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Milan, Piatek: com’era e com’è. Analisi passato-presente, futuro fa sperare

Milan, Piatek: com’era e com’è. Analisi passato-presente, futuro fa sperare

MILAN PIATEK – Domenica scorsa la sua pistola è finalmente tornata a sparare e ora tutto il mondo milanista attende con impazienza di sapere se la rete contro il Lecce è stata solo un fuoco di paglia oppure se sarà l’avvio di una fase migliore per il suo numero nove. Già perché nessuno era abituato ad un Krzysztof Piatek che segna poco: soltanto tre reti nelle prime otto giornate di campionato (di cui due su rigore).

Perché di questi tempi, l’anno scorso, Piatek aveva già segnato nove reti in otto presenze con il Genoa. E non si era smentito con il passaggio al Milan nel mercato di gennaio. Sei reti nelle prime otto gare giocate. Tra queste una, pesantissima, all’Olimpico di Roma contro i giallorossi che aveva portato il Milan momentaneamente in vantaggio (prima di essere ripreso da Zaniolo). Era solo la sua seconda presenza in rossonero ma il Diavolo era già pazzo di lui.

Innamoramento che sembrava essere svanito quest’anno, lasciando il posto a qualche fischio di troppo da parte dei tifosi. Va detto che i numeri impietosi di Krzysztof sono dipesi molto dall’involuzione dell’intera squadra che non è più stata capace di mettere il suo centravanti in condizione di segnare. Se a questo aggiungiamo l’ossessione dei media per le mancate reti, cominciata già in estate con le prime amichevoli, ecco servito un Piatek demotivato che sembrava l’ombra di se stesso.

La prima con Pioli non era sembrata incoraggiante per Kris, relegato in panchina ad osservare le scorribande di Leao. Ma quando il polacco è entrato Pioli ha avuto il buonsenso di non chiuderlo in schemi complicati ma di affidargli un solo compito: fare gol. E Piatek ha risposto alla grande segnando la sua prima rete su azione in questa stagione.

Ora c’è di nuovo la Roma, di nuovo all’Olimpico. L’anno scorso fu l’inizio di una cavalcata che portò il Milan ad un punto dalla Champions. C’è da sperare che sia così anche quest’anno.

Giulia Galliano Sacchetto

Photo Credits: AcMilan.com 

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Milan Femminile: quattro cose che abbiamo imparato dopo quattro partite

Milan Femminile: quattro cose che abbiamo imparato dopo quattro partite

MILAN FEMMINILE – Sono solo quattro le partite di Serie A femminile disputate ad oggi, 22 ottobre, eppure il campionato è già partito da oltre un mese, tempo sufficiente -nonostante le pause- per iniziare a testare le caratteristiche del Milan Femminile di mister Ganz, finora saldamente ancorato alla vetta della classifica.

Roma-Milan è stata la prima grande sfida posta sul cammino delle rossonere, e già in quella occasione le ragazze hanno dimostrato un coraggio e una determinazione sufficienti per travolgere qualsiasi avversario gli si ponesse davanti: dopo le giallorosse è stata la volta dell’Orobica e successivamente dell’Inter, per poi chiudere con una netta vittoria casalinga contro il Tavagnacco, affacciandosi così alla quinta giornata di campionato con ben 12 gol fatti e solo 2 subiti.

Riassumiamo dunque in quattro punti ciò che abbiamo finora appurato a proposito di questo Milan, al termine delle prime quattro partite di Serie A Femminile:

1 Le rocce e le frecce

La difesa del Milan femminile è una creatura giovane. Questa definizione non ha a che fare con l’età delle titolari, che anzi si attesta sui 28 anni precisi, ma interessa invece la natura dell’intesa, della sintonia, dell’esperienza. In queste prime quattro partite uno solo è stato il cambio, necessario oltretutto: mister Ganz si è affidato in tutte le gare alla coppia Fusetti-Hovland come centrali, mantenendo Linda Cimini Tucceri responsabile della fascia sinistra. Sulla destra l’ottimo avvio di Federica Rizza è stato però naufragato dal brutto infortunio subito, circostanza che ha portato alla ribalta Francesca Vitale, impiegata come terzino destro nelle ultime due gare e costretta a mettere in campo tutta la sua grinta e fisicità per ricoprire al meglio il ruolo delicato, soprattutto durante il derby. Questa difesa sta crescendo molto rapidamente, trova spesso la soluzione migliore in caso di interventi repentini, riesce a fornire sostegno alla squadra e cerca, partita dopo partita, di affinare i movimenti tra le giocatrici stesse. Prova di questa parabola ascendente è proprio l’ultima partita, Milan-Tavagnacco: prestazione imperiale da parte di Tucceri e Fusetti, robusta e precisa da parte di Hovland e Vitale. Il compito è solo uno: mantenere la rotta.

2 L’effetto Rinaldi: la vendetta

Il Milan femminile ha un’arma non indifferente, che si chiama Deborah Salvatori Rinaldi. E possiamo parlare di lei come “arma in più” perché il suo valore è stato essenziale ai fini della gara in ben 3 occasioni su 4: la sua entrata in campo ad inizio secondo tempo ha cambiato le sorti della partita contro la Roma, ripetendo poi l’impresa contro Orobica e nel derby contro l’Inter, regalandosi anche la gioia della rete in più di una occasione. Si è così meritata la chance di giocare titolare nell’ultimo match al Brianteo contro il Tavagnacco, ma la sua prestazione non è stata convincente tanto quanto le precedenti: il suo apporto spumeggiante risulta nettamente più decisivo a partita in corso invece che da titolare. Si tratta di un’indicazione importante per mister Ganz, che ha giustamente scelto di provare una formazione di partenza diversa dal solito: questo non significa certo che il ruolo da titolare non le si addica in via definitiva, ma probabilmente l’esperimento di sabato al Brianteo riporterà la numero 22 rossonera al ruolo di arma letale da sfoderare nel corso del secondo tempo.

