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Milan-Fiorentina 1-3! The day after, tra la reazione dei tifosi, la società e l’allenatore

Milan-Fiorentina 1-3! The day after, tra la reazione dei tifosi, la società e l’allenatore

MILAN-FIORENTINA 1-3 – Dura scrivere, dura per chi vive questa passione per i colori rossoneri sedersi alla scrivania e trovare le parole giuste per comporre una frase che dia un senso a questo momento.. a questa partita.

La squadra è spenta e lo si capisce dai primi minuti, 2-3 palle perse in mezzo al campo in situazioni molto pericolose e infatti da una di queste nasce l’azione che porta prima Ribery solo davanti al portiere e poi al rigore su Chiesa. Pulgar segna e la squadra rossonera è già rassegnata ad un’altra serataccia, basta guardare le facce in campo, spaesate.. senza un minimo di grinta o voglia. Castrovilli ad inizio ripresa da il k.o. definitivo al Milan, Donnarumma respinge un rigore di Chiesa e Ribery sigla un gran goal portando il match sullo 0-3. Sul finire della partita Leao fa vedere che il talento ce l’ha e realizza dopo una serpentina l’1-3.

I TIFOSIDolore, rabbia, frustrazione. Come dare torto alla curva che al 75° aveva già abbandonato lo stadio, lasciando un buco pesante nel cuore dello stadio rossonero. Come dare torto a centinaia, se non migliaia, di cuori rossoneri che da casa avranno spento la tv o girato canale. Come dare torto a chi ha preferito fare altro ieri stasera che guardare questo Milan.

Il nostro amato Milan è malato… e bisogna trovare una cura al più presto.

LA SOCIETÀ – Oggi più che mai la società deve esprimersi, deve parlare a noi tifosi, deve dare una linea precisa alla squadra, ai dirigenti. Il Milan, i dirigenti, l’allenatore e gli stessi giocatori.. devono sentire la società vicina. Devono capire gli obiettivi e cosa Elliott voglia fare. Troppe le voci intorno ad una possibile cessione che si ripercuotono sul campo. Troppe le voci di malumori su come si stanno gestendo le cose internamente.

Serve che la società si esprima.. serve chiarezza.. serve una linea guida che indichi gli obiettivi.. la stagione dopo 6 giornate è già praticamente compromessa.

L’ALLENATORE – Giampaolo nei giorni scorsi ha ripetuto più volte che sta lavorando per guadagnare tempo..  ma il tempo piano piano sta finendo. I tifosi del Milan non sono più con il tecnico e la società sembra divisa sulla conferma del tecnico, sicuramente la partita di Genova sarà decisiva per il suo futuro.

La crisi continua e, senza mezzi termini, è la crisi peggiore degli ultimi trent’anni. Serve una svolta, non solo dal tecnico, ma anche dai giocatori e dalla società. È necessario un cambio di rotta per invertire questo trend negativo che sembra possa non finire mai.

Photo Credits: AcMilan.com

Cristian Claretti

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Milan, Maldini: “Fiducia a Giampaolo ma ci aspettavamo di più”

Milan, Maldini: “Fiducia a Giampaolo ma ci aspettavamo di più”

MILAN, MALDINI – Il sostegno a Giampaolo da parte della società rossonera arriva immediatamente dopo le parole del tecnico rossonero. E porta la firma di Paolo Maldini

“Quella dell’allenatore è stata una nostra scelta, condivisa tra direzione tecnica e società – ha dichiarato il Direttore Tecnico rossonero -. Lo difenderemo sempre, è giusto dargli tempo. Siamo giovani e sapevamo a cosa andavamo incontro. Certo, speravamo di far meglio, le sconfitte son tante e la qualità del gioco non è certamente soddisfacente”.

Sui problemi del Milan e come uscirne, Maldini aggiunge: “Oggi non sembra esserci via d’uscita ma la via c’è, come ha detto il mister: è quella del lavoro, del miglioramento del gioco; anche i calciatori devono fare autocritica come noi. Se la leadership dell’allenatore non entra, qualcosa la paghiamo. La colpa è di tutti: società, allenatore e giocatori. Dobbiamo fare autocritica generale ma non c’è bisogno di molte parole. Sembra tutto perso ma siamo solo alla sesta giornata, spesso si ribalta tutto in un attimo. Quello che ci preoccupa è l’involuzione dopo Torino, lo strano passo indietro. Nel precampionato, con una formazione rimaneggiata, abbiamo fatto ottime partite contro Bayern e Benfica. Poi abbiamo cominciato a trovare traffico centralmente, dove si sviluppa il nostro gioco, e trovato grandi difficoltà. Questo ha minato le nostre sicurezze. Il passo indietro di oggi è difficile da spiegare, forse la spiegazione è l’aver giocato a San Siro. Giochiamo con una maglia pesante ed in uno stadio pesante, ma senza la squadra di una volta. Questo rende tutto più difficile. La contestazione dei tifosi? È assolutamente condivisibile. Lo scorso anno non abbiamo dato uno spettacolo bellissimo a livello di gioco, ma i tifosi ci hanno sempre applaudito” ha aggiunto Maldini.

Ed a chi gli chiede se spronerà il tecnico o i calciatori, il DT risponde:
“il mio ruolo è a metà tra parlare con la società e condividere i problemi di allenatore e giocatori. Ci sono quelli meno felici perché non giocano, bisogna parlare un po’ con tutti. Le voci degli scontenti sono sempre più forti ma noi abbiamo bravissimi ragazzi, forse troppo, vorremmo che qualcuno tiri fuori gli attributi in certi momenti e si arrabbi di più. Giampaolo ha giocato con tanti moduli, sin dal primo giorno che lo abbiamo incontrato abbiamo condiviso che non esiste un solo modulo di gioco. Bisogna essere pronti a capire dove c’è spazio e dove far male. È una cosa che riguarda non solo l’allenatore ma anche i giocatori”.

Photo Credits: AcMilan.com

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Milan-Fiorentina 1-3: la parola ai protagonisti

Milan-Fiorentina 1-3: la parola ai protagonisti

MILAN-FIORENTINA 1-3, LA PAROLA AI PROTAGONISTI  – GIAMPAOLO: “CI È PESATA LA PARTITA, IO PRIMO RESPONSABILE”

“Testa alta e giocare a calcio” era il suo mantra. Ma il Marco Giampaolo che si presenta davanti alle telecamere dopo la disfatta con i viola mostra testa bassa ed occhi parecchio lucidi.

