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Torino-Milan 2-1: Un’ora di luce e poi il buio alle prime difficoltà

Torino-Milan 2-1: Un’ora di luce e poi il buio alle prime difficoltà

TORINO-MILAN 2-1 – Scusate il ritardo, sono ancora in tempo?
Potrebbe essere questo il riassunto della prima ora di gioco di Torino-Milan, gara ben impostata, ben giocata e ben gestita fino al cambio di sistema di gioco torinista. Gara che ha visto finalmente sprazzi di buon gioco, li vedremo tra poco, ma che ha confermato i limiti di una squadra che fatica ancora ad esser qualitativa e che alle prime difficoltà si disunisce, si impaurisce e inizia a sommare errori su errori. 

Il Torino fotocopia l’Inter cercando una pressione ultraoffensiva creando le coppie come aveva fatto Conte: le due punte su i due centrali, Verdi-Bennacer, Rincon-Kessiè, Baselli-Calha e i due esterni De Silvestri e Aina pronti a far la bilancia (ad esempio con palla a Theo, De Silvestri attacca e Aina rincula sulla linea difensiva e viceversa). Ma se nel Derby non eravamo riusciti a trovare contromisure a ciò, ieri sera Giampaolo dimostra di averci pensato a monte e ha messo sul campo ben due mosse diverse

Nel primo caso si tengono basse le nostre mezzali attirando le loro, Bennacer si alza e lo si cerca per una palla veloce sull’esterno oppure si cerca una giocata profonda per Paitek e soprattutto Leao. Questa variante per l’uscita di palla verrà cancellata dall’uscita di Leao e sarà uno dei problemi del secondo tempo. Fin quando il portoghese è rimasto in campo le sue doti di velocità, fisicità e ricerca della profondità ci hanno permesso di allungare gli avversari e creare spazio in mezzo al campo.
Nel secondo caso la contromossa è ancor più interessante e riprende il suggerimento che mi ero permesso di esporre nell’analisi post Derby (link): far prendere a Suso la zona di nessuno in trequarti. Bennacer e Calha rimangono bassi attirando così la pressione di Verdi e Baselli, Kessiè si alza molto e tiene così basso Rincon e Suso ha così un grande spazio centrale per ricevere, girarsi e giocare a piacimento. Bene quindi in questa occasione il Milan e Mister Giampaolo.

IL TREQUARTISTA NON C’È MA SI VEDE. Spesso ho sentito la frase: “il gioco di Giampaolo non si vede, dov’è? Mi sembra di vedere il Milan dell’anno scorso”. Eppure contro il Torino finalmente qualcosa del modo di giocare del mister si è visto.
Esempio.
Domanda: chi prende lo spazio in trequarti se giocando 1-4-3-3 il trequartista non c’è?
Risposta: la mezzala di qualità, ovvero Hakan Calhanoglu.
Vi porto due esempi che coinvolgono Calha, autore a dispetto di ciò che si dice di una buona gara ieri a Torino. Nel primo caso manteniamo tanti uomini in zona palla (ben 5, metà squadra!), sfruttiamo la superiorità creata per consolidare il possesso e grazie al movimento in avanti di Bennacer (attacca lo spazio appena Suso si libera della pressione: alleluia, abbiamo un mediano che pensa offensivo!) passiamo per il centro del campo e liberiamo spazio in trequarti per Calha che prenderà un buon tiro dal limite senza opposizione: bravi tutti qui, azione di gioco ben sviluppata!

Un paio di minuti dopo la più classica delle azioni di Giampaolo: l’attacco dello spazio in mezzo alle punte.
Ancora protagonista il nostro falso trequartista, Hakan Calhanoglu, qui al limite della perfezione per l’attacco dello spazio nei tempi e modi giusti. Ancora una costruzione a destra con Suso bravo a ribaltare il lato e a trovare Theo. Leao fa un ottimo movimento incontro e ad allargarsi e Calha compie il perfetto movimento contrario ad attaccare il tanto spazio creato: saremmo in porta. Azione ottimamente congeniata quindi, che però ha un difetto: l’errore tecnico di Theo nel controllo della palla fa perdere ben due tempi di gioco, De Silvestri ha il tempo di chiudere la linea di passaggio (questo è il momento dello stamp) e l’azione svanisce. Quando si dice che la qualità a volte non ci supporta…

