Atalanta-Milan – Quella volta che … Alla ricerca del tempo perduto

Atalanta-Milan

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“Troviamo di tutto nella nostra memoria: è una specie di farmacia, di laboratorio chimico, dove si mettono le mani a caso, ora su una droga calmante, ora su un veleno pericoloso”.

La Recherche (Alla ricerca del tempo perduto) di Proust è un romanzo difficile da descrivere, raccontarne la trama non avrebbe senso, credo che la migliore maniera di avere un’idea vaga sia leggere attentamente il titolo, più volte. La domanda che dovrebbe suggerirvi il pensiero è: “Dove va il tempo perso?” Ed è possibile davvero recuperarlo?

Gli ultimi anni della vita di un tifoso milanista si sono consumati nell’attesa, nella speranza di una luce in fondo ad una galleria che sembra non avere fine.  In questi anni di crepuscolo, noi tifosi milanisti ci siamo spesso rifugiati nella pace lacustre fatta di ricordi di un passato glorioso. Trofei e campioni, fantasmi ingombranti che vagano per il prato di San Siro e per gli spogliatoi di Milanello.

Come si fa?

Può il passato essere il veleno del presente?

È il passato glorioso ad ancorare questo Milan alla mediocrità? Una zavorra d’oro, una camicia di forza di seta.

Questa stessa rubrica, proposta spesso, prepara il futuro guardando al passato. Ennesimo specchio retrovisore per scrutare quello che abbiamo alle spalle, una sorta di rituale vacuo e pagano in cui si rievocano risultati e imprese. Sedute spiritiche del web per invocare futuri radiosi con lo sguardo rivolto dall’altra parte.

Ha senso?

Quando la sensazione di superiorità del Milan passato abbandonerà la testa dei giocatori dei Milan che sono e che verranno?

Sembra che ogni partita a San Siro debbano giocarla contro due squadre, una fisica fatta di avversari che corrono e una invisibile, invincibile, che attraversa il campo senza faticare, senza smettere mai di essere lì.

Un Milan che gioca contro il Milan.

A questo punto dovrei raccontarvi di un Atalanta – Milan che è già stato, solleticarvi i ricordi e stuzzicare le memorie. Ma no. Basta.

L’unica partita che ha senso raccontare non si è ancora giocata. Si gioca stasera. La gioca un gruppo di ragazzi che indossa la maglia rossonera, sono giovani, hanno faticato un anno intero e devono giocarsi tutto in novanta minuti.

Altri non giocheranno, non gioca Rivera, non gioca Van Basten, non giocano Gullit e Gattuso, Seedorf e Baresi, non gioca Kakà, Sheva, Thiago Silva, non gioca Nordhal, non gioca Maldini.

Ci sono due Milan.

Uno che gioca e uno che non gioca.

Voi per quale tifate?

photocredits acmilan.com

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