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Calciomercato Milan Femminile: inizia l’era Ganz tra rinnovi, addii e nuovi acquisti

Calciomercato Milan Femminile: inizia l’era Ganz tra rinnovi, addii e nuovi acquisti

CALCIOMERCATO MILAN FEMMINILE – La nuova stagione calcistica 2019-2020 del Milan Femminile è ormai alle porte e la rosa a disposizione di mister Maurizio Ganz sembra prendere forma giorno dopo giorno, alternando importanti colpi di mercato in uscita e in possibile entrata. In previsione del 24 luglio, giorno in cui si apriranno le attività della squadra femminile con le visite mediche e i primi test fisici, ricapitoliamo le possibili evoluzioni di mercato del Milan Femminile.

Negli ultimi giorni i movimenti più discussi di mercato sono stati quelli in uscita: Thaisa Moreno è stata la prima giocatrice ad ufficializzare la sua dipartita dal Milan Femminile, seguita da Manuela Giugliano e da Camelia Ceasar, mentre la prossima giocatrice in odor di cambiamento potrebbe essere Lisa Alborghetti. Nessuna notizia certa sul futuro di Daniela Sabatino, con una possibilità di vederla il prossimo anno lontano dai colori rossoneri.

La conformazione della rosa per la prossima stagione calcistica inizia invece a prendere forma a partire dai rinnovi, tra cui spiccano nomi di alto rango: Giacinti e Fusetti sono tra le giocatrici più utilizzate nella scorsa stagione che proseguiranno la propria carriera sportiva in rossonero, affiancate da Francesca Zanzi, Raffaella Manieri e Mia Bellucci. Ancora non ufficiale ma probabilmente ben avviato è anche il rinnovo di Maria Korenciova, volta a difendere i pali del nuovo Milan Femminile.

Il reparto più scoppiettante sembra però essere quello degli arrivi in rossonero, dove numerosi sono i nomi atti a rimpolpare tutti i settori del campo. Partendo dalla retroguardia, il parco portieri del Milan Femminile potrebbe essere rinvigorito dall’arrivo di Alessia Piazza, classe ’98, in uscita dal Tavagnacco, con cui ha disputato un’ottima stagione prima dell’infortunio al crociato rimediato a novembre 2018. Nel reparto difensivo i nomi caldi sono quelli della ventottenne norvegese Stine Hovland e dell’ex Atalanta Mozzanica Francesca Vitale, trattative in entrambi i casi in stato avanzato. Tra centrocampo e reparto offensivo gli obiettivi del Milan Femminile sembrano essere diversi, alternando nomi italiani a profili internazionali: Lady Andrade è la giocatrice già nota per i passati tentativi di portarla in rossonero, e finalmente potrebbe essere la stagione giusta per portare in Italia le sue indubbie qualità; nel reparto centrale destano interesse anche i nomi di Lidija Kulis, bosniaca classe ’92, e di Refiloe Jane, centrocampista sudafricana reduce dalla Coppa del Mondo femminile con la sua nazionale. Nel reparto offensivo continua a avere rilievo il nome di Deborah Salvatori Rinaldi, attaccante classe ’91 che ha disputato l’ultima stagione con il Florentia. Da seguire nei prossimi giorni l’effettivo svolgimento finale delle trattative, per dare sempre più una solidità competitiva alla rosa a disposizione di mister Ganz.

A fronte dei movimenti di mercato, molta è stata la polemica recente legata ai trasferimenti in uscita dal Milan Femminile, certamente non di poco conto finora, specie pensando all’altissimo livello qualitativo del centrocampo rossonero nella stagione passata. I trasferimenti finora annunciati, tuttavia, sono sembrati sostanzialmente inevitabili, poiché dettati dalla netta volontà delle giocatrici stesse. Infatti, secondo le normative dei dilettanti -sotto cui ricade il calcio femminile in Italia-, ciò che ad inizio stagione viene stipulato con le giocatrici non è un vero e proprio contratto, ma un accordo economico, nella maggior parte dei casi della durata di un solo anno. Al termine della stagione, ovvero sia il 30 di giugno, l’accordo scade, e a dettare il futuro delle giocatrici è sostanzialmente la volontà di ciascuna di esse: è possibile rinnovare il contratto con il medesimo club, ma è altrettanto possibile scegliere un nuovo club di destinazione in base alle offerte ricevute. Per questo motivo non è corretto parlare di “cessioni” in ambito di calcio femminile, ma si può tuttalpiù discutere di trasferimenti. Nell’eventualità in cui una giocatrice fosse determinata a sposare un nuovo progetto, il club potrebbe provare a trattare il rinnovo, seppur senza impugnare reali vincoli: in casa Milan Femminile è stato sostanzialmente questo l’andamento della trattativa con Manuela Giugliano, giocatrice dal valore inestimabile e che ha deciso di sposare il progetto della Roma Femminile nonostante i tentativi mossi dal club rossonero.

