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A TUTTO PIATEK: Da Milanello al mate,da Paquetà a Bakayoko, il primo mese del pistolero polacco

A TUTTO PIATEK: Da Milanello al mate,da Paquetà a Bakayoko, il primo mese del pistolero polacco

La Gazzetta dello Sport di lunedi ha titolato “Piątekstein” scrivendo che hai qualcosa delle migliori leggende del Milan. Vedi la porta come Inzaghi, tiri come Shevchenko, di testa come Gilardino, fai acrobazie come Van Basten e hai lo spirito di Ibrahimovic. Con l’ultimo paragone hanno sbagliato perchè Zlatan direbbe che verrebbe in Nazionale solo per giocare titolare o non verrebbe per niente…

Queste le dichiarazioni rilasciate da Krzysztof Piatek a Przeglad Sportowy; dichiarazioni tradotte per noi da Roman Sidorowicz, presidente del Milan Club Polonia:

“Rimango calmo. So che abbiamo tre forti attaccanti e tutti siamo in ottima forma. Al momento non voglio pensare ancora alla nazionale. Mi aspettano partite importanti con il Milan in campionato e coppa italia”.

Come vedi questi confronti con le leggende del Milan? Solo dopo la partita con l’Atalanta ti hanno descritto come mago o Re Mida, che trasforma in oro tutto ciò che tocca con i piedi. Ti fa piacere o non ti interessa?
Se io avessi, come ha scritto la Gazzetta, tutte quelle caratteristiche che avevano le grandi leggende del Milan, allora dovrei essere il miglior calciatore della storia del Milan. La strada è ancora lunga. Spero che il Milan ritorni grande con me e che un giorno sarò degno di potermi confrontare con tutte queste leggende. Gli amici mi mandano qualche titolo di giornale ma io rimango calmo. Tutto questo non mi mette la pressione. Alcuni titoli poi sono veramente esagerati. Rimango me stesso sapendo che per vincere bisogna lavorare tanto e che grazie al lavoro ho cominciato a segnare. Di questo sono contento e non dei titoli che parlano di me.

Parliamo del primo gol con l’Atalanta: eri in piena corsa con le spalle alla porta. È stata una conclusione casuale o volevi tirare proprio così?
In un primo momento volevo attaccare il secondo palo però sapevo che la palla sarebbe arrivata sul primo. Non ho calcolato, non sapevo nemmeno dov’era la porta e il portiere. Ho segnato d’istinto, è stato tutto perfetto.

Pensi che un gol cosi’ si possa ripetere? Ho visto che oggi in alenamento lo hai provato di nuovo e ci sei riuscito
Sarà difficile fare un’altra volta un gol identico, però uno simile si potrebbe fare.

È stato un gol molto importante. Eravate sotto con una rivale diretta per un posto in Champions, che stava anche giocando meglio in quel momento. All’improvviso, come ha scritto il Corriere dello Sport: “Piątek si e’ inventato un gol che ha dato speranza al Milan e ha messo in depressione l’Atalanta”
Credo che questo gol sia stato fondamentale. L’Atalanta stava giocando meglio e noi eravamo chiusi in difesa. Abbiamo avuto forse solo una o due occasioni e non riuscivamo a mettere a frutto il nostro gioco. Questa rete ci ha permesso di cambiare tutto e di mostrare il Milan che vogliamo essere in ogni partita. Dopo il gol abbiamo giocato molto meglio e abbiamo vinto,

Il secondo gol fatto lo hai realizzato di testa, la prima rete del Milan su calcio piazzato in SerieA dopo quasi un anno intero. Qualche giorno fa i giornali hanno riportato le parole del tuo ex-allenatore Probierz che diceva di aspettare perchè il miglior Piątek lo avremmo visto quando avrebbe cominciato a segnare di testa. Ora hai iniziato…
È vero, in Polonia ho segnato molto di più di testa, in Italia finora solo due volte. Penso che questo venga dal fatto che non ho avuto tante occasioni. A volte mancava pure la fortuna, come nella partita col Parma quando ho preso il palo. Alla fine non mi interessa se segno di testa o con il piede sinistro o con il destro. L’importante è segnare.

C’è qualcosa che vorresti ancora migliorare?
Sicuramente! Nel calcio di oggi devi sempre migliorare sia fisicamente che tecnicamente. Sto cercando di migliorare il gioco di testa, con le spalle alla porta o il tiro con entrambi i piedi. Vedo che al momento il lavoro porta i suoi frutti.

Quando giochi non si nota mai la pressione che portano le tante aspettative, i titoli dei giornali oppure le grandi partite. Perchè proprio tu hai sfatato lo stereotipo del giocatore polacco che ha bisogno di un periodo di addattamento quando va a giocare all’estero?
Ho lasciato la Polonia quando ero già pronto sotto tutti i punti di vista. Fisicamente, tecnicamente e mentalmente. Potevo andare via prima ma ho preferito rimanere ancora un anno in Polonia e non me ne pento. Devo dire che mi hanno accolto molto bene sia al Genoa che al Milan. Il clima è perfetto, quasi familiare, tutti si vogliono bene, sicuramente questo mi ha aiutato nel periodo di addattamento.

Con quale giocatore del Milan ti stai trovando meglio?
Ho buoni rapporti con tutti i giocatori, qualcosa in più con i ragazzi con i quali sono seduto al tavolo mentre mangiamo: Calhanoglu, Bakayoko, Paquetà, Kessie, Rodriguez e Borini. Facciamo veramente un bel team.

Guardando i social media sembra che il miglior rapporto tu lo abbia con Bakayoko. Avete foto insieme e lui è stato anche il primo che ha fatto il gesto delle pistole come te. Ho sentito che ascolta anche il rap polacco…
Gli ho fatto sentire il brano “Bakayoko” di Taco Hemingway e gli è piacuto. Prima non conosceva nè questo brano nè il rapper. Mi ha detto di salutarlo, ora lo ascolta e forse presto preparerà qualcosa di speciale.

Ancor più importante è che vi capiate tutti sul campo. È vero che chiedi già ai tuoi compagni di passarti la palla in un certo modo?
Proviamo diverse giocate e diversi schemi ma credo che sia più importante il dialogo che abbiamo poco prima della partita quando gli chiedo: passami la palla qua o passamela là. Prima della partita con il Napoli Gattuso ci ha fatto vedere i difetti della difesa del Napoli, abbiam discusso di come poter approffittare di questi errori e direi che ha funzionato alla grande.

