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Roma-Milan: come ha funzionato il pressing dei rossoneri?

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Punto debole nel derby perso contro l’Inter, il pressing rossonero è stato invece elemento chiave della vittoriosa trasferta del Milan sul campo della Roma (1-2).

Rimanendo fedele all’idea tattica che ha portato la sua squadra fin qui, Stefano Pioli ha deciso di approcciare la sfida dell’Olimpico in maniera veemente, attuando una forte pressione fin dalle battute iniziali del match.

Il piano gara prevedeva dunque di andare a prendere alta la Roma, cercando di ostacolarne il possesso dalla prima costruzione. Piano alla fine ben eseguito dall’undici mandato in campo dal tecnico emiliano.

I rossoneri infatti sono riusciti a tenere alto il proprio baricentro medio (53.88 m nel primo tempo) e a manipolare l’uscita palla dal basso della Roma.

Rispetto alla partita con l’Inter, stavolta gli avversari non hanno organizzato una costruzione particolare, dilatando i braccetti della difesa a tre per rendere meno efficace la pressione rossonera.

I difensori giallorossi hanno invece mantenuto le classiche posizioni centrali in avvio di azione e questo ha reso più facile al Milan aggredire in avanti, con i due esterni offensivi (Saelemaekers e Rebić) che si alzavano su Fazio e Mancini mentre Ibrahimović e Çalhanoğlu schermavano Cristante e Villar.

Per sostenere un costrutto del genere la compagine milanista doveva rimanere molto alta, con i due laterali difensivi (Calabria e Hernández) pronti a uscire sui quinti della Roma.

In generale gli altri giocatori, diversamente da quanto accaduto nel derby, sono stati abili ad accompagnare la prima pressione rossonera, con Kessié, Tonali e Tomori che uscivano forte sui vari Veretout, Pellegrini e su chi, fra Mayoral e Mkhitaryan, si abbassava per venire contro ai portatori giallorossi.

Fino a quando (nella seconda parte della prima frazione di gioco) il Milan non ha abbassato i ritmi, il pressing rossonero ha destrutturato la fase di possesso romanista, con la squadra di Fonseca che palesava enormi difficoltà nel tentativo di bypassare la prima pressione ospite.

Quando questo accadeva il Milan si trovava ovviamente in difficoltà, con la Roma che riusciva a risalire il campo verso la porta di Donnarumma. Tuttavia alla fine il rapporto rischi/benefici ha pagato, con i rossoneri che sulle riconquiste palla hanno costruito la partita, risultando alla fine più pericolosi (3.25 xG contro l’1.20 prodotto dai giallorossi, con un dato di 2.22 a 0.72 a favore del Milan dopo quarantacinque minuti di gioco) e più efficaci dei loro avversari.

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