Monthly Archives

7 Articles

Posted by Redazione Rossonera on

Pagelle Milan-Inter 2-3: Bakayoko e Musacchio non bastano, vincono i nerazzurri

Pagelle Milan-Inter 2-3: Bakayoko e Musacchio non bastano, vincono i nerazzurri

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – È L’Inter a vincere il 170^ Derby della Madonnina in Serie A. I nerazzurri di Luciano Spalletti battono i rossoneri di Gennaro Gattuso per 3-2. Inter nettamente superiore al Milan nella prima frazione di gara; nella seconda, girandola di emozioni senza soluzione di continuità. Nerazzurri che dunque tornano terzi in classifica mentre ai rossoneri non resta che “accontentarsi” del quarto posto a + 4 sulla Roma.

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6 – Incolpevole sui due goal nerazzurri, ottima parata su un insidioso colpo di testa di Skriniar. Buone uscite alte e meno buone impostazioni difensive palla al piede. #GigioMaNonGigissimo

CALABRIA 5 – Soffre per tutti e 90′ le incursioni degli esterni interisti. Abbondantemente sotto la sufficienza anche in fase propositiva. #Asfaltato

MUSACCHIO 7 – Serata da leader assoluto per il centrale rossonero. Arricchisce una prestazione sontuosa e di personalità con la rete che regala 25′ di dolci illusioni. #Gladiatore

ROMAGNOLI 4,5 – Dispiace, ma il capitano ha probabilmente disputato la peggior partita in maglia rossonera. Quasi sempre in ritardo nelle chiusure, ha sulla coscienza le prime due reti nerazzurre lasciandosi sfuggire la marcatura di Vecino prima e De Vrij poi. #CoseCheCapitàno

RODRIGUEZ 5 – Bruciato più volte da Politano, appare meno sicuro del solito con il pallone tra i piedi. Non si ricordano proiezioni offensive degne di nota. #GranelloDiSabbia (dal 58′ Cutrone 5 – Il “Veleno” sembra esserci ma al netto di un atteggiamento propositivo, nella pratica poco dialogo con i compagni e pochissima incisività in area di rigore. #SanPatrizioMicaTanto)

BAKAYOKO 7 – Per continuità di rendimento nell’arco dei 90′, sicuramente uno dei migliori in campo. Forza (riuscendoci) alcune giocate e sale in cielo in occasione del momentaneo goal dell’1-2. #Ercole

KESSIÈ 5- – Tralasciando l’atteggiamento con il quale esce dal campo e per il quale merita un segno meno in più, non dà mai l’impressione di essere in partita. Confusionario più del solito con il pallone tra i piedi, lascia vere e proprie voragini a metacampo in occasione delle ripartenze nerazzurre. #Arrugginito (dal 69′ Conti 6+ – 25 minuti di spinta e sostanza offensiva, peccato per qualche cross dosato male ma il suo ingresso in campo ha sicuramente giovato a tutta la squadra. #Linfa)

PAQUETÀ 5,5 – Perde 2 palloni sanguinosi in costruzione ma è l’unico ad impegnare seriamente Handanovic nei primi 45′ oltre  a verticalizzare ogni volta che può. #2Facce (dal 46′ Castillejo 5,5 – La solita prestazione da scheggia impazzita: bene in fase offensiva ma l’ingenuità con la quale regala il rigore del 3-1 all’Inter è disarmante. #CaffèECamomilla)

SUSO 4,5 – Altra serata incolore per l’esterno spagnolo. Al netto di un paio di palloni pericolosi buttati al centro dell’area avversaria, il nulla. #BucoNero

CALHANOGLU 7- – Una delle sue migliori prestazioni stagionali per corsa, capacità ed intelligenza tattica. Unico, vero punto di riferimento offensivo tra le fila rossonere, si fa costantemente trovare tra le linee ed in ogni posizione del campo. #Eclettico

PIATEK 5,5 – Polveri bagnate per il pistolero polacco. A garantirgli un’insufficienza onorevole sono un paio di aperture ed il dialogo (a sprazzi) con i compagni di reparto. #Inceppato

GATTUSO 5 – Prova, senza fortuna, a rimettere in piedi la partita con dei campi tempestivi ma l’atteggiamento trasmesso alla squadra nei primi 45′ è imperdonabile. Non è che a temere troppo gli avversari si finisce per temere se stessi? #8LaPaura

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Calabria 5, Musacchio 6,5, Romagnoli 5,5, Rodriguez 4,5;

Bakayoko 6,5, Kessiè 5, Paquetà 5;