3 Goniometri, compassi e stilografiche

Il reparto centrale del Milan Femminile è stato quello che maggiormente ha subito cambiamenti dall’annata precedente, sia per interpreti sia per connotati dal punto di vista del gioco: da Alborghetti-Giugliano-Thaisa Moreno il Milan è passato al trio Heroum-Jane-Conc, con la finlandese precedentemente impiegata come terzino. Il centrocampo rossonero ha finora regalato ottime giocate, precise fasi di interdizione, ripartenze veloci e gol. L’affinità calcistica tra le giocatrici è evidente, e ciò significa perfetto equilibrio tra le fasi di gioco: Jane è stata forse la più grande sorpresa di questo Milan, portando esperienza, tecnica e intelligenza calcistica sopra la media, mentre anche la neo arrivata Conc ha fatto breccia nel tifo rossonero grazie anche ai suoi tre gol, pesanti come macigni, mentre la posizione di Nora Heroum si è notevolmente risollevata dopo l’annata poco felice della scorsa stagione.

4 Rispondere a tono

Sono solo due i gol subiti dal Milan Femminile in questo avvio di stagione, di cui solo uno giunto in un big match: la prima rete subita risale a Milan-Orobica, complice una leggerezza difensiva e il rivedibile intervento di Korenciova, mentre la seconda è sopraggiunta nel derby, grazie al colpo da maestra di Gloria Marinelli, con un destro pennellato all’incrocio dei pali. Ciò che accomuna entrambe le situazioni è la reazione della gara, che per tanti aspetti richiama la determinazione delle rossonere nella prima parte della scorsa stagione: per gli avversari non c’è mai stato tempo per esultare e guadagnare coraggio, perché in entrambi i casi le ragazze di mister Ganz hanno ribaltato immediatamente la situazione, segnando il gol del vantaggio appena un minuto dopo. Un modo efficace di rispondere a tono ad una possibile situazione negativa, trasformandola in occasione per riaprire e chiudere la gara in proprio favore.

Bonus track

Abbiamo imparato anche che, forse, la squadra non è più scarsa dell’anno scorso. E che la tanto citata “aria di smobilitazione” probabilmente era in realtà un mero giudizio affrettato.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Milan-Lecce 2-2, the day after! Tra la partita di Çalhanoğlu, la prima di Pioli e il modulo

Milan-Lecce 2-2, the day after! Tra la partita di Çalhanoğlu, la prima di Pioli e il modulo

Milan-Lecce 2-2 –  Il Milan si presenta con un iniziale 4-3-3 che in fase offensiva si tramuta in un 4-2-3-1. È questa la prima novità che porta Pioli, e dà anche i suoi frutti. La squadra rossonera infatti domina i primi 45 minuti, andando spesso al tiro. Tante occasioni, ma una sola rete, quella di Çalhanoğlu che sblocca il match. Nella ripresa il Lecce poco alla volta alza il baricentro e trova il pareggio con Bacacar che prima si fa parare il rigore da Donnarumma e poi segna sulla ribattuta. Entrano Piatek e Krunic e il Milan riparte e trova il goal del sorpasso con Piatek, che sfrutta una grande giocata di Çalhanoğlu. La partita sembra in discesa per il Milan, ma un errore in disimpegno al 93° costa caro, la palla giunge a Calderoli che trova il tiro della vita da fuori area realizzando il pareggio.

ÇALHANOGLU – La cura di Pioli sembra aver giovato a lui più di tutti. In fase offensiva il Milan lascia tre giocatori liberi di fraseggiare dietro a Leao, e il turco rende al massimo tra le linee. Detta i passaggi, si inserisce quando può, e va spesso al tiro. Trova un grande goal che sblocca la partita e dopo una giocata clamorosa serve a Piatek la palla del 2-1.

Con pochi compiti difensivi e avendo di conseguenza più lucidità negli ultimi 30 metri, ha dimostrato nella partita di ieri di essere un giocatore importante per questo Milan e uno dei giocatori su cui puntare.

LA PRIMA DI PIOLI – Il mister si presenta subito alla prima a S. Siro con due scelte importanti, Leao preferito a Piatek e Çalhanoğlu ancora fra i titolari con Rebic in panchina. Mosse che hanno dato i loro frutti. Leao libero di muoversi su tutto il fronte offensivo ha garantito imprevedibilità e spazi per gli inserimenti dei centrocampisti. Çalhanoğlu in una sorta di mezzala più avanzata ha dettato i tempi di gioco alla squadra e ha giocato probabilmente la sua miglior partita da quando è al Milan.

Si vedono i primi spiragli di luce in questa stagione, ma il risultato lascia ancora una volta l’amaro in bocca ai tifosi rossoneri.

IL MODULO – Malgrado lo schieramento iniziale faccia pensare ad un classico 4-3-3, Pioli sorprende il Lecce, e anche gran parte dei tifosi rossoneri, varando una sorta di 4-2-3-1 in fase di possesso, con il turco che più che giocare sull’esterno, tende ad entrare in mezzo al campo per dare una soluzione di passaggio o per tentare il tiro. Questa scelta ha dato imprevedibilità alle azioni offensive del Milan permettendo a Paquetà e Çalhanoğlu di giocare dove preferiscono e dove possono fare male. Soprattutto nel primo tempo si è visto un gran bel Milan che ha seminato tanto, ma ha raccolto poco.

La strada è quella giusta, il risultato no. Servirà ancora tanto lavoro, soprattutto ora che arriverà una serie di partite toste e che metteranno alla prova questo Milan. È giunto il momento di lottare, di dare il massimo e di lasciarci questo periodo alle spalle. Le prossime partite ci diranno chi siamo, e se possiamo ancora chiedere qualcosa a questo campionato.

Photo Credits: AcMilan.com

CRISTIAN CLARETTI

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Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

Milan-Lecce, le parole dei protagonisti

MILAN-LECCE, PIOLI: FESTA ROVINATA. LA GIOIA DI LIVERANI

Sperava di festeggiare diversamente il suo 54esimo compleanno Stefano Pioli, nel giorno del suo esordio sulla panchina del Milan. Invece proprio Marco Calderoni, che il 15 maggio 2009 quando allenava il Piacenza regalò agli emiliani la matematica salvezza con un gol contro il Pisa, gli ha negato la gioia della vittoria al debutto in rossonero.  

