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Pagelle Juventus-Milan 2-1: la sblocca Piatek, la ribaltano Dybala e Kean

Pagelle Juventus-Milan 2-1: la sblocca Piatek, la ribaltano Dybala e Kean

PAGELLE JUVENTUS-MILAN 2-1 – A nulla vale la buona prova dei rossoneri di Gennaro Gattuso, il Milan esce ancora una volta sconfitto dall’Allianz Stadium perdendo per 2-1 contro la Juventus. A sbloccare la gara è Piatek, a pareggiarla è Dybala su rigore ed a ribaltare è Kean, bravo a sfruttare un bell’assist di Pjanic a seguito di un disimpegno errato di Calabria. Dopo 1 solo punto conquistato in 4 partite, la lotta per il quarto posto si fa sempre più complicata.

PAGELLE JUVENTUS-MILAN 2-1 – I voti della nostra redazione:

REINA 6,5 – Una splendida parata su una girata volante di Mandzukic nella prima frazione di gara, poi ordinaria amministrazione. Commette qualche piccolo errore di lettura sulla palle alte ma rimedia prontamente. #Peperino

CALABRIA 4,5 – L’errore in disimpegno con il quale innesca la rete che decide l’incontro pesa come fosse un’autorete. La diligente partita giocata nel complesso non vive mai di picchi significativi. #MatitaRossa  (dall’85’ Cutrone s.v)

MUSACCHIO 5+ – Limitiamoci al campo: non si interviene mai su un avversario in area di rigore in posizione defilata, è un’ingenuità che non può garantirgli la sufficienza. Al netto di ciò, appare in affanno ma ha il merito di salvare in scivolata un pericolosissimo contropiede bianconero. #Rigoroso

ROMAGNOLI 6+ – Prestazione di grinta e sostanza da parte del capitano rossonero. Non si registrano errori o giocate degne di nota. Merita sicuramente un applauso per non aver perso la testa nel finale di gara #Serafico

RODRIGUEZ  6,5 – Cancella con un colpo di spugna la pessima prestazione di Marassi. Sicurissimo con il pallone tra i piedi, permette alla squadra ampio respiro in fase di manovra e si dimostra molto più propositivo del solito nella metacampo avversaria. #WelcomeBackRichie

KESSIÈ 7+ – Sommando corsa, applicazione, dedizione e proposizione offensiva è probabilmente il migliore in campo. È ampiamente dimostrato come senza di lui sia un altro (brutto) Milan. #PietraAngolare

BAKAYOKO 7 – Domina a metacampo e si permette il lusso di riuscire spesso in giocate difficili. Suo l’assist per il momentaneo 0-1 di Piatek. #GranSasso

CALHANOGLU 6,5 – Se solo non gli mancasse il coraggio a ridosso dei 16 metri avversari e fosse più preciso nei momenti decisivi sarebbe un signor numero 10; ma ahinoi (almeno per il momento) non è così. Per il resto, assolutamente ineccepibile. #AAACercasiMagoDiOz

SUSO 6+ – Sia chiaro: non basta! La sua prestazione (fatta di poche ma efficaci giocate) fa ben sperare per il finale di stagione. #SiAccettanoMiracoli (76′ Castillejo s.v)

BORINI 6,5 – Tiene bene la fascia di competenza ed è autore di un paio di incursioni offensive che quasi terminano in rete. Potrebbe essere una validissima alternativa per le prossime e decisive partite. #CiSonoAnchIo

PIATEK 7 – Sfiora la rete di testa dopo 1′ e ne realizza una con la sua solita ed implacabile freddezza. Lotta e si sbatte per la propria squadra, lavorando molti più palloni del solito (quando non viene abbattuto). Dopo l’intervento di Mandzukic su Romagnoli scopriamo la sua natura da essere umano: a quanto pare anche lui ha dei sentimenti. #UomoBicentenario

GATTUSO 7,5 – Voto altissimo per la preparazione tattica del match: nei primi 25′ di partita lancia lo “scacco al re” ma non essendo “matto”, il collega bianconero riesce prima ad “arroccarsi” e poi a promuovere i propri pedoni negli alfieri che decidono la gara. Mezzo voto in più per essersi morso la lingua davanti alle telecamere nel dopo partita. #DiamoARinoQuelloCheÈDiRino

PAGELLE JUVENTUS-MILAN 2-1 – I voti dei tifosi:

Reina 6,5;

Calabria 4, Musacchio 4,5, Romagnoli 6,5, Rodriguez 6;

Kessiè 7, Bakayoko 7, Calhanoglu 6,5;

Suso 6, Borini 6, Piatek 7;

Cutrone s.v., Castillejo s.v.;

Gattuso 7

Donato Boccadifuoco

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Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di marzo

Milan Highlights (rubrica): goal, partita, eroe e stella del mese di marzo

MILAN HIGHLIGHTS – Nuovo appuntamento con “Milan Highlights” la rubrica di Radio Rossonera che ripercorre gli avvenimenti principali del mese appena conclusosi. Come sempre dedichiamo i nostri piccoli focus a: goal del mese, partita della svolta, l’eroe che non ti aspetti e la stella del mese.

