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Bologna-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Bologna-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Bologna-Milan – Dopo la vittoria con il Parma il Milan va a caccia di conferme. Andiamo a scoprire meglio il prossimo avversario della banda di Pioli.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente del Milan in casa Bologna è datato 18 dicembre 2018 e terminò a reti inviolate. 

Precedenti famosi

Da ricordare è il Bologna Milan della stagione 2013/2014 con i rossoneri che passano subito in vantaggio con Poli, vengono ripresi e superati dal Bologna, si riavvicinano all’89esimo con Robinho e la pareggiano nel primo minuto di recupero con un gol di Abate. 

Ultime gare del Bologna

Il Bologna è reduce dall’inaspettata vittoria sul campo del Napoli che ha seguito il pareggio esterno contro il Parma. 

Ultime gare del Milan

Il Milan è reduce da una sofferta ma meritata vittoria sul campo del Parma che ha seguito il pareggio interno contro il Napoli.

Occhio a…

Nicola Sansone, reduce dal gol vittoria contro il Napoli ha incrociato sette volte il Milan segnando quattro reti e fornendo due assist.

Curiosità sugli avversari

Nell’aprile 2018 il Bologna ha fondato la prima scuola calcio per ragazzi disabili. Questa squadra speciale si allena in palestre apposite e talvolta disputa le sue partite ai lati del campo dello stadio Dall’Ara prima delle gare interne dei rossoblù. 

Allenatore avversario

Il bilancio di Sinisa Mihajlovic contro il Milan non è incoraggiante, 12 incroci,  5 pareggi, 7 sconfitte e nessuna vittoria. Va meglio negli scontri con Stefano Pioli, con 3 vittorie, altrettante sconfitte e 2 pareggi. 

Storico arbitro con le due squadre

A dirigere la sfida sarà Daniele Chiffi. Il fischietto di Padova non ha mai diretto il Milan mentre sono tre i precedenti, tra serie Serie A, Serie B e Coppa Italia, con il Bologna, con due pareggi e una sconfitta per i rossoblù. A coadiuvare Chiffi ci saranno gli assistenti Bindoni e Manganelli, il quarto uomo Piccinini, il Var Guida e l’assistente var Di Vuolo.

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa partita ci sono innanzitutto i due allenatori. Stefano Pioli ha allenato il Bologna dal 2011 al 2014 mentre Sinisa Mihajlovic ha guidato i rossoneri nella stagione 2015/2016.

Un ex che invece molto probabilmente sarà in campo è Andrea Poli, al Milan dal 2013 al 2017 anno in cui è passato al Bologna dove milita tutt’ora. Sarà invece molto probabilmente in panchina Mattia Destro, al Milan nella stagione 2014/2015 al termine della quale passa al Bologna dove è rimasto. In panchina ma sulla sponda rossonera ci sarà invece Fabio Borini, cresciuto nelle giovanili del Bologna e tesserato per il Milan dal 2017. 

Tra gli ex che invece non ci saranno ricordiamo Roberto Donadoni, al Milan dal 1986 al 1996 e dal 1997 al 1999, ha allenato il Bologna dal 2015 al 2018 perdendo 5 volte contro il Milan e vincendo solo una volta. 

Giulia Galliano Sacchetto

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Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

Giovanni Audiffredi (Dir. GQ Italia) a Radio Rossonera: “Ibra al Milan al 70% Può essere la soluzione ed è in una forma pazzesca”

GIOVANNI AUDIFFREDI A RADIO ROSSONERA – Si continua a parlare del possibile ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic e, a tal proposito, le recenti dichiarazioni del nazionale svedese a GQ Italia sembrano accreditare questa teoria. Per cercare di capirne di più, la redazione di Radio Rossonera ha deciso di chiedere ulteriori spiegazioni proprio al direttore della nota testata, Giovanni Audiffredi. Qui di seguito l’intervista completa:

Come interpreti le parole che vi ha detto Zlatan Ibrahimovic?

Io sarei molto fiducioso sul suo ritorno al Milan. Nel tempo ha detto che non sarebbe mai andato via dal Milan e da Milano e che anche la sua famiglia si è sempre trovata bene, ora dice di voler tornare a giocare in Italia per una squadra che deve ritornare a vincere seguendo quella che è stata la sua storia, a voi che squadra vi viene in mente? Il Milan ovviamente. Il Bologna lo escludo, l’Inter non mi sembra probabile. Inoltre, basta dire che è vecchio perché l’ho visto incredibilmente in forma. Negli ultimi 2 anni si è mantenuto in una forma pazzesca e lo ha dimostrato facendo più di 50 goal. Secondo me sta molto bene e al Milan darebbe un bel contributo”.

