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Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

Esclusiva, Riccardo Cucchi: “Gattuso ha bisogno di tempo. Per fortuna è subentrato Elliott. Berlino e Manchester indimenticabili”

ESCLUSIVA, RICCARDO CUCCHI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad una delle voci storiche del calcio italiano: Riccardo Cucchi. Tantissimi i temi trattati: dall’imminente match di campionato tra Milan e Roma, alla nuova proprietà rossonera, passando anche a questioni legate alla comune passione per il calcio. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

Sulla passione che ci accomuna, ovvero la radio: “La radio è un mezzo straordinario  perché è capace di unire tutte le diverse passioni calcistiche“.

Il Milan ha sfiorato il colpaccio al San Paolo contro il Napoli, cos’è mancato alla squadra rossonera?

Credo che il Milan abbia comunque dato segnali importanti, dei segnali relativi alla squadra che potrebbe diventare. Ci vuole pazienza ma è anche vero che i tifosi un po’ l’hanno persa considerate le grandi vittorie del passato. Anche Gattuso avrà bisogno di tempo per sviluppare le capacità tecniche della rosa a sua disposizione. Ai rossoneri probabilmente è mancata la mentalità di squadra ma arriverà col tempo“.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan in alto?

Faccio una premessa: ancora siamo al calcio d’agosto, il campionato finirà a maggio e tanti attuali equilibri potrebbero cambiare nelle prossime settimane. Detto ciò, Gattuso avrà sicuramente del lavoro da fare come inserire i nuovi giocatori nel proprio organico. Lo ammetto, sono di parte: adoro Gattuso per la sua storia, l’ho amato come calciatore sia della Nazionale che del Milan; è un ragazzo straordinario di grande umiltà e qualità umane. Diamogli tempo: bravi allenatori si diventa, non si nasce“.

Paolo Maldini è ritornato al Milan: saprà farsi valere anche da dirigente?

Lo scopriremo: non è detto che un bravo calciatore diventi anche un bravo dirigente ma Maldini, oltre alle qualità tecniche, ha sempre dimostrato grande intelligenza nel cogliere i significati importanti dei piccoli gesti. Lui, insieme con papà Cesare, hanno rappresentato e rappresentano il dna milanista. L’impressione sul suo ritorno è questa: un Maldini che negli ultimi anni ha girovagato sotto la casa paterna in attesa che qualcuno gli dicesse di entrare. È chiaro comunque che dovrà imparare a fare il dirigente ma sono convinto che lo farà nel migliore dei modi“.

Che idea ti sei fatto sulla precedente proprietà cinese e sulla nuova proprietà di Elliott?

Per fortuna è successo quello che è successo, ovvero l’ingresso di Elliott come nuovo proprietario del Milan. Reputo quello che è accaduto nei mesi precedenti come poco trasparente: il vero proprietario del Milan non era certo Yonghong Li che chissà come ha operato e per conto di che oltre che non avere le capacità manageriale e le risorse economiche per guidare un club come il Milan. Personalmente avevo parlato del possibile ingresso di Elliott come nuovo proprietario già nello scorso marzo e così è stato: sicuramente la soluzione migliore per il club perché garantisce sicurezza. Vero è che i risultati si ottengono sul campo ma è vero anche che per ottenerli serve una società competente alle spalle e che sappia mantenere i bilanci in ordine. La strada intrapresa è sicuramente quella giusta e vorrei non succedessero più cose simili come le prese in giro nei riguardi dei tifosi rossoneri. Adesso è tempo che il Milan marci per la sua strada, una strada attraverso la quale è destinato a tornare grande“.

La nostra Radio sta portando avanti un progetto di azionariato diffuso. Questo nuovo calcio del “Risiko finanziario”le piace o no?

Il calcio italiano ha dimostrato la sua enorme fragilità da questo punto di vista: troppi i casi di fallimenti di club italiani importanti come Avellino, Cesena, Bari… La grande difficoltà del calcio italiano è legata ad un vizio di fondo, ovvero basarsi sui diritti tv come unica fonte di ricchezza; una sorta di gigante con i piedi d’argilla. In altri paesi come Inghilterra o Francia, i ricavi dei diritti tv rappresentano solo una parte del fatturato e non maggioritaria. Per quanto riguarda l’azionariato, penso che in Italia sia difficile cambiare direzione anche se ovviamente per giocare a pallone non si può certo fare a meno dei soldi. Credo che i tempi non siano ancora maturi per esperienze di azionariato come quelle, ad esempio, di Real Madrid e Barcellona. La cosa importante adesso è che nel calcio italiano ci sia trasparenza: da un’indagine della FIGC risulta che almeno 12 società non sono riconducibili ad una proprietà chiara. Ecco, la mancanza di trasparenza è una mancanza di rispetto verso i tifosi. Il calcio è un’industria ma non produce prodotti di consumo, produce passione; senza passione il giocattolo si rompe“.

Il calcio a volte è visto in maniera troppo “sacrale” dai tifosi. Lei che ne pensa?

Essendo un giornalista di vecchia generazione sono nato con la passione per il calcio calcio: l’unico grande rito domenicale secondo una citazione di un grande poeta sudamericano. Non mi meraviglierò mai di vedere tifosi che si imbarcano in viaggi lunghissimi soltanto per poter tifare la propria squadra nei 90′ di gioco e magari in una città lontana. La passione non mi meraviglia: non mi meraviglio nemmeno dell’arrabbiatura social riguardante la spartizione dei diritti tv e dunque il dover spendere cifre che a volte non sono alla portata di una famiglia italiana per poter vedere tutte le partite. Il calcio è la cosa più importante tra le cose meno importanti, però sono anche convinto che la passione debba essere sempre rispettata e spero che non sia più concesso ad avventurieri di produrre investimenti disastrosi“.