Il goal del mese: BIGLIA VS CHIEVO

Lucas Biglia torna titolare dopo 5 mesi nella sfida di campionato contro il Chievo. Disputa una buona partita di senso tattico e disciplina, realizzando una pregevole marcatura su calcio piazzato che sblocca la gara, sulla quale Sorrentino non può nulla.

La partita della svolta: MILAN-INTER 2-3

La partita della svolta del mese di marzo è purtroppo in negativo la sconfitta nel derby per 3-2. La squadra gioca un pessimo primo tempo, mentre nella ripresa c’è una reazione di orgoglio ma non è sufficiente. Bisognava mettere in mostra tutto un altro tipo di prestazione, soprattutto considerando lo stato di forma della squadra di Spalletti. In seguito alla sconfitta nel derby, arriva un’ulteriore sconfitta fuori casa contro la Sampdoria, gara sbloccata subito dai padroni di casa per un errore di Donnarumma. La squadra si dimostra senza idee, con trame offensive lente e prevedibili. Occorre assolutamente una reazione dalle prossime gare, altrimenti si rischia di perdere definitivamente il treno per la Champions.

L’eroe che non ti aspetti: BIGLIA

L’eroe che non ti aspetti dell’ultimo mese è sempre Lucas Biglia contro il Chievo; porta in vantaggio la squadra con una pennellata su punizione uno dei protagonisti meno attesi del match, considerando soprattutto il lungo stop per infortunio. Nel complesso la sua prestazione contro i clivensi è da 7 pieno, anche se deve sicuramente ritrovare ancora la migliore condizione.

La stella del mese: KESSIE

Nel mese di marzo rossonero quasi nessuna prestazione individuale è saltata all’occhio, le gare disputate sono state praticamente quasi tutte non convincenti, sia a livello di squadra, sia a livello di singoli. Decidendo comunque di premiare un giocatore scegliamo il numero 79 del Milan: contro il Sassuolo disputa una gara da 7,5, suo l’assist grazie al quale nasce l’espulsione di Consigli, nella partita contro il Chievo mette in mostra una buona gara di sostanza in mezzo al campo, l’unica pecca è la prestazione contro l’Inter non esaltante, gara nella quale nasce un diverbio con Biglia all’uscita dell’ivoriano dal campo. Salta la gara contro la Sampdoria e la sua assenza si fa sentire nel cuore del centrocampo.

Andrea Propato

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Pagelle Milan-Udinese 1-1: Piatek non basta più. Un Milan confuso e sulle gambe viene raggiunto da Lasagna

Pagelle Milan-Udinese 1-1: Piatek non basta più. Un Milan confuso e sulle gambe viene raggiunto da Lasagna

PAGELLE MILAN-UDINESE 1-1 – Un Milan senza una precisa identità trova il vantaggio con Piatek ma dopo l’infortunio di Paquetà si spegne l’unica luce della serata. I ritmi si abbassano, la confusione aumenta e la squadra perde anche in condizione fisica, aspetto che si manifesta in maniera chiara nel gol del pareggio di Lasagna.

PAGELLE MILAN-UDINESE 1-1 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA: s.v. Una decina di minuti di assoluta tranquillità prima di uscire per una noia muscolare (dall’11’ REINA: 6 – Incolpevole sul gol, per il resto è ordinaria amministrazione con un buon tuffo a deviare un tiro-cross pericoloso)

ABATE: 5 – Lento nel chiudere in occasione del gol subito, quasi nullo in fase propositiva, esce al 70′ per visioni mistiche da fatica. (dal 73′ CALABRIA: 5 – Costruiamo 6-7 volte per liberare l’1vs1 Calabria-De Paul e i cross di Davide, quando passano l’avversario, non superano i 50 cm d’altezza)

MUSACCHIO: 5,5 – Un paio di sbavature nel secondo tempo in una partita senza infamia e senza lode

ROMAGNOLI: 5,5 – Resta in campo nell’ultima ora di gioco con evidenti problemi fisici al basso ventre e nonostante tutto porta a casa la partita

LAXALT: 4,5 – Giocatore piccolo e l’aggettivo non è riferito all’altezza ma al complesso delle sue qualità. Un po’ troppa mediocrità per giocare in una squadra che punta alla zona Champions

BAKAYOKO: 5,5 – Mezzala non è certo la posizione migliore per lui ma tutto sommato non affonda. La domanda è: un giocatore specialista di un unico ruolo vale un investimento complessivo di 40-50 milioni tra cartellino e stipendio per 3-4 anni?

BIGLIA: 5 – Con alle spalle un recente stop di 2-3 mesi di sosta per infortunio alla seconda partita in 3 giorni era preventivabile una gara di Lucas di questo basso livello atletico e di conseguenza tecnico. Nell’azione dell’1-1 perde 10 metri su 40 contro Fofana e sono 10 metri fatali.

CALHANOGLU: 5 – Nella poca preparazione tattica della squadra Calha potrebbe coprire qualche lacuna con la sua tecnica indivduale e invece sparisce dal campo in una partita anonima quanto ormai la sua intera stagione

PAQUETA: 6,5 – 40 minuti di buon livello per Lucas che regala qualche buona giocata tecnica, un ottimo assist per Cutrone e un buon tiro da fuori dando l’impressione di essere un giocatore sopra la media generale. La caviglia a 5′ dalla fine si gira, si gonfia e forse vengono interessati i legamenti (dal 41′ CASTILLEJO: 5) Male da trequartista, da esterno non punge, ha la palla del 2-1 e la sbaglia. What else?