“Tre giorni fa a Torino avevamo fatto una partita di personalità, avevo intravisto sprazzi di cose che a me piacciono – ha spiegato il tecnico rossonero -. Oggi invece abbiamo giocato male individualmente, con poco ordine collettivo. Ci sono giovani forti che interpretano le cose individualmente, mentre bisogna saper fare le cose da squadra. Abbiamo pagato tanta disorganizzazione nelle fasi di gioco. Dobbiamo aggrapparci all’essere squadra. Se pensiamo di risolverle individualmente, anneghiamo nei nostri problemi. Oggi pesava perché dovevamo vincerla. Avevo detto ai ragazzi di non giocare col braccino e non aspettare gli eventi. Ho cercato di rassicurare la squadra ma non eravamo brillanti ne reattivi, eravamo frenati, ci è pesata la partita”.

Sulla contestazione dei tifosi, il mister chiarisce: “Non ho nulla da dire, sono giustificati, sono abituati a ben altro. Il tifoso paga e tifa Milan, ci mancherebbe. Dovevamo essere all’altezza dello stadio in cui giocavamo, ma a tratti ci siamo un po’ bagnati”.

E sulle nubi che si addensano sul suo futuro, Giampaolo spiega: “con la dirigenza non ho parlato, non faccio riflessioni, sono il primo responsabile ma vado avanti, sono convinto delle mie idee. Stasera sembrava non avessimo mai fatto un allenamento assieme, questo mi infastidisce. Si può anche perdere ma con ordine. Io devo tirar fuori il massimo dai miei calciatori, devo rendere questa una squadra, anche evitando fronzoli e dando più concretezza. Se non riesco ad esprimere lo stile-Milan in qualità e bellezza, proverò a privilegiare la quantità e la concretezza”.

MONTELLA

Questa volta i suoi sorrisi sono più che giustificati. Vincenzo Montella si gode il meritato trionfo.

“È stata una gran bella vittoria, in un grande stadio e davanti a 50mila spettatori – ha dichiarato il tecnico campano -. Mi aspettavo la standing ovation per Ribery, l’ho tolto per questo. Non è più quello di cinque anni fa ma è ancora un calciatore con capacità sopra la media. San Siro ha visto tanti campioni, non ti regala niente. Lo so perché ero tifoso del Milan. Gli applausi sono meritati”.

Ed a chi parla di rivincita, Montella spiega: “La soddisfazione è aver vinto, è la terza volta che lo faccio con la Fiorentina in questo stadio. Non avevo alcun spirito di rivalsa, era un altro Milan ed un’altra dirigenza. Con la prima dirigenza avevo vinto una Supercoppa senza far mercato. Ringrazio Galliani e Fassone che mi hanno dato la possibilità di allenare il Milan. La contestazione? Per il Milan giocare in questa atmosfera è dura. Mi spiace per i tifosi e per i giocatori che ho allenato. Ma a rotazione tocca a tutti. È un momento transitorio”.

RIBERY

“Giocare in questo stadio, davanti a questi tifosi, è speciale – spiega l’uomo partita Franck Ribery, che ringrazia chi lo ha applaudito -. I tifosi del Milan sono straordinari, adesso è difficile per loro e mi spiace. Noi abbiamo fatto una grande partita, sono contento.
Dicevano fossi vecchio, ma so giocare a calcio. Il calcio mi piace, ho sempre fame ed in campo mi diverto.
Dobbiamo lavorare ogni giorno per giocare come questa sera. Chiesa? Federico è un grande giocatore, con grande mentalità, parlo spesso con lui e mi segue sempre”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Pagelle Milan-Fiorentina 1-3: crisi (rosso) nera

Pagelle Milan-Fiorentina 1-3: crisi (rosso) nera

PAGELLE MILAN-FIORENTINA 1-3 –  Serata da incubo per i rossoneri. Quando San Siro fischia tra il primo ed il secondo tempo non è mai una buona notizia. Aldilà della tattica, ci si chiede perché gli avversari del Milan sembrano sempre avere più gamba e più voglia. L’inferiorità numerica non può essere un alibi per Giampaolo quando già nel primo tempo la partita aveva preso una piega ben precisa. Rafael Leão è l’unico a salvarsi nella sofferenza rossonera, c’è da augurarsi che non si perda all’interno di un gruppo troppo debole mentalmente. Quattro sconfitte dopo sei partite non si vedevano dalla stagione 2012/2013 e dopo sei anni le cose non sembrano essere cambiate. I tifosi contestavano allora e i tifosi contestano oggi. Come uscirne? Massimiliano Allegri era sulla panchina rossonera in quella stagione, e in tanti si auguravano il suo esonero. Forse è il caso di riavvolgere il nastro.

PAGELLE

Donnarumma 6: Dopo soli 10 minuti di gioco, si salva in qualche modo sul tiro al volo ravvicinato di Chiesa.  Più con la tempia che con i guantoni. Vince il duello con Ribery ma, spiazzato, non può niente sul rigore perfetto di Pulgar. Si guadagna la sufficienza parando il rigore a Chiesa, confermandosi l’unico top di questa rosa. #ForeverAlone

Calabria 5: Dopo pochi minuti prova ripetere il tiro al volo di Verona senza però inquadrare la porta. Soffre la pressione ed il giro palla della squadra di Montella. Quando prova a spingere, non trova supporto e movimenti da parte dei suoi compagni. La sua faccia dice tanto di questo inizio di stagione. #Sconsolato

Musacchio 4,5: Si fa saltare come un birillo da Ribery nell’azione che porta al vantaggio viola. Completa la sua pessima prestazione facendosi espellere all’inizio della ripresa dopo un’intervento killer e senza senso sul numero 7 viola. #FuoriGiri

Romagnoli 5: Completa la coppia di birilli con Musacchio quando Ribery decide di fare quello che vuole sotto la Sud. Ci prova da fuori senza successo nel primo tempo, prendendosi i pochi applausi della serata. Protestare con l’arbitro non significa però essere in grado di guidare un gruppo visto che affonda insieme al resto della barca. #capitaNO.