Venerdì sera è prevista una grande cornice di pubblico per Milan-Roma. Che partita si aspetta?

Bene così. Auspico un grande ritorno di pubblico negli stadi: meglio divani vuoti e tribune piene.Ho vissuto 40 anni dentro gli stadi per mia fortuna e so perfettamente cosa significa il calore che emana uno stadio pieno. L’adrenalina e le emozioni si trasferiscono sia in chi gioca e sia in chi racconta le partite. Milan e Roma sono due squadre che apprezzo moltissimo. entrambe secondo me sono uscite da  una campagna acquisti/cessioni che ha creato qualche malumore a Roma ed aspettative importanti per il Milan, specie considerato l’acquisto di Higuain. Sono due squadre in formazione: sia Di Francesco che Gattuso hanno dei problemi che però possono risolvere. Mi aspetto una partita apertissima e ho molto apprezzato la tendenza di queste prime due giornate di campionato nelle quali abbiamo assistito a rimonte e partite non definite che avvicinano il nostro campionato per filosofia al campionato inglese. Credo inoltre che Milan e Roma possano dar vita ad una gara ricca di goal“.

Qual è la partita più bella alla quale ha assistito?

Per mia fortuna ne ho viste molte di belle partite. Difficile ricordarsene una in particolare ma ho avuto la fortuna di raccontare la finale mondiale del 2006 tra Italia e Francia a Berlino: tutte le mie emozioni concentrate per una sola notte in una partita che sognavo da tempo e che mi ha permesso di pronunciare la frase “L’Italia è campione del mondo” prima di me solo 2 grandi radiocronisti  erano riusciti a farlo: Nicolò Carosio ed Enrico Ameri alla Radio e Nando Martellini in tv; due immensi telecronisti come Bruno Pizzul e Sandro Ciotti invece non sono riusciti a gridarlo. Altra partita che ricordo è stata la finale di Champions League tutta italiana del 2003 tra il Milan e la Juventus all’Old Trafford. La cosa straordinaria entrando in quello stadio è stata la possibilità di vedere una partita del genere insieme ad un pubblico inglese; sembra sia passato un secolo invece è successo poco tempo fa“.

Ultima domanda (di un nostro ascoltatore): il Cucchi di oggi cosa vorrebbe insegnare al Cucchi di ieri?

Ho avuto la fortuna di avere grandi maestri e  di poter muovere i primi passi professionali cercando di rubare i segreti del mestiere ai grandi narratori del calcio come Enrico Ameri, Sandro Ciotti ed Alfredo Provenzali. Sono stato capace, credo,  di rubare pezzi di mestiere come si faceva nelle botteghe artigiane. Oggi credo sia cambiato molto il racconto del calcio ma ho sempre cercato di mantenere un filo conduttore cercando di adeguare il linguaggio ai tempi moderni. Quello che insegnerei ad un giovane Cucchi, parlando di radio, è di non staccare mai gli occhi dal racconto della partita. In tv sento colleghi giovani bravissimi ma i commenti ed i dati di contorno alla gara servono a poco: bisogna raccontare quello che si vede“.

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Napoli-Milan 3-2, pagelle: Bonaventura il migliore, male Biglia

Napoli-Milan 3-2, pagelle: Bonaventura il migliore, male Biglia

NAPOLI-MILAN 3-2, PAGELLE – I rossoneri di Gennaro Gattuso riescono nella doppia impresa di portarsi in vantaggio di due reti al San Paolo e di farsi rimontare uscendo virtualmente dal campo dopo il momentaneo 1-2 firmato Zielinski. L’impressione è che, come nella passata stagione, i problemi del Milan restino prettamente di natura mentale piuttosto che tecnica, tattica o fisica.

NAPOLI-MILAN 3-2, LE PAGELLE DELLA NOSTRA REDAZIONE:

DONNARUMMA 5 – Anno nuovo, stessi difetti: sul primo goal di Zielinski potrebbe fare qualcosa in più; sul secondo, l’errore di piazzamento e velocità d’esecuzione nel distendersi alla propria sinistra è evidente. STANDARD

CALABRIA 6 – Il goal non è un caso: ben sopra la sufficienza in fase offensiva; viceversa, in fase difensiva, fa spesso fatica a contenere Insigne. ALTALENA

ROMAGNOLI 6,5 – Finché il risultato resta favorevole alla squadra, Alessio è un muro. Col passare dei minuti, e dei goal avversari, sparisce un po’ dai radar pur non compiendo errori particolari. SOLIDO

MUSACCHIO 5 – Inizia bene ma l’errore che favorisce la prima rete dei partenopei è il preludio agli ultimi 30 minuti di pura sofferenza. FRAGILE

RODRIGUEZ 5,5 – Prestazione più che onesta in fase difensiva per il terzino svizzero, davanti però non riesce mai a rendersi incisivo. Prima Borini e poi Laxalt possono testimoniare. COMPITINO

BIGLIA 4,5 – Serata da dimenticare per il volante argentino: non solo il suo grave errore in fase di impostazione dà il là alla rimonta del Napoli, ma spesso si fa trovare assente nei momenti di difficoltà della squadra specie nella costruzione dal basso. BOCCIATO (dal 58′ BAKAYOKO 5 – Riesce nell’impresa di far rimpiangere Biglia ma a differenze dell’argentino ha il “merito” di non commettere errori decisivi. RIMANDATO A SETTEMBRE

BONAVENTURA 7 (il migliore) – Si dice che il problema del Milan sia la mezzala sinistra, potrà anche essere vero ma nel frattempo il buon Jack sfodera una prestazione ben al di sopra dei propri compagni di squadra. Oltre al bellissimo goal che sblocca la gara, per gran parte del primo tempo (sorprendentemente) agisce anche da regista basso. ONNIPRESENTE (dal 82′ CUTRONE s.v.)

