il 02/10/2023 alle 18:37

Bergomi: “Occhio, non è più il Milan delle prime giornate!”

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Bergomi spiega com’è cambiato il Milan da dopo il derby: da Trippier alle rotazioni con i terzini

Il Milan di Stefano Pioli vince anche in casa con la Lazio e comincia a convincere, nonostante le cose viste nelle prime 3 giornate siano al momento state abbandonate: ne parla Beppe Bergomi. Al Club di Sky Calcio di Fabio Caressa ieri sera ci si è concentrati anche su come i rossoneri hanno cambiato il modo di impostare l’azione e di difendere rispetto alle prime tre uscite con Bologna, Torino e Roma. A spiegarlo è Bergomi, che parte da una riflessione postasi alla visione di Milan-Newcastle.

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La prima, però, è quella dell’ospite Giancarlo Marocchi, che parla di Rafa Leao sostenendo:

“Nella partita contro la Lazio, quante volte è rientrato nella sua metà campo? Zero. Se tu giochi tanto, ma sfrutti i giocatori per quello che sanno fare bene… Se tu hai Leao e gli dai palla addosso, questo di azioni così (come nei due assist, ndr) te ne fa 3 o 4 a partita e poi con la palla retrocessa il gol lo fai”.

Ecco che interviene il conduttore, che continua a parlare del Milan. Queste le parole di Caressa sul modo di giocare della squadra di Pioli:

“Leao non rientra mai? È interessante questo spunto, perché ormai io sto vedendo sempre più squadre, anche parlando con alcuni tattici e studiando un po’ quello che succede in giro per l’Europa, di vedere squadre divise in due. C’è ormai una tendenza a dividere la squadra in due: 5 sono i costruttori difensori e 5 sono gli incursori, vengono proprio definiti così. In tutte le squadre ormai cinque giocatori sono proprio portati ad andare all’offensiva. E in genere costruiscono, come fa il Milan, 3 e 2 o 2 e 3”.

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Come è cambiato il Milan?

Da qui la riflessione di Bergomi, che si chiude con la spiegazione di questa metamorfosi:

“Fabio, noi abbiamo commentato anche Newcastle-Milan: io pensavo che Trippier potesse andare in grande difficoltà. Invece, giocatore di personalità, l’ha attaccato sempre Leao. L’ha attaccato sempre, andava e andava. E lì, è vero che non ha fatto nulla di che, ma sono più sfrontati. Non hanno questo tipo di timore, fallo correre all’indietro Leao”.

“Il calcio sta cambiando, dove vogliamo andare? La Lazio di Sarri difende in maniera classica: quasi mai rompono la linea. Ci sono poi quelli che ricercano la marcatura individuale, quelli che rompono e ricompongono la linea… Ci sono vari modi per poter difendere. Anche il Milan va a ricercare quasi tutte le marcature, non solo in fase difensiva. Ma anche a centrocampo. Il Milan delle ultime partite, dopo che ha perso il derby con l’Inter, non è quello delle prime tre gare: meno rotazioni con i terzini dentro. Anzi, molto meno. Ha cominciato con i tre centrocampisti, sempre col 4-3-3, ma uno si alza sul mediano basso e gli altri si accoppiano con gli altri due centrocampisti”.

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