Theo Hernández 5: Sembra cominciare bene con il solito appoggio alla manovra rossonera. Non riesce quasi mai a contenere Chiesa e le altre frecce viola però che mettono in evidenzia tue le difficoltà dell’ex madridista quando viene attaccato. #DaMigliorare

Bennacer 4,5: Perde troppi palloni sanguinosi per essere il regista del Milan. Ingenuo quando sgambetta prima Chiesa e poi Castrovilli nell’area piccola. San Siro non gli perdona qualche rallentamento di troppo e un paio di aperture sbagliate. #MenoBenne

Kessié 5: Il fatto che Bennacer e Çalhanoğlu facciano peggio di lui in fase di impostazione non lo assolvono da una partenza col freno a mano tirato. Non riesce questa volta a sfruttare la sua potenza fisica. Paga lui, non a caso il meno tecnico dei tre, il pessimo primo tempo del centrocampo rossonero e viene sostituito. #Sacrificato

Çalhanoglu 4,5: Pessimo inizio di partita, è sua la palla persa dalla quale nasce il rigore avversario che sblocca la partita. Questa volta la Viola non gli porta per niente bene. #InÇalho

Suso 4,5: Dopo una partenza sottotono, è il primo a testare i guantoni di Drągowski con il più classico dei suoi tiri a giro. Giampaolo si convince però a sostituirlo nella ripresa dopo aver passato tutta l’estate a difenderlo. Mancanza di offerte o equivoco tattico? La scelta di rinunciare al trequartista per riproporlo esterno non sembra pagare. Tanti fischi anche per lui. #Anonimo.

Rafael Leão 6,5: Solita intraprendenza, freschezza e prestanza fisica per il giovane portoghese. Il migliore del Milan insieme a Donnarumma. Segna un goal, bellissimo, da potenziale campione, regalando l’unico sorriso ai tifosi rossoneri. L’unico a salvarsi, l’unico in grado di saltare l’uomo. Si fa anche notare in fase di non possesso. #UnicaGioia

Piątek 5: Non ha la stessa fortuna di Leão a Torino quando, sul punto di colpire di testa, viene probabilmente atterrato da Cáceres in area di rigore. Gira tanto ma a vuoto. Quando Giampaolo lo sostituisce per rimediare all’espulsione di Musacchio, i fischi di San Siro non sono forse solo per il Mister. #Irriconoscibile

Krunić SV: Esordio ufficiale in maglia rossonera per il centrocampista Bosniaco. Niente da  dichiarare, rischia però di infortunarsi cadendo male sulla spalla.

Duarte SV: Anche lui, come Krunić, non poteva augurarsi un momento peggiore per esordire a San Siro con la maglia del Milan. Entra quasi a freddo.

Giampaolo 4,5: Altra pessima prestazione da parte dei suoi. Non si capisce se sia più un problema tattico o di testa. In ogni caso è suo compito correre ai ripari al più presto. Qualche fischio al momento della lettura delle formazioni e altri quando toglie Piątek dal campo. Pazienza finita? #UltimaSpiaggia

Tommaso Dimiddio

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Milan-Fiorentina, conferenza Giampaolo: “L’obiettivo è fare la partita, Gigio è un fuoriclasse. Bisogna moltiplicare ciò che abbiamo fatto di buono a Torino”

Milan-Fiorentina, conferenza Giampaolo:  “L’obiettivo è fare la partita, Gigio è un fuoriclasse. Bisogna moltiplicare ciò che abbiamo fatto di buono a Torino”

MILAN-FIORENTINA, CONFERENZA GIAMPAOLO – Riparte il Milan di Marco Giampaolo in seguito alla bruciante sconfitta di Torino. Lo fa contro una Fiorentina reduce da un risultato positivo contro la Sampdoria e che sembra aver trovato una sua quadra. È quello che si aspettano anche i tifosi rossoneri dalla loro squadra, dopo aver visto un primo tempo incoraggiante e ben giocato all’Olimpico, prima della rimonta granata. Giampaolo segue la strada della continuità: “L’obiettivo, dal primo giorno, è fare la partita, avere il controllo, avere maggior possesso palla. A Torino per buona parte l’ho visto, il dettaglio ha fatto saltare il banco, come il fatto di non averla chiusa prima. C’è stato un momento in cui abbiamo perso la capacità di fare filtro, ma io, per buona parte della gara, mi sono divertito perché la squadra trovava certezze nel giocare. Alcuni dettagli ci hanno bloccato. Il risultato ci condiziona.” Alcune battute sulla produzione offensiva e sugli attaccanti: “Prima di Torino Piatek e gli attaccanti non hanno avuto molte occasioni per fare gol. Col Torino invece ne abbiamo avute diverse e siamo stati imprecisi. Abbiamo avuto produttività offensiva, mentre nelle precedenti 4 partite meno. Non tutte le 5 partite sono state uguali quindi non si può parlare di sterilità. Piatek ha fatto i suoi gol quindi non serve che veda i dvd di Quagliarella. Sono realtà diverse, ambizioni diverse. Ai miei attaccanti faccio vedere le loro immagini.

Non c’è un problema attaccanti. Piatek ritrova il suo habitat con Leao. Molto dipende anche dalle qualità e dalla sensibilità dei singoli giocatori. Noi dobbiamo portare più attaccanti possibili nella metacampo avversaria, ma quando trovi squadre tutte chiuse è più difficile. Io sono attento al collettivo più che alla singola coppia.”

SULLA SFIDA DI DOMANI

“Tutte le partite sono complicate, come dimostra la Serie A da anni. È la mentalità che fa la differenza, deve essere offensiva, così come deve esserci voglia di vincere negli atteggiamenti. Per quanto concerne la formazione, abbiamo valutato tutte le condizioni dei giocatori, domani deciderò, ma sarò attento alla condizione fisica. Abbiamo notato che i parametri sono positivi, la squadra ha recuperato. È stata fatta una comparazione con lo storico del club, e i giocatori hanno migliorato il loro precedente record.”