“Peccato, è chiaro mi aspettassi il regalo più bello da questa partita – ha esordito Pioli – ma questa sera avevo chiesto alla squadra spirito e la risposta c’è stata; purtroppo il risultato non da merito alla prestazione dei miei ragazzi. Questa sera non abbiamo ottenuto la vittoria per demeriti nostri, dovevamo chiuderla prima proprio per evitare che succedesse ciò che è successo, cioè di non vincere una partita che meritavamo di vincere.  Aspettavo questa gara con grande curiosità e sono convinto che ci servirà molto, sia per proseguire nelle cose positive che abbiamo fatto, sia per capire i nostri errori ed in cosa bisogna migliorare. Una squadra come il Milan queste partite deve chiuderle e portarle a casa. Se poi non riesci a chiuderla, puoi anche vincerla 2-1, soffrendo e stringendo i denti. Non so se è una questione mentale o di concentrazione, i giocatori del Milan sono ragazzi consapevoli delle loro qualità e della maglia importante che indossano” 

Pioli sembra comunque soddisfatto della prestazione dei suoi anche se gli errori commessi sono stati pagati a caro prezzo:  “Questa squadra deve attaccare la profondità, anche se le strategie possono cambiare di partita in partita. Oggi ad esempio abbiamo costruito con la difesa a 3, magari domenica a Roma sarà diverso. Mi sono piaciuti alcuni concetti di gioco ed alcune soluzioni, ma c’è ancora tanto lavoro da fare anche se abbiamo la qualità per migliorare. Sul gol di Calderoni, aldilà del bel gesto tecnico, ci è mancata attenzione e collaborazione, anche se quell’azione potevamo chiuderla prima. Sull’azione del rigore, invece, eravamo posizionati male, tutti spostati verso la palla”. 

Sollecitato sul possibile impiego contemporaneamente di Rafael Leao e Piatek, il tecnico rossonero spiega: “Potranno giocare insieme quando avremo più equilibrio ed io avrò capito meglio le loro caratteristiche e come farli coesistere. Oggi ho tolto Rafael perché aveva avuto una contrattura a fine primo tempo ed anche Paquetà mi sembrava meno brillante”.

LIVERANI

Ha lo sguardo sornione di chi ha rovinato sul più bello la festa del proprio collega, invece, Fabio Liverani. “Siamo felici – ha detto il tecnico dei salentini -, per noi questa sarà una stagione di sofferenza fino al 24 maggio. E’ vero che il Milan poteva avere difficoltà per il cambio di allenatore, ma hanno grandi giocatori ed una squadra molto più forte. Nel primo tempo la squadra non mi è piaciuta, non abbiamo fatto bene in alleggerimento in difesa ed in uscita col possesso palla, inevitabilmente il Milan ha preso il sopravvento. Nei 90 minuti ci sono più partite, momenti in cui si soffre ed altri in cui hai il pallino della partita e devi essere bravo a sfruttarlo. Dobbiamo essere più bravi nella lettura dei momenti della partita. Falco è stato il giocatore più utilizzato, lo scorso anno è cresciuto molto e ci ha trascinato. Oggi ha sofferto molto la fisicità di Theo Hernandez, deve essere bravo a trovare alternative al suo standard di gioco su questa fascia. Questa squadra mi piace perché lotta fino alla fine. Con questo spirito possiamo arrivare lontano”. 

 

Photo Credits: AcMilan.Com

Enrico Aiello

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Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli

Pagelle Milan-Lecce 2-2: Dottor Stefano e Mister Pioli – Stefano Pioli, come Antonio Conte, debutta a San Siro contro il Lecce. Stefano Pioli, come Antonio Conte, è chiamato a dare una svolta alla propria squadra. Obiettivi sicuramente meno ambiziosi, ma compito forse più difficile, quello di ravvivare un Milan all’apparenza perso e disperso. Troppa la confusione di inizio stagione, costata l’esonero a Marco Giampaolo, forse l’uomo più in confusione di tutti.

Otto anni che Mister Pioli non vinceva all’esordio. Troppi. Per invertire la rotta, sceglie di affidare l’attacco a Rafael Leao e il centrocampo a Lucas Biglia. Occasione importante anche per Conti, con la speranza che il cambio in panchina faccia tornare il terzino visto a Bergamo. Il primo tempo è a tinte rossonere. Il Milan parte benissimo, con Leao che strappa e Calhanoglu che segna il vantaggio al 19’. Un Milan verticale, veloce e in fiducia come mai prima. Poi si spegne tutto. Calo fisico e mentale. Ripartire dal primo tempo. E imparare dal secondo. Sperando che la sfortuna smetta di vederci così bene.

 

Donnarumma 7: Ad inizio stagione, lui e Reina sembravano gli unici non affetti dall’overdose di Valium che aveva pervaso lo spogliatoio. Ora quest’animo sembra aver disintossicato qualche elemento in più Inoperoso per tutto il primo tempo. Para un rigore, ma non basta. È fenomeno, si sa. Ci tiene, si vede. La fascia di capitano, si aspetta. #Zzzzz

Conti 5: Calabria ha rimediato due rossi in sei partite. Troppa foga, Ciccio, gli si direbbe. Conti, invece, nel derby era sembrato un po’ insicuro. Questa sera spinge con continuità e lo fa bene. Grave l’errore sul rigore. Ha le potenzialità per prendersi la fascia, ma deve prima prendersi un po’ di fiducia. Il tempo lo ha, il supporto dei tifosi anche. #Daje

Musacchio 5,5: Poco lavoro, ma va in affanno assieme agli altri quando il Lecce spinge. Sbaglia a non uscire sul secondo gol. #Vabbè

Romagnoli 5,5: Come il collega, poco lavoro e tanto affanno. Qualche imprecisione, qualche buona chiusura, ma soffre troppo Babacar. Malissimo negli ultimi secondi, quando ci mette una vita a battere una rimessa. Sei il capitano, amico. Serve #Coraggio

Theo 6,5: Quando spinge è devastante. Sembra Belotti quando parte. Qualche imprecisione dietro, ma le premesse sono buone. #Almenolui

