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Milan e Nazionali, il punto sui rossoneri in giro per il mondo

Milan e Nazionali, il punto sui rossoneri in giro per il mondo

MILAN NAZIONALI – Sicuramente a Stefano Pioli il tempo della sosta nazionali servirà per fare meglio il punto della situazione. Ma, come spesso accade in queste pause, non avrà tutti a disposizione. Sono ben 12, infatti, i rossoneri che hanno salutato Milanello per rispondere alle chiamate dei rispettivi ct.

Partiamo dai baby Gabbia, alla seconda presenza con l’under21, e Leao confermato nella lista dell’under 21 portoghese. Entrambi sono impegnati in partite di qualificazione per l’europeo di categoria del 2021. Il giovane difensore non ha giocato nel primo impegno del 10 ottobre terminato 0 a 0 contro l’Irlanda. Probabile un suo impiego nella gara di oggi contro l’Armenia. Ha giocato, invece, Rafael Leao ma il suo Portogallo è uscito sconfitto 4 a 2 dalla partita con l’Olanda dell’11 ottobre.

Venendo a casa nostra, vittoria sofferta ma importante per i due azzurri Donnarumma e Romagnoli, usciti vittoriosi 2 a 0 contro la Grecia e che domani attendo il Liechtenstein.

Sempre domani con la Grecia se la vedrà invece la Bosnia di Krunic, che ha strapazzato la Finlandia 4 a 1 nella partita di sabato 12, con il rossonero subentrato al 76esimo a Pjanic.

Nel mirino da tempo della contestazione del pubblico milanista Calhanoglu e Rodriguez non hanno brillato nemmeno lontani da San Siro. Il turco ha giocato 90 minuti nella tiratissima partita contro l’Albania vinta 1 a 0 dai suoi con un gol allo scadere e se la vedrà stasera con la Francia. Lo svizzero è stato sostituito a tre minuti dalla fine della gara persa per 1 a 0 contro la Danimarca. Avrà la possibilità di rifarsi domani con l’Irlanda.

Chi invece ha terminato i suoi impegni è Piatek che però non sembra trarre beneficio nemmeno dalla nazionale. Il polacco del Milan è infatti entrato al 60esimo minuto della sfida del 10 ottobre con la Lettonia vinta 3 a 0 con una tripletta di Lewandoski, e a due minuti dalla fine nella gara di ieri con la Macedonia vinta 2 a 0 dai polacchi, non incidendo particolarmente.

Sono sulla strada verso Milanello anche Ante Rebic, titolare nel 3 a 0 all’Ungheria e subentrato al 64’ a Bruno Petkovic nel pareggio 1 a 1 contro il Galles, Franck Kessie, che ha giocato tutti i 90 minuti nell’amichevole vinta per 3 a 1 dalla sua Costa d’Avorio contro il Congo, e Lucas Paquetà che ha giocato però solo gli ultimi minuti della gara contro la Nigeria terminata 1 a 1 (stesso risultato ottenuto dal suo Brasile con il Senegal, entrambe le gare erano amichevoli).

L’ultimo a mettersi a disposizione di Pioli sarà Bennacer, impegnato con l’Algeria in due amichevoli, il 15 con la Colombia e il 18 con il Marocco.

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com 

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Inter-Milan femminile: le cinque cose da sapere per questo Derby

Inter-Milan femminile: le cinque cose da sapere per questo Derby

INTER-MILAN FEMMINILE – Mancano ormai meno di due giorni al derby femminile di Milano: domenica pomeriggio, alle ore 15, Inter Women e Milan Femminile si sfideranno per la terza giornata di campionato. Di ritorno dalla sosta nazionali ritorna in scena la Serie A femminile con il big match di settimana riservato proprio al derby di Milano. Tanti gli aspetti interessanti legati al match, alcuni di questi imprescindibili per comprendere appieno l’importanza di questa partita: ecco 5 aspetti da conoscere sul derby femminile:

Il primo bis:
Stiamo per assistere al primo derby femminile di Serie A, il primo incontro ufficiale di campionato tra le squadre femminili di Milan e Inter, la stracittadina per eccellenza. Una prima volta importante, che si contende la dicitura di “primo derby femminile” con il debutto del Milan Femminile in coppa Italia dello scorso anno, quando per gli ottavi di finale incontrò proprio l’Inter femminile, ancora in serie B. La partita dello scorso 9 dicembre terminò 5-3 per il Milan Femminile, con una gara rocambolesca ma conclusasi con il sorriso, e il passaggio del turno ad eliminazione diretta, per le rossonere.

Derby vagabondo:
L’incidenza non casuale del big match di Serie A femminile con la pausa nazionale del campionato maschile regala una ghiotta occasione per portare un grande pubblico allo stadio, e proprio per questo era stata avanzata la possibilità di disputare il derby femminile a San Siro. L’occasione non si è tuttavia concretizzata, per questioni legate al mantenimento e rifinitura del manto erboso: le due squadre si affronteranno dunque dall’altro capo di Milano, a Sesto San Giovanni, nello stadio Ernesto Breda. Un po’ di delusione senza dubbio avrà preso piede negli spogliatoi di Inter e Milan femminile, dopo una sorta di rotta illusione durata poco più di un mese, ma non è tutto perso: ci saranno certamente altre occasioni di aprire San Siro al calcio femminile, presto o tardi. Sperando che, un giorno, il derby femminile non sia più vagabondo.

L’incontro con l’ex:

Il Milan femminile ha appena un anno di vita e anche la storia dell’Inter Women, nella sua parte strettamente legata ad FC Internazionale, non può vantare più di un anno di vita, ma il primo (bis) derby femminile vedrà già il fatidico incontro con una ex. Si tratta di Lisa Alborghetti, centrocampista arruolata in rossonero lo scorso anno, titolare inamovibile nel Milan di Carolina Morace e protagonista in più di una occasione nel corso della stagione -ah, quel gol contro il Sassuolo! Alborghetti ha sposato quest’anno il progetto Inter Women, oltrepassando il confine del naviglio, approdando alla corte delle nerazzurre di Attilio Sorbi. Fisicità e buona tecnica sono le corde migliori della ex rossonera, e la sua personalità a centrocampo è certamente un aspetto non secondario. Ma le sue ex compagne conoscono bene Lisa Alborghetti, nei suoi punti forti e nei suoi punti deboli: sapranno contenere i primi e sfruttare i secondi?