I tifosi del Milan hanno fatto girare due foto sui social: nella prima ci sei tu con Paquetà sulle spalle, nella seconda Shevchenko portato sulle spalle da Kakà. Sperano che diventiate così come loro. È vero che vi capite perfettamente?
Ci sentiamo bene sia in campo che fuori. Lui sa già come mi piace ricevere i palloni e anch’io la chiedo nel modo in cui lui preferisce passarla. E’ veramente fortissimo tecnicamente. Passa una palla diagonale perfetta e posso sfruttare questi passaggi. Ci parleremo tanto perche è fondamentale. Se gli esperti dicono che grazie a noi il gioco è migliorato ed è più creativo allora posso esserne solo contento. Bisogna pero’ ricordare che non siamo soli e giochiamo in undici e tutti lavorano per la squadra. Sto cercando di aiutare in difesa e dopo ricevo da loro gli assist come quello di Rodriguez con l’Atalanta. Abbiamo una squadra giovane, creativa e molto forte tecnicamente. Siamo in forma e vogliamo approfittare di questo momento. Vogliamo arrivare in Champions League e arrivare fino in fondo in Coppa Italia.

Ho promesso ai tifosi in Polonia di chiederti della “Yerba Mate” che bevi sempre. Hai preso questa abitudine qua in Italia o mentre eri ancora in Polonia?
Ho letto tanto sul mate su internet e ho provato. È una bevanda molto buona e sana. Bevo RosaMonte e Canarias.

Hai qualche dieta speciale come Lewandowski grazie alla quale non ti infortuni?
Non ho faccio niente di speciale, sto solo cercando di mangiare sano. Ho fatto le analisi sulla intolleranza ma non ho nessun problema con glutine o lattosio quindi non voglio per forza eliminarli. A Milanello dove puoi mangiare a qualsiasi ora, il cuoco già sa cosa mi piace, cosa prepararmi per la trasferta e cosa per gli altri giorni. I cuochi preparano i pasti individuali per ogni giocatore in base alle esigenze di ogni giocatore.

Milanello è veramente così magico?

Si merita la sua reputazione. E’ di prima classe. C’è tutto ciò che serve ad un calciatore. Abbiamo ognuno la propria camera, ottimi pasti. Quando volevo prenotare un tavolo ad un ristorante dove solitamente bisogna prenotare con due settimane di anticipo, è bastata una chiamata da Milanello… Ci sono sette campi, due riscaldati, uno coperto e un altro solo per i portieri. Ci sono poi due palestre, piscina, rigenerazione biologica e infine Milan Lab dove si fanno tutti i test.

Le scarpe sono i tuoi “attrezzi da lavoro”. Come devono essere per renderti felice?
Devono essere comode perchè se non lo sono allora dopo fanno male i piedi. Gioco con le Adidas X18 e come si vede dal primo gol con l’Atalanta a volte segnano da sole (ride). Sono comode e questo è più importante. Non hanno i lacci quindi non ti deconcentrano quando si slanciano.

Non ti posso non chiedere della tua esultazione con le pistole perchè di questo già parla tutto il mondo. Sembra che sia stata progettata da uno staff di public relations. E’ veramente nata per caso?Si, è nata quando ho segnato al mio debutto in Coppa Italia col Genoa. Dopo il primo gol sono andato in scivolata sulle ginocchia come sempre ma dopo il secondo ho fatto casualmente quel gesto. È stato accolto bene ed è diventato un talismano perchè da quel momento non mi sono ancora fermato.

Cosa senti quando i tifosi cantano la canzone per te con gli spari “POM POM POM POM” come hanno fatto a Bergamo?

Durante la partita non l’ho sentita perche ero cosi’ concentrato che non sentivo niente. Ho visto però i filmati: è una cosa incredibile, sono molto contento che i tifosi mi hanno accolto così velocemente e così bene. È per loro che voglio essere in forma, segnare e aiutare la squadra. Sono un attacante, sono “fatto” proprio per questo.

Dopo la tua fantastica partita con Atalanta hai parlato con il ct della nazionale polacca. Avete già stabilito chi giocherà titolare contro l’Austria?
Prima di tutto voglio che la nazionale diventi una squadra e che si qualifichi agli Europei 2020. Sicuramente il ct ha un bel mal di testa perche tutti e tre – io, Milik e Lewandowski – siamo in ottima forma. La decisione spetta a lui, noi sicuramente faremo di tutto per essere titolari.

Ti immagini una Nazionale con il 4-4-2 con te al fianco di Lewandowski? Al Milan giochi da solo in attacco.
Al Genoa pero’ ho giocato con Kouame e funzionava bene. Sono diverso da Milik e Lewandowski. Non ho nessun problema a giocare insieme con qualcuno, credo che la nazionale dovrebbe giocare con due attacanti per rendere al meglio.

Alcuni vorrebero di vedervi tutti e tre insieme. Credi che esista questa possibilità?
È da vedere durante gli allenamenti. Il ct potrbbe avere qualche idea, che cosa si inventerà lo vedremo presto.

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“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

“Il Milan? Ho visto i trofei… è impressionante. Vorrei continuare qui” – Parole e musica di Bakayoko

Radio Rossonera non si ferma mai, vi abbiamo tradotto l’intervista di questa sera di Tiemouè Bakayoko a Footissime programma tv andato in onda su RMCSport France.
Dobbiamo ringraziare Alexandre, gestore del profilo Twitter RadioRossoneraFR per aver raccolto e tradotto la lunga chiaccherata del centrocampista rossonero.

Eccola, godetevela.

Bakayoko esordisce subito ricordando i primissimi giorni in rossonero
“Questa estate mi sono trasferito al Milan e l’inizio di stagione non è stato facile per via della lingua. A tutti quelli che dicono che il Milan non sia più un grande club rispondo che si sbagliano”

Piatek?
Mi chiedono spesso cosa penso del nuovo acquisto Krzysztof Piatek e la verità è che calcisticamente ne sono completamente innamorato.

Hai giocato in due club rossoneri il Rennes e il Milan. Cosa hanno in comune?
Mmmmmhhhhh….. niente solo il rosso e il nero (ride)

Come centrocampista come ti definisci?
Tecnico

Divertente. È proprio il profilo che cercava il PSG questo inverno! Se ti avessero contattato cosa avresti risposto?
Preferisco non rispondere a questa domanda

Quando il Monaco ha licenziato e poi ripreso Jardim cosa hai pensato?
Ho pensato che riprenderlo sia stata la soluzione migliore

Cosa hai pensato quando hai visto il gol di Mbappe ieri sera?
Che è un genio!

