Attaccante Milan, Pellegatti: “Incartati, ma va considerato il fattore Pioli” (ESCLUSIVA)

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il pensiero di Carlo pellegatti sulla tardiva decisione e l’apparente confusione del Milan in merito alla scelta del prossimo attaccante

Carlo Pellegatti, con di consueto, è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni nell’appuntamento del venerdì con Pelle Rossonera. Il giornalista ha risposto a molte domande degli ascoltatori, andando a cercare di capire come mai il Milan stia tardando e faticando così tanto nella sua ricerca dell’attaccante, pur sapendo già da mesi che avrebbe avuto questa necessità in estate.

“Nessuno avrà gli attaccanti al raduno”

Sul fatto di non avere ancora la prima punta al raduno del’8 luglio: “Serve un attimo di pazienza, non era possibile presentarsi al raduno di lunedì con una punta. I nomi che abbiamo sentito fino ad ora non si sarebbero comunque potuti presentare quel giorno, dato che saranno tutti in vacanza dopo gli impegni con le Nazionali. Tutti avranno questa difficoltà. Il problema sarà avere le punte giuste quando inizierà il campionato, non mi interessa essere competitivo nelle amichevoli. Sul fatto invece che il Milan debba essere competitivo, sono d’accordo. Gli ultimi due anni vanno però un attimo analizzati. Due anni fa c’è il Napoli che saluta, non il Milan ma la compagnia. Quest’anno l’Inter ha perso, fino a quando il campionato contava, una partita sola. È stato brutto il mese di ottobre, fino a quel punto eravamo competitivi. Forse abbiamo smesso di esserlo un po’ troppo presto, questo lo condivido. Non per dare giustificazioni, ma un fattore da considerare è che abbiamo trovato due squadre che sono andate a 300 all’ora. Noi, però, dovevamo fare certamente di più”.

Quanto manca per l’attaccante? “Il discorso sulla punta è questo: Morata non è lontano. Se dice di sì, è preso tra una settimana. C’è la clausola, non vedo problemi. A me Morata piace. Poi adesso dobbiamo capire se ci basta Morata-Jovic… Lo ripeto mi sembra poco”.

Era da molti mesi che il Milan sapeva che avrebbe avuto bisogno di una punta, perchè non si sono mossi prima con una lista di nomi? “Forse si sono un po’ incartati per quella questione delle commissioni con Zirkzee. Forse contavano di farle scendere, ma con Kia è difficile. Nel momento in cui io so che la discussione per i 15 milioni diventa cervellotica, io mi sposto. Però bisogna vedere. E c’è un altro fattore da considerare: l’allenatore del prossimo Milan fino a 2 mesi fa era Pioli. Magari avevano stabilito un Milan con Pioli, poi sono rimasti spiazzati. Vi assicuro, se avesse passato il turno con la Roma o avesse battuto l’Inter sarebbe rimasto. Ma il bruttissimo mese di aprile ha condizionato la scelta. Però è vero, già molto prima sapevi che avresti avuto bisogno della punta”.

 

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