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Milan Femminile, intervista a Monica Mendes: “Super carica per la nuova stagione”

Milan Femminile, intervista a Monica Mendes: “Super carica per la nuova stagione”

MILAN FEMMINILE: NEWS DAL RITIRO – Procede a gonfie vele il ritiro del Milan Femminile presso il Centro Sportivo di Temù a Ponte di Legno: due sedute quotidiane di allenamento sotto la guida di mister Ganz per preparare al meglio la condizione atletica delle rossonere in previsione della prossima Serie A femminile, al via il 14 settembre.

L’atmosfera di entusiasmo, grande voglia e sintonia del gruppo è tangibile, e le nuove arrivate finora -Piazza, Rinaldi, Vitale, Hovland, Conc- sembrano già essersi ambientate perfettamente dopo appena due giorni di allenamento, regalando una limpida impressione di serenità nonostante la fatica e l’impegno messi in campo ad ogni sessione di allenamento.

L’INTERVISTA A MONICA MENDES – In esclusiva per Radio Rossonera, ecco l’intervista al difensore del Milan Femminile  Monica Mendes, direttamente dal ritiro a Ponte di Legno.

Monica, hai avuto un infortunio alla fine della scorsa stagione che ti ha tenuto impegnata in questi mesi: come ti senti adesso? E come prevedi di iniziare la stagione?
«Bene, ho avuto un infortunio ma adesso mi sento molto bene e sono super carica per la nuova stagione. Ho lavorato molto bene e lo staff del Milan è stato davvero molto professionista, mi hanno aiutato tanto e grazie a Dio adesso sono al 100%. Adesso iniziamo e con il tempo sarò nella mia migliore performance».

Abbiamo visto che sono arrivate anche tante ragazze nuove nella squadra, abbiamo visto un bel gruppo che si sta formando. Vi trovate bene?
«Si, molto bene fino ad adesso! C’è una nuova stagione, un nuovo gruppo, una nuova storia che comincia adesso, un nuovo allenatore. Quindi è lo stesso club, la stessa voglia di vincere, ma con un gruppo ancora più carico, ancora più con voglia di vincere e di fare tante cose belle per il Milan».

Hai parlato del nuovo allenatore, che abbiamo visto presentare pochi giorni fa: adesso sono solo due giorni che fate allenamento con lui in ritiro, ma avete già visto che tipo di allenatore è? È veramente grintoso e focoso come dice lui?
«Si si, fino ad adesso abbiamo fatto solo due giorni, ma credo che sia un allenatore da Milan, perché ha la grinta, la voglia di vincere, di portare il Milan al top e di fare questo club grande anche nel calcio femminile. Sappiamo che dobbiamo ancora lavorare tanto, abbiamo ancora tanto da migliorare, ma secondo me siamo sulla strada giusta. Stiamo creando un gruppo molto forte, e quando si riesce a fare un gruppo forte con il tempo riusciremo a fare buone cose per il Milan e magari ancora meglio dell’anno scorso».

Quindi, speranze per la prossima stagione?

«Siamo sempre tutte qui per vincere e per portare il Milan il più in alto possibile».

 

Ringraziamo AC Milan e Monica Mendes per l’intervista

 

 

Lucia Pirola

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ICC, Milan-Benfica 0-1: l’analisi del match, decide una rete di Taarabt

ICC, Milan-Benfica 0-1: l’analisi del match, decide una rete di Taarabt

ICC, MILAN-BENFICA 0-1 – Archiviata la gara contro il Bayern Monaco, il Milan scende in campo nella seconda gara della ICC contro il Benfica: mister Giampaolo schiera il suo 4-3-1-2, con Ricardo Rodriguez al posto dell’infortunato Theo Hernandez, i rientranti in difesa Musacchio e Romagnoli e Suso dietro le punte.

I rossoneri dimostrano di essere in palla e di seguire già molto bene i dettami del nuovo allenatore, con la costante ricerca di verticalizzazioni e delle vie centrali. Al 17’ grandissima occasione per Calhanoglu che colpisce in pieno il palo dalla distanza; Borini molto duttile impiegato come mezzala si rende protagonista prima con una conclusione di destro al volo e poi con un colpo di testa da pochi passi, risponde molto bene il portiere Vlachodimos. Anche Suso ci prova con una conclusione da 30 metri che esce di poco alla sinistra del portiere del Benfica. Il Milan domina il primo tempo, ma nel finale della prima frazione di rende grandissimo protagonista Donnarumma con importanti interventi su Gabriel e Rafa Silva.

Nell’intervallo entrano in campo Conti e Reina al posto di Calabria e Donnarumma; nelle innumerevoli sostituzioni del match fa il suo esordio in maglia rossonera Rade Krunic. Dopo un’importante occasione per Castillejo, è il Benfica a portarsi in vantaggio grazie ad una conclusione di Taaarabt deviata da Biglia sulla quale Reina non può nulla. Biglia cerca di ristabilire la parità con una stupenda punizione dal limite che si stampa sulla traversa, all’81’ conclusione a giro di Suso che termina a lato di poco.

Molto buone ancora una volta nel complesso le indicazioni per mister Giampaolo, nonostante la sconfitta.

TOP E FLOP DEL MATCH

TOP

Per i top di questa gara decidiamo di premiare Gigio Donnarumma e Davide Calabria: il primo si rende protagonista di due interventi miracolosi al termine della prima frazione di gioco, il secondo dimostra già quasi di essere in forma campionato, con chiusure perfette in fase difensiva e anche diverse sovrapposizioni sulla fascia di competenza.

