Apprensione, trepidazione? Sì, ma è tutto bello: milanisti, sono emozioni da vivere. Le parole di Florenzi come mantra

La prossima delicatissima sfida con l’Atalanta porta con sé uno stato di tensione e di agitazione che i tifosi milanisti non erano più abituati a vivere. Ma anche la scorsa settimana, che ci ha accompagnato ad Hellas Verona-Milan, non era stata semplice. Così come quella pre Fiorentina. O la precedente alla sfida con la Lazio. Insomma, ad essere onesti questo campionato pare non finire più. Le emozioni vissute sono state tante, e la sensazione forte è che, comunque andrà, quelle più intense debbano ancora arrivare. Le partite di quest’inverno, quando la squadra di Pioli girava a meraviglia in notti come (a memoria) le due con l’Atletico Madrid o contro il Liverpool, hanno impresso nella mente dei tifosi rossoneri che la propria squadra del cuore è (finalmente) tornata grande. Sì, ma quanto è difficile sopportare certe vigilie quando la posta in gioco continua a salire? Personalmente, ho notato che le cose iniziavano a farsi serie in Milan-Empoli. Vero, c’era stata quella settimana a febbraio, che ci aveva visto affrontare Inter (1-2), Lazio (4-0) e Sampdoria (1-0) e che è stata forse la chiave di questo campionato. Ma ancora i nerazzurri erano sopra (potenziale +4 con l’asterisco) e il campionato era molto lungo. A San Siro contro la squadra di Andreazzoli, invece, ricordo un Milan diverso dal solito: magari meno bello, ma più cinico e affamato. Tornava dalla grande vittoria di Napoli e proseguiva la corsa a 3, punto a punto, con partenopei e cugini.

Da quella gara in poi, ogni minuto della Serie A è parso un’eternità, ogni settimana di attesa lunga il doppio e ogni gol, subito o fatto, pesante. La vittoria di Cagliari non ha fatto che aumentare questo stato di apprensione e tensione, che forse i pari con Bologna e Torino hanno un po’ smorzato, è inutile negarlo. Vogliamo parlare della settimana Genoa-Inter-Lazio? Un’altalena di emozioni incredibile tra eccitazione, disperazione paragonabile a un Milan-Cagliari 2020/2021 qualunque e di nuovo l’esaltazione. Per tirare le somme, questo campionato, che continuo a pensare sia il più bello degli ultimi anni proprio perché così combattuto in ogni zona della classifica, sta usurando le menti e soprattutto gli umori dei tifosi. Ma visto che ne parliamo qui, ci riferiamo ai rossoneri.

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D’altra parte, per quanto sia complicato, il mio personalissimo invito è quello di godersi questo momento. Vivere queste emozioni, belle o brutte che siano. Scudetto o meno, abbiamo adesso la certezza che il Milan è tornato grande. E’ tornato a competere e, appunto, a farci emozionare. Ricordo quando Stefano Pioli cominciò ad allenare a Milanello. Dopo un Roma-Milan 2-1 (ottobre 2019) disse: “Sembra che vincere o perdere non ci cambi nulla“. Ecco, la sintesi perfetta è che in questi due anni al Diavolo è tornato a cambiare qualcosa, e di parecchio. Infatti, è anche grazie alle eccitazioni e alle delusioni dei calciatori rossoneri stessi se i tifosi si eccitano o rimangono delusi per un risultato o una prestazione. Se si emozionano. Immagino che nella testa di ogni milanista appassionato in questi giorni ci siano tensione, trepidazione o semplice agitazione. Ecco, credo che quest’estate, quando si parlerà di cessione della società o di calciomercato, tutto ciò mancherà. Inoltre, è superfluo ricordare che da troppo tempo i sostenitori rossoneri non vivevano questo tipo di situazioni. Probabilmente dalla lotta scudetto del 2011/2012 non si passavano settimane così lunghe e ricche di sbalzi d’umore in relazione alle prestazioni del Milan (o di una diretta concorrente).

Godersi il momento, però, significa anche approfittarne. Domenica alle 18 a San Siro si giocherà un incontro che potrebbe anche essere decisivo. Sì, perché se la formazione di Pioli supererà l’Atalanta e l’Inter non dovesse vincere contro il Cagliari, sarebbe trionfo. Se lo leggesse Alessandro Florenzi, però, mi bacchetterebbe. Il terzino del Milan ha rilasciato un’intervista a Dazn dopo la vittoria, con suo gol, a Verona. Le sue parole sono state eloquenti: “Non pensiamo troppo avanti. Pensiamo solo a questo momento e basta. Il momento è adesso, è il momento di pedalare e di dare tutto. Continuiamo così e pensiamo solo all’Atalanta”. Il riferimento è al risultato dell’Inter, che nella stessa serata sarà impegnata alle 20.45 contro il Cagliari. A questo preciso punto del campionato, i due punti di vantaggio non sono nulla. Il tempo per recuperarli non c’è più e il traguardo è vicino: il momento è adesso. Le parole di “Spizzingrillo” devono accompagnare tutto l’ambiente Milan da qui alla lontanissima (a proposito) domenica 15 maggio. Viversi a pieno l’attesa, quindi, ma pensando sempre e solo a noi stessi. Il vantaggio è minimo, ma abbastanza da poterne approfittare. Quindi, mi accodo a Florenzi: qui ed ora, hic et nunc, per poter vivere sensazioni estremamente più intense e liberatorie poi.

photocredits: acmilan.com

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