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Milan, Hakan Çalhanoğlu: la “colpa” del n°10. Focus atletico

Milan, Hakan Çalhanoğlu: la “colpa” del n°10. Focus atletico

Milan, Hakan Çalhanoğlu– Durante l’estate del 2017, negli occhi dei tifosi rossoneri, c’erano le punizioni calciate dal destro fatato di un calciatore dal cognome difficile da pronunciare, ma che, nei mesi successivi, avrebbero iniziato a vedere sulla schiena del numero 10 del Milan. Gullit, Donadoni, Baggio, Savicevic, Boban, Rui Costa, Seedorf: sono solo alcuni dei nomi che, prima di Hakan Çalhanoğlu, hanno riempito gli occhi dei tifosi rossoneri con il 10 sulle spalle. Si sa, nel calcio, è un numero che fa storia a sé. Quando si pensa al 10, si materializza il trequartista talentuoso che risolve le partite, tirando fuori il coniglio dal cilindro.

In realtà, nel corso di queste due stagioni in rossonero, Hakan ha giocato raramente a supporto degli attaccanti. Il ruolo che ha ricoperto più spesso, quest’anno, è stato quello di esterno sinistro d’attacco e, soprattutto nei momenti in cui mancavano Bonaventura prima e Paquetà poi, è stato schierato mezz’ala sinistra.

La stagione di Çalhanoğlu, vede come spartiacque il Derby di andata: era il 21 ottobre e al 74’ Hakan è costretto ad uscire dal campo a causa di un “pestone” alla caviglia, infortunio che lo costringerà a saltare la sfida casalinga contro la Sampdoria e la trasferta di Udine, rispettivamente decima ed undicesima giornata del campionato. Fino a quel momento, la sua stagione era stata tutt’altro che entusiasmante: schierato sempre come esterno d’attacco, aveva deluso le aspettative sia da un punto di vista tattico, che in quanto a prestazioni atletiche.

Dalla dodicesima giornata in poi, la musica cambia: nelle restanti 27 partite, Çalhanoğlu è per ben venti volte nella top 3 rossonera come chilometri percorsi ad alta intensità nei 90 minuti. È un dato incontrovertibile: Hakan ha portato tanta “legna” a casa quest’anno, prestazioni che, al di là di considerazioni personali, hanno dato spessore e quantità al centrocampo del Milan.

Possiamo dire, senza il rischio di essere smentiti, che sono anche questi dati ad aver portato mister Gattuso a schierare titolare il suo numero 10 per ben 26 partite delle ultime 27 del campionato. E le aspettative non sono state deluse: nella metà di queste partite, Çalhanoğlu ha corso più di 1 km ad alta intensità, un dato significativo, senz’altro da inquadrare all’interno del match, ma certamente indicativo di un’ottima forma fisica e di una buona prestazione globale.

Fa ancor più riflettere il fatto che, quando è stato schierato mezz’ala sinistra, Hakan ha sempre fornito prestazioni maiuscole da un punto di vista atletico. Dunque, sorge spontanea una domanda: siamo sicuri che il numero 10 sia il numero adatto ad Hakan Çalhanoğlu?

È chiaramente una provocazione, parliamo di un calciatore dalla tecnica sopraffina, capace di far stare per diversi secondi i 70mila di San Siro con il naso all’insù, quando disegna geometrie perfette, facendo recapitare il pallone ad un Suso distante quasi 50 metri. Però attenzione a considerare Hakan necessariamente un trequartista: i dati ci descrivono un calciatore con un “motore” decisamente superiore alla media, uno che, quando la condizione fisica glielo permette, corre per 90 minuti e lo fa alla grande.

Un centrocampista “moderno”, con una tecnica pregiata, ma con tanti chilometri nelle gambe: un perfetto numero 8 dei nostri tempi.

È chiaro che i numeri sulle spalle dei calciatori, soprattutto nel calcio moderno, lasciano il tempo che trovano. Ma non lasciamoci ingannare: il futuro del nostro numero 10 potrebbe essere proprio sulla linea dei centrocampisti, e chissà che questa non possa essere la vera svolta del futuro centrocampo del Milan. I numeri dicono di sì.

