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MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LA PAROLA AI PROTAGONISTI

MILAN-BRESCIA 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – Arriva in ritardo, ma per la prima volta sorridente, in mixed zone, mister Giampaolo.

GIAMPAOLO

Ho l’abitudine di farmi la doccia dopo la partita” scherza il tecnico abruzzese, subito interpellato sulla scelta di schiarare Andrè Silva al posto di Piatek dal primo minuto. “Per ogni partita mi riservo la possibilità di scegliere. Oggi ho scelto Silva, ma anche Bennacer e Kessie. Il Milan dispone di tanti calciatori forti e per ogni partita ho la possibilità di scegliere. Hanno caratteristiche diverse, ho reputato più consono Silva per le sue caratteristiche che ritenevo più adatte all’avversario di oggi; mi serviva un attaccante che legasse il gioco e non scappasse. Ma è una scelta di questa partita, ho grande fiducia in Piatek; può capitare di star fuori, magari l’ho visto più appesantito e meno brillante oppure ho visto Silva in miglior condizione. Non a caso dispongo di 23 calciatori. Andrè ha fatto bene, non so se andrà via, i calciatori sono professionisti e finchè li ho a disposizione li utilizzo; anche Kris è entrato bene senza patire l’esclusione. Per la prossima non so. Se possono giocare insieme? Può anche capitare in qualche partita”.
Una vittoria di misura, quella col Brescia, in cui Giampaolo ha intravisto cose positive. “Stasera a tratti abbiamo fatto buone cose ma in alcuni momenti ci siamo sfilacciati ed abbiamo perso il controllo della partita, anche se non abbiamo rischiato quasi niente. Ho visto cose positive, non voglio ripetermi ma c’è bisogno di lavorare assieme. C’è la volontà dei calciatori di fare le cose per bene e per me è la cosa più importante. C’è tanto da migliorare ma dobbiamo avere il tempo di lavorare assieme. La squadra ci prova, è attaccata al lavoro, sono fiducioso”.
Ancora sui singoli e sulle scelte iniziali: “Stasera rispetto ad Udine ho solo invertito Suso con Castillejo. Suso aveva i compiti dell’attaccante ed è andato in quella zolla che più gli piace. Calha si esprime meglio da mezzala ma domenica ad Udine non avevo il play e Bennacer aveva pochi allenamenti nelle gambe. Non mi piace snaturare le caratteristiche dei giocatori, voglio sempre farli giocare nei loro ruoli. Paquetá per me può essere una grandissima mezz’ala, deve essere meno brasiliano e più concreto, deve fare meno giochi ad effetto. Ha la tecnica per fare la mezzala ordinata come piace a me. Alla fine l’ho dirottato sulla trequarti perché avevamo bisogno di tenere palla e di più forza, può ricapitare ma in linea di massima come trequartista preferisco un attaccante, col fiuto dell’attaccante”.
Ed a chi gli chiede di quanto tempo abbia bisogno per vedere finalmente il “suo” Milan, Giampaolo risponde: “Ne ho bisogno, questa settimana allenerò solo 7 giocatori. È come se stessimo guidando per la prima volta la macchina, non facciamo ancora le cose in automatico e ci pensiamo. Quando le faremo in automatico andrà meglio. La squadra è seria e mi segue, lavora bene. La strada è lunga ma ho fiducia. Stasera c’era un pubblico meraviglioso, sogno di poterlo mettere nelle condizioni di spingerci fino all’ultimo attraverso un calcio propositivo, che guardi in avanti e non indietro. Ho chiesto pazienza, speriamo ne abbiano”.
Inevitabile, infine, la chiosa sul mercato: “Correa non convocato? Non lo so, di mercato parlate col club. Non posso dire niente, parlate con Maldini, Boban o Massara. Non manco mai di rispetto ai miei calciatori, alleno chi ho a disposizione, il resto non è compito mio perché non dispongo io del denaro del club”.

MALDINI

Parole sibilline che fanno il paio con quelle di Maldini nel prepartita: “Il mercato è particolare, ci sono esigenze sportive e societarie, noi ci troviamo nel mezzo e faremo il possibile per farle conciliare. Correa? Vedremo, manca ancora un giorno e mezzo alla chiusura”.