SCIUPONI IN SALSA POLACCA
La ripresa riparte nello stesso modo, Milan bravo a chiudere in avanti (per 60 minuti bravi a restare alti e aggressivi), Toro in difficoltà e ben tre occasioni nate da recuperi palla e veloci riproposizioni offensive:

1. Veloce recupero della palla nato dal pressing coordinato di Suso e Kessiè, Suso attira il difensore e scarica molto bene a Piatek che ha tempo e spazio per attaccare l’area. Il polacco però porta troppo palla, perde un tempo di gioco e ci fa schiacciare contro la linea difensiva del Toro. Se invece la palla fosse stata giocata correttamente al rimorchio (Calha) sfruttando lo spazio creato da Leao avremmo avuto un tiro facile in posizione molto vantaggiosa.

2. Kris, Kris, Kris… Qui evito l’analisi. Bravi a recuperare palla con Romagnoli, sfruttiamo un erroraccio di Lyanco in pressione e ci presentiamo in area avversaria con uno scarico facile per Piatek che con lo specchio completamente spalancato non prende la porta… errore del singolo ma buona giocata di squadra

 

3. Altro giro, altro regalo: recupero veloce del possesso, Bennacer libero di attaccare, la linea avversaria è scoperta e scappa fino al limite dell’area di rigore. Nonostante la superiorità numerica del 4vs3 non riusciamo nemmeno a concludere in porta scegliendo Bonaventura, l’ultimo a sinistra e sbagliando la misura del passaggio.

 

 

DOPO UN’ORA LA LUCE SI SPEGNE AL PRIMO SPAVENTO
Bravo Mazzarri o noi troppo impauriti? Con l’ingresso di Ansaldi (e poco dopo di Berenguer) il Toro passa 1-4-4-2 e cerca di mettersi in parità numerica sugli esterni: De Silvestri e Ansaldi a destra, Aina e Berenguer a sinistra. Da questo momento in poi le nostre uscite sull’esterno saranno molto difficoltose; Bonaventura, entrato nel frattempo al posto di Leao, fatica a rimanere offensivo e aggressivo sul loro esterno basso. Proprio da questi problemi nascono i due gol del Toro: sul primo, al netto del fallo su Calha a Var spento, siamo molto pigri nelle corse all’indietro, la palla finisce a Belotti che ha modo di poter puntare Musacchio in 1vs1 e l’argentino non riesce a gestire bene il duello, sbagliando sia il lato dove indirizzare la punta e sia gli appoggi difensivi. MAI voltarsi e perdere il contatto visivo con palla e avversario. Proprio quel secondo di non-marcatura sarà fatale, consentendo a Belotti di calciare con la linea di tiro libera. Male in questo caso anche Donnarumma che come si nota da un replay retroporta compie due piccoli balzi a sinistra che gli fanno sbilanciare il peso e non gli consentono di spingere forte a destra tanto che la mano si piega al contatto con il pallone.

Sul secondo gol del Toro (primo stamp) invece influiscono le nostre difficoltà in chiusura: mancata aggressività su Ansaldi che cambia troppo facilmente il lato con un lungo passaggio su Aina, Kessiè è stretto per aiutare su Rincon e non arriva in tempo per chiudere lo stesso Ola Aina che ha la linea di passaggio libera per andare subito da Belotti.
Calabria nel mentre è scivolato in chiusura su Berenguer e Musacchio, non molto aggressivo sulla punta avversaria, viene attaccato ancora in campo aperto da Belotti che ha tempo e spazio che girarsi e puntare l’argentino (secondo stamp). Nello stesso momento Zaza legge bene lo spazio che si è creato tra i due centrali e si butta nel mezzo partendo due metri indietro rispetto a Romagnoli (disattento qui) non appena Belotti attacca Musacchio in 1vs1. Ultimi due-tre errori nell’azione del gol (terzo stamp): Romagnoli, che si è accorto tardi del taglio di Zaza ed è partito in ritardo, perde i due metri di vantaggio e si ritrova con due metri di svantaggio (1) al momento del tiro di Zaza (che avrebbe spazio e modo di far gol già in questa occasione). Calabria si perde il taglio di Berenguer alle sue spalle e anche lui è in ritardo in area di rigore (3). Infine Bennacer, probabilemente sulle gambe, fatica a tornare e a dar protezione sulla seconda palla che Belotti può tentare di calciare ben due volte senza opposizione: la prima verrà sbucciata la seconda ahinoi è la rovescita del 2-1 (2). La partita tatticamente finisce qui, il Milan proverà con l’ingresso di Rebic a bloccare gli esterni avversari e avrà un paio di grandi occasioni intorno al 90esimo ma gli errori dei singoli, Kessiè-Piatek saranno pesanti e consentiranno a Mazzarri di prendere i 3 punti. Detto ciò, il Milan finalmente fa vedere qualcosa di buono in campo, costruisce, va in vantaggio, spreca ma appena trova difficoltà si sfalda. Una strada, semplice e più chiara del recente passato, è però stata tracciata e val la pena di seguirla ancora. Urge far risultato ora e guadagnare quel tempo che Giampaolo ha detto di voler avere per proseguire la crescita della squadra.