Kessie 5: Tante, troppe imprecisioni. Male in fase di possesso ed in fase di non possesso. Fischiato alla lettura delle formazioni, deve cambiare atteggiamento. #Subito

Biglia 5,5: L’overdose di Valium di cui sopra aveva in lui il farmacista. Per 80 minuti gioca e dà buone sensazioni, anche nelle chiusure. Poi, negli ultimi 10 minuti, crolla totalmente, perdendo palloni rischiosi, tra cui quello del pareggio. #Migliorabile

Paquetà 6: Per Giampaolo era troppo brasiliano, ma forse una caipirinha avrebbe fatto bene all’ambiente. Tanta, tanta qualità che infiamma San Siro. Si spegne assieme alla squadra, ma certo non è lui il problema. Nello stretto regala bellezza. Testa bassa e lavorare e si diventa grandi. #Sperem

Calhanoglu 7,5: Passano gli allenatori, ma lui rimane uno degli inamovibili e stasera si capisce perché. Firma l’1-0 con un gran gol ed è in partita come mai prima, al punto che sforna un grande assist per il 2-1. È il più in partita e si vede. I piedi e la qualità non mancano, ma quello si sapeva. Ora c’è anche la testa. Ed è fondamentale. Ecco, l’apologia di Erdogan anche no grazie. Per quella, voto #Zero

Leao 6: La vera sorpresa di Pioli, che lo preferisce a Piatek. I primi venti minuti regala il mal di testa ai difensori leccesi. È libero di svariare e questo gli fa bene. Poi cala con il calare della squadra. #Rafamolostrano

Suso 4,5: Il vero mistero della gestione Giampaolo. Tanto apprezzato, quanto deludente. Lo spagnolo e l’ex-mister sembravano su pianeti diversi. La prima con Pioli, però, non va certo bene. Mai veramente nel gioco. Tante giocate forzate, tante palle perse. Nel finale si intestardisce e perde un banale pallone che dà il via al pareggio. #Nodai

Piatek 6,5: Torna al gol su azione. E basta. Letteralmente basta. Ma avrebbe potuto far la differenza. Speriamo per il futuro. #Tepregocontinua

Krunic 5,5: Entra nel gol. E questo è bene. Ma è l’unico bene della sua serata. Troppo molle, troppo timido, troppo fuori dal centrocampo. #Daisu

Rebic SV: Entra, ma decisamente non bene. Almeno Meccariello si poteva saltare. Con tutto il rispetto eh. Però sei a San Siro. #Edddai

Pioli 6: Il voto è di incoraggiamento. E perché un compleanno peggiore era difficile passarlo. Il primo tempo è il miglior Milan di stagione. Poi, però, troppi blackout. E forse la qualità andava tenuta in campo. #Buonafortuna

Scaroni 0: Il Presidente del Milan che lascia San Siro, sul 2-1, all’87’ non si può vedere. #Malissimo

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Milan-Lecce, conferenza Pioli: “Dobbiamo sprigionare le nostre individualità. La partita contro il Lecce ci dirà molto sul futuro della squadra. Sono pronto per competere a questi livelli”

Milan-Lecce, conferenza Pioli: “Dobbiamo sprigionare le nostre individualità. La partita contro il Lecce ci dirà molto sul futuro della squadra. Sono pronto per competere a questi livelli”

MILAN-LECCE, CONFERENZA PIOLI – Prima conferenza stampa pre-partita per Stefano Pioli alla guida del Milan. Il mister emiliano si prepara ad affrontare il primo match a San Siro contro il Lecce, dopo l’esonero di Marco Giampaolo. I pugliesi vengono da un inizio campionato in cui hanno espresso un buon gioco, senza però riuscire a concretizzarlo nei risultati: per questo, l’incontro di domani sarà da non sottovalutare e da giocare alla massima attenzione. È ciò che ribadisce anche il neo-allenatore Pioli: “Sarà un avversario difficile che vuole approcciare bene la gara. È  una squadra che si conosce bene. Servirà un’ottima prestazione.”

SULLA SETTIMANA TRASCORSA CON LA SQUADRA

Ho trovato un gruppo attento e curioso. Mi piacciono le persone curiose perchè le cose bisogna conoscerle a fondo prima di dare la completa fiducia. L’ambiente è positivo, sembra che sia qui da tanto tempo. La squadra ha bisogno di giocare insieme e anche io ho bisogno della partita di domani per esprimere meglio i miei giudizi e le mie valutazioni. In allenamento i giocatori mi stanno dando tutto, ho cercato di dosare i vari carichi che dovranno affrontare (mentale e fisico).”

SUL TEMPO A DISPOSIZIONE

“Il nostro obiettivo sarà la prossima partita, altre informazioni si possono avere dopo la sosta di Novembre, ma ora la nostra attenzione è rivolta a domani. In 10 giorni di lavoro dobbiamo avere delle idee di gioco, delle posizioni da prendere. Non possiamo essere perfetti, perciò dobbiamo essere generosi e avere un livello di attenzione adeguato. Dobbiamo essere il più ordinati e intensi possibile. Noi stiamo lavorando su idee, intensità e posizioni. Dobbiamo sprigionare le nostre individualità”.

SUL RITIRO OBBLIGATORIO E SUI COLLOQUI INDIVIDUALI

“Il mio provvedimento è inteso a responsabilizzare i giocatori. Un giocatore che va in ritiro pensa che abbia già fatto tutto per la partita. Lo facciamo per far ragionare i giocatori e far sì che siano responsabili di se stessi. Non è il dormire insieme che ci fa cambiare il modo di approccio. Ho sempre avuto colloqui individuali con i calciatori, perchè è importante entrare nella loro testa.

SULLA SFIDA DI DOMANI

“A nessun giocatore ho chiesto cosa ha funzionato o cosa no precedentemente. Domani inizia un nuovo percorso e la partita di domani dirà molto sul futuro della squadra. Noi abbiamo giocatori con buone qualità. L’importante sarà l’atteggiamento, una squadra che va in campo e superi i momenti difficili con compattezza e che ci dovrà far vedere un certo modo di stare in campo.”