KESSIÈ 6 – Prestazione senza infamia e senza lode per il centrocampista ivoriano. Sempre propositivo quando la palla scotta ma qualitativamente deve ancora crescere molto. AFFIDABILE

SUSO 6 – Il merito di entrare da protagonista nelle azioni di entrambe le marcature rossonere gli garantisce la sufficienza ma la prestazione di ieri è ben lontana dai suoi standard. PRECAMPIONATO

BORINI 6,5 – Senza dubbio uno dei migliori. Nel primo tempo regala l’assist del primo goal a Bonaventura e corre per tutta la fascia garantendo copertura e sfogo in ripartenza. Nella ripresa cala d’intensità e viene giustamente sostituito. PEPERINO (dal 72′ LAXALT 6 – Entra col piglio di chi ha capito cosa provare a fare nell’ultimo quarto d’ora di gara. Offre un buon pallone a Higuain e percorre la fascia avanti e indietro con la giusta intensità. CORRIDORE

HIGUAIN 6 – Assistito poco e male dal resto della squadra riesce comunque a contraddistinguersi per almeno un paio di giocate sopraffine con la palla tra i piedi. OASI 

GATTUSO 5 – Passi (ma mica tanto) l’atteggiamento da provinciale in casa del Napoli, ma ad indispettire maggiormente è il diktat autodistruttivo relativo al continuo palleggio dal basso oltre che la non perfetta (per usare un eufemismo) lettura della partita specie se confrontata a quella del maestro Ancelotti. ALLIEVO

NAPOLI-MILAN 3-2, LE PAGELLE DEI TIFOSI

DONNARUMMA 5,5; CALABRIA 5; MUSACCHIO 5,5; ROMAGNOLI 6,5; RODRIGUEZ 6; KESSIÈ 5; BIGLIA 4,5; BONAVENTURA 7; SUSO 5,5; HIGUAIN 6; BORINI 5,5; LAXALT 6; BAKAYOKO 5; CUTRONE S.V.; GATTUSO 5

Donato Boccadifuoco

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Esclusiva, Filippo Galli: “Obiettivo Champions possibile per il Milan. Resto legato a questi colori”

Esclusiva, Filippo Galli: “Obiettivo Champions possibile per il Milan. Resto legato a questi colori”

ESCLUSIVA, FILIPPO GALLI – Intervista esclusiva di Radio Rossonera allo storico ex difensore del Milan, Filippo Galli. Qui di seguito le sue dichiarazioni:

È un Milan che sul mercato si è rafforzato abbastanza per tentare la qualificazione alla prossima Champions League?

“Sì, credo che il Milan abbia messo a disposizione di Gattuso una squadra che ha la possibilità di raggiungere quest’obiettivo. Dal mercato sono arrivati sia titolari importanti che riserve secondo le richieste fatte dallo staff tecnico rossonero. Credo che da questa sessione di mercato non si poteva pretendere di più anche se certamente Milinkovic-Savic sarebbe stato un grandissimo colpo ma certamente complicato anche per via del Fair Play Finanziario”.

Come valuti la decisione di Bonucci di voler tornare alla Juventus?

“Non saprei cosa dire: Bonucci ha preso la sua decisione ed il Milan al suo posto ha acquistato un giovane di grandi prospettive. Non voglio entrare nel merito della questione ma probabilmente Bonucci non era convinto della sua scelta e ha preferito tornare alla Juventus avendone l’opportunità”.

Donnarumma, Caldara, Romagnoli, Conti e Calabria: garanzia per il futuro rossonero dei prossimi 5/10 anni?

“Sì, credo infatti che la società si è mossa sul mercato proprio in quest’ottica”.

Gattuso è davvero l’uomo giusto per riportare il Milan dove siamo stati sempre abituati a vederlo?

“Saranno i risultati a valutare il lavoro dell’allenatore”.

Quanto sono importanti i ritorni di Leonardo e Maldini in questo nuovo Milan?

“Sono figure di riferimento sicuramente importanti per tutti i milanisti e sono sinonimo di garanzia. Leonardo ha grande esperienza in ambito dirigenziale; Paolo si troverà comunque a gestire un nuovo ruolo, dovrà fare esperienza ed imparare ma sulle sue competenze calcistiche non ci sono dubbi: Paolo come Franco (Baresi n.d.r.) è la storia del Milan”.

Dei nuovi giocatori acquistati sul mercato, chi ti incuriosisce maggiormente?

“Forse Castillejo: lo conosco poco e mi piacerebbe vederlo giocare perché mi dicono sia un giocatore molto talentuoso che sa far male negli ultimi metri. Potrebbe essere una valida alternativa a Suso”.

Quanta soddisfazione c’è nel vedere così tanti giovani rossoneri che si stanno imponendo nel calcio professionistico?

“Tanta. Il tutto è frutto di un lavoro attento e scrupoloso che abbiamo fatto in questi anni: sono molto orgoglioso di ciò e di aver fatto questo percorso”.

C’è un giovane in particolare sul quale scommetteresti?

“I nomi sono tanti e farne uno in particolare è difficile oltre che un po’ scomodo. Posso però dire che Locatelli non ha ancora mostrato tutte le sue qualità e potrebbe diventare una sorpresa di questa stagione. In prima squadra ha comunque fatto buone cose ma magari grazie all’esperienza al Sassuolo potrà diventare il giocatore che noi addetti ai lavori ci aspettavamo”.

Quale potrebbe essere il tuo futuro professionale?

