Milan, Sacchi: “Pongo una domanda, se li ha voluti tutti Pioli mi arrendo”

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Lorenzo Iadevaia
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Il giudizio sull’operato di Pioli da parte di Sacchi e poi lo sguardo al futuro del Milan con qualche dubbio sugli allenatori stranieri

Arrigo Sacchi ha dedicato il suo tema del giorno su La Gazzetta dello Sport totalmente a Stefano Pioli messo sulla graticola al Milan e alle scelte che dovranno fare i dirigenti sul futuro allenatore dei rossoneri. L’ex allenatore non ha usato mezze parole per dire la sua opinione sulla situazione di Pioli ormai al capolinea della sua esperienza sulla panchina del diavolo e ha invocato saggezza nelle decisioni che aspettano la società sia nell’individuare il nuovo tecnico che nel prossimo calciomercato. Qui un estratto delle parole scritte da Sacchi sulla rosea.

Il bilancio di Pioli al Milan: la domanda di Sacchi

Sacchi su La Gazzetta dello Sport ha commentato così la panchina costata a Pioli al Milan dopo l’eliminazione ai quarti di finale di Europa League: “Bravo allenatore e brava persona che due anni fa ha compiuto un miracolo con lo Scudetto”. Il giudizio dell’ex allenatore rossonero sul lavoro svolto nei suoi quasi 5 anni di permanenza: “Il Milan è secondo, non da buttare via. Guidare una squadra piena di stranieri è complicato. Gli acquisti dell’estate passata sono farina del sacco di Pioli oppure c’è la mano di dirigenti che allenatori non sono? Se li ha voluti tutti Pioli mi arrendo”.

Il commento sull’opzione Lopetegui

Sacchi, chiuso il capitolo Pioli, ha aperto quello dedicato al futuro a partire dal nome di Lopetegui, ma la perplessità è sugli allenatori stranieri in Italia: “Lopetegui non lo conosco benissimo. Gli allenatori stranieri ultimamente non hanno quasi mai incantato in Italia”. L’ex tecnico rossonero ha poi dato un consiglio ai dirigenti chiamati a gestire anche la prossima sessione di calciomercato invitandoli ad ascoltare le indicazioni del prossimo allenatore: “Necessario che puntino su un allenatore che goda della loro fiducia e che non venga messo in discussione alla prima sconfitta”. L’ex CT ha invitato i dirigenti a rispettare le competenze e le responsabilità dei ruoli sottolineando ancora una volta l’importanza di ascoltare la futura guida tecnica.

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