Atalanta-Milan

L’Atalanta al tappeto: come e quando è stata sconfitta in questa stagione

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ATALANTA – Il Milan domenica 23 Maggio 2021 alle 20.45 scenderà in campo a Bergamo per la 38^ giornata di Serie A nella sfida contro l’Atalanta di Giampiero Gasperini. Un crocevia fondamentale per la stagione rossonera che pende tra il secondo posto in classifica e il possibile tracollo al di fuori della zona Champions.

Lo sappiamo, negli ultimi anni l’Atalanta di Gasperini è sempre stata una spina nel fianco per il Milan. Bergamo, in particolare, rappresenta il punto più basso della storia rossonera recente, con il 5-0 subito il 22 Dicembre 2019. Da quel momento in poi la squadra di Stefano Pioli ha saputo reagire, in primis chiudendo lo scorso campionato con un filotto di vittorie e risultati utili, e in secondo luogo costruendo un gruppo tale da vivere un’intera stagione tra i primi 3 posti (22 giornate da primo in classifica). Il cerchio si chiuderà proprio contro l’Atalanta, e darà risposte importanti nel giudizio della stagione.

L’Atalanta spaventa. È stabilmente in Champions League da ormai 3 stagioni, gioca un calcio frizzante, fatto di altissima intensità, giocate nello stretto, pochi tocchi, tanta freddezza sotto porta e, naturalmente, tanta qualità. Il ruolino di marcia in campionato dopo l’uscita dalla Champions League è quasi da scudetto, e soprattutto ha quasi sempre tutti i migliori giocatori a disposizione.

L’Atalanta spaventa, sì. Ma non è imbattibile. In questa stagione tra campionato e coppa ha perso 8 partite, 5 delle quali tra le mura casalinghe. Di queste 8 sconfitte, 7 sono arrivate dopo una sfida ravvicinata, sia essa stata una partita di coppa o un turno infrasettimanale di campionato. A rimarcare che, per raggiungere certi livelli di intensità, è necessaria tanta freschezza fisica. Un altro dato alquanto interessante è dato dagli schieramenti delle squadre avversarie: in 6 casi su 8 è uscita sconfitta contro una difesa a 3 (escluse Sampdoria e Napoli, a inizio stagione, schierate con un 4-2-3-1). In aggiunta a ciò, sulle 22 partite disputate a Bergamo solamente in 6 casi gli uomini di Gasperini non hanno subito gol.

Queste statistiche naturalmente possono iniettare un pò di speranza, ma non basta. Analizzando alcune di queste prestazioni alcune considerazioni sorgono quasi spontanee:

  • L’Atalanta fatica a trovare il gol (fatica, ma talvolta ci riesce) contro squadre chiuse, compatte, dal baricentro basso. È fondamentale chiudere gli spazi, concedendo, se necessario, occasioni meno nitide e più forzate.
  • Spesso, se non sempre, subisce gol sulle ripartenze o sui lanci in profondità. Non a caso, sui 22 gol subiti nelle 8 sconfitte 15 di questi sono arrivati da esterni d’attacco o seconde punte che si inseriscono e trovano spazio alle spalle della difesa, tra i quinti di centrocampo e i centrali difensivi laterali. Esempio chiaro: il gol di Zaccagni in Atalanta-Verona.
  • Tolta la sconfitta con l’Inter (che comunque ha approcciato la gara in maniera simile alle altre), l’Atalanta in questa stagione ha sempre sofferto gli attacchi senza punti di riferimento. I “3 esterni” del Liverpool, la mobilità del Napoli, gli esterni del Verona. Lo stesso Immobile, nel 1-3 contro la Lazio, ha agito da “trequartista” per lasciare spazio alle imbucate di Correa prima e Pereira poi.

È ovvio, chiaro e palese che questa non sia la ricetta definitiva per battere l’Atalanta. Ogni partita fa storia a sé, e in alcuni casi potrebbe trattarsi semplicemente di coincidenze. Nonostante ciò, qualche spunto interessante c’è, ed è anche riconducibile all’ultima vittoria a Bergamo del Milan: L’ 1-3 del 16 Febbraio 2019 targato Piatek e Calhanoglu. Anche in quel caso Gattuso dispose una squadra molto chiusa e compatta, risolvendo il match con un paio di giocate importanti dei singoli.

L’Atalanta spaventa, sì. Ma bisogna (ed è possibile) vincere.

photocredits acmilan.com

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