Kalac e il ricordo di Vecchi: “Un uomo fantastico, gli ho voluto molto bene”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex portiere del Milan Zeljko Kalac ha parlato della sua Australia al Mondiale, aggiungendo qualche ricordo rossonero.

Kalac, si deduce che non crede nell’impresa.

“L’Australia ha fatto un miracolo qualificandosi per gli ottavi. Per eliminare l’Argentina servirebbe un miracolo ancora più grande. Qui nessuno si aspettava di andare avanti, il gruppo era molto difficile. Pensavamo di vincere solo con la Tunisia. E invece è stato bravissimo il tecnico a cambiare idea di gioco. L’Australia non può fare la costruzione dal basso o palleggiare, deve ricordarsi la sua identità e la sua storia. Noi dobbiamo giocare lungo sugli esterni, aggredire gli avversari, andare sulle seconde palle, difendere bene e ripartire. La squadra non è granché dal punto di vista tecnico, la mia generazione era più forte, ma loro stanno facendo meglio di noi: sei punti nel girone sono tanti. È una squadra solida”.

Quali sono i giocatori più bravi?

“Il portiere Ryan nelle ultime due partite ha fatto la differenza. È bravo con i piedi e i suoi lanci sono preziosi. Souttar è un ottimo stopper. A centrocampo i due mediani Mooy e Irvine vanno in pressione su tutti. E Leckie, esterno destro offensivo, sta facendo un ottimo Mondiale, d’altronde ha giocato a lungo in Germania prima di tornare in Australia. E poi l’allenatore Arnold ha fatto un ottimo lavoro riportando nel gruppo la mentalità australiana. Che significa non avere paura, giocare per la maglia, per la famiglia, per gli amici. Lui è stato assistente di Guus Hiddink e Frank Farina, ha imparato tante cose e le sta mettendo in pratica”.

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E lei cosa fa di bello?

“Io faccio il commentatore per la tv australiana. Sono rientrato pochi giorni fa dopo tre anni in Croazia. Tutto il periodo del Covid l’ho fatto lì perché in Australia le regole erano molto severe. Mi sono un po’ stufato del calcio, devo decidere cosa fare. Non so se entrerò di nuovo in uno staff, sono stanco dei ritiri. Ho qualche offerta, ma voglio capire quale sarà il mio futuro. Mi piacerebbe insegnare ai ragazzi, so che Gigi Buffon sta aprendo un’accademia in Australia, ma i genitori sono pesanti: spingono troppo i figli, mettono molta pressione. Non va bene”.

Di recente ha incontrato i suoi amici del Milan.

“Sì, a Zagabria ho abbracciato Paolo Maldini. E gli ho fatto i complimenti per lo scudetto, ma soprattutto per aver intitolato a Villiam Vecchi il campo di allenamento dei portieri di Milanello. Villiam era un uomo fantastico e su quel campo mi ha distrutto tantissime volte. Gli ho voluto molto bene”.

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Zeljko Kalac

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