BENNACER

Bada al sodo, a fine gara, Ismael Bennacer, al suo esordio stagionale dal 1’. “La cosa più importante era vincere ma sappiamo che possiamo fare molto meglio. Dopo Udine, abbiamo lavorato e sfruttato le indicazioni dell’allenatore. A questa squadra piace giocare il pallone, il mio ruolo è delicato e devo imparare ancora tanto. Dobbiamo essere più cattivi, il risultato poteva essere più ampio. Dobbiamo lavorare di più in allenamento e migliorarci. Arriviamo alla sosta più sereni, ora ci concentriamo sulle nazionali, poi penseremo alla prossima partita”.

CORINI

Ha l’amaro in bocca per il risultato ma è soddisfatto della prestazione dei suoi, il tecnico del Brescia Eugenio Corini: “Faccio i complimenti ai miei ragazzi per la partita di personalità, abbiamo sempre provato a giocare palla a terra. Il loro gol arriva sugli sviluppi di un fallo laterale con Martella che aveva appena segnalato l’infortunio. Nel secondo tempo ci abbiamo provato ed a parte gli ultimi minuti, in cui il Milan ha sfiorato il raddoppio, c’è sempre stata la sensazione che potessimo pareggiare. Il nostro percorso sarà difficile e tortuoso, ma abbiamo approcciato bene questo inizio di campionato e partite come quella di oggi o di Cagliari ci aiutano a capire che possiamo farcela. Anche quando si perde, bisogna uscire dal campo consapevoli di aver fatto tanto. L’unico rammarico di stasera è quello di non portare a casa punti, ma sono contento della prestazione dei ragazzi”.

 

Enrico Aiello

Photo credits: acmilan.com

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Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

Pierpaolo Bisoli a Radio Rossonera: “Milan, con Giampaolo sei sulla strada giusta. Che emozione la prima di mio figlio a San Siro”

PIERPAOLO BISOLI A RADIO ROSSONERA – L’ex centrocampista di Cagliari e Brescia, Pierpaolo Bisoli, padre di Dimitri, giovane incursore delle rondinelle, ha parlato quest’oggi ai microfoni di Radio Rossonera alla vigilia della sfida di domani tra Milan e Brescia.

Il Brescia è una squadra compatta, con una grande voglia di rimanere in serie A dopo i sacrifici dello scorso anno – ha spiegato Bisoli -. Giocano un calcio molto propositivo, dovranno essere al 100% per fare punti, ma è una squadra con le qualità giuste per restare nella massima categoria. In panchina, poi, hanno Corini, l’allenatore che mi incuriosisce di più: ha grandi idee e può fare molto bene. Sono incuriosito dall’arrivo di Balotelli, che domani non ci sarà ed ha qualità fuori norma per il calcio italiano. La sua è una scelta che lo renderà responsabile, se si metterà a disposizione del gruppo saprà togliersi grandi soddisfazioni anche personali”.

Parole al miele anche per l’allenatore del Milan. “Giampaolo è un ottimo allenatore, non si deve far condizionare da una sconfitta all’esordio. Non penso andrà a stravolgere il suo lavoro ed il suo credo calcistico per un incidente di percorso. Certo, è una sensazione strana vedere un Milan ripartire dopo i grandi successi dell’era Berlusconi, ma i tempi sono cambiati, le disponibilità economiche sono diverse e sono ripartiti da zero; Gattuso ha fatto bene lo scorso anno sfiorando di un soffio la Champions League, ma con Giampaolo sono sulla strada giusta”.

Emozione e curiosità per il debutto a San Siro del figlio Dimitri. “Vedere mio figlio a San Siro sarà una delle soddisfazioni più grandi per un padre – ha spiegato Bisoli -. Non l’ho mai aiutato permfargli far strada, ha fatto tanta gavetta in tutte le categorie, ci è arrivato con voglia e determinazione e già domenica col Cagliari ha dimostrato di poter fare ottime cose in serie A. Ogni estate, cinque giorni dopo la fine della stagione vuole che ci alleniamo assieme ed io lo faccio letteralmente “morire”. L’altro mio figlio invece ha subito brutti infortuni alle ginocchia ed ora si è convinto ad entrare a far parte del mio staff non appena troverò una nuova panchina”.