Photo Credits: AcMilan.com

Lucia Pirola

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Milan, Theo Hernández: tra derby in famiglia e talento, i sogni del nuovo terzino rossonero

Milan, Theo Hernández: tra derby in famiglia e talento, i sogni del nuovo terzino rossonero

MILAN, THEO HERNÁNDEZ – Tanti sono i bambini che sperano di diventare calciatori, è sempre stato così e sempre lo sarà, ma ci sono alcune storie in cui il destino ha decisamente un ruolo importante…

La storia di Theo Hernández, appena approdato a Milano, sponda rossonera, ha sicuramente qualcosa da raccontare. 3 Hernandez, 3 difensori, potremmo descrivere così la storia della sua famiglia: Papà Jean-François, classe ’69, di origine francese, si è diviso tra Ligue1 e Liga, arrivando persino a giocare una stagione nell’Atletico Madrid; ma di questo i piccoli Theo e Lucas non hanno saputo niente per tanti anni, un triste scenario, confessato proprio dal fratello maggiore a Le Parisien: “Non abbiamo avuto notizie di nostro padre per 12-13 anni, nemmeno dopo aver vinto il Mondiale“. Non si può dire quindi che il papà sia stato un eroe o un esempio da seguire, in compenso ci ha pensato la mamma a diventare la prima tifosa dei sui figli.

Come ci ha raccontato Aleix Genero, giornalista di Defensa Central, mezzo di comunicazione molto vicino al Real Madrid, la madre Py Laurence è stata fondamentale in questo percorso: “Quando Theo è stato presentato come nuovo giocatore del Real Madrid, ha dichiarato di aver realizzato un sogno, ma non solo, da grande amante dello sport quale è ha vissuto con grande tensione i derby tra Real Madrid e Atletico nel periodo in cui Lucas giocava nei Colchoneros e Theo nei Blancos“.

Del resto Lucas, come di consueto, essendo il fratello maggiore è sempre stato il motivatore di Theo, ma nonostante questo la rivalità tra i due non è mai mancata. Non hanno mai fatto a meno di stuzzicarsi sui trofei mancati e vinti, insomma un vero e proprio derby di famiglia, anche se inizialmente entrambi militarono nelle giovanili dell’Atletico.
Quello che subito mi colpì di Theo fu la sua potenza fisica – ci ha rivelato Aleix – ricordo ancora il suo gol nella finale di Coppa del Re con la maglia dell’Alavés, giocava contro il Barcellona e in quel momento pensai di essere davanti all’erede di Roberto Carlos“.

Paragone non facile da indossare, anche se sicuramente un giocatore che ha calcato il prato del Bernabeu sa benissimo quale sia il livello di pretese e aspettative da parte di addetti ai lavori e tifoseria, non a caso è il più giovane tra i difensori con almeno 50 presenze in Liga. Nonostante le sue origini francesi quindi la Spagna è stata una tappa fondamentale nella sua carriera, non per niente il suo idolo d’infanzia fu un giocatore che nella Liga ha segnato ben 106 gol con la maglia del Villareal e 134 con quella dell’Atletico. Stiamo parlando di Diego Forlan, che vestiva la maglia dei Colchoneros proprio quando Theo a 10 anni iniziava la sua avventura nella stessa squadra del suo idolo.

Ora per lui inizierà una delle sfide più difficili della sua carriera: scendere in campo a San Siro e cercare di farsi valere in quella stessa zona di campo che fu di Paolo Maldini, proprio quel Maldini che l’ha fortemente voluto in rossonero.

Beatrice Sarti

Photo Credits: AcMilan.com

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Raduno Milan, Boban: “Tornato per una scelta di cuore. Giampaolo ci riporterà in alto. Tifosi fantastici, ripaghiamoli col bel gioco”

Raduno Milan, Boban: “Tornato per una scelta di cuore. Giampaolo ci riporterà in alto. Tifosi fantastici, ripaghiamoli col bel gioco”

RADUNO MILAN, BOBAN – Il 9 luglio 2019 inizia ufficialmente la nuova stagione del Milan. A Milanello, il CFO (Chief Football Officer) Zvonimir Boban ha incontrato i giornalisti presenti esprimendosi su numerosi temi legati al presente ed al futuro del club rossonero. Ecco le sue parole:

Le emozioni sono forti, il Milan è un posto molto speciale per me. Rivedervi e riabbracciarvi mi fa davvero piacere. Il Milan è il Milan e noi tutti abbiamo nel cuore il desiderio di fare bene. La società è ambiziosa e noi dobbiamo essere bravi e veloci. Sta a noi far tornare il Milan a competere ai livelli più alti. Ce la metteremo tutta: il mio problema non è quello di fallire o sbagliare, il problema sarebbe non provarci nemmeno. Non avrei potuto vivere con me stesso se non ci avessi provato. Paolo mi ha chiamato quando stava lasciando Leonardo, ho parlato con la proprietà e dal primo momento ho capito che l’avrei fatto. Quanto mi è costato? Nulla, scelta di cuore, di vita. La sfida sportiva più grande della mia vita“.

Giampaolo? Scelta condivisa da tutti. Con lui c’è stato un feeling fin dal primo secondo, è uno dei pochi allenatori che sa chiaramente cosa vuole dalla squadra. La cosa che mi dà fiducia è che Marco troverà la strada giusta per riportate il milan in alto e sa bene che senza giocatori il concetto da solo non vince: ci vuole equilibrio tra queste due cose. Acquistare Top Player? La squadra deve crescere in maniera organica ma deve essere un Milan di maggiore qualità. Questo è un anno di cambiamento, senza coppe europee il mister potrà lavorare al meglio con i giocatori. Ora dobbiamo lavorare e investire bene. Promettere un colpo? Cosa vuol dire? Devono esserci giocatori giusti e funzionali al gioco di Giampaolo“.