Suso 4, Calhanoglu 6,5, Piatek 5,5;

Castillejo 6, Cutrone 5,5, Conti 6;

Gattuso 4,5

Donato Boccadifuoco

Posted by Redazione Rossonera on

Esclusiva, Sebastiano Rossi: “Derby partita speciale, la Sud mi dava la carica. Per domenica sono fiducioso, forza Milan”

Esclusiva, Sebastiano Rossi: “Derby partita speciale, la Sud mi dava la carica. Per domenica sono fiducioso, forza Milan”

ESCLUSIVA, SEBASTIANO ROSSI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex portiere del Milan, Sebastiano Rossi. Argomento principale della chiacchierata non poteva che essere ovviamente l’imminente derby della Madonnina che vedrà opposti Milan ed Inter domenica prossima a San Siro. Qui di seguito, vi riportiamo l’intervista completa:

Tu sei stato icona rossonera, se ti dico la parola “Derby” cosa ti viene in mente? E soprattutto, quali erano le sensazioni nel viverlo sotto la curva sud o sotto la nord?

Il derby è una partita speciale, ho avuto la fortuna di vincerne qualcuno ma è sempre una grande emozione, sicuramente la gara contro l’Inter è una partita diversa, c’è sempre tensione ed a volte la tensione ti fa fare brutti scherzi. Durante i miei derby quando difendevo la porta sotto la Curva Nord mi arrivava di tutto, mentre quando avevo alle spalle la Curva Sud mi dava una carica incredibile ed i tifosi rossoneri sono unici su come ti possono caricare. Contro nessun attaccante interista ho avuto paura di prender gol, nemmeno contro Klinsmann che non segnava da quattro mesi. In generale rispetto per tutti e paura di nessuno“.

Tu sei stato uno dei migliori portieri della storia del Milan. Pensi che Donnarumma sia sulla strada giusta? In cosa deve migliorare?

Donnarumma deve ovviamente crescere ancora, ha sono 20 anni, è quasi “costretto” a crescere. Dovesse farlo anno dopo anno diventerebbe uno dei più grandi di sempre. E poi avere un secondo come Reina ti può render più tranquillo. Di sicuro l’esperienza di Pepe può aiutare la crescita di Gigio“.

Domenica finalmente torna ad essere un derby di Champions, che partita ti aspetti? E chi può essere l’uomo decisivo?

Fare pronostici sul derby non è mai facile ma io sono sempre fiducioso. Conta molto anche l’emotività di una squadra, a volte quella sfavorita tira fuori qualcosa che non ha mai messo prima sul campo. Rino però è capace di gestire questa emotività e di mandare in campo una squadra carica“.

Leonardo, Maldini e in panchina Gattuso: respiri un po’ di quel vecchio Milan vincente?

Con Gattuso, Leonardo e Maldini si comincia a respirare un po’ di quel vecchio Milan vincente. Speriamo bene per domenica sera e ovviamente: FORZA MILAN“.

Posted by Redazione Rossonera on

Milanisti 1899: un viale intitolato ad Herbert Kilpin

Milanisti 1899: un viale intitolato ad Herbert Kilpin

MILANISTI 1899 – L’associazione Milanisti 1899 si schiera affianco allo storico milanista Luigi La Rocca nella richiesta al comune di intitolare una “location” a Herbert Kilpin fondatore del Milan.

L’associazione Milanisti 1899, da sempre sensibile ad ogni iniziativa riguardante il rispetto e la rievocazione della storia rossonera, ha deciso di sostenere lo storico e saggista milanista Luigi La Rocca nella richiesta al Comune di Milano di intitolare un Viale al fondatore del Milan Herbert Kilpin.

Milanisti 1899 è già stata protagonista lo scorso 13 dicembre con un’azione di rivendicazione toponomastica, con la trasformazione autonoma di Piazza Axum in Piazza Nereo Rocco, gesto atto a sottolineare lo squilibrio a Milano di luoghi dedicati al Milan rispetto a quelli dell’Inter

Ancora una volta Milanisti 1899 ribadisce il suo impegno nel celebrare e rispettare i grandi personaggi che hanno fatto la storia del Milan, con azioni e iniziative concrete, nel rispetto dell’ideologia per la quale l’associazione stessa è nata.