A quando risale l’intervista?

L’intervista non è assolutamente vecchia. Inizialmente abbiamo fatto lo shooting a Los Angeles e quando fai quel tipo di servizio ti tieni sempre delle finestre temporali aperte per utilizzare il materiale. Poi il testo lo abbiamo aggiornato sotto data ricontattandolo e portando a casa pensieri molto positivi e indizi sul suo possibile ritorno al Milan e sul fatto che vuole tornare a giocare in Italia”.

È stato contattato da dirigenti del Milan?

No, non è che mi ha chiamato Boban! Mi hanno chiamato degli amici da casa Milan e la deduzione che faccio io è che quando mi viene chiesta qualcosa magari è perché qualcuno ha qualcosa da dirmi oppure è molto interessato a capire. Se ho ricevuto telefonate anche da amici di altri club? No”.

Che impressione ti ha fatto Zlatan Ibrahimovic?

Lo definirei un guascone. Fa parte di quella tipologia di uomini che non le manda a dire e che a volte fa la voce grossa ma secondo me lui è un buono: persona corretta e professionista serissimo. Ibrahimovic è consapevole di essere un fuoriclasse con un ego importante ma d’altronde è normale sia così, ha vinto ovunque”.

Considerato il personaggio, ti aspetti qualche colpo di scena sul suo futuro calcistico?

No, ho capito che Zlatan vuole tornare a giocare in Italia. Essendo lui un uomo di cuore magari ha pensato di voler andare a giocare per il suo amico Mihajlovic che sta sicuramente vivendo un momento particolare ma allora perché dirci che sarebbe andato in una squadra con un certo tipo di storia. Senza nulla togliere a Bologna o magari Napoli, quando si parla di storia del calcio italiano fondamentalmente si parla o di Milan o di Juventus o di Inter”.

Puoi regalarci qualche anticipazione relativa all’intervista completa?

Tenderei ad escludere la Juventus per una piccola punturina relativa a Cristiano Ronaldo. Quando gli abbiamo chiesto quale fosse il suo giocatore preferito la sua risposta è stata Ronaldo…il brasiliano. Ronaldo perché ci ha raccontato di come da ragazzino lo guardasse per mosse, scatti e finte che di fatto ha inventato”.

Ibrahimovic può davvero essere la soluzione ai problemi del Milan?

Difficile rispondere. Credo che nel calcio la forza di un gruppo sia altrettanto risolutiva come un grande campione. L’Inter ha una bella squadra ma stiamo vedendo come Conte sia un elemento incredibile. Il Milan è una squadra giovane piena di talento e consiglio ai tifosi di non buttarsi giù. Piatek è un campioncino, se non segna per 10 partite consecutive non deve essere un problema. Ibrahimovic per questo Milan può essere la certezza offensiva di chi segna non appena inquadra la porta. Davvero, mi è sembrato un ragazzino, ha un fisico pazzesco per avere 38 anni. In altre squadre magari farebbe panchina e di certo è ad un punto della sua carriera dove può far quello che vuole d’altronde ha già fama e denaro a sufficienza”.

Ci confermi che anche la moglie verrebbe volentieri a Milano?

La moglie di Zlatan è simpaticissima, molto intelligente ed è sempre stata innamorata di Milano”.

Infine, giusto per giocare. Quale percentuale daresti al ritorno al Milan di Zlatan Ibrahimovic?

70%

Ascolta l’intervista completa a questo link https://www.spreaker.com/user/radiorossonera/04-12-2019-radio-rossonera-talk-in-coll-

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Milan femminile: una sconfitta che brucia e un passato che sorride

Milan femminile: una sconfitta che brucia e un passato che sorride

Manca appena un minuto alla fine di una partita tosta e impenetrabile, questo Florentia-Milan proprio non s’ha da fare per il Milan femminile: un 1-1 che sta stretto per le tante occasioni sprecate, per le difficoltà che hanno iniziato a venire a galla in questi 90 minuti. Quando ecco che prende vita il contropiede del Florentia, il Milan è scoperto, e neanche il tempo di sussurrare “no dai…” che Kelly perfeziona e infiocchetta l’ultima azione della partita trafiggendo Korenciova, e siglando il 2-1 definitivo che affossa le rossonere. Cala il sipario sullo stadio Santa Lucia di San Gimignano, il Florentia festeggia meritatamente i 3 punti conquistati.