SUI TIFOSI

“Uno dei dati importantissimi è il fatto dei tifosi presenti domani. Noi dobbiamo dare il massimo e mettere sul campo tutte le nostre qualità. La classifica non è quella che vogliamo e dobbiamo migliorarla. Quando ho accettato il Milan non ho pensato alla pressione, bensì al fatto di poter allenare un club prestigioso e così devono sentirsi anche tutti gli altri componenti della squadra.

SULLA SUA CARRIERA

“Mi sento un tecnico preparato per stare a questi livelli. Ho approfittato di tutte le situazioni per migliorare personalmente sia moralmente che tatticamente, soprattutto in quelle negative. Credo di avere la maturità e la completezza per competere a questi livelli.”

SUI DIRIGENTI

“Abbiamo una situazione di assoluto confronto. Nelle società ci vuole: competenza, condivisione e rispetto dei ruoli.”

SUI SINGOLI

Rafael è più attaccante centrale che esterno. Per essere esterno deve avere un bagaglio tecnico-tattico più ampio. Ha un talento importante. Vedo Calhanoglu più nella metacampo offensiva  che nella costruzione bassa, a volte avremo mezzali che dovranno costruire o più indirizzate sulla trequarti. Le mie scelte si baseranno anche su quello. Paquetà l’ho visto bene, ma le scelte di domani non saranno definitive. È un giocatore completo, di qualità e di inserimento. Ho allenato Rebic nel ritiro con la Fiorentina. L’ho trovato più dentro il gioco, prima si estraniava troppo, ha grande personalità e carattere.”

SULLA FORMAZIONE DI DOMANI

“Metterò in campo la squadra migliore per vincere la partita, aver giocatori affidabili sia in campo che in panchina. La formazione non la sanno nemmeno loro, ma in ogni caso dovranno dare tutti il massimo.”

SUL REGALO PER IL SUO COMPLEANNO

Speriamo sia una vittoria.”

Termina così la conferenza stampa di Pioli. Al nuovo allenatore, dunque, il compito di trascinare i tifosi verso un ritrovato entusiasmo, dopo un difficile inizio di stagione.

Photo Credits: AcMilan.com

Federico Porta

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Stine Hovland al Milan Weekly Podcast: “Il Milan è un grandissimo club. Il Derby è stato fantastico e l’Italia mi piace molto”

Stine Hovland al Milan Weekly Podcast: “Il Milan è un grandissimo club. Il Derby è stato fantastico e l’Italia mi piace molto”

STINE HOVLAND AL MILAN WEEKLY PODCAST – Il difensore del Milan Femminile, Stine Hovland, ha rilasciato alcune dichiarazioni durante “Milan Weekly Podcast“, trasmissione a cura di Radio Rossonera International. Qui di seguito, l’intervista completa sia in lingua italiana che in lingua inglese.

Riflessioni sul derbyIl derby è stato fantastico. Era il primo derby nella storia della Serie A Femminile. Stadio pieno, atmosfera fantastica ed un grande tifo. Ovviamente non è stato facile, è sempre difficile giocare i derby. Siamo contentissime di averlo vinto. Tre punti importantissimi. Il supporto dei tifosi era qualcosa di fantastico. Queste sono le partite che vogliamo vivere. Vogliamo lo stadio pieno e giocare match importanti come questo ogni settimana. Ci serve il supporto e spero che sempre più persone ci seguano. Siamo orgogliose ed onorate ad avere i migliori tifosi di Milano“.

Crescere in Norvegia
Sono cresciuta in un piccolo paese che si chiama Vadheim, con popolazione ad oggi di circa 200-250 persone. Il tempo non è sempre bello ed un posto tranquillo ma per noi è il nostro paradiso. Ho iniziato a giocare a calcio all’età di 6 anni. Mio fratello era la mia ispirazione, volevo essere come lui“.

Mondiale Femminile
Ero orgogliosa di rappresentare la mia nazione, è un sogno che si e’ avverato. C’erano un sacco di tifosi. Tutta questa esperienza è stata molto professionale, stadio di grandi dimensioni e con tifosi di altre nazioni. È stato fantastico“.

Crescita del calcio femminile
Il Mondiale ha dato una spinta importante. Spero che le persone si rendano conto del valore che c’è nel calcio femminile. Ci serve il sopporto da parte di tutti, abbiamo bisogno di tanto tifo ed aiuto perché insieme potremo crescere sia dentro che fuori al campo“.

La firma con il Milan a Luglio
Ero molto orgogliosa del fatto che il Milan mi volesse e si interessasse a me. È grandissimo Club con una storia importante. È un sogno che si avvera rappresentare questo Club ed esserne una calciatrice. Il Milan vuole costruire una grande squadra femminile ed io ne voglio fare parte. Lavoriamo di continuo, passo dopo passo, abbiamo la giusta fame e vogliamo migliorare sempre. Dire di “sì” al Milan è stato molto facile, lo volevo“.

Adattarsi alla vita in Italia
È stato molto bello, non rimpiango nulla. Sono molto contenta di aver accettato il Milan e del trasferimento, anche perché mi piace molto Milano e l’Italia. Non conoscevo benissimo il campionato italiano prima di venire ma so che è cresciuto cresciuto tanto nel giro di 1 anno e molti grandi club vogliono costruire squadre competitive. C’e’ una bella concorrenza e si vede che il calcio femminile è in evoluzione. Parlo Italiano sul campo e fuori cerco di imparare la lingua ogni giorno. La mia frase preferita? Forza Milan! Abbiamo tante ragazze straniere e le compagne italiane ci aiutano a tradurre ma voglio imparare la vostra lingua“.

Musica nel pre partita
Alcune volte mi fisso su una singola canzone ma altre ne ascolto più di una. Abbiamo una playlist per la squadra e tutti contribuiscono aggiungendo canzoni. La musica Italiana è molto bella, le ragazze Italiane l’ascoltano e mi sta iniziando a piacere tanto“.