“Non so quale sarà il mio futuro. Il mio contratto con il Milan è scaduto lo scorso 30 giugno. Ho sentito Leonardo che però mi ha detto di non potermi garantire un futuro in rossonero e dunque mi sto guardando un po’ attorno. Certo, mi è dispiaciuto interrompere il progetto delle giovanili ma ho compreso la scelta: il mio cuore resta comunque legato al Milan”.

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“A New Milan”: Bravo Leonardo!

“A New Milan”: Bravo Leonardo!

“A new Milan” questa è lo slogan del nuovo sponsor tecnico rossonero Puma, che tra l’altro – concedetemelo – è riuscito nella missione di creare una delle maglie più belle degli ultimi anni, la prima.
Un nuovo Milan che nasce, che riparte e lo fa dal nuovo presidente Scaroni (presente ad entrambe le conferenze stampa, sia quella di presentazione di Leo che di Higuain e Caldara) e dall’eleganza di Leonardo, nuovo direttore dell’area tecnica.

Un Leo che da la sensazione di essere totalmente a suo agio e che cala già il primo “bluff”: “Morata? Higuain? No, non credo che siano colpi fattibili ora..” o qualcosa del genere, questo disse con sguardo serio durante la sua prima conferenza. E poi? Il resto è storia, oggi era seduto affianco a Caldara e proprio a quel Gonzalo Higuain “infattibile”, giustificandosi con un sereno “durante la prima conferenza era infattibile, poi son cambiate le cose…è il mercato..”.
Certo, è il mercato, è vero. E leonardo ha gestito la prima trattativa da dirigente rossonero in maniera esemplare:
– Volete Bonucci? Ci date Caldara.
– Caldara con Recompra? Nemmeno per sogno.
– Higuain? Sì, ma dobbiamo rispettare il FFP, troviamo la quadra.

Ed eccoli qua, al Milan arrivano tra tifosi in festa, Caldara e Higuain.
Uno dei top difensori italiani dei prossimi 5/10 anni (perlomeno così considerato dall’opinione pubblica quando stava arrivando in Italia, vedremo ora..) e poi uno dei 10 top bomber in Europa.
Ma il mercato rossonero non è finito qui: una cosa è chiara, prima di “sognare” bisogna vendere.
L’ulteriore cambiamento che mi ha colpito durante la conferenza odierna è il messaggio che si è voluto mandare. Recupero  dei valori che hanno reso il Milan grande, lo si percepiva da molte parole (studiate, se ne accorgono i più attenti) utilizzate, dalle frasi sulla “grandezza e importanza” di questi colori e di questo club pronunciate sia da Leonardo che da Higuain (Vedi “La dimensione che ha il la capisci quando sei dentro” ad esempio). Ah, concedetemelo, l’argentino mi è sembrato già leader, carico a molle e con una voglia di rivalsa senza pari.

Capitolo Cessioni
A quanto sappiamo è un Leonardo costantemente al telefono, lavora per sfoltire la rosa, per portare a casa un tesoretto e per continuare a rinforzare il Milan in maniera importante. Oggi, è stato ufficializzato Gustavo Gomez dal Palmeiras, prestito con obbligo, ma non solo.
Tanti altri i partenti: ancora da capire in difesa la situazione di Antonelli, nella lista dei partenti. A centrocampo, dopo essere stato lasciato a casa dalla tournee americana, in partenza c’è Riccardo Montolivo:  in un paio di telefonate di Leo al suo entourage è stato ribadito che è considerato “fuori dal progetto” e che si dovrà trovare una soluzione/squadra. Soluzione che non escludiamo possa essere anche la rescissione, ma ovviamente il Milan preferirebbe una cessione (leggero interesse di qualche club italiano, tra cui Bologna, ma pesa lo stipendio.. e anche all’estero).
In partenza a centrocampo anche Jose Mauri (contatti col Parma e non solo), mentre davanti nella lista dei possibili partenti sono in 3:  Bacca, Kalinic e Andre Silva.
Se per i primi due è veramente complicato pensare ad un futuro in rossonero (ripresi i contatti con l’atletico per Kalinic, direzione Villareal per Bacca), per il giovane portoghese ci potrebbe essere un meeting (con lui presente) con Jorge Mendes per valutare il da farsi: estimatori per il ragazzo, ce ne sono, ma resta anche una piccola speranza di rivederlo in rossonero. Il Milan non vorrebbe “perderci”, ci sarebbe anche la curiosità di provare a rilanciare il ragazzo (che da “ragazzo intelligente, ha capito” e ha lasciato 9 a Gonzalo Higuain, dopo una telefonata di Leonardo), ma di fronte ad un’offerta congrua i rossoneri lo lascerebbero andare. Deciderà il mercato.