MILANISTI 1899La visita alla tomba di Herbert Kilpin. Questo il video di quanto accaduto lo scorso 9 marzo:

Posted by Redazione Rossonera on

Pagelle Chievo-Milan 1-2: magia di Biglia, sentenza Piatek

Pagelle Chievo-Milan 1-2: magia di Biglia, sentenza Piatek

PAGELLE CHIEVO-MILAN 1-2 – Una magia di Biglia su punizione ed un goal da vero rapace d’area di rigore di Piatek, regalano al Milan la quinta vittoria consecutiva in campionato e la certezza di affrontare il derby di domenica prossima da terza della classe. I rossoneri di Gennaro Gattuso salgono infatti a quota 51 punti in classifica a (provvisoriamente): + 4 dall’Inter, + 7 dalla Roma e + 10 da Lazio, Atalanta e Torino.

PAGELLE CHIEVO-MILAN 1-2 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6 – Diciamoci la verità: Gigio ci ha talmente abituato bene che sul pareggio del Chievo tutti abbiamo avuto l’impressione che potesse (dovesse?) fare meglio. Ottima padronanza dell’area di rigore sulle uscite alte, fondamentale in evidente miglioramento. #Upgrade

CONTI 4,5 – Perde la marcatura su Hetemaj e non ne indovina una sia in fase difensiva che di costruzione. #SerataNo (dal 64′ Calabria 6,5 – Poche chiacchiere: il titolare della fascia destra è lui! Il suo ingresso in campo dona serenità e garantisce solidità difensiva. #Ingranaggio).

MUSACCHIO 6,5 – Pedina fondamentale per questo Milan. Mateo sprizza sicurezza per tutti e 90′ e non sembra andare mai in particolare affanno contro gli attaccanti clivensi. #Spavaldo

ROMAGNOLI 6,5  – E anche oggi Alessio lo saltate domani! Altra prestazione autoritaria del capitano rossonero. Sempre impeccabile nell’uno contro uno, gestisce discretamente il pallone in fase di costruzione. #AléOhOhAléSsio

LAXALT  5,5 – A grandi linee gioca la stessa mediocre partite del suo collega di fascia ma, oltre che sbagliare molto meno, dopo una smanacciata di Gigio mura un tiro a botta sicura salvando il risultato. #NelPostoGiustoAlMomentoGiusto

KESSIÈ 6,5  – Ha il demerito di non chiudere la gara non approfittando di una ghiotta occasione da rete ma la partita di Franck resta di altissimo livello per corsa, intensità e cuore. Collante assoluto tra difesa ed attacco nei momenti di difficoltà. #Bostik

BIGLIA 7,5 – In occasione delle rete che sblocca l’incontro dipinge una parabola meravigliosa. Perde un solo pallone ma lo recupera 2 secondi dopo con la grinta e la determinazione che caratterizza i più grandi. Equilibratore che rischia di essere irrinunciabile in questo finale di stagione. #Arcobaleno

PAQUETÀ 5 – Le 51 partite disputate in questa stagione (tra Brasile ed Italia) si sentono e si vedono, eccome. Meno spunti di classe, meno corsa, meno lucidità e meno dinamismo rispetto alle prime uscite in maglia rossonera. #Imbruttito (dal 54′ Calhanoglu 6,5 – Interpreta ottimamente il ruolo di mezzala con una serenità a lui quasi sconosciuta. Manca sempre qualcosa in rifinitura e finalizzazione ma i minuti disputati dimostrano quanto possa essere importante. #CrisiDIdentità)

SUSO 5+ – Nei primi 45′ di gioco non viene servito e non riesce a proporsi mai. Quelle poche volte che viene chiamato in causa nella ripresa risponde presente ma è davvero troppo poco. Lontanissimo dai propri standar. #Involuto (dall’84’ Borini s.v.)

CASTILLEJO 7 – Scheggia impazzita della serata. Non brilla per continuità e gioca a tuttocampo rendendo difficile agli avversari la propria marcatura. Ha inoltre il merito di fornire l’assist per il 2-1 definitivo firmato da Piatek. #Furetto

PIATEK 6,5  – Nella prima frazione di gara non riesce minimamente ad imporsi o ad entrare nel vivo della manovra offensiva della squadra. Nella ripresa, migliora il proprio rendimento e trasforma in oro l’assist di Castillejo. #ElSegnaSemperLu

GATTUSO/RICCIO 6,5 – Piccoli passi avanti dal punto di vista fisico e mentale rispetto alla scorsa gara vinta contro il Sassuolo. Ottima la gestione tecnica e psicologica delle forze in campo. #RivincitaTotale.