Una partita difficile per il Milan femminile, gestita non nel migliore dei modi, con troppe occasioni da gol che ancora giacciono tristemente sul fondo -o sulla traversa-. Una di quelle partite in cui l’evidente impasse a pochi minuti dalla fine può essere risolta solo da un colpo di genio a cui niente e nessuno può mettersi di traverso.
Ci sarebbe voluto, insomma, un gol come quello di Thaisa Moreno, siglato contro la Juventus poco più di un anno fa. Sì, proprio quel gol che ieri, in occasione del Gran Gala del Calcio AIC, ha vinto il premio come Goal dell’anno 2018/2019, superando in fatto di voti la concorrenza delle prodezze di Girelli, Cernoia, Mauro, Giacinti e tante altre. La serata è stata certamente dolce per le ragazze del Milan femminile, tra passato e presente: nella top 11 di giocatrici premiate figurano infatti due rossonere, l’attuale capitano Valentina Giacinti -tra i migliori attaccanti insieme ad Ilaria Mauro e Barbara Bonansea- e l’ex Manuela Giugliano -premiata come migliore centrocampista insieme ad Aurora Galli e Valentina Cernoia-.

Alla ex numero 10 del Milan, oggi centrocampista della Roma, è stato anche riconosciuto il premio più ambito della serata, ovvero quello di miglior giocatrice AIC della stagione 2018/2019. Manuela Giugliano ha accolto il premio con grande emozione ma con ancora più grande merito, contando i tanti tifosi che ha fatto innamorare nella scorsa stagione, quelli che farà avvicinare al calcio femminile finché avrà età ed energia per calcare i campi, e tutti gli spettatori al di fuori dell’Italia che ha lasciato semplicemente incantati ai Mondiali femminili di Francia nell’estate appena passata.

Insomma, il Milan femminile oggi si cura le ferite della prima sconfitta stagionale, ma non manca la consapevolezza delle proprie capacità, sia nei singoli -nonostante la miglior giocatrice della scorsa stagione non vesta più la maglia rossonera- sia nella squadra, che ancora è ben lontana dal darsi per vinta. Gli obiettivi stagionali sono ancora perfettamente alla portata, e se la vittoria del campionato può sembrare più lontana di quanto non lo fosse prima dello scontro con il Florentia vorrà dire che servirà ancora più voglia, energia e sana ambizione per affrontare i futuri impegni che si profilano nelle prossime settimane. Sempre a testa alta.

Lucia Pirola

Photo credits: acmillan.com

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Milan Primavera, Tonin: un alpino a Milano

Milan Primavera, Tonin: un alpino a Milano

Riccardo si è perso, si è perso e non riesce a tornare. Riccardo segnava, segnava tantissime reti” e direi che mi fermo qui con la semicitazione di De Andrè, per rispetto del grandissimo Faber e di chi leggendo le prime parole ha avuto la pelle d’oca per come ho maltrattato una poesia, ancor prima che canzone.

Ma con quelle poche parole racchiudo il primo anno di primavera di “Tonio”, o “Toni” come lo chiama Giunti, perché non voglio considerare l’anno di Gattuso come un vero anno di primavera. Partito in ritiro con la squadra, 45′ in un derby terrificante alla seconda di campionato e due panchine consecutive con Bologna e Napoli, poi il ritorno in U17, con i compagni con cui aveva appena vinto il campionato U16, e di nuovo quel feeling con il gol che lo ha accompagnato lungo tutta la sua avventura con le giovanili rossonere. Perché Riccardo è grosso, sportivamente cattivo, non molla mai su ogni pallone, sempre pronto a prenderle e darle senza farsi nessun tipo di problema, davanti è l’uomo che serve sempre. Prima punta, da solo o in coppia, lui c’è.Tonin e il gol, un rapporto forte, costante, continuo in rossonero, fino alla stagione 2018/2019.


E’ il momento del salto vero, Gattuso non c’è più sulla panchina giovanile, c’è Lupi, l’allenatore con cui ha vinto il campionato U16, ci sono i suoi compagni di squadra di sempre, la rosa è giovanissima, forse troppo per la categoria e si inceppa subito. Si affaccia al mondo primavera e quella che sembrava una prima punta fisicamente possente all’improvviso lo sembra un po’ meno, l’incontro con difensori più esperti è complicato, la sua stagione, come quella del Milan è molto negativa, segna solo un gol, a Palermo, in un momento in cui i rossoneri sembrano riuscire a riprendere in mano il loro destino.