Parola d’ordine: rinforzare

Leonardo lo sa, la squadra va rinforzata e pensa già in grande.
Un esterno e un centrocampista “consistente”, bisogna alzare il livello e si cercherà di farlo.
“Il Milan sul mercato deve avere obiettivi come Higuain…poi magari non si possono realizzare, ma questi devono essere i nostri obiettivi” queste le sue parole in conferenza.
Per l’esterno ci sono diversi obiettivi: parecchi i contatti con l’entourage di Bernard, ex Shaktar a parametro, ma le richieste molto alte di commissione degli agenti non sono piaciute. Pista che si potrebbe riaprire, ma gli occhi di Leo sono anche per altri. Si cerca un buon colpo in rapporto qualità/prezzo, in molti mi hanno chiesto di Lozano e posso dire che il suo “fascicolo” è finito sul tavolo di Leonardo dopo una lunga telefonata, ma nel caso sarebbero da comprendere i costi dell’operazione che potrebbero ostacolare il tutto. Leo comunquue ha molti nomi in mente, anche qualcuno a sorpresa, ma qui l’idea è di non esagerare a livello economico.
E il centrocampista?
Facciamo chiarezza: mi è stato detto solo che si cerca un giocatore “consistente”. Dietro a questa parola c’è un mondo. La verità è che nella testa di Leo c’è la voglia di prendere un centrocampista importante ed europeo, dinamico, fisico e con piedi buoni.
Tra le informazioni che ho ricevuto, c’è anche quella di una possibile missione fuori da Milano nei prossimi giorni, non so se fuori dall’Italia o fuori dall’Europa.
In molti parlano di Milinkovic-Savic, ma i costi sono probitivi, possiamo dire che è vero che piace a Leonardo ma che Lotito chiedere una valanga di soldi e questo rende l’operazione quasi impossibile.  Noi, non ce la sentiamo ancora di fare il toto-nomi, è un compito complicato e poco produttivo per ora, possiamo dire che ci son stati contatti sia con il Real Madrid che con lo sceicco del Psg, la logica porterebbe a pensare a Kovacic (possibile partente) e a Rabiot (che potrebbe andare in scadenza), ma chissà. Le vie del mercato sono infinite e l’idea di replicare un’operazione alla Higuain, con un acquisto mascherato da prestito, piace molto, moltissimo e consente anche di pensare in grande, molto in grande. Magari si sogna, ma infondo come dico sempre “sognare è gratis” e chissà che non possa spuntare qualche sorpresa.
Ultimi aneddoti: in questi giorni Leonardo ha ricevuto valanghe di telefonate di agenti ma anche di giocatori, che si sono interessati sia ad un possibile “ritorno” al Milan, sia ad un possibile primo approdo. Ci stiamo lavorando, stiamo indagando, ma la missione di Leo è chiara: riportare il Milan in alto, come valori e come forza sul campo e non.
Ah, a porposito: settimana prossima a Milano ci sarà Gordon Singer, per conoscere da vicino squadra, allenatore, dirigenti…e chissà.

PBP

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Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Milan, dal cda al mercato: al via l’era Elliott

Il 21 luglio 2018 è nata una nuova era per il Milan, quella targata Elliott.
Un anno e 3 mesi dopo la cessione da Berlusconi a Li Yonghong, il club rossonero è passato nuovamente di mano.


ASSEMBLEA E CDA

Come ampiamente raccontato, oggi in via Aldo Rossi Elliott ha dato il via alla sua “era”.
Scelto Scaroni come nuovo presidente con deleghe da Ad, revocato il mandato a Marco Fassone e alla parte cinese per “giusta causa”, anche Mirabelli verso l’addio. Domani potrebbe essere il giorno delle ufficialità, ci dovrebbe essere un incontro dell’attuale ds con la nuova società e si potrebbe sancire l’addio ufficiale, mentre con ogni probabilità potrebbe essere annunciato Leonardo come nuovo responsabile dell’area tecnica.
Per quanto riguarda il Cda, i nomi son stati detti: Cerchione e D’avanzo (Blue Skye), Franck Tuil e Giorgio Furlani di Elliott e poi Alfredo Craca e Stefano Cocirio, oltre a Patuano e Scaroni già presenti nel precedente. Manca il possibile Ad e dovrebbe essere una corsa a due: Gazidis (Arsenal) e la soluzione italiana Umberto Gandini, che secondo indiscrezioni avrebbe dato le dimissioni dalla Roma.
In settimana sicuramente si avranno novità a riguardo.

CAMPO E MERCATO
La squadra è in partenza per gli stati uniti: stasera alle 21 circa, inizierà la spedizione statunitense del Milan.
Ci sarà il nuovo acquisto Pepe Reina, oltre a Bonucci (da capire il futuro) e Kalinic (sempre in partenza), mancherà invece un po’ a sorpresa Riccardo Montolivo. Il centrocampista risulta tenuto fuori per “scelta tecnica”, una situazione che porta a pensare ad un prossimo addio. Branchini ne parlerà con Leonardo, l’input della proprietà è di tagliare stipendi pesanti soprattutto se a giocatori non futuribili. Potrebbe anche arrivare una rescissione, ma è meglio aspettare i colloqui tra entourage giocatore e Milan, resta sempre libero Badelj che non era tra gli obiettivi di Mirabelli, ma potrebbe diventarlo con il nuovo management.
Nei giorni scorsi Gianluca Di Marzio ha lanciato la bomba “Benzema” ed era tutto vero: trattativa impostata e portata avanti da Fattizzo e Mirabelli, con il benestare di Gattuso. C’era anche il “sì” del giocatore ed un’intesa di massima a 9milioni a stagione (più o meno lo stipendio di Bonucci, possibile partente), ora con Leonardo vedremo se il Milan deciderà di percorrere questa strada o di puntare su altri obiettivi (Morata? Higuain?), resta comunque l’idea di fare una punta “importante”.
Intanto, secondo voci e indiscrezioni potrebbe esserci già stato un incontro tra Leonardo e Gattuso per decidere come muoversi sul mercato, quel che è certo è che è nato un nuovo Milan e che si ripartirà da zero, sotto tutti i punti di vista, con l’obiettivo di riportare il club a lottare lì in alto, dove è sempre stato abituato.

 

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Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

Milan, sentenza Tas. Il commento del Prof. Umberto Lago. Esclusiva Radio Rossonera

MILAN, SENTENZA TAS. IL COMMENTO DEL PROF. UMBERTO LAGO – Questa mattina il Tas di Losanna ha ufficialmente riammesso il Milan alla prossima Europa League. Questo il commento rilasciato dal Prof. Umberto Lago ai microfoni di Radio Rossonera.

Quanto è stato determinante il cambio di proprietà  del Milan ai fini della sentenza emessa dal Tas questa mattina?