Domande veloci
Messaggiare oppure telefonata? Messaggio
Il tuo emoji più usato? La faccina che ride con le lacrime 😂😂
Quando non giochi, cosa ti piace fare? Mi piace stare con gli amici e le ragazze del Milan
Sport preferito tranne il calcio? Pallavolo
Il tuo piacere proibitivo? Cioccolato Norvegese

Ora parliamo delle tue compagne
Chi ci mette di più a prepararsi prima delle partite? Deborah Salvatori Rinaldi
Chi si distrae facilmente? Bella domanda… Ride (non risponde)
A chi piace il shopping più di tutte? Nora Heroum
Chi canta meglio? Raffaella Manieri
Chi si fa piu’ selfie? Deborah Salvatori Rinaldi

La prossima partita sarà contro il Tavagnacco, siete preoccupate?
Martedì ci stavamo allenando e dobbiamo concentrarci al massimo sulla nostra prossima partita ed essere pronte al 100%. Non importa contro chi giochiamo. Dobbiamo essere serie a professionali“.

Photo Credits: AcMilan.com

English Version

Interview with AC Milan defender Stine Hovland

 Thoughts on the derby victory

The derby was fantastic. It was the first derby in the history (of Serie A Women’s League). Full stadium, fantastic atmosphere, really good support from the fans. Of course it was a tough game, always tough when it’s a derby. We are so happy that we won. The three points were really important.  The support of the fans was amazing.

These are the games we want to play. We want to have a full stadium. We want to play these important games every time so it was fantastic. We need the support and hope more people watch. We are really honoured and proud to have the best fans in Milano.

Growing up in Norway

I grew up in a really small place called Vadheim, today it has a population of 200-250 people. The weather is not always the greatest. It is a quiet place but for us it is a small paradise.

I started playing football when I was six years old. I got influenced by my older brother, I wanted to be like him.

Women’s World Cup

I was proud to represent my country. It was a dream come true. There was a lot of people watching, supporting the team. Everything around was so professional, it was a huge stadium and people supporting even from other countries.  It was absolutely fantastic.

Growth of women’s football

The World Cup was a big boost. I hope people see the value in the women’s game. We need support from everybody, we need people to watch our games and support us. Together we will grow on and off the pitch.

Signing with Milan in July

I was really proud that AC Milan wanted me. It is a huge club with a lot of history. It was a dream come true to represent this club and be a professional football player. Milan wants to build up a good women’s team and I want to be part of that journey. We are taking new steps every day, in training, we are a hungry gang wanting to be better each day. Being part of that is something I really wanted. For me it was easy to say yes to Milan, it was the whole package.

Adapting to life in Italy

It has been really good, I don’t regret anything. I am so happy that I said yes to Milan and moved here. I really like Milan and Italy. I didn’t know much about the league before I came here, however from last year to now I know it has exploded. Many huge teams want to build up a professional women’s team. It’s good competition and you see that football is growing here.

I talk Italian on the pitch, off the pitch I want to learn new words every day. My favourite expression is Forza Milan.

We have lots of international players here and the Italian ones help us to translate. But of course I want to learn more.

Music before a game

Sometimes I listen to a particular song, sometimes it is mixed. We have a playlist for the team and everyone can put a song on the list and change it from time to time. I don’t have a particular song that I like. In Italy they have really good music, the Italian players obviously listen to it but I am starting to really like it.

Rapid fire questions

  • Do you prefer to text or call? Text
  • What is your most used emoji? Laughing face with the tears 😂😂
  • When you are off the pitch, what do you like to do in your free time? I like to hang out with friends, people from the team
  • Favourite sport other than football? Handball
  • Your guilty pleasure is? Norwegian chocolate


Now about your teammates

  • Who takes the longest to get ready before a game? Deborah Salvatori Rinaldi
  • Who gets distracted easily? Good question… laughs (no answer)
  • Who likes to shop the most? Nora Heroum
  • Who is the best singer? Raffaella Manieri
  • Who takes the most selfies? Deborah Salvatori Rinaldi

Next game on Saturday vs Tavagnacco, any concern of a letdown after the derby?

On Tuesday we were training and we have to focus about our next game and be 100% ready. It doesn’t matter who we are playing against. We have to be serious and professional.

Photo Credits: AcMilan.com

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Simone Tiribocchi a Radio Rossonera: “Piatek ha grandi qualità ma al Milan la pressione è alta. Pioli mi piace molto”

Simone Tiribocchi a Radio Rossonera: “Piatek ha grandi qualità ma al Milan la pressione è alta. Pioli mi piace molto”

SIMONE TIRIBOCCHI A RADIO ROSSONERA – A 2 giorni da Milan-Lecce, l’ex attaccante dei giallorossi (e non solo) Simone Tiribocchi è intervenuto ai microfoni di Radio Rossonera (all’interno della trasmissione Radio Rossonera Talk) per presentare la sfida di domenica sera a San Siro e per soffermarsi su alcuni temi relativi alla gara ed al presente di casa rossonera. Qui di seguito, l’intervista completa:

Con la maglia del Lecce hai giocato contro un Milan campione d’Europa in carica: che ricordi hai di quelle sfide?

Quello era un Milan straordinario fatto di giocatori straordinari. A quei tempi sapevi di giocare contro una squadra fortissima e sapevi che il risultato finale in qualche modo dipendeva sempre da loro, perché se volevano vincere la partita la vincevano. Poi è normale che squadre di quel livello non possono preparare 60 partite stagionali al massimo delle loro possibilità mentali e di fatti a volte riuscivi a strappare un pareggio magari. Il mio goal al Milan con la maglia del Chievo? Lo ricordo bene: ho saltato Nesta e fatto goal a Dida, niente male (sorride n.d.r). Ogni tanto riguardo quel video e mi chiedo se fossi stato veramente io a fare quella rete“.

Parliamo di Piatek. Cosa può succedere a volte nella testa di un attaccante?

Su Piatek credo che la verità stia un po’ nel mezzo: non credo che sia quel giocatore che si è visto al Genoa l’anno scorso ma nemmeno quello visto in queste prime giornate con il Milan. È un attaccante che ha grande qualità e forza fisica però quando vai al Milan è chiaro che ci sono altre pressioni e che il pubblico possa fischiarti anche al primo passaggio sbagliato“.