CUTRONE: 6 – Attaccante di lotta. Si sbatte, combatte e fornisce l’assist per Piatek. Prestazione sufficiente.

PIATEK: 6 – Vale lo stesso discorso fatto per Paquetà: l’impressione è da in campo è quella di un giocatore sopra la media generale. E con questo gol siamo a 20 in SerieA.

GATTUSO: 5 – Manda in campo una squadra un po’ troppo improvvisata, la fortuna non l’assiste e perde anche la pedina fondamentale per giocare 4312. La squadra oltre che scarica mentalmente ora pare anche sulle gambe. Serve un elettroshock oppure questo finale di stagione rischia di trasformarsi in una via crucis. E sabato siamo davanti al vero bivio della stagione.

PAGELLE MILAN-UDINESE 1-1 – I voti dei tifosi

Donnarumma s.v. (Reina 6), Abate 5 (Calabria 4,5), Musacchio 5.5, Romagnoli 5.5, Laxalt 4, Biglia 4, Bakayoko 5, Calhanoglu 5, Paquetà 6,5 (Castillejo5,5), Cutrone 6, Piatek 6,5. Gattuso 4

Simone Cristao

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Pagelle Sampdoria-Milan 1-0: Donnarumma regala, Defrel ringrazia

Pagelle Sampdoria-Milan 1-0: Donnarumma regala, Defrel ringrazia

PAGELLE SAMPDORIA-MILAN 1-0 – Uno dei Milan peggiori della stagione (forse IL peggiore) perde in casa della Sampdoria per 1-0, subisce il secondo ko consecutivo e rianima la schiera delle pretendenti al quarto posto. Pronti via, regalo di Donnarumma per Defrel che non perdona; i rossoneri possono recriminare per alcuni decisioni discutibili (per usare un eufemismo) dell’arbito Orsato ma sono i blucerchiati a sfiorare in ben più di un’occasione la seconda marcatura.

PAGELLE SAMPDORIA-MILAN 1-0 – I voti della nostra redazione:

Donnarumma 4,5 – La papera che regala il vantaggio alla Sampdoria dopo 30 secondi è ai limiti dell’imbarazzante ma è giusto sottolineare come nei restanti minuti di gara sia ampiamente il migliore in campo con la maglia rossonera: neutralizza lo stesso Defrel in 1 vs 1 e compie un’ottima parata d’istinto con il piede destro nella ripresa. A sua discolpa però, bisogna ammettere che se avesse voluto giocare da playmaker forse non avrebbe mai indossato un paio di guanti. #Incompreso

Calabria 5,5 – Finché gioca nel ruolo di sua competenza risulta essere il migliore del pacchetto arretrato; poi, tra il cambio fascia e il ruolo da terzo centrale di difesa, ne combina una più di Bertoldo. #Tuttocampista

Romagnoli 5,5 – Due ottime chiusure in recupero nella ripresa poi davvero poco altro di positivo. Timido ed a tratti impaurito dalle scorribande dei Giampaolo’s Boys. #QuoqueTuAlessio?

Musacchio 5 – Dopo 5′ prova ad imitare il proprio portiere e per poco non ci riesce. È uno degli ultimi ad abbandonare la nave ma la quantità di imprecisioni in chiusura e in costruzione gli garantisce una netta insufficienza. #BruceHarper

Rodriguez 3 – Non ne indovina una neanche per sbaglio. La peggiore partita del terzino svizzero da quando indossa la maglia del Milan. #Irriconoscibile (dal 46′ Conti 6 – Gioca tutt’altro che una gran partita ma è l’unico che riesce a mettere palloni potenzialmente pericolosi all’interno dell’area blucerchiata. #AspettandoBierhoff

Biglia 4+ – Perde costantemente il riferimento di Ramirez, mollo nei contrasti ed impreciso oltremisura sugli appoggi nella media distanza. #VolanteSenzaServosterzo (dal 71′ Paquetà 6,5 – Come volevasi dimostrare: il brasiliano è semplicemente fondamentale per garantire a questa squadra qualità in mezzo al campo, verticalizzazioni e un pizzico di imprevedibilità. #Eureka

Bakayoko 5+ – Lotta in maniera confusionaria interpretando (male) il ruolo di mediano, peccato per lui però che sia stato schierato come mezzala. #Mattonella

Calhanoglu 6 – Per gran parte della partita predica nel deserto. Dimostra di essere sempre propositivo facendosi dare il pallone anche in zone di campo a lui poco congeniali; si spegne ad ogni piccolo-grande errore con il passare dei minuti. #Assolto

Suso 4 – Un buon tiro a giro che quasi porta all’1-1 non può e non deve bastare a giustificare l’ennesima partita consecutiva giocata con (in)sufficienza e imprecisione. #LaPanchinaÈUgualePerTutti (dal 64′ Cutrone 5 – Non si può pretendere che questo ragazzo salvi la baracca in un periodo dove il campo lo vede (forse) col binocolo; ma non si può neanche giustificare ad oltranza l’ennesimo ingresso a gara in corso senza alcun esito positivo. #Letargo

Castillejo 4,5 – Di attaccare non attacca; di difendere non difende; di “centrocampizzare” non “centrocampizza”. Boh… #???