PAGELLE CHIEVO-MILAN 1-2 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Conti 5, Musacchio 6,5, Romagnoli 6,5, Laxalt 5,5;

Kessiè 6,5, Biglia 7,5, Paquetà 5,5;

Suso 5, Castillejo 7, Piatek 7;

Calabria 6,5, Calhanoglu 7, Borini s.v.;

Gattuso 7

Donato Boccadifuoco

Posted by Redazione Rossonera on

Milan, Bakayoko: “I rossoneri mi facevano sognare quando ero piccolo. Leonardo e Maldini due grandissime figure”

Milan, Bakayoko: “I rossoneri mi facevano sognare quando ero piccolo. Leonardo e Maldini due grandissime figure”

MILAN, BAKAYOKO – Le dichiarazioni rilasciate a France Football dal centrocampista del Milan, Tiemoué Bakayoko. Qui di seguito vi riportiamo l’intervista integrale tradotta per noi da Alexandre Davidgestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR ed al quale vanno i nostri ringraziamenti.

Due anni fa, Tiemoué Bakayoko si accingeva a vincere il titolo di Campione di Francia con l’As Monaco e si preparava a fare il suo debutto con i Bleus (Nazionale francese), ma il seguito non è andato come previsto.  Il centrocampista è abituato alle difficoltà: dopo una stagione sperimentale al Chelsea, un inizio difficile al Milan, dove è attualmente in prestito, ha ribaltato la situazione a suo vantaggio, al punto di diventare uno dei giocatori chiave per la formazione rossonera. A San Siro è diventato persino uno dei beniamini dei tifosi rossoneri.  Gli piacerebbe continuare la sua esperienza a Milano ma non dipende solo da lui.

Tiémoué è un nome poco comune. Ha un significato?

Nessuno. Era il nome di mio nonno, una delle persone più importanti della famiglia. Mio padre lo ha scelto cosicché potessi seguire le sue orme, anche se in un mestiere diverso.  I miei genitori hanno lasciato la Costa d’Avorio per la Francia negli anni 90′, ho sette fratelli e una sorella, sono il numero cinque, giusto nel mezzo! Ho avuto un’infanzia piuttosto difficile ma piena d”amore, ognuno si prendeva cura dell’altro“.

Dove l’ha vissuta la sua infanzia?

Nel XIV° distretto di Parigi. La mia Zona è Porte d’Orléans, Alesia, un po’ Montparnasse, è per questo che porto il numero 14. Non sono mai stato nelle opposizioni di quartiere del tipo “il tuo è meglio che il mio”.  Sono solamente Parigino e sono proprio cresciuto con il PSG. La generazione Ronaldinho, Peter Luccin, anche Nicolas Anelka, quella era la mia squadra“.

Come è arrivato nel Calcio?

Mio padre ha giocato in Costa d’Avorio, nei Dilettanti. Nessuno degli 8 figli è stato risparmiato, siamo stati tutti iscritti almeno una volta in una squadra di calcio. E’ veramente nel DNA della nostra famiglia, é una conseguenza logica, siamo tutti fatti per giocare a calcio, poi a quale livello, questo non lo sappiamo, anche mia madre è un’appassionata ed ha avuto un ruolo molto importante. Lei è il mio bijou (gioiello), mi ha trasmesso molti valori, soprattutto, il superare i propri limiti. Per qualche tempo della mia infanzia mio padre aveva dei problemi di schiena e lei era la sola a lavorare, era molto, molto (sottolinea) difficile sovvenire ai nostri bisogni. Le devo molto“.

Questo forte attaccamento famigliare, lo troviamo anche nella sua carriera ad alti livelli..

Il mio fratello più grande Abdoulaye è il mio consigliere, è il primo che ascolto dopo le partite. Conosce molto bene questo mestiere, è meticoloso nelle analisi e mi conosce perfettamente, mi permette in seguito di fare autocritica.
La mia carriera era cominciata piuttosto male, tutto avrebbe potuto finire già a 13 anni…. Sono stato scartato all’INF di Clairefontaine (centro di formazione per giovani), quando invece mi ci ero preparato già 3 anni prima. Ero sicuramente uno dei migliori sul campo. La delusione è stata grande ed è continuata con un infortunio a tibia e perone. Mi ricordo molto bene l’azione: il portiere esce, il pallone é un po lontano, allungo la gamba per evitarlo, e lui mi mi viene addosso con tutto il corpo. La mia gamba si piega in due, Crack!  C’è stata poi una lunga convalescenza, ma il mio amore per il calcio ha preso il di sopra (è stato più forte), era impossibile abbandonare“.

Lei finisce al Rennes, ma ha riconosciuto di non essere mai stato il predestinato della sua generazione.

