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Inter-Milan: ricordi, uomini derby e pronostici di giornalisti ed ex giocatori

Inter-Milan: ricordi, uomini derby e pronostici di giornalisti ed ex giocatori

INTER-MILAN – Il derby è una di quelle partite per cui i pronostici si sprecano. É una di quelle partite in cui non c’è una favorita. É una di quelle partite che spesso viene decisa dall’uomo che non ti aspetti. É una di quelle partite di cui tutti hanno un ricordo.

Da quelli un po’ meno felici, come quello di Stefano Eranio che ricorda un suo palo in una stracittadina poi persa “Eravamo 0 a 0 e noi avremmo potuto andare in vantaggio”, a quelli più felici, inevitabilmente legati ai derby più famosi. “Il 6 a 0 del 2001 ovviamente fu incredibile” ricorda Valerio Fiori “ma quelli di Champions del 2003 li battono tutti. In quello di ritorno io ero in panchina, in porta c’era Abbiati che fece un miracolo e salvò il risultato. Ricordo che festeggiammo sotto la curva, io saltai sulle spalle di Christian (Abbiati ndr) e cademmo rovinosamente a terra rischiando di romperci l’osso del collo”.

Così come cadde l’invincibile Milan di Arrigo Sacchi in  due stracittadine ricordate da Riccardo Ferri “Furono derby giocati alla pari contro una squadra, il Milan, che allora era quasi imbattibile. E riuscire a giocare alla pari contro una squadra del genere, come ambimmo fatto noi, era quasi impossibile”.

Poi c’è chi il derby lo ha vissuto non in campo ma molto vicino. “Ricordo il primo derby che vidi a San Siro, quando ero solo un ragazzino appena arrivato da Trieste. Ed era il derby del colpo di testa di Mark Hateley, ricordato recentemente dalla curva in una coreografia. Un gol di una bellezza incredibile” racconta il giornalista Paolo Condò.

Altrettanto bello fu il gol di Cosmin Contra, come ricorda Marco Nosotti che aggiunge “é stato uno dei pochi gol che il mio amico Altafini definì un golazo”. Nosotti che fu protagonista involontario anche del famoso 6 a 0. “Quel 6 a 0 per il Milan fece impazzire di gioia anche un uomo solitamente misurato com’era Cesare Maldini. Ricordo che dopo una delle reti, credo quella finale di Serginho, Maldini perse un po’ di compostezza ed esultò assestandomi una pacca sul sedere, siccome io ero più alto di lui e mi trovavo vicino alla sua panchina”.

E come non ricordare i derby decisi da chi ha indossato entrambe le maglie, come Baggio. “Ricordo un derby di Coppa Italia con un gol di Baggio segnato proprio sotto la Nord” racconta Fabrizio Biasin. Quel derby finì uno a uno consentendo all’Inter di passare in semifinale in virtù del 3 a 2 dell’andata.

E infine c’è chi di calcio è talmente patito da avere talmente tanti episodi in memoria da non saper scegliere “Siccome sono un malato di calcio ne ho visti troppi e ricordare un episodio particolare è difficile” spiega Enzo Bucchioni.

Così come è difficile tenere a memoria tutti gli uomini derby. Anche se quest’anno le quote sono decisamente in favore di Ibra e Lukaku.

“Se dovessi scegliere spererei Ibra, perché per l’Inter sarebbe un doppio colpo basso” dice Eranio. Sì perché lo svedese sa essere ancora decisivo “Ti permette di avere un alternativa, per come difende e crea spazio per i compagni. E Leao di questo potrebbe beneficiare” spiega Nosotti. “I rossoneri hanno sbagliato a on prenderlo lo scorso gennaio perché con lui sarebbero arrivati in Champions. Ora hanno capito qual è l’importanza di un giocatore del genere dentro e fuori dal campo” gli fa eco Bucchioni.

Poi ci sono gli outsider. Da Eriksen “perché così dimostrerebbe di essere ancora quel grande giocatore che abbiamo visto al Tottenham e che l’investimento che la società ha fatto su di lui è stato giusto” spiega Bucchioni, a Theo Hernandez e Bonaventura che, dice Ferri “è molto bravo ad inserirsi”, a Brozovic che, dice Biasin “in questo momento è il giocatore più importante della squadra di Conte”, per chiudere con Donnarumma, caldeggiato dal suo (ex) collega di ruolo Valerio Fiori.

Come detto i pronostici si sprecano.

Si va da quelli che “la speranza è l’ultima a morire” come Eranio che dice “Loro partono avvantaggiati, ma mi auguro 1 a 0 per il Milan”, passando per gli ottimisti ma non troppo come Fiori che pronostica un pareggio con gol, per arrivare ai realisti come Bucchioni “É banale dire l’Inter che però è favorita perché ha più qualità  e mentalmente è più avanti e lo si vede dalla posizione in classifica. Il Milan deve trovare una giornata di orgoglio, una di quelle che possono far svoltare un campionato”.

Poi c’è chi ammette di non azzeccarci mai, come Ferri “direi un pareggio. L’Inter sta lottando per e con il mercato di gennaio ha voluto dimostrare che proverà ad esserci fino alla fine e sicuramente proverà a vincerla di squadra. Il Milan sicuramente proverà a riscattarsi”, Nosotti “Dico un pareggio, un 2 a 2 mi piacerebbe, perché secondo me sono in grado di farlo. E anche da un pari il Milan comunque ci guadagnerebbe. E soprattutto voglio capire che cosa fa l’Inter nei secondi tempi, perché loro partono sempre a mille, segnano nella prima mezz’ora e poi sembra che non sappiano più gestire le idee” e Biasin che la prende con ironia “Li sbaglio sempre quindi dico 6 a 0 per il Milan”.

Per chiudere con chi dribbla la domanda con l’eleganza con cui Van Basten dribblava gli avversari… “Non do mai pronostici perché nella moderna comunicazione il pronostico viene spesso erroneamente equiparato al desiderio del giornalista, quindi se ti dico vince il Milan poi la gente dice “Ecco Condò tifa Milan, idem se ti dico vince l’Inter” spiega Paolo Condò.

Sperando che domenica i Diavoli saranno altrettanto bravi a dribblare i Biscioni.

Giulia Galliano Sacchetto

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