Veretout e Bennacer sono buoni giocatori. A voi piacciono? Allora condividiamo! Questo tema è comunque più lavoro di Paolo e Ricky io poi dico quello che penso”. Donnarumma? È uno dei migliori portiere al mondo. Per il momento è cosi, può cambiare ma non vuol dire che cambierà. Ve l’ha detto paolo ieri…

Futuro prossimo? Tante speranze ma anche certezze che dobbiamo costruire step by step ma cercando di fare una corsa veloce. Bisogna compiere le scelte giuste: lavorare e pensare tanto. Si può sbagliare ma dobbiamo fare scelte logiche provando a rispondere a queste domande: questo giocatore può giocare nel Milan? Ha le qualità per farlo? Con quest’esperienza ci giochiamo la nostra immagine? Chi se ne frega“.

Interviene il presidente Paolo Scaroni sulla questione relativa alla possibilità che l’Atalanta possa giocare a San Siro le partite della prossima Champions League: “È un tema sul quale stiamo facendo delle riflessioni ma terremo conto dell’opinione dei nostri tifosi. Lo stadio è del club ma anche dei tifosi“.

Riprende la parola Boban. “I nostri tifosi? Nella scorsa stagione non si è visto sempre lo spettacolo che ci si aspettava anche se Rino Gattuso ha fatto tanto, ma loro sono stati fantastici sostenendo questi colori con amore e non ho dubbi che sarà così anche in questa stagione. Noi dobbiamo ripagarli con il bel gioco ed un comportamento da Milan. Obiettivo Champions? Ovvio che l’obiettivo debba essere quello, come deve essere giocare bene e vincere ogni partita. Il Milan non può avere ambizioni medie. Dare tutto e perdere le partite non è roba da Milan, non è roba per San Siro. Cercheremo di essere competitivi ed arrivare in Champions League ma anche di giocare bene e costruire tramite bel gioco e prestazioni superiori“.

A precisa domanda sulla situazione legata alla Uefa, l’amministratore delegato del Milan, Ivan Gazidis risponde così: “La prossima volta che la Uefa guarderà sarà quando il Milan dovrà qualificarsi per una competizione europea. La cosa che si può presupporre è che quando la Uefa farà ciò avvii un percorso verso il Settlement Agreement e si presume possa essere un percorso di 4 anni. Il nostro obiettivo è creare delle fondamenta virtuose dal punto di vista finanziario. I nostri obiettivi sono sostanzialmente gli stessi che ha la Uefa“.

Photo Credits: AcMilan.com

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Associazione Piccoli Azionisti Di A.C. Milan. APA: da oggi 50 nuovi piccoli azionisti nel capitale di A.C. Milan

Associazione Piccoli Azionisti Di A.C. Milan. APA: da oggi 50 nuovi piccoli azionisti nel capitale di A.C. Milan

Associazione Piccoli Azionisti Di A.C. Milan – APA: da oggi 50 nuovi piccoli azionisti nel capitale di A.C. Milan 

COMUNICATO STAMPA


Milano, 4 luglio 2019 – L’Associazione Piccoli Azionisti di A.C. Milan (“APA”), alla presenza del Presidente Auro Palomba e dei Vice Presidenti Giuseppe La Scala e Alessandro Dubini ha riunito i propri associati “Gold” per la cerimonia di consegna dei certificati azionari di AC Milan S.p.A.

Entrano cosi ufficialmente nella compagine azionaria della squadra rossonera 50 nuovi piccoli soci tra cui Nicola Asti, Partner di Freshfields, Marco e Tommaso Dubini, Massimo Ferrari, CFO di Salini Impregilo, Sergio Iasi, Chief Restructuring Officer di Trevi Finanziaria, Roberto Italia, fondatore di Space Holding, Sami Kahale, Direttore Generale di Esselunga, Marco Patuano, membro del Consiglio di Amministrazione di AC Milan, Maurizio Tamagnini, Amministratore Delegato di FSI, Pierfrancesco Vago, Executive Chairman di Msc Cruises, Nicolò Zanon, Giudice della Corte Costituzionale, Marco Sesana, Amministratore Delegato di Generali Italia.

Auro Palomba, Presidente di APA ha dichiarato: “Siamo tutti molto orgogliosi di aver portato a compimento questo importante primo traguardo che rappresenta il punto d’inizio per far sentire la nostra vicinanza alla Società. Siamo contenti che il Milan sia una delle prime squadre ad aver aperto ai piccoli azionisti e siamo confidenti di riuscire a raggiungere, insieme, nuovi ulteriori obiettivi“. “L’operato della nostra Associazione – conclude Palomba – e dei nuovi soci, che rappresentano professionalità di prim’ordine in diversi settori professionali, sarà messo a disposizione di A.C. Milan e del suo management per contribuire ulteriormente a rafforzare i colori rossoneri”.

Ad Auro Palomba, Giuseppe La Scala e a Alessandro Dubini gli associati hanno riconosciuto il merito di aver condotto con abilità la trattativa con la Società rossonera riuscendo ad ottenere l’ingresso nel capitale di AC Milan di 50 associati ad APA della prima ora.

