan riempirsi di annunci di arrivi nella squadra femminile: Selena Babb, Caroline Rask, Christy Grimshaw, Giorgia Spinelli, Laura Agard e Natasha Dowie le giocatrici ufficialmente in maglia rossonera ed aggregate alla squadra già in fase di allenamento. La prossima indiziata di mercato è invece Julia Simic, classe ’89 di origina tedesca, centrocampista offensiva (#10) del West Ham e giocatrice dall’esperienza e dalle caratteristiche da top player nel campionato italiano.

Di queste giocatrici colpiscono le nazionalità, pressoché di tutta Europa, le squadre da cui provengono e i ruoli da loro occupati: su sei giocatrici annunciate ben tre hanno lasciato un team di cui erano capitani, aspetto eloquente sul fronte della personalità e della mentalità delle atlete portate in rossonero. Quando Natasha Dowie ha salutato il Melbourne Victory da capocannoniere, da capitano e da scarpa d’oro del campionato, la sua pagina Instagram si è riempita di fan carichi di belle parole e auguri di buona fortuna per il suo futuro – dettaglio che paradossalmente parla più del passato che del futuro; Caroline Rask ha salutato il suo Fortuna Hjorring da capitano, dopo aver assaporato il clima Champions League proprio con la squadra danese, qualificata ininterrottamente in UWCL dal 2009. Alla nostra connazionale Giorgia Spinelli è stata assegnata la fascia al braccio dopo pochissimo tempo dal suo arrivo allo Stade de Reims, in seconda divisione francese: è proprio sotto la sua guida che la squadra ha ottenuto la promozione in Division 1. Selena Babb, proveniente dallo Sporting Huelva, ha a sua volta nel suo curriculum l’esperienza europea (con l’Apollon ladies) nonostante abbia solo 24 anni, da unire ad una evidente mentalità da calciatrice professionista.

Nella situazione ibrida in cui vira attualmente il calcio femminile, tra un futuro di blasone e professionismo e i fantasmi di un recente passato poco brillante, un progetto efficace può realmente portare una squadra su palcoscenici importanti nel giro di breve tempo. Inoltre, un disegno lungimirante e soprattutto ambizioso è l’unico modo per non sparire dai radar quando sarà il momento del nostro campionato di fare lo step qualitativo che attualmente sogniamo. Con una squadra forte in campo e forte in spogliatoio, dove per “forza” si intende la professionalità delle atlete, la mentalità vincente e al contempo positiva, il Milan potrebbe davvero riuscire dunque a mettere in pratica lo scatto finale che i tifosi aspettano e che le giocatrici cercano fin dai primi giorni di allenamento. O fin da quando indossano per la prima volta la maglia rossonera.

 

Foto credits: ACMilan.com

Lucia Pirola

Posted by Redazione Rossonera on

#MercoledìMeteora: Lucas Ocampos, l’oggetto misterioso che ci consegna 24 milioni

#MercoledìMeteora: Lucas Ocampos, l’oggetto misterioso che ci consegna 24 milioni

Acerbo. Nascosto. Impalpabile.

La storia d’amore tra Lucas Ocampos e il calcio nasce in Argentina, al River Plate. È la Francia però il paese che, fino a poco tempo fa, ha regalato più gioie a livello calcistico al talento argentino. Gioca tre stagioni al Monaco, mettendo in mostra ottime doti fisiche e tecniche, prima di passare al Marsiglia. La prima avventura in Costa Azzurra non gli porta troppo bene e, dopo un solo anno, finisce in prestito prima al Genoa e poi al Milan.

La parentesi rossonera di Ocampos è tutt’altro che felice. 12 presenze, 0 reti e più apparizioni in Piazza Duomo con la fidanzata che nell’area avversaria. Sembra che abbia vissuto una sorta di involuzione rispetto ai tempi del principato, e il passaggio da tre squadre diverse in poco più di un anno sicuramente non lo ha aiutato.

Nel 2017 torna come un figliol prodigo al Marsiglia, dove sembra ritrovarsi in termini di continuità e sostanza. Dopo due stagioni relativamente positive decide nuovamente di cambiare aria, optando per il Siviglia.