Piatek 5,5 – Gioca meglio che può quei pochi palloni che gli arrivano. Poco “Killer Instinct” in area di rigore ma buona intelligenza tattica nella ricerca (e nell’esecuzione) delle sponde. #LaSolitudine

Gattuso 2 – Qualsiasi allenatore di Serie A sa esattamente cosa fare per mettere in difficoltà il Milan: pressing alto + uomo offensivo tra le linee = Rossoneri che si fanno goal da soli. Basta alibi: non ci sono Messi in questa squadra ma gli interpreti per proporre un calcio diverso rispetto ad una brutta e presuntuosa versione di Tiki-Taka in modalità 4-5-1 ci sono tutti. Con il passare del tempo e dei cambi si notavano chiaramente le facce confuse dei giocatori in campo a caccia di indicazioni sul cosa fare e come farlo. #SabbieMobili

PAGELLE SAMPDORIA-MILAN 1-0 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 5;

Calabria 5,5, Romagnoli 5, Musacchio 5,5 Rodriguez 4;

Biglia 4,5, Bakayoko 5, Calhanoglu 5;

Suso 4, Castillejo 4,5, Piatek 5;

Conti 5,5, Paquetà 6, Cutrone 5;

Gattuso 4

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Pancaro: “Il Milan è magico, come se ci avessi giocato una vita. Gattuso? È carico, ha saputo trasmettere i valori rossoneri”

Esclusiva, Pancaro: “Il Milan è magico, come se ci avessi giocato una vita. Gattuso? È carico, ha saputo trasmettere i valori rossoneri”

ESCLUSIVA, PANCARO – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex terzino del Milan, Giuseppe Pancaro. Tra i temi della chiacchierata non poteva ovviamente mancare un riferimento alla bellissima rete siglata dallo stesso giocatore sabato scorso in occasione della sfida tra le leggende di Liverpool e Milan. Qui di seguito, vi riportiamo le sue dichiarazioni:

Pancaro sabato scorso in versione Kakà, goal pazzesco quello che hai segnato contro il Liverpool…

Sì, un gran goal in una bellissima giornata. È stato veramente un piacere rincontrarci tutti ed indossare la maglia del Milan; sono stati due giorni davvero molto emozionanti“.

Che effetto ti ha fatto vivere una giornata di nuovo con la maglia del Milan insieme a tanti campioni e riassaporare le emozioni di un pre partita?

Tra di noi abbiamo fatto questa considerazione: il Milan ha una sorta di alone magico che riesce a creare sensazioni molto piacevoli e grazie alla storia che ha ed anche a quella creata sotto la gestione Berlusconi-Galliani tutte le volte che ci rincontriamo stiamo veramente molto bene insieme con il piacere di scherzare e ridere. Quando andiamo in campo abbiamo proprio il piacere di giocare bene, divertirci e vincere. Sono sensazioni uniche che il Milan ci regala ed è davvero una cosa molto bella“.

Quanta competizione c’era nella partita di sabato? Ai nostri microfoni Massimo Ambrosini ci ha confermato che era molta…

Assolutamente sì, anche se siamo un po’ più avanti con l’età la voglia di vincere questa partita c’era assolutamente, peccato perché ci siamo andati vicinissimo: per pochissimo Kakà non è riuscito a segnare la rete del possibile 3-2 in nostro favore su un mio assist. Detto questo, è rimasta una giornata bellissima in uno stadio pieno“.

A tal proposito, l’accoglienza di Anfield come è stata?

È stata delle migliori, loro culturalmente sono avanti a noi e vivono queste giornate come una festa: stadio pieno, tifosi con la maglia del Liverpool ma c’era anche un nutrito gruppo di nostri tifosi. Poi sull’aereo ci siamo rincontrati tutti, non solo i giocatori: amici, compagne, massaggiatori e magazzinieri; una bellissima rimpatriata“.

Si può dire che proprio questo rapporto è stato il segreto delle vostre vittorie?

Penso assolutamente di sì. Purtroppo io ho fatto parte di questo bellissimo gruppo solo per due anni ma è come se avessi giocato una vita con loro. Proprio questa empatia che c’era tra tutte le componenti era una delle chiavi di tutti i successi del Milan e grande merito va al presidente Berlusconi che è stato il primo a creare questo tipo di ambiente“.

Chi è stato il compagno che ti ha impressionato di più?

Premessa: quasi tutti, nonostante l’età, erano ancora dei grandissimi atleti. Kakà stava benissimo, Costacurta è ancora un grande atleta, Cafù è uguale identico a come giocava, Dida la stessa cosa come anche Serginho. Impressionante che dentro lo spogliatoio la sensazione era che tutti fossimo ancora degli atleti“.

Come hai visto Rino Gattuso, avete parlato anche del Milan attuale? Come lo vedi da allenatore?