Elenco completo degli associati Gold di APA

Cognome Nome
Aguiari Moreno
Asti Nicola
Bencivenga Pierfrancesco
Ben-Yehuda Ramiel
Bestetti Stefano
Cammarata Leonardo
Caramaschi Luca
Carnago Gian Paolo
Casò Angelo
Cefis Davide
Cerveglieri Davide
Cisotto Angelo
Cleopazzo Paride
Corvi Mora Edoardo
Degiorgi Alessandro
Di Liddo Luca
Di Sante Christian
Dubini Alessandro
Dubini Marco
Dubini Tommaso
Ferrari Massimo
Galea Kevin Louis
Ghezzi Matteo
Iasi Sergio
Invernizzi Alberto
Italia Roberto
Gelatti Mach De Palmstein Stefano
Kahale Sami
La Scala Filippo
Mignanego Stefano
Nobili Francesco
Nolli Andrea
Papa Franco
Patuano Marco
Pesenti Marco
Pollavini Massimiliano
Ponzani Paolo
Preti Riccardo
Reboa Stefano
Reboni Roberto
Ricolfi Nicola
Rovello Marco
Rubino Marco
Sesana Marco
Tamagnini Maurizio
Tonon Andrea
Vago Pierfrancesco
Viganò Carlo
Volpi Alessandro
Zanon Nicolò
Zornetta Igor

Milanisti 1899 e Associazione Piccoli Azionisti di A.C. Milan

Milanisti 1899 e Associazione Piccoli Azionisti di AC Milan sono le associazioni che riuniscono i tifosi rossoneri che condividono un progetto di sostegno ai colori e all’attività sportiva del Milan, attraverso la partecipazione attiva e consapevole alla vita e alla gestione della società AC Milan Spa – di cui rappresentano – tramite cinquanta suoi associati- il più significativo azionista di minoranza. Le associazioni, inoltre, detengono la quota di maggioranza relativa di El Nost Milan S.r.l., società editrice di Radio Rossonera, webradio che in poco meno di due anni ha superato i tre milioni di ascolti in tutto il mondo diventando la radio sportiva più seguita nel circuito di Spreaker.com. e del neonato quadrimestrale 120Milan (nel 2019 si celebrano 120 anni di vita del Milan), patinato magazine quadrimestrale di duecento pagine, in doppio testo (italiano ed inglese), distribuito in abbonamento o in vendita sul sito radiorossonera.it, che mira a favorire il confronto ragionato sul mondo del calcio, e in particolare sul Milan, la sua storia e la sua cultura alta e popolarissima.

Per maggiori informazioni e per associarsi https://radiorossonera.it/associazioni2019/

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Milan, prestazioni atletiche: l’analisi finale sulla stagione 2018-19

Milan, prestazioni atletiche: l’analisi finale sulla stagione 2018-19

MILAN, PRESTAZIONI ATLETICHE – Il 30 giugno, data che sancisce la fine della stagione sportiva 2018-2019, è alle porte. Non ci sarà Gennaro Gattuso alla guida del nuovo Milan, sarà infatti Marco Giampaolo a dirigere il primo allenamento del raduno rossonero, previsto martedì 9 luglio.

Prima di descrivere ed analizzare quello che sarà il lavoro di Mister Giampaolo e del suo staff e tuffarci definitivamente in una nuova stagione, prendiamoci un attimo di tempo per analizzare le prestazioni atletiche del Milan 2018-2019. I dati che stiamo per analizzare, se pur parziali e limitati, saranno senz’altro nelle mani del nuovo staff: all’interno di un database molto più fornito costituiranno la base per analizzare le performance della stagione appena conclusa, primo punto per poter iniziare a programmarne una nuova.

Km percorsi ad alta intensità dal Milan 2018-2019

Da anni nel mondo del calcio, per l’analisi delle prestazioni atletiche delle squadre e dei singoli giocatori, si dividono i chilometri percorsi in tre categorie, a seconda della velocità alla quale sono stati fatti: Jog, Run e Sprint. Quest’ultimo dato, rappresenta la fetta di chilometri percorsi ad alta intensità, cioè ad una velocità superiore ai 14 km/h. La distinzione tra i vari livelli di corsa è strettamente legata all’andamento ed al contesto della partita ed è chiaro che un qualsiasi giudizio qualitativo sulla prestazione fisica, non può prescindere in alcun modo dal campo: poter fare uno scatto ad alta intensità non equivale a farlo nella direzione o nel momento giusto.

Francesco Mauri, preparatore atletico del Napoli, in un’intervista rilasciata a marzo, in cui ha spiegato l’importanza di alta ed altissima intensità, ha dichiarato: “Quest’anno, pur percorrendo meno chilometri totali rispetto all’avversario, nell’alta e altissima intensità, raramente il Napoli è stato superato dalla squadra che affrontava. È accaduto soltanto una volta, contro il Liverpool che è probabilmente la squadra più performante d’Europa”. Questo ci permette di ribadire un concetto: il dato dei chilometri totali percorsi da una squadra, se pur riportato talvolta in prima pagina da alcuni quotidiani sportivi, non ha alcun valore. In questo senso, le squadre più “virtuose” della Serie A, cioè quelle che in valore assoluto corrono meno degli avversari, ma percorrono quasi sempre più chilometri ad alta intensità, sono Napoli, Inter ed Atalanta. Rispettivamente nel 75%, nel 74% e nel 71% dei casi, hanno prevalso sull’avversario per ciò che riguarda i chilometri ad alta intensità. Tre delle quattro squadre qualificate alla prossima Champions League.