Ma è solo un lampo nel buio, per la primavera e per Riccardo. Ma ci sono quelle annate in cui va tutto male, in cui anche i gol più semplici sembrano impossibili, l’ha vissuta Dzeko qualche anno fa, figurarsi se non può viverla un ragazzo di 18 anni. La sensazione, però, è che Tonio viva sull’orlo dell’emotività, delle prime due giocate, se riescono sfodera una grande prestazione, se non riescono, e succede spesso ad inizio stagione, poi via via si spegne e scompare.

Ho vivida nella mente ancora la seconda giornata dello scorso campionato, stadio Ossola di Varese, arriva la Roma, la scalata è ovviamente impervia, ma Tonio parte benissimo, due ottime giocate sembra la giornata buona poi uno slalom in area concluso con un errore davanti alla porta. Sono passati 10 minuti scarsi, ne mancherebbero 80 per rifarsi, ma lentamente si spegne e si fa travolgere insieme a tutta la squadra in quella che sarà la prima delle sonore ripassate che si prenderà la primavera in quella stagione. A volte invece, come a Palermo, entra cattivo, con gli occhi della tigre che lo contraddistinguono, gli riescono le prime giocate e riesce a spaccare la partita. Sono queste partite, al fianco di Frank Tsadjout che iniziano a far intravedere come Riccardo sia molto più incisivo se può agire con un’altra punta che faccia il lavoro sporco con lui che può far esplodere la potenza delle sue gambe in velocità.

Nel mentre la stagione rossonera sta andando allo sfascio, salta Lupi e arriva Giunti, i due si annusano per un po’, Giunti inizia a studiare il ruolo giusto per il suo attaccante, ma complice l’infortunio di Tsadjout non riuscirà a mettere in campo la coppia e a fine stagione arriva la retrocessione. Sportivamente un disastro, ma non così negativo per tanti ragazzi che puntano alla maturità e uno di questi è proprio Tonio.
Con l’arrivo di Pecorino e Luan Capanni in molti, me compreso, pensavano che ad accomodarsi in panchina sarebbe stato proprio Tonin e invece fin dalle prime uscite il campo dice altro: davanti si gira, ci si alterna, ma Tonin non si tocca, non più da prima punta però, un ibrido tra seconda punta ed esterno di sinistra dove può far valere la sua forza fisica, la sua corsa inesauribile, la potenza dei suoi cavalli e il suo feeling con il gol, che sta tornando.


Non siamo più ai numeri, importantissimi di qualche anno fa, ma in 9 partite di campionato sono arrivati 2 gol, tante occasioni create, tanti tiri tentati e non andati a segno, ma sempre pericolosi. Tonio non è una Ferrari, non ti lascia lì nei primi 5 metri, ma è una Jeep, un 4×4 che ti trascina anche se ti attacchi alla sua maglia. E finalmente ha ritrovato fiducia nei suoi mezzi e nelle sue capacità, anche se la palla si rifiuta di entrare. Il super gol contro il Venezia è stata una liberazione, festeggiata con un gesto, la mano portata alla fronte, che in questa situazione sociopolitica europea (questione Turchia) avrebbe potuto creare qualche polemica, ma giusto che non sia successo.


Quella mano portata alla testa come saluto alpino non so da dove arrivi, non so in onore di chi sia, prima o poi glielo chiederò. Intanto guardo sul suo Instagram e scopro che è nato ad Brogliano, in Veneto come lascia intuire il suo cognome, una cittadina in mezzo alle colline e alle montagne, probabile che sia un richiamo alla sua terra e alle sue origini.
Riccardo Tonin, un alpino a Milano, che, da quel titolo di migliore in campo che mi sono permesso di dargli contro il Venezia, ha ripreso la sua corsa, il suo percorso di crescita, mangiandosi i sentieri e le salite senza arretrare di un centimetro come un vero alpino
.

Photo credits: acmilan.com

Matteo Vismara

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Parma-Milan, le parole dei protagonisti

Parma-Milan, le parole dei protagonisti

PARMA-MILAN, PIOLI: “VITTORIA MERITATISSIMA, MA CHE NON RISOLVE TUTTI I NOSTRI PROBLEMI. DOBBIAMO ARRIVARE A NATALE CON UNA CLASSIFICA MIGLIORE”

Stefano Pioli parlava dei progressi della sua squadra già da diverse settimane, anche se i risultati non arrivavano. Oggi che finalmente può godersi anche i tre punti, il tecnico emiliano tiene i piedi per terra

“Venivamo da ottime prestazioni, la squadra sapeva dell’importanza di questa partita che, come avevo detto alla vigilia, valeva più di tre punti – ha spiegato a fine gara il tecnico rossonero -. Abbiamo vinto in maniera meritata, giocando un’ottima gara di qualità e precisione, tirando in porta più di 25 volte. Ma la classifica rimane appesa negli spogliatoi e noi rimaniamo realisti: non è con questa vittoria che si risolvono i nostri problemi. Il Milan non può essere in quella posizione di classifica, dobbiamo arrivare a Natale in una situazione migliore. Con la vittoria di oggi non abbiamo fatto niente, ma ho sensazioni positive da tre settimane, vedo un gruppo che si aiuta e con voglia di migliorare. Adesso dobbiamo solo pensare a domenica, ci aspetta un’altra sfida importantissima, contro il Bologna”. 