Rino lo vedo alla grande, carico! Tempo fa ero stato anche a Milanello, abbiamo un grande rapporto. Ho visto il clima che è riuscito a ricreare, lo stesso clima presente ai nostri tempi. lui sa come bisogna comportarsi, sa cosa vuol dire indossare la maglia del Milan ed è riuscito a trasmettere questi concetti alla squadra. Faccio il tifo per lui e mi auguro che riesca a raggiungere il massimo aiutato anche da Leo e Paolo“.

Sconfitta nel Derby, resteranno scorie o il Milan saprà subito riprendersi?

Solitamente queste partite lasciano delle scorie ma conoscendo Rino non sarà questo il caso, lui riuscirà assolutamente a motivare nuovamente la squadra perché l’obiettivo Champions è troppo importante e ne è consapevole. Ha una determinazione incredibile che riuscirà a trasmettere a tutto l’ambiente“.

Cosa manca a questo Milan per fare un salto di qualità? Bisogna lavorare sulla mentalità o magari su qualche rinforzo in più?

Adesso serve continuità tecnica perché non bisogna dimenticare che due giocatori ad oggi fondamentali per questa squadra sono arrivati solamente a gennaio e quindi bisogna dare del tempo a Rino per lavorare e per fare apprendere a tutti le sue idee. Secondo me c’è già un’ottima base e una discreta qualità; normale poi che l’anno prossimo per poter provare ad alzare l’asticella bisognerà sicuramente aggiungere qualche giocatore di qualità“.

Ci confermi quindi che hai visto un Rino Gattuso super carico?

Sì, e chi lo conosce sa che non c’è alcun bisogno che io ve lo confermi. Se a fine primo tempo della partita di sabato Ancelotti non lo sostituisce, rischia di prendersi un malore in campo (sorride n.d.r.) perché ormai la condizione atletica è quella che è ma la volontà, il cuore e la grande determinazione che ha lo spinge sempre ad andare oltre il limite. Anche a me un paio di volte ha dato delle direttive dalla panchina. Prima di salutarvi voglio sottolineare una cosa: proprio questo amore che quasi subito è scoccato con i tifosi del Milan è un aspetto che secondo me può incidere molto anche per i risultati di questa squadra. Questi giocatori hanno bisogno di un San Siro pieno e di tifosi che possano spingerli come hanno spinto noi all’epoca”.

Infine, hai letto della possibile demolizione di San Siro?

No, onestamente no. Io sono sicuramente a favore degli stadi di proprietà perché è giusto mettersi allo stesso livello dei top club europei; uno stadio di proprietà ad oggi è una necessità economica e sportiva, però San Siro rimane ‘La Scala Del Calcio’ e secondo me va conservato come un bene da tramandare in futuro da tramandare a tutti i tifosi del mondo del calcio“.

Credits Photo: AcMilan.com

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Memoriale Shoah Milano: Milanisti 1899 presente alla mostra su Arpad Weisz

Memoriale Shoah Milano: Milanisti 1899 presente alla mostra su Arpad Weisz

MEMORIALE SHOA MILANO – Nella giornata di ieri (25 marzo 2019) Milanisti 1899, nelle persone del Vice Presidente Vicario Alessandro Jacobone, del Vice Presidente Davide Grassi, del Segretario Generale Pierangelo Rigattieri, del Presidente del Milan Club Radio Rossonera Sergio Pellegrinelli in rappresentanza dei propri associati e di tutti i tifosi milanisti che rifuggono ogni forma di violenza come da statuto dell’Associazione, ha partecipato ad una mostra al Memoriale della Shoah di Milano dedicata ad Arpad Weisz: ex allenatore dell’Inter (con cui ha vinto uno Scudetto nel 1930), deportato ad Auschwitz nel 1942 dall’Olanda insieme alla propria famiglia.

 

Durante il periodo di apertura della mostra, inoltre, l’Inter, partner dell’esposizione insieme a Bari, Novara, Alessandria e Bologna, darà la possibilità a 400 ragazzi del proprio Settore Giovanile di visitare la mostra e incontrare Gianfelice Facchetti, figlio di Giacinto Facchetti, ex calciatore, dirigente e presidente nerazzurro. Gianfelice, attore, drammaturgo e regista teatrale, darà vita per l’occasione proprio ad un monologo celebrativo della figura di Arpad Weisz e contro ogni sorta di discriminazione.

Oggi più che mai dunque vogliamo raccontarvi, tramite la penna di Davide Grassi, la storia di Ferdinando Valletti

La storia di Ferdinando Valletti eroe rossonero dimenticato dal Milan

di Davide Grassi

Una società senza memoria non ha futuro, si usa dire. E per società si può intendere anche una di calcio. Vi raccontiamo la storia di un grande milanista, che i più giovani forse non conoscono: Ferdinando Valletti, calciatore rossonero deportato in campo di concentramento e trattato in maniera indecorosa dalle vecchie dirigenze milaniste.