È forse qui che Ocampos regala la soddisfazione più grande a tanti tifosi rossoneri. Gioca una stagione da assoluto protagonista, segnando 14 gol in 31 presenze (stagione ancora in corso, n.d.r.) e trascinando il Siviglia alla qualificazione in Champions League, facendo scattare l’obbligo di riscatto per la cessione di Suso, per la cifra complessiva di 24 milioni di euro. Nella partita vinta per 1-0 contro l’Eibar si è perfino improvvisato portiere nei minuti finali, salvando il risultato (dopo aver segnato quando era ancora in campo) e regalando 3 punti pesantissimi alla sua squadra.

Si è trasformato, è cresciuto, migliorato. È un grande peccato che sia diventato un giocatore interessante solo lontano da San Siro. Nonostante ciò, è comunque riuscito a regalare una soddisfazione al Milan, o perlomeno alle sue casse.

Photo Credits: acmilan.com

Enrico Boiani

Posted by Redazione Rossonera on

Calciomercato Milan femminile: il recap dei profili in entrata

Calciomercato Milan femminile: il recap dei profili in entrata

È il 6 luglio, la stagione 2020/2021 è iniziata ufficialmente da appena sei giorni, così come il “calciomercato” femminile, che ha ufficialmente aperto i battenti. Tanti i movimenti di mercato profilati per il Milan femminile in questa sessione, con il chiaro obiettivo di migliorare la rosa alzando il livello qualitativo, sostituendo le diverse uscite con profili internazionali e di esperienza.

Di seguito il recap dei nomi più caldi in entrata per le rossonere, già prossime al raduno di inizio stagione, previsto per fine settimana.

Tra i portieri del Milan femminile abbiamo già assistito all’addio di Francesca Zanzi, che ha ricoperto il ruolo di terzo portiere in questi due anni. Prevista la permanenza di Korenciova, alla terza stagione in rossonero, e il rinnovo imminente di Piazza. Pronta a vestire la maglia rossonera sembra essere l’olandese Selena Babb: classe ’95, ex Apollon Ladies – con cui ha disputato anche la Champions – e svincolata dallo Sporting Huelva, che ha comunicato la separazione a fine stagione. Segni particolari: 1,75 di altezza ed una struttura fisica non trascurabile.

Nel reparto difensivo i nomi caldi sembrano essere quelli di Laura Agard e Giorgia Spinelli, che dovrebbero andare a rimpolpare la retroguardia del Milan Femminile insieme a Fusetti, Vitale, Tucceri e Rizza. Le due giocatrici sembrano legate da un filo che inizia in Francia e finisce in Italia: Agard è francese di origine, e in Francia ha disputato la gran parte della sua carriera prima dell’arrivo alla Fiorentina, mentre Spinelli, italiana e bergamasca, abbandona il suo Stade de Reims, in cui ha militato nelle ultime tre stagioni indossando la fascia di capitano fin dal primo anno. I due profili dunque, entrambi di difensore centrale, andrebbero a riempire degli slot lasciati vuoti dai vari addii di Manieri, Mendes e con buona probabilità anche di Hovland, portando in rossonero un buon bagaglio tecnico ma anche tanta esperienza europea.

Passando a centrocampo, alla permanenza di Kulis – contratto biennale – si dovrebbero aggiungere presto i rinnovi di Jane, Conc e Mauri, ma anche in questo caso ci sarà bisogno di diversi rinforzi per sopperire alle uscite di Heroum, Zigic, Capelli e Bellucci, per quanto solo la finlandese abbia ricoperto un ruolo da titolare in questi due anni.
Nel reparto centrale i profili sondati portano i nomi di Christy Grimshaw e Caroline Rask, giocatrici con caratteristiche differenti ma con una certa continuità con i nomi sopra citati in fatto di personalità ed esperienza di spessore. Caroline Rask, classe ’94, è una centrocampista di origine Danese che prima del suo già dichiarato addio ha vissuto ogni step della sua carriera negli ultimi dieci anni nel Fortuna Hjorring – squadra di prestigio in Danimarca e al contempo habitué della Champions League femminile – indossandone la fascia di capitano. La sua visione di gioco andrebbe ad aiutare i meccanismi di costruzione a centrocampo, unendo a questo un buon bagaglio tecnico individuale. Il profilo della ventiquattrenne scozzese Christy Grimshaw è invece quello di una centrocampista meno tecnica e più dinamica, più incline ad avventarsi negli spazi e dunque impiegabile più avanzata, aprendole anche la visuale della porta. Anche Grimshaw, come Rask, ha già messo fine alla sua esperienza con il Metz, dove ha militato dopo la lunga esperienza negli USA.