Immagine articolo tratta da: foggiacalciomania.com

Enrico Aiello

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Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

Fabrizio Zanolini (Dir. BresciaInGol.com) a Radio Rossonera: “Milan più forte ma occhio alle qualità del Brescia. Balotelli ha aumentato l’entusiasmo”

FABRIZIO ZANOLINI, MILAN-BRESCIA – Alla vigilia di Milan-Brescia, sfida valevole per la seconda giornata di Serie A, la redazione di Radio Rossonera ha contattato il direttore di BresciaInGol.com, Fabrizio Zanolini, per affrontare alcune tematiche relative proprio al match che si giocherà alle ore 18 di domani a San Siro. Qui di seguito, l’intervista completa.

Come sta vivendo questo ritorno in Serie A il pubblico bresciano? L’obiettivo e le speranze per questa stagione sono per una salvezza tranquilla o magari qualcosina in più visto l’ottimo esordio in casa del Cagliari?

È un ritorno che il pubblico bresciano sta veramente vivendo molto bene: la massima serie mancava dalla stagione 2010/11 e dunque erano 8 anni che il Brescia non riassaporava la Serie A. Una promozione vissuta con grande attesa perché, tralasciando i problemi degli ultimi 3 anni, il Brescia è sempre stato una candidata autorevole per raggiungerla. Brescia che tra l’altro, dopo l’opera di ammodernamento del Rigamonti, sta lavorando anche sul centro sportivo che dovrebbe essere terminato entro la fine dell’anno. Una Serie A conquistata con merito nella scorsa stagione grazie al bel gioco creato da Corini che tra l’altro è un bresciano. L’obiettivo per questa stagione credo sia una salvezza realisticamente possibile ma la Serie A non è la Serie B: è un campionato difficilissimo. Cellino è ambizioso, non escludo che magari, dovesse andar bene quest’anno, per la prossima stagione possa fare qualche pensierino verso qualcosa di più. Inoltre, l’entusiasmo attorno alla squadra è sicuramente aumentato con l’acquisto di Mario Balotelli: ho visto 1500 persone pronte ad accoglierlo al campo di allenamento. Considerate che gli ultimi 70 metri prima di arrivare al centro sportivo, Balotelli era costretto a percorrerli in macchina visti i tanti tifosi presenti. Io un entusiasmo così non lo ricordavo dai tempi di Baggio“.

Mario Balotelli: un grandissimo aiuto per questo Brescia o un accentratore che magari rischia di far venire meno il gioco di squadra?

Difficile al momento avere tutte le risposte. Balotelli si porta appresso una squalifica di 4 giornate e tornerà in campo in occasione di Brescia-Juventus alla quinta giornata. Da un lato è un peccato non poterlo schierare prima di quella partita ma dall’altro forse è un bene perché fisicamente è arrivato tirato a lucido ma è chiaro che gli manca ancora qualcosa nella preparazione atletica ed aerobica. Per quel che si vede durante gli allenamenti, non diventerà un problema bensì sarà una risorsa preziosissima: per una squadra che deve salvarsi è importante avere a disposizione un giocatore che sa benissimo come buttar dentro i palloni. Balotelli è un bresciano e durante la conferenza di presentazione l’ho visto veramente convinto di questa scelta, anzi ha lasciato intendere di non aver mai avuto così tanta consapevolezza nella propria scelta come in questo caso“.

Domani Milan-Brescia: che partita si aspetta? A cosa e a chi deve stare attento il Milan e viceversa?

Spero possa essere una partita aperta anche se il Milan è più forte, i risultati della prima giornata non cambiano certo i valori in campo domani. Il Brescia è una squadra abituata a giocare a viso aperto e credo sia giusto così perché anche chiudendosi il rischio di prendere gol c’è sempre. I rossoneri dovranno stare attenti alla personalità dei giocatori di un Brescia che tra l’altro, nella prima giornata era privo di giocatori importanti e con 9/13 al debutto assoluto nella massima serie. Oltre alla personalità ed all’entusiasmo poi ci sono le qualità di singoli giocatori come Bisoli, Tonali, Torregrossa e Donnarumma giusto per fare qualche nome. Il Brescia invece dovrà stare attento alle giocate di chi la Serie A la conosce bene, lo stesso Corini ha parlato di Suso, Piatek e Calhanoglu come giocatori capaci di riuscire a trovare la giocata in ogni momento. In fondo, se pensiamo ad Inter-Lecce, il Lecce ha disputato una buona partita nel complesso, poi è stata punita dalle giocate dei vari Brozovic, Sensi e Candreva. In generale il Brescia deve stare attento a tutto il Milan e anche a non farsi tremare le gambe perché la cornice di San Siro desta sempre una certa impressione“.