All’epoca, era il miglior centro di formazione della Francia, ci sono giocatori di qualità in ogni ruolo. Quando ci sono le prime convocazioni con la selezione dei giovani della Nazionale, non sono il primo ad andare. Quando bisogna far scendere i giocatori dai nazionali ai regionali, sono uno dei primi della lista. Cos’ha fatto la differenza? Ho lavorato in silenzio, la prendevo come una sfida, non mi faceva paura. Questo percorso mi ha comunque enormemente aiutato quando ho avuto delle difficoltà negli ultimi tempi. Mi dicevo:”Tiémoué, non è la prima volta, passerai questo momento e dimostrerai ancora che si sbagliano“.

Anche al Monaco, non tutto è stato semplice…

Quando arrivo nel 2014, resto con una preparazione troncata con il Rennes perché stavo per trasferirmi. Nonostante tutto, durante la prima partita, un amichevole contro l’Arsenal durante l’Emirates Cup, sono il migliore in campo. Di colpo, Jardim mi schiera titolare per l’apertura di campionato, contro Lorient, al posto del Capitano Toulalan. La partita non va bene, stiamo perdendo , ma non ho l’impressione di essere l’anello debole eppure, sono richiamato in panchina dopo 30′. Questo ha condizionato i mesi seguenti, sono passato dalla vetta al fondo in un attimo , bim! (mima con le mani). Questo ha contribuito a ritardare la mia esplosione, dovevo ancora fare esperienza“.

Anche se ha fatto un passaggio lampo come direttore tecnico, l’incontro con Claude Makelele nel 2016 è stato una scintilla per Lei, no?

Non dico che dubitavo delle mie qualità ma sono stato sempre molto critico verso me stesso e non sempre in maniera positiva, anche se facevo molte cose positive. Claude mi ha aiutato a rendermi conto del mio livello.
Ho preso tutto questo e ne ho fatto le mie fondamenta. Luis Campos, l’allora capo-scout, è stato anche lui importante, mi parlava sempre, ha sempre creduto in me, “non ti preoccupare, riuscirai, giocherai in grandi clubs”, mi ripeteva“.

Cosa le resta di quella famosa stagione 2016-2017 finita con un titolo di Campione e una semifinale di Champions League?

Ha creato dei legami, è stato eccezionale, per ognuno di noi ma anche perché abbiamo fatto sognare la Francia. Eravamo giovani, rimarrà per sempre scolpito nelle nostre carriere ma anche nei nostri cuori. Con Jardim ho avuto degli alti e dei bassi, non mi ha fatto giocare la partita che ci consacrava campioni (contro Nancy) e la presi veramente male. Poi però per l’ultima col Rennes mi fece una bella sorpresa proponendomi di portare la fascia di capitano contro il club che mi ha cresciuto“.

Notiamo, che cita volentieri i suoi formatori nelle diverse interviste….

È importante non dimenticare, rimanere umile e semplice, credo molto al Karma e comportarsi nel modo giusto paga sempre“.

Nella stagione del titolo scopre anche la Nazionale francese, che l’avrebbe poi convinta a mettere una croce sulla Costa d’Avorio….

(Scuote la testa) Francamente, quando ho dovuto scegliere, non ho dormito, ho passato una pessima giornata ! In realtà, non ero pronto a prendere questa decisione cosi velocemente, mi ha spiazzato quando il CT mi ha chiamato. Devi per forza deludere qualcuno, ma bisogna prendere una decisione, perché « responsabile », è da « uomo », va aldilà del calcio.  Ho scelto la Francia, per me è logico, ho giocato con questa generazione, ci siamo tutti sfidati da giovani. Quest’estate, andrò in Costa d’Avorio con la mia famiglia, e i miei parenti. Amo questo paese, come la prima volta che ci sono andato con mio padre, a 11 anni. In realtà, sono un po stanco di questo dibattito. Ho scelto e resto su questa scelta“.

Non è stato più chiamato da suo debutto contro la Spagna due anni fa (sconfitta 2-0), che non è andato benissimo.. Le critiche sono state dure!

Avevo cominciato molto bene il primo tempo, me lo ricordo bene ma dopo quel passaggio sbagliato che ha portato al rigore, ho faticato e rimugino ancora. Da allora, ho incrociato il Ct, dei membri dello staff, ma non aspetto notizie, non sono cosi’, mi concentro solo sul campo perché sarà quello che mi farà tornare coi Bleus“.

Non avendo ancora disputato partite ufficiali con la Francia, lei è ancora selezionabile con la Costa d’Avorio. Sono tornati alla carica in vista della Coppa d’Africa?

(Deciso) No, e spero che non torneranno, voglio che questo episodio sia chiuso“.