Può esserci stato un problema a livello empatico con Giampaolo per Piatek?

Credo che si possa parlare più di incomprensioni a livello tecnico piuttosto che empatico. Ai giocatori capita di cambiare rendimento dal club alla nazionale o magari da un allenatore ad un altro o anche da una stagione ad un’altra. Probabilmente il gioco di Giampaolo non si sposava con le sue caratteristiche“.

Ai tempi della Pistoiese tu e Stefano Pioli vi siete solamente sfiorati, ora Pioli è il nuovo allenatore del Milan. Scelta giusta per i rossoneri?

Pioli è un allenatore che mi piace molto. Purtroppo è stato molto criticato ma per un discorso legato ad alte aspettative. Conosco Stefano personalmente, è una persona in gamba senza scheletri nell’armadio e sicuramente sa il fatto suo. Negli ultimi anni non ha fatto per nulla male e dico che un allenatore così mancava nella Serie A italiana“.

Parliamo di Lecce. Ti piace la squadra di Liverani? È attrezzata per raggiungere una salvezza tranquilla?

Il Lecce di Liverani è una squadra che ha sorpreso tutti positivamente nello scorso campionato di Serie B. In estate ha acquistato rinforzi importanti ma per via dei tanti infortunati, Liverani ha avuto un po’ di difficoltà nelle rotazioni. Ho seguito Atalanta-Lecce e posso confermarvi che Liverani ama far giocare le proprie squadre a calcio anche partendo dal basso; in Italia non siamo molto abituati a squadre che devono salvarsi e giocano così a viso aperto. Forse però manca un po’ di fisicità a centrocampo“.

Due nomi: un giovane italiano che pensi possa presto sfondare e un attaccante in cui ti rivedi

Per quanto riguarda il giovane dico Scamacca: sta finalmente capendo l’importanza del suo ruolo e ha grandissime qualità tecniche. Il “Tir” di adesso? Mi rivedo un po’ in Immobile anche se lui a livello di movimenti è più completo“.

Come sta procedendo la tua avventura al Monza?

“La proprietà, che conoscete bene, ha fatto una squadra per vincere il campionato di Serie C, una squadra molto forte. Al Monza si lavora bene e vogliono che ad emergere siano anche i giocatori del settore giovanile”

Infine, dove ti vedremo tra 10 anni?

Bella domanda, me lo chiedo spesso anch’io. A me piace stare sul campo ma so che al momento non sarei pronto mentalmente per un incarico in prima squadra. Il mio obiettivo è quello di far crescere i ragazzi ed insegnargli quello che ho imparato sul campo. Più avanti comunque sono sicuro che allenerò“.

Immagine articolo tratta da: Illeccese.it

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Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan-Lecce, il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN LECCE – In attesa della ripartenza della Serie A andiamo a scoprire meglio i nostri prossimi avversari.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Lecce risale all’undici marzo 2012, e terminò 2 a 0 per i rossoneri con gol di Nocerino e Ibrahimovic.

Precedenti famosi

Forse il precedente più clamoroso fu quello del 1997/1998, quando il Milan di Capello, Costacurta, Savicevic, Albertini, Donadoni, Boban e Weah venne sconfitto 2 a 1 dai pugliesi allenati allora da Cesare Prandelli.

Ultime gare del Lecce

Il Lecce attualmente ha tre punti in meno del Milan frutto di cinque sconfitte intervallate però da due vittorie di peso, a Torino contro il Toro e a Ferrara contro la Spal.

Ultime gare del Milan

Il Milan arriva alla gara dopo il cambio di allenatore e la stentata e per nulla convincente vittoria esterna sul Genoa, che seguiva le dolorose sconfitte con Inter, Torino e Fiorentina.

Occhio a…

Marco Mancosu, che ha già segnato 4 gol dall’inizio del campionato.

Curiosità sugli avversari

Il Lecce è stato fondato il 15 marzo del 1908 e inizialmente si chiamava Sporting Club Lecce perché inglobava diverse discipline sportive. Nel 1927 il club decise di lasciar perdere gli altri sport in cui era impegnato, atletica e ciclismo, e di concentrarsi solo sul calcio cambiando il nome in Unione Sportiva Lecce. Un anno dopo ci sarà anche il cambio di divisa: da quella originale a striscia bianconere, a quella attuale giallorossa.

Allenatore avversario

Fabio Liverani non ha nessun precedente né con il Milan né con Stefano Pioli.

Figlio un italiano e una somala, è un noto tifoso della Roma, tanto che nel 2001 scese in piazza con i tifosi per festeggiare lo scudetto, cosa che qualcuno non gli perdonò quando poco tempo dopo venne tesserato dalla Lazio.

Storico arbitro con le due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Fabrizio Pasqua. Il fischietto della sezione di Tivoli ha diretto 5 volte il Milan con quattro vittorie dei rossoneri e una sola, ma scottante, sconfitta: quella con l’Udinese alla prima giornata di questo campionato. Nessun precedente incontro, invece, con il Lecce. A coadiuvare Pasqua ci saranno gli assistenti Santoro e Colarossi, il quarto uomo Serra, il Var Pairetto e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Tra gli ex che con molta probabilità saranno della partita da segnalare Gianluca Lapadula, al Milan nel 2016/2017 e trasferitosi quest’estate al Lecce e Gabriel, ingaggiato come portiere dal Milan dal 2016 al 2018 con in mezzo un prestito al Cagliari e da quest’estate tesserato con il Lecce.

Tra gli ex che non saranno della partita ricordiamo invece il difensore Mesbah, al Lecce dal 2009 al 2012 e al Milan l’anno successivo e Fabrizio Miccoli, che fece parte delle giovanili del Milan dal 1992 al 1994 ma non arrivò mai in prima squadra mentre con il Lecce giocò dal 2013 al 2015.