Per parlare di Valletti bisogna fare un salto nel tempo fino al primo marzo del 1944 quando – sotto l’occupazione nazista – iniziarono gli scioperi nelle principali fabbriche milanesi. Fu una protesta contro le razzie di operai e macchinari da parte dei tedeschi, contro la guerra, la militarizzazione delle fabbriche, le deportazioni. Valletti, calciatore che ha giocato come mediano nel Verona, nel Seregno e, soprattutto, come difensore nel Milan per due stagioni, lavorava all’Alfa Romeo. Anche lui aderì allo sciopero e per questo motivo venne catturato dai fascisti, consegnato alle famigerate SS naziste e rinchiuso nel carcere di San Vittore. Presto venne fatto salire su un treno del binario 21 della Stazione Centrale di Milano e deportato prima nel campo di concentramento di Mauthausen e dopo in quello di Gusen II, dove lavorò nella “squadra cemento” che doveva scavare gallerie per nascondere alcune fabbriche belliche tedesche. A Gusen la vita era durissima e furono in tanti a soccombere presto alla fatica e alle violenze. Ma un giorno a Valletti – marchiato con I57633 – capitò un fatto inaspettato: un kapò entra nella baracca e chiese se qualcuno sapesse giocare a calcio. Il motivo? Strano a dirsi, ma anche le SS di divertivano con il pallone e avevano bisogno di un giocatore.

Valletti si fece avanti: all’inizio nessuno gli credette quando disse di aver giocato nel Milan. Ma gli venne data la possibilità di dimostrare quello che diceva. Gli aguzzini lo fecero giocare a piedi scalzi e Nando si impegnò, dimostrò di essere un vero calciatore. Questo gli consentì di essere esentato dal lavoro massacrante nella “squadra cemento” e di avere il “privilegio” di diventare sguattero in cucina, dove iniziò anche a trafugare cibo da dare ai compagni di baracca, ormai ridotti allo stremo. Qualcuno ce la fece, qualcun altro no: quando arrivarono gli alleati, il 5 maggio 1945, nella sua baracca erano ancora vivi in cinque, tra cui proprio lui. Tornò a Milano, dove fu insignito del Diploma di medaglia garibaldina e gli venne riconosciuta la qualifica di Partigiano combattente. In famiglia all’inizio preferì parlare poco di quello che aveva visto, ma poi finì per tenere conferenze sulla terribile esperienza che ha aveva vissuto.

Il Milan rimase sempre nel suo cuore, tanto che a 80 anni la figlia Manuela pensò di contattare la società rossonera per chiedere un piccolo regalo per il padre. Racconta: “Il Milan aveva completamente dimenticato mio padre, ricordo che al compimento dei sui 80 anni, fui io a telefonare in via Turati per chiedere sommessamente che gli venisse recapitato un qualsiasi oggetto che potesse fargli sapere che la sua squadra del cuore lo ricordava. La mia richiesta cadde nel vuoto e io ci rimasi davvero molto male, ma di questo lui non seppe mai nulla”.

Ferdinando Valletti morì nel 2007, malato di Alzheimer, dimenticato dalla squadra in cui ha giocato e che ha amato per tutta la vita. L’anno scorso, però, a seguito forse anche di una trasmissione a lui dedicata trasmessa da Radio Rossonera in occasione del Giorno della Memoria, la figlia e i nipoti di Valletti vennero invitati a Milanello dove furono ricevuti da Rino Gattuso, che regalò loro una maglia del Milan.
Qui sotto potete trovare il link alla trasmissione.

(tratto da MilanNight.com)

Ascolta qui la puntata di Casciavit su Ferdinando Valletti andata in onda su Radio Rossonera

Ascolta “26-01-2018 Casciavit Lezioni di storia SPECIALE Ferdinando Valletti” su Spreaker.

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Esclusiva, Ambrosini: “Milan, carte in regola per il quarto posto. Gattuso? Lavoro straordinario”

Esclusiva, Ambrosini: “Milan, carte in regola per il quarto posto. Gattuso? Lavoro straordinario”

ESCLUSIVA, AMBROSINI: Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex centrocampista del Milan, Massimo Ambrosini; intervenuto in diretta nel corso della trasmissione “Lunedìluca” condotta da Luca Serafini. Qui di seguito, riportiamo le sue dichiarazioni:

Sappiamo che a brevissimo (alle 18.30) avrai un impegno

Sì, da settembre collaboro con la Nazionale italiana Under 21 in qualità di capo delegazione ed alle 18.30 inizierà la partita amichevole contro la Croazia. Ricordo che quest’estate in Italia si giocheranno gli Europei di categoria e sarà una bella esperienza e una grande occasione per tanti“.

Puoi raccontarci che esperienza è stata quella di sabato scorso con il match tra le vecchie glorie di Liverpool e Milan?

È sempre bello ritrovarsi in queste occasioni perché si rimette in moto qualcosa che c’era e ci sarà sempre. È stato un evento organizzato in maniera straordinaria in una cornice splendida. La foto in stile Beatles? Secondo voi chi è che ha avuto l’idea (sorride, n.d.r.)“.

In campo eri uno dei più in forma, c’è qualcun’altro che ti ha sorpreso in positivo?

Sì, spesso vado a correre anche se verso la fine della partita mi sono un po’ stirato, ho fatto anche troppo. Mi ha stupito tantissimo Billy, va per i 53 anni e ha fatto una partita pazzesca“.