Deve essere dura guardare l’Europa League da casa?
Sicuramente volevamo fare bella figura in questa competizione, è un peccato essersi fatti eliminare all’ultima giornata perché eravamo qualificati. Ora guardiamo gli altri giocare ed è difficile restare ad osservare le tue avversarie in campo

Interrogato su come ci si sente a giocare contro giocatori come Messi. Si ha paura magari di farsi anche umiliare?
Sicuramente io gioco in una posizione molto delicata. Devo stare attento a non perdere palla. Quando giochi contro questi giocatori non si deve avere paura. Sono i migliori anche se passano nessuno te ne farà una colpa. L’importante è mettere in campo tutte le armi a disposizione per fare bene e dare il massimo cercando di limitarli il più possibile

Come si batte la difesa della Juventus?
Bisogna cercare di aggirare la difesa, di passare sulle fasce, perché Bonucci e Chiellini in mezzo sono complementari e sono difficili da oltrepassare.

E Ronaldo? È ancora fresco come qualche anno fa?
Non so come fosse giocarci contro prima, è sicuro che se si gioca contro di lui automaticamente diventa difficile vincere. Abbiamo giocato contro e ci ha fatto gol. Hai sempre l’impressione di poterlo fermare ma ha sempre un qualcosa in più che fa la differenza.

E Antoine Griezman come lo vedi rispetto a Ronaldo? Chi è più forte?
Bisogna essere onesti: Ronaldo

 

Si parte poi con una serie di domande dal pubblico e qui il tema Milan emerge molto più prepotentemente

 

Obiettivi per l’anno prossimo: vuoi tornare al Chelsea o restare al Milan in caso di qualificazione in Champions League?
Oggi non posso rispondere perché aspettiamo veramente la fine della stagione. Sono sotto contratto con il Chelsea ma sto molto bene a Milano e perché no, vorrei continuare al Milan.

Sei stato eccellente al Monaco. Cosa non ha funzionato al Chelsea?
Penso di aver avuto delle difficoltà ad adattarmi al calcio di altissimo livello passando dal Monaco al Chelsea. È tutto un altro mondo e penso di aver avuto difficoltà a fare questo salto e ad essere continuo.

Cosa pensi della tua stagione e cosa sarebbe meglio per te per il futuro?
Sono passato attraverso momenti abbastanza difficili all’inizio. Oggi va molto meglio sia sul campo che nella vita di tutti i giorni e sono molto felice di quello che sto vivendo. Per il futuro, arrivare tra le prime quattro con il Milan e avere una sorpresa: la chiamata in Nazionale

Hai un grosso impatto sulla squadra, quando non ci sei il Milan gioca meno bene e soprattutto vince di meno
Non penso di essere io la ragione per cui la percentuale di vittorie ora è più alta. Penso veramente che sia merito di tutta la squadra. Abbiamo avuto un inizio non facile e in tutto questo per me non era facile adattarmi a una squadra nuova e ad un nuovo ambiente. Oggi penso di essere diventato importante e cerco di dare davvero il massimo per portare la squadra dove merita. All’inizio facevo solo degli spezzoni e mi hanno giudicato un po’ velocemente poi quando ho cominciato a giocare con continuità per 90 minuti ho potuto migliorare le mie prestazioni. Era questo che mi mancava: la continuità. Poi dopo aver giocato la prima partita non sono più uscito

Gattuso ad inizio stagione disse che dovevi imparare a posizionarsi meglio per ricevere il pallone. Cosa ne pensi? Hai avuto modo di parlarne con lui?
Si ci siamo parlati perché sono parole forti. Imparare a ricevere palla è un aspetto del gioco che apprendi quando cominci a giocare, sono parole che mi hanno toccato. Sapevo però in fondo a me stesso che avrei cambiato le cose e che avrei cambiato questo aspetto in positivo per il futuro

Il Milan è ancora un grande Club? Ti ricordi della finale di Atene? Quando sei arrivato ti hanno parlato della storia del Milan e dell’enorme palmares di questo Club?
Si mi ricordo di Atene e penso che non ci sia bisogno di raccontare il palmares o la storia del Milan, tutti li conoscono. Quando sono arrivato però ho visto tutte le foto, tutti i trofei, è davvero impressionante

Dopo Atene il Milan non ha più passato i quarti di Champions, come spieghi le difficoltà nel ritornare ai fasti di questo gran passato europeo
Le ragioni per cui il Milan si trova in questa situazione non le conosco ma sono triste che il Club non abbia partecipato alle ultime Champions e spero che quest’anno riusciremo a tornare in questa competizione

Cosa pensi di Cafu che dice che tu sei un giocatore sensazionale. Non male no?
Certo fa piacere sentire i complimenti di grandi giocatori

Timoué pensi alla nazionale in questo momento?
Si ci penso, poi tutto viene naturale. Penso che non è passato molto tempo da quando ho iniziato a tornare al mio livello migliore. Con calma spero di tornare in Nazionale il prima possibile

Cosa hai imparato dal tuo momento difficile al Chelsea?
Ho imparato che bisogna rimanere il più professionale possibile in tutto, nel recuperare energie, nella concentrazione. Penso che ho fallito in molti aspetti in Premier, avrei potuto fare meglio, oggi che tutto questo l’ho imparato ho più esperienza per il resto della mia carriera

Come ex Monaco ti dispiace per la partenza di Vadim Vasilyev?
Si perché è stato come un padre per me, mi ha aiuto molto, è lui che mi ha fatto firmare al Monaco e gli auguro il meglio per la sua carriera

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Pagelle Atalanta-Milan 1-3: Calhanoglu spacca il match, Piatek fenomenale

Pagelle Atalanta-Milan 1-3: Calhanoglu spacca il match, Piatek fenomenale

PAGELLE ATALANTA-MILAN 1-3 – Il Milan espugna il campo dell’Atalanta per 3-1, consolida la quarta posizione in classifica e finalmente lancia un forte segnale in chiave Champions League. I rossoneri di Gennaro Gattuso rimontano l’iniziale svantaggio targato Freuler grazie ad una doppietta del solito Piatek ed alla prima rete in questo campionato di Calhanoglu. Tra i migliori in campo anche Calabria e Paquetà.