Donato Boccadifuoco

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Milan-Brescia, conferenza Giampaolo: “Ci vuole tempo ma non cambio la mia filosofia di gioco”

Milan-Brescia, conferenza Giampaolo: “Ci vuole tempo ma non cambio la mia filosofia di gioco”

MILAN-BRESCIA, CONFERENZA GIAMPAOLO – Tempo e pazienza. Sono le due parole che mister Giampaolo ripete come un mantra nella conferenza stampa della vigilia di Milan-Brescia. Tempo, quello di cui c’è bisogno per migliorare le “conoscenze collettive”, che Giampaolo predilige ad ogni tipo di modulo o individualità. E pazienza, quella che il tecnico abruzzese chiede ai tifosi prima di vedere il “suo” vero Milan.

Ad Udine mi aspettavo quel tipo di partita ed un’avversaria che giocasse in ripartenza. Ma noi non possiamo avere quel tipo di atteggiamento tattico, dobbiamo giocare nella metà campo avversaria e saper leggere meglio le situazioni. È questo che ci è mancato, non per mancanza di volontà dei ragazzi ma per mancanza di conoscenze”.  Conoscenze che possono essere acquisite solo col tempo.

Quando sono arrivato ho detto che c’è bisogno di tempo, il che significa lavorare per migliorare le conoscenze collettive. Questa squadra lavora bene e la sento fortemente fidelizzata, deve sistemare qualcosa nell’insieme delle conoscenze e per questo ci vuole tempo. Nei concetti non si cambia nulla, si va avanti col lavoro cominciato 50 giorni fa. Le mie parole post Udine non sono un segnale di debolezza, forse sono state strumentalizzate. Posso spostare un giocatore da una parte all’altra del campo ma i principi rimangono e rimane la mia filosofia. Contro le grandi in estate abbiamo fatto meglio perché c’era più contrapposizione aperta, mentre siamo andati in difficoltà quando le avversarie ci hanno aspettato. Non si arretra di un millimetro nel principio di gioco che voglio dare a questa squadra. Non dimentichiamo che sono partito in ritiro con otto primavera, magari loro si muovono meglio di altri perché hanno lavorato di più su quel tipo di idee. Se un calciatore arriva domani, non può giocare subito nel mio Milan. Deve mettersi in coda e capire tante cose. Io non penso alle individualità ma ad un collettivo”.

MERCATO

Inevitabile, dunque, la contrarietà alla chiusura del mercato a settembre. “Lo contesto proprio dal punto di vista tecnico. Pezzella ha giocato con l’Udinese contro di noi domenica scorsa e domenica prossima giocherà con la maglia del Parma contro l’Udinese”.  Ed a proposito di mercato, Giampaolo aggiunge: “I miei dirigenti sanno cosa fare e se c’è qualcosa da fare, vedono gli allenamenti e fanno le loro valutazioni. Io alleno e sono contento del lavoro dei ragazzi. Ci sono tante dinamiche di cui tener conto, non le conosco e non è mia competenza. Io devo solo pensare ad allenare, non posso pensare a trattative, procuratori, mogli o fidanzate. Se siamo completi in attacco? Gli attaccanti lavorano bene e sono bravi, io devo tirar fuori il massimo da quello che ho in rosa”.

IL BRESCIA
Brescia significa anche un passato non molto rimpianto per il tecnico rossonero, che spiega: “Sono passati sei anni, ricordo poco, non ho gran memoria. È una buona squadra, ci sono molte somiglianze con la mia Samp. Sanno annullare il gap di esperienza col lavoro collettivo, a Cagliari mi sono piaciuti molto. Tutte le partite sono dure, è positivo che ci saranno 60mila persone: chiedo umilmente alla tifoseria di avere la giusta pazienza. Il Milan deve avere come atteggiamento mentale quello di saper imporre il suo gioco”.