Infine, il reparto attaccanti sembra per ora il più intonso in fatto di uscite, con Lady Andrade per ora unico nome prossimo a lasciare Milano, dopo l’addio di Begic e la sfumata possibilità di riportare Thorvalsdottir in rossonero. La rosa del Milan Femminile già in questi anni ha dimostrato di saper unire giocatrici navigate a giovani emergenti, e tutt’ora sembrerebbero andare verso la permanenza sia Giacinti, Bergamaschi e Rinaldi sia Longo e Tamborini, mentre Coda ha già annunciato il suo addio a Napoli, ma probabilmente potrebbe affrontare un altro anno di prestito.
A questa situazione potrebbero aggiungersi due profili, la trentaduenne Natasha Dowie e la trentenne svedese Jenny Hjohlman: quest’ultima, già nota in Serie A femminile, ha già ufficialmente abbandonato l’Empoli, squadra dove ha militato nell’ultima stagione dopo l’esperienza al Florentia. Il profilo invece meno conosciuto è quello di Natasha Dowie: classe ’88, inglese di nascita, vero e proprio bomber della massima serie australiana, dove ha giocato con il Melbourne City ricoprendone il ruolo di #9, capocannoniere e capitano. Nella W-League ha segnato 34 gol in 57 partite, diventando ufficialmente la all time leading scorer della sua squadra e vincendo la scarpa d’oro del campionato, ma non è tutto: Dowie è anche in possesso della qualifica FA UEFA B in coaching football, che la rendono una giocatrice davvero totale sotto ogni punto di vista, non solo di campo.

È lecito prevedere che alcune giocatrici siano già prossime all’arrivo in Italia, dati i tempi di ripresa degli allenamenti e di preparazione alla nuova stagione, pronta a partire il 22 agosto.

Stay tuned.

 

Foto credits: acmilan.com

Lucia Pirola

Posted by Redazione Rossonera on

#MercoledìMeteora: Andrea Bertolacci, 20 milioni di perchè

#MercoledìMeteora: Andrea Bertolacci, 20 milioni di perchè

Uno spreco di denaro. Uno spreco di energie.

Nel corso di tutti i capitoli di questa rubrica abbiamo parlato di tanti giocatori che hanno lasciato poche tracce nella storia del Milan o che, seppur abbiano fatto bene, hanno passato poco tempo con la casacca rossonera. Su alcuni di loro ci sono pareri discordanti: chi ricorda positivamente alcuni giocatori incostanti, chi invece vorrebbe dimenticare alcuni nomi non troppo negativi.

Credo che il protagonista di oggi metta d’accordo tutti i tifosi rossoneri. Andrea Bertolacci è di gran lunga uno degli acquisti più criticati degli ultimi anni. A influire così tanto negativamente sul sentimento comune che hanno tutti i milanisti su Bertolacci non sono tanto le prestazioni in sé, ma il prezzo pagato per acquisirle. 20 milioni di euro che hanno fruttato poco o nulla.

E pensare che negli anni precedenti al Milan Bertolacci non si era comportato affatto male. Era cresciuto nelle giovanili della Roma e aveva fatto le ossa al Lecce, disputando un paio di stagioni di tutto rispetto. Si conferma successivamente al Genoa, che decide dopo tre stagioni di riscattarlo per 8 milioni con l’intenzione di rivenderlo per fare plusvalenza. Così accade. Nel 2015 Andrea Bertolacci firma per il Milan, alla cifra di 20 milioni di euro.

Da qui in poi il centrocampista romano ha un crollo impressionante. Vive due annate a livello bassissimo. La squadra attorno a lui non è certo l’Arsenal degli invicibili ma le sue prestazioni sono scialbe, spesso fastidiose e irritanti agli occhi dei tifosi. Oltre a tutto ciò è attanagliato dagli infortuni, che compromettono in parte la sua condizione fisica. Dopo un anno di prestito a Genoa (senza brillare) torna al Milan, dove non disputa nemmeno una singola partita prima di andare in scadenza di contratto. Ora è “in forza” alla Sampdoria, anche qui con risultati piuttosto scarsi.