Giulia Galliano Sacchetto

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Mauri (prep. atletico Napoli) a Radio Rossonera: “Il più sorprendente allenato? Pepe del Real! A Napoli il ds si confronta con noi per le scelte di mercato”

Mauri (prep. atletico Napoli) a Radio Rossonera: “Il più sorprendente allenato? Pepe del Real! A Napoli il ds si confronta con noi per le scelte di mercato”

MAURI (prep. atletico Napoli) A RADIO ROSSONERA – I dati atletici nel calcio di oggi sono sempre più importanti, per la resa fisica della squadra e per migliorare la preparazione. Ne abbiamo parlato con il preparatore atletico del Napoli Francesco Mauri, all’interno della trasmissione Radiografie, condotta da Alessandro Molinaro. Prima parte di un percorso molto più ampio che Radio Rossonera ha deciso di percorrere con approfondimenti con esperti del settore.

Quanto sono importanti i km percorsi ad alta e altissimi intensità nel calcio di oggi?

“Dipende molto dal tipo di partita perché i fattori tattici influenzano tanto i dati di volume. Per esempio una partita dominata può ingannare perché se gli avversari hanno un possesso palla inferiore, saranno superiori per dati di volume, quindi per km totali e spesso anche per dati di qualità, cioè dati di alta e altissima intensità. Dunque, la squadra che ha avuto un predominio territoriale tenderà ad essere inferiore nei dati atletici. Invece, l’analisi di questi dati è molto importante quando una partita è equilibrata o aperta, cosa che succede spesso al Napoli in Europa, perché quasi tutti i gesti determinanti di una partita avvengono ad alta intensità, infatti rivestono un ruolo ben più importante dei km totali percorsi. Nell’analisi di una partita sono significativi per capire in che modo si è sviluppata l’alta intensità e con quali calciatori.”

Oggi si usa molto anche l’indice di efficienza fisica, secondo cui il Napoli risulta superiore agli avversari soprattutto verso la fine della gara. Come valutate questo e quanto può incidere?

“Questo parametro sta rivoluzionando l’analisi dei dati perché è il primo esperimento certificato che mette in relazione dati tecnico-tattici con dati fisico-atletici, quindi può essere molto importante. Mettendo in relazione i dati atletici con quello che succede con la palla, quest’indice fornisce un’analisi di ciò che è successo in campo: la squadra nel complesso può correre meno dell’avversario, ma vincere tutti i duelli ed essere quindi più efficiente. In questo senso abbiamo avuto grosse soddisfazione dall’analisi dei nostri dati della scorsa stagione, perché la maggior parte delle squadre ha una flessione fisica verso il 60esimo minuto di gioco, il Napoli invece no, infatti, l’anno scorso ha vinto tante partite segnando nella fase finale. Ad onor del vero bisogna sottolineare come questo dipenda molto dalle caratteristiche dei singoli giocatori, sicuramente adottiamo una metodologia che riteniamo essere buona, ma bisogna notare come i nostri siano giocatori che “fanno fatica a svuotarsi” come si dice in gergo: se dovessimo andare ai supplementari, i nostri calciatori, avendo grandi capacità aerobiche e non avendo invece picchi di esplosività, potrebbero essere più performanti degli avversari, questo è ciò che accade anche nel secondo tempo delle partite.”

A questo proposito, per ciò che riguarda l’individualizzazione dei lavori atletici, i calciatori considerati “sprinter” svolgono lavori differenti dal resto del gruppo?

“Bisogna distinguere ciò che viene fatto sul campo e ciò che è di contorno. Tendenzialmente sul campo facciamo tutto con la palla, anche l’obiettivo fisico si raggiunge attraverso la palla, modificando gli spazi, le regole e il numero di uomini coinvolti. Tutto ciò che invece viene fatto a contorno dell’allenamento, cioè prima e dopo della seduta vera e propria, viene individualizzato a seconda delle caratteristiche dei giocatori, è fondamentale che gli sprinter e più in generale tutti i calciatori che hanno caratteristiche marcate di altro tipo, con dei deficit, lavorino per provare a colmare eventuali deficit, quindi lavoro preventivo e con l’obiettivo di migliorare le loro qualità. Sul campo, lavorando sempre con il pallone, spesso qualcuno ritiene che possa essere impossibile individualizzare, ma in realtà anche questa fase è individualizzata perché proponiamo esercizi con la palla in cui ognuno si allena secondo le proprie caratteristiche e simulando situazioni simili a quelle che possono crearsi durante le partite.”

Nelle scelte di mercato lo staff atletico ha voce in capitolo? Analizzate i dati atletici di un potenziale nuovo acquisto?

“Non sempre, ma può capitare. A Napoli per la prima volta abbiamo collaborato con un Direttore Sportivo e più in generale con una dirigenza che ascolta molto lo staff tecnico, anche in sede di mercato. Sicuramente conoscendo i calciatori che già abbiamo da un punto di vista atletico, possiamo spiegare quali, a nostro parere, siano i deficit e le qualità dello squadra, come è accaduto nell’ultima sessione di mercato.”

Parliamo della sempre controversa preparazione estiva: quanto è fantasiosa l’idea del prepararsi con l’obiettivo ideale di essere in forma in un certo periodo (per esempio arrivare in forma a marzo quando c’è il clou della Champions)?

“Secondo me è un’idea fantasiosa. Sicuramente cambiano i rapporti tra volume ed intensità tra la preparazione estiva e il microciclo che si svolge abitualmente durante l’anno, ma cambia soprattutto perché il calciatore dopo settimane di inattività arriva decondizionato e va rieducato all’attività gradualmente, quindi ci si concentra più su esercizi di volume che non su esercizi di alta intensità. Se non fosse per questo, dal primo giorno di ritiro si potrebbe adottare la stessa metodologia che si adotta durante tutta la stagione. Quindi, pensare che una settimana di lavoro svolta nel mese di luglio possa determinare il risultato di un partita che si gioca a maggio è assurdo e non ha basi scientifiche o fisiologiche.”

Nella tua carriera come preparatore c’è stato un giocatore che ti ha colpito particolarmente per i suoi dati atletici?

“Sì, sarebbe banale citare uno tra Cristiano Ronaldo, Bale o Sergio Ramos, calciatori che ho allenato al Real Madrid. Mi viene in mente, invece, Pepe, il centrale portoghese, perché aveva una forza elastica impressionante.”

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