Alessandro Molinaro

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Pagelle Milan-Frosinone 2-0: Piatek e Suso per 3 punti pesanti

Pagelle Milan-Frosinone 2-0: Piatek e Suso per 3 punti pesanti

PAGELLE MILAN-FROSINONE 2-0 – Il Milan fa il proprio dovere battendo il Frosinone per 2-0: a decidere la sfida una zampata di Piatek al 57′ e un arcobaleno su punizione di Suso al 66′. Tra gli eroi di serata anche Gianluigi Donnarumma che sullo 0-0 para un rigore a Trotta. Prestazioni sottotono invece per Rodriguez e Kessié.

PAGELLE MILAN-FROSINONE 2-0 – I voti della nostra redazione:

Donnarumma 7,5 – Guanti immacolati nel primo tempo, li “sporca” solo per battere una rimessa laterale. Nella ripresa sale in cattedra: si distende sulla propria destra neutralizzando il rigore di Trotta e compie un super parata su Valzania nel finale di gara. #Spartiacque

Abate 6 – La sua ultima partita a San Siro non verrà ricordata per una super prestazione ma per tanta corsa, alcune interessanti sovrapposizioni offensive ed il rigore causato che fortunatamente (per lui e per tutti) non incide sul risultato finale. Bellissimi gli applausi del pubblico al momento della sua uscita #BuonaFortunaIgna (dall’84 Conti s.v.)

Musacchio 6+ – Sicuro e misurato negli interventi nelle poche volte in cui viene impensierito dagli attacchi diretti avversari. #OrdineEDisciplina

Romagnoli 6+ – Inizia il match mostrando grandissima sicurezza nei disimpegni e sui palloni alti. Col passare dei minuti porta a casa una prestazione sufficiente senza particolari lodi. #InCarrozza

Rodriguez  5 – Brutta prestazione per il terzino svizzero. Insicuro in fase difensiva e troppo poco propositivo in avanti. Peggio del solito anche in fase di impostazione. #Bocciato

Bakayoko 6- – Prestazione senza infamia e senza lode. Se il Milan del primo tempo fa fatica a costruire gioco è anche per le mancate giocate immediate del centrocampista francese. #PiccoloTrotto (Dal 51′ Cutrone 6- – Migliora indirettamente l’assetto tattico della propria squadra lottando su ogni pallone e permettendo a Piatek di liberarsi delle asfissianti marcature che l’hanno afflitto per tutta la gara. Quasi nullo però il suo apporto nei 16 metri avversari #ArmaTatticaMaNonLetale)

Kessiè 5,5 – Rispetto ad altre gare la sua prestazione non migliora con il passare dei minuti. Protagonista di un paio di palloni pericolosi persi nella propria trequarti e di convincenti inserimenti offensivi. #Distratto

Calhanoglu 7 – Ha il “demerito” di non partecipare attivamente a nessuna delle azioni salienti del match ma la sua prestazione è decisamente positiva. Gioca una quantità notevole di palloni e svaria lungo il fronte offensivo offrendo sempre il giusto sostegno ai propri compagni. Ottima anche la sua interpretazione del ruolo di regista basso nella ripresa. #Factotum

Suso 7,5 – Dalla sua, la bellissima punizione che sigilla il risultato e una grande quantità di spunti individuali e palloni forniti ai propri compagni di squadra. Tecnicamente è forse una delle sue migliori partite della stagione. #Pittore

Borini 6 – La sua prestazione complessiva è abbondantemente sopra la sufficienza ma sul giudizio non possono non pesare le due reti fallite sullo 0-0 ad inizio ripresa: una di piedi (clamorosa) e una di testa. #DueVolti

Piatek 6 – Nei primi 45′ sbaglia praticamente tutto: movimenti, appoggi e conclusioni. Nella ripresa ha il merito di restare in partita e piazzare la zampata che, di fatto, decide la gara. #1Su1000 (dall’81’ Castillejo s.v.)

Gattuso 6,5 – Vede la squadra in difficoltà all’intervallo e studia le giuste contromisure. L’ingresso di Cutrone regala infatti più soluzioni offensive, poi gestisce le altre due sostituzioni regalando ad Abate il giusto applauso dei 60000 di San Siro. #Bravino(cit.)