PAGELLE ATALANTA-MILAN 1-3 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA G. 5,5 – Sicuro, anzi sicurissimo, nelle uscite alte; non irresistibile sulla rete orobica: il tiro di Freuler è centrale e si distende per intervenire con evidente ritardo. #Buffering

CALABRIA 7- – Altra prova maiuscola del terzino rossonero. Nei primi 45′ è uno dei pochi a navigare ampiamente sopra la sufficienza e si conferma su altissimi livelli anche nella ripresa. #Golia

MUSACCHIO 6 – Perde qualche pallone di troppo in zone pericolose ma sopperisce con la consueta precisione nei tackle difensivi. #AltiEBassi

ROMAGNOLI 6+ – Della sua partita non si ricordano grandi interventi ma se Zapata non si è reso mai pericoloso un motivo certamente ci sarà. #Plexiglass

RODRIGUEZ 6,5 – Abbocca alla finta di Ilicic in occasione della rete del momentaneo 1-0, tolto ciò solidissima prestazione difensiva e cross al bacio per il “Pistolero Polacco” nell’azione che cambia l’inerzia del match. #Cioccolatino

KESSIÈ 6- – Primo tempo da peggiore in campo: tanti errori e un goal fallito. Nella ripresa, più passano i minuti e più riesce a imporsi sia nei duelli individuali sia nello sviluppo della manovra offensiva. #Inossidabile

BAKAYOKO 5,5 – Anche per il nazionale francese primo tempo di grande sofferenza su tutti i fronti. Cresce in confidenza e giocate insieme con tutta la squadra nei secondi 45′. #Appannato

PAQUETÀ 7 – Regala giocate da fuoriclasse ed è uno dei pochissimi in maglia rossonera a meritare solo applausi già dalla prima frazione di gara. Preziosissimo sia in fase difensiva che in fase di impostazione e rifinitura. #Tacco12 (dall’87’ Laxalt s.v.)

SUSO 5 – Il peggiore in campo per distacco. Fatta eccezione per un buon cross sulla testa di Kessié, la partita dello spagnolo è un’accozzaglia di tentativi non riusciti in tutte le zone del campo. #DallaPaellaAllaBrace (dal 77′ Castillejo 6 – Entra con il giusto spirito e prova a portare avanti il pallone ogni volta che ne ha l’occasione. #6PerLImpegno)

CALHANOGLU 6,5 – Diciamoci la verità, la sua prestazione ricalca per larghi tratti quella di Suso, ma dalla sua ha il bellissimo goal che spacca la partita e tutti i minuti successivi in cui si è rivisto il giocatore della seconda parte della scorsa stagione. #Fenice

PIATEK 8 – La girata al volo di sinistro che regala al Milan l’1 a 1 prima dell’intervallo sarà probabilmente inserita nella top 10 dei goal più belli di questa stagione. Come se non bastasse, letale anche sui palloni alti come dimostra la sua seconda rete. #CalcioTotale (dal 68′ Cutrone 6 – Pecca in frenesia e voglia di far bene a tutti i costi ma la prestazione nel complesso resta sufficiente. #BassoVoltaggio)

GATTUSO 7 – Quando le squadre non mollano dopo uno svantaggio è SEMPRE merito degli allenatori. Buona la preparazione della partita, ottima la lettura a gara in corso. #BiondoOcchiAzzurri

PAGELLE ATALANTA-MILAN 1-3 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Calabria 6, Musacchio 6,5, Romagnoli 6,5, Rodriguez 6;

Bakayoko 6,5, Kessiè 6, Paquetà 7

Suso 5, Calhanoglu 7, Piatek 9

Gattuso 8

Donato Boccadifuoco

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Pagelle Milan-Cagliari 3-0: Paquetà e Piatek mandano ko i rossoblu

Pagelle Milan-Cagliari 3-0: Paquetà e Piatek mandano ko i rossoblu

PAGELLE MILAN-CAGLIARI 3-0 – Prova di forza del Milan che battendo il Cagliari con un netto 3-0 si riappropria del quarto posto in classifica lasciandosi alle spalle il terzetto di inseguitrici. Gara sempre in controllo per i rossoneri: apre le marcature un’autorete di Ceppitelli, poi arriva il primo goal a San Siro di Lucas Paquetà ed il sigillo del solito ed implacabile Piatek.

PAGELLE MILAN-CAGLIARI 3-0 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 7- – Un’ottima parata per tempo ed una copertura della porta ottimale su un possibile tap-in vincente di Joao Pedro. Lievi imprecisioni nelle uscite alte. #Mr150Presenze

CALABRIA 7 – Inizia la partita nel peggiore dei modi regalando un pallone in uscita, il resto dei minuti disputati sono perfetti e impreziositi da un pregevole assist per la rete di Paquetà, #FrecciaRossoNera (dal 65′ Conti 6 – 25 minuti utili soprattutto a mettere benzina delle gambe. Nessun errore da segnalare. #IContiTornano)

MUSACCHIO 6+ – Meno appariscente di altre uscite. Garantisce sostanza in fase difensiva e intelligenza gestionale in fase di impostazione. #Compitone

ROMAGNOLI 6,5 – Ormai è una costante: se un pallone transita nel cuore dell’area rossonera, Alessio c’è e lo rispedisce al mittente sia di testa che di piede. Ad ogni modo, il capitano passa una serata tranquilla. #Tisana

RODRIGUEZ 7 – Il terzino svizzero torna prepotentemente ai livelli che lo competono con una sontuosa prestazione difensiva e qualche timida sovrapposizione che però non regala sussulti. #Imprescindibile

KESSIÈ 6,5 – Altra buona prestazione per  il tank rossonero. Dalla sua, una quantità importante di palloni sradicati e contropiedi condotti; di contro, la mancanza di lucidità una volta raggiunti i 16 metri avversari. #CorroQuindiSono

BAKAYOKO 6,5 – Giganteggia come sempre in mezzo al campo. Il giusto tributo alla sua serata è il nuovo coro che la Curva Sud gli dedica. Da riscattare assolutamente! #BakayokoBakayokoLottaPerLaCurvaEPerIlDiavolo

PAQUETÀ 7+ – Dialoga con i compagni offensivi, difende da metacampo alla propria bandierina, regala tocchi da vero fuoriclasse e sigla il suo primo goal in maglia rossonera. Può bastare per essere decretato come il migliore in campo? #SiamVenutiFinQua

SUSO 6+ – Propizia l’autorete di Ceppitelli ed entra spesso nel vivo della manovra d’attacco: c’è tanto Jesus nel bel Milan dei primi 45′. Peccato però che i secondi 45′ lo vedano poco incisivo e un po’ ciondolante per il campo. #DottorJesusEMisterSuso