 SUL MODULO

“Tra il 4-3-3 e il 4-3-1-2 cambia poco. Non vince il modulo, sono le caratteristiche dei giocatori a determinarlo. Bisogna riuscire a coprire bene il campo, a Torino abbiamo lavorato bene specialmente nella fase difensiva; quando sono cambiati i riferimenti non siamo stati bravi a riorganizzarci. Giocando con il 4-3-3 dobbiamo essere bravi a portare un giocatore vicino a Piatek. La partita, però, è fatta di piccoli dettagli e dagli equilibri. L’importante è prendere una strada e portare avanti quella strada.”

SUI NUOVI ARRIVATI E SUL LORO CONTRIBUTO A TORINO

Hernandez è stato un mese e mezzo fuori. Il ragazzo ha spessore fisico, ma non era ancora pronto così come Bennacer e Leao. Non c’è nessun rammarico per non averli schierati prima. Gli altri giocatori non sono da meno. La produzione offensiva è stata buona, anche grazie alle loro caratteristiche. Theo spinge sempre anche quando non dovrebbe e va disciplinato. Rodriguez è più razionale. Ma devi garantire equilibri, abbiamo preso il primo gol su ripartenza e il secondo gol su una rimessa laterale. Il Milan ha un modo di difendere che non prescinde dall’aiuto collettivo. I nuovi devono ancora entrarci nei meccanismi, nuovi e vecchi. C’è da lavorare tanto. Le sintonie devono essere ancora sviluppate.”

SU MUSACCHIO E SULLA SUA PRESTAZIONE

“Nei due gol Musacchio non ha responsabilità, è stato ottimale, abbiamo, invece, sbagliato qualcosa prima. Quando abbiamo perso i riferimenti è scaturito il secondo gol, non ci sono state marcature preventive. I gol subiti sono figli di un lavoro preventivo non fatto bene e che ci hanno punito oltremisura.”

 SULLA FRAGILITÀ DEL MILAN

“Si può difendere migliorando il possesso palla, noi dobbiamo essere bravi a gestire meglio il possesso nei momenti di reazione dell’avversario con le nostre abilità tecniche. I giocatori guerriglieri ci tolgono la nostra capacità di tenere la palla.”

SU DONNARUMMA E SULLE SUE DICHIARAZIONI

“Ai calciatori non si può mentire, perché l’allenatore trasmette sia con le parole che con i sentimenti. E lui li ha recepiti molto bene. Gigio è un grande professionista. Anche in passato ha saputo reagire alle critiche nonostante l’età. È un fuoriclasse. Le critiche fanno parte del gioco.”

SULLA FIDUCIA DELLA SOCIETÀ

“La fiducia è dare importanza a un processo di lavoro, ho fatto anche io il dirigente, so cosa pensa il club. O l’allenatore ha credibilità, ha un’idea o l’allenatore naviga a vista e va a tentoni. Se il club si è espresso su questo, significa che ha fatto le sue valutazioni.”

SUL MALUMORE DEI TIFOSI

“Li capisco. Il Milan ha milioni di tifosi, ha storia, io ho il dovere di continuare a lavorare e mi limito al mio compito.”

SU PAQUETÀ E SU CALHANOGLU

“Paquetà sta bene, ieri si è allenato. Hakan è un giocatore forte, mi è piaciuto. Quello che il Milan ha fatto a Torino, deve riuscire a moltiplicarlo.“

Termina così la conferenza stampa pre-partita di Marco Giampaolo, nella speranza di poter vedere un Milan, contro la Fiorentina, che riesca a migliorare ciò che ha già costruito di buono nel precendente match.

Photo Credits: AcMilan.com

Federico Porta

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Stefano Del Corona (Dir.Fiorentinanews.com) a Radio Rossonera: “La nuova proprietà ha avuto un impatto ottimo. Attenzione all’ex Rebic”

Stefano Del Corona (Dir.Fiorentinanews.com) a Radio Rossonera: “La nuova proprietà ha avuto un impatto ottimo. Attenzione all’ex Rebic”

STEFANO DEL CORONA, MILAN-FIORENTINA A due giorni dalla gara tra Milan e Fiorentina, sfida valevole per la sesta giornata di serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di Fiorentinanews.com, Stefano Del Corona, per affrontare alcuni temi relativi al match che si giocherà domenica sera alle 20:45. Qui di seguito, l’intervista completa.

Cosa ne pensi della nuova proprietà della Fiorentina e quali pensi siano gli obiettivi stagionali?

“Per quanto riguarda la nuova proprietà della Fiorentina penso che l’impatto sia stato più che buono, direi ottimo, perché questa nuova proprietà è arrivata con idee piuttosto chiare sul da farsi, ha riportato entusiasmo in una piazza in cui si era venuto a creare un clima sinceramente irrespirabile; c’era stata infatti una grossa e totale divisione tra la vecchia proprietà e gran parte della tifoseria. Si sono presentati facendo tutto quello che i tifosi della Fiorentina richiedevano alla propria proprietà, cioè attenzione alla squadra, alla vita societaria, essere presenti a Firenze, essere presenti allo stadio, rispondere quando c’è da rispondere; tutte queste cose erano venute meno nel corso dell’ultima parte della gestione Della Valle. Per gli obiettivi stagionali è stato detto più e più volte che questa è una stagione di ricostruzione, anche se mi viene da pensare che guardando la rosa a disposizione di Montella, la Fiorentina non sia l’ultima arrivata. Se si creassero una serie di coincidenze favorevoli, posso dire che la Fiorentina potrebbe anche ambire ad entrare in zona Europa League. La formazione viola è partita un po’ in ritardo, dal punto di vista dei risultati non del gioco, ma c’è tutto il tempo per sistemarsi per recuperare e per lavorare”.

Cosa ne pensi della rosa a disposizione di mister Montella? A quanti gol potrebbe arrivare la coppia Ribery-Chiesa?