Sicuramente un certo peso lo ha avuto perché, non ci nascondiamo, magari senza cambio di proprietà le cose sarebbero andate diversamente. Vorrei però pensare che il cambio di proprietà sia stato utile ma non determinante. Nella sentenza infatti si parla di elementi che non erano presenti al momento della decisione presa dalla Camera Giudicante; inoltre il Tas fa riferimento alla sproporzione della pena“.

È stata importante la presenza fisica di Frank Tuil?

Certo, molto importante anche per far capire quali saranno i programmi futuri di Elliott“.

Il problema per la Uefa era veramente la vecchia proprietà cinese?

Abbiamo sempre saputo che il problema fosse quello: i numeri del business plan andavamo bene ed Elliott aveva comunque garantito la continuità aziendale“.

Perché la Uefa si è occupata della proprietà?

La Uefa ne ha fatto una questione di credibilità, come a dire: con un proprietario non credibile io non firmo nulla“.

La Uefa potrà pretendere da Elliott un impegno pluriennale?

No, non può farlo anche se Elliott ha comunque manifestato un interesse triennale. Nessuno può firmare impegni a non vendere perché può sempre arrivarti la classica offerta della vita. Anche l’Inter dopo il SA passò di mano da Tohir a Suning“.

È vero che la Uefa non vede di buon occhio i fondi di investimento?

È una voce che circola da un po’ ma onestamente non saprei; magari qualcuno la pensa così ma credo che la Uefa non possa entrare in questi tipo di decisioni perché non riguardano aspetti di calcio giocato o regolamentazioni relative al Fair Play Finanziario“.

Ci sono i tempi tecnici per un immediato SA?

C’è un po’ d’incertezza in merito a questo scenario. Il Milan e la Uefa si siederanno attorno ad un tavolo e decideranno cosa fare. La cosa più logica è la definizione di un SA entro pochi giorni: non è una cosa difficile da fare in quanto il SA rientra in paletti già predefiniti. Magari si potrebbe giungere ad un accordo entro la prossima settimana“.

In regime di SA, la proprietà può fare acquisti oppure è obbligata al “saldo zero”?

Dipende da come sarà il SA, in alcuni casi sì, in altri magari saldo zero ad eccezione ad esempio di un giocatore“.

A quanto potrebbe ammontare la sanzione economica da comminare al Milan, sempre che ci sia?

Per tipologia, il caso più vicino da prendere come riferimento potrebbe essere quello dell’Inter. Probabile dunque 20 milioni di euro così suddivisi: 6 mln da pagare in 3 anni (non una multa ma una trattenuta sugli incassi), più 7+7 condizionati al raggiungimento di determinati obiettivi. Il tutto sempre ammesso che la Uefa adotterà uno schema di questo tipo“.

Si aspettava questa sentenza del Tas?

Ci speravo. Ci speravo anche in caso di non cambio di proprietà. Naturalmente però, con Elliott la credibilità con cui si è presentato il Milan è stata ben diversa. Cambio di proprietà determinante ma non esclusivo“.

Dopo la sentenza ha parlato con qualcuno del Milan per commentarla?

Sì, mi ha chiamato Fassone questa mattina per comunicarmi l’esito positivo. C’è grande soddisfazione da parte di tutti; il processo è stato lungo ma siamo sempre stati convinti dall’inizio di avere ragione“.

Il caso Milan farà scuola all’interno delle dinamiche del Fair Play Finanziario?

Più che altro credo che questo dimostri come un club non contento delle decisioni prese dall’Uefa può ottenere ragione al Tas“.

Si sarebbe mai immaginato un Milan coinvolto nel Fair Play Finanziario?

Guardando i bilanci degli ultimi anni, francamente sì (sorride n.d.r.). Il blasone in questi casi conta poco perché si guardano i dati“.

Il Milan ha bisogno di 50 milioni di euro circa di plusvalenze?

No, non mi risulta. In caso di accordo con la Uefa si partirà dalla prossima stagione ed il prossimo bilancio che si guarderà sarà quello che si chiuderà il prossimo 30 giugno“.

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Milan, sentenza Uefa. Il commento dell’Avv. Felice Raimondo

Milan, sentenza Uefa. Il commento dell’Avv. Felice Raimondo

MILAN, SENTENZA UEFA – Davanti alla camera investigativa è stato un vero massacro. Fassone ha presentato dei business plan cinesi progressivamente modificati in peius. Quali? Eccoli: 1) maggio 2017 “in 4 anni avremo 230M dalla Cina”; 2) novembre 2017: “no, in 4 anni avremo 130M dalla Cina”, aprile 2018: “no, in 4 anni avremo 42M dalla Cina”.

In ogni business plan si è confermato sempre il rispetto del break even entro il 2021. Nelle pagine vengono citati accordi non vincolanti, quindi trattative, con diversi istituti finanziari per il rifinanziamento (prima HB, poi Merril), progetti di rimborso, ma nessun documento definitivo. La camera investigativa, inoltre, ha dato enfasi alla revisione di Ernst&Young in cui si afferma che a causa di situazioni di stress quali le performance economiche non eccezionali e il rifinanziamento del debito entro ottobre, esistono significativi dubbi sulla capacità della società di operare come azienda nel corso del tempo (continuità aziendale). Tra l’altro, dice la camera investigativa, nell’ultimo business plan non erano previsti aumenti di capitale, al contrario di quanto si vedeva nei precedenti due business plan già depositati.