Il Milan, quest’anno, ha prevalso sull’avversario, come chilometri percorsi ad alta intensità, in undici partite sulle trentotto totali di Serie A: 11/38 è circa il 29% dei match totali. Ed è significativo anche un altro dato: delle undici volte in cui è riuscito a farlo, cinque sono state nelle ultime sette giornate di campionato. Nel corso della stagione, le prestazioni sono state costanti: salvo l’inizio della stagione, periodo in cui tutte le squadre sono alla ricerca della migliore condizione atletica, ci sono stati solo alcuni casi sporadici, dovuti a circostanze particolari – vedi Milan-Bologna successiva al ritiro punitivo di fine stagione – oppure all’andamento di singoli match, in cui la squadra ha fornito prestazioni non in linea con il resto del Campionato.

Confronto tra km ad alta intensità percorsi dal Milan (blu) e dalle dirette avversarie (arancione)

Dunque, tra i compiti di Giampaolo e del suo staff, ci sarà anche quello di provare ad ottimizzare le prestazioni atletiche del Milan. Monitorare ed analizzare le performance non tanto per vincere la singola partita, sarebbe impossibile. Farlo invece per ottenere risultati a lungo termine: massimizzare ed ottimizzare gli sforzi ad alta intensità, paradossalmente, può anche essere la chiave per spendere meno energie, fisiche e mentali, per ridurre il numero di infortuni e per arrivare nelle migliori condizioni possibili alla partita successiva.

Alessandro Molinaro

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Milan, Suso: l’uomo della discordia. Focus atletico

Milan, Suso: l’uomo della discordia. Focus atletico

MILAN, SUSO – Nel corso di una stagione sportiva, i temi di dibattito e di confronto tra tifosi, sono tanti e riguardano i più disparati argomenti. È il bello del calcio: confrontarsi, nel rispetto delle opinioni altrui, sapendo che nessuno ha la verità in tasca. Non potrebbe essere altrimenti, in uno sport tanto semplice quanto eclettico come il calcio.

La stagione 2018-2019 volge al termine. Ufficialmente si chiude il 30 giugno, ma si sa, all’indomani dell’ultimo match di campionato, mente ed occhi di tutti sono già proiettati al futuro. Ecco quindi che il calciomercato diventa il protagonista indiscusso, tra desideri di colpi ad effetto in entrata e discussioni su chi, tra i calciatori presenti in rosa, dev’essere il punto di partenza per costruire la squadra per l’anno successivo.

C’è un calciatore che più di tutti divide il popolo del Milan: ha il numero 8 sulle spalle e la sua seconda casa, quest’anno, è stata la fascia destra del campo di San Siro. Specialità: rientrare sul mancino e cercare la sua “mattonella” per calciare in porta o per trovare la testa di un compagno al centro dell’area di rigore.

Oggi, la maggior parte dei tifosi rossoneri sembra schierata: Suso non può far parte del Milan del futuro.
Qualcuno adduce come motivo il calcio di Giampaolo: il nuovo allenatore, infatti, negli ultimi anni ha sempre schierato le sue squadre con il modulo 4-3-1-2, poco spazio, dunque, per un “esterno naturale” come lo spagnolo. Le virgolette sono d’obbligo, qualche anno fa, infatti, si faceva il discorso opposto, considerando Suso un “trequartista naturale”, inadatto al ruolo di esterno d’attacco. Forse la chiave è nel mezzo: può interpretare entrambi i ruoli, tantissimo dipende dai compiti che gli vengono affidati e quindi da chi siede in panchina. Altri invece, considerano Suso il più sacrificabile sul mercato: una cessione che può generare plusvalenza, con tutte le conseguenze del caso. Dall’altro lato del fiume rossonero, invece, c’è chi difende a spada tratta il numero 8 del Milan, ricordando, numeri alla mano, le innumerevoli partite risolte dal suo mancino.

Punti di vista. È bene però tornare all’incipit dell’articolo: non esiste una verità assoluta. È innegabile che, in questi ultimi anni, Suso abbia rivestito un ruolo importante nel Milan. È allo stesso tempo lapalissiano come, in alcuni momenti della stagione, la sua posizione in campo abbia rappresentato più un peso che una risorsa per il gioco dei rossoneri.

Analizzando le prestazioni atletiche fornite dallo spagnolo nel corso di questa stagione, si ha la netta sensazione che, anche nei momenti di buio, il suo problema non sia mai stato di natura fisica. A cavallo tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019, Suso ha sofferto di un affaticamento muscolare nella zona adduttoria della coscia, che lo ha costretto a saltare la sfida di Supercoppa Italiana a Gedda contro la Juventus. In meno di due settimane, ha pienamente recuperato dall’infortunio, che non ha influenzato in alcun modo il resto del campionato.

