Atalanta-Milan, Pioli in conferenza: “Io né eroe né vittima! De Ketelaere…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

De Ketelaere, Gasperini e qualche ritorno: Pioli presenta Atalanta-Milan in conferenza stampa a Milanello

Comincia ufficialmente un’altra settimana fondamentale per il Milan: Stefano Pioli ha presentato il match in trasferta con l’Atalanta tra i ritorni degli infortunati, un campo difficile, Charles De Ketelaere e l’avversario storico Gian Piero Gasperini.

Le parole di Pioli

Di seguito, le parole del mister ai microfoni dei giornalisti presenti nella sala stampa di Milanello prima del match di Bergamo.

Stagione ancora giovane, ma dentro abbiamo avuto diversi momenti: lei non ha mai perso la bussola, considerando tutto aperto in campionato

“Sì, è ancora tutto aperto perché mancano ancora tante partite. In campionato non può mancare la continuità, è questo il nostro obiettivo adesso. Vogliamo arrivare almeno tra le prime quattro, ma vorremmo fare qualcosa in più in questa stagione”.

Negli ultimi anni, Atalanta-Milan sempre affascinante: come Pioli colloca la Dea in questa stagione?

“Sono sempre partite difficili contro l’Atalanta, e anche quest’anno loro lotteranno fino alla fine per i primi 4 posti. Sono una squadra completa, con tanta qualità e forza fisica. Servirà una prestazione di alto livello per vincere come sempre contro l’Atalanta”.

Sta seguendo De Ketelaere? Kjaer e Leao come stanno?

“Lo sto seguendo soprattutto in queste settimane in vista della partita di domani. Sta giocando in un ruolo più offensivo, ha qualità sicuramente e l’anno scorso gli è servito per imparare qualcosa, è un giocatore di prospettiva. Se dovesse giocare Charles De Ketelaere, dovremo stargli molto attenti domani. Per Rafael Leao è importantissimo l’allenamento di oggi: negli ultimi giorni ha raggiunto livelli di intensità buona, poi decideremo se portarlo o no a Bergamo. Simon Kjaer ha superato il problema muscolare, ma non si è ancora allenato in gruppo e deve recuperare la condizione”.

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“Stiamo pensando solo a domani, ma in questo caso non ci sono problemi nel pensare già al Newcastle: è una partita importante”.

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Ritorni importanti, Giroud, Bennacer: comincia a tornare il tuo Milan?

“Certi momenti difficili si passano in una stagione così lunga e con così tanti impegni: più giocatori abbiamo a disposizione, meglio è. Ismael Bennacer ha bisogno di un po’ di tempo per ritrovare la condizione”.

Sfidi Gasperini da più di 20 anni, tanti duelli, cosa ammiri di lui? Cosa gli ruberesti?

“Ammiro e apprezzo la sua coerenza tattica: ha sempre dato un’identità a tutte sue squadre, tutte quelle che ha allenato. Lo stimo molto ma non gli ruberei niente perché ognuno ha la sua personalità, i suoi tratti distintivi e il suo carattere”.

Ha sempre stimolato Jovic e col Frosinone ha risposto, può continuare così? Reijnders-Musah, vedremo una disposizione diversa rispetto al Frosinone?

“Non ho dubbi sulle sue qualità: deve lavorare, deve essere intenso perché nel calcio moderno è fondamentale l’intensità, sia fisica che mentale. Se manterrà alto questo livello, Jovic darà una mano importante alla squadra nel continuo della stagione. Per quanto riguarda Reijnders e Musah, abbiamo un modo di stare in campo abbastanza certo, poi dipenderà anche da cosa faranno gli avversari domani sera”.

Quanto pesa non disporre di così tanti difensori?

“Vedo queste situazione come un’opportunità per dimostrare il nostro valore e la nostra coesione a livello di gruppo”.

Come sta Rade Krunic? Non sta giocando tantissimo, questione di condizione o di scelte?

“E’ una questione di condizione fisica: sta avendo un calo, non si può giocare sempre al 100% in una stagione con così tanti impegni. In questo momento ci sono giocatori che stanno meglio e sto scegliendo loro”.

Al netto della crescita di Tomori, dopo la prestazione di Theo è corretto pensare che un mancino naturale sul centrosinistra difensivo possa garantire un plus nella fase di costruzione?

“Nella fase di costruzione del gioco sicuramente: nel calcio di oggi i centrali sono quelli che hanno spazio e tempo per fare le giocate, giocare un filtrante, impostare l’azione, cambiare gioco. Theo Hernandez, quando ha la palla, ci dà soluzioni diverse”.

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Ismael Bennacer ha le potenzialità per vincere il Pallone d’Oro? Da che basi riparte dopo l’infortunio?

“Non ho dubbi sulle sue qualità, è un giocatore di altissimo livello. È giusto che un giocatore si ponga degli obiettivi così importanti, però poi deve proporli nel quotidiano. Lui ha grande personalità, deve semplicemente ritrovare la migliore condizione. Ha avuto un recupero senza inciampi, con grandissima costanza: lo aspettiamo quando tornerà in forma al 100%”.

In alto alla classifica c’è chi gioca bene e chi meno bene, per il Milan non è troppo un tabù il calcio piazzato?

“Dobbiamo fare sicuramente meglio. E’ un nostro obiettivo e ci stiamo lavorando tanto in questi giorni perché sappiamo che sono situazioni importanti”.

O muori da eroe, o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo“: si rivede in questa frase del Cavaliere Oscuro di Batman? Si sente un capro espiatorio che deve prendere colpe che non sono sue per il bene generale?

“Mi piace Batman, ma non mi sento né capro espiatorio né vittima. Io sono l’allenatore del Milan e ho certe responsabilità che derivano dal peso del mio ruolo. Non mi sente né un eroe, né una vittima”.

Come sta Okafor? E Bennacer?

“Okafor domani non ci sarà, proprio domani ha l’ultimo controllo. Se sarà positivo e se le sue sensazioni saranno positive vorrà dire che sarà molto vicino il suo rientro. Bennacer tornerà titolare presto. Non credo che passerà moltissimo tempo”.

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Dicono che il modo di giocare di Pioli, propositivo, coraggioso e intenso, non può essere adatto alle tre partite con Atalanta, Newcastle e Monza: meglio concentrarsi sulla Champions League/Europa League oppure uscire dall’Europa in generale per avere più chance scudetto?

“Il nostro calcio ha radici profonde, ma non credo sia così intenso da non poter reggere le tre partite a settimana. L’obiettivo di inizio stagione era essere competitivi in campionato e in Europa, quindi cercheremo di raggiungerlo con le nostre idee”.

Reijnders in cabina di regia col Frosinone, come può integrarsi in quella zona con Bennacer?

“Sto parlando tanto con Bennacer della sua posizione in questo periodo dove è tornato ad allenarsi: io e lui abbiamo le idee chiare. I giocatori intelligenti non è mai un problema farli giocare insieme, e loro due lo sono”.

Tra le alternative come difensori centrali ha scelto Theo: perché ha scelto lui?

“Mi ha convinto la sua convinzione di poter essere utile anche in quella posizione, di poter dare qualcosa in più alla squadra”.

Ha già pensato a come affrontare De Ketelaere?

“Abbiamo studiato l’Atalanta preparando la partita sulle loro situazioni offensive. De Ketelaere lo conosciamo e sappiamo cosa aspettarci da questo giocatore, gli ex compagni lo conoscono già e sanno cosa si troveranno davanti”.

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