“La Fiorentina pur partendo sul mercato con ritardo rispetto a tutti, ricordando che la cessione della società è arrivata solamente a inizio giugno e questo ritardo l’ha pagato in termini di costruzione della squadra, ha però una rosa di buona levatura a disposizione di mister Montella, su tutti ovviamente Ribery e la permanenza di Chiesa. Ribery e Chiesa stanno costruendo una coppia che si intende molto bene, due giocatori con caratteristiche diverse, perché stiamo parlando di un ragazzo del 97’ e di un altro che ha 36 anni, ma stanno bene insieme, sanno dialogare e viaggiano ad una intelligenza calcistica che non è normale, ma è al di sopra del comune; nel particolare caso di Ribery stiamo parlando ancora di un fuoriclasse, perché quello è Ribery, quando ha la palla al piede è difficile che la perda, è difficile che faccia una giocata banale, è difficile che faccia una giocata che non abbia senso. Quando vediamo cose del genere capiamo ancora di più di essere davanti ad un fuoriclasse

Domenica Milan-Fiorentina: cosa temi di più della squadra rossonera e quale giocatore in particolare?

“In questi casi parto sempre dalla mia squadra, spero che la Fiorentina riesca a ripetere prestazioni come quella contro il Napoli e la Juventus e in parte contro la Sampdoria e questo sarebbe un punto di partenza per non temere nessun giocatore del Milan, ma non perché non ci sono giocatori di classe all’interno della squadra rossonera, ma il mio pensiero è che mi interessa maggiormente che la mia squadra riesca ad esprimersi molto bene indipendentemente dall’avversario, dal contesto, dallo stadio in cui si trova. Se dovessi dar retta alla tradizione che abbiamo vissuto più e più volte, la Fiorentina dovrebbe star attenta agli ex, in questo caso mi verrebbe da dire di fare attenzione a Rebic, perché la tradizione della Fiorentina in questo senso non è sicuramente buona, se c’è da rilanciare un giocatore la squadra viola è spesso riuscita nell’impresa di farlo, c’è una lista interminabile di precedenti storici”.

Andrea Propato

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Torino-Milan 2-1: Un’ora di luce e poi il buio alle prime difficoltà

Torino-Milan 2-1: Un’ora di luce e poi il buio alle prime difficoltà

TORINO-MILAN 2-1 – Scusate il ritardo, sono ancora in tempo?
Potrebbe essere questo il riassunto della prima ora di gioco di Torino-Milan, gara ben impostata, ben giocata e ben gestita fino al cambio di sistema di gioco torinista. Gara che ha visto finalmente sprazzi di buon gioco, li vedremo tra poco, ma che ha confermato i limiti di una squadra che fatica ancora ad esser qualitativa e che alle prime difficoltà si disunisce, si impaurisce e inizia a sommare errori su errori. 

Il Torino fotocopia l’Inter cercando una pressione ultraoffensiva creando le coppie come aveva fatto Conte: le due punte su i due centrali, Verdi-Bennacer, Rincon-Kessiè, Baselli-Calha e i due esterni De Silvestri e Aina pronti a far la bilancia (ad esempio con palla a Theo, De Silvestri attacca e Aina rincula sulla linea difensiva e viceversa). Ma se nel Derby non eravamo riusciti a trovare contromisure a ciò, ieri sera Giampaolo dimostra di averci pensato a monte e ha messo sul campo ben due mosse diverse

Nel primo caso si tengono basse le nostre mezzali attirando le loro, Bennacer si alza e lo si cerca per una palla veloce sull’esterno oppure si cerca una giocata profonda per Paitek e soprattutto Leao. Questa variante per l’uscita di palla verrà cancellata dall’uscita di Leao e sarà uno dei problemi del secondo tempo. Fin quando il portoghese è rimasto in campo le sue doti di velocità, fisicità e ricerca della profondità ci hanno permesso di allungare gli avversari e creare spazio in mezzo al campo.
Nel secondo caso la contromossa è ancor più interessante e riprende il suggerimento che mi ero permesso di esporre nell’analisi post Derby (link): far prendere a Suso la zona di nessuno in trequarti. Bennacer e Calha rimangono bassi attirando così la pressione di Verdi e Baselli, Kessiè si alza molto e tiene così basso Rincon e Suso ha così un grande spazio centrale per ricevere, girarsi e giocare a piacimento. Bene quindi in questa occasione il Milan e Mister Giampaolo.

IL TREQUARTISTA NON C’È MA SI VEDE. Spesso ho sentito la frase: “il gioco di Giampaolo non si vede, dov’è? Mi sembra di vedere il Milan dell’anno scorso”. Eppure contro il Torino finalmente qualcosa del modo di giocare del mister si è visto.
Esempio.
Domanda: chi prende lo spazio in trequarti se giocando 1-4-3-3 il trequartista non c’è?
Risposta: la mezzala di qualità, ovvero Hakan Calhanoglu.
Vi porto due esempi che coinvolgono Calha, autore a dispetto di ciò che si dice di una buona gara ieri a Torino. Nel primo caso manteniamo tanti uomini in zona palla (ben 5, metà squadra!), sfruttiamo la superiorità creata per consolidare il possesso e grazie al movimento in avanti di Bennacer (attacca lo spazio appena Suso si libera della pressione: alleluia, abbiamo un mediano che pensa offensivo!) passiamo per il centro del campo e liberiamo spazio in trequarti per Calha che prenderà un buon tiro dal limite senza opposizione: bravi tutti qui, azione di gioco ben sviluppata!

Un paio di minuti dopo la più classica delle azioni di Giampaolo: l’attacco dello spazio in mezzo alle punte.
Ancora protagonista il nostro falso trequartista, Hakan Calhanoglu, qui al limite della perfezione per l’attacco dello spazio nei tempi e modi giusti. Ancora una costruzione a destra con Suso bravo a ribaltare il lato e a trovare Theo. Leao fa un ottimo movimento incontro e ad allargarsi e Calha compie il perfetto movimento contrario ad attaccare il tanto spazio creato: saremmo in porta. Azione ottimamente congeniata quindi, che però ha un difetto: l’errore tecnico di Theo nel controllo della palla fa perdere ben due tempi di gioco, De Silvestri ha il tempo di chiudere la linea di passaggio (questo è il momento dello stamp) e l’azione svanisce. Quando si dice che la qualità a volte non ci supporta…

SCIUPONI IN SALSA POLACCA
La ripresa riparte nello stesso modo, Milan bravo a chiudere in avanti (per 60 minuti bravi a restare alti e aggressivi), Toro in difficoltà e ben tre occasioni nate da recuperi palla e veloci riproposizioni offensive:

1. Veloce recupero della palla nato dal pressing coordinato di Suso e Kessiè, Suso attira il difensore e scarica molto bene a Piatek che ha tempo e spazio per attaccare l’area. Il polacco però porta troppo palla, perde un tempo di gioco e ci fa schiacciare contro la linea difensiva del Toro. Se invece la palla fosse stata giocata correttamente al rimorchio (Calha) sfruttando lo spazio creato da Leao avremmo avuto un tiro facile in posizione molto vantaggiosa.