Simone Cristao

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Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-FIORENTINA – In attesa della partita di domenica sera andiamo conoscere meglio la squadra avversaria.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Fiorentina risale al 22 dicembre 2018 con la Fiorentina che sbancò il Meazza con un gol di Federico Chiesa.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria, c’è sicuramente quello del 1996 che sancì la vittoria del quindicesimo scudetto rossonero. Finì 3-1 con i gol di Savićević, Baggio e Simone in rimonta alla rete di Rui Costa: i toscani avevano lasciato a riposo Batistuta per preservarlo in vista della finale di Coppa Italia vinta poi in gare di andata e ritorno contro l’Atalanta.

Ultime gare Fiorentina

La Viola arriva allo scontro confortata dalla prima vittoria, ottenuta contro la Sampdoria che segue i due ottimi pareggi con Atalanta e Juventus.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo le due sconfitte di fila con l’Inter in casa e con il Toro nel turno infrasettimanel. I rossoneri sono obbligati a vincere o perlomeno a fornire una prestazione convincente.

Occhio a…

Federico Chiesa e Franck Ribery, i due novelli gemelli del gol daranno filo da torcere alla difesa rossonera.

Allenatore avversario

Vincenzo Montella, ha allenato il Milan nel 2016/2017 chiudendo al sesto posto in classifica. Da avversario ha affrontato il Milan 13 volte, vincendo tre volte, pareggiando 4 volte e perdendo 6 volte. Contro Giampaolo ha vinto 2 volte, perso altrettanto e pareggiato una volta.

Nel 200 Montella è stato testimonial del videogioco Fifa, apparendo in copertina con la maglia della nazionale e nel 2002 è comparso con Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara nel film di Vincenzo Salemme “Volesse il cielo!”. I tre calciatori napoletani sono presenti nella scena della partita di calcio tra detenuti e poliziotti.

Curiosità sugli avversari

Il colore viola caratteristico della divisa della squadra viene spesso erroneamente associato anche a Firenze, i cui colori invece sono il bianco e il rosso. Colori che vennero utilizzati dalla squadra agli inizi, poi nel 1929 in un’amichevole contro la Roma i toscani indossarono per la prima volta la maglia viola. Tradizione vuole che questa scelta sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco rosse in un fiume. In realtà il viola era stato scelto direttamente dall’allora patron Luigi Ridolfi, in seguito ad un’amichevole con una squadra ungherese.

Storico arbitro con e due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Piero Giacomelli, che ha diretto il Milan 14 volte, con il diavolo che ha vinto 9 volte, pareggiato 3 e perso 2. L’episodio forse più dubbio è un rosso non dato a de Sciglio nel 2015 in uno 0 a 0 con l’Atalanta. Meno fortunato il bilancio dei viola con il fischietto triestino che li ha diretti 15 volte, con il bilancio dei toscani in perfetto equilibrio: 5 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Con i viola si ricorda l’espulsione dell’allora allenatore Paulo Sousa in uno 0 a 0 del 2016 contro il Genoa.

A coadiuvare Giacomelli ci saranno gli assistenti Preti e Longo, il quarto uomo Abbattista, il var Maresca e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Oltre al già citato Vincenzo Montella sull’asse Milano Firenze si sono mossi molti giocatori. Da quelli storici come Pierino Prati, al Milan dal 1967 al 1973 e poi alla Fiorentina nel 1977/78, Roberto Baggio, alla Fiorentina dal 1985 al 1990 e poi in rossonero dal 1995 al 1997, Manuel Rui Costa, alla Fiorentina dal 1994 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2006 e Daniele Massaro, alla Fiorentina dal 1981 al 1986 e poi al Milan dal 1986 al 1988 e ancora dal 1989 al 1995, all’attuale allenatore del Milan femminile Maurizio Ganz, al Milan dal gennaio 1998 al 1999 e poi alla Fiorentina nel 2001/2002 fino al compianto Stefano Borgonovo, alla Fiorentina in due periodi differenti: nella stagione 1988/89 e poi dal 1990 al 1992. Al Milan nel campionato 1989/1990 e deceduto nel 2013 a causa della Sla. Tra i trasferimenti meno felici ricordiamo Riccardo Montolivo, alla Fiorentina dal 2005 al 2012 anno in cui passa al Milan dove non riuscirà mai ad imporsi su alti livelli. E infine non dimentichiamo Ante Rebic, ex viola che potrebbe scendere in campo domenica.