CALHANOGLU 6+ – Alterna cose buone a cose meno buone e cose buonissime a cose pessime. Gioca e fa giocare la squadra ma davanti spreca davvero troppo sia in termini di goal che di contropiedi. #CalhaMaNonCalhissimo (dal 77′ Borini 6 – Ordinato, preciso e propositivo come quando prova a trovare la porta dalla lunga distanza. #Pastasciutta)

PIATEK 7 – Nel primo tempo ha il demerito di fallire un’occasione a tu per tu con Cragno. Tolto questo episodio riesce a far girare bene la squadra anche in fase di palleggio e regala magistrali aperture sulle fasce. Come se non bastasse, riesce ancora una volta a timbrare il cartellino. #TassaDiLusso (dal 65′ Cutrone 6 – Attacca la porta con la solita cattiveria ma non riesce a trovare il guizzo decisivo. Si sacrifica in fase di ripartenza diventando un buon riferimento per i compagni. #CaricatoAMolla

GATTUSO 6,5 – La partita non presenta grandissime difficoltà e viene sbloccata per tempo, ragion per cui attribuiamo un bravo per l’atteggiamento trasmesso alla propria squadra. Questo match non richiedeva miracoli tattici ma tutti gli accorgimenti presi hanno funzionato benissimo. #Napoleone

PAGELLE MILAN-CAGLIARI 3-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 7,5

Calabria 7, Musacchio 6, Romagnoli 6,5, Rodriguez 6,5

Kessié 6,5, Bakayoko 6,5, Paquetà 7,5

Suso 6, Calhanoglu 6,5, Piatek 7

Gattuso 7

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Luis Oliveira: “Milan-Cagliari? Vincerà chi giocherà meglio. Piatek pronto per questa grande società”

Esclusiva, Luis Oliveira: “Milan-Cagliari? Vincerà chi giocherà meglio. Piatek pronto per questa grande società”

ESCLUSIVA, LUIS OLIVEIRA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex attaccante del Cagliari, Luis Oliveira. Tra i temi trattati, non poteva naturalmente mancare un commento sull’imminente match di campionato che domenica sera vedrà proprio i rossoblu opposti al Milan. Qui di seguito, l’intervista completa:

Domenica Milan-Cagliari, un match che sicuramente ti farà affiorare diversi ricordi

Assolutamente sì, in quel periodo il Milan era il grande Milan: la squadra più forte d’Italia“.

Qual è stato il difensore del Milan che temevi maggiormente di affrontare?

Diciamo che Costacurta era uno che picchiava discretamente così come anche Tassotti (ride, ndr)“.

Cosa non ha funzionato secondo te nel rapporto tra Gonzalo Higuain ed il Milan?

Higuain è stato una grandissima delusione per me ma credo lo sia stato anche per se stesso. Credo che lui non si sia mai ripreso mentalmente dopo la cessione dalla Juventus. Higuain è arrivato in un Milan in difficoltà ed è stato chiamato a risolvere il problema del goal e credo che la squadra non è riuscita a giocare per lui come succedeva insieme ai bianconeri. Credo inoltre che quel rigore sbagliato proprio contro la Juventus abbia pesato“.

Via Higuain, dentro Piatek: quanto è importante arrivare in una nuova squadra e riuscire a segnare subito?

Piatek è un attaccante che abbiamo conosciuto quest’anno e ha già dimostrato di essere un grandissimo giocatore giocando in una squadra da media classifica come il Genoa. È pronto per una grande società come il Milan, è arrivato in rossonero con una grande motivazione. Attenzione però: non è solo l’attaccante che deve segnare, il Milan ha bisogno di trovare dei goal anche con i centrocampisti“.

Ti piace il Milan di Gattuso?

Gattuso è stato un grande giocatore ed è un grande allenatore. Con il suo carattere cerca sempre di dare qualcosa in più ai propri giocatori. Il difetto di questo Milan forse è che riesce a giocare bene solo un tempo. I rossoneri in questo periodo stanno cercando di valorizzare tanti giovani ma devono riuscire a cambiare marcia“.

E del Cagliari invece, che ne pensi?

Quello di quest’anno è un Cagliari a due facce: quando gioca in casa è molto attento e sviluppa un bel gioco; quando è fuori casa invece lascia molto a desiderare. Ai miei tempi avevamo Mazzone come allenatore e lui, contro le grandi, ci diceva sempre di evitare di prendere goal nei primi 15′ di gara. Questo Cagliari invece spesso è già sotto di 1 goal nei primi 15′“.

Domenica che partita ti aspetti?

Spero sarà una partita divertente. A vincere sarà chi giocherà meglio“.

Esiste un Luis Oliveira nel calcio di oggi?

Intravedo delle piccole somiglianze sia con Chiesa che con Muriel per velocità e capacità di Dribbling“.

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Calcio femminile: Come si portano 48 mila persone allo stadio?

Calcio femminile: Come si portano 48 mila persone allo stadio?

CALCIO FEMMINILE – Portare quasi 50 mila persone ad una partita di calcio, per quanto si tratti della Coppa nazionale spagnola, non costituisce certo una notizia incredibile. La vicenda assume tutt’altro significato quando si entra nello specifico: la partita in questione è Athletic Bilbao-Atletico Madrid, gara valida per i quarti di finale di Copa de la Reina, la coppa nazionale spagnola di calcio femminile.

Dunque proprio questo è il nucleo della questione: una partita di calcio femminile, quarto di finale di Coppa di Spagna, disputata in uno stadio rinomato come il San Mamés, ha portato 48 mila spettatori, durante una fredda sera di metà settimana.

Per lo scenario del calcio femminile spagnolo, il dato ottenuto per la partita in questione è di certo una piacevole sorpresa, ma non c’è l’incredulità con cui si accoglie invece la notizia in altri stati europei, come in Italia, dove i numeri delle partite di calcio femminile sono ancora molto distanti da queste cifre. Pertanto, mettendo da parte lo stupore, è il momento di iniziare a chiedersi: come si è arrivati a portare 48 mila persone allo stadio? E su questa domanda il calcio femminile Spagnolo, e l’Athletic Bilbao in particolare, ci possono dare grandi e importanti lezioni.

Prima di tutto: l’azionariato popolare.

