“Deluso, non c’è molto da dire! Pioli…”: Bakayoko e l’addio al Milan

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Tiemoué Bakayoko rompe il silenzio e parla per la prima volta del suo addio al Milan dopo i due anni di prestito dal Chelsea: l’intervista ai microfoni dell’Equipe

Negli ultimi anni del calciomercato in casa Milan, una delle trattative che si è dimostrata più sbagliata è stata quella del ritorno in Italia di Tiemoué Bakayoko. Tornato a Milanello dopo l’esperienza tra il 2018 e il 2019 con Gattuso in panchina, il mediano francese ha giocato solo 646 minuti in due anni, senza mai trovare il feeling giusto con Stefano Pioli. Intervistato dall’Equipe fresco del ritorno in Francia al Lorient, Tiemoué Bakayoko ha raccontato i motivi del suo addio al Milan, tra le difficoltà dell’ultimo periodo e il bagaglio di esperienza che ha accumulato negli anni in Serie A.

Bakayoko e l’addio al Milan

“L’anno scorso, non ho avuto il tempo di gioco che desideravo. Ci sono molti fattori da considerare… non ho molto da dire sulle ragioni per cui non ho giocato. L’allenatore ha fatto delle scelte. C’è stata molta delusione, questo è certo: la carriera di un calciatore è fatta di alti e bassi, l’ho presa così e ho cercato di essere il più serio possibile durante gli allenamenti o quando potevano contare su di me, anche se non è stato spesso. È stata davvero una stagione difficile, ma ho voglia di metterla alle spalle e concentrarmi sul presente”.

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La scelta del Lorient

“I primi contatti con il Lorient risalgono a circa tre settimane prima della mia firma. Ci sono state molte conversazioni incentrate sul gioco, ed è diventato tutto molto logico nella mia testa. Senza mentire, la presenza di Benjamin Mendy ha giocato un piccolo ruolo… ma davvero in modo molto leggero (ride). Ho pensato che fosse una buona cosa che ci riunissimo con Ben. Sono sempre rimasto concentrato, anche durante il periodo in cui non avevo ancora una squadra. Ho fatto una preparazione intensa, che mi ha permesso di arrivare con una buona condizione fisica. Dobbiamo avere rispetto per ciò che Lorient ha realizzato: è un club importante in Francia. Molti diranno che, dopo i club in cui sono stato, andare a Lorient è un passo indietro: io no, non lo vedo in questo modo. La cosa più importante è essere in campo e dare il massimo. Ho pensato che questo fosse il progetto che mi si addiceva di più, in un club piuttosto familiare, lontano da tutte quelle squadre con molta pressione nelle quali ho giocato. Avevo a cuore trovare un progetto che potesse adattarsi a me e un allenatore che conosco”.

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Il nuovo Tiemoué Bakayoko

“Ho imparato molto dal punto di vista tattico in Italia: le difese sono più arretrate e solide, mi è piaciuto giocare nella Serie A. L’Inghilterra mi ha insegnato molto riguardo alla ripetizione degli sforzi. Torno con un bagaglio leggermente più ricco. Nella mia carriera, il fatto di essere stato spesso ceduto in prestito è stato un po’ un punto critico: spero di avere maggiore continuità in un club d’ora in poi. Quando sono uscito dal Chelsea nel 2018 è stato perché è arrivato un nuovo allenatore, Maurizio Sarri, e con l’acquisto di Jorginho mi ha detto che sarei stato inferiore nella gerarchia. Ho pensato che quella, in quel momento, fosse la decisione migliore”.

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