Intanto, a preoccupare in casa rossonera sono i pochi gol fatti e l’astinenza di Piatek: “Continuo a dire che a Krystof manca il gol; non può essere sorridente ed è giusto che sia così – ha aggiunto mister Piatek -. Noi dobbiamo aiutarlo e lui si deve far aiutare. Leao è entrato bene, non riempie l’area come Kris ma abbiamo i centrocampisti che la riempiono quando c’è lui. Quando vedo giocatori che si allenano bene, determinati e concentrati, non chiudo mai la porta a nessuno. Vedo giocatori motivati ma è normale che chi sta fuori sia men contento, ma oggi chi è entrato ha fatto bene”.

E quando gli chiedono se sotto l’albero di Natale si aspetta un regalo svedese di nome Ibrahimovic, Pioli glissa: “Pensiamo alle prossime partite, con la società c’è un confronto, vedremo cosa succederà. Pensiamo a noi, senza perdere umiltà e consapevolezza del nostro momento”. 

Si gode l’inedito ruolo di bomber milanista, invece, Theo Hernandez: “Sono molto contento del mio terzo gol con questa maglia – ha detto il terzino francese -. Abbiamo fatto una grande partita, dobbiamo continuare così, ci attendono altre gare molto difficili. Sono felice di essere al Milan, ringrazio il mister per aver creduto in me ed i tifosi che mi supportano”. Quando gli mostrano una foto di quest’estate a colloquio con Maldini ad Ibiza prima del trasferimento in rossonero, Theo spiega: “E’ stata una conversazione speciale, non posso raccontarvi ciò che ci siamo detti ma Maldini mi ha convinto a venire al Milan. Non era facile lasciare un grande club come il Real Madrid, ma lì non giocavo. Quando Maldini mi ha chiesto di venire qui, non ci ho pensato due volte”.   

Photo credits: acmilan.com

Enrico Aiello

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Parma-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Parma-Milan, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

PARMA-MILAN – Sfida importante per il Milan che non può più permettersi di sbagliare. Nell’attesa andiamo conoscere meglio il nostro prossimo avversario.

Ultimo precedente

L’ultima partita del Milan in casa del Parma risale al 20 aprile scorso e terminò 1 a 1 con gol di Castillejo e pareggio di Alves a tre minuti dal fischio finale. 

Precedenti famosi

Una delle vittorie in terra emiliana ricordata con piacere dai rossoneri è sicuramente quella della stagione 2014/2015 con la partita che terminò 5 a 4 per il Milan con i gol di Bonaventura, Honda e De Jong e la doppietta di Menez. 

Ultime gare del Parma

Il Parma arriva allo scontro reduce dal pareggio esterno con il Bologna che ha seguito la vittoria casalinga con la Roma. 

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo il pareggio interno con il Napoli, che ha seguito l’immeritata sconfitta in casa Juve, e con il disperato bisogno di fare punti e muovere la classifica.

Occhio a…

Dejan Kulusevski, giocatore in uno strepitoso stato di forma che ha già segnato tre reti fin qui e fornito ben cinque assist.

Curiosità sugli avversari

Il Parma è la quarta squadra italiani ad aver più trofei in Europa dopo Milan, Juve e Inter. Nel 2015 quando la società fallì e venne rilevata la nuova proprietà indisse un sondaggio dei tifosi per scegliere il nuovo stemma societario. L’emblema che venne scelto rappresentava uno scudo bianco con croce nera, bordato di giallo e azzurro, con in capo una fascia recante il nome del club e l’anno di fondazione iscritto nel vertice inferiore. Questo stemma durò soltanto un anno e già nel 2016 venne ripreso e riadattato il vecchio emblema dello scudetto con croce e strisce verticali gialloblù.

Allenatore avversario

Roberto D’Aversa ha incrociato il Milan due volte da allenatore ottenendo un pareggio e una sconfitta. Nessun scontro invece tra il tecnico emiliano e Stefano Pioli.