2. Kris, Kris, Kris… Qui evito l’analisi. Bravi a recuperare palla con Romagnoli, sfruttiamo un erroraccio di Lyanco in pressione e ci presentiamo in area avversaria con uno scarico facile per Piatek che con lo specchio completamente spalancato non prende la porta… errore del singolo ma buona giocata di squadra

 

3. Altro giro, altro regalo: recupero veloce del possesso, Bennacer libero di attaccare, la linea avversaria è scoperta e scappa fino al limite dell’area di rigore. Nonostante la superiorità numerica del 4vs3 non riusciamo nemmeno a concludere in porta scegliendo Bonaventura, l’ultimo a sinistra e sbagliando la misura del passaggio.

 

 

DOPO UN’ORA LA LUCE SI SPEGNE AL PRIMO SPAVENTO
Bravo Mazzarri o noi troppo impauriti? Con l’ingresso di Ansaldi (e poco dopo di Berenguer) il Toro passa 1-4-4-2 e cerca di mettersi in parità numerica sugli esterni: De Silvestri e Ansaldi a destra, Aina e Berenguer a sinistra. Da questo momento in poi le nostre uscite sull’esterno saranno molto difficoltose; Bonaventura, entrato nel frattempo al posto di Leao, fatica a rimanere offensivo e aggressivo sul loro esterno basso. Proprio da questi problemi nascono i due gol del Toro: sul primo, al netto del fallo su Calha a Var spento, siamo molto pigri nelle corse all’indietro, la palla finisce a Belotti che ha modo di poter puntare Musacchio in 1vs1 e l’argentino non riesce a gestire bene il duello, sbagliando sia il lato dove indirizzare la punta e sia gli appoggi difensivi. MAI voltarsi e perdere il contatto visivo con palla e avversario. Proprio quel secondo di non-marcatura sarà fatale, consentendo a Belotti di calciare con la linea di tiro libera. Male in questo caso anche Donnarumma che come si nota da un replay retroporta compie due piccoli balzi a sinistra che gli fanno sbilanciare il peso e non gli consentono di spingere forte a destra tanto che la mano si piega al contatto con il pallone.

Sul secondo gol del Toro (primo stamp) invece influiscono le nostre difficoltà in chiusura: mancata aggressività su Ansaldi che cambia troppo facilmente il lato con un lungo passaggio su Aina, Kessiè è stretto per aiutare su Rincon e non arriva in tempo per chiudere lo stesso Ola Aina che ha la linea di passaggio libera per andare subito da Belotti.
Calabria nel mentre è scivolato in chiusura su Berenguer e Musacchio, non molto aggressivo sulla punta avversaria, viene attaccato ancora in campo aperto da Belotti che ha tempo e spazio che girarsi e puntare l’argentino (secondo stamp). Nello stesso momento Zaza legge bene lo spazio che si è creato tra i due centrali e si butta nel mezzo partendo due metri indietro rispetto a Romagnoli (disattento qui) non appena Belotti attacca Musacchio in 1vs1. Ultimi due-tre errori nell’azione del gol (terzo stamp): Romagnoli, che si è accorto tardi del taglio di Zaza ed è partito in ritardo, perde i due metri di vantaggio e si ritrova con due metri di svantaggio (1) al momento del tiro di Zaza (che avrebbe spazio e modo di far gol già in questa occasione). Calabria si perde il taglio di Berenguer alle sue spalle e anche lui è in ritardo in area di rigore (3). Infine Bennacer, probabilemente sulle gambe, fatica a tornare e a dar protezione sulla seconda palla che Belotti può tentare di calciare ben due volte senza opposizione: la prima verrà sbucciata la seconda ahinoi è la rovescita del 2-1 (2). La partita tatticamente finisce qui, il Milan proverà con l’ingresso di Rebic a bloccare gli esterni avversari e avrà un paio di grandi occasioni intorno al 90esimo ma gli errori dei singoli, Kessiè-Piatek saranno pesanti e consentiranno a Mazzarri di prendere i 3 punti. Detto ciò, il Milan finalmente fa vedere qualcosa di buono in campo, costruisce, va in vantaggio, spreca ma appena trova difficoltà si sfalda. Una strada, semplice e più chiara del recente passato, è però stata tracciata e val la pena di seguirla ancora. Urge far risultato ora e guadagnare quel tempo che Giampaolo ha detto di voler avere per proseguire la crescita della squadra.

Simone Cristao

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Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

Milan – Fiorentina: il focus sui nostri avversari della prossima giornata

MILAN-FIORENTINA – In attesa della partita di domenica sera andiamo conoscere meglio la squadra avversaria.

Ultimo precedente

L’ultimo precedente tra Milan e Fiorentina risale al 22 dicembre 2018 con la Fiorentina che sbancò il Meazza con un gol di Federico Chiesa.

Precedenti famosi

Tra i precedenti rimasti nella memoria, c’è sicuramente quello del 1996 che sancì la vittoria del quindicesimo scudetto rossonero. Finì 3-1 con i gol di Savićević, Baggio e Simone in rimonta alla rete di Rui Costa: i toscani avevano lasciato a riposo Batistuta per preservarlo in vista della finale di Coppa Italia vinta poi in gare di andata e ritorno contro l’Atalanta.

Ultime gare Fiorentina

La Viola arriva allo scontro confortata dalla prima vittoria, ottenuta contro la Sampdoria che segue i due ottimi pareggi con Atalanta e Juventus.

Ultime gare Milan

Il Milan arriva allo scontro dopo le due sconfitte di fila con l’Inter in casa e con il Toro nel turno infrasettimanel. I rossoneri sono obbligati a vincere o perlomeno a fornire una prestazione convincente.