L’esborso economico, la scarsa condizione fisica, le prestazioni esasperanti per i tifosi. Un mix micidiale per rimanere nella memoria (negativa) della storia del Milan. L’ennesima meteora passata dalla Milano rossonera, una delle poche (forse) a mettere d’accordo l’opinione di tutti i tifosi.

Photo Credits: acmilan.com

Enrico Boiani

Posted by Redazione Rossonera on

Una nuova pagina per il calcio femminile: tutte le decisioni da FIGC ai Mondiali 2023

Una nuova pagina per il calcio femminile: tutte le decisioni da FIGC ai Mondiali 2023

Le giornate che danno l’impressione di cambiare tutto, o almeno di mettere un punto fermo nella storia del calcio femminile non sono di certo molte. Oggi però, giovedì 25 giugno 2020, è senza dubbio una di quelle giornate.

Il Consiglio Federale FIGC ha messo un punto sulla stagione appena conclusa in Itala, fornendo finalmente una risposta univoca alle tante domande ancora aperte tra titoli da assegnare, promozioni, retrocessioni e, rullo di tamburi, professionismo.

Al tempo stesso anche il calcio femminile worldwide ha scritto una pagina di storia indelebile, o per meglio dire ha iniziato ad apparecchiare tutto per un nuovo capitolo: la FIFA ha assegnato i prossimi mondiali femminili del 2023.

Procediamo con ordine, a partire dal contesto italiano.

  • Lo scudetto della stagione 2019/2020 è stato ufficialmente assegnato all Juventus Women: le bianconere sono campionesse d’Italia per il terzo anno consecutivo
  • Rimane intatta la decisione di assegnare il secondo posto per la UEFA Women’s Champions League alla Fiorentina Women’s, che accederà alle competizioni internazionali insieme alla Juventus Women.
  • Retrocesse dalla Serie A alla Serie B Tavagnacco ed Orobica, promosse Napoli e San Marino.
  • La prossima stagione di Serie A inizierà il 22 agosto, la Serie B il 13 settembre.
  • La Coppa Italia si allarga a 26 partecipanti
  • La Supercoppa si giocherà tra 4 squadre, le prime classificate del 2019/20: Juventus, Fiorentina, Milan e Roma.
  • Infine, il professionismo sembra più vicino: sarà avviato un progetto graduale con obiettivo professionismo a partire dalla stagione 2022/2023!

Questo sarà dunque il volto della prossima stagione calcistica: inizio anticipato rispetto alle stagioni precedenti, per permettere lo svolgimento delle rimanenti partite di qualificazione agli Europei Femminili; la Serie A resta a 12 squadre, accantonando l’ipotesi di aumentare a 14; Supercoppa con formula a 4 anche per sopperire alla mancata chiusura della Coppa Italia 2019/20, con una prossima edizione allargata. E poi il professionismo.

Già il professionismo, quel processo – o punto di arrivo – che dovrebbe colmare il gap che ancora a quanto sembra svilisce le Azzurre e il calcio italiano agli occhi di un mondo che corre ad un’altra velocità. Prevedere il professionismo a partire dal 2022/2023 vuol dire attendere ancora oltre un anno, ma vuol dire anche avere a disposizione il tempo necessario per non farsi trovare impreparati davanti ad un passo fondamentale, evitando così che uno dei disegni più lungimiranti possa trasformarsi in un passo a ritroso.

Punto, a capo. Pagina nuova. Il percorso oggi iniziato dalla Serie A femminile sembra collegato alle sorti del calcio femminile mondiale, che proprio in questa giornata ha aperto un nuovo capitolo della sua storia grazie all’assegnazione dei prossimi mondiali femminili del 2023.

Saranno Australia e Nuova Zelanda ad ospitare la Womens World Cup tra tre anni: con una maggioranza di 22 voti contro i 13 a favore della Colombia, le Matildas potranno assistere ad una nuova consacrazione del loro calcio, aprendo insieme ai neighbors della Nuova Zelanda le porte di casa alle nazionali di tutto il mondo.

Il commento a quest’ultima notizia sta tutto nell’immagine postata da Ali Raily, capitana della nazionale Neozelandese, che sui suoi social ha postato questa foto. E sul fatto che “non dimenticherò mai questo momento” non abbiamo alcun dubbio.