Storico arbitro con le due squadre 

A dirigere la sfida sarà lo stesso arbitro dell’ultimo Parma Milan, ovvero Paolo Valeri. Il fischietto romano ha diretto il Milan 26 volte, con i rossoneri che hanno ottenuto 15 vittorie, 4 pareggi e 7 sconfitte. Tra Serie a e Serie B sono invece 15 gli incroci tra Valeri e il Parma con i gialloblù che hanno vinto 6 volte, pareggiato 7 volte e perso 2 volte. Ad affiancare Valeri ci saranno gli assistenti Liberti e Bresmes, il quarto uomo Illuzzi, il Var Chiffi e l’assistente Var Ceccon. 

Ex e doppi ex

Tra gli ex di questa partita vanno annoverati innanzitutto i tecnici. D’Aversa vestì rossonero nella stagione 1994/1995 anche se non giocò mai, Stefano Pioli cominciò la sua carriera di calciatore nelle giovanili del Parma aggregandosi in prima squadra dal 1982 al 1984. 

Un ex che sarà invece in campo è Juraj Kucka al Milan dal 2015 al 2017 e da quest’estate tesserato con il Parma. 

Tra gli ex che invece domenica non ci saranno ricordiamo Antonio Cassano, al Milan dal 2011 al 2012 e al Parma dal 2013 al 2015, Antonio Nocerino, al Milan dal 2011 al 2014  e al Parma dal gennaio al giugno 2015, Alberto Giardino, al Parma dal 2002 al 2005 anno in cui passa al Milan dove rimane fino al 2008 e Hernan Crespo al Parma dal 1996 al 2000 e al Milan dal 2004 al 2005. 

Giulia Galliano Sacchetto

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Milan Femminile, Valentina Giacinti e il nuovo ruolo: meno gol, più squadra

Milan Femminile, Valentina Giacinti e il nuovo ruolo: meno gol, più squadra

Che per le prime punte del Milan non sia un gran periodo di splendore si è ormai capito, anche semplicemente osservando i numeri totalizzati dai numeri 9 rossoneri della prima squadra maschile e femminile.

Valentina Giacinti ha totalizzato 2 gol in 7 partite, media anomala per le abitudini del venticinquenne capitano rossonero, abituato a cavalcare la classifica marcatori guardando tutti dall’alto fin dalle prime battute di campionato. Le due reti di Giacinti sono arrivate nella prima grande vittoria contro la Roma, siglando lo 0-3 definitivo per il Milan Femminile, e nella prima partita casalinga contro l’Orobica, alla seconda di campionato.

Ma non fermiamoci soltanto ai numeri, perché Valentina è molto di più dei gol che realizza, e questa è una prima chiave di lettura del momento che sta passando la numero 9 -senza voler considerare il ruolo storicamente scaramantico della maglia da lei indossata.

Volendo dare elementi di lettura, più che spiegazioni univoche e dunque irrealistiche nel mondo del calcio, ci possiamo soffermare su alcuni movimenti in campo tipici del gioco proposto dal Milan Femminile in questa prima parte di campionato sotto la guida tecnica di mister Ganz.

Rispetto alla disposizione tattica vista in campo lo scorso anno, il ruolo di Giacinti nel rettangolo di gioco è interpretabile come più votato alla manovra, e meno di semplice finalizzazione: a supporto di questo si può constatare il minor numero di chiare occasioni da gol passate dai suoi piedi, mentre sono molti di più i palloni da lei gestiti in fase offensiva, più calata nel ruolo di fulcro di gioco in avanti più che di semplice macchina da gol.

Valentina Giacinti scende inoltre spesso sulla linea della trequarti per ricevere palla, anche sui lanci lunghi dalla difesa come quelli spesso sperimentati da Hovland, e manovra il gioco spalle alla porta, aprendo eventualmente gli spazi sugli esterni, facendo cavalcare Bergamaschi fino al fondo per poi rimettere in mezzo palloni velenosi per gli inserimenti delle compagne.

Un altro aspetto fondamentale nel ruolo in campo di Giacinti è l’apporto offensivo in fase di pressing, che la porta a macinare una gran quantità di chilometri utili più alla squadra sul piano tattico, mettendo in difficoltà l’avversario in fase di costruzione, che sul piano individuale dell’attaccante, che ancora non ha potuto giovare di clamorosi errori nelle difese che tenta di intralciare.