In mezzo al campo si rende anche molto duttile Fabio Borini sia in fase di copertura, sia in fase di inserimento, sfiorando il gol in almeno due circostanze. Voto da 7 pieno per lui.

FLOP

Come contro il Bayern Monaco, Piatek si dimostra ancora abbastanza macchinoso in avanti; l’attaccante, anche considerando la propria fisicità, ci metterà ancora un po’ ad entrare nella migliore condizione.

Non perfetta la prestazione di Conti: non sicuro in fase difensiva e anche poco propositivo in fase di spinta, anche lui deve sicuramente ritrovare la forma fisica adeguata.

TABELLINO

MARCATORI: 70′ Taarabt (Benfica)

MILAN (4-3-1-2): G. Donnarumma (46′ Reina); Calabria (46′ A. Conti), Musacchio (64′ Gabbia), Romagnoli, R. Rodríguez (64′ Strinic); Borini (86′ Brescianini), Biglia, Calhanoglu (64′ Krunic); Suso; Castillejo; Piatek (86′ Maldini). A disposizione: A. Donnarumma, Bonaventura, Mionic, Capanni, Capone. Allenatore: Giampaolo.

BENFICA (4-2-3-1): Vlachodimos; Nuno Tavares, Rúben Dias, Ferro (73′ Jardel), Grimaldo (73′ Ebuehi); Fejsa (73′ Florentino), Gabriel (73′ Samaris); Pizzi (73′ Chiquinho), Rafa Silva (73′ Caio), Taarabt (86′ Zivkovic); Seferovic (86′ Jota). A disposizione: Svilar, Zlobin, Almeida, G. Conti, Ferreira, Dantas. Allenatore: Lage.

ARBITRO: Stoica (ROM)

Photo Credits: AcMilan.com

Andrea Propato

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Milan Femminile, Ganz si presenta in conferenza – Astenersi pregiudizi

Milan Femminile, Ganz si presenta in conferenza – Astenersi pregiudizi

MILAN FEMMINILE, GANZ – Essere l’allenatore del Milan Femminile non è un ruolo facile, e Maurizio Ganz l’ha capito benissimo. Diventare l’allenatore del Milan Femminile dopo Carolina Morace, dopo l’amaro finale di stagione di pochi mesi fa, dopo gli addii di giocatrici dalle grandi qualità e dopo le grandi aspettative portate dai mondiali femminili, lo sarà ancora meno.

Ma Maurizio Ganz lo sa, l’ha capito benissimo. Ed è per questo che in 30 minuti di presentazione come nuovo coach del Milan Femminile ha delicatamente lasciato cadere i pregiudizi che circondano questa stagione, rispondendo in maniera serena -emozionata, ma serena- alle domande dei giornalisti con umiltà, apertura e professionalità.

«Ringrazio il Milan per aver pensato a me. Sono orgoglioso di essere qua oggi, e sono orgoglioso anche del percorso fatto in passato» ha dichiarato in apertura Ganz: sì, il suo percorso di allenatore non lo avrà portato a calcare grandi palcoscenici, ma ciò non gli impedisce di poter essere l’uomo giusto nel posto giusto per questa grande occasione.

«Maurizio si è approcciato con estrema umiltà, sensibilità, compassione e professionalità» ha dichiarato Elisabet Spina -responsabile del settore femminile- nel presentare il neo allenatore, anticipando delle qualità poi facilmente riscontrabili.

Ganz dice di sé: «Pretenderò tanto, sono un uomo di campo» e anche «sono un allenatore un po’ focoso, grintoso, ho moltissima passione», ma al tempo stesso riconosce l’importanza di ciò che eccede, o forse precede, il campo di calcio: «Il mio pensiero è quello di fare gruppo. Poi verrà la base tecnica e fisica, ma il gruppo è fondamentale, e so che nel mondo femminile è la prima cosa». Non facciamoci ingannare però, non c’è tanto spazio per lasciarsi andare ad elucubrazioni di genere: «Credo che non sia giusto parlare di calcio maschile e femminile, ma solo di calcio -ha infatti dichiarato- Scoprirò questo mondo e l’approccio sarà fondamentale, ma sarà un approccio di calcio».

E poi tanto campo, obiettivi («Migliorarsi, rispettare il valore del club e la storia del club» dice Spina), consolidamento e costruzione della squadra, tifosi allo stadio («l’obiettivo è anche riempire gli stadi con i colori rossoneri» dice Ganz), moduli e idee di gioco per permettere ad ogni giocatrice di rendere al meglio possibile, nel ruolo più corretto per ognuna di loro. Utilizzare poi la maggior parte di organico possibile, contando molto sui nuovi acquisti -quantificabili con 6 nuove giocatrici, per il momento-. Tutto ciò però tenendo a mente che prima del modulo viene l’atteggiamento, la professionalità, intesa in senso bilaterale: «Verità, non bugie. Sono stato un giocatore e sono un allenatore pulito, non sopporto le bugie»

Liberati dai pregiudizi, la nuova stagione del Milan Femminile è pronta a salpare verso nuove sfide. E adesso, che parli sia il campo a parlare.

