Milan, Vernazza: “In Ancelotti rimaste le idee dei suoi maestri Liedholm e Sacchi”

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Sebastiano Vernazza ha parlato della figura di Carlo Ancelotti e di quelli che sono stati i suoi maestri che lo hanno formato in carriera

Carlo Ancelotti ha scritto pagine importanti della storia del Milan vincendo sia da giocatore che da allenatore. Sebastiano Vernazza in un editoriale sulle colonne di Sportweek ha analizzato chi sono state le figure principali nel corso della sua carriera che lo hanno formato.

I maestri di Re Carlo

Carlo Ancelotti è stato cresciuto da due allenatori che gli hanno trasmesso la loro filosofia umana e di gioco: Nils Liedholm e Arrigo Sacchi. Il primo fu l’allenatore che lo portò alla Roma nel 1979 dandogli una nuova visione di gioco e dal quale, secondo Vernazza, il tecnico di Parma prese la sua: “Serenità ai confini dell’imperturbabilità” , aggiungendo anche: “Parliamo di comportamenti pubblici perchè nel chiuso dello spogliatoio il Barone sapeva usare parole e maniere forti e presumiamo che Ancelotti oggi faccia lo stesso”. Sacchi vide in Ancelotti il centrocampista tatticamente ideale per il suo Milan convincendo il presidente Silvio Berlusconi ad acquistarlo e completando così la sua formazione calcistica, come scrive il giornalista: “Lasciandogli il seme e il gusto della strategia e dello schema”. Vernazza conclude così: “Assimilate le lezioni di Liedholm e Sacchi, i suoi buoni maestri, Ancelotti ha elaborato idee proprie. Le impronte però sono rimaste”. 

 

 

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