Fattore Rinaldi:
Tra i tanti pensieri che affollano la mente di Maurizio Ganz ci sarà certamente il modo in cui far fronte all’infortunio di Federica Rizza, terzino destro di fiducia in queste due partite per la retroguardia del Milan Femminile. Diverse le opportunità per ridisegnare la squadra, sostituendo la giocatrice con più possibili pedine, da Vitale a Mendes o Bergamaschi. Ma il fattore Rinaldi è in agguato: la numero 22 rossonera è stata la principale mossa vincente nelle scorse partite, inserita nel corso del secondo tempo e dilagante con la sua velocità e imprevedibilità, perfetta per cambiare le sorti della partita e voltarla, finora, a vantaggio delle rossonere. Sarà questa l’occasione per Deborah Salvatori Rinaldi di partire titolare, all’interno di un Milan Femminile ridisegnato in assenza di Rizza? O il suo valore come cambio a partita in corso è troppo grande per essere sacrificato proprio nel derby? Nelle mani di Ganz sta la risposta, ancora per poco meno di due giorni.

Il “mondo dei grandi”:
Il derby è una di quelle partite che non necessita di tante presentazioni: citare la stracittadina milanese implica evocare significati ormai assodati nel senso comune, che rimandano alle grande giornate di calcio famose in tutto il mondo. Il derby femminile si trova così ad un varco importantissimo, il primo di tanti, che proietta il calcio femminile Italiano in uno scenario molto più grande alla dimensione a cui siamo abituati. La qualità di questa partita sarà eloquente in fatto di sviluppo: ci affacciamo al “mondo dei grandi”, quello dei derby che muovono una città intera, quello de “Il Derby di Milano” con migliaia di persone allo stadio, quello delle coreografie pre partita e dei risultati che svoltano una stagione intera. Il cammino per arrivarci è ancora molto lungo, ma bisogna essere preparati perché il domani non ci colga di sorpresa.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Conferenza Pioli, il nuovo tecnico del Milan si presenta: “Intensità e spregiudicatezza, giocatori diano tutto”

Conferenza Pioli, il nuovo tecnico del Milan si presenta: “Intensità e spregiudicatezza, giocatori diano tutto”

CONFERENZA PIOLI – È cominciata sotto un cielo grigio come l’umore attuale dei milanisti l’avventura rossonera di Stefano Pioli. Alle 13 a casa Milan il tecnico si è presentato ad una piazza che pare, in larga parte, scontenta del suo ingaggio. Al suo fianco tutto il (contestatissimo dai tifosi) stato maggiore del Milan: Massara, Gazidis, Boban e Maldini.

A prendere la parola per primo è stato proprio colui che in questi mesi si è visto di meno, l’ad Ivan Gazidis. Dopo i saluti in italiano è passato all’inglese perché non ancora in grado di parlare in italiano con la precisione che vorrebbe. Dopo i ringraziamenti a Giampaolo, definito un “bravo mister a cui auguro una grande carriera” Gazidis dice la sua sulle tensioni che serpeggiano nella tifoseria: “Capisco la frustrazione, ma noi amiamo questo club, lo abbiamo salvato dalla bancarotta e vogliamo riportarlo su un sentiero positivo. Sarà un percorso non facile ma dobbiamo essere pazienti. Non posso dire che non faremo più errori ma posso garantire che li correggeremo in maniera onesta. La nostra volontà è chiara anche dall’investimento che stiamo facendo sul nuovo stadio. La squadra è stata migliorata con gli acquisti estivi che vedremo presto in campo. E per valorizzarli abbiamo puntato su un tecnico esperto che può migliorare le prestazioni. Sono sicuro che il Milan si risolleverà, sono circondato da colleghi che sanno come fare per far tornare grande il Milan”.

Prima delle domande dei giornalisti prende la parola anche Boban: “Il cambio di allenatore è una sconfitta per tutti” dice il CFO “ ma crediamo che cambiare sia stata la scelta giusta, così come  quest’estate pensavamo che Giampaolo fosse la scelta giusta”.

Stefano Pioli ci tiene subito a mettere in chiaro le sue tre parole chiave: “Idee, intensità e spregiudicatezza”. “Sono sicuro che partiamo da un buon livello” dice il neo tecnico “abbiamo giocatori che se messi nelle giuste condizioni possono fare la differenza. Io sono molto esigente, pretendo che tutti siano sempre sul pezzo. Cerco di adattarmi ai giocatori e di metterli nelle condizioni di fare bene perché sono convinto che se un calciatore si trova bene in campo poi dà il massimo sempre”. Sui singoli giocatori Pioli non si sbilancia: “Leao ha grandi potenzialità, ma è difficile dire ora se sarà un punto fermo. Suso ha grande qualità, dobbiamo far sì che riesca a fare tanti uno contro uno”. E a chi gli chiede il suo slogan risponde netto: “Vincere”.

Ma forse le domande più attese erano quelle sul caos societario, sul fallimento del progetto Giampaolo, sul caso Spalletti e sulla contestazione dei tifosi.

Sul fallimento del progetto Giampaolo è Massara a rispondere, dopo un paio di secondi di silenzio imbarazzato: “Ci siamo interrogati su ciò che non ha funzionato, abbiamo visto che ci sono dei margini di miglioramento e abbiamo ritenuto che mister Pioli potrà svilupparli al meglio”.

È sempre Boban a fornire uno dei pochi spunti interessanti in una conferenza alquanta scontata. Interpellato su una frase detta di recente, “Noi (io e Maldini) vorremmo vincere subito ma loro (Elliott) hanno idee diverse”, Zvone spiega: “Come sempre ciò che si dice viene ingigantito. Ciò che intendo è che quando fai il calciatore per tutta la vita poi rimani competitivo dentro e quindi è ovvio che se vai a dirigere una società vuoi che quella società sia competitiva e vinca. Anche Elliott vuole questo ma ha tempi diversi… come è normale che sia”.

Sull’ormai ex tecnico Giampaolo Maldini chiarisce “L’ho difeso dopo Firenze perché era giusto farlo e l’ho fatto fino a che abbiamo deciso di cambiarlo. Forse per noi sarebbe stato più facile andare avanti ancora un altro po’ ma abbiamo deciso di cambiare ora perché sappiamo che possiamo ancora dire la nostra”.