Quanta competizione e quanto divertimento c’è stato in quella partita?

La competizione c’era eccome, noi siamo competitivi ed è proprio questo che ha reso bello l’evento perché alla fine in partite del genere se non ti impegni non ti diverti. La difficoltà nell’organizzare partite del genere sta anche nel trovare due squadre che si equilibrano per valori. Sabato le squadre erano equilibrate e la partita è riuscita bene“.

Veniamo al presente, che messaggio vorresti comunicare al tifoso del Milan dopo la sconfitta nel derby?

Sicuramente un messaggio di fiducia perché la squadra c’è e ha mostrato di esserci. Sabato il Milan avrà una partita complicata in casa della Sampdoria ma potrebbe usufruire di un turno di campionato favorevole in cui una buona spallata alla classifica rischierebbe di essere decisiva. Il Milan è nella posizione in cui voleva essere: raggiungere il quarto posto non sarà facile o scontato ma certamente ci sono le carte in regola per mantenere questa posizione specie ritrovando gli assoli di qualche solista, Suso ad esempio. Rino sta facendo qualcosa di straordinario in questa stagione“.

Cosa manca al Milan per tornare tra le grandi d’Italia?

Se il termine di paragone è la Juventus manca ancora molto, se invece parliamo di starle subito dietro allora manca un po’ meno. L’anno scorso è iniziato un processo di costruzione che sta continuando quest’anno. Chiaro che il ritorno in Champions League metterebbe in moto un processo che permetterebbe al Milan di migliorare la propria rosa“.

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Pagelle Milan-Inter 2-3: Bakayoko e Musacchio non bastano, vincono i nerazzurri

Pagelle Milan-Inter 2-3: Bakayoko e Musacchio non bastano, vincono i nerazzurri

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – È L’Inter a vincere il 170^ Derby della Madonnina in Serie A. I nerazzurri di Luciano Spalletti battono i rossoneri di Gennaro Gattuso per 3-2. Inter nettamente superiore al Milan nella prima frazione di gara; nella seconda, girandola di emozioni senza soluzione di continuità. Nerazzurri che dunque tornano terzi in classifica mentre ai rossoneri non resta che “accontentarsi” del quarto posto a + 4 sulla Roma.

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – I voti della nostra redazione:

DONNARUMMA 6 – Incolpevole sui due goal nerazzurri, ottima parata su un insidioso colpo di testa di Skriniar. Buone uscite alte e meno buone impostazioni difensive palla al piede. #GigioMaNonGigissimo

CALABRIA 5 – Soffre per tutti e 90′ le incursioni degli esterni interisti. Abbondantemente sotto la sufficienza anche in fase propositiva. #Asfaltato

MUSACCHIO 7 – Serata da leader assoluto per il centrale rossonero. Arricchisce una prestazione sontuosa e di personalità con la rete che regala 25′ di dolci illusioni. #Gladiatore

ROMAGNOLI 4,5 – Dispiace, ma il capitano ha probabilmente disputato la peggior partita in maglia rossonera. Quasi sempre in ritardo nelle chiusure, ha sulla coscienza le prime due reti nerazzurre lasciandosi sfuggire la marcatura di Vecino prima e De Vrij poi. #CoseCheCapitàno

RODRIGUEZ 5 – Bruciato più volte da Politano, appare meno sicuro del solito con il pallone tra i piedi. Non si ricordano proiezioni offensive degne di nota. #GranelloDiSabbia (dal 58′ Cutrone 5 – Il “Veleno” sembra esserci ma al netto di un atteggiamento propositivo, nella pratica poco dialogo con i compagni e pochissima incisività in area di rigore. #SanPatrizioMicaTanto)

BAKAYOKO 7 – Per continuità di rendimento nell’arco dei 90′, sicuramente uno dei migliori in campo. Forza (riuscendoci) alcune giocate e sale in cielo in occasione del momentaneo goal dell’1-2. #Ercole

KESSIÈ 5- – Tralasciando l’atteggiamento con il quale esce dal campo e per il quale merita un segno meno in più, non dà mai l’impressione di essere in partita. Confusionario più del solito con il pallone tra i piedi, lascia vere e proprie voragini a metacampo in occasione delle ripartenze nerazzurre. #Arrugginito (dal 69′ Conti 6+ – 25 minuti di spinta e sostanza offensiva, peccato per qualche cross dosato male ma il suo ingresso in campo ha sicuramente giovato a tutta la squadra. #Linfa)

PAQUETÀ 5,5 – Perde 2 palloni sanguinosi in costruzione ma è l’unico ad impegnare seriamente Handanovic nei primi 45′ oltre  a verticalizzare ogni volta che può. #2Facce (dal 46′ Castillejo 5,5 – La solita prestazione da scheggia impazzita: bene in fase offensiva ma l’ingenuità con la quale regala il rigore del 3-1 all’Inter è disarmante. #CaffèECamomilla)

SUSO 4,5 – Altra serata incolore per l’esterno spagnolo. Al netto di un paio di palloni pericolosi buttati al centro dell’area avversaria, il nulla. #BucoNero