 

 

 

Foto credits: https://www.fifa.com/womensworldcup

Lucia Pirola

Posted by Redazione Rossonera on

#MercoledìMeteora: Pablo Armero, la speranza della fascia sinistra

#MercoledìMeteora: Pablo Armero, la speranza della fascia sinistra

Sembrava quello giusto, sembrava la svolta sulla sinistra.

Dopo alcuni episodi in cui ci siamo focalizzati sul reparto offensivo della storia del Milan, torniamo a parlare di una delle tante note dolenti della rosa rossonera: il ruolo del terzino sinistro. Abbiamo parlato di Mesbah. Abbiamo parlato di Emanuelson. Potremmo parlare di Taiwo.

Dopo tutti questi tentativi (falliti) per la fascia sinistra, arriva un giocatore che avrebbe dovuto risollevare le sorti di quel ruolo. Stiamo parlando di Pablo Armero, arrivato al Milan nella stagione 2014-2015.

Armero aveva già giocato in Serie A. È esploso a Udine, in 3 stagioni ricche di prestazioni positive, assist, qualche gol e tanta corsa. Passa al Napoli ma non convince, e l’incostanza del colombiano spinge la società partenopea a girarlo in prestito prima al West Ham e poi al Milan.

Nonostante il periodo di calo, arriva a Milanello per rilanciarsi e per rilanciare la fascia sinistra del Milan. Sembra una liaison perfetta e proprio per questo le aspettative sono piuttosto alte. Peccato però che si rivelerà essere l’ennesimo buco nell’acqua nel ruolo di terzino sinistro, uno dei numerosi fallimenti fino all’arrivo di Theo Hernandez.

Armero gioca poco, pochissimo. Sole 8 presenze e una chimica mai nata con la maglia rossonera. A suo discapito bisogna considerare che tutta la squadra, in quel periodo storico, ha vissuto momenti nefasti. Se ne andrà a fine prestito e dopo il Milan la sua carriera inizierà a calare a picco, terminando in Sudamerica, passando tra vari club brasiliani e non.

Poteva essere la svolta. È stato l’ennesimo tentativo fallito. Un anno di prestito. Un anno da pura, semplice ed eclissata meteora.

Photo Credits: acmilan.com

Enrico Boiani

Posted by Redazione Rossonera on

#MercoledìMeteora: Mario Pasalic, l’eroe di Doha

#MercoledìMeteora: Mario Pasalic, l’eroe di Doha

Eroe per una notte dell’ultima coppa alzata dal Milan.

Spesso parliamo di meteore che non hanno lasciato alcun segno nella storia del Milan. Giocatori spariti, rinati in altre squadre, giocatori che hanno giocato poco e che non hanno lasciato un buon ricordo nella mente dei tifosi rossoneri.

Il caso di Mario Pasalic è alquanto singolare. Approda al Milan tra lo scetticismo generale, in un periodo in cui il mercato era dettato da operazioni di prestito o di parametro zero. Pasalic veniva dal Chelsea, o meglio era di proprietà del Chelsea. Dopo un paio di prestiti all’ Elche e al Monaco Pasalic giunge a Milano sponda rossonera nella stagione 2016-2017. Sono forse le poche aspettative su di lui a farlo giocare libero e privo di pressioni.

Il centrocampista croato col passare del tempo acquisisce sempre più sicurezza, diventando uno dei perni fondamentali del Milan di Montella. Ha corsa, inserimento, e fisico. Tecnicamente ha tanto da migliorare, ma riesce a ritagliarsi uno spazio importante. Regala 3 punti pesantissimi a Bologna, in 9 contro 11, dopo la magica azione di Gerard Deulofeu, insaccando alle spalle del portiere rossoblù.

Il motivo per cui ricordiamo di più Mario Pasalic è indubbiamente la finale di Supercoppa italiana a Doha contro la Juventus. Dopo una partita estenuante riesce a rimanere lucido e a realizzare il rigore decisivo nella lotteria finale, con una botta di potenza sotto la traversa. Spensierato, deciso, libero. Esattamente come quando era arrivato.