Lucia Pirola

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ICC, Bayern-Milan 1-0: l’analisi del match. Decide una rete di Goretzka

ICC, Bayern-Milan 1-0: l’analisi del match. Decide una rete di Goretzka

ICC, BAYERN-MILAN 1-0 – Dopo la sgambata contro il Novara terminata 1-1, il Milan disputa la sua prima amichevole ufficiale della stagione contro il Bayern Monaco. La gara termina 1-0 per i tedeschi grazie alla realizzazione di Leon Goretzka.

Giampaolo schiera una formazione decisamente rimaneggiata, considerando anche le assenze di Suso, Romagnoli, Musacchio e Rodriguez. Titolare viene schierato Daniel Maldini dietro le punte e l’inedita coppia difensiva composta da Gabbia e Strinic.

A Kansas City i ritmi sono alti, inizialmente fa il Bayern la partita, ma alla lunga il Milan esce fuori, collezionando un’occasione per Piatek, che prova a sfruttare una indecisione tra Neuer e Pavard e una palla gol non finalizzata da Maldini con un tiro di piatto. Il Milan, nonostante momenti di sofferenza, ha provato comunque a giocare sempre la palla partendo dalle retrovie, su volontà di mister Giampaolo.

Nel finale di primo tempo il Bayern trova la rete grazie alla marcatura di Goretzka che sfrutta una imbeccata di Kimmich, con Strinic colpevole in marcatura. Hernandez prima dell’intervallo è costretto ad abbandonare il terreno di gioco per una distorsione alla caviglia destra, al suo posto Conti in campo sulla fascia sinistra.

Nella ripresa da sottolineare un pregevole velo di Daniel Maldini che favorisce la conclusione di Piatek, con il pallone che termina alto sopra la traversa; Cutrone si divora invece un gol davanti ad Ulreich, dopo aver approfittato di un errore in disimpegno di Sule. Nel finale rete annullata al Bayern per un evidente fallo di mano di Arp.

TOP E FLOP DEL MATCH

TOP

Il migliore del Milan è stato senza dubbio Theo Hernandez, che ha messo in mostra una grande spinta sulla corsia mancina, mettendo in mostra forza fisica, velocità e tecnica. L’ex giocatore del Real è dovuto poi uscire per un infortunio alla caviglia, si spera niente di serio per lui. Queste le dichiarazioni di Giampaolo su di lui a Milan TV: “Mi è piaciuto molto. Grande qualità e grande forza, peccato che si sia fatto male, ma mi è piaciuto tanto nei minuti in cui ha giocato”.

Positiva anche la prova di Daniel Maldini, che ha mostrato grande personalità, sfiorando anche la rete con una conclusione dentro l’area.

Buona la prestazione di Biglia in cabina di regia, così come quella di Gabbia al centro della difesa.

FLOP

In difesa errore evidente di Strinic sulla rete del Bayern Monaco in marcatura, ma l’ex giocatore della Samp paga il fatto di essere stato schierato in un ruolo non suo. Piatek non un flop, ma ha avuto comunque poco modo di incidere. Giampaolo lavorerà molto sui movimenti del polacco.

TABELLINO: BAYERN-MILAN 1-0 

MARCATORI Goretzka al 48’ p.t.

BAYERN (4-3-3): Neuer (dal 1’ s.t. Ulreich); Kimmich (dal 1’ s.t. Mihaljevic), Sule, Pavard, Davies; Goretzka, Tolisso (dal 1’ s.t. Thiago), Sanches (dal 14’ s.t. Singh); Arp, Müller (dal 35’ s.t. Stiller), Coman (dal 14’ s.t. Alaba). (Hoffmann, Kehl, Poznanski, Zaiser, Lewandowski, Johansson). All. Kovac.

MILAN (4-3-1-2): G. Donnarumma; Calabria, Gabbia, Strinic, Theo Hernandez (dal 45’ p.t. Conti); Calhanoglu, Biglia, Borini (dal 46’ s.t. Brescianini); Maldini (dal 14’ s.t. Cutrone); Castillejo (dal 46’ s.t. Mionic), Piatek. (A. Donnarumma, Plizzari, Capanni, Capone). All. Giampaolo.

ARBITRO: Chapman (Usa).

Photo Credits: AcMilan.com

Andrea Propato

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Calciomercato Milan Femminile: inizia l’era Ganz tra rinnovi, addii e nuovi acquisti

Calciomercato Milan Femminile: inizia l’era Ganz tra rinnovi, addii e nuovi acquisti

CALCIOMERCATO MILAN FEMMINILE – La nuova stagione calcistica 2019-2020 del Milan Femminile è ormai alle porte e la rosa a disposizione di mister Maurizio Ganz sembra prendere forma giorno dopo giorno, alternando importanti colpi di mercato in uscita e in possibile entrata. In previsione del 24 luglio, giorno in cui si apriranno le attività della squadra femminile con le visite mediche e i primi test fisici, ricapitoliamo le possibili evoluzioni di mercato del Milan Femminile.

Negli ultimi giorni i movimenti più discussi di mercato sono stati quelli in uscita: Thaisa Moreno è stata la prima giocatrice ad ufficializzare la sua dipartita dal Milan Femminile, seguita da Manuela Giugliano e da Camelia Ceasar, mentre la prossima giocatrice in odor di cambiamento potrebbe essere Lisa Alborghetti. Nessuna notizia certa sul futuro di Daniela Sabatino, con una possibilità di vederla il prossimo anno lontano dai colori rossoneri.

