Rio Ave – Milan 10-11 d.c.r.: le pagelle. Un Milan omerico torna in Europa tra la tempesta

Rio Ave – Milan 10-11 d.c.r.: le pagelle. Un Milan omerico torna in Europa tra la tempesta

Donnarumma 6.5: Sostanzialmente inoperoso. Prende due gol negli unici due tiri che gli fanno e in nessuno dei due può nulla. Diventa eroe al ventiquattresimo rigore, dopo che aveva sbagliato il suo e il destino gli aveva fatto capire più volte che non era il momento di uscire.
Calabria 5.5: La cosa più importante, segnare il suo rigore, l’ha fatta. Va in difficoltà contro Carlos Manè, manco fosse Sadio e dalla sua parte nasce il primo gol, complice una dormita di gruppo. Offensivamente ci prova, ma si fa ricordare solo per un cross finito tra le mani del portiere.
Gabbia 6: Non da grande sicurezza, ma il Milan soffre poco e non ha particolari colpe personali sui due gol subiti. In proiezione offensiva sbaglia tutti i colpi di testa su calcio d’angolo, ma gli riesce la cosa più importante della sua partita e della sua breve carriera: il lancio lungo per la spizzata decisiva di Colombo.
Kjer 6: Una delle sue peggiori partite da quando è al Milan, probabilmente non sarebbe del tutto sufficiente per i 120’, ma segna due volte ai rigori e il suo è l’ultimo della serie. Di responsabilità, senza che gli tremino le gambe. E questo basta e avanza.
Theo 5.5: Spinge, perché la condizione sta crescendo, ma a spazi intasati fa più fatica. Il Milan si affida a lui sempre, ma nel supplementare è l’unica certezza. Manca un po’ di qualità ancora che arriverà. Va vicino al gol con un tiro da fuori sugli sviluppi di un angolo e mette qualche pallone pericoloso in mezzo che i difensori portoghesi respingono. In attesa del miglior Theo.
Bennacer 5.5: Non ha ancora ingranato, la sua condizione non è ottimale e lo si capisce quando inizia a fermarsi e proporre un ritorno del pallone dopo averlo passato piuttosto che creare una nuova linea di passaggio per i compagni e dal quando si fa recuperare 5 metri da Lucas Piazon nell’inserimento che porta all’assist per l’1-1 di Geraldes. Ma ci mette tutto quello che ha e anche di più nella tempesta di Vila
do Condo, segnando il primo e sbagliando l’undicesimo rigore della serie.
Kessiè 6: Corre e ci mette tutto, non la solita prestazione di fisico e qualità, ma i compagni vanno ad appoggiarsi sempre e comunque a lui. Esce a fine primo tempo supplementare con un piccolo problema al ginocchio. E bisogna sperare non sia nulla di grave.
(Tonali 6.5: Un quarto d’ora di qualità, lucidità e serenità. Nella tempesta, metereologica e psicologica, la sua freschezza fisica e mentale è utilissima, guarda solo in avanti, trova tre imbeccate importanti per i compagni. Se il Milan in assedio negli ultimi 10’ trova tante occasioni lo deve anche a lui).
Saelemaekers 6.5: Il migliore in campo, segna e prova a dare una svegliata alla squadra nel secondo tempo. Festeggia la prima convocazione in Nazionale maggiore belga con un bel destro da fuori sulla respinta di un calcio d’angolo che sembrava aver indirizzato la partita nel modo giusto. Esce stremato a inizio supplementare quando il Milan ha bisogno di recuperare lo svantaggio.
(Colombo 5: Come Maldini, non la vede praticamente mai. Ma ha un guizzo al 121’: l’ambrosiniana spizzata che coglie in errore Borevkovic e causa il rigore del 2-2. Sbaglia il suo rigore, che per fortuna non risulta decisivo. Questa partita però è la dimostrazione che non è ancora pronto per determinati ruoli, come essere la prima alternativa a Ibra, e determinate partite. Il tempo di crescere è dalla sua, non serve forzare i tempi.)
Calhanoglu 5: Notevole passo indietro rispetto all’inizio di stagione. La squadra aveva bisogno di lui, ma non c’era, passa a vuoto e le idee sono quasi nulle. Non incide fino al penultimo secondo, poi spara dentro di carattere e di precisione il rigore che porta la sfida ai 24 rigori finali. Rimane negli occhi la sua immagine da profeta solo nella tempesta avvolto da un asciugamano nero della squadra.
Castillejo 4: IL PEGGIORE. Non azzecca né un pallone né una scelta. Il vento soffia leggermente e lui vola via: un fantasma. Per fortuna dura solo un tempo perché con la tempesta lo avrebbero trovato in mezzo all’Atlantico.
(Brahim 5.5: Entra lui e il Milan inizia a giocare, però lo fa per 10’. Poi prima scompare dal campo e dopo riappare in versione salvatore cercando di strafare e la cosa gli riesce con fortune molto alterne. Chiude segnando il rigore e con più dribbling tentati che passaggi riusciti. C’è bisogno di qualcosa di più)
Maldini 4.5: Non è il suo ruolo e si vede. Non lo trovano mai e lui non fa nulla per farsi trovare. Un pesce totalmente fuor d’acqua e non solo per colpa sua.
(Leao 4.5: Entra e prova a fare uno sprint che costringe due avversari ad affossarlo al limite dell’area. La sua partita, sostanzialmente, finisce lì. Dopo un quarto d’ora è già boccheggiante e questa è l’unica grande attenuante, ma deve capire come gestirsi quando non ne ha piuttosto che cercare di andare sempre sulla velocità. Soprattutto in situazioni in cui, probabilmente, ha pure sbagliato gli scarpini).
Pioli 4.5: La formazione iniziale è sbagliata e il primo tempo ne è la chiara dimostrazione. Con l’inserimento di Diaz, e lo spostamento di Saelemaekers a destra, il Milan inizia a proporre qualche trama interessante, ma dura un giusto l’attimo di un respiro. Colombo nell’assalto finale è il tipico cambio della speranza e qualcuno deve aver guardato giù. Si salva ai rigori, ma l’amministrazione del vantaggio durante i tempi regolamentari è stata davvero pessima

Matteo Vismara


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