A chiudere la presentazione è ancora Gazidis che assicura: “Prometto di parlare con voi più spesso, abbiamo un team che siamo convinti valga la pena di supportare e abbiamo una vision precisa per il futuro”. A fine conferenza stampa su Milano piove… ma come si dice ai matrimoni: sposa bagnata sposa fortunata…

Photo credits: AcMilan.com 

Giulia Galliano Sacchetto 

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Genoa-Milan 1-2! The day after, tra la partita di Bonaventura e Reina, e la posizione di Giampaolo

Genoa-Milan 1-2! The day after, tra la partita di Bonaventura e Reina, e la posizione di Giampaolo

GENOA-MILAN 1-2, DAY AFTER – Una partita dai tanti volti quella della scorsa sera. Subito sorprese nella formazione rossonera con Bonaventura in campo, Leao (il migliore dell’ultimo periodo) in panchina. Altra partita, solita monotonia milanista. Squadra lenta e prevedibile, possesso palla fine a se stesso, e tiri in porta con il conta goccie. Shöne porta in vantaggio, meritatamente,  il Genoa con la complicità di Reina su un calcio di punizione.

La ripresa inizia subito con due sorprese in formazione, fuori il turco e Piatek, dentro Paqueta e Leao. E la partita cambia per il Milan. Leao si muove su tutto io fronte d’attacco, Paquetà inventa. Proprio da una giocata di Paquetà nasce il pareggio del Milan con T.Hernandez, che frutta una dormita della difesa genoana. Subito dopo, sempre il brasiliano, di tacco libera Bonaventura che serve Leao che si conquista il calcio di rigore trasformato da Kessie.

Brividi nel finale, tanto per non farci mancare niente, rigore generosissimo per il Genoa.. ma Reina si riscatta e regala i tre punti alla squadra rossonera.

BONAVENTURA – Dopo praticamente un anno torna titolare. Ancora leggermente indietro di condizione, ma le sue giocate in campo si vedono e si sentono. Ottime verticalizzazioni, cerca ,e spesso ci riesce, il dribbling per creare superiorità numerica. Si sentiva la mancanza di uno come Jack. Per il Milan il suo recupero è fondamentale, soprattutto visto il pessimo inizio di stagione della squadra rossonera.

Ora è necessario dare continuità al suo impiego, dagli minuti nelle gambe, e fare di Bonaventura il perno su cui costruire la rimonta insieme a Leao.

REINA – Dopo le sue dichiarazioni in settimana, complice il forfait di Donnarumma, si ritrova titolare in una gara complicatissima. Ci mette del suo a renderla sempre più complicata. Le prime respinte, non proprio perfette, lasciavano intravedere che non fosse in una grande giornata. Ma la sua esperienza gli ha permesso di stare calmo, lasciarsi alle spalle gli errori, e volare al 93* parando il rigore di Schöne e regalare la vittoria al Milan.

Il suo carisma, la sua esperienza e la sua dedizione, devono essere d’insegnamento ai tanti giovani giocatori della squadra rossonera. Da lui c’è tanto da imparare.

GIAMPAOLO – La posizione del tecnico è in bilico. La sua storia con il Milan sembra ormai giunta ai titoli di coda. Tante le sue colpe. Tante anche le colpe della società e dei giocatori, ma questa è un’altra storia. Il tecnico non ha saputo reggere la pressione del grande club, non è riuscito a trasmettere ai giocatori la sua idea calcistica, o forse, più semplicemente, non aveva i giocatori adatti al suo credo.

Fra poche ore, o minuti, si saprà la decisione della società. Se non si vuole perdere l’intera stagione il momento delle scelte è arrivato. Il candidato numero uno sembra Spalletti, forse l’unico libero sul mercato in grado di sistemare la squadra e permettere ai giocatori di esprimersi al meglio nel minor tempo possibile. Ideale soluzione dato che la squadra rossonera di tempo non ne ha più se vuole cercare di ridare un senso a questa stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

CRISTIAN CLARETTI

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Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

Genoa-Milan 1-2, la parola ai protagonisti

GENOA-MILAN 1-2 – Parlare di un Giampaolo sereno, a fine gara, sarebbe un eufemismo. Ma i timidi sorrisi che ogni tanto mostra davanti alle telecamere hanno il sapore della panchina in salvo per il tecnico rossonero. “E’ una vittoria che serve per rispondere alle sentenze – dice scherzando il mister -. Avevo chiesto ai ragazzi di fare la partita della vita dal punto di vista temperamentale, del carattere. Non mi interessava il fioretto e la qualità, ma che non sanguinassimo davanti agli squali. Avevo detto che si poteva perdere il confronto tecnico, ma non la dignità. Nel primo tempo siamo andati sott’acqua, ma nella ripresa siamo stati bravi a reagire. C’era tanta pressione, siamo la squadra più giovane del campionato e non è facile gestire certe situazioni. Maldini in settimana mi ha confessato che anche lui, quando le cose andavano male, faceva fatica a giocare a San Siro. Oggi la squadra non ha mollato nulla, sono soddisfatto; abbiamo lottato e sofferto insieme, con quello spirito di sacrificio che avevo chiesto in settimana”.

Tante le domande sui singoli, da Piatek agli ingressi decisivi di Paquetà e Leao. Così Giampaolo: “Dire che chi è entrato ha cambiato la partita è ingeneroso verso gli 11 titolari. Piatek e Leao hanno caratteristiche diverse ma io sono attaccato ad entrambi, il Milan ha bisogno di entrambi. Non butto via nessuno, il mio compito è di tenerli sempre vivi. Questa partita dovevano giocarla i giocatori di responsabilità, quando siamo andati sott’acqua ho voluto inserire quelli più liberi; ho tanti giocatori di talento ma che devono migliorare nel saper giocare le partite. Paquetà è un ottimo giocatore, come tanti. E’ entrato bene, ci ha dato vigore, ma non condanno Hakan, preferisco parlare di collettivo. Bonaventura? Oggi avevamo bisogno di personalità, di saper gestire le difficoltà della partita. Ci occorreva Jack, mi è piaciuto molto, ha sensibilità, sa trattare la palla. Per noi è difficile giocare con tre attaccanti puri, lui ci ha dato equilibrio. Anche lo scorso anno non si giocava mai con tre attaccanti puri ma con Suso, Piatek ed un centrocampista, cioè Chalanoglu o Jack”.