La conformazione della rosa per la prossima stagione calcistica inizia invece a prendere forma a partire dai rinnovi, tra cui spiccano nomi di alto rango: Giacinti e Fusetti sono tra le giocatrici più utilizzate nella scorsa stagione che proseguiranno la propria carriera sportiva in rossonero, affiancate da Francesca Zanzi, Raffaella Manieri e Mia Bellucci. Ancora non ufficiale ma probabilmente ben avviato è anche il rinnovo di Maria Korenciova, volta a difendere i pali del nuovo Milan Femminile.

Il reparto più scoppiettante sembra però essere quello degli arrivi in rossonero, dove numerosi sono i nomi atti a rimpolpare tutti i settori del campo. Partendo dalla retroguardia, il parco portieri del Milan Femminile potrebbe essere rinvigorito dall’arrivo di Alessia Piazza, classe ’98, in uscita dal Tavagnacco, con cui ha disputato un’ottima stagione prima dell’infortunio al crociato rimediato a novembre 2018. Nel reparto difensivo i nomi caldi sono quelli della ventottenne norvegese Stine Hovland e dell’ex Atalanta Mozzanica Francesca Vitale, trattative in entrambi i casi in stato avanzato. Tra centrocampo e reparto offensivo gli obiettivi del Milan Femminile sembrano essere diversi, alternando nomi italiani a profili internazionali: Lady Andrade è la giocatrice già nota per i passati tentativi di portarla in rossonero, e finalmente potrebbe essere la stagione giusta per portare in Italia le sue indubbie qualità; nel reparto centrale destano interesse anche i nomi di Lidija Kulis, bosniaca classe ’92, e di Refiloe Jane, centrocampista sudafricana reduce dalla Coppa del Mondo femminile con la sua nazionale. Nel reparto offensivo continua a avere rilievo il nome di Deborah Salvatori Rinaldi, attaccante classe ’91 che ha disputato l’ultima stagione con il Florentia. Da seguire nei prossimi giorni l’effettivo svolgimento finale delle trattative, per dare sempre più una solidità competitiva alla rosa a disposizione di mister Ganz.

A fronte dei movimenti di mercato, molta è stata la polemica recente legata ai trasferimenti in uscita dal Milan Femminile, certamente non di poco conto finora, specie pensando all’altissimo livello qualitativo del centrocampo rossonero nella stagione passata. I trasferimenti finora annunciati, tuttavia, sono sembrati sostanzialmente inevitabili, poiché dettati dalla netta volontà delle giocatrici stesse. Infatti, secondo le normative dei dilettanti -sotto cui ricade il calcio femminile in Italia-, ciò che ad inizio stagione viene stipulato con le giocatrici non è un vero e proprio contratto, ma un accordo economico, nella maggior parte dei casi della durata di un solo anno. Al termine della stagione, ovvero sia il 30 di giugno, l’accordo scade, e a dettare il futuro delle giocatrici è sostanzialmente la volontà di ciascuna di esse: è possibile rinnovare il contratto con il medesimo club, ma è altrettanto possibile scegliere un nuovo club di destinazione in base alle offerte ricevute. Per questo motivo non è corretto parlare di “cessioni” in ambito di calcio femminile, ma si può tuttalpiù discutere di trasferimenti. Nell’eventualità in cui una giocatrice fosse determinata a sposare un nuovo progetto, il club potrebbe provare a trattare il rinnovo, seppur senza impugnare reali vincoli: in casa Milan Femminile è stato sostanzialmente questo l’andamento della trattativa con Manuela Giugliano, giocatrice dal valore inestimabile e che ha deciso di sposare il progetto della Roma Femminile nonostante i tentativi mossi dal club rossonero.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Milan, Theo Hernández: tra derby in famiglia e talento, i sogni del nuovo terzino rossonero

Milan, Theo Hernández: tra derby in famiglia e talento, i sogni del nuovo terzino rossonero

MILAN, THEO HERNÁNDEZ – Tanti sono i bambini che sperano di diventare calciatori, è sempre stato così e sempre lo sarà, ma ci sono alcune storie in cui il destino ha decisamente un ruolo importante…

La storia di Theo Hernández, appena approdato a Milano, sponda rossonera, ha sicuramente qualcosa da raccontare. 3 Hernandez, 3 difensori, potremmo descrivere così la storia della sua famiglia: Papà Jean-François, classe ’69, di origine francese, si è diviso tra Ligue1 e Liga, arrivando persino a giocare una stagione nell’Atletico Madrid; ma di questo i piccoli Theo e Lucas non hanno saputo niente per tanti anni, un triste scenario, confessato proprio dal fratello maggiore a Le Parisien: “Non abbiamo avuto notizie di nostro padre per 12-13 anni, nemmeno dopo aver vinto il Mondiale“. Non si può dire quindi che il papà sia stato un eroe o un esempio da seguire, in compenso ci ha pensato la mamma a diventare la prima tifosa dei sui figli.

Come ci ha raccontato Aleix Genero, giornalista di Defensa Central, mezzo di comunicazione molto vicino al Real Madrid, la madre Py Laurence è stata fondamentale in questo percorso: “Quando Theo è stato presentato come nuovo giocatore del Real Madrid, ha dichiarato di aver realizzato un sogno, ma non solo, da grande amante dello sport quale è ha vissuto con grande tensione i derby tra Real Madrid e Atletico nel periodo in cui Lucas giocava nei Colchoneros e Theo nei Blancos“.