PAGELLE MILAN-FROSINONE 2-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 8;

Abate 6, Musacchio 6, Romagnoli 6, Rodriguez 5;

Bakayoko 5, Kessiè 5, Calhanoglu 6,5;

Suso 7, Borini 6, Piatek 6;

Gattuso 6,5

Donato Boccadifuoco

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Pagelle Fiorentina-Milan 0-1: decide un colpo di testa di Calhanoglu al 35′

Pagelle Fiorentina-Milan 0-1: decide un colpo di testa di Calhanoglu al 35′

PAGELLE FIORENTINA-MILAN 0-1 – Nell’anticipo serale della 36^ giornata di Serie A, il Milan espugna il campo del Franchi battendo la Fiorentina per 1-0; decide la gara un colpo di testa di Calhanoglu su assist di Suso al 35′. Nonostante la vittoria dell’Atalanta contro il Genoa, i rossoneri possono ancora mantenere viva la speranza di acciuffare in extremis il quarto posto finale che vale l’ingresso alla prossima Champions League.

PAGELLE FIORENTINA-MILAN 0-1 – I voti della redazione:

Donnarumma 7 – Preciso e reattivo sulle conclusioni di Muriel e Mirallas; provvidenziale al 73′ nell’evitare una clamorosa autorete sulla scoordinata zampata di Kessié. #Garage

Abate 7- – Nei primi 45′ è sicuramente uno dei migliori in campo; nella ripresa cala fisicamente di rendimento ma riesce costantemente ad aiutare i propri compagni in fase difensiva. #VecchioCuore

Musacchio 5,5 – Soffre maledettamente le scorribande di Chiesa e compagni, spesso viene saltato e colto alla sprovvista ma, ad onor del vero, non commette alcun grave errore. #SudoriFreddi

Romagnoli 6,5 – Tolti un paio di episodi marginali, guida con grinta e puntualità l’intero reparto. Nel momento di massima spinta viola, è autore di due importanti salvataggi difensivi, uno in scivolata davvero spettacolare! #Salvagente

Rodriguez 5+ – Sicuro e concreto con la palla tra i piedi nella prima frazione di gara; nel secondo tempo però sbaglia un pallone dietro l’altro creando notevole apprensione ai propri compagni di reparto. #Ansia

Bakayoko 6 – Si riprende da titolare la zona nevralgica del campo e lo fa senza infamia e senza lode. Se è vero che ha il merito di non strafare, ha il demerito di non tentare mai alcuna giocata potenzialmente pericolosa. #Pastasciutta

Kessiè 6,5 – Fino al 45′ non si registra alcun episodio degno di nota nel bene o nel male. Nei secondi 45′, come spesso fa, si carica la squadra sulle spalle facendosi trovare all’occorrenza in ogni zona del campo. Parte della sua piena sufficienza resta comunque merito di Gigio. #Ubiquità

Calhanoglu 6,5 – Rispetto ad altre prestazioni stagionali mostra una certa continuità di rendimento per tutti e 90 i minuti di gioco. Protagonista di una bella conclusione da fuori area al 24′; 10 minuti dopo esegue un bel taglio al centro dell’area piazzando la palla di testa all’angolo opposto. #ProfessioneBomber

Suso 6+ – Tanti palloni gestiti male ma altrettanti propositivi forniti ai propri compagni come in occasione del cross per Calhanoglu che sblocca e decide la gara. Non è certamente una delle sue migliori prestazioni stagionali ma nemmeno lontanamente una delle peggiori. #BigUp  (dall’81’ Castillejo s.v.)

Borini 7+ – Nulla di trascendentale nella sua prestazione ma i compiti “normali” li svolge in maniera eccezionale. In un secondo tempo di lotta e di governo è il principale protagonista di lunghi ripiegamenti difensivi e spunti offensivi degni di nota. #SangueSudoreEPiedi (dall’88 Laxalt s.v.)