Giampaolo ha poi raccontato le emozioni del rigore calciato nel recupero da Schone. “Per fortuna riesco ad essere lucido e freddo durante le partite. Ho anche dubbi che ci fosse il rigore ma Reina ha talmente tanta personalità che è in grado di recuperare dagli errori commessi; ho davvero tanta avuto fiducia in lui”.

E sul futuro, il mister conclude: “Oggi bisognava raschiare il fondo del barile, questa vittoria mi ha permesso di guadagnare del tempo. Adesso perderò alcuni giocatori per le nazionali ma nel complesso mi aspetto che questa squadra riesca a giocar meglio nel collettivo, con un po’ più di leggerezza. Lavorerò perché i ragazzi si avvicinino sempre più alle mie idee, alla mia visione; ci vuole pazienza ed un pizzico di fortuna. Nel frattempo, sento di poter dire che conosco sempre meglio questa squadra, i particolari e le sfaccettature tecniche e psicologiche dei miei uomini”.

ANDREAZZOLI

Non nasconde amarezza, a fine gara, il tecnico genoano Aurelio Andreazzoli. “A fine primo tempo ho fatto i complimenti ai ragazzi, abbiamo fatto la gara che mi aspettavo. Nella ripresa, in un paio di minuti abbiamo buttato tutto all’aria, commettendo delle ingenuità che in serie A non si possono vedere ed il Milan è stato bravo ad approfittarne. Dopo, siamo tornati a fare le cose per bene, come le avevo chieste in settimana. C’è rammarico, è fastidioso perdere una partita del genere ma il calcio è fatto di episodi”. Gli episodi cui si riferisce Andreazzoli non sono affatto quelli arbitrali che, anzi, l’ex tecnico empolese non contesta: “Il rosso a Biraschi? Non ho protestato, ho solo parlato con gli arbitri. Le decisioni sono loro e le accetto. Hanno rivisto l’azione ed avranno certezza di quello che hanno fatto. Il regolamento  è chiaro, c’era il fallo di mani come c’era il rigore per noi. Quando parlo di episodi non mi riferisco alle decisioni arbitrali ma agli errori che abbiamo commesso o a Reina che dopo un errore si è riscattato”. Chiosa finale sulle condizioni di Criscito: “Sta molto male, è un infortunio serio, muscolare” ha concluso Andreazzoli.

BONAVENTURA

Il suo ritorno in campo dal 1’ è coinciso con il ritorno alla vittoria del Milan; Jack Bonaventura è soddisfatto del risultato ma consapevole ci sia ancora tanto da migliorare. “E’ una vittoria importante perché venivamo da un brutto periodo, ma sappiamo tutti che possiamo e dobbiamo far meglio – ha detto il centrocampista rossonero -.  Fragilità mentale? E’ normale, siamo una squadra con tanti giovani, non è facile giocare con la pressione addosso ma ci dobbiamo abituare e tirare fuori il meglio da noi stessi. E’ stata dura star fuori, non vedevo l’ora di giocare, mi mancava il campo ed ho lavorato tanto; adesso sto bene, il ginocchio va molto meglio ed io potrò crescere giocando di più”. Ed a chi lo vede leader di questo Milan, Jack risponde: “E’ giusto che chi ha più esperienza ogni tanto si faccia sentire ma qui siamo tutti responsabili della situazione. Dobbiamo ancora migliorare tanto e lavoreremo per questo. Dopo questa vittoria, la sosta ci consentirà di lavorare di più. Avremo molti giocatori impegnati con le nazionali, ma chi rimarrà a Milanello si impegnerà per far rendere al meglio la squadra”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Pagelle Genoa-Milan 1-2: Giampaolo si salva (per ora)

Pagelle Genoa-Milan 1-2: Giampaolo si salva (per ora)

PAGELLE GENOA-MILAN 1-2 – Tra la contestazione da parte della Curva Sud e l’indisposizione di Donnarumma, la serata non promette niente di buono per i tifosi rossoneri. Il primo tempo è infatti lo specchio dell’inizio di stagione 2019/2020. Poco gioco, poca corsa, poca voglia. Poi i cambi e la svolta. La spensieratezza, la freschezza, la tecnica di Paquetà e Leão salvano la panchina a Giampaolo che se la vede veramente brutta nell’intervallo. L’espulsione di Biraschi sembra aiutare e non poco la formazione rossonera a difendere il vantaggio fino a quando Calabria cade nell’ennesima ingenuità e ristabilisce la parità numerica. Dopo la papera del primo tempo, Reina rimedia la sua prestazione parando il rigore di Schöne. Questa rosa ha un evidente problema mentale ormai da anni, servono leader d’esperienza in campo e forse un vero condottiero in panchina. Solo il tempo dirà se questi tre punti siano il più classico dei brodini per un malato destinato al peggio o se aiuteranno questo gruppo e, soprattutto, Giampaolo a svoltare definitivamente.

Reina 6: Chiamato a sostituire Donnarumma colpito da una crisi di vomito nel riscaldamento pre-partita, salva subito il risultato vincendo il duello con Lerager. Schöne è uno specialista ma è clamoroso l’errore sulla punizione che regala il vantaggio ai padroni di casa. Non sembra toccare Kouamè, neanche dopo mille replay. Si guadagna la sufficienza e si prende la sua personale vendetta quando ipnotizza l’ex Ajax dal dischetto. #Sale&Pepe

Calabria 5: Buona gamba nel primo tempo. Soffre però come il resto della retroguardia rossonera l’ampiezza e la velocità degli attacchi genoani. Si becca già la seconda espulsione della stagione, sinonimo di ingenuità ed inesperienza. Qualche passo indietro rispetto ad i netti miglioramenti dello scorso campionato. #ProfondoRosso

Duarte 6: Esordio da titolare con la maglia del Milan per il difensore brasiliano a causa della squalifica di Musacchio. Rischia di combinarla grossa dopo soli due minuti quando si perde Pinamonti nell’area piccola. Più attento e meno impacciato con il passare dei minuti. #Timido

Romagnoli 6: Soffre nel primo tempo la velocità di Kouamé. Si perde Romero che sfiora il raddoppio nel finale del primo tempo. Meno sicuro e più impreciso senza Musacchio al suo fianco, ha però il doppio compito di rendere meno complicato l’esordio di Duarte. La sua prestazione, come quella dei suoi compagni, cresce grazie al risultato. #Impreciso

