Balotelli: “Maglietta dell’Inter a terra? Se potessi lo cancellerei…”

DiDavide Giovanzana

Mar 21, 2022

In una lunga intervista a DAZN, l’ex Milan e Inter Mario Balotelli torna sul famoso episodio della maglietta e sul trasferimento al Milan.

Che emozione è stata tornare in Nazionale?
“Ero veramente felice. Era uno stage, ma è stato emozionante perché non me lo aspettavo. Mi aspettavo tutto tranne quello. Spero l’Italia vada ai Mondiali. La Macedonia sulla carta è più debole, ma non è da sottovalutare. E non è da sottovalutare nemmeno la Turchia”.

Il momento più bello?
“Gli Europei, senza dubbio. L’esordio lo metto dopo. L’esultanza con la Germania? Ero un po’ più magro, ora sono più grosso. Se perdo un kg sono perfetto”.

Mancini cosa rappresenta per te?
“Nella mia carriera è lui che mi ha fatto iniziare con l’Inter. Aveva una situazione particolare da gestire, con Ibra che non stava benissimo e Adriano che c’era e a volte non c’era. C’era Cruz, c’era Crespo… qualsiasi altro allenatore non lo avrebbe fatto”.

E Prandelli?
“Mi sono trovato molto bene. È stato molto permissivo, ma allo stesso tempo molto rigido. Agli Europei mi sono trovato bene, anche con il gruppo. Sono venute fuori storie che non sono vere, nessuno ha litigato con me. Con il mister sono sempre stato rispettoso, mi ha sempre detto cosa dire, che fosse un mio comportamento giusto o no”.

L’Inter?
“Se qualche tifoso mi ha odiato lo posso capire. Per la storia della maglietta, perché sono andato al Milan… se qualcuno mi ha insultato, non con insulti razzisti, io lo capisco”.

Tireresti di nuovo la maglietta per terra?
“Lo cancellerei se potessi. Volevo bene ai tifosi dell’Inter. In quella partita con il Barcellona sono entrato bene, ho sbagliato un passaggio e hanno iniziato a fischiarmi. L’ho presa male, non era mai successo. Mi sarebbe piaciuto diventare una bandiera dell’Inter, con Moratti ne avevo parlato, l’obiettivo era quello. Moratti è inarrivabile. Mi aveva regalato una moneta d’oro e lì per lì mi sono detto ‘ma cos’è?’. Io non capivo, sono andato nello spogliatoio e l’ho mostrata a Materazzi. Mi ha detto che l’aveva regalata a Ronaldo, Recoba, Adriano e Ibra. Lì ho capito cosa significava e quella cosa mi è rimasta per sempre dentro. È inarrivabile, come persona e come tutto. Quella moneta ce l’ho ancora oggi”.

Tornerai in Italia?
“È difficile. In Italia penso sia difficile”.

Ti avremmo visto bene a Napoli.
“Dillo a De Laurentiis, se non fosse per lui sarei a Napoli da dieci anni. Sono innamorato di Napoli, ci avrei giocato sempre. Ci è nata mia figlia, lo dicevo a Raiola che mi sarebbe piaciuto giocarci”.

Le emozioni di diventare padre.
“La prima volta che dice papà è stata incredibile. Quando nasce tua figlia è sempre incredibile, ma quando ti chiama papà…”.

Che post carriera immagini?
“Sarebbe incoraggiante parlare con i ragazzi per raccontare le cose che ho fatto bene e male della mia carriera, per metterli in guardia. Sarebbe bello perché eviterei tanti problemi a loro.”

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