Piatek 6- – Prestazione in linea con le ultime uscite: prezioso punto di riferimento in zona offensiva per i propri compagni ma alla sua “pistola” continuano a mancare i proiettili #LaSolituineDeiNumeri19 (dal 74′ Cutrone 6- – Nei circa 20 minuti disputati riesce ad adempiere al “lavoro sporco” richiestogli, peccato però che nell’unica occasione buona per chiudere la gara pecchi di imprecisione nei movimenti e nella finalizzazione #Innocuo)

Gattuso 6,5 – Il gruppo è ancora con lui e si vede Al di là di espressioni e parole in conferenza stampa si percepisce la voglia di non mollare, voglia che pare davvero aver trasmesso ai suoi. Questo Milan è ancora ben lontano dal trovare la quadratura del cerchio ma nelle ultime due partite abbiamo assistito a qualcosa di simile. #CerchiaturaDelQuadro

PAGELLE FIORENTINA-MILAN 0-1 – I voti dei tifosi

Donnarumma 7;

Abate 7, Musacchio 5,5, Romagnoli 7, Rodriguez 5;

Bakayoko 6,5, Kessiè 6,5, Calhanoglu 6,5;

Suso 6,5, Borini 7, Piatek 5,5;

Cutrone 5,5, Castillejo s.v., Laxalt s.v.

Gattuso 6

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

Esclusiva, Zaccheroni: “Dopo il Derby il Milan ha perso sicurezza. Suso? Se lo discutiamo non ne veniamo più fuori”

ESCLUSIVA, ZACCHERONI – Lunga intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex allenatore del Milan, Alberto Zaccheroni. Tra i temi della chiacchierata non manca l’attualità con una valutazione dell’operato di Gattuso e del momento vissuto dai rossoneri; più, un tuffo nel passato con il racconto dello storico Scudetto della stagione 1998/99. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Che idea si è fatto del Milan di Gattuso?

Di un Milan che è arrivato con una certa quadratura e consapevolezza fino al Derby e poi ha perso sicurezza dopo averlo perso. La squadra non è più quella di prima, quella in cui l’attaccante segnava sempre e che invece adesso fatica a fargli arrivare palloni. Ultimamente è diventato un Milan più prevedibile e Gattuso sta lavorando per cercare di ritrovare quella quadratura. I problemi non sono dunque dovuti solo a questioni tecnico-tattiche ma anche all’umore dei giocatori ed al rapporto che questi hanno con i compagni di squadra, l’allenatore e la società“.

Mister lei ha spesso utilizzato gli esterni offensivi a piedi invertiti. Come valuta Suso e Calhanoglu in questo Milan?

Se nel Milan di oggi mettiamo in discussione anche Suso non ne veniamo più fuori. Suso è uno dei pochi che sa saltare l’uomo e fornire assist agli attaccanti, è inoltre capace di andare sul fondo o rientrare sulla trequarti: un giocatore che non sa stare sulla trequarti ma ci sa andare. È importante che non riceva mai la palla spalle alla porta perché la tocca 4 volte. Non è un trequartista ma certamente non si può discutere“.

Un allenatore come gestisce all’interno dello spogliatoio un caso come quello di Bakayoko?

Nel caso specifico bisognerebbe conoscere bene le dinamiche. Certamente però vi posso dire che questi episodi accadono ma io ho sempre imposto una regola al primo giorno ovunque io sia andata: il rispetto dei ruoli! Raramente ho avuto problemi con un giocatore ma quando è successo o l’ho risolto subito oppure da lì a poco il giocatore in questione non gioca più: In ogni squadra, se non rispetti i ruoli non puoi giocare. Al Milan ho avuto meno problemi rispetto ad altre squadre che ho allenato perché avevo un capitano come Maldini che magari all’interno dello spogliatoio spiegava come bisognava comportarsi. L’allenatore è il responsabile delle prestazioni di una squadra, nella mia carriera ho avuto più problemi con i presidenti piuttosto che con i giocatori“.

Mister cosa può raccontarci di quella meravigliosa cavalcata che ha portato allo Scudetto nella stagione 1998/99

Innanzitutto avevo uno splendido zoccolo duro italiano formato da questi 3 giocatori: Albertini, Costacurta e Maldini. Tutti gli altri componenti della rosa si sono allineati a questi 3 giocatori che erano i primi ad arrivare e gli ultimi ad andare via. Quella era una squadra arrivata undicesima in classifica con Sacchi e decima con Capello, certamente due degli allenatori più bravi del calcio mondiale. Quell’estate il Milan non acquistò Cristiano Ronaldo o Messi, ovvero giocatori capaci di spostare gli equilibri ma giocatori funzionali. Non è vero che quel Milan era scarso, anzi; era composto però da molti giocatori a fine carriera ed il mio compito è stato quello di ripristinarne le motivazioni e gestirli affinché in campo potessero dare il meglio. Ad un certo punto eravamo l’unica squadra a rincorrere la Lazio che però non ci prese in grande considerazione e così iniziò a perdere qualche punto qua e là. Quando persero in casa contro la Juventus vidi brillare gli occhi dei mie “vecchietti” e io dissi a Galliani: “Non so se vinceremo lo Scudetto perché la Lazio è ancora davanti a noi in classifica ma di sicuro vinceremo tutte e 7 le partite che restano“.