Giulia Galliano Sacchetto

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Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

TORINO-MILAN 2-1 – Il Milan parte con un 4-3-3, e parte nel migliore dei modi. Tante palle goal nei primi 25 minuti, Piatek sblocca la partita su rigore, e Leao sfiora il raddoppio. Altro Milan rispetto al derby. Nella ripresa però bastano due contromosse di Mazzarri e il Milan si spegne. Lentamente, ma inesorabilmente, la squadra rossonera inizia il declino che porta prima al pareggio di Belotti, con un tiro da fuori dove Donnarumma ha qualche colpa, poi lo stesso attaccante azzurro realizza il goal vittoria per il Torino.

Nel momento in cui al Milan sono mancate le poche certezze che aveva, il Torino ha preso campo e ha portato a casa la vittoria.

LA PARTITA DI BENNACER – Inizia benissimo, dinamico, veloce nelle idee di pensiero, rapide verticalizzazioni e infatti il Milan gira. Poi qualche palla persa insidiosa di troppo, un po’ di stanchezza, ma soprattutto lo scarso movimento/smarcamento dei compagni nel secondo tempo, fanno calare anche la sua prestazione. Per giocare al massimo e sfruttare il suo piede ha bisogno di compagni che si muovano cercando di creare gli spazi necessari per ricevere la palla.

L’algerino ha tutte le carte in regola per prendersi in mano il centrocampo del Milan, ora gli serve solo continuità.

LA FASE OFFENSIVA –  La squadra rossonera ha avuto tante occasioni, soprattutto nei primi 25 minuti, ma non è riuscita a chiudere il match e il Torino ne ha approfittato. Buoni i movimenti nel primo tempo, buone idee, e trame di gioco. Anche nel secondo tempo il Milan ha avuto occasioni, forse anche più nitide di quelle del primo tempo, ma sono derivate più da giocate dei singoli che da un gioco collettivo.

Si iniziano a vedere le prime idee, ma siamo ancora molto lontani da quello che i tifosi e la società si aspettano.

LA CLASSIFICA – Paradossalmente la squadra rossonera a fine primo tempo si trova al 4° posto alla pari di Napoli e Cagliari. A fine gara invece si ritrova al 10° posto. Uno degli inizi peggiori nella storia del Milan.

Dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno (classifica ancora corta e il 4° posto è a soli 3 punti) o mezzo vuoto (visto il calendario potevano essere 6 punti in più)?

Cristian Claretti

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Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

PAGELLE TORINO-MILAN 2-1 – Dopo la sconfitta nel derby, dal Milan ci si attendeva una risposta che è arrivata, parzialmente, ma per solo un tempo

Dopo un derby perso, rialzarsi è difficile quanto necessario. Torino e Milan arrivavano entrambe da una sconfitta. Arrabbiate entrambi, con un Mazzarri furioso nella conferenza di mercoledì. La vittoria rossonera a Torino manca dal 2012, sette anni, troppi se ti chiami Milan. Giampaolo sceglie di cambiare. Fuori Biglia e Rodriguez, due dei peggiori nel derby, dentro i due acquisti estivi Bennacer e Theo Hernandez e tifosi accontentati. Il primo tempo il Milan sforna la miglior performance di inizio stagione. Buon ritmo, la squadra gira e i singoli sembrano in fiducia. Poi arriva il secondo tempo e parte il blackout. Il Torino sembra più determinato fin da subito, Piatek sbaglia lo 0-2, Guida non fischia un dubbio contatto su Calhanoglu e il Torino pareggia sul ribaltamento dell’azione. Successivamente il Milan si spegne e il Torino raddoppia. Inutile il forcing finale. Poirot diceva che tre indizi fanno una prova. Le partite in cui il Milan non segna su azione sono 4 su 5. Situazione preoccupante, a cui si aggiunge il crollo delle certezze difensive. Qualche passo avanti, altri indietro. Fondamentale, però, confermare la fiducia a Giampaolo, come detto da Paolo Maldini nel pre-partita.