C’erano cinque francesi titolari con il Monaco campione, quattro sono diventati campioni del mondo a Mosca un anno più tardi ( Mbappe, Sidibé, Mendy e Lemar), manca solo lei. Come l’ha vissuta?

Attenzione, non sono né geloso né amareggiato! Tra l’altro, ero al Chelsea, un gran club, avevo le possibilità di esserci, ma onestamente non meritavo la convocazione. Bisogna farsi le domande giuste, soprattutto sulle mie prestazioni con la nazionale“.

È stata veramente una brutta stagione al Chelsea?

No! Già, c’è troppa gente che dice che non giocavo. Penso che non hanno seguito nulla della mia stagione perché ho fatto una quarantina di apparizioni (43), tra cui più di venti come titolare. Quando non ho giocato, è perché ero infortunato, avevo la fiducia dell’allenatore Antonio Conte“.

Cosa non ha funzionato allora?

Sono il primo a dire che non è andata come volevo. Attenzione, ci sono state delle partite molto, molto buone, non tutto è da buttare, e comunque mi è servito. Se oggi ho questo rendimento, è anche grazie alla mia esperienza londinese. Oggi posso dire che sono un giocatore migliore di Monaco. La coppia con N’Golo Kante in mezzo non era niente male, era un bel progetto ed era anche una delle ragioni per le quali ho firmato per il Chelsea. N’golo è il migliore nella sua posizione. Frequentarlo quotidianamente, vedere gli sforzi che fa, mi anche permesso di progredire, di capire come diventare un giocatore di alto livello“.

Maurizio Sarri, il successore di Conte, non la voleva?

Io penso che sia stata una cosa che sia arrivata da più in alto. Il club ha deciso di intraprendere dei cambiamenti e io non facevo parte di questi piani. Sarri è arrivato e gli hanno detto quelle che erano le loro intenzioni. In più è arrivato un suo uomo come Jorginho. Una seconda stagione al Chelsea mi avrebbe permesso di giocarmi le mie carte, ma ho sentito il bisogno di cambiare aria. È stata una scelta importante, perché quella del Milan è la quarta maglia che cambio. A 24 anni è tanto. È stato Leonardo che mi ha contattato è se avessi dovuto lasciare il Chelsea, lo avrei fatto solo per il Milan, perché è stato un club che mi ha fatto sognare quando ero piccolo. Lo ringrazio sentitamente per avermi dato questa chance“.

Il simbolo del Milan Paolo Maldini al tavolo delle trattative che effetto fa?

Senza mentirvi, fa effetto. Con Leo sono due grandi figure del Club. Vi fa rendere conto dell’importanza del club nel quale arrivate. Ricordo Maldini con la sua fascia di capitano, il suo numero 3, i suoi capelli lunghi…“.

Dopo il suo debutto , a Napoli (3-2), Gennaro Gattuso ha usato parole molto dure nei suoi confronti….

Non ho apprezzato quelle dichiarazioni, e sia io sia le persone che mi stanno vicino le abbiamo prese male. Sono state illogiche. Ha rimesso in dubbio il mio calcio e quello che avevo imparato durante il mio periodo di formazione. Secondo lui avrei dovuto imparare a orientare e modificare la posizione del corpo. Ma lui è fatto così, dice quello che pensa e vuole che gli si dicano le cose in faccia. Non è uno che porta rancore”.

Che tipo di allenatore è veramente?

Francamente credo che tutti i giocatori vorrebbero avere un allenatore come lui. È una figura paterna, con la quale puoi parlare di tutto e di niente. È molto vicino ai suoi giocatori e li protegge. E non sono tanti gli allenatori che lo fanno. È puntiglioso dal punto di vista tattico, sa il fatto suo. Non lascia nulla al caso”.

In seguito l’hanno paragonata a Marcel Desailly.

Per me, Desailly, era molto più difensivo. Non penso che ci siano delle somiglianze tra noi. Ma so anche che ha fatto grandi cose al Milan nel mio ruolo. Sono andato a vedere i video per curiosità. Mi lusinga essere comparato a lui”.

Il suo fisico fa più la differenza in Serie A che in Premier League?

Si, anche se sono più bravo nell’anticipare, analizzo il gioco dell’avversario, mi calo nella situazione. Sono spesso in riflessione durante la partita, cerco di avere un tempo d’anticipo sui miei avversari. Infatti, ho un buon timing, commetto pochi falli, non ho bisogno di andare con tutto il corpo nei duelli, soprattutto perché essendo grosso, si ha più tendenza a darmi “un giallo” e col tempo l’ho imparato“.