Theo Hernández 6,5: Si perde Lerager che, per sua fortuna, non è abbastanza lucido a punire una retroguardia rossonera piuttosto allegra nelle battute iniziali del match. Dimostra sempre tanto coraggio e buona tecnica quando si affaccia in avanti. La stessa azione finita sul primo palo nel derby, questa volta regala il pareggio rossonero e la sua prima gioia italiana. #FrecciaRossoNera

Biglia 6: Primo tempo in affanno anche per il numero 20 rossonero. La sua esperienza si fa però sentire nel finale quando c’è da lottare e tenere stretto il risultato. Si dimostra uno dei pochi leader di questo gruppo, l’attaccamento alla maglia non manca mai. Guardare l’esultanza rabbiosa dopo il pareggio e il fischio finale per credere. #Garra

Kessié 6: Tanto spazio per lui e Calabria sulla fascia destra nel primo tempo. Non può però permettersi certe disattenzioni quando viene pressato ai ridossi dell’area rossonera. Inserendosi sempre a testa bassa pecca di egoismo e le sue conclusioni finiscono sempre sull’esterno della rete. Ha il merito di realizzare il rigore che cambia risultato e il destino di Giampaolo sulla panchina rossonera. #Ghiaccio

Çalhanoglu 5: Dopo i disastri della settimana scorsa, i Genoani sanno di poterlo pressare e spingerlo all’errore. Una mezzala deve fare entrambi le fase con coraggio, il numero 10 del Milan non può essere pigro e timoroso. Giampaolo rinuncia al turco tra il primo ed il secondo tempo. alhaNO

Suso 5,5: Come contro la Fiorentina, è il primo a impegnare il portiere avversario con una punizione dal limite. Qualche passo in avanti ma non merita la sufficienza questa sera. Troppo prevedibile e statico, visto anche lo spazio che si ritrova davanti nella seconda metà di gara. #Desaparecido

Bonaventura 6: A sorpresa ritorna in campo dall’inizio dopo quasi un anno di assenza. Paradossalmente sembra essere l’unico a dimostrare impegno e voglia di creare qualcosa. Fondamentale il suo ritorno per uscire da questo momento di crisi, dove la sua esperienza, la sua leadership e la sua serietà sono necessarie. #WelcomeJack

Piątek 5: Spesso isolato, Zapata non gli rende la vita facile. Ha disperatamente bisogno della profondità per rendere al meglio. Avrebbe sicuramente sognato e meritato un ritorno diverso nello stadio che lo ha fatto diventare grande. Le colpe sono sicuramente anche sue ma non è un caso che, prima o poi, tutti i numeri 9 del Milan hanno faticato negli ultimi anni. #SOS

Rafael Leão 6,5: Come Paquetá con Çalhanoğlu, lui entra e sembra fare tutto un altro lavoro rispetto al numero 9 polacco. Si guadagna il calcio di rigore poi trasformato da Kessiè grazie alla solita intraprendenza e spensieratezza. Lasciar partire, a malincuore, Patrick Cutrone per investire sul portoghese sembra rivelarsi la migliore mossa di mercato del duo Boban-Maldini. #Incontenibile

Paquetá 6,5: Sostituisce Çalhanoğlu nell’intervallo per cercare di fare tutto quello che non era riuscito al turco. Cambia la partita con la solita classe ed i soliti numeri da vero brasiliano. Ha la furbizia di cogliere la difesa avversaria impreparata nell’azione che porta al pareggio. Sfiora il goal del vantaggio subito dopo con una bella girata. Snaturarlo come con Piątek non porta a nulla. #Devastante

Conti SV: Entra al posto di Bonaventura dopo l’espulsione di Calabria per difendere il risultato nei minuti finali.

Giampaolo 6: La scelta di non indossare la divisa ufficiale di rappresentanza per poco non si rivela un pericoloso flash-forward. Ritorna ufficialmente al 4-3-3 di gattusiana memoria con Bonaventura esterno d’attacco. Lascia però in panchina una delle pochissime note positive di questo inizio stagione (Leão) e sconfessa definitivamente il suo credo tattico. L’ampiezza del Genoa mette a nudo tutte le difficoltà tattiche e fisiche dei rossoneri. Marassi si conferma però portafortuna per il Mister che grazie ai cambi ed al rigore parato da Reina salva il suo futuro alla guida del Milan. Ci sarà tanto da lavorare nella sosta. #NuovoInizio

Tommaso Dimiddio

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Refiloe Jane al Milan Weekly Podcast: “Il Milan è un grandissimo club. Mendes la più divertente”

Refiloe Jane al Milan Weekly Podcast: “Il Milan è un grandissimo club. Mendes la più divertente”

REFILOE JANE AL MILAN WEEKLY PODCAST – La centrocampista del Milan Femminile, Refiloe Jane, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante “Milan Weekly Podcast“, trasmissione a cura di Radio Rossonera International. Qui di seguito, l’intervista completa sia in lingua italiana che in lingua inglese.

Per tutti gli ascoltatori che non ti conoscono, ci potresti dire da dove vieni?

Vengo da Kliptown in Sud Africa. Siamo una famiglia composta da sei persone.

A quale età hai iniziato a giocare a calcio? Cosa ti ha spinto a fare questo sport?

Ho iniziato a giocare quando avevo sei anni. È grazie ai miei fratelli che mi hanno fatto innamorare del calcio.

Crescendo, avevi un idolo?

No, non seguivo o idolatravo nessuno. Seguivo solamente i miei fratelli, volevo solo ed esclusivamente giocare a calcio.

Sei la prima giocatrice Sud Africana a far parte della Serie A Femminile. Cosa significa per te rappresentare il tuo Paese nella Serie A per la prima volta?

È un onore e un privilegio. Chiunque poteva arrivarci ma sono stata fortunata ad essere la prima. Ho tanto peso sulle spalle proprio per questo. Devo far bene per dare possibilità alle ragazze del mio paese di avere le mie stesse opportunità di giocare in Italia. Devo giocare bene e mostrare il mio talento per far sì che i tifosi di Milano e del mondo possano vedere che anche in Sud Africa abbia tanto talento. Ci sono tanti giocatori che sanno come giocare bene ma hanno solamente bisogno dell’opportunità per mostrarlo.