LA FORMAZIONE
A chi gli chiede di un possibile impiego di Bonaventura dal 1’ Giampaolo risponde categorico: “è indietro sul piano fisico, deve aver pazienza ed aspettare. Suso a destra o da trequartista? Vedremo domani”. E su Piatek, spiega: “se giochiamo nella metà campo avversaria c’è meno spazio e Piatek deve venire incontro. Se invece abbiamo più spazio, può andare in profondità. Non è questione di ruolo ma di conoscenze. Chala trequartista? Per me il trequartista è un attaccante con duttilità, spirito e sacrifico. Ma è prima di tutto un giocatore di qualità, ecco perché Suso può giocare li. Non penso ad un trequartista che sia centrocampista, salvo non serva più forza in alcune partite.  Se ci mancano centimetri? Il gol su corner è un errore di posizionamento, lo abbiamo rivisto. Non tutte le squadre hanno calciatori da 1,90 che a me, in ogni caso, piacciono meno; tendenzialmente, più sono alti e meno sanno giocare a pallone. I convocati di domani sono tutti disponibili per giocare, anche se c’è qualche spiffero di mercato. È un problema che non mi pongo e non si deve porre neanche il calciatore, ne va della sua professionalità”.

Photo Credits: AcMilan.com

Enrico Aiello

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Pagelle Udinese-Milan 1-0: Rodrigo Becao condanna i rossoneri alla sconfitta

Pagelle Udinese-Milan 1-0: Rodrigo Becao condanna i rossoneri alla sconfitta

UDINESE-MILAN 1-0 – Inizia come peggio non potrebbe il campionato del Milan, con una sconfitta esterna per 1-0 sul campo dell’Udinese. A decidere il match, l’inzuccata di testa di Rodrigo Becao al minuto 72′ sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da De Paul. Tra le fila rossonere sono in pochi a salvarsi: sicuramente Donnarumma e probabilmente Castillejo per le numerose iniziative offensive delle quali si è reso protagonista. Prestazione ben al di sotto della sufficienza per i terzini Calabria e Rodriguez.

UDINESE-MILAN 1-0 – Le pagelle della nostra redazione:

Donnarumma 7-: incolpevole sul goal subito. La sua è una prestazione di ordinaria amministrazione impreziosita da un bellissimo colpo di reni su conclusione ravvicinata di Lasagna. Il “-” è un per un’uscita di testa fuori area molto avventata. #MiFidoDiTe

Calabria 4: partita in totale sofferenza per il terzino destro rossonero. Una serie di appoggi imprecisi e sovrapposizioni mancate dal primo all’ultimo minuto di gioco. #CorpoEstraneo

Musacchio 6+: la sua prestazione sale notevolmente di livello nella ripresa. Il centrale argentino è infatti uno dei pochi in campo a suonare la carica alzando il baricentro della squadra. Qualche imprecisione di troppo invece ad inizio gara #Diesel

Romagnoli 6: fornisce la prestazione opposta in relazione al proprio compagno di reparto. Nei primi 45′ si dimostra solido ed affidabile, così non è invece nella ripresa dove appare spesso in affanno davanti al pressing offensivo degli avversari. #CapitaCapitano

Rodriguez 4+: pronti via si rende subito protagonista di una sfilza di errori che per fortuna non costano caro alla retroguardia rossonera. Nella ripresa appare più sul pezzo (ma di pochissimo), ma ha il grande demerito di non accompagnare mai le azioni offensive dei propri compagni. #RimandatoASettembre

Calhanoglu 5,5: difficile analizzare la prestazione del nazionale turco. Qualcosa di buono in regime di impostazione è stato fatto ma Hakan mostra di avere gli stessi limiti dell’anno scorso: difetta sempre nella scelta dell’ultimo passaggio e nel passaggio stesso a prescindere dal ruolo nel quale viene impiegato. #Adattato 

Paquetà 6: stupisce il fatto che la sua prestazione dal punto di vista difensivo sia stata nettamente sopra la sufficienza, lo stesso però non si può assolutamente dire per i compiti offensivi che avrebbe dovuto svolgere il nazionale verdeoro. #QuantitàENonQualità (dal 70′ Bennacer 6: entra con personalità facendosi consegnare subito un pallone complicato a ridosso della propria area di rigore, la sua partita fondamentalmente inizia e finisce lì). #Personlità

Borini 5: è uno dei pochi a tentare la conclusione verso la porta avversaria ma ovviamente non basta: soliti limiti tecnici al quale si aggiungono (stranamente) anche quelli fisici col passare dei minuti. #Sfiatato (dal 6o’ Kessié 5: perde la marcatura su Rodrigo Becao in occasione del goal che decide la partita. Troppo confusionario in entrambe le fasi di gioco. #Disattento

