L’AIC ricorda Gianluca Vialli con le parole degli ex compagni

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

‘Chiedimi chi era Gianluca’. L’associazione italiana calciatori ricorda Gianluca Vialli tramite chi ha avuto la fortuna di conoscerlo e lavorare al suo fianco nei 14 anni da Consigliere Aic, dal 1985 al 1998: anni di battaglie sindacali che – come ricorda la rivista ‘Il Calciatore’ – lo hanno sempre visto in prima linea, sin da quando, giovanissima promessa della Sampdoria, entrò a far parte del Consiglio Direttivo AIC alla sua prima vera stagione in Serie A. Il suo impegno per il sindacato calciatori e il suo apporto non sono mai mancati, nemmeno quando, dopo vittorie e trofei conquistati in maglia blucerchiata, con la Juventus e in azzurro, chiuse la carriera al Chelsea e dall’Inghilterra continuò a lottare e “metterci la faccia” per migliorare e salvaguardare i diritti dei colleghi delle categorie inferiori.

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“Gianluca è stato un caro amico e un uomo di grande personalità, sempre gioioso e divertente – lo ricorda Demetrio Albertini, Consigliere Aic dal 1994 a 2014 – Il primo ricordo è legato al mio esordio in Nazionale, quando nella prima partita in maglia azzurra mi sono trovato a lanciare e servire due campioni come lui e Roby Baggio. Un’emozione che non ho mai dimenticato. Gianluca è poi sempre stato un leader, in campo e fuori. E un leader per natura si dona agli altri – prosegue l’ex centrocampista del Milan – Ha combattuto molte battaglie in prima fila e a tutela dei tanti calciatori delle serie inferiori che non avevano a quei tempi le nostre fortune”.

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Fu senza dubbio tra i “protagonisti” del primo sciopero “totale” del calcio italiano che l’AIC proclamò e mise in atto il 16 ed il 17 marzo 1996, sicuramente una tra le tappe fondamentali che hanno segnato la storia dell’Associazione. “Ero anch’io tra le centinaia di calciatori che, grazie all’Aic, presero i soldi dal Fondo di Garanzia in quegli anni – ricorda Umberto Calcagno, Presidente Aic e compagno di Vialli alla Sampdoria – “e ho memoria degli interventi di Luca al fianco di Sergio Campana nell’assemblea dell’11 marzo 1996 a Milano; il loro esempio di quel giorno fece maturare in me il desiderio di entrare a far parte del nostro Direttivo”. A riportarlo è ANSA.

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Gianluca Vialli EURO2020
Photocredits: acmilan.com

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