Bergomi: “Il Milan è più forte ma con meno identità! Nelle mani di Pioli…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Beppe Bergomi accende il dibattito sul nuovo Milan di Stefano Pioli: meno identità, più qualità offensiva con un equilibrio ancora da cercare

Continua il dibattito sul nuovo Milan di Stefano Pioli, una squadra profondamente cambiata dopo gli addii di Paolo Maldini e Sandro Tonali: ieri sera a parlare dei rossoneri è stato Beppe Bergomi, Campione del Mondo 1982 e da tanti anni ormai opinionista sportivo per l’emittente Sky Sport. Dal discorso identitario al nuovo approccio ancora più offensivo di una squadra che, dovesse riuscire a trovare un equilibrio, potrebbe togliere tante soddisfazioni ai propri tifosi e agli appassionati di calcio.

Identità, qualità offensiva, equilibrio

Ospite alla trasmissione “Calciomercato – L’Originale” di Alessandro Bonan e Gianluca Di Marzio, l’ex Inter ed ora opinionista Beppe Bergomi ha provato a dare un quadro generale sul Milan di Stefano Pioli, una squadra che ha cambiato tanto quest’estate. Dagli addii di Maldini e Tonali ai nuovi innesti che aggiungono qualità offensiva: l’idea di Beppe Bergomi sul Milan di Stefano Pioli è molto chiara per la stagione appena cominciata.

“Il Milan perde in identità, perché quando vanno via dirigenti come Maldini e un giocatore come Tonali, secondo me perdi molto. E perdi quella che è stata la forza del Milan in questi anni, una squadra che partiva un attimo dietro… voi sapete quanto ci ho visto lungo sul Milan, e ci ho puntato perché avevo visto un’identità forte. Tutti passano, ma rimane sempre il Milan perché è una società storica: se sarà in grado di avere quello spirito, la squadra è migliorata”.

“E’ migliorata perché è diventata più offensiva e ha cambiato tanti giocatori sulla fascia destra, prima giocava con Saelemaekers, Messias e Brahim Diaz quando voleva aggiungere un po’ più di tecnica. Però dovrà comunque stare attenta ad avere un equilibrio che le permetta di essere dominante come ha detto Pioli. Io non so se arriverà in tempi brevi. Ma lunedì per 20-25 minuti quando il Milan è così è bello da vedere, perché va uomo su uomo, recupera palla e dà grande intensità. Resta da capire se riuscirà a farlo con le grandi squadre e soprattutto per quanto tempo”.

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