Del resto Lucas, come di consueto, essendo il fratello maggiore è sempre stato il motivatore di Theo, ma nonostante questo la rivalità tra i due non è mai mancata. Non hanno mai fatto a meno di stuzzicarsi sui trofei mancati e vinti, insomma un vero e proprio derby di famiglia, anche se inizialmente entrambi militarono nelle giovanili dell’Atletico.
Quello che subito mi colpì di Theo fu la sua potenza fisica – ci ha rivelato Aleix – ricordo ancora il suo gol nella finale di Coppa del Re con la maglia dell’Alavés, giocava contro il Barcellona e in quel momento pensai di essere davanti all’erede di Roberto Carlos“.

Paragone non facile da indossare, anche se sicuramente un giocatore che ha calcato il prato del Bernabeu sa benissimo quale sia il livello di pretese e aspettative da parte di addetti ai lavori e tifoseria, non a caso è il più giovane tra i difensori con almeno 50 presenze in Liga. Nonostante le sue origini francesi quindi la Spagna è stata una tappa fondamentale nella sua carriera, non per niente il suo idolo d’infanzia fu un giocatore che nella Liga ha segnato ben 106 gol con la maglia del Villareal e 134 con quella dell’Atletico. Stiamo parlando di Diego Forlan, che vestiva la maglia dei Colchoneros proprio quando Theo a 10 anni iniziava la sua avventura nella stessa squadra del suo idolo.

Ora per lui inizierà una delle sfide più difficili della sua carriera: scendere in campo a San Siro e cercare di farsi valere in quella stessa zona di campo che fu di Paolo Maldini, proprio quel Maldini che l’ha fortemente voluto in rossonero.

Beatrice Sarti

Photo Credits: AcMilan.com

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Raduno Milan, Boban: “Tornato per una scelta di cuore. Giampaolo ci riporterà in alto. Tifosi fantastici, ripaghiamoli col bel gioco”

Raduno Milan, Boban: “Tornato per una scelta di cuore. Giampaolo ci riporterà in alto. Tifosi fantastici, ripaghiamoli col bel gioco”

RADUNO MILAN, BOBAN – Il 9 luglio 2019 inizia ufficialmente la nuova stagione del Milan. A Milanello, il CFO (Chief Football Officer) Zvonimir Boban ha incontrato i giornalisti presenti esprimendosi su numerosi temi legati al presente ed al futuro del club rossonero. Ecco le sue parole:

Le emozioni sono forti, il Milan è un posto molto speciale per me. Rivedervi e riabbracciarvi mi fa davvero piacere. Il Milan è il Milan e noi tutti abbiamo nel cuore il desiderio di fare bene. La società è ambiziosa e noi dobbiamo essere bravi e veloci. Sta a noi far tornare il Milan a competere ai livelli più alti. Ce la metteremo tutta: il mio problema non è quello di fallire o sbagliare, il problema sarebbe non provarci nemmeno. Non avrei potuto vivere con me stesso se non ci avessi provato. Paolo mi ha chiamato quando stava lasciando Leonardo, ho parlato con la proprietà e dal primo momento ho capito che l’avrei fatto. Quanto mi è costato? Nulla, scelta di cuore, di vita. La sfida sportiva più grande della mia vita“.

Giampaolo? Scelta condivisa da tutti. Con lui c’è stato un feeling fin dal primo secondo, è uno dei pochi allenatori che sa chiaramente cosa vuole dalla squadra. La cosa che mi dà fiducia è che Marco troverà la strada giusta per riportate il milan in alto e sa bene che senza giocatori il concetto da solo non vince: ci vuole equilibrio tra queste due cose. Acquistare Top Player? La squadra deve crescere in maniera organica ma deve essere un Milan di maggiore qualità. Questo è un anno di cambiamento, senza coppe europee il mister potrà lavorare al meglio con i giocatori. Ora dobbiamo lavorare e investire bene. Promettere un colpo? Cosa vuol dire? Devono esserci giocatori giusti e funzionali al gioco di Giampaolo“.

Veretout e Bennacer sono buoni giocatori. A voi piacciono? Allora condividiamo! Questo tema è comunque più lavoro di Paolo e Ricky io poi dico quello che penso”. Donnarumma? È uno dei migliori portiere al mondo. Per il momento è cosi, può cambiare ma non vuol dire che cambierà. Ve l’ha detto paolo ieri…

Futuro prossimo? Tante speranze ma anche certezze che dobbiamo costruire step by step ma cercando di fare una corsa veloce. Bisogna compiere le scelte giuste: lavorare e pensare tanto. Si può sbagliare ma dobbiamo fare scelte logiche provando a rispondere a queste domande: questo giocatore può giocare nel Milan? Ha le qualità per farlo? Con quest’esperienza ci giochiamo la nostra immagine? Chi se ne frega“.

Interviene il presidente Paolo Scaroni sulla questione relativa alla possibilità che l’Atalanta possa giocare a San Siro le partite della prossima Champions League: “È un tema sul quale stiamo facendo delle riflessioni ma terremo conto dell’opinione dei nostri tifosi. Lo stadio è del club ma anche dei tifosi“.

