Yvonne Gabriel (Bild) a Radio Rossonera: “Il Milan vuole Rangnick e lui è molto interessato. Trattativa in corso”

Yvonne Gabriel (Bild) a Radio Rossonera: “Il Milan vuole Rangnick e lui è molto interessato. Trattativa in corso”

YVONNE GABRIEL A RADIO ROSSONERA – Aumentano le voci che indicano Ralf Rangnick come il possibile prossimo allenatore del Milan. Nel tentativo di capirne di più e di provare a conoscere meglio lo stesso Rangnick, la nostra redazione ha raggiunto Yvonne Gabriel: giornalista della Bild. Qui di seguito, l’intervista completa:

Nelle ultime settimane Ralf Rangnick è stato indicato da molti media internazionali come il nuovo allenatore del Milan. Quali sono le notizie in tuo possesso? In ogni caso pensi che possa ricoprire entrambi i ruoli di direttore sportivo e allenatore?

La situazione è la stessa che abbiamo riportato alla fine di gennaio. Il Milan vuole Rangnick e lui è molto interessato: la trattativa è in corso. Rangnick è alla ricerca di una nuova sfida e sicuramente non è soddisfatto del suo attuale ruolo di consulente per i Club del mondo Red-Bull. Rangnick ha sempre voluto lavorare in un paese straniero. In realtà lui mirava alla Premier League ma in passato non c’è stata alcuna offerta concreta, solo un contatto con l’Everton. Il Milan, anche se non è l’Inghilterra, rimane il Milan, quindi non una cattiva destinazione. Sono convinta che il doppio ruolo di direttore sportivo e allenatore sia perfetto per lui. Lo ha già dimostrato due volte in passato, all’Hoffenheim e al Lipsia. Rangnick è un personaggio forte e ambizioso, ha bisogno di avere il pieno potere in un Club. Questo è uno dei motivi per i quali ha avuto tanto successo a Lipsia, non è solo un allenatore ma sempre molto di più“.

Pensi che possa applicare i suoi metodi di lavoro anche in un grande Club come il Milan? La pressione di tifosi e media qui è molto alta e non gli sarebbe concesso molto tempo prima di portare i primi risultati…

Sarà eccitante da vedere. Rangnick ha iniziato all’Hoffenhaim e al Lipsia quando i Club erano noti in pratica solo agli addetti ai lavori e le aspettative erano basse. Ha avuto meno successo allo Schalke04, un grande Club con grande attenzione mediatica, grandi aspettative da parte della tifoseria e con una lunga trafila all’interno del Club da dover seguire per prendere ogni decisione. Quest’ultimo aspetto è proprio ciò che Rangnick non vuole. Quindi il Milan deve prendere una decisione: fiducia al 100% a Rangnick oppure il rapporto non funzionerà. Al di là di questo lui porta sempre molta passione, energia ed esperienza lavorativa, non importa quanto grande sia il Club. E dopo un anno lontano dai riflettori sono certa che voglia dimostrar ancor di più ciò di cui è ancora capace“.

Ci racconti qualcosa del Rangnick persona? Come gestisce i rapporti con i giocatori e con i media?

Ralf Rangnick è sempre stato leale e onesto con la stampa. In generale è molto ambizioso e si impegna sempre a fondo. Questo impegno quasi ossessivo può essere difficile da gestire e può essere fastidioso per le persone che lo circondano ma alla fine è proprio ciò che può fare la differenza. Con i giocatori ha relazioni molto strette. A Lipsia, vista la giovane storia del Club quando Rangnick lasciò il Club la scorsa estate c’erano soltanto giocatori portati da lui. Molti di loro come ad esempio Emil Forsberg e Yussuf Poulsen sono molto grati per gli anni trascorsi insieme, anni che hanno permesso un loro miglioramento costante fino a diventare piccole star“.

Ci puoi raccontare qualche aneddoto che spieghi meglio ai tifosi chi è Ralf Rangnick?

Ne racconterò un paio: il primo dimostra cosa intendo per “essere ambizioso ma anche complicato”: in una partita di Coppa contro il Bayern Monaco nel 2017 Rangnick non era soddisfatto di una decisione presa dall’arbitro. Aveva ragione ma era troppo eccessivo il modo in cui stava mostrando la sua rabbia. All’intervallo si precipitò in campo camminando dritto verso l’arbitro, mostrandogli le foto sul suo cellulare che dimostravano quanto avesse ragione. Ma il modo di protestare era talmente agitato che furono gli stessi giocatori del Lipsia a calmarlo. Ha un grande senso della giustizia che a volte lo acceca e lo porta a esagerare, tanto che in quella occasione fu obbligato a pagare una multa. Il secondo aneddoto vuol dimostrare invece cosa intend io per “essere più che un allenatore”: Rangnick vuole sempre controllare tutto nel club. Vuole sempre assicurarsi che i giocatori rimangano umili, con un grande spirito di squadra ed è convinto che questo sia uno dei segreti del successo del Lipsia. Ecco perché ad esempio decise che tutti i giocatori potessero ricevere un’auto aziendale adatta alla loro età: se non superavi i 21 anni potevi avere soltanto un’auto aziendale con una cilindrata non elevata“.

Simone Cristao


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