Suso 5,5: rispetta le consegne tattiche, tranne durante l’assalto finale nel quale lo schema del Milan ritorna ad essere “Palla a te e pensaci tu“. Crea poco per sé e per i propri compagni ma in campo c’è sicuramente chi ha fatto peggio. #VorreiMaNonPosso

Castillejo 6,5: a sorpresa, come dichiarato da Mister Giampaolo a fine gara, dei 3 giocatori offensivi è quello che sembra essersi calato meglio all’interno delle dinamiche del 4-3-1-2. Per lui un paio di spunti degni di nota e un movimento continuo lungo tutto il fronte offensivo. #Funzionale (dal 75′ Leao s.v.)

Piatek 4,5: A garantirgli un’insufficienza meno pesante sono un paio di palloni addomesticati a centrocampo che permettono alla squadra di alzare ritmo e baricentro. A condannarlo, una gara incolore sotto ogni punto di vista. La scusa del “Non gli arrivano i palloni” inizia a stufare. #FuoriContesto

Giampaolo 4,5: squadra imballata, priva di fiato e senza alcuna idea propositiva. Cambi abbondantemente ritardati e dichiarazioni post gara che potrebbero creare qualche problema all’interno dello spogliatoio. Di positivo nel suo esordio ufficiale sulla panchina rossonera, non c’è nulla. Passerà al 4-3-3? #Amleto

Donato Boccadifuoco

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Udinese-Milan 1-0, le parole dei protagonisti

Udinese-Milan 1-0, le parole dei protagonisti

UDINESE-MILAN 1-0, LE PAROLE DEI PROTAGONISTI – È un Marco Giampaolo che non si nasconde quello che nel post gara commenta la sconfitta all’esordio alla Dacia Arena di Udine. Senza giri di parole, il tecnico abruzzese boccia sonoramente la proposta offensiva offerta dal Milan, a cominciare dal tridente d’attacco.

GIAMPAOLO

Se ti chiami Milan perdere non va mai bene, ma voglio andare oltre il risultato perché la partita di oggi mi ha dato molte indicazioni – spiega Giampaolo -. A cominciare dai tre davanti che hanno avuto difficoltà nell’interpretare cose che non sono nelle loro corde. Suso, Castillejo e Piatek hanno caratteristiche diverse rispetto a quello che voglio e bisogna farli giocare nel loro habitat naturale. Rischio di snaturarli e non devo farlo, la colpa non è loro”.  Ed a chi gli fa notare che le sue parole lasciano presagire ad un ritorno al 4-3-3, Giampaolo risponde con un laconico “bisogna lavorare”.

Ancora sulla gara: “Cosa ho da rimproverarmi? Il possesso palla deve avere uno sviluppo offensivo migliore.
Finora non avevo avuto avvisaglie di queste difficoltà. Credevo il problema fosse Suso, nel senso che lo reputavo il meno adatto in questo ruolo, ma non è così. Anche Piatek forse preferisce giocare da solo e paradossalmente Castillejo è l’unico a far meglio quello che gli chiedo. Bisogna mettere tutti nelle condizioni di fare di più, bisogna riorganizzare i tre davanti. Questo lo avrei detto anche se avessimo vinto la partita. Siamo sterili davanti, non mi piacciono queste soluzioni offensive ma non c’è niente da buttare del lavoro fatto finora; i principi su cui abbiamo lavorato sono buoni, bisogna solo cambiare qualcosa” prosegue Giampaolo, che sul mercato glissa: “Non mi interessa. Abbiamo appena perso una partita, parlarne sarebbe una mancanza di rispetto verso i miei giocatori”.

Sul rigore il tecnico rossonero parla di “un dettaglio”, che poteva comunque spostare l’esito della partita. “Stando alle nuove disposizioni, dovrebbe essere rigore. Sul fallo di mani in area penso comunque che bisogna lasciare libertà all’interpretazione dell’arbitro. Vanno valutate le dinamiche di come avviene, possono esserci movimenti congrui o meno. Dovrebbe dipendere dalla sensibilità dell’arbitro, anche attraverso il Var”.