Riprende la parola Boban. “I nostri tifosi? Nella scorsa stagione non si è visto sempre lo spettacolo che ci si aspettava anche se Rino Gattuso ha fatto tanto, ma loro sono stati fantastici sostenendo questi colori con amore e non ho dubbi che sarà così anche in questa stagione. Noi dobbiamo ripagarli con il bel gioco ed un comportamento da Milan. Obiettivo Champions? Ovvio che l’obiettivo debba essere quello, come deve essere giocare bene e vincere ogni partita. Il Milan non può avere ambizioni medie. Dare tutto e perdere le partite non è roba da Milan, non è roba per San Siro. Cercheremo di essere competitivi ed arrivare in Champions League ma anche di giocare bene e costruire tramite bel gioco e prestazioni superiori“.

A precisa domanda sulla situazione legata alla Uefa, l’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis risponde così: “La prossima volta che la Uefa guarderà sarà quando il Milan dovrà qualificarsi per una competizione europea. La cosa che si può presupporre è che quando la Uefa farà ciò avvii un percorso verso il Settlement Agreement e si presume possa essere un percorso di 4 anni. Il nostro obiettivo è creare delle fondamenta virtuose dal punto di vista finanziario. I nostri obiettivi sono sostanzialmente gli stessi che ha la Uefa“.

Photo Credits: AcMilan.com

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Associazione Piccoli Azionisti Di A.C. Milan. APA: da oggi 50 nuovi piccoli azionisti nel capitale di A.C. Milan

Associazione Piccoli Azionisti Di A.C. Milan. APA: da oggi 50 nuovi piccoli azionisti nel capitale di A.C. Milan

Associazione Piccoli Azionisti Di A.C. Milan – APA: da oggi 50 nuovi piccoli azionisti nel capitale di A.C. Milan 

COMUNICATO STAMPA


Milano, 4 luglio 2019 – L’Associazione Piccoli Azionisti di A.C. Milan (“APA”), alla presenza del Presidente Auro Palomba e dei Vice Presidenti Giuseppe La Scala e Alessandro Dubini ha riunito i propri associati “Gold” per la cerimonia di consegna dei certificati azionari di AC Milan S.p.A.

Entrano cosi ufficialmente nella compagine azionaria della squadra rossonera 50 nuovi piccoli soci tra cui Nicola Asti, Partner di Freshfields, Marco e Tommaso Dubini, Massimo Ferrari, CFO di Salini Impregilo, Sergio Iasi, Chief Restructuring Officer di Trevi Finanziaria, Roberto Italia, fondatore di Space Holding, Sami Kahale, Direttore Generale di Esselunga, Marco Patuano, membro del Consiglio di Amministrazione di AC Milan, Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato di FSI, Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di Msc Cruises, Nicolò Zanon, Giudice della Corte Costituzionale, Marco Sesana, Amministratore Delegato di Generali Italia.

Auro Palomba, Presidente di APA ha dichiarato: “Siamo tutti molto orgogliosi di aver portato a compimento questo importante primo traguardo che rappresenta il punto d’inizio per far sentire la nostra vicinanza alla Società. Siamo contenti che il Milan sia una delle prime squadre ad aver aperto ai piccoli azionisti e siamo confidenti di riuscire a raggiungere, insieme, nuovi ulteriori obiettivi“. “L’operato della nostra Associazione – conclude Palomba – e dei nuovi soci, che rappresentano professionalità di prim’ordine in diversi settori professionali, sarà messo a disposizione di A.C. Milan e del suo management per contribuire ulteriormente a rafforzare i colori rossoneri”.

Ad Auro Palomba, Giuseppe La Scala e a Alessandro Dubini gli associati hanno riconosciuto il merito di aver condotto con abilità la trattativa con la Società rossonera riuscendo ad ottenere l’ingresso nel capitale di AC Milan di 50 associati ad APA della prima ora.

Elenco completo degli associati Gold di APA

Cognome Nome
Aguiari Moreno
Asti Nicola
Bencivenga Pierfrancesco
Ben-Yehuda Ramiel
Bestetti Stefano
Cammarata Leonardo
Caramaschi Luca
Carnago Gian Paolo
Casò Angelo
Cefis Davide
Cerveglieri Davide
Cisotto Angelo
Cleopazzo Paride
Corvi Mora Edoardo
Degiorgi Alessandro
Di Liddo Luca
Di Sante Christian
Dubini Alessandro
Dubini Marco
Dubini Tommaso
Ferrari Massimo
Galea Kevin Louis
Ghezzi Matteo
Iasi Sergio
Invernizzi Alberto
Italia Roberto
Gelatti Mach De Palmstein Stefano
Kahale Sami
La Scala Filippo
Mignanego Stefano
Nobili Francesco
Nolli Andrea
Papa Franco
Patuano Marco
Pesenti Marco
Pollavini Massimiliano
Ponzani Paolo
Preti Riccardo
Reboa Stefano
Reboni Roberto
Ricolfi Nicola
Rovello Marco
Rubino Marco
Sesana Marco
Tamagnini Maurizio
Tonon Andrea
Vago Pierfrancesco
Viganò Carlo
Volpi Alessandro
Zanon Nicolò
Zornetta Igor