L’Athletic Club, conosciuto fuori dalla Spagna come Athletic Bilbao, è una delle quattro società spagnole gestite da una forma di azionariato popolare, ovvero una forma di partecipazione al capitale sociale della società da parte di un gruppo di persone che, in base alla percentuale di partecipazione all’investimento, prendono parte ai risultati economici aziendali. Oltre all’Athletic Bilbao, le società spagnole che presentano questo modello cooperativo sono Real Madrid, Osasuna e Barcellona.

Il modello di azionariato popolare dell’Athletic Bilbao, retto da 44.171 soci, storicamente ha sempre generato un forte legame tra club e tifoseria, che sfocia naturalmente in un grande seguito in tutte le occasioni. Questa peculiarità del club ha coinvolto anche la squadra femminile, fondata nel 2002: fin dai primi anni di partecipazione alla massima serie femminile spagnola, il successo dell’Athletic Bilbao è stato immediato, e la tifoseria non ha mancato di dare il suo supporto anche al team femminile, a riprova inconfutabile di un felice processo identitario tra supporter e squadra – qualsiasi sia il genere.

Riportando il quadro storico all’attualità, è facile iniziare a capire il fil rouge che unisce la natura del club ad una cultura del calcio femminile sedimentata nel tempo, e che conduce direttamente al successo di mercoledì 30 gennaio 2019, quando allo stadio San Mamés -stadio di proprietà dell’Athletic Bilbao e sede delle partite casalinghe della squadra maschile- ben 48.121 spettatori si sono radunati per assistere alla partita tra Athletic Bilbao e Atletico Madrid femminile, quarto di finale della Coppa de la Reina.

Se, oltretutto, il club di casa è noto per il grande seguito di tifoseria -basti vedere i festeggiamenti per la vittoria dell’ultimo campionato femminile, nel 2016- certamente l’appeal suscitato dal big match in un grande stadio come il San Mamés non è da meno. Un precedente illustre, risalente al 2003, registrò un record di 35 mila spettatori per una gara di calcio femminile, tenutasi nel vecchio impianto dell’Athletic Bilbao; più recente è invece un altro grande risultato, risalente al 2017 e coinvolgente proprio Atletico Madrid e Athletic Bilbao: la partita si disputò al Calderòn, e portò per l’evento 10.642 spettatori.

(I festeggiamenti per la vittoria dell’ultimo campionato femminile)

In Spagna non è raro che i big match -sia di campionato sia di coppa- vengano disputati in grandi teatri, come gli stadi che solitamente ospitano le squadre maschili: un altro esempio di questa tendenza sarà il prossimo match di Liga Iberdrola tra Atletico Madrid e Barcelona. La partita decisiva per la vittoria del campionato sarà infatti disputata proprio al Wanda Metropolitano il prossimo 17 marzo, e per questa occasione il club madrileno punta a superare i 30 mila spettatori.

Questo “fattore campo” dunque costituisce indubbiamente un incentivo per gli spettatori, invogliati ad assistere alla partita in una struttura già autonomamente portatrice di forti valori identitari e di un’atmosfera difficilmente riproducibile altrove. Coniugare poi questo aspetto con biglietti dai prezzi molto accessibili, con un background di partecipazione già ampiamente consolidato, non può che favorire l’afflusso di pubblico: nel caso specifico del match Athletic Club-Atletico Madrid il prezzo del biglietto è stato fissato a 5 euro, con ulteriori facilitazioni per i soci del club di casa.

Come corona finale allo scenario già descritto, l’ultimo aspetto da considerare nell’analisi dei fattori che portano ad un successo come quello dei 48 mila spettatori di Athletic Club-Atletico Madrid, è la campagna di comunicazione che ha seguito fino all’ultimo momento il big match. Le campagne di comunicazione e pubblicizzazione di un evento possono creare grande seguito, completando un’opera ben avviata, e soprattutto possono accompagnare ed avvolgere l’evento con un’atmosfera emozionale dal valore inestimabile, oltre a plasmare una narrazione dai tratti unici e peculiari.

Su questo fronte la gestione della comunicazione legata alla partita è stata continua e ricca di contenuti, soprattutto sul fronte Athletic Club, squadra padrona di casa. Se infatti l’Atletico Madrid femminile sui propri canali social ha pubblicizzato l’evento in maniera puntuale ma misurata, con le dovute attenzioni ma senza trionfalismi, molto diversa è stata la gestione della comunicazione da parte della squadra di Bilbao. L’Athletic Club ha scelto una campagna più solenne, composta da contenuti riproposti sempre più assiduamente con l’avvicinarsi del giorno della partita. L’esempio più esemplificativo di questa scelta in grande stile è il video riproposto più volte nella home page dell’account unico dell’Athletic -rappresentativo della squadra maschile e femminile-: fin dalla prima visione si viene catapultati in un’atmosfera pienamente coinvolgente, sia per la realtà del Club e dello stadio, sia per l’importanza della partita.

Al fianco di questa generica scelta comunicativa è stata affiancata una narrazione retrospettiva, con video fortemente evocativi che ripropongono le gesta della squadra nel passato, con video di esultanze e vittorie, coinvolgendo in questo modo non solo il valore attuale di una grande partecipazione, ma anche l’importanza di connettere presente e passato.

In conclusione, l’evento dei 48 mila al San Mamés non è da archiviare come una piacevole casualità, ma entra a tutti gli effetti nella storia del Club e del calcio femminile spagnolo come un traguardo raggiunto e non un imprevisto, frutto di scelte, investimenti e background positivi e di conseguenza fertili per una crescita costante e duratura. Nella speranza che, continuando a supportare lo sviluppo del movimento anche in Italia e favorendo ancora di più l’avvicinamento tra calcio femminile e tifoserie, anche il movimento italiano possa tra qualche anno raggiungere cifre e obiettivi che ad oggi appaiono utopistici, ma che un giorno potrebbero davvero concretizzarsi.

Lucia Pirola

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Esclusiva, Giorgio Perinetti: “Piatek è programmato per diventare un grande bomber”

Esclusiva, Giorgio Perinetti: “Piatek è programmato per diventare un grande bomber”

ESCLUSIVA, GIORGIO PERINETTI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera al direttore generale del Genoa, Giorgio Perinetti intervenuto in diretta nel corso della trasmissione “RadioRossonera Talk“. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Si aspettava un impatto così importante di Piatek con una maglia pesante come quella del Milan?

Mi aspettavo rispondesse bene perché è giocatore che si “programma”. Gattuso lo ha giustamente paragonato a Robocop, lui è un po’ “robottizato”, non avverte la tensione e l’ansia. Vuole arrivare, si è preparato a questo ed ora è pronto al grande salto.