ROMAGNOLI

Parla di “prestazione non all’altezza” anche il capitano del Milan, Alessio Romagnoli, che aggiunge: “dobbiamo guardare avanti e lavorare. Eravamo sterili in fase di possesso, facevamo poco movimento e molta fatica a trovare gli attaccanti. I nuovi acquisti ci possono dare tanto, confidiamo anche nel mister. Ci serve tempo, miglioreremo allenandoci. Il rigore? Penso che l’arbitro potesse far meglio, le immagini erano chiare, non poteva non vederlo. Piatek deve essere paziente e lavorare, col lavoro il gol arriverà. Ha dimostrato di saper segnare tanto”. Chiosa finale sul ritorno in panchina di Mihajlovic: “Lo ringrazio per quello che mi ha dato, sappiamo che è un guerriero, si riprenderà e ne uscirà”.

SORRISO UDINESE

Si sorride, e non poco, in casa friulana.

Siamo contenti, è stata un’ottima prestazione di squadra – spiega Kevin Lasagna -. Abbiamo preparato bene la partita, siamo felici dei 3 punti conquistati. Abbiamo messo intensità per tutta la gara anche se il caldo si faceva sentire. Il Milan? L’avevamo visto in settimana e studiato, abbiamo capito che il centrocampista davanti alla difesa è il fulcro del loro gioco, io e Pussetto abbiamo sempre cercato di coprirlo”.
Gli fa eco il tecnico Igor Tudor: “Milan ancora tra le grandi? Assolutamente si, farà una grande stagione, ha un grande allenatore e gente capace in società. È normale che alla prima partita con un nuovo allenatore ci siano difficoltà, ma farà bene”.

Enrico Aiello

Photo Credits: AcMilan.com

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Massara nel pre Udinese-Milan: “Vogliamo tenere Suso ma il mercato è sempre aperto”

Massara nel pre Udinese-Milan: “Vogliamo tenere Suso ma il mercato è sempre aperto”

MASSARA, UDINESE-MILAN – Il Ds del Milan, Ricky Massara, spariglia le carte sul mercato del Milan ai microfoni di Sky pochi minuti prima del fischio di inizio di Udinese-Milan.

Suso è un giocatore forte, vogliamo tenerlo certamente – ha dichiarato al microfono di Manuele Baiocchini -. Il mercato è sempre aperto e lascia spazio a simpatie, ma noi vogliamo tenerlo”.

Correa al Milan solo se va via Silva? È una suggestione alimentata dalla stampa. Vogliamo fare acquisti funzionali, siamo contenti dell’organico che abbiamo allestito che ci sembra completo per affrontare bene questo campionato. Silva è pronto oggi ad entrare in campo come tutti, dobbiamo prenderci un break dal mercato”.

È ancora sull’attaccante portoghese: “Gli allenatori vorrebbero chiudere prima il mercato per lavorare senza distrazioni. Silva non ha espresso qui al Milan tutte le sue potenzialità ma noi crediamo molto in lui, può giocare da prima o seconda punta”.

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Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

Bartoletti a Radio Rossonera: “Bene Maldini e Boban in società, Giampaolo l’acquisto più importante”

BARTOLETTI A RADIO ROSSONERA – “Il nuovo Milan? Ci sono tutti i presupposti per ripartire bene. La conferma di Maldini ed il ritorno di Boban sono simbolo di una ritrovata tradizione milanista nella società e rappresentano un importante punto di partenza”.

Così il giornalista e conduttore televisivo Marino Bartoletti a margine della presentazione del suo libro “La squadra dei sogni. Il cuore sul prato”, tenutasi a Bisceglie nell’ambito della rassegna letteraria Libro nel Borgo Antico.

Ad un mio sondaggio, i miei follower su Facebook hanno collocato il Milan al quinto posto, ai piedi del piazzamento Champions. Finora la società ha operato bene, i nuovi arrivi sono coerenti con un progetto chiaro ma credo anche che il mercato del Milan non sia ancora finito e si possa solo migliorare. L’acquisto più importante per i rossoneri, comunque, sarà quello di Giampaolo” ha concluso Bartoletti.

Intervista a cura di Enrico Aiello

Immagine articolo tratta da: ilbuonsenso.net

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Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

Maroni a Radio Rossonera: “Dobbiamo tornare a vivere grandi emozioni. Assolutamente contrario all’abbattimento di San Siro”

MARONI A RADIO ROSSONERA –  “Mi aspetto una stagione che ci faccia rivivere le grandi gioie del passato. L’ultima risale a troppi anni fa, ad Atene con il Liverpool. Da allora abbiamo sofferto troppo. Mi auguro che la nuova società faccia le scelte giuste, noi milanisti non ci accontentiamo”.