Milanisti 1899 e Associazione Piccoli Azionisti di A.C. Milan

Milanisti 1899 e Associazione Piccoli Azionisti di AC Milan sono le associazioni che riuniscono i tifosi rossoneri che condividono un progetto di sostegno ai colori e all’attività sportiva del Milan, attraverso la partecipazione attiva e consapevole alla vita e alla gestione della società AC Milan Spa – di cui rappresentano – tramite cinquanta suoi associati- il più significativo azionista di minoranza. Le associazioni, inoltre, detengono la quota di maggioranza relativa di El Nost Milan S.r.l., società editrice di Radio Rossonera, webradio che in poco meno di due anni ha superato i tre milioni di ascolti in tutto il mondo diventando la radio sportiva più seguita nel circuito di Spreaker.com. e del neonato quadrimestrale 120Milan (nel 2019 si celebrano 120 anni di vita del Milan), patinato magazine quadrimestrale di duecento pagine, in doppio testo (italiano ed inglese), distribuito in abbonamento o in vendita sul sito radiorossonera.it, che mira a favorire il confronto ragionato sul mondo del calcio, e in particolare sul Milan, la sua storia e la sua cultura alta e popolarissima.

Per maggiori informazioni e per associarsi https://radiorossonera.it/associazioni2019/

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Milan, prestazioni atletiche: l’analisi finale sulla stagione 2018-19

Milan, prestazioni atletiche: l’analisi finale sulla stagione 2018-19

MILAN, PRESTAZIONI ATLETICHE – Il 30 giugno, data che sancisce la fine della stagione sportiva 2018-2019, è alle porte. Non ci sarà Gennaro Gattuso alla guida del nuovo Milan, sarà infatti Marco Giampaolo a dirigere il primo allenamento del raduno rossonero, previsto martedì 9 luglio.

Prima di descrivere ed analizzare quello che sarà il lavoro di Mister Giampaolo e del suo staff e tuffarci definitivamente in una nuova stagione, prendiamoci un attimo di tempo per analizzare le prestazioni atletiche del Milan 2018-2019. I dati che stiamo per analizzare, se pur parziali e limitati, saranno senz’altro nelle mani del nuovo staff: all’interno di un database molto più fornito costituiranno la base per analizzare le performance della stagione appena conclusa, primo punto per poter iniziare a programmarne una nuova.

Km percorsi ad alta intensità dal Milan 2018-2019

Da anni nel mondo del calcio, per l’analisi delle prestazioni atletiche delle squadre e dei singoli giocatori, si dividono i chilometri percorsi in tre categorie, a seconda della velocità alla quale sono stati fatti: Jog, Run e Sprint. Quest’ultimo dato, rappresenta la fetta di chilometri percorsi ad alta intensità, cioè ad una velocità superiore ai 14 km/h. La distinzione tra i vari livelli di corsa è strettamente legata all’andamento ed al contesto della partita ed è chiaro che un qualsiasi giudizio qualitativo sulla prestazione fisica, non può prescindere in alcun modo dal campo: poter fare uno scatto ad alta intensità non equivale a farlo nella direzione o nel momento giusto.

Francesco Mauri, preparatore atletico del Napoli, in un’intervista rilasciata a marzo, in cui ha spiegato l’importanza di alta ed altissima intensità, ha dichiarato: “Quest’anno, pur percorrendo meno chilometri totali rispetto all’avversario, nell’alta e altissima intensità, raramente il Napoli è stato superato dalla squadra che affrontava. È accaduto soltanto una volta, contro il Liverpool che è probabilmente la squadra più performante d’Europa”. Questo ci permette di ribadire un concetto: il dato dei chilometri totali percorsi da una squadra, se pur riportato talvolta in prima pagina da alcuni quotidiani sportivi, non ha alcun valore. In questo senso, le squadre più “virtuose” della Serie A, cioè quelle che in valore assoluto corrono meno degli avversari, ma percorrono quasi sempre più chilometri ad alta intensità, sono Napoli, Inter ed Atalanta. Rispettivamente nel 75%, nel 74% e nel 71% dei casi, hanno prevalso sull’avversario per ciò che riguarda i chilometri ad alta intensità. Tre delle quattro squadre qualificate alla prossima Champions League.

Il Milan, quest’anno, ha prevalso sull’avversario, come chilometri percorsi ad alta intensità, in undici partite sulle trentotto totali di Serie A: 11/38 è circa il 29% dei match totali. Ed è significativo anche un altro dato: delle undici volte in cui è riuscito a farlo, cinque sono state nelle ultime sette giornate di campionato. Nel corso della stagione, le prestazioni sono state costanti: salvo l’inizio della stagione, periodo in cui tutte le squadre sono alla ricerca della migliore condizione atletica, ci sono stati solo alcuni casi sporadici, dovuti a circostanze particolari – vedi Milan-Bologna successiva al ritiro punitivo di fine stagione – oppure all’andamento di singoli match, in cui la squadra ha fornito prestazioni non in linea con il resto del Campionato.

Confronto tra km ad alta intensità percorsi dal Milan (blu) e dalle dirette avversarie (arancione)

Dunque, tra i compiti di Giampaolo e del suo staff, ci sarà anche quello di provare ad ottimizzare le prestazioni atletiche del Milan. Monitorare ed analizzare le performance non tanto per vincere la singola partita, sarebbe impossibile. Farlo invece per ottenere risultati a lungo termine: massimizzare ed ottimizzare gli sforzi ad alta intensità, paradossalmente, può anche essere la chiave per spendere meno energie, fisiche e mentali, per ridurre il numero di infortuni e per arrivare nelle migliori condizioni possibili alla partita successiva.