Qual è il suo ricordo più bello dei suoi anni al Milan?

Non ho un ricordo più bello o preferito. Il goal di Ganz? Non direi che è il mio ricordo più bello anche perché è stata una delle partite più sofferte delle ultime 7. Forse Perugia, anche se quel rigore che ha riaperto la partita mi ha fatto morire (Sorride n.d.r.)“.

Cosa pensa della frase “Non contano i moduli, bensì l’interpretazione”?

La cosa importante nel calcio è dare soluzioni, permettere ad un giocatore di alzare la testa e vedere quanti più compagni liberi e pronti a ricevere la palla. Il modulo in realtà è solo la posizione di partenza dei giocatori e l’allenatore deve convincere i giocatori a fare quello che serve“.

Atalanta, Milan o Roma: chi andrà in Champions?

Credo che tra le tre sia l’Atalanta a meritare di più il quarto posto. I nerazzurri giocano un calcio fantastico dove tutti fanno la loro parte. Nessuna primadonna e tanto sacrificio; i tifosi devono esserne orgogliosi“.

Tottenham o Liverpool: quale squadra le piacerebbe allenare e chi vincere la Champions League?

Le allenerei entrambe volentieri ma dovendo scegliere sarei portato ad andare dove non hanno vinto perché la sfida sarebbe più intrigante. Quando allenavo in Italia mi ha cercato qualche club delle Premier League e non sono voluto andare, oggi però andrei perché il calcio inglese ha tanta qualità ed intensità. Klopp o Pochettino? Sono bravi tutti e due ma preferisco il secondo perché è più vario. Sulla carta dovrebbe essere il Liverpool a vincere la finale ma sappiamo bene che il calcio è imprevedibile“.

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#SentirsiCampioni: Radio Rossonera e Associazione Milanisti 1899 per il sociale

#SentirsiCampioni: Radio Rossonera e Associazione Milanisti 1899 per il sociale

#SENTIRSICAMPIONI – Nuova iniziativa all’orizzonte per Radio Rossonera e l’Associazione Milanisti 1899, #SentirsiCampioni: una serie di programmi, interviste, video (e molto altro) che avranno come denominatore comune il sociale, tema al quale la stessa Radio insieme con l’Associazione ha già dimostrato notevole sensibilità. Obiettivo di #SentirsiCampioni è dare maggior risalto e voce a chi difficilmente riesce ad esprimerla o semplicemente non ce l’ha.

Tra le diverse iniziative (perché saranno ben più di una) racchiuse sotto l’hashtag #SentirsiCampioni, una serie di clip video realizzate dai “Fedelissimi Tifosi Sordi” del Milan; clip che avranno l’obiettivo di spiegare con la Lingua dei Segni Italiana (LIS) e dinamiche calcistiche.

Lo staff dei Fedelissimi Tifosi Sordi: Lorenzo Tessarollo, Michele Vitale, Salvatore Gallo, Giuseppe Pignataro, Claudio Magnetti, Paolo Aisa, Andrea Ferraioli, Alessandro Piazza, Francesco Passarelli e Massimo Di Vito Francesco.

A tal proposito, ecco quanto dichiarato da Lorenzo Tessarollo in rappresentanza dei Fedelissimi Tifosi Sordi:

“Abbiamo deciso di fare queste clip in LIS ovvero Lingua dei Segni Italiana per far conoscere alla società ed a tutti i tifosi rossoneri il nostro mondo silenzioso. Nonostante la nostra sordità riusciamo a seguire appassionatamente la nostra squadra del cuore anche se in realtà purtroppo troviamo delle difficoltà. La nostra speranza – Prosegue Lorenzo TessarolloÈ di riuscire a coinvolgere la società a collaborare con i nostri progetti: noi siamo già a completa disposizione e per amore dei colori rossoneri siamo disposti a tutto. Inoltre con le nostre clip, i tifosi udenti avranno la possibilità di imparare le basi della nostra LIS e provare a comunicare come noi. Ringrazio Radio Rossonera che ha creduto in noi e nel nostro progetto, sostenendoci ed anche l’intero staff dei Fedelissimi Tifosi Sordi“.

