Milan-Genoa, la parola ai protagonisti

Milan-Genoa, la parola ai protagonisti

MILAN-GENOA 1-2, PIOLI: “NESSUN ALIBI, PERSO PER NOSTRI DEMERITI”

“Il caos societario e le porte chiuse non giustificano una sconfitta maturata solo per nostri demeriti”.

Non cerca alibi, Stefano Pioli, nel commentare il kappaò con il Genoa, in un clima surreale non solo per un San Siro a porte chiuse ma anche per le vicissitudini societarie che in settimana hanno reso incandescente l’ambiente rossonero. 

“Senza tifosi non c’è calcio, ma la sconfitta di oggi è dovuta solo a nostri demeriti – ha affermato il tecnico emiliano -. In settimana avevamo lavorato bene, oggi dovevamo essere più lucidi. Abbiamo fatto 22 tiri centrando la porta solo 3 volte. Le vicende societarie e l’assenza di pubblico contano poco”. 

Analizzando la partita, Pioli aggiunge: “Abbiamo giocato la maggior parte della partita nella loro metà campo ma ci è mancata determinazione sottoporta. Avevamo una grande occasione per sistemare la classifica e provare a reagire in un contesto così delicato. Nel primo tempo Ibra si è abbassato tanto, forse troppo; nel secondo ho inserito Leao perché doveva stare più vicino ad Ibra, ma molto spesso non ci è riuscito. In fase difensiva, invece, siamo stati poco solidi, abbiamo concesso tre tiri in porta e subito due gol”. 

Tornando alle vicende societarie, Pioli è stato incalzato sulle parole di Boban a Il Giornale, secondo cui l’arrivo di Ragnick sarebbe stato definito da Gazidis già nel mese di dicembre. “Ho letto ma devo rimanere concentrato sul mio lavoro. Non penso al futuro, lavoro in club prestigioso e devo finire al meglio la stagione. Al termine del campionato succederà quello che dovrà succedere”. 

Chiosa finale sullo stato mentale della squadra per l’emergenza Coronavirus e le diverse ipotesi di stop al campionato: “Ripeto: la sconfitta di oggi è figlia di nostre responsabilità, ma era la terza volta che rischiavamo di non giocare una partita a ridosso del fischio d’inizio. Siamo partiti da Milanello senza sapere ciò che sarebbe accaduto. In generale – ha concluso Pioli – il Paese sta vivendo una situazione drammatica e di emergenza, ma ci sono persone più adatte di me a prendere decisioni. Noi siamo qui per lavorare e provare a trasmettere positività”. 

NICOLA

Non si è potuto godere l’abbraccio dei tifosi ma, a fine gara, Davide Nicola ha voluto dedicare il successo al suo pubblico. “Il gesto del saluto finale era per salutare simbolicamente la nostra gente – ha detto il tecnico del Grifone -. Faccio i complimenti ai ragazzi, non era facile in un clima così surreale”. 

Mister Nicola ha poi analizzato l’andamento del match: “Ci siamo abbassati troppo per merito del Milan, squadra molto abile nel far girare palla. I nostri due esterni sono principalmente difensivi, questo ci ha portato ad abbassare il baricentro. La scelta di Biraschi esterno era per contenere Rebic e Theo Hernandez. Ibra si sfilava sempre dalla parte cieca e con Romero volevamo avere più struttura difensiva. Abbiamo interpretato bene la gara, ho visto che c’è una squadra di uomini che favorisce ogni progetto tecnico o tattico”.

Battuta finale per la richiesta dell’Assocalciatori di sospendere il campionato: “Ho apprezzato molto l’intervista di Klopp. Non abbiamo competenze su cosa sia giusto fare. Un allenatore non può decidere qualcosa che non gli spetta; dobbiamo solo adattarci”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com 


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