Il calcio femminile ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi anni. Ci sono più donne che mai e sta diventando mainstream. Cosa ne pensi dello stato attuale del Calcio Femminile e dei cambiamenti visti negli ultimi anni?

Il Calcio Femminile sta crescendo e grandi passi avanti sono stati fatti. Quando iniziai non avevamo tutto questo supporto. Ora pure i media seguono il Calcio Femminile, abbiamo sponsor importanti ed atleti. Ci sono tante opportunità per far parte nel mondo del calcio e non tutti sono nel campo da gioco.

Hai firmato con il Milan ad inizio Settembre. Perché proprio il Milan?

Prima di arrivare al Milan giocavo in Australia per i Canberra United. Quando il mio contratto finì avrei potuto facilmente firmare con qualsiasi Club Europeo. Ho preso il mio tempo con il mio agente per trovare una squadra adatta a me. Successivamente ho avuto questa opportunità di giocare in Italia, per il Milan.

È la prima volta che giochi in Europa. Come ti sei adattata al modo di vivere, il cibo, la lingua e la cultura?

È stato un sogno che si è avverato. Il Milan è un grandissimo Club con una storia ricca. Quando si parla del Milan in Sud Africa la prima cosa che ti viene in mente sono tutti i campioni che hanno giocato per questo Club e farne parte significa molto per me. Fino ad ora sta andando tutto bene. Il cibo non è tanto diverso da quello a cui sono abituata. L’unica difficoltà è imparare la lingua. Al momento sto cercando di imparare parole che si usano dentro al campo, come: sinistra, destra, sola, ecc. Nel calcio non è difficile comunicare, puoi semplicemente gesticolare.

Sei superstiziosa? Segui dei riti pre-partita? Tipo mangiare qualcosa di particolare, il mio in cui ti allacci le scarpe, ecc. ?

Non penso di essere superstiziosa, ma prima delle partite ho voglia di pasta. Prima di entrare nel tunnel dedico sempre un po’ di tempo per fare una preghiera per la partita e prima di entrare nel campo da gioco guardo il cielo, mi bacio la mano e me la metto sul petto. Vengo da una famiglia praticante e credo tanto nelle preghiere, sono una persona religiosa. Pregare fa parte di un importante insieme di cose nella mia vita.

Fino ad ora nella stagione il Milan è primo a pari punti con un record di 2-0. L’obiettivo è arrivare in Champions League. Cosa nel pensi dell’inizio di campionato e della possibilità di raggiungere quest’obiettivo?

Abbiamo iniziato bene. Stiamo tutti lavorando duramente per raggiungere i vari obiettivi. L’anno scorso non siamo andate in Champions per un punto. Speriamo di vincere lo Scudetto. Siamo concentrate sugli obiettivi e ragioniamo partita per partita.

Giochi a centrocampo e hai scelto maglia numero 15. Perché? Ha qualche significato per te?

Ho sempre giocato con la 15. Mi fa sentire come se fossi a casa e con la famiglia al mio fianco.

Domande in rapida successione.

  • Città preferita? Città del Capo.
  • Film preferiti? Qualsiasi film con Johnny English (Mr. Bean)
  • Qualcosa che hai sempre nel frigo. L’acqua.
  • Qualcosa che hai sempre voluto fare ma hai paura di farlo. Paracadutismo.
  • La tua canzone per i karaoke? Major – Why I love you

Ora parliamo delle tue colleghe.

  • Chi si fa sentire di più nello spogliatoio? Nessuna, ascoltiamo la musica.
  • La più seria? Marta Carissimi
  • Chi si veste meglio? Deborah Rinaldi
  • Chi ha bisogno di qualche consiglio di moda? (Ride) Nessuna.
  • La più divertente? Monica Mendes

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan Weekly Podcast – Interview with Refiloe Jane

Midfielder, AC Milan Women’s Team

For the benefit of the listeners who do not know you, please share a bit of your background.

I come from Kliptown, South Africa. We are a family of six.

At what age did you start playing football, and what attracted you to the sport? 

I started playing when I was six years old. I fell in love with football thanks to my brothers.

Did you have an idol growing up, a particular player you looked up to?

Growing up I didn’t have any idol or anyone I looked up to. I followed my brothers. I wasn’t into following anyone, I just wanted to play.

You are the first South African player to feature in the women’s Serie A. What does that mean for you to represent your country in Serie A for the first time?

It’s an honour and a privilege. It could have been anyone, but I was blessed enough to be chosen as the first. It comes with a lot of responsibility. I have to do well so it opens the doors for other women footballers in our country. Play well and showcase my talent so people from Milan and other parts of the world can see we have talent in South Africa. There are many other players that can play and just need an opportunity.

Women’s football has enjoyed tremendous growth and popularity over the past few years. More and more women are playing it and it is starting to become more mainstream. Your thoughts on the state of women’s football today compared to when you started?

Women’s football is growing and big steps have been taken. Back then when I was playing, we did not have the support that we have right now. Now the media is following women’s football, we got corporate sponsors sponsoring teams and athletes. There are many jobs you can now get in football, it is not only limited to the field of play.

You signed with Milan at the beginning of September. Why did you choose Milan?

Before coming to Milan I was in Australia playing for Canberra United. When my contract ended in Australia we could have easily signed with any other team in Europe. We took our time with my agent and we wanted a team suitable for me. The opportunity came up to play in Italy with Milan.

It is your first time playing in Europe. How has it been adapting to life in Italy, the food, the language, the culture?

It has been a dream come true. AC Milan is a big club with a rich history. When someone mentions AC Milan back in South Africa, we think of the greatest players that ever came out of Milan. To be playing now for this club means a lot to me. So far everything has been going really well. The food is not that different from what I am used to. The real challenge I have is learning the language.

I have been learning words used on the field: sinistra, destra, sola etc. Football is not difficult to understand you can also communicate with your hands.

Are you superstitious, do you have a pre-game ritual/routine you follow, example pre-game meal, how you tie your shoes, etc. ?

I wouldn’t necessarily say this is superstitious, I want to eat pasta before the match. Also before going in the tunnel I want to give myself a bit of time for a moment of prayer just to pray about the game. Before stepping on the field I like to look up, kiss my hand and put it on my chest. I come from a praying family and I believe so much in prayer, I am a religious person. Prayer plays an important role in my life.