Occhio a…

Federico Chiesa e Franck Ribery, i due novelli gemelli del gol daranno filo da torcere alla difesa rossonera.

Allenatore avversario

Vincenzo Montella, ha allenato il Milan nel 2016/2017 chiudendo al sesto posto in classifica. Da avversario ha affrontato il Milan 13 volte, vincendo tre volte, pareggiando 4 volte e perdendo 6 volte. Contro Giampaolo ha vinto 2 volte, perso altrettanto e pareggiato una volta.

Nel 200 Montella è stato testimonial del videogioco Fifa, apparendo in copertina con la maglia della nazionale e nel 2002 è comparso con Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara nel film di Vincenzo Salemme “Volesse il cielo!”. I tre calciatori napoletani sono presenti nella scena della partita di calcio tra detenuti e poliziotti.

Curiosità sugli avversari

Il colore viola caratteristico della divisa della squadra viene spesso erroneamente associato anche a Firenze, i cui colori invece sono il bianco e il rosso. Colori che vennero utilizzati dalla squadra agli inizi, poi nel 1929 in un’amichevole contro la Roma i toscani indossarono per la prima volta la maglia viola. Tradizione vuole che questa scelta sarebbe il risultato di un lavaggio errato delle maglie bianco rosse in un fiume. In realtà il viola era stato scelto direttamente dall’allora patron Luigi Ridolfi, in seguito ad un’amichevole con una squadra ungherese.

Storico arbitro con e due squadre

Ad arbitrare la sfida sarà Piero Giacomelli, che ha diretto il Milan 14 volte, con il diavolo che ha vinto 9 volte, pareggiato 3 e perso 2. L’episodio forse più dubbio è un rosso non dato a de Sciglio nel 2015 in uno 0 a 0 con l’Atalanta. Meno fortunato il bilancio dei viola con il fischietto triestino che li ha diretti 15 volte, con il bilancio dei toscani in perfetto equilibrio: 5 vittorie, 5 pareggi e 5 sconfitte. Con i viola si ricorda l’espulsione dell’allora allenatore Paulo Sousa in uno 0 a 0 del 2016 contro il Genoa.

A coadiuvare Giacomelli ci saranno gli assistenti Preti e Longo, il quarto uomo Abbattista, il var Maresca e l’assistente Var Vivenzi.

Ex e doppi ex

Oltre al già citato Vincenzo Montella sull’asse Milano Firenze si sono mossi molti giocatori. Da quelli storici come Pierino Prati, al Milan dal 1967 al 1973 e poi alla Fiorentina nel 1977/78, Roberto Baggio, alla Fiorentina dal 1985 al 1990 e poi in rossonero dal 1995 al 1997, Manuel Rui Costa, alla Fiorentina dal 1994 al 2001 e poi al Milan dal 2001 al 2006 e Daniele Massaro, alla Fiorentina dal 1981 al 1986 e poi al Milan dal 1986 al 1988 e ancora dal 1989 al 1995, all’attuale allenatore del Milan femminile Maurizio Ganz, al Milan dal gennaio 1998 al 1999 e poi alla Fiorentina nel 2001/2002 fino al compianto Stefano Borgonovo, alla Fiorentina in due periodi differenti: nella stagione 1988/89 e poi dal 1990 al 1992. Al Milan nel campionato 1989/1990 e deceduto nel 2013 a causa della Sla. Tra i trasferimenti meno felici ricordiamo Riccardo Montolivo, alla Fiorentina dal 2005 al 2012 anno in cui passa al Milan dove non riuscirà mai ad imporsi su alti livelli. E infine non dimentichiamo Ante Rebic, ex viola che potrebbe scendere in campo domenica.

Giulia Galliano Sacchetto

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Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

Torino-Milan 2-1: the day after, tra la partita di Bennacer, la fase offensiva e la classifica

TORINO-MILAN 2-1 – Il Milan parte con un 4-3-3, e parte nel migliore dei modi. Tante palle goal nei primi 25 minuti, Piatek sblocca la partita su rigore, e Leao sfiora il raddoppio. Altro Milan rispetto al derby. Nella ripresa però bastano due contromosse di Mazzarri e il Milan si spegne. Lentamente, ma inesorabilmente, la squadra rossonera inizia il declino che porta prima al pareggio di Belotti, con un tiro da fuori dove Donnarumma ha qualche colpa, poi lo stesso attaccante azzurro realizza il goal vittoria per il Torino.

Nel momento in cui al Milan sono mancate le poche certezze che aveva, il Torino ha preso campo e ha portato a casa la vittoria.

LA PARTITA DI BENNACER – Inizia benissimo, dinamico, veloce nelle idee di pensiero, rapide verticalizzazioni e infatti il Milan gira. Poi qualche palla persa insidiosa di troppo, un po’ di stanchezza, ma soprattutto lo scarso movimento/smarcamento dei compagni nel secondo tempo, fanno calare anche la sua prestazione. Per giocare al massimo e sfruttare il suo piede ha bisogno di compagni che si muovano cercando di creare gli spazi necessari per ricevere la palla.

L’algerino ha tutte le carte in regola per prendersi in mano il centrocampo del Milan, ora gli serve solo continuità.

LA FASE OFFENSIVA –  La squadra rossonera ha avuto tante occasioni, soprattutto nei primi 25 minuti, ma non è riuscita a chiudere il match e il Torino ne ha approfittato. Buoni i movimenti nel primo tempo, buone idee, e trame di gioco. Anche nel secondo tempo il Milan ha avuto occasioni, forse anche più nitide di quelle del primo tempo, ma sono derivate più da giocate dei singoli che da un gioco collettivo.

Si iniziano a vedere le prime idee, ma siamo ancora molto lontani da quello che i tifosi e la società si aspettano.

LA CLASSIFICA – Paradossalmente la squadra rossonera a fine primo tempo si trova al 4° posto alla pari di Napoli e Cagliari. A fine gara invece si ritrova al 10° posto. Uno degli inizi peggiori nella storia del Milan.

Dobbiamo vedere il bicchiere mezzo pieno (classifica ancora corta e il 4° posto è a soli 3 punti) o mezzo vuoto (visto il calendario potevano essere 6 punti in più)?