Donnarumma 5,5: Forse la peggior prestazione da inizio stagione. Un’uscita scellerata a fine primo e non perfetto sul pareggio di Belotti. A volte, però, sembra che in molti si dimentichino che Gianluigi Donnarumma sia nato nel 1999. È a livelli altissimi da almeno due anni e sta ancora crescendo. Sembra anche il più emotivamente coinvolto, oltre che l’unico campione. Dev’essere il futuro di questa squadra. Gradito il rinnovo con fascia omaggio. #Soragazzi

Calabria 5: Riprende la fascia dopo la prestazione di Conti nel derby. Soffre e non poco Ola Aina, che lo salta a più riprese. Male anche nei raddoppi, poco aiuto ai centrali. In fase di spinta, alterna buoni cross e sovrapposizioni a giocate poco lucide. #Siripresenti

Musacchio 5,5: Anche per lui, come per Gigio, forse la peggior prova di inizio campionato. Belotti è un cliente molto difficile e lui ha difficoltà a tenerlo, soprattutto quando abbassa la testa. Poco aiutato da Calabria. Si prega di rivedere quello delle scorse partite #Ritornoalfuturo

Romagnoli 6: Per gran parte della partita, tiene da solo in piedi la difesa. Svetta sui palloni alti e anticipa bene il duo Belotti-Zaza. Poi lo strapotere del capitano granata travolge anche lui. Luci e ombre, rispecchia la squadra. #Migliorabile

Theo Hernandez 6,5: Debutto dall’inizio in campionato. Ottimo primo tempo, buoni uno-due con Leao e sicuro in fase difensiva. Giampaolo si arrabbia per qualche palla indietro di troppo, ma rispetto a Rodriguez rischia molto meno. Anche nel secondo tempo, la sua fascia è quella su cui si rischia meno. #Lucenelbuio

Kessie 5,5: commette errori banali e sulla sua valutazione pesa tantissimo il gol inspiegabilmente sbagliato nel finale. Peccato, nel complesso uno dei migliori e costanti tra le fila rossonere nell’arco dei 90′ #Profondorosso

Bennacer 6: Prende il posto di Biglia dopo la brutta prestazione nel derby dell’argentino. Ammonito quasi subito, Mazzarri gli regala una marcatura a uomo asfissiante. Prova e proporsi e quando ha il pallone lo smista bene. Molta sicurezza, forse troppa. #Crediamoci

Calhanoglu 5,5: Quando la squadra gira, gira anche lui. Quando la squadra si spegne, è il primo ad andare in difficoltà. Rispetto agli altri, almeno ci prova, però spesso gli va male. Serve più velocità di gioco. Perde la palla dell’1-1, ma il fallo su di lui appare netto. #Arbitro!

Suso 5: Altra prova poco comprensibile. Perde tanti, troppi palloni e spesso rallenta la manovra. Rispetto al passato non gli riesce nessuna delle sue giocate. O Giampaolo cambia sistema, o Jesus deve cambiare radicalmente se stesso. #Change

Piatek 6-: Il rigore è perfetto. Il resto della partita è tanto lavoro e tanto fisico contro una difesa che non gli lascia mezzo metro. Errore e sfortuna sul possibile 2-0, che si mangia ad inizio ripresa. 6 di fiducia, rispetto alle scorse partite c’è più coinvolgimento, ora aspettiamo il cinismo #Teprego

Leao 6,5: Altra prova convincente dopo il derby. Si guadagna il rigore, si allarga, si propone, mette palloni in mezzo. Non fa la prima punta, ma lo fa benissimo. Probabilmente la nota lieta delle ultime due partite. #Leaone

Bonaventura 5,5: Entra e dopo poco il Milan subisce il pareggio, non per colpa sua. Mancava da undici mesi e il suo ritorno è un’ottima notizia. Ancora poco lucido e un po’ fuori dal gioco, ma era preventibabile. Potrà essere fondamentale per il futuro con la sua duttilità e tecnica #Welcomeback

Rebic SV.