C’è stato un momento in cui quando l’ha visto si è detto: “questo è forte per davvero” e dove può arrivare Piatek?

Sono andato in ritiro dopo qualche giorno dall’inizio della stagione e già da subito Ballardini mi disse che Krzysztof sarebbe stato un giocatore che avrebbe dato grandi soddisfazioni. È un finalizzatore ma è anche bravo tecnicamente. Ha 23 anni, il campionato italiano può migliorare tanto un calciatore e lui ha grandi margini.

Come si è sviluppata la trattativa con il Milan? Montolivo e Bertolacci sono rientrati nei discorsi sulle contropartite tecniche?

Montolivo non è mai entrato in nessun discorso. Di Bertolacci invece abbiamo parlato ma non c’è stata la possibilità. Anche le modalità del trasferimento erano complicate perché si tratta di un giocatore a scadenza e oltretutto non c’era la piena soddisfazione del giocatore. Detto questo il Milan aveva l’arma segreta, perché avendo dalla loro la volontà di Piatek a trasferirsi saremmo stati perdenti nel proseguire un eventuale braccio di ferro. È stato bravo anche Gazidis che è stato pronto a soddisfare le esigenze della parte tecnica della dirigenza . Capisco l’amarezza dei tifosi che perdono il proprio beniamino ma quando un giocatore vuol cambiare, come accaduto ad Higuain, è difficile da trattenere.

Perchè è stato scelto Sanabria come sostituto del polacco? Kouame ha mercato?

La nostra capacità non è quella di saper trattenere un giocatore ma quella di rimpiazzarlo al meglio. Le veloci dinamiche del calcio e del calciomercato ce lo impongono. Sanabria è un attaccante di grande qualità, scuola Barcellona, ha 23 anni e quindi ha grandi margini di miglioramento. La prima volta che arrivò in Italia era forse troppo giovane.
Kouame? Lasciatecene qualcuno (ride). Christian è un ragazzo straordinario, corre moltissimo ma riesce a rimanere lucido in zona gol. Ce lo vogliamo godere il più possibile, poi si vedrà.

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Pagelle Roma-Milan 1-1: Apre Piatek, risponde Zaniolo. Suso Bocciato

Pagelle Roma-Milan 1-1: Apre Piatek, risponde Zaniolo. Suso Bocciato

PAGELLE ROMA-MILAN 1-1 – Finisce 1-1 il posticipo domenicale della 22^ giornata di Serie A tra Roma e Milan. La buona notizia è che i rossoneri restano al quarto posto della classifica, la cattiva è che per l’ennesima volta regalano ossigeno puro a una squadra in difficoltà. Un match giocato decisamente sottotono e se è vero che Donnarumma è ampiamente il migliore in campo, è vero anche che il risultato finale è frutto di errori grossolani da parte dell’arbitro Maresca.

PAGELLE ROMA-MILAN 1-1 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 8 – Almeno 2 miracoli e 4 interventi determinanti. Sicuramente una delle partite migliori di tutta la sua carriera. #GigioWhatElse?

CALABRIA 6- – Primo tempo in totale apnea, in miglioramento nella ripresa ma mai veramente protagonista in nessuna delle due fasi di gioco. #Sofferente

MUSACCHIO 5,5 – Butta via con superficialità qualche pallone di troppo e forse avrebbe potuto fare di più in occasione del goal subito. #BrecciaNelMuro

ROMAGNOLI 6+ – Prestazione non sopra le righe ma di grande sostanza per il capitano rossonero. Tutti i palloni che transitano nella sua area vengono rispediti al mittente. #BonificatoreDArea

RODRIGUEZ 6 – Rispetto a diversi suoi compagni di squadra, gioca un primo tempo pressoché perfetto, cala vistosamente nella ripresa non garantendo adeguato supporto. #Incostante

BAKAYOKO 5,5 – Decisamente meno predominante del solito in fase di interdizione. Perde diversi palloni sanguinosi a ridosso del centrocampo. #Pasticcere

KESSIÈ 7- – Dopo un periodo di appannamento, Franck tiene le redini dell’intero centrocampo rossonero. Lotta, sradica palloni e si propone diverse volte in fase offensiva. #WelcomeBack

PAQUETÀ 6,5 – L’assist è una perla rara come le sue improvvise verticalizzazioni per la punta. Tutto il resto però è rivedibile. TodaJoiaTodaBeleza (dal 77′ Castillejo 6 – Riesce ad entrare nel vivo del gioco nonostante il poco minutaggio concessogli. #Pimpante)

SUSO 4 – Roma-Milan verrà probabilmente ricordata come la sua peggior partita con addosso i nostri colori. Sbaglia assolutamente TUTTO! #Bocciato (dall’87’ Laxalt s.v.)

CALHANOGLU 4,5 – Prosegue il lungo periodo no del numero 10. L’idea è che neanche lui sappia quale debba essere la sua posizione in campo e cosa fare con il pallone tra i piedi. #Ufo

PIATEK 7 – Un cecchino! Oltre al goal da grande centravanti regala un saggio del suo bagaglio tecnico con stop deliziosi e tagli costanti nel cuore della difesa giallorossa. #ReMida (dall’86’ Cutrone s.v.)

GATTUSO 5 – Ai limiti dell’imperdonabile l’atteggiamento con cui scende in campo la squadra sia al fischio d’inizio sia nella ripresa. Cambi non convincenti per caratteristiche e minutaggio. Difficile non criticarlo. #Solo30Mai31

PAGELLE ROMA-MILAN 1-1 – I voti dei nostri tifosi:

Donnarumma 8,5

Calabria 6, Musacchio 5,5, Romagnoli 6,5, Rodriguez 5,5

Kessiè 6, Bakayoko 5,5, Paquetà 6,5

Suso 4, Calhanoglu 4,5, Piatek 7

Castillejo 6, Laxalt s.v., Cutrone s.v.

Gattuso 5

Donato Boccadifuoco

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di gennaio

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di gennaio

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights”, la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come al solito dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese di gennaio.

Il goal del mesePIATEK VS NAPOLI

Esordio da titolare da favola per Krzysztof Piatek in maglia rossonera in Coppa Italia contro il Napoli: il primo gol contro i partenopei è molto bello, da attaccante di razza, ma decidiamo di premiare come gol del mese la sua seconda marcatura: stop di petto su un gran lancio di Paquetà, ingresso in area, dribbling perfetto a rientrare su Koulibaly e destro micidiale per trafiggere Meret. Grazie alla doppietta del polacco il Milan vola in semifinale contro la Lazio.

