Milan, prestazioni atletiche: l’analisi finale sulla stagione 2018-19

Milan, prestazioni atletiche: l’analisi finale sulla stagione 2018-19

MILAN, PRESTAZIONI ATLETICHE – Il 30 giugno, data che sancisce la fine della stagione sportiva 2018-2019, è alle porte. Non ci sarà Gennaro Gattuso alla guida del nuovo Milan, sarà infatti Marco Giampaolo a dirigere il primo allenamento del raduno rossonero, previsto martedì 9 luglio.

Prima di descrivere ed analizzare quello che sarà il lavoro di Mister Giampaolo e del suo staff e tuffarci definitivamente in una nuova stagione, prendiamoci un attimo di tempo per analizzare le prestazioni atletiche del Milan 2018-2019. I dati che stiamo per analizzare, se pur parziali e limitati, saranno senz’altro nelle mani del nuovo staff: all’interno di un database molto più fornito costituiranno la base per analizzare le performance della stagione appena conclusa, primo punto per poter iniziare a programmarne una nuova.

Km percorsi ad alta intensità dal Milan 2018-2019

Da anni nel mondo del calcio, per l’analisi delle prestazioni atletiche delle squadre e dei singoli giocatori, si dividono i chilometri percorsi in tre categorie, a seconda della velocità alla quale sono stati fatti: Jog, Run e Sprint. Quest’ultimo dato, rappresenta la fetta di chilometri percorsi ad alta intensità, cioè ad una velocità superiore ai 14 km/h. La distinzione tra i vari livelli di corsa è strettamente legata all’andamento ed al contesto della partita ed è chiaro che un qualsiasi giudizio qualitativo sulla prestazione fisica, non può prescindere in alcun modo dal campo: poter fare uno scatto ad alta intensità non equivale a farlo nella direzione o nel momento giusto.

Francesco Mauri, preparatore atletico del Napoli, in un’intervista rilasciata a marzo, in cui ha spiegato l’importanza di alta ed altissima intensità, ha dichiarato: “Quest’anno, pur percorrendo meno chilometri totali rispetto all’avversario, nell’alta e altissima intensità, raramente il Napoli è stato superato dalla squadra che affrontava. È accaduto soltanto una volta, contro il Liverpool che è probabilmente la squadra più performante d’Europa”. Questo ci permette di ribadire un concetto: il dato dei chilometri totali percorsi da una squadra, se pur riportato talvolta in prima pagina da alcuni quotidiani sportivi, non ha alcun valore. In questo senso, le squadre più “virtuose” della Serie A, cioè quelle che in valore assoluto corrono meno degli avversari, ma percorrono quasi sempre più chilometri ad alta intensità, sono Napoli, Inter ed Atalanta. Rispettivamente nel 75%, nel 74% e nel 71% dei casi, hanno prevalso sull’avversario per ciò che riguarda i chilometri ad alta intensità. Tre delle quattro squadre qualificate alla prossima Champions League.

Il Milan, quest’anno, ha prevalso sull’avversario, come chilometri percorsi ad alta intensità, in undici partite sulle trentotto totali di Serie A: 11/38 è circa il 29% dei match totali. Ed è significativo anche un altro dato: delle undici volte in cui è riuscito a farlo, cinque sono state nelle ultime sette giornate di campionato. Nel corso della stagione, le prestazioni sono state costanti: salvo l’inizio della stagione, periodo in cui tutte le squadre sono alla ricerca della migliore condizione atletica, ci sono stati solo alcuni casi sporadici, dovuti a circostanze particolari – vedi Milan-Bologna successiva al ritiro punitivo di fine stagione – oppure all’andamento di singoli match, in cui la squadra ha fornito prestazioni non in linea con il resto del Campionato.

Confronto tra km ad alta intensità percorsi dal Milan (blu) e dalle dirette avversarie (arancione)

Dunque, tra i compiti di Giampaolo e del suo staff, ci sarà anche quello di provare ad ottimizzare le prestazioni atletiche del Milan. Monitorare ed analizzare le performance non tanto per vincere la singola partita, sarebbe impossibile. Farlo invece per ottenere risultati a lungo termine: massimizzare ed ottimizzare gli sforzi ad alta intensità, paradossalmente, può anche essere la chiave per spendere meno energie, fisiche e mentali, per ridurre il numero di infortuni e per arrivare nelle migliori condizioni possibili alla partita successiva.

Alessandro Molinaro


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