Daily Archives

One Article

Posted by Redazione Rossonera on

#MercoledìMeteora: Djamel Mesbah e quel 4-0 all’Arsenal

#MercoledìMeteora: Djamel Mesbah e quel 4-0 all’Arsenal

Una partita da fenomeno, le altre meno, molto meno.

Lo sappiamo: dopo Paolo Maldini e prima di Theo Hernandez la fascia sinistra del Milan non ha vissuto momenti felicissimi. A parte la determinazione e la grinta di alcuni, se ne salvano davvero in pochi.

Tra quelli che non si salvano possiamo tranquillamente collocare Djamel Mesbah. Il terzino algerino è arrivato in Italia nel 2008, dopo i primi passi di carriera percorsi pendolando tra Francia e Svizzera. Disputa una buona stagione all’Avellino e passa al Lecce nell’anno successivo.

Con i giallorossi è subito feeling: una promozione e la quasi piena titolarità nella prima stagione. Anche il secondo anno è piuttosto positivo, impreziosito da un gol alla Juventus, cosa che ritornerà anche a tinte rossonere nella sua carriera. A metà del terzo anno abbandona i “Lupi” per trasferirsi al Milan.

Arriva tra le più rosee aspettative. Avrebbe dovuto sostituire Emanuelson (in uscita), ma si è rivelato forse anche peggio dell’olandese. Dodici mesi in cui il Mesbah di Lecce era un ricordo lontanissimo, partite sottotono condite da svarioni difensivi e poca spinta offensiva.

Della sua esperienza al Milan, oltre al sopracitato gol alla Juve (sconfitta allo Stadium grazie a lui nei 90 minuti, partita poi persa ai supplementari di Coppa Italia), si ricorda in particolare la partita in Champions League contro l’Arsenal. Una serata magica, un 4-0 rotondo e una partita di alto livello dell’algerino, che pareva (per quei 90 minuti, sia chiaro) essersi impossessato di Roberto Carlos.

Dopo quei 365 giorni di oblio, Mesbah ha iniziato (come altri suoi colleghi) a girovagare per l’Italia alla ricerca di una meta gradita. È passato da Parma, Livorno, Sampdoria, Crotone e infine al Losanna. Non tutti sanno che prima di approdare nella sua squadra attuale, l’Étoile Carouge, ha firmato un contratto da allenatore con l’Evian, appendendo temporaneamente gli scarpini al chiodo prima di tornare sui suoi passi.

Due lampi in un anno di buio. Non sufficienti per togliersi l’etichetta di meteora del Milan.

Enrico Boiani

it_ITItalian
en_USEnglish it_ITItalian