CALHANOGLU 7- – Una delle sue migliori prestazioni stagionali per corsa, capacità ed intelligenza tattica. Unico, vero punto di riferimento offensivo tra le fila rossonere, si fa costantemente trovare tra le linee ed in ogni posizione del campo. #Eclettico

PIATEK 5,5 – Polveri bagnate per il pistolero polacco. A garantirgli un’insufficienza onorevole sono un paio di aperture ed il dialogo (a sprazzi) con i compagni di reparto. #Inceppato

GATTUSO 5 – Prova, senza fortuna, a rimettere in piedi la partita con dei campi tempestivi ma l’atteggiamento trasmesso alla squadra nei primi 45′ è imperdonabile. Non è che a temere troppo gli avversari si finisce per temere se stessi? #8LaPaura

PAGELLE MILAN-INTER 2-3 – I voti dei tifosi:

Donnarumma 6;

Calabria 5, Musacchio 6,5, Romagnoli 5,5, Rodriguez 4,5;

Bakayoko 6,5, Kessiè 5, Paquetà 5;

Suso 4, Calhanoglu 6,5, Piatek 5,5;

Castillejo 6, Cutrone 5,5, Conti 6;

Gattuso 4,5

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Sebastiano Rossi: “Derby partita speciale, la Sud mi dava la carica. Per domenica sono fiducioso, forza Milan”

Esclusiva, Sebastiano Rossi: “Derby partita speciale, la Sud mi dava la carica. Per domenica sono fiducioso, forza Milan”

ESCLUSIVA, SEBASTIANO ROSSI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera all’ex portiere del Milan, Sebastiano Rossi. Argomento principale della chiacchierata non poteva che essere ovviamente l’imminente derby della Madonnina che vedrà opposti Milan ed Inter domenica prossima a San Siro. Qui di seguito, vi riportiamo l’intervista completa:

Tu sei stato icona rossonera, se ti dico la parola “Derby” cosa ti viene in mente? E soprattutto, quali erano le sensazioni nel viverlo sotto la curva sud o sotto la nord?

Il derby è una partita speciale, ho avuto la fortuna di vincerne qualcuno ma è sempre una grande emozione, sicuramente la gara contro l’Inter è una partita diversa, c’è sempre tensione ed a volte la tensione ti fa fare brutti scherzi. Durante i miei derby quando difendevo la porta sotto la Curva Nord mi arrivava di tutto, mentre quando avevo alle spalle la Curva Sud mi dava una carica incredibile ed i tifosi rossoneri sono unici su come ti possono caricare. Contro nessun attaccante interista ho avuto paura di prender gol, nemmeno contro Klinsmann che non segnava da quattro mesi. In generale rispetto per tutti e paura di nessuno“.

Tu sei stato uno dei migliori portieri della storia del Milan. Pensi che Donnarumma sia sulla strada giusta? In cosa deve migliorare?

Donnarumma deve ovviamente crescere ancora, ha sono 20 anni, è quasi “costretto” a crescere. Dovesse farlo anno dopo anno diventerebbe uno dei più grandi di sempre. E poi avere un secondo come Reina ti può render più tranquillo. Di sicuro l’esperienza di Pepe può aiutare la crescita di Gigio“.

Domenica finalmente torna ad essere un derby di Champions, che partita ti aspetti? E chi può essere l’uomo decisivo?

Fare pronostici sul derby non è mai facile ma io sono sempre fiducioso. Conta molto anche l’emotività di una squadra, a volte quella sfavorita tira fuori qualcosa che non ha mai messo prima sul campo. Rino però è capace di gestire questa emotività e di mandare in campo una squadra carica“.

Leonardo, Maldini e in panchina Gattuso: respiri un po’ di quel vecchio Milan vincente?

Con Gattuso, Leonardo e Maldini si comincia a respirare un po’ di quel vecchio Milan vincente. Speriamo bene per domenica sera e ovviamente: FORZA MILAN“.

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Milanisti 1899: un viale intitolato ad Herbert Kilpin

Milanisti 1899: un viale intitolato ad Herbert Kilpin

MILANISTI 1899 – L’associazione Milanisti 1899 si schiera affianco allo storico milanista Luigi La Rocca nella richiesta al comune di intitolare una “location” a Herbert Kilpin fondatore del Milan.

L’associazione Milanisti 1899, da sempre sensibile ad ogni iniziativa riguardante il rispetto e la rievocazione della storia rossonera, ha deciso di sostenere lo storico e saggista milanista Luigi La Rocca nella richiesta al Comune di Milano di intitolare un Viale al fondatore del Milan Herbert Kilpin.

Milanisti 1899 è già stata protagonista lo scorso 13 dicembre con un’azione di rivendicazione toponomastica, con la trasformazione autonoma di Piazza Axum in Piazza Nereo Rocco, gesto atto a sottolineare lo squilibrio a Milano di luoghi dedicati al Milan rispetto a quelli dell’Inter

Ancora una volta Milanisti 1899 ribadisce il suo impegno nel celebrare e rispettare i grandi personaggi che hanno fatto la storia del Milan, con azioni e iniziative concrete, nel rispetto dell’ideologia per la quale l’associazione stessa è nata.

MILANISTI 1899La visita alla tomba di Herbert Kilpin. Questo il video di quanto accaduto lo scorso 9 marzo:

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