Looking at the season so far, Milan is 2-0 tied for first. The goal is to make the Champions League. Your thoughts on Milan’s start so far and your confidence in reaching the objective?

So far we have started well as a team. Everyone is working hard to achieve those goals. Last year we missed the Champions League by one point. We are hoping to win the title. We are focusing on the task at hand, taking it one game at a time.

You play as a midfielder and you have chosen #15, your favourite number. Any particular meaning associated with that number?

All my life I have been playing with number 15. It feels close to home and it feels like I am carrying my family with me.

Rapid fire questions

  • What is your favorite city? Cape Town
  • Favorite movie? I like anything with Johnny English (Mr. Bean)
  • Something you have to have in your fridge at all times? Water
  • Something you’ve always wanted to try but too scared to do it? Sky diving
  • What is your karaoke song? Major – Why I love you

Now about your teammates

  • Who talks the loudest in the locker room? No one necessarily we play music
  • Who is the most serious? Marta Carissimi
  • Who is the best dressed? Deborah Rinaldi
  • Who needs fashion advice? (Laughs… no one)
  • Who is the funniest? Monica Mendes
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Luca Antonini a Radio Rossonera: “Al Milan servono 3-4 leader. Mi piacerebbe poter ritornare”

Luca Antonini a Radio Rossonera: “Al Milan servono 3-4 leader. Mi piacerebbe poter ritornare”

LUCA ANTONINI A RADIO ROSSONERA – Alla vigilia di Genoa-Milan, match delicatissimo per entrambe le formazioni, Radio Rossonera ha contattato l’ex difensore, rossonero e rossoblu, Luca Antonini. Qui di seguito l’intervista completa:

Genoa-Milan di domani rischia di essere una sorta di ultima spiaggia per entrambi gli allenatori dopo appena sei giornate di campionato. Come te lo spieghi?

Bella domanda, non saprei. Oltretutto dopo la partita ci sarà la sosta, ragion per cui entrambe le società potrebbero pensare di cambiare dovendo affrontare un periodo leggermente più lungo del solito prima della prossima partita. Per entrambi gli allenatori non è una situazione semplice da affrontare ma aspettiamo di vedere cosa ci riserverà il campo“.

La maglia del Milan è veramente così pesante come ha detto Maldini nell’ultimo post gara?

Lo è! Rappresenta la storia di un club importante e indossarla ha sicuramente un certo peso. Il pubblico di San Siro ti eleva nei momenti positivi ma rischia di angosciarti nei momenti negativi se solo sbagli un passaggio di qualche centimetro. Tutto sta nel come i giocatori dimostrano di voler reagire, o hai carattere o vieni affossato”

A questo Milan serve un leader?

Non ne serve solo uno, ne servono 3/4. Romagnoli ha esperienza internazionale con la Nazionale ma è giovane. Servono giocatori dalla grande esperienza che riescano a trasmettere serenità nei momenti di difficoltà“.

Chi era il leader del Milan quando ne facevi parte anche tu?

Beh durante il mio primo anno c’era Paolo Maldini. Bastava guardarlo per tranquillizzarsi, riusciva a caricarsi di tutte le problematiche. Negli anni successivi c’era Gattuso ma fare nomi è difficile, il mio elenco in tal senso sarebbe lunghissimo“.

Che effetto ti fa vedere Paolo Maldini in dirigenza?

Un bellissimo effetto. Paolo ha sempre dimostrato di avere una personalità importante. Sono davvero orgoglioso di aver giocato insieme a lui“.

Da ex terzino, come valuti la batteria di terzini rossoneri?

Sono tutti uno diverso dall’altro per caratteristiche e propensioni offensive e difensive. Qualcosa però al momento sembra mancare“.

Nonostante una buona campagna acquisti, cosa non sta andando nel Genoa?

Il Genoa ha disputato un ottimo precampionato così come le prime due giornate di Serie A, poi ha avuto un calo vertiginoso. Non so a cosa possa essere dovuto perché la qualità e l’esperienza c’è, basti pensare a Zapata e Schone. Abbiamo parlato di San Siro prima ma anche Marassi è un ambiente difficile“.

Ti manca il Milan? Ti piacerebbe tornarci?

Sì, tanto. In passato ho avuto la possibilità di tornare ma poi con il cambio di proprietà non si è fatto nulla. In futuro chissà: conosco molto bene l’ambiente avendo inoltre fatto tutto il settore giovanile. Inoltre, sono tornato a Milano“.

Un messaggio ai tifosi del Milan…

In questo momento soffro anch’io perché sono un tifoso del Milan. I tifosi del Milan hanno visto questa squadra sul tetto del mondo, ci vorrà pazienza. Stiamo vicino a questa squadra, accompagniamola in questo periodo negativo perché quello positivo sono certo che arriverà“.

Photo Credits: AcMilan.com

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GENOA-MILAN, Giampaolo in conferenza:”Risultato è svolta, Piatek serve”

GENOA-MILAN, Giampaolo in conferenza:”Risultato è svolta, Piatek serve”

GENOA-MILAN – È stata una settimana complicata, in casa Milan, e Marco Giampaolo non lo nasconde nella conferenza stampa di oggi a Milanello prima della trasferta di Marassi.

“Le sconfitte intaccano il morale dei calciatori. Chi pensa che se ne fregano si sbaglia di grosso. Abbiamo analizzato i nostri errori, ci siamo confrontati e messo in atto tutte le strategie per superare il momento difficile. Ma quello che ci siamo detti resta tra noi – ha detto il tecnico rossonero -. I ragazzi devono dare la vita per loro stessi e per la maglia, non per me. Ho riscontrato entusiasmo sui metodi di lavoro che abbiamo intrapreso a luglio e mi è stato confermato anche in privato. Vuol dire che la squadra crede in quello che facciamo. Le sconfitte rischiano di minare il percorso, bisogna essere bravi a tirar su le maniche e fare attenzione ai particolari, ai dettagli”.

Una settimana nella quale sono arrivate le dure parole di Galeone, secondo cui il Milan non sarebbe neanche da settimo posto, ma anche quelle di fiducia di Reina e Romagnoli.