Confermate le indiscrezioni sul VA, ci è stato rifiutato perché non abbiamo garantito su un fondo vincolato i prevedibili 165M di deficit del piano quadriennale. Ci siamo limitati a garantire i futuri aumenti di capitale, unitamente ad una lettera di intenti con HB in cui il club gli dava l’esclusiva per il rifinanziamento. La strategia di creare una MediaCo sana in cui far confluire tutti i crediti e utilizzare quella per il rifinanziamento è stata adottata fino a fine aprile 2018, quando il Milan è stato deferito alla camera Giudicante. Il 3 maggio il club ha confermato che la priorità è il pagamento del debito della controllante, perché senza aver risolto questo non si sarebbe potuto risolvere il debito del club.

Arrivati davanti alla Camera Giudicante abbiamo subito chiesto, anche come precauzione ex art. R57, comma 3, CAS, di poter visionare le informazioni finanziarie relativamente agli accordi con altri club a cui è stato concesso il SA: PSG, Manchester City e Inter. Richiesta rifiutata dalla UEFA con questa motivazione: c’è tutto sul nostro sito, andate lì. E comunque ne riparliamo in discussione orale (in realtà qui non ne hanno fatto alcuna menzione, stando al provvedimento). Il Milan, quindi, ha chiesto di far ascoltare due rappresentati di Elliott, ma poi il 19 giugno questi non si sono presentati. La squadra era composta da Fassone, Montanari, Cappelli, Aiello (GOP) e Sebastien Besson. Il quorum dei giudici è rimasto confidenziale in quanto lo prevede esplicitamente il FPF. Il Milan ha chiesto alla Camera Giudicante di rigettare la decisione della Camera Investigativa (aveva proposto la nostra esclusione per un anno), di offrirci un SA o di invitare la Camera Investigativa a rivalutare il caso per offrirci un SA. Infine imporre una misura proporzionata.

La Camera Giudicante ha bocciato le prime due richieste affermando che non ha competenza per rivalutare la concessione di un SA sulla base degli artt. 14, 16 (soprattutto) e 19 delle regole procedurali. Per quanto riguarda l’ultima richiesta, quella di un trattamento equo, la Camera Investigativa ha affermato come il Milan all’udienza orale abbia presentato un documento di Project Red Black (Elliott) in cui si certificava che nella eventualità in cui avesse dovuto assumere il controllo, avrebbe garantito al club tutto il supporto necessario anche nel rispetto dei parametri UEFA. La Camera Investigativa però non ci ha sentito da quell’orecchio, in quanto, per loro, la combinazione di una serie di fattori unici ha determinato la decisione di proporre l’esclusione del club: il break even è solo uno degli elementi violati; il business plan dalla Cina è progressivamente diminuito; c’è grande incertezza sul fatto che se il Milan non dovesse ripagare il debito, cambierebbe il controllo e ci sono dubbi sull’effettivo rifinanziamento; inoltre solo un rifinanziamento del debito per tutto il periodo coperto dal SA poteva garantire un SA; non si conoscono le possibili conseguenze di un cambio di controllo; la società di revisione sottolinea i rischi relativi alla continuità aziendale, legati appunto al rifinanziamento; il prospetto di bilancio che termina nel 2018 presenta un deficit dovuto al massiccio investimento in giocatori, contrariamente al consiglio dell’investigatore capo. La Camera investigativa, quindi, ha condiviso tutti questi elementi. Inoltre ha aggiunto che se anche avesse avuto la possibilità di rivedere il SA, non lo avrebbe potuto fare perché il club fino al 2019/2010 avrebbe avuto un significativo discostamento, raggiungendo il break even solo nel 2020/2021.

Su queste basi si è reputato difficile contestare la mancata concessione del SA. Il break even complessivo è stato di 146M nell’ultimo triennio, con un discostamento di 121M dal margine previsto di 25M (rapportato all’ultimo semestre gen-giu 2017). Veniamo alle misure disciplinari: la camera investigativa ha ritenuto di aver sempre trattato i club con equità, ed ha fatto riferimento ai club esclusi per i debiti scaduti (zappa sui piedi?). Inoltre porta come esempio la Dynamo Mosca, esclusa per un grande deficit (dovuto anche ad una massiccia campagna acquisti), e che altrimenti avrebbe partecipato alla competizione in condizione non uguali ad altri club (vantaggio). Il Milan all’udienza orale, in ultima istanza, ha chiesto che la pena, qualora fosse comminata, venisse sospesa. La Camera Giudicante non lo ha concesso sulla base di quanto già detto in precedenza (break even, business plan cinese diminuito, rifinanziamento, cambio di controllo). Per questo motivo hanno ritenuto giusto escludere il club per un anno.

Avv. Felice Raimondo 

(https://avvocatodeldiavoloblog.wordpress.com)

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Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

Cessione Milan: dal comunicato di Commisso al cambio di advisor di Li. La partita non è finita

CESSIONE MILAN: DAL COMUNICATO DI COMMISSO AL CAMBIO DI ADVISOR DI LI – E siamo al quarto stop, ma questa volta Mr. Commisso non ci sta. Un comunicato chiaro, diretto, sincero. “Malgrado gli sforzi e le speranze di Mr. Commisso di giungere presto ad un accordo, appare chiaro che l’attuale proprietario non abbia intenzione di concludere l’accordo tempestivamente e in termini accettabili“.

Parole che rimbombano nella serata milanese, dopo una giornata di silenzio e quiete che faceva – forse – presagire l’imminente tempesta. Quando le parti sembravano vicine ecco l’ennesimo intoppo e Rocco Commisso esce allo scoperto con un comunicato studiato ad hoc con Auro Palomba e Community Group.

Chiusura definitiva o strategia aggressiva per mettere ulteriore pressione all’attuale proprietario del Milan e metterlo spalle al muro? Questo lo sapremo, si dice che la notte porti consiglio, ma qui tra fusi orari Nyc – Milano – China, non sappiamo bene dove sia giorno e dove sia calato il sole. La sensazione è che la trattativa non sia chiusa (forse) e che Commisso abbia rilanciato con forza il pallone nel campo di Li che ora dovrà prendere delle decisioni, visto che il tempo stringe e il fondo Elliott attende sornione.

