Sergiño Dest, la freccia a stelle e strisce: terzino o esterno alto?

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Un colpo inaspettato, arrivato a poche ore dalla fine del calciomercato, ha rialzato il morale dei tifosi del Milan: dal Barcellona arriva in prestito con diritto di riscatto (fissato a 20 milioni di euro) Sergiño Dest. Il classe 2000, americano proprio come la nuova proprietà targata RedBird insediatasi negli uffici di via Aldo Rossi ufficialmente ieri pomeriggio, è sbarcato a Linate pronto per iniziare la prima, canonica giornata da nuovo acquisto rossonero.

Sergiño nasce ad Almere, città olandese di 200mila abitanti a 30km da Amsterdam (che ha dato i natali anche ad un certo Frank Rijkaard), da padre statunitense e madre olandese. Dopo aver mosso i primi passi nella squadra della sua città, a 12 anni passa nelle giovanili dell’Ajax dove esordisce nella Supercoppa Olandese del 27 luglio 2019 contro i rivali del PSV. Nel suo primo anno da professionista, il terzino destro (che può giocare anche a sinistra) si conquista il posto da titolare sulla fascia dei lancieri a suon di grandi prestazioni. Vince il premio miglior giovane dell’Ajax, il Marco Van Basten Award, alzato in passato anche da giocatori come De Ligt, Eriksen e Van der Vaart. Il rendimento di Dest è talmente alto che il Barcellona decide di spendere 21 milioni di euro + 5 di bonus per portarselo a casa nell’estate del 2020, inserendo addirittura (come solito fare) una clausola da 400 milioni di euro nel suo contratto. La stagione d’esordio del primo statunitense nella storia del Barcellona, nonostante le 41 presenze (e 3 gol), è però caratterizzata da alti e bassi: l’addio di Koeman e un paio di infortuni fastidiosi hanno poi contribuito a far scendere definitivamente il calciatore all’ultimo posto delle gerarchie dei terzini del nuovo allenatore Xavi. Dopo diverse voci che lo hanno visto protagonista in un mercato estivo molto particolare, a poche ore dalla chiusura delle trattative Maldini e Massara (e probabilmente anche Gerry Cardinale) hanno deciso di puntare fortemente sul suo rilancio.

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Dest ha dichiarato più volte che la sua fonte di ispirazione è Dani Alves, uno dei terzini più forti della storia del calcio. A livello di stile di gioco però, il classe 2000 non è paragonabile al brasiliano a livello di qualità nell’impostazione del gioco (Alves era a tutti gli effetti un regista aggiunto, sia nel Barcellona che nella Juventus). Quando i blaugrana sono passati al 3-5-2 sotto la guida Koeman, Dest ha potuto mettere in mostra la sua qualità più importante: il dribbling. Nella scorsa stagione, le sua capacità ben oltre sopra la media in questo fondamentale lo hanno portato ad essere uno dei terzini con la percentuale di dribbling completati più alta nei primi 5 campionati europei. Per superare gli avversari nell’1 vs 1 Dest ha a disposizione velocità, rapidità nei movimenti e un’ottima tecnica di base. Inoltre, proprio come Theo Hernandez, da oggi suo compagno di squadra per almeno un anno, l’americano ama venire a prendersi il pallone dentro il campo senza bisogno di aspettarlo con i piedi sulla linea laterale. Difensivamente parlando, Sergiño Dest presenta alcune lacune dovute alla sua struttura fisica (1 metro e 73 per poco più di 70 kg) e alla superficialità e poca attitudine nell’interpretare il ruolo (pesa ovviamente l’aver giocato in due squadre dalla spiccata vena offensiva come Ajax e Barcellona). Dove lo vedreste meglio all’interno dello scacchiere di Stefano Pioli? Al posto di Davide Calabria oppure più avanzato nel rettangolo verde come alternativa al classico dualismo Messias/Saelemaekers?

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