Per provare ad approfondire le performance del numero 8, è bene chiarire un aspetto: da un calciatore come Suso non ci si aspettano certo tanti chilometri percorsi. Ci si aspetta invece che, in percentuale, i chilometri percorsi ad alta intensità siano una buona fetta dei percorsi in totale. Per il ruolo che riveste e per la sua natura, è un calciatore che dovrebbe fare la differenza nel cambio di passo, sia senza palla che, soprattutto, quando si trova ad affrontare un avversario con il pallone tra i piedi. Fatta questa premessa, sviscerando i dati atletici delle prestazioni di Suso emerge che, in media, i chilometri percorsi ad alta intensità, sono circa il 6% dei km totali.

Nel grafico alcune prestazioni atletiche di Suso: in arancione il totale di km percorsi, in blu la frazione di km percorsi ad alta intensità

Ancora una volta: sono dati che vanno analizzati e contestualizzati, approfonditi ed integrati con altri elementi. In questa sede possiamo limitarci a dire che, nei momenti difficili della sua stagione, il problema di Suso non è stato di natura atletica. Aver corso tanto come chilometri totali, aver “rincorso” e ripiegato tanto in fase difensiva, può aver influenzato la sua lucidità e le sue giocate nella metà campo avversaria? Possibile. La testa, più del fisico, può aver condizionato le sue prestazioni nei momenti difficili? Possibile anche questo.

In conclusione, che sull’argomento Suso ci si trovi da una sponda o dall’altra del fiume, resta la certezza che l’acqua che scorre è rossonera ed unisce i tifosi. È bene ricordarlo in ogni discussione, in ogni parere discordante. Al centro c’è e ci sarà sempre il Milan. Per ciò che riguarda Suso, non ci resta che aspettare. Le prossime settimane ci diranno tanto. Concludiamo però, stavolta si, con la speranza di avere una certezza: se Giampaolo dovesse decidere di puntare sul numero 8, qualunque sia il ruolo che deciderà di fargli interpretare, avrà il pieno sostegno di tutti i tifosi rossoneri. Ci sarà tempo per le valutazioni più disparate e, se necessario, le critiche.

Alessandro Molinaro

Foto: AcMilan.Com

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Esclusiva Andrea Maldera: “Mykolenko giocatore interessante. Il Milan fa bene ad osservare Suprjaha. Giampaolo? Sono un suo estimatore”

Esclusiva Andrea Maldera: “Mykolenko giocatore interessante. Il Milan fa bene ad osservare Suprjaha. Giampaolo? Sono un suo estimatore”

ESCLUSIVA ANDREA MALDERA – Intervista esclusiva di Radio Rossonera ad Andrea Maldera, assistente tecnico della nazionale ucraina guidata da Andrij Shevchenko. Tra i temi della chiacchierata non mancano alcuni giudizi tecnico-tattici su alcuni talenti ucraini come Mykolenko e Suprjaha; oltre che un parere su Marco Giampaolo.

Vitalij Mykolenko, che tipologia di giocatore è? Può essere pronto per la Serie A?

È un ragazzo arrivato quest’anno in nazionale, l’avevamo seguito la scorsa stagione, e un po’ anche per necessità l’abbiamo inserito in anticipo. Ci ha sorpreso per la velocità con cui si è imposto e si è conquistato il posto in rosa, non è ancora un titolare fisso. È ancora giovane, un classe 2000 che grazie al campionato nazionale non di alto livello è riuscito a trovare spazio, ma forse non è ancora pronto per altri campionati, c’è una componente di rischio. Il ragazzo comunque a livello fisico e tecnico è interessante. Un mancino naturale, più bravo in fase di possesso, un giocatore di prospettiva. Mi sembra azzardato però possa essere il titolare del Milan che però può prenderlo come investimento per il futuro“.

Ci può raccontare qualcosa su Suprjaha (attaccante ucraina under 20)?

Nonostante il momento sociale del paese non sia facile e il campionato è dominato da Shakhtar e Dinamo Kiev, nell’ultimo periodo il calcio ucraino ha proposto molti talenti. Non è un caso che abbiamo vinto il Mondiale Under 20. Suprjaha ha bruciato le tappe, negli Europei Under 19 (l’Ucraina arrivò al 4°posto) fu straordinario. Quest’anno è stato buttato in prima squadra nella Dinamo Kiev, giocando anche il preliminare di Champions con l’Ajax. Ha fatto, come normale, un po’ di fatica. Sono ragazzi giovani, di grande potenzialità, a cui però va concesso un margine d’errore, che a volte la Serie A non ti concede. Sono tutti ragazzi di valore e in nazionale possiamo aspettarli. Al Milan invece è un po’ più difficile. Suprjaha, a differenza di Mykolenko, non è nella rosa della Nazionale maggiore. Mykolenko invece ha giocato titolare contro il Portogallo, dove non ha sfigurato. Le aspettative sono alte e importanti, ha un grande futuro e il Milan fa bene ad osservarlo“.

Ti incuriosisce Giampaolo al Milan?