È uno dei migliori dribblatori della Serie A, è una cosa che potrebbe sorprendere.

È una qualità che non mi viene associata, oppure non direttamente. Quando mi si vede, si pensa che io sia un giocatore fisico, ma in realtà ho delle qualità tecniche. In fase di formazione, amavo saltare l’avversario dribblandolo. E non faccio dribbling così tanto per farli. Nel mio ruolo non è una peculiarità, ma questo mi permette di mettere in difficoltà gli avversari”.

Le mancano ancora delle statistiche per valorizzare totalmente le sue prestazioni.. (si parla di gol e assist)

Mi stuzzica, ho bisogno di questo, è il limite che devo oltrepassare. Ho le qualità per farlo, forse dovrei essere più vicino alla porta, giocare un po’ più alto. Ci lavoro, vorrei essere decisivo con un passaggio o un gol“.

Lei è attualmente in prestito al Milan con un diritto di riscatto che sarà pagato solo in caso di qualificazione in Champions. E’ difficile pensare al futuro?

Sto facendo una buona stagione e sono molto grato al Milan e sono molto contento qui, anche se all’inizio sono stato molto criticato. Ma è normale, tutti si aspettavano di più, nessuna sorpresa. Non riesco a pensare molto al futuro. Farò di tutto per far sì che il Milan si qualifichi alla prossima edizione della Champions League. Sono cinque anni che i tifosi del Milan non sentono la sua musichetta e io vorrò esserci quando tornerà a risuonare a San Siro. Vedremo come andrà a finire la stagione, anche perché ho un contratto con il Chelsea, che è comunque un club molto importante per me”.

Posted by Redazione Rossonera on

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di febbraio

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di febbraio

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights”, la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come sempre dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: PIATEK VS ATALANTA

Allo scadere del primo tempo, Piatek realizza un gol pazzesco con una girata al volo, marcato e spalle alla porta, su un perfetto cross di Rodriguez. Il gol del polacco permette al Milan di agguantare il pari prima dell’intervallo e di entrare con una grande carica nella ripresa, realizzando l’uno-due micidiale prima con Calhanoglu e poi con lo stesso Piatek.

Il gol del Pistolero possiamo catalogarlo senza dubbio come uno dei più bei gol del campionato.

La partita della svolta: ATALANTA-MILAN 1-3

 La vittoria di Bergamo, su un campo veramente ostico, è la partita della svolta del mese di febbraio. Partita di grande solidità difensiva e intensità, dove gli uomini di Gattuso mettono in mostra una prova di maturità, con un Piatek cecchino e con un Calhanoglu autore di una prova di alto livello e di una realizzazione da fuori area che permette alla squadra di passare in vantaggio ad inizio ripresa.

Musacchio e Romagnoli sono praticamente perfetti, molto buona anche la prestazione di Paquetà.

Da Bergamo la squadra esce con 3 punti pesantissimi e con la convinzione di poter lottare fino alla fine per il sogno del piazzamento Champions.

L’eroe che non ti aspetti: CASTILLEJO

Castillejo gioca da titolare contro l’Empoli per sostituire lo squalificato Suso e risulta alla fine essere il migliore in campo. Va vicino al gol nel primo tempo con una grande conclusione a giro di sinistro, sventata in angolo da Dragowski. Nella ripresa recupera un ottimo pallone sulla trequarti permettendo l’1-0 del Milan, realizza l’assist per il raddoppio di Kessie e chiude la partita mettendo a segno il gol del 3-0 su un perfetto assist di Conti. Partita da 8 pieno per lui.

La stella del mese: PIATEK

 Il nuovo bomber rossonero nel mese di febbraio mette il suo sigillo in tutte le partite di campionato, tra queste la doppietta d’autore a Bergamo. Quando arriva un pallone in area lui c’è sempre.

Il popolo rossonero è già innamorato di lui; insieme a Paquetà è indubbiamente l’arma in più a disposizione di Gattuso. Si giocherà fino alla fine il titolo di capocannoniere di serie A.

Andrea Propato

Posted by Redazione Rossonera on

Pagelle Milan-Sassuolo 1-0: un’autorete di Lirola lancia i rossoneri al terzo posto

Pagelle Milan-Sassuolo 1-0: un’autorete di Lirola lancia i rossoneri al terzo posto

PAGELLE MILAN-SASSUOLO 1-0 – Uno dei peggiori Milan della stagione riesce comunque a battere il Sassuolo e sorpassare l’Inter piazzandosi al terzo posto della classifica. A decidere il match, un’autorete di Lirola al 35′. Rossoneri che inoltre giocano in 11 contro 10 gli ultimi 30 minuti di gara (espulso Consigli) ma soffrono fino al triplice fischio dell’arbitro Valeri. Prestazioni opache per gli uomini offensivi, nettamente meglio la retroguardia con un Donnarumma sugli scudi in almeno due occasioni.