“Dopo sei punti in sei partite è chiaro sia tutto nero ed i giudizi siano pessimistici. Bisogna avere equilibrio, sono molto prudente nell’esprimere giudizi definitivi. Molti lo fanno e sentenziano, chi è abituato a vivere il mondo del calcio, sa che è tutto diverso. Reina ha esperienza internazionale, sa cosa dire e veicolare i messaggi. E’ un leader dello spogliatoio, è un calciatore ascoltato dai compagni. Ha chiamato a raccolta tutta la squadra nel dire che in questo momento c’è bisogno di certi requisiti. Lui sa che nelle difficoltà bisogna alzare il livello di attenzione e lottare su ogni pallone come se fosse l’ultimo. E questo fa la differenza”.

Come si esce allora da questa situazione? Giampaolo sembra avere le idee chiare: “Non necessariamente con il ritiro, su cui sono abbastanza contrario. Sicuramente con il lavoro, con l’affiliazione di squadra. Le palate di materia organica che mi avete buttato addosso sono tante (ride, ndr) ma io sono abituato a soffrire calcisticamente parlando. Non è importante rispondere platealmente alle accuse, bisogna solo lavorare e smentire col lavoro chi oggi dubita e si incazza ferocemente”. Ed il mister rivendica anche alcuni aspetti positivi: “Siamo secondi di pochissimo al Napoli per possesso palla effettuati e  primi in serie A per supremazia territoriale. Ci mancano gli ultimi 20 metri – ha ripetuto più volte il mister – in cui non riusciamo a concretizzare la mole di lavoro fatta; bisogna migliorare nell’attacco alla porte e nel trovare soluzioni offensive diverse; su questo stiamo lavorando ogni giorno e continueremo a farlo. I numeri per fare il tipo di calcio di cui abbiamo parlato ad inizio estate ci sono tutti. Ma sono fiducioso perché ritengo la squadra abbia dei valori; un risultato può farci svoltare, l’aspetto psicologico è determinante più di quello fisico nel calciatore”.

Parole dolci, invece, per Piatek e di fatto una secca smentita su una probabile panchina per il polacco: “Il Milan non può rinunciare al suo attaccante più prolifico solo perché sta vivendo un momento di difficoltà. Se non fa gol lui chi li fa?! Deve star li, soffrire, darci dentro, prendersi le sue responsabilità; può star fuori qualche volta come successo con il Brescia, ma non si può pensare di rinunciare al proprio cannoniere, non posso far fuori calciatori così importanti. Se Biglia può tornare utile domani? Potrebbe…”.

Quanto ai tifosi, Giampaolo conclude: “Non discuto la contestazione, è giusto quello che hanno fatto. La squadra non sta facendo quello dovrebbe. Sento la responsabilità di dover far bene ma non per me stesso: per il Milan, per la squadra, i calciatori, il club ed i tifosi. Gli interessi individuali non contano nulla rispetto al Milan”.

Enrico Aiello

Photo credits: AcMilan.com

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Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Genoa-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

GENOA-MILAN – Con l’avvicinarsi della prossima, decisiva, sfida di campionato andiamo a scoprire meglio i nostri avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo incontro tra le due squadre risale al 21 gennaio scorso e terminò 2 a 0 per il Milan con reti di Borini e Suso.

Precedenti famosi

Tra i precedenti storici ricordiamo Genoa Milan del 5 maggio 1901, finita 3 a 0 per i rossoneri che si aggiudicarono così il primo scudetto della loro storia.

Ultime gare Genoa

Il Genoa arriva alla sfida con un punto in meno del Milan e reduce dal 4 a 0 contro la Lazio e dallo 0 a 0 interno con il Bologna.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva alla sfida dopo il disastroso 3 a 1 interno contro la Fiorentina e la sconfitta 2 a 1 a Torino.

Occhio a…

Cristian Zapata, ex non rimpianto dai milanisti, ma che farà di tutto per rovinare la serata al diavolo.

Curiosità sugli avversari

Nato nel 1893, il Genoa è il più antico club ancora in attività. Non a caso fa parte del Club of Pioneers, un’associazione che raggruppa i club più antichi del mondo.

Intorno alla società del grifone c’è una leggenda che racconta di una maledizione lanciata, agli inizi del ‘900, da una contadina che si era vista espropriare del suo terreno per la costruzione dello stadio Ferraris. Secondo il racconto la donna maledì il club affermando che non avrebbe vinto nulla per i successivi cent’anni. Profezia che, fortunatamente per il Genoa, non si avverò.

Nel 2011 il Genoa è stato inserito nell'”International Bureau of Cultural Capitals” (una sorta di patrimonio sportivo storico dell’umanità, in linea con quello dell’Unesco).

Allenatore avversario

Aurelio Andreazzoli ha incontrato due volte il Milan, ottenendo due pareggi, mentre contro Giampaolo vanta un solo precedente, conclusosi con una vittoria.

Il tecnico si è diplomato a Coverciano nel 1998 con una tesi sulla difesa a zona.

Storico arbitro con le due squadre

L’arbitro della sfida sarà Maurizio Mariani. Il fischietto di Aprilia ha diretto sia il diavolo che il Grifone 7 volte: per i rossoneri bilancio tutto sommato buono con tre vittorie, due sconfitte e il clamoroso pareggio per 2 a 2 del 2017 con il Benevento. Meno fortunati i rossoblù che con Mariani contano una sola vittoria, due pareggi e ben quattro sconfitte.

A coadiuvare Mariani ci saranno gli assistenti Paganessi e Cecconi, il quarto uomo la Penna , il var Mazzoleni e l’assistente var Preti.

Ex e doppi ex

Sono circa un trentina i giocatori che si sono mossi sull’asse Milano Genova. Tra questi ricordiamo: Alberto Paloschi (al Milan dal 2002 al 2008 e al Genoa dal Gennaio al Giugno 2011), Alexander Merkel (al Milan dal 2008 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al gennaio 2013), Christian Panucci (al Genoa dal 1991 al 1993 e poi al Milan dal 1993 al 1996), Kakhaber Kaladze (al Milan dal 2000 al 2010 e poi al Genoa dal 2010 al 2012) , passando dai più recenti Niang (al Milan dal 2012 al 2018 con in mezzo vari prestiti tra cui uno al Genoa nel 2015 e attualmente tesserato con il Rennes) e Bertolacci (rientrato quest0estate dal prestito ai rossoblù e ora svincolato), fino ad arrivare ad un ex che con molte probabilità sarà della partita ovvero Suso, che ha trascorso sei mesi a Genova nel 2016 prima di rientrare alla base.

Giulia Galliano Sacchetto

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