Non vedo l’ora che accade, sono un estimatore del gioco di Giampaolo e di quello di Sarri che hanno principi simili e grandi idee di calcio. Quest’anno sono andato a Genova a trovarlo, il suo staff è molto preparato. È arrivato a questo punto dopo tanti anni di esperienza e gavetta. Per me è uno dei maestri di calcio più importanti in Italia, prima o poi doveva fare il salto di qualità. Una squadra come il Milan, oltre a vincere, deve dare una grande immagine in campo e tornare a fare le partite. il Napoli di Sarri non ha vinto lo scudetto, ma ci ha fatto emozionare. Faccio un grande in bocca al lupo a Giampaolo“.

Immagine articolo tratta da: trivenetogoal.it

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Calciomercato Milan, Ag. Kramaric: “Con i rossoneri nessun contatto, si trova benissimo all’Hoffenheim”

Calciomercato Milan, Ag. Kramaric: “Con i rossoneri nessun contatto, si trova benissimo all’Hoffenheim”

CALCIOMERCATO MILAN, AG. KRAMARIC – Impazzano i nomi dei papabili nuovi acquisti rossoneri, oggi sui media, in particolare quelli tedeschi, si parla di Andrej Kramaric. La redazione di Radio Rossonera ha contattato in esclusiva il suo agente Vincenzo Cavaliere. Ecco le sue risposte:

Partiamo dalla stagione di Kramaric: 37 partite, 22 goal. Annata da incorniciare?

Andrej è oramai alla terza stagione e mezzo da incorniciare, considerando che ha portato l’Hoffenheim alla salvezza con 8 gol dal penultimo posto. Li ha portati per la prima e seconda volta nella storia del Club in Europa League ed in Champions e quest’anno, non riuscendoci, ha comunque fatto una marea di gol e assist“.

Andrej è una seconda punta dai grandi numeri e dal grande movimento. Si sposerebbe bene con una prima punta come Piatek?

Andrej è una punta di grande movimento. Può giocare da falso 9, da seconda punta e dietro le punte. È un giocatore straordinario e completo. Non lo dico io, ma i numeri, i gol, gli assist, l’aver portato la Croazia ai mondiali con lo spareggio e l’aver fatto una parte di storia dell’Hoffenheim diventando il suo bomber più prolifico. Credo che qualsiasi punta abbia piacere di giocare con un giocatore del genere“.

Abbiamo letto che Andrej si trova molto bene all’Hoffenheim ma di fronte ad una chiamata di Boban potrebbe prender in considerazione l’ipotesi Milan, anche eventualmente senza Europa League?

Andrej si trova benissimo all’Hoffenheim che è un grande club“.

Questo contatto col Milan c’è già stato? È un qualcosa che potrebbe concretizzarsi?

Non c’è alcun contatto“.

Immagine articolo tratta da: novantesimo.com

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Mondiali Femminili, Brasile: le “Canarinhas”. L’ultimo avversario dell’Italia nel Girone C

Mondiali Femminili, Brasile: le “Canarinhas”. L’ultimo avversario dell’Italia nel Girone C

MONDIALI FEMMINILI, BRASILE – Ad una partita dalla fine della fase a gironi, con due turni già alle spalle, la classifica del girone C dei mondiali femminili di Francia recita: Italia 6 punti, differenza reti +6; Brasile 3 punti, differenza reti +2; Australia 3 punti, differenza reti 0; Giamaica 0 punti, differenza reti -8.

Alla nazionale femminile italiana sembra di vivere un sogno, ma lo scenario è perfettamente reale: i trionfi contro l’Australia e la Giamaica hanno infervorato il clima intorno alle Azzurre, oggi protagoniste di una sorta di bolla mediatica inaspettata.

Il cammino della nostra nazionale ai mondiali di Francia 2019 è ancora solo a metà strada, e martedì 18 giugno si prospetta un altro appuntamento decisivo per le sorti della squadra: la sfida contro il Brasile, le Canarinhas.

Il Brasile è arrivato al mondiale in forma poco smagliante, reduce da una fase di preparazione con una sola vittoria su undici gare, uscendo sconfitte da ben nove amichevoli consecutive. L’esordio ai mondiali contro la Giamaica è riuscito a invertire la rotta, grazie alla tripletta di Cristiane, ma la seconda sfida contro le Matildas australiane ha portato una bruciante sconfitta per 3-2, dopo che le brasiliane si erano portate avanti per 2-0. Lo scenario attuale in cui si inserisce Italia-Brasile è dunque molto incerto: un’Italia umile ma involata sulle ali dell’entusiasmo incontrerà un Brasile cosciente delle proprie qualità ma provato da risultati insoddisfacenti, oltretutto senza una aritmetica certezza di accesso agli ottavi di finale.

Cosa aspettarsi da questo Brasile in campo?

Coach Oswaldo Alvarez, in arte Vadao, opterà presumibilmente per il consueto 4-4-2, modulo che ha destato tanti dubbi nelle passate partite delle Canarinhas a causa della vulnerabilità della difesa e alla poca conformità con il gioco di Marta, campionessa indiscussa della sua nazionale e instancabile rapace in area di rigore. Dopo aver saltato tutti i 90’ della partita di esordio dei mondiali causa infortunio, e dopo aver punto solo su calcio di rigore contro la Giamaica, Marta non avrà certo intenzione di lasciare a desiderare, e se contro l’Italia dovesse sentirsi particolarmente ispirata potrà far passare 90 minuti di fuoco alla difesa azzurra.