Photo Credits: AcMilan.Com

Lucia Pirola

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Milan-Napoli, le parole dei protagonisti

MILAN-NAPOLI, PIOLI: “ANCHE OGGI ALLA PARI, CI E’ MANCATO IL SECONDO GOL. ADESSO MIGLIORIAMO LA CLASSIFICA”Si presenta ai microfoni, nel post gara di Milan-Napoli, soddisfatto del risultato, consapevole dei miglioramenti di cui la squadra necessita ma soprattutto quasi sollevato di aver messo alle spalle il ciclo terribile con Roma, Lazio, Juve e Napoli: Stefano Pioli era convinto che anche contro i partenopei la sua squadra avrebbe fatto la prestazione, anche se forse si sarebbe aspettato più convinzione sottoporta. “Ero sicuro che la squadra offrisse una buona prestazione perchè nelle ultime due settimane abbiamo lavorato molto bene – ha detto il tecnico emiliano -. Affrontavamo un avversario molto forte ed in condizioni oggettivamente complicate anche per le numerose assenze. E’ un peccato perché potevamo vincerla, ci è mancato il secondo gol”. Pioli ha poi analizzato il momento della squadra e tracciato una sorta di bilancio di questi suoi primi 45 giorni sulla panchina rossonera. “Il momento psicologico della squadra non può essere dei migliori ed è giusto che sia così perché la classifica è quella che è; ho voluto attaccarla nello spogliatoio proprio perché fossimo realisti e consapevoli – ha proseguito il mister -. La testa è pesante ma la squadra sta reagendo bene, dobbiamo ancora migliorare. Concludiamo tanto ma non sempre prendiamo la porta. Da parte dei ragazzi ho trovato molta disponibilità sin dal mio arrivo, per fare un lavoro completo serve tempo ma capisco che non ce n’è. Sono 45 giorni che lavoriamo assieme, con due soste di mezzo che ci hanno sicuramente rallentato. Se avessi cominciato dall’inizio, mi troverei a metà agosto ed in tal caso sarei contento. Il calendario certamente non ci ha aiutato, abbiamo affrontato le migliori 5 del campionato e, tranne nel secondo tempo di Roma, ce la siamo sempre giocata. Ho portato princìpi diversi da quelli che conoscevano ad inizio campionato, l’atteggiamento dei ragazzi è quello giusto, stiamo cominciando a giocare da squadra. Ma siamo il Milan e dobbiamo migliorare prestazioni e risultati”. In chiusura, Pioli ha parlato anche dei singoli ed in particolare del peggiore e del migliore in campo, rispettivamente Piatek e Bonaventura: “Krystof ha lavorato tanto per la squadra, ha anche avuto le sue occasioni. L’importante è continuare a creare palle gol, sappiamo che gli attaccanti vivono di periodi. Sta lavorando bene ma deve fare uno sforzo in più, abbiamo bisogno delle sue qualità. Sia lui che noi abbiamo bisogno dei suoi gol. Jack è giocatore vero, molto intelligente, ho bisogno di gente come lui, che sa quando bisogna rallentare e quando aggredire. Mi auguro che la sua condizione fisica gli consenta di giocare con continuità”. E quando gli chiedono di Ibrahimovic, Pioli si limita a sorridere ed augurare buona serata…

Enrico Aiello

Photo credits: Acmilan.com

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Milan-Napoli, conferenza Pioli: “Incontriamo squadra forte, ma siamo pronti”

Milan-Napoli, conferenza Pioli: “Incontriamo squadra forte, ma siamo pronti”

MILAN-NAPOLI – Nonostante l’inizio di stagione non proprio esaltante Stefano Pioli è ottimista. 

“La squadra sta reagendo bene” ha spiegato il tecnico in conferenza stampa e a chi gli chiedeva conto dell’atteggiamento dei giocatori, definito dallo stesso tecnico preoccupante perché non era diverso dopo una sconfitta, una vittoria o un pari, Pioli ha risposto “Le mie parole in quel senso erano riferite ai miei primi giorni qui, quando ancora non conoscevo bene l’ambiente. Ma ora stanno migliorando molto sotto questo punto di vista”.

Contro il Napoli sarà difficile anche perché Pioli non ci sta a passare per favorito vista la situazione ambientale che si è creata a Napoli. “Non posso giudicare la situazione attuale del Napoli, ma indipendentemente da questo incontreremo una squadra motivata e determinata allenata da un tecnico esperto e con giocatori di qualità. Noi non dovremo essere da meno” ha precisato Pioli. 

Che non ama le soste per le nazionali ma riconosce però che quando sono positive fanno bene ai giocatori.Come Piatek e Calhanoglu le cui dichiarazione in questi giorni hanno fatto discutere ”Non credo che con le loro dichiarazioni volessero far intendere che non stanno bene qui. La dimostrazione però la dovranno dare sul campo” spiega il tecnico. A chi gli chiede di Kessié, escluso contro la Juve risponde “Non chiudo la porta in faccia a nessuno, più giocatori ho ha disposizione meglio è”. 

