Calvarese: “L’arbitro sa tutto, ma al Milan dico: non c’entra!”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Tiene banco oggi il tema cartellini in casa Milan: troppi anche per Calvarese, che spiega il ruolo dell’arbitro nell’interpretazione del dato

Domani sera in diretta su Prime Video a commentare gli episodi di PSG-Milan ci sarà anche lui, ma ieri Gianpaolo Calvarese (ex arbitro di Serie A) ha parlato ai microfoni di Cronache di Spogliatoio. Un intervento per discutere della situazione disciplinare in casa rossonera. In particolare, il quesito posto dal giornalista Emanuele Corazzi parte da una premessa, di seguito riportata.

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Lato tecnico

“Il Milan è la squadra italiana con più cartellini rossi (3) ha un numero altissimo di cartellini gialli (21). Pioli si lamenta del fatto che gli arbitri non avrebbero aiutato il Milan, però la domanda che ci facciamo è: come leggere questo dato? Una squadra può lavorare per diminuire il numero di cartellini?”

“Fammi fare una premessa, gli arbitri non c’entrano. Non c’entrano gli arbitri, ma i numeri dicono tanto. Soprattutto oggi, non dicono tutto, ma ci dicono tanto. Per esempio, ci dicono che il Milan ha ricevuto tre espulsioni. Vado a memoria, non credo ci siano squadre blasonate nelle prime 5/6 della classifica con almeno un’espulsione. Ma è vero anche che secondo me, assolutamente sì, si deve e si può lavorare. Ho visto ormai tante squadre strutturarsi a livello tecnico con degli esperti. Mi viene in mente, guardavo la partita sabato, Inzaghi ha sostituito Barella, che è uscito brontolando. Lo ha tolto secondo me perché era ammonito”.

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Lato arbitrale

Ribaltiamola dall’altra parte. Da arbitro, immagino che tu abbia un elenco, sai quali sono i giocatori diffidati quando arrivi. E i giocatori diffidati, te lo fanno capire? C’è un meccanismo, un tentativo di prevenzione?

“Io sapevo tutti i diffidati, anche della gara dopo. Perché se li ammonivo venivano squalificati e tutte le dietrologie del caso… (ride, ndr). No dai, scherzi a parte. L’arbitro non è espiantato dal contesto del calcio, sa tutto. Conosce le tecniche, le tattiche, se un giocatore rientra sul destro… E quindi deve conoscere anche i diffidati. Ti faccio un esempio, ci sono dei calciatori, degli attaccanti, che prima vanno a prendere spalle alla porta la palla sul difensore centrale per farsi fare fallo. E una volta ammoniti lo puntano, perché sapendo che è già ammonito molto probabilmente non farà un altro fallo da ammonizione. Quindi noi siamo un po’ come i calciatori, come gli allenatori: studiamo tutto e questo deve far parte della preparazione di una gara e soprattutto dei big match”.

Con quelli rimediati contro la Juventus, come detto, il Milan ha superato quota 20 cartellini sventolati da un arbitro di Serie A in questa stagione. Fikayo Tomori, Mike Maignan e Malick Thiaw sono invece i tre calciatori espulsi in sole 9 giornate. Episodi isolati o indice di un limite da analizzare e, quindi, risolvere? Il quesito resta, ma a rispondere sarà il tempo.

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