Tra le giocatrici brasiliane la menzione speciale va necessariamente alla rossonera Thaisa Moreno, con numero 5 sulle spalle, titolare e in campo fino all’ultimo minuto in entrambe le partite delle Canarinhas nel ruolo di interno di sinistra di centrocampo al fianco della quarantunenne ed instancabile Formiga. Thaisa potrebbe ritrovarsi in mezzo al campo a battagliare con la compagna rossonera Giugliano, dando vita a quella medaglia a doppia faccia che solo che compagne di squadra -e di reparto- che improvvisamente si trovano ai lati opposti del campo possono capire.

Appuntamento per martedì 18 giugno ore 21.00: Brasile-Italia è qui.

Immagine articolo tratta da: https://matstegen.tumblr.com

Lucia Pirola

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Milan, Rade Krunic: alla scoperta del primo acquisto rossonero. Focus atletico

Milan, Rade Krunic: alla scoperta del primo acquisto rossonero. Focus atletico

MILAN, RADE KRUNIC – Il 22 febbraio, al termine di una convincente vittoria del Milan contro l’Empoli, Rade Krunic lasciava il terreno di San Siro per l’ultima volta. Non sapeva che, la volta successiva, avrebbe messo piede in quello stadio con una nuova, gloriosa, maglia a strisce verticali rossonere: la maglia del Milan.

Versatilità e duttilità. Sono queste le parole che, in questi ultimi giorni, sono state scritte e pronunciate sul conto di Krunic. Un centrocampista eclettico. Per qualcuno, l’ex numero 33 dell’Empoli rappresenta un chiaro indizio sul prossimo allenatore che siederà sulla panchina del Milan. Marco Giampaolo infatti, è stato il primo allenatore di Krunic in Italia, durante la stagione 2015/2016. Qualcun’altro invece, afferma che il suo approdo al Milan sia il primo marchio di Zvonimir Boban sul nuovo corso rossonero. Imoschi, città natale di Zvone, dista poco più di 200 km da Foca, patria del primo acquisto (in attesa di ufficialità…) di questa sessione di calciomercato del Milan. Suggestioni.

Il destino, a volte, è beffardo: Rade Krunic, se non fosse stato infortunato, avrebbe potuto disputare la sua ultima partita con la maglia dell’Empoli proprio a San Siro, il 26 maggio, contro l’Inter. Partita fondamentale tanto per la corsa Champions, quanto per la lotta salvezza. Chissà se qualcosa sarebbe cambiato.

Ciò che invece è inconfutabile, sono le prestazioni fornite nel corso di questa stagione dal centrocampista bosniaco. I dati, ancora una volta, dicono tanto. Nelle trentatré partite in cui è sceso in campo, è stato utilizzato quasi sempre come mezz’ala in un centrocampo a tre: sedici volte sul lato destro del campo, tredici volte come mezz’ala sinistra. Nelle restanti quattro sfide, ha agito come trequartista in un 4-3-2-1. Versatilità, appunto.

Analizzando i dati atletici della stagione appena conclusa, saltano all’occhio due aspetti interessanti: il primo è che, in una stagione che ha visto l’avvicendamento di Andreazzoli e Iachini, le prestazioni di Krunic si sono mantenute stabilmente positive; il secondo dato, significativo anche questo, è che nonostante la retrocessione dell’Empoli, le performance del suo centrocampista, hanno poco da invidiare a quelle di calciatori di squadre di alta classifica: Krunic, ad esempio, è stato tra i migliori creatori di occasioni da gol in questa stagione e tra i primi quattro centrocampisti della Serie A ad aver preso parte attiva ad almeno dodici reti (cinque gol, sette assist).

Tra le armi a disposizione del futuro calciatore rossonero, ci sono senz’altro inserimento senza palla e capacità di ribaltare l’azione palla al piede. Sugli schermi di tanti tifosi rossoneri, è in riproduzione in queste ore il coast to coast con cui ha aperto la sfida casalinga contro il Sassuolo. I dati confermano queste sensazioni: quando ha giocato mezz’ala, Krunic ha sempre fornito prestazioni atletiche maiuscole, correndo stabilmente circa 1 km ad alta intensità in ogni partita. È un dato da analizzare, ma è certamente figlio delle caratteristiche appena descritte: sia con la palla, che senza, è un calciatore in grado di cambiare passo ed offrire soluzioni ai compagni.

Infine, c’è un dato particolare: in fase difensiva, le prestazioni di Krunic sono simili a quelle fornite da Kessiè per ciò che concerne contrasti ed intercetti; confrontando invece occasioni create ed ultimi passaggi pericolosi, in fase offensiva, le cifre di Krunic sono paragonabili a quelle di Hakan Calhanoglu. Di nuovo, dunque, la duttilità di questo centrocampista: quantità e qualità al servizio del Milan, con la possibilità di avere, finalmente, delle alternative all’altezza dei titolari.

Si tratta solo di dati, ovviamente. È chiaro che un palcoscenico come San Siro è un banco di prova da far tremare le gambe a chiunque. Le premesse perché possa trattarsi di un matrimonio felice, però, ci sono tutte. Di certo, per Rade Krunic, entrare a San Siro con la maglia rossonera sarà tutta un’altra storia, tutta da sognare, tutta da scrivere.

Foto Krunic tratta da: footballnews24

Alessandro Molinaro

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