#SENTIRSICAMPIONI: Ecco la prima clip realizzata dai “Fedelissimi Tifosi Sordi” del Milan:

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Pagelle Milan-Bologna 2-1: Suso e Borini tengono vivo il sogno Champions

Pagelle Milan-Bologna 2-1: Suso e Borini tengono vivo il sogno Champions

PAGELLE MILAN-BOLOGNA 2-1 – Il Milan torna a conquistare i 3 punti battendo in casa il Bologna per 2-1 nel posticipo della 35^ giornata di Serie A. A sbloccare il match una bella giocata di Suso al 37′; il raddoppio, al minuto 67, è ad opera di Borini abile a ribadire in rete una corta respinta di Skorupski su conclusione di Paquetà. Con questi 3 punti il Milan si riappropria del quinto posto (in coabitazione con la Roma) e si porta a -3 dall’Atalanta.

PAGELLE MILAN-BOLOGNA 2-1 – I voti della nostra redazione:

Donnarumma 7- – Bravissimo a chiudere lo specchio della porta ad Orsolini nella prima frazione di gara, bravo nel negare la gioia del goal anche a Palacio ed Edera al 91′. Il “-” è per l’errato disimpegno di piede commesso nei primi 45′. #LeManoneDiGigione

Abate 7 – Assolutamente impeccabile nel primo tempo! Nella ripresa commette piccolissime sbavature ma difende e lotta su tutti i palloni fino al triplice fischio finale. #SoloApplausi

Musacchio 6+ – Prestazione a due facce per il centrale rossonero. Nei primi 45′ qualche lettura difensiva errata e poca precisione nei disimpegni, nei secondi tanta autorità ed autorevolezza in area e fuori. Piccola nota di demerito: la rete fallita di testa al 13′ #TurboDiesel

Zapata 6 – Rispetto al proprio compagno di reparto fa anche peggio ad inizio gara e un po’ meno meglio con l’avvicinarsi dei minuti finali. Prova che comunque risulta nel complesso sufficiente. #ZapataWhatElse?

Rodriguez 6+ – Prova concreta e di sostanza quella del terzino svizzero. Come suo solito non va mai in affanno con la sfera tra i piedi e mostra più propensione offensiva del solito. #PallaInCassaforte

Biglia 5,5 – Non esattamente nel vivo del gioco ed al massimo della lucidità nei 25 minuti di gioco ai quali ha partecipato. #PochiENonBuoni (dal 26′ Josè Mauri 6,5 – Diciamoci la verità: la sua partita non inizia nel migliore dei modi, anzi… Ha però il merito di farsi trovare pronto al momento del cambio e di mettere in campo voglia, corsa e determinazione. Sul finale inoltre, gestisce molto saggiamente alcuni scottanti palloni. #DeditoAllaCausa)

Kessiè 6,5 – Anche il buon “Kranck”, come molti dei suoi compagni, disputa un primo tempo sottotono e quasi anonimo. Nella ripresa, specie dopo l’espulsione di Paquetà, traina tutto il gruppo proteggendo palla e proponendosi tra gli spazi lasciati dalla difesa avversaria. #Gladiatore

Paquetà 5,5 – Alterna cosa buone a cose meno buone ma risulta prezioso sia in fase di interdizione che di costruzione. Le sue caviglie vengono continuamente “morsicate” dai difensori rossoblu ma poteva certamente reagire in altra maniera in occasione della sua espulsione. Ha comunque il merito di calciare con precisione il pallone respinto da Skorupski e corretto in rete da Borini #Bersaglio

Suso 6,5 – Nel bene e nel male è complessivamente il solito Jesus ma con due enormi “ma”: il primo, appare evidentemente in migliori condizioni atletica; il secondo, segna un goal da puro trequartista per posizione, resistenza agli avversari e piazzamento del pallone. #Risorto (dal 79′ Castillejo 6 – Non toglie e non aggiunge qualità ma il suo viaggiare per il campo senza fissa dimora garantisce ai rossoneri importanti sfoghi offensivi in 10 contro 11. #Interrail