PAGELLE MILAN-SASSUOLO 1-0 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 7 – Un vero e proprio prodigio su Djuricic nella prima frazione di gara e un’ottima copertura del proprio palo su Matri sul finale. Gigio è per distacco il migliore in campo. #Caveau

CALABRIA 6+ – Il cliente affrontato (Boga) è di quelli scomodissimi ma Davide, pur con qualche sbavatura, riesce a difendere con intelligenza tattica proponendosi discretamente all’occorrenza anche in fase offensiva. #Trottolino

ROMAGNOLI 6,5 – Impossibile saltarlo nell’uno contro uno in ogni settore del campo, libera la propria area di rigore dai pericoli ogni volta che può. #Asticella

MUSACCHIO 6 – Ha dalla sua il merito di trovarsi al posto giusto al momento giusto in occasione della decisiva autorete di Lirola. Fatica più del solito ad impostare e per tutti e 90′ non appare esattamente in forma smagliante. #Provvidenza

RODRIGUEZ 7- – Il suo rientro si vede e si sente: la sua presenza garantisce il giusto sfogo nel giropalla difensivo. Nella prima frazione di gara è implacabile sugli attaccanti avversari e offre svariate sovrapposizioni spesso non capitalizzate per demeriti altrui. Cala leggermente nei secondi 45′ ma la sua prestazione resta di altissimo valore. #RichieRich

BAKAYOKO 5 – Altra partita sottotono per la diga francese. Diversi i palloni persi così come gli errori in impostazione. Nella ripresa rischia l’espulsione, ragion per cui Gattuso è costretto ad anticiparne la sostituzione. #Sottovuoto (dal 56′ Biglia 6,5 – Da perfetto direttore d’orchestra impiega appena 60 secondi a correggere le posizioni dei propri compagni di squadra. Non eccellente dal punto di vista fisico ma lotta come un leone fino al triplice fischio. #RiccardoMuti).

KESSIÈ 6,5 – Ciò che stupisce di questo giocatore è che più passano i minuti e più la sua prestazione migliora in qualità e quantità. Ad un primo tempo opaco corrisponde una seconda frazione di gara passata a rincorrere tutti gli avversari ed impreziosita dalla verticalizzazione per Piatek che costringe Consigli al cartellino rosso. #Turbodiesel

PAQUETÀ 6 – Si tocca con mano, fa fatica. Inizia bene il match garantendo fantasia e buone aperture, ma la benzina finisce ben prima del solito e la sua prestazione ovviamente ne risente. #PitStop (dal 73′ Castillejo 6 – Entra e fa il suo, come sempre. Corre, lotta e soprattutto crea confusione per sé e per tutti gli altri giocatori in campo; non esattamente un male in questo match. #DennisLaMinaccia)

SUSO 5,5 – Un bello spunto durante il primo tempo, e qualche “azioncina” nella ripresa, tolto ciò sparisce letteralmente dal campo e aiuta meno del solito in fase difensiva. #Yin

CALHANOGLU 5,5 – Il suo collega di fascia fa poco e sbaglia poco, lui fa tanto e sbaglia tanto; ragion per cui la prestazione del turco può essere allineata a quella dello spagnolo. #Yang

PIATEK 6 – La notizia è che il bomber polacco rimane all’asciutto per la seconda partita consecutiva. Appare meno lucido del solito ma si fa trovare pronto (e furbo) sfruttando l’erroraccio di Consigli e causandone l’espulsione. #ASalve (dall’83’ Cutrone s.v.)

GATTUSO 6 – La sufficienza è ampiamente garantita dalla vittoria e dalla classifica, probabilmente però la squadra prende da lui l’eccessiva tensione per una partita che, graduatoria alla mano, contava (e conta) davvero moltissimo. #QuandoSiVinceSiHaSempreRagione

PAGELLE MILAN-SASSUOLO 1-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 7;

Calabria 6,5, Musacchio 6,5, Romagnoli 6,5, Rodriguez 6;

Bakayoko 5, Paquetà 5,5, Kessiè 6;

Suso 5, Calhanoglu 5, Piatek 5,5;

Biglia 6, Cutrone s.v., Castillejo s.v.;

Gattuso 6.

Donato Boccadifuoco

it_ITItalian
en_USEnglish it_ITItalian