La partita della svolta: SAMPDORIA-MILAN 0-2

Su un campo non semplice arriva un’ottima vittoria contro la Sampdoria in Coppa Italia. La gara viene decisa da una bella doppietta di Cutrone nei supplementari e la squadra riesce ad acquisire più consapevolezza delle proprie qualità. Gli uomini di Gattuso in seguito mettono in mostra una buona prestazione in Supercoppa contro la Juve, nonostante la sconfitta; successivamente arrivano un’altra vittoria a Genova contro il Genoa in campionato e le ottime prestazioni contro il Napoli, mantenendo sempre in queste gare la porta inviolata.

L’eroe che non ti aspetti: BORINI

Per l’eroe del mese di gennaio decidiamo di premiare Borini per la buona prestazione contro il Genoa in campionato: tanta corsa e marcatura su assist di Conti che permette alla squadra di sbloccare il match. Sfiora anche un’altra realizzazione. Prestazione da 7 pieno contro la squadra di Prandelli.

La stella del mese: BAKAYOKO

Per l’ennesima volta diamo il premio come stella del mese a Bakayoko. Assolutamente mostruose le sue prestazioni in campionato e coppa Italia contro il Napoli, giganteggia a centrocampo su Fabian Ruiz e Allan. Da sottolineare anche la gara contro il Genoa di qualità e tanta sostanza. Come ripetiamo da un po’, a fine anno deve essere assolutamente riscattato dal Chelsea. Come ammesso da mister Gattuso nell’ultima conferenza pre match contro la Roma, il Milan in questo momento non può fare a meno di Bakayoko.

Andrea Propato

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PAGELLE MILAN-NAPOLI 2-0 – Puuuum, puuuuuuuum! Piatek spara due volte e il Napoli è steso

PAGELLE MILAN-NAPOLI 2-0 – Puuuum, puuuuuuuum! Piatek spara due volte e il Napoli è steso

PAGELLE MILAN-NAPOLI 2-0 –  È semifinale! Il Milan supera il Napoli grazie al doppio colpo di pistola di Krzysztof Piatek che si presenta a S.Siro nel migliore dei modi. Una buonissima prestazione di squadra e un grande Bakayoko regalano la possibilità di aspettare serenamente la sfida tra Inter e Lazio ad un ottimo Gattuso.

PAGELLE MILAN-NAPOLI 2-0 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 7 – Niente di difficile o miracoloso ma Gigio risponde sempre presente ad ogni tiro destinato nello specchio della propria porta. Calmo e sereno. #Presente, signora maestra!

ABATE 6,5 – Igna dai, dì la verità! Sei stato in vacanza per 10 anni e avevi mandato a giocare il gemello scarso. O viceversa per 10 anni eri proprio tu ad indossare la maglia del Milan e ora invece sei alle Maldive e sta giocando il gemello forte. #Dottor Igna & Mister Abate

ROMAGNOLI 7 – Piovono un gran numero di cross in area di rigore ma Capitan Alessio svetta prepotente e poi via, petto in fuori ad impostare! #Ho 23 anni ma non li dimostro

MUSACCHIO 7 – Milik chiiii???? Musacchione nostro oggi è in versione Muracchio! Nella zona centrale della difesa semplicemente NON SI PASSA! #So’ bello, so’ forte, so’ Musacchio

LAXALT 6,5 – Chi non muore si rivede! Da esterno basso di sinistra si rivela stranamente affidabile in fase difensiva e meno efficace dalla metacampo in su. Bravo però, era tanto che non giocava da titolare e ha retto anche fisicamente. #Surprise

KESSIÈ 6 – Non è al 100% della forma fisica e si vede da come a volte pasticcia con la palla tra i piedi ma oggi la sufficienza piena è ampiamente meritata. Avrebbe bisogno di respirare un attimino. #Correrre, corro. Tranquilli!

BAKAYOKO 7,5 – DO-MI-NA-TO-RE. Nessuna parola può rendere al meglio la gara perfetta di Baka. Recupera, cuce il gioco e strappa palla al piede. Fisicamente spazza via gli avversari e si concede anche un paio di giocate di buona tecnica sfiorando anche il gol con un buon tiro dal limite. #What else?

PAQUETÀ 6,5 – Con una partita dai ritmi leggemente più bassi rispetto a quella di campionato Lucas si disimpegna egreggiamente fino all’ora di gioco. La base atletica è discreta, spunto e brillantezza ancora mancano, ma la qualità nei piedi è quella dei purosangue vedasi il lancio per il secondo gol di Piatek #Gioiellino grezzo

CASTILLEJO 6 – Impegno, corsa e un bellissimo controllo su una palla spiovente a metacampo. Non me la sento di dargli una insufficienza ma Samu arriva giusto giusto al 6 stiracchiato. #Si può fare di più

PIATEK 8 – Alt! Qui il rischio è di esagerare quindi non scriverò grandi complimenti e mi tratte….. Krzysztoooooof! Goooooool! Ma che giocatore abbiamo preso?!?!?! Sul primo gol occhio al controllo (vero segreto della rete, non perde mezzo centimentro dal difensore in rimonta), sul secondo sente la porta girato fronte al campo e scarica un destro a giro potente e preciso come non se ne vedevano da anni. Se il buongiorno si vede dal mattino… #Sparagli Piatek, sparagli ancora!

BORINI 6,5 – Il Boro è il giocatore che ogni allenatore vorrebbe avere a disposizione. Fin quando viene utilizzato come cambio tattico o per turnover è perfetto, i problemi sorgono quando siamo costretti a schierarlo troppo spesso titolare #Tredicesimo uomo

GATTUSO 7 – Preparata bene, gestita meglio, Rino batte il Maestro con una attenta fase difensiva, una oculata gestione delle forze fresche sugli esterni e affidandosi a quella specie di Robocop che di nome fa Piatek. Nota a margine ennesima partita senza prender gol! E si vola in semifinale! #L’allievo che supera il Maestro

PAGELLE GENOA-MILAN 0-2 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 7

Abate 6,5, Romagnoli 7, Musacchio 7, Laxalt 7

Kessiè 6, Bakayoko 8, Paquetà 6,5

Castillejo 6, Piatek 9, Borini 6

Cutrone s.v., Calhanoglu 6, Rodriguez s.v.

Gattuso 8

Simone Cristao

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