Giampaolo 5,5: 5,5 è il voto medio della squadra e se lo becca anche lui. Buon primo tempo, probabilmente il migliore di inizio stagione. Imperdonabile, però, che il Milan si spenga ad inizio ripresa e crolli dopo il gol. La difesa torna a subire gol e l’attacco continua a non segnare, ma il problema sembra anche mentale oltre che tattico #Keepcalm

Reina 9: È vero, non si protesta. E chi scrive queste pagelle è ex-arbitro. Ma questa grinta, questa rabbia, questo attaccamento è fondamentale per ripartire #AntonioContedenoantri

Federico Rosa

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Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

Torino-Milan 2-1, la parola ai protagonisti

TORINO-MILAN 2-1 – GIAMPAOLO: “DOVEVAMO CHIUDERLA PRIMA”. MAZZARRI: “CHE REAZIONE QUESTO TORO”.

È un Marco Giampaolo parecchio deluso quello che si presenta ai microfoni a fine partita. Non tanto per la prestazione dei suoi, che anzi è piaciuta al tecnico rossonero, quanto per la mancanza di cinismo e la scarsa capacità di controllo del risultato.

“È stata una partita in controllo ma non abbiamo avuto il cinismo per chiuderla – ha detto Giampaolo -. Non avevamo rischiato nulla fino al gol del pari, poi in 4 minuti è cambiato tutto. Dovevamo chiuderla e vincerla. È stata la nostra miglior partita finora, con qualche errore, ma a larghi tratti la squadra mi è piaciuta; la sconfitta non va bene e non ci sta”.

Sui problemi del Milan il mister chiarisce: “Mi spiace per i ragazzi e per i tifosi soprattutto perché la squadra lavora bene, mi segue e fa le cose per bene. Non è una squadra che recita uno spartito individuale, dovremmo avere il conforto del risultato per continuare a predicare il nostro verbo. Con questa sconfitta abbiamo rallentato crescita ed. autostima”.

Quanto si cambi, Giampaolo spiega: “Ho inserito Jack per Leao perché volevo tener viva la squadra davanti e non abbassarla. Volevo qualità con Bonaventura, che infatti ha messo una gran palla per Kessie alla fine. Leao è uno scattista, non ha resistenza nel lungo e non ha nelle corde un lavoro di contrapposizione. L’ho visto stanco, Jack mi garantiva qualità. Bennacer invece era ammonito, volevo un attaccante in più. Avevo chiesto alla squadra di controllare la partita e non sporcarla mai, perché il Toro ha gran fisicità. La chiave della partita era giocare a calcio con qualità. Dobbiamo migliorare nella precisione dei passaggi, spesso forziamo ma abbiamo qualità. Suso? Stasera mi è piaciuto, ha lavorato tanto, è stato collaborativo”.

E sul presunto fallo su Chalanoglu in occasione del pari del Toro, il tecnico abruzzese conclude: “Si poteva fischiare, ma sono episodi. È il controllo della partita che fa la differenza. Stasera abbiamo avuto buoni numeri a differenza delle altre volte ma ci é mancata la stoccata finale”.

MAZZARRI

Umore opposto in casa granata, dove festeggia Walter Mazzarri.
“Nel primo tempo siamo stati annichiliti, ci capita spesso in casa per via delle tante aspettative. Eravamo lenti e macchinosi come con il Lecce. Abbiamo saputo soffrire e non prendere il secondo gol. Ho dovuto cambiare modulo, abbiamo aggredito il Milan ed è stata la scelta giusta. Nella ripresa i ragazzi sono entrati in campo con un altro atteggiamento, eravamo un’altra squadra ed abbiamo meritato la vittoria. Alla fine eravamo distrutti, dovevamo chiuderla e stavamo per buttar via due punti incredibilmente. La classifica? Non si guarda mai – ha concluso Mazzarri – Il campionato è come il Giro d’Italia, un percorso a tappe. Alla fine si tireranno le somme”.

BELOTTI

Al settimo cielo il man oggi the match di giornata, Andrea Belotti.

“Non siamo partiti bene, gli abbiamo lasciato il pallino del gioco – ha detto il Gallo -. Nello spogliatoio ci siamo guardati in faccia e ci siamo sfogati. Rodeva il culo perdere, non volevamo farlo per la terza volta di fila ed in casa. Grazie ai tifosi per il sostegno, l’abbiamo ribaltata tutto insieme anche col loro aiuto.
Il primo gol è stata un’iniziativa personale su gran lancio di Rincon. Quella è stata la scossa.
La rovesciata è stato invece un gesto istintivo”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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