Il Diavolo in Fiera: la tripla sfida portoghese tra spareggi e schiaffoni

Il Diavolo in Fiera: la tripla sfida portoghese tra spareggi e schiaffoni

Rio Ave: ultimo ostacolo. La squadra di Vila do Conde, poco a nord di Porto, che ha da poco annunciato il ritorno, in prestito, della vecchia conoscenza della Primavera rossonera Pelé, ha eliminato il favorito (ma dimezzato causa Covid) Besiktas e si trova a un passo dalla sua storica seconda partecipazione alla fase a gironi dell’Europa League. Nell’agosto 2014 eliminò l’Elfsborg nel play-off round per poi concludere all’ultimo posto nel girone, ma, per un club che in bacheca può vantare solo un paio di sconfitte nelle finali delle coppe nazionali, fu comunque un importante traguardo.

Ovviamente anche in questo caso non ci sono precedenti, neppure in amichevole, ma il Milan ha già giocato una partita da dentro o fuori contro una squadra portoghese vestita di biancoverde… avete detto Sporting Lisbona? Troppo facile e poi quella era la Coppa Latina. Questa volta la nostra macchina del tempo ci porta nel 1965, quando nei Sedicesimi di finale della Coppa delle Fiere (l’antenata della Coppa UEFA) il Diavolo trova sul suo cammino il CUF Barreiro. I turni della Coppa prevedono, come oggi, partite di andata e ritorno, ma in caso di parità si gioca uno spareggio (modello FA Cup) e nel caso di parità persistente ci si affida al sorteggio.

Quest’edizione della Coppa delle Fiere è abbastanza particolare per il Milan, che arriva allo spareggio in tutti i turni giocati. Dopo la vittoria per sorteggio nel primo turno contro il Racing Strasbourg, i  rossoneri rimontano il 2-0 dell’andata (naturalmente uno dei risultati più prestigiosi nella storia del piccolo club del distretto di Setúbal) grazie a una delle rare reti di Angelillo al termine di una partita molto tesa, cominciata con la distorsione alla caviglia di Pelagalli che lascia immediatamente il Milan in dieci.

Nonostante l’inferiorità numerica Amarildo conquista un rigore che Sormani trasforma, ma alla mezz’ora lo stesso Amarildo si rende protagonista di un’aggressione a suon di schiaffoni ai danni del terzino di origini guineane Bambo, con il quale le storie tese erano iniziate nella partita di andata. Il Milan è in vantaggio, ma rimane in nove uomini. Nel secondo tempo, però, i rossoneri resistono alle (in realtà poche) occasioni dei portoghesi e a tre minuti dal termine ci pensa uno dei famigerati angeli dalla faccia sporca a pareggiare i conti con un goal viziato da un evidente fuorigioco.

Ci vuole la “bella”, dunque, e il sorteggio dice Milano. Si gioca tre settimane dopo, il 29 dicembre, in una giornata fredda e grigia. Il Milan domina dall’inizio alla fine e con Rivera, Angelillo e Amarildo imperversa nella metà campo portoghese per tutto il primo tempo, senza, però, trovare la rete del vantaggio. Ci vuole Lodetti per superare definitivamente i portoghesi; Rivera lo ripaga delle tante corse con un traversone che il Basléta deposita alle spalle di Vitor Manuel. Il Barreiro non riesce a reagire e l’unico vero pericolo arriva a pochi minuti dalla fine, quando un’uscita di Balzarini riesce a sventare un pericoloso traversone dalla destra; purtroppo nell’occasione si scontra con l’attaccante avversario Uria, che rimedia la frattura del perone sinistro, duro epilogo di questo combattuto triplo confronto. Negli Ottavi di finale il Milan trova il Chelsea di Peter Osgood, ma questa volta lo spareggio di San Siro si rivelerà amaro per i rossoneri, eliminati da un sorteggio sfavorevole.

Ma, eccezion fatta per i colori che richiamano la sfida con il Rio Ave, si può trovare un collegamento con il presente? In apparenza no, eppure qualcosa c’è…

Barreiro si trova sulla riva opposta del Tago rispetto a Lisbona. Pochi chilometri più a ovest, dove l’estuario del fiume più lungo della penisola iberica si restringe prima di gettarsi nell’Oceano Atlantico, sorge la città dal nome arabeggiante di Almada, famosa per il suo castello, per la statua del Cristo Re, ispirata alla più nota statua del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, e, per i tifosi milanisti, per essere la città natale di Rafael Leão, l’ultimo lusitano giunto alla corte del Diavolo (in realtà ne sono arrivati davvero pochi, ma il numero dieci passato da Firenze ha avuto una certa importanza).

Potrebbe, dunque, arrivare da qui, vicino a Barreiro, la rete decisiva per superare il Rio Ave in quest’ultimo turno di qualificazione.

Joel Da Canal


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