Lo ha dichiarato il già Ministro dell’Interno ed ex Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, noto tifoso milanista, ai microfoni di Radio Rossonera in occasione della presentazione del suo libro “Il rito ambrosiano. Per una politica della concretezza”, tenutasi a Bisceglie (Bt, Puglia) nella kermesse letteraria “Libri nel Borgo Antico”.

Inevitabile, poi, una battuta sul futuro di San Siro. “San Siro è la scala del calcio, un’istituzione – ha affermato Maroni -. Sono assolutamente contrario al suo abbattimento, a Milano ci sono tante aree dove realizzare il nuovo stadio, San Siro lo lascerei lì. Non mi convince neanche l’idea di fare un nuovo stadio con l’Inter: andare allo stadio significa andare a casa propria, non in quella che è anche dei tuoi cugini”.

Immagine articolo tratta dal sito: theitaliantimes

Intervista a cura di Enrico Aiello

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Cesena-Milan 0-0: pari senza emozioni a reti inviolate

Cesena-Milan 0-0: pari senza emozioni a reti inviolate

CESENA-MILAN 0-0 – Il Milan non va oltre lo 0-0 in trasferta contro il Cesena, squadra di serie C. Nell’ultimo test prima dell’inizio del campionato, mister Giampaolo schiera il solito 4-3-1-2 con Suso trequartista alle spalle di Castillejo e Piatek. La squadra appare però abbastanza lenta e compassata e gli uomini di maggiore qualità sono in ombra.

Nel primo tempo da segnalare praticamente solo una punizione di Suso e un’accelerazione di Musacchio, dalla quale nasce un’occasione pericolosa per Castillejo anticipato sotto porta. Nel secondo tempo entra Paquetà per Biglia, con Calhanoglu spostato nella posizione di regista. Suso si rende ancora pericoloso con un tiro dal limite respinto da Agliardi, anche Piatek prova a farsi vedere con un tiro da fuori deviato in calcio d’angolo da un difensore. Paquetà sfiora il gol con un bel colpo di testa su cross di Kessie, entrato al posto di Borini; la conclusione del brasiliano viene salvata miracolosamente da Agliardi. Tra i diversi cambi fa il suo esordio in maglia rossonera Leo Duarte. Nel finale di gara, Donnarumma salva alla grandissima su una conclusione ravvicinata di Butic.

TOP E FLOP

TOP:

Donnarumma: Riflesso fantastico per Gigio sulla conclusione ravvicinata di Butic, salva il Milan dalla sconfitta.

Paquetà: Rende un po’ più viva la manovra rossonera nella ripresa, si rende protagonista di qualche bella giocata. Da schierare assolutamente titolare a Udine

FLOP:

Castillejo: Poco incisivo da seconda punta, molta confusione quando ha il pallone tra i piedi.

André Silva: Entra ancora una volta molto svogliato, ha un pallone da scagliare in porta ma con poca cattiveria se lo fa soffiare.

Suso: Si rende protagonista con una punizione nel primo tempo, sparisce praticamente dal campo nella ripresa.

Tabellino:

Cesena-Milan 0-0

CESENA (3-4-3): Agliardi; Maddaloni, Brignani, Sabato; Capellini (46′ Butic), Franco, Rosaia, Valeri; Borello, Sarao (57′ Valencia), Cortesi. A disposizione: Olivieri, Russini, De Feudis, Butic, Valencia, Franchini Ricci, Pantaleoni, Ciofi, Brunetti, Stefanelli. All.: Modesto
MILAN (4-3-1-2): G. Donnarumma; Calabria, Musacchio (75′ Duarte), Romagnoli, Rodriguez; Borini (72′ Kessie), Biglia (46′ Paquetà), Calhanoglu; Suso; Castillejo (75′ André Silva), Piatek (85′ Maldini). A disposizione: A. Donnarumma, Soncin, Conti, Strinic, Duarte, Gabbia, Brescianini, Paquetà, Kessie, Mionic, Maldini, A. Silva. All.:Giampaolo

ARBITRO: D’Ascanio (Ancona)

Photo Credits: AcMilan.com

Andrea Propato

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