Purtroppo le innumerevoli vicende attorno al contesto Milan di quel periodo (e le richieste non comode del Chelsea) porteranno alla separazione (con la fine del prestito) al termine della stagione. Ora Pasalic è uno dei punti di forza dell’Atalanta di Gasperini e tanti milanisti rimpiangono il mancato riscatto del talento croato, che rimarrà semplicemente una delle tante meteore del Milan.

Photo Credits: acmilan.com

Enrico Boiani

Posted by Redazione Rossonera on

Milan Femminile, al via il calciomercato: il punto della situazione

Milan Femminile, al via il calciomercato: il punto della situazione

Serie A femminile chiusa, qualificazioni per gli Europei femminili rimandate, posto Champions sfumato: inizia così l’estate per le calciatrici del Milan Femminile, certamente non soddisfatte dell’esito della chiusura della stagione, che ha visto svanire il sogno europeo a favore della Fiorentina Women’s, medaglia d’argento del campionato.

Metà giugno ed un campionato a cui pensare: si aprono così le praterie del calciomercato – patteggiando fin da ora la licenza poetica di usare tale termine, per quanto improprio, non essendoci di mezzo contratti ma accordi economici, non calciatrici professioniste ma atlete dilettanti –: per il terzo anno la dirigenza rossonera si trova a dover progettare per la stagione prossima una squadra ancora più solida, ancora più competitiva, per puntare di diritto ai primi due gradini del podio. Secondo questa prospettiva il bilancio di questi due anni di Milan Femminile possono dirsi infelici ed incoraggianti al tempo stesso: due terzi posti, giunti alla fine di percorsi separati ma neanche troppo diversi, non sono certo soddisfacenti per una compagine che punta all’Europa e con tutte le carte in regola per raggiungere l’obiettivo, ma non possono certo essere considerati un completo fallimento per una squadra che due anni fa ancora doveva nascere.

Su questi presupposti, la situazione in cui quest’estate la dirigenza rossonera si troverà ad operare vede una base di partenza discretamente solida, affermatasi nel corso di queste due stagioni, costituita da un buon mix di giocatrici giovani ed esperte, straniere ed italiane, con una buona prospettiva di progresso grazie anche alla crescita del settore giovanile.

I movimenti sul mercato femminile di quest’estate saranno dunque da collocare all’interno di questa cornice: un cosiddetto “zoccolo duro” di rinnovi su cui lavorare per trovare il giusto accordo economico, un’uscita delle giocatrici che hanno trovato meno minutaggio – o continuità – nel corso dei due anni, a favore di arrivi studiati e ragionati, al fine di alzare il livello complessivo della rosa senza snaturare un progetto già felicemente avviato sotto la guida di mister Maurizio Ganz.

I nomi per il momento più gettonati in uscita sono pertanto quelli di Manieri, Bellucci, Capelli, Zanzi e Mendes, da collocare tra le giocatrici “ai margini” del progetto o perlomeno del fattore campo; Begic, Lady Andrade, Carissimi e Heroum, i quattro nomi che nel corso dell’anno non sono riusciti ad imporsi e più di una volta hanno lasciato un senso di incompiutezza. Si tratterebbe dunque di un rinnovamento non di poco conto dal punto di vista numerico, ma in qualche modo inevitabile sotto una prospettiva progettuale, sia come crescita di squadra sia come crescita di più ampio respiro del settore femminile.

Nell’opposta direzione, quella delle possibili entrate, il contingente sembra già essere stato individuato, ma è ancora presto per fare nomi: le prospettive sembrano portare verso profili in buona parte internazionali, con esperienza e un bagaglio tecnico necessario per alzare l’asticella del Milan Femminile, che intanto dovrebbe mantenere in casa rossonera i giovani talenti tra settore giovanile e prima squadra – come Longo e Tamborini -. Da aggiungere alla prospettiva finora descritta si possono aggiungere due casi, ancora decisamente aperti ma non impossibili: da una parte il possibile rientro di Anita Coda dal prestito al Napoli, ma il suo destino potrebbe vederla per un altro anno in prestito ad un’altra squadra – magari mantenendo la massima serie -, dall’altra parte si potrebbe scorgere il possibile ritorno di una giocatrice certamente ben voluta a Milano e dai tifosi rossoneri.

E siamo solo all’inizio.

 

Foto Credits: ACMilan.com

Lucia Pirola

it_ITItalian
en_USEnglish it_ITItalian