Quello che è certo è che con il Napoli non ci sarà Caldara: “Oggi si allenerà con la Primavera e domani giocherà con loro. Ha bisogno di mettere minuti nella testa e nelle gambe per colmare quel piccolo gap rimasto tra lui e il resto della rosa del Milan” ha spiegato Pioli. 

Si vocifera che il Milan per gennaio cerchi un difensore ma di mercato Pioli riferisce non parlare. Eppure è inevitabile fare il nome di Ibrahimovic: “Ibrahimovic è un campione sia sul campo sia per professionalità. Ma io adesso devo pensare al campo, siamo solo a novembre. E siamo di fronte ad una partita che il Milan non può permettersi di perdere se vuole evitare di finire in una situazione spiacevole. 

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Napoli, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Napoli, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-NAPOLI – Una sfida importante per due squadre che quest’anno, per motivi diversi, non sono state all’altezza delle aspettative. In attesa di sabato andiamo. Conoscere meglio i nostri prossimi avversari. 

Ultimo precedente 

L’ultimo precedente tra Milan e Napoli risale al 26 gennaio scorso ed è terminato 0 a 0. 

Precedenti famosi

Uno dei precedenti ricordati positivamente dai milanisti è sicuramente quello della stagione 2010/2011, un secco 3 a 0 firmato Ibrahimovic, Boateng e Pato che spianò la strada verso lo scudetto ai rossoneri di Allegri.

Ultime gare del Napoli

Il Napoli arriva allo scontro dopo il deludente 0 a 0 contro il Genoa e con lo spogliatoio in ebollizione dopo l’ammutinamento post Salisburgo.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo la sconfitta in casa della Juve, con il disperato bisogno di tornare a fare gol. 

Occhio a…

Lorenzo Insigne in dodici incontri con il Milan ha segnato ben sei reti, l’ultima delle quali ha permesso al Napoli di sbancare San Siro nella stagione 2016/2017.

Curiosità sugli avversari

L’attuale mascotte del Napoli è un asino, comunemente noto come il Ciuccio. La scelta venne fatta nei primi anni di vita del club e prendendo ispirazione da un contadino della città che aveva un vecchio asino che riusciva a ricoprire solo distanze molto brevi prima di accasciarsi a terra. Siccome la squadra in quegli anni faticava e se riusciva a vincere qualche partita ciò non succedeva mai per troppo tempo venne assimilata a quest’asino che divenne così la mascotte. 

Allenatore avversario 

Carlo Ancelotti, da ex, ha incrociato il Milan 14 volte ottenendo 5 vittorie 6 pareggi e 3 sconfitte. 4 sono invece gli incroci tra Ancelotti e Pioli con il bilancio che pende decisamente dalla parte di Carletto. Per lui tre vittorie, un pari e nessuna sconfitta. 

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Daniele Orsato. Il fischietto di Schio ha diretto il Milan 27 volte tra Coppa Italia e campionato con i rossoneri che hanno ottenuto 9 vittorie 11 pareggi e 7 sconfitte, di cui l’ultima con la Roma a fine ottobre. Sono invece ben 42 gli incroci, tra Serie A Serie B Serie C e Coppa Italia, del Napoli con Orsato con gli azzurri che hanno vinto 15 volte, pareggiato 14 e perso 13 volte di cui l’ultima con la Juve alla seconda giornata di campionato. 

Ad affiancare Orsato ci saranno gli assistenti Giallatini e Mondin, dal quarto uomo Massa, dal Var Irrati e dall’assistente Var Tolfo. 

Ex e doppi ex

Oltre ad Ancelotti che allena il Napoli dalla scorsa stagione dopo aver allenato il Milan dal 2001 al 2009 e averci giocato dal 1987 al 1992, tra gli ex di questa sfida che saranno presenti a San Siro ricordiamo Pepe Reina, dal 2015 al 2018 estremo difensore del Napoli e da luglio scorso tesserato con il Milan. 

Tra chi non ci sarà invece ricordiamo Alberto Bigon, che giocò nel Milan dal 1971 al 1980 e allenò poi il Napoli dl 1989 al 1991con cui vinse scudetto e Supercoppa Italiana, e Ruben Buriani che vestì la maglia rossonera dal 1977 al 1982 e quella azzurra dal 1985 al 1986. 

Giulia Galliano Sacchetto

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