Alessandro Molinaro

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Milan, Suso: l’uomo della discordia. Focus atletico

Milan, Suso: l’uomo della discordia. Focus atletico

MILAN, SUSO – Nel corso di una stagione sportiva, i temi di dibattito e di confronto tra tifosi, sono tanti e riguardano i più disparati argomenti. È il bello del calcio: confrontarsi, nel rispetto delle opinioni altrui, sapendo che nessuno ha la verità in tasca. Non potrebbe essere altrimenti, in uno sport tanto semplice quanto eclettico come il calcio.

La stagione 2018-2019 volge al termine. Ufficialmente si chiude il 30 giugno, ma si sa, all’indomani dell’ultimo match di campionato, mente ed occhi di tutti sono già proiettati al futuro. Ecco quindi che il calciomercato diventa il protagonista indiscusso, tra desideri di colpi ad effetto in entrata e discussioni su chi, tra i calciatori presenti in rosa, dev’essere il punto di partenza per costruire la squadra per l’anno successivo.

C’è un calciatore che più di tutti divide il popolo del Milan: ha il numero 8 sulle spalle e la sua seconda casa, quest’anno, è stata la fascia destra del campo di San Siro. Specialità: rientrare sul mancino e cercare la sua “mattonella” per calciare in porta o per trovare la testa di un compagno al centro dell’area di rigore.

Oggi, la maggior parte dei tifosi rossoneri sembra schierata: Suso non può far parte del Milan del futuro.
Qualcuno adduce come motivo il calcio di Giampaolo: il nuovo allenatore, infatti, negli ultimi anni ha sempre schierato le sue squadre con il modulo 4-3-1-2, poco spazio, dunque, per un “esterno naturale” come lo spagnolo. Le virgolette sono d’obbligo, qualche anno fa, infatti, si faceva il discorso opposto, considerando Suso un “trequartista naturale”, inadatto al ruolo di esterno d’attacco. Forse la chiave è nel mezzo: può interpretare entrambi i ruoli, tantissimo dipende dai compiti che gli vengono affidati e quindi da chi siede in panchina. Altri invece, considerano Suso il più sacrificabile sul mercato: una cessione che può generare plusvalenza, con tutte le conseguenze del caso. Dall’altro lato del fiume rossonero, invece, c’è chi difende a spada tratta il numero 8 del Milan, ricordando, numeri alla mano, le innumerevoli partite risolte dal suo mancino.

Punti di vista. È bene però tornare all’incipit dell’articolo: non esiste una verità assoluta. È innegabile che, in questi ultimi anni, Suso abbia rivestito un ruolo importante nel Milan. È allo stesso tempo lapalissiano come, in alcuni momenti della stagione, la sua posizione in campo abbia rappresentato più un peso che una risorsa per il gioco dei rossoneri.

Analizzando le prestazioni atletiche fornite dallo spagnolo nel corso di questa stagione, si ha la netta sensazione che, anche nei momenti di buio, il suo problema non sia mai stato di natura fisica. A cavallo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, Suso ha sofferto di un affaticamento muscolare nella zona adduttoria della coscia, che lo ha costretto a saltare la sfida di Supercoppa Italiana a Gedda contro la Juventus. In meno di due settimane, ha pienamente recuperato dall’infortunio, che non ha influenzato in alcun modo il resto del campionato.

Per provare ad approfondire le performance del numero 8, è bene chiarire un aspetto: da un calciatore come Suso non ci si aspettano certo tanti chilometri percorsi. Ci si aspetta invece che, in percentuale, i chilometri percorsi ad alta intensità siano una buona fetta dei percorsi in totale. Per il ruolo che riveste e per la sua natura, è un calciatore che dovrebbe fare la differenza nel cambio di passo, sia senza palla che, soprattutto, quando si trova ad affrontare un avversario con il pallone tra i piedi. Fatta questa premessa, sviscerando i dati atletici delle prestazioni di Suso emerge che, in media, i chilometri percorsi ad alta intensità, sono circa il 6% dei km totali.

Nel grafico alcune prestazioni atletiche di Suso: in arancione il totale di km percorsi, in blu la frazione di km percorsi ad alta intensità

Ancora una volta: sono dati che vanno analizzati e contestualizzati, approfonditi ed integrati con altri elementi. In questa sede possiamo limitarci a dire che, nei momenti difficili della sua stagione, il problema di Suso non è stato di natura atletica. Aver corso tanto come chilometri totali, aver “rincorso” e ripiegato tanto in fase difensiva, può aver influenzato la sua lucidità e le sue giocate nella metà campo avversaria? Possibile. La testa, più del fisico, può aver condizionato le sue prestazioni nei momenti difficili? Possibile anche questo.

In conclusione, che sull’argomento Suso ci si trovi da una sponda o dall’altra del fiume, resta la certezza che l’acqua che scorre è rossonera ed unisce i tifosi. È bene ricordarlo in ogni discussione, in ogni parere discordante. Al centro c’è e ci sarà sempre il Milan. Per ciò che riguarda Suso, non ci resta che aspettare. Le prossime settimane ci diranno tanto. Concludiamo però, stavolta si, con la speranza di avere una certezza: se Giampaolo dovesse decidere di puntare sul numero 8, qualunque sia il ruolo che deciderà di fargli interpretare, avrà il pieno sostegno di tutti i tifosi rossoneri. Ci sarà tempo per le valutazioni più disparate e, se necessario, le critiche.

Alessandro Molinaro

Foto: AcMilan.Com

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