Calhanoglu 6+ – Meno timido e più propositivo rispetto alle ultime apparizioni come dimostrano le due belle conclusioni da fuori area che sfiorano il bersaglio grosso. Per il resto, più quantità che qualità. #Balistica (dal 60′ Borini 7- – La sua rete è a tutti gli effetti quella che decide la partita. Tralasciando ciò, copre benissimo la sua fascia di competenza in entrambe le fasi e le sue dichiarazioni a caldo nel post gara sono pura “poesia”. #UndiciUndiciUndiciBorini)

Piatek 6,5 – Ok, in questa partita ha dimostrato che non tutto ciò che tocca si trasforma in goal ma gioca da solo contro l’intero reparto difensivo felsineo e, non solo tiene botta, ma permette intelligentemente alla propria squadra di guadagnare metri e punizioni. #GregarioDiLusso

Gattuso 7- – Gli errori commessi questa sera prima e durante la gara sono prossimi… allo zero! Squadra non spumeggiante ma quadrata, ottima gestione delle logiche di gruppo in occasione della sostituzione di Biglia e perfetta lettura delle “pedine” in 10 contro 11. #ScaccoMatto

PAGELLE MILAN-BOLOGNA 2-1 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 7;

Abate 8, Musacchio 6, Zapata 6, Rodriguez 5;

Biglia s.v., Kessiè 5,5, Paquetà 6;

Suso 6,5, Calhanoglu 6, Piatek 6;

Josè Mauri 6,5, Borini 6,5, Castillejo s.v.;

Gattuso 6,5

Donato Boccadifuoco

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di aprile

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di aprile

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights” la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come sempre dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: CASTILLEJO VS PARMA

Nell’ultimo mese rossonero c’è poco da salvare: prestazioni negative hanno accompagnato quasi sempre l’ultimo periodo. A Parma il Milan disputa forse la più brutta gara della stagione, ma passa comunque in vantaggio grazie ad un colpo di testa di Castillejo su un ottimo cross di Suso dalla destra. Questa realizzazione decidiamo di premiarla come gol del mese. Nei minuti finali per un pallone precedentemente perso da Biglia, arriva la rete dell’1-1 su punizione di Bruno Alves.

La partita della svolta: PARMA-MILAN 1-1

La partita della svolta dal punto di vista negativo del mese rossonero è la partita del Tardini. Dopo una vittoria nella gara precedente contro la Lazio per 1-0, nonostante un gioco non esaltante, il Milan si presenta a Parma in una gara importantissima per la lotta Champions. Fallisce però l’obiettivo facendosi recuperare negli ultimi minuti di gara. La squadra scende in campo senza grinta, senza alcuna idea di gioco. Dopo questo stop arriva l’eliminazione dalla Coppa Italia contro la Lazio: A San Siro presenti 60000 spettatori, ma la squadra delude ancora e capitola nel secondo tempo. Nell’ultima gara di campionato nuova sconfitta contro il Torino, con la squadra che sembra aver definitivamente mollato l’obiettivo quarto posto. Probabilmente sarebbe servita una scossa nel post match dell’Olimpico, sicuramente l’anno prossimo si ripartirà con un nuovo allenatore, ma la squadra ha comunque il dovere di crederci fino alla fine in queste ultime quattro partite.

L’eroe che non ti aspetti: REINA

Nella partita di ritorno della semifinale di Coppa Italia costata l’eliminazione, l’unico a salvarsi tra le fila rossonere è Pepe Reina, salvando la squadra in diverse circostanze da un passivo più pesante. Contro i biancocelesti buona anche la prestazione di Caldara, che purtroppo, per un infortunio in allenamento, dovrà rimanere fermo per altri 5-6 mesi per la rottura del crociato. Altra notizia decisamente negativa di questo ultimo periodo.

La stella del mese: CUTRONE

Il premio come stella del mese di aprile rossonero decidiamo di assegnarlo a Cutrone: non tanto per prestazioni esaltanti in campo nell’ultimo mese, quanto per metterci sempre voglia e attaccamento in ogni partita e soprattutto è da sottolineare la sua presenza ai microfoni nel post gara contro il Torino, con la decisione di metterci la faccia, prendendosi responsabilità per colpe sicuramente non sue. Questo dimostra il suo amore per la maglia che indossa. Bravo Patrick.

Andrea Propato

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