Cristian Claretti

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Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

Pagelle Torino-Milan 2-1: tante ombre, poche luci

PAGELLE TORINO-MILAN 2-1 – Dopo la sconfitta nel derby, dal Milan ci si attendeva una risposta che è arrivata, parzialmente, ma per solo un tempo

Dopo un derby perso, rialzarsi è difficile quanto necessario. Torino e Milan arrivavano entrambe da una sconfitta. Arrabbiate entrambi, con un Mazzarri furioso nella conferenza di mercoledì. La vittoria rossonera a Torino manca dal 2012, sette anni, troppi se ti chiami Milan. Giampaolo sceglie di cambiare. Fuori Biglia e Rodriguez, due dei peggiori nel derby, dentro i due acquisti estivi Bennacer e Theo Hernandez e tifosi accontentati. Il primo tempo il Milan sforna la miglior performance di inizio stagione. Buon ritmo, la squadra gira e i singoli sembrano in fiducia. Poi arriva il secondo tempo e parte il blackout. Il Torino sembra più determinato fin da subito, Piatek sbaglia lo 0-2, Guida non fischia un dubbio contatto su Calhanoglu e il Torino pareggia sul ribaltamento dell’azione. Successivamente il Milan si spegne e il Torino raddoppia. Inutile il forcing finale. Poirot diceva che tre indizi fanno una prova. Le partite in cui il Milan non segna su azione sono 4 su 5. Situazione preoccupante, a cui si aggiunge il crollo delle certezze difensive. Qualche passo avanti, altri indietro. Fondamentale, però, confermare la fiducia a Giampaolo, come detto da Paolo Maldini nel pre-partita.

Donnarumma 5,5: Forse la peggior prestazione da inizio stagione. Un’uscita scellerata a fine primo e non perfetto sul pareggio di Belotti. A volte, però, sembra che in molti si dimentichino che Gianluigi Donnarumma sia nato nel 1999. È a livelli altissimi da almeno due anni e sta ancora crescendo. Sembra anche il più emotivamente coinvolto, oltre che l’unico campione. Dev’essere il futuro di questa squadra. Gradito il rinnovo con fascia omaggio. #Soragazzi

Calabria 5: Riprende la fascia dopo la prestazione di Conti nel derby. Soffre e non poco Ola Aina, che lo salta a più riprese. Male anche nei raddoppi, poco aiuto ai centrali. In fase di spinta, alterna buoni cross e sovrapposizioni a giocate poco lucide. #Siripresenti

Musacchio 5,5: Anche per lui, come per Gigio, forse la peggior prova di inizio campionato. Belotti è un cliente molto difficile e lui ha difficoltà a tenerlo, soprattutto quando abbassa la testa. Poco aiutato da Calabria. Si prega di rivedere quello delle scorse partite #Ritornoalfuturo

Romagnoli 6: Per gran parte della partita, tiene da solo in piedi la difesa. Svetta sui palloni alti e anticipa bene il duo Belotti-Zaza. Poi lo strapotere del capitano granata travolge anche lui. Luci e ombre, rispecchia la squadra. #Migliorabile

Theo Hernandez 6,5: Debutto dall’inizio in campionato. Ottimo primo tempo, buoni uno-due con Leao e sicuro in fase difensiva. Giampaolo si arrabbia per qualche palla indietro di troppo, ma rispetto a Rodriguez rischia molto meno. Anche nel secondo tempo, la sua fascia è quella su cui si rischia meno. #Lucenelbuio

Kessie 5,5: commette errori banali e sulla sua valutazione pesa tantissimo il gol inspiegabilmente sbagliato nel finale. Peccato, nel complesso uno dei migliori e costanti tra le fila rossonere nell’arco dei 90′ #Profondorosso

Bennacer 6: Prende il posto di Biglia dopo la brutta prestazione nel derby dell’argentino. Ammonito quasi subito, Mazzarri gli regala una marcatura a uomo asfissiante. Prova e proporsi e quando ha il pallone lo smista bene. Molta sicurezza, forse troppa. #Crediamoci

Calhanoglu 5,5: Quando la squadra gira, gira anche lui. Quando la squadra si spegne, è il primo ad andare in difficoltà. Rispetto agli altri, almeno ci prova, però spesso gli va male. Serve più velocità di gioco. Perde la palla dell’1-1, ma il fallo su di lui appare netto. #Arbitro!

Suso 5: Altra prova poco comprensibile. Perde tanti, troppi palloni e spesso rallenta la manovra. Rispetto al passato non gli riesce nessuna delle sue giocate. O Giampaolo cambia sistema, o Jesus deve cambiare radicalmente se stesso. #Change

Piatek 6-: Il rigore è perfetto. Il resto della partita è tanto lavoro e tanto fisico contro una difesa che non gli lascia mezzo metro. Errore e sfortuna sul possibile 2-0, che si mangia ad inizio ripresa. 6 di fiducia, rispetto alle scorse partite c’è più coinvolgimento, ora aspettiamo il cinismo #Teprego

Leao 6,5: Altra prova convincente dopo il derby. Si guadagna il rigore, si allarga, si propone, mette palloni in mezzo. Non fa la prima punta, ma lo fa benissimo. Probabilmente la nota lieta delle ultime due partite. #Leaone

Bonaventura 5,5: Entra e dopo poco il Milan subisce il pareggio, non per colpa sua. Mancava da undici mesi e il suo ritorno è un’ottima notizia. Ancora poco lucido e un po’ fuori dal gioco, ma era preventibabile. Potrà essere fondamentale per il futuro con la sua duttilità e tecnica #Welcomeback

Rebic SV.

Giampaolo 5,5: 5,5 è il voto medio della squadra e se lo becca anche lui. Buon primo tempo, probabilmente il migliore di inizio stagione. Imperdonabile, però, che il Milan si spenga ad inizio ripresa e crolli dopo il gol. La difesa torna a subire gol e l’attacco continua a non segnare, ma il problema sembra anche mentale oltre che tattico #Keepcalm

Reina 9: È vero, non si protesta. E chi scrive queste pagelle è ex-arbitro. Ma questa grinta, questa rabbia, questo attaccamento è fondamentale per ripartire #AntonioContedenoantri

Federico Rosa

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