Qualcosa però si muove, il presidente cinese ha delegittimato il suo advisor della trattativa, l’avvocato Agostinelli (Colui che insieme a Fassone porto il fondo Elliott nel momento cruciale della trattativa di acquisizione del Milan…) ed al suo posto ecco uno studio con sede sia a New York che ad Hong Kong: White And Case.

Cosa vuol dire questo? Lo scopriremo, la sensazione è che però si possa tornare al tavolo delle trattative, ma sappiamo anche che al momento Li Yonghong sarebbe tutt’altro che spaventato o preoccupato, anzi avrebbe i 32 milioni e sarebbe pronto ad andare avanti ancora.

Ormai è una partita di poker, purtroppo sulla pelle di chi non lo merita, il Milan ed i suoi tifosi, ora però tra fold e bluff, forse è arrivato il momento di fare “Vedo”.

PBP

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Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

Milan, Commisso prova l’accelerazione: trattativa con Li riaperta. C’è il via libera di Elliott

MILAN, COMMISSO PROVA L’ACCELERAZIONE – Come vi avevamo anticipato ieri sera, le trattative tra Commisso e Yonghong Li , dopo la “mossa” dello “stop”, hanno ritrovato il “go”.

Infatti, ieri emissari dell’attuale presidente del Milan hanno ripreso i contatti con Goldman Sachs e con Rocco Commisso, per riaprire una trattativa che agli occhi di molti sembrava chiusa. Nelle ultime ore si sono intensificati i contatti tra Li e l’italo americano, il presidente cinese ha dato l’ok a risedersi al tavolo e proprio mentre in Italia il Milan prepara l’acquisto di Halilovic, dall’altra parte del mondo Rocco Commisso prova l’accelerazione.

La ripartenza della trattativa lascerebbe pensare che l’offerta vecchia sia stata modificata (copertura debiti, iniettare denaro nelle casse del Milan e 30% a Li), la novità che abbiamo appreso è che, a differenza di quanto si diceva, ci sarebbe anche il “via libera” e l’ok del fondo Elliott che sarebbe soddisfatto dell’eventuale passaggio di mano. Va chiarito che non stiamo parlando di una cessione “immediata”, ma di un’eventuale firma di una lettera di intenti:praticamente un preliminare vincolante, con possibili penali.

Rocco Commisso non cambierebbe l’attuale management, ma non escludiamo che possa inserire qualche suo uomo all’interno dei quadri dirigenziali, la certezza è che fa sul serio e Yonghong Li starebbe iniziando a vacillare, anche se abbiamo ormai imparato bene che non si può assolutamente dare nulla per scontato.

PBP

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APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA Milan: la lettera dei piccoli azionisti a seguito della sentenza Uefa

APA MILAN, LETTERA PICCOLI AZIONISTI – Edoardo Barone  e Giuseppe La Scala  sono, rispettivamente, Presidente e Vice Presidente dell’ Associazione Piccoli Azionisti del Milan.

Il secondo è anche Presidente di “Milanisti 1899”, l’ associazione di circa 1100 supporter rossoneri che ha promosso “Radio Rossonera” e che, dopo avere sottoscritto circa 50.000 azioni della società, ha iniziato ad assegnarle ai propri aderenti, lanciando la prima campagna di azionariato diffuso del Milan.

Essi hanno congiuntamente dichiarato:

“Anche se la sentenza dell’ UEFA – che ha comminato al Milan una sanzione sproporzionata rispetto ai suoi precedenti – ha punito il Club per le violazioni alle norme sul pareggio di bilancio compiute dalla precedente gestione Berlusconi – Galliani, è ovvio che la situazione pretende comunque, e in tempi brevissimi, un definitivo chiarimento dell’ assetto proprietario.

Già alcune settimane fa i Piccoli Azionisti del Milan indirizzarono al Socio di Maggioranza una lettera aperta – rimasta inopinatamente senza risposta – nella quale gli chiedevano o di assicurare la sua capacità, finanziaria e progettuale, di guidare la società, ovvero di farsi da parte, passando la mano.

Oggi che la sanzione UEFA – anche nella sperata ipotesi che essa sia “alleggerita” dal TAS – obbliga i vertici societari a fare i conti con una programmazione sportiva ed economica ancora più accurata e, comunque, di medio/lungo periodo, i Piccoli Azionisti rinnovano per l’ ultima volta il loro appello.

O la Rossoneri Sport Investment Lux dimostra inequivocabilmente e definitivamente di poter garantire:

  • il rifinanziamento dei debiti contratti dal Milan e scadenti nel prossimo ottobre;
  • il rifinanziamento dei debiti propri, a garanzia dei quali ha costituito in pegno il proprio pacchetto delle azioni sociali, e in difetto del quale si aprirebbe una nuova stagione di insopportabile incertezza sull’ assetto proprietario;
  • un progetto imprenditoriale chiaro e sostenibile, con un orizzonte temporale adeguato all’ effettivo e stabile rilancio del Club nella elite del calcio mondiale;

oppure noi ci auguriamo che l’ Azionista di Maggioranza, dimostrando il proprio senso di responsabilità e l’ avere a cuore gli interessi dei supporter rossoneri – che sono i veri proprietari del Club e i cui sentimenti e passioni devono essere tenuti nella massima considerazione – concluda al più presto le trattative per la cessione della propria partecipazione e consenta il trasferimento del controllo a chi possa garantire al Milan il futuro che esso e i suoi tifosi